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2) Proposte di Spettacoli ad uso anche delle scuole
Le nostre proposte sono:
   

a.       OPHELIA  (OFELIA) scritta e diretta da Dustin Wills (vedi descrizione nel Programma 2006/7)
b.      “A grande richiesta” ADDRESS UNKNOWN (INDIRIZZO SCONOSCIUTO) di Katherine Kressman Taylor, regia di Michael Fitzpatrick (vedi descrizione e recensione qui di seguito)
 

ADDRESS UNKNOWN (INDIRIZZO SCONOSCIUTO)
TRAMA: Un’amicizia naufraga all’insegna del potere di seduzione della propaganda. La storia è raccontata attraverso le lettere di due uomini, entrambi tedeschi e partner di affari nonché amici, quasi fratelli. L’anno è il 1932 e l’ascesa del potere nazista in Germania si riflette nel epistolario fra i due: Max, l’ebreo, che è rimasto a S. Francisco e Martin che vive a Monaco. Martin viene inesorabilmente attratto dal Nazional Socialismo e la loro relazione non potrà più essere la stessa – in particolare per il fatto che entrambi vivono la stessa crisi, che provoca un inaspettato ma altrettanto premeditato atto finale di tradimento/vendetta. Considerata originariamente in una recensione del New York Times del 1939 “il più efficace ritratto del nazismo mai apparso in una fiction“ (NYTimes, Jan 29, 1939) la commedia riemerge di questi giorni come un opportuno monito contro l’intolleranza razziale, etnica ed ogni prevaricazione nazionalistica. Durata 75 minuti.
STORIA: il testo esce inizialmente in formato magazine nel 1939, ma viene subito ripubblicato come libro, ottenendo un successo tale da venire bandito dai circoli nazisti di Hitler. Malgrado questo esordio, il libro è poi rimasto ignorato fino al 1995. Ripubblicato in Francia nel 1999, a tre anni di distanza dalla morte della Kressmann – diviene sorprendentemente un bestseller. Presentato come piece teatrale sulle scene di Parigi, è stato anche prodotto a NY con successo durante la stagione teatrale del 2003/4.
 
Recensione di “Indirizzo Sconosciuto“
-apparsa in Wanted in Rome il 11/12/2005, Paul Anthem
 “Una pièce drammatica,  piena di tensione, che racconta la storia di un’amicizia distrutta a causa dei funesti eventi storici che avvengono sullo sfondo Il potere di “Indirizzo Sconosciuto“ risiede nella semplicità della sua narrazione.
E’ la storia di un’amicizia e della sua disintegrazione, e dell’amarezza e tragedia che si dispiegano di conseguenza. Pubblicato nel 1938, è anche una schiacciante condanna del sorgente nazionalsocialismo in Germania. Ma invece che le familiari e generalizzanti immagini dei raduni politici e grandi discorsi che marcarono la diffusione del nazismo in quei tempi, siamo presentati con un resoconto assai più personale e dunque anche più incisivo. L’anno è il 1932 ed i soci in affari Martin, di origine ariana, e Max, un ebreo, continuano a scriversi delle lettere dopo che il primo ha lasciato San Francisco per Monaco di Baviera. Le lettere sono all’inizio come ci si potrebbe attendere, trasmettono un calore profondo e un affetto reciproco, un legame apparentemente indistruttibile. Ma un poco alla volta la propaganda spietata ed i rigurgiti nazionalistici nella patria di Martin cominciano a prendere il sopravvento.
Tutto ad un tratto ed in modo drammatico, le lettere cambiano; Martin dice che non può più scrivere ad un ebreo, poiché le autorità non lo approverebbero, prima di dare a Max il colpo di grazia giustificando l’approccio del proprio governo. Egli aggiunge: “Ti ho voluto bene malgrado il fatto che tu fossi ebreo, non in virtù di esso.
“La forza della pièce verrebbe meno, naturalmente, senza la potente recitazione di ambedue attori, Ray Doliner (Max) e Douglas Dean (Martin). Eccellono tutti e due. Doliner è il filosofo gentile, atterrito dalle azioni del suo amico ma straordinariamente compunto mentre si appresta a trarre la sua vendetta. Anche Dean comincia con una recitazione dolce, gioviale, prima di entrare pienamente nel suo nuovo ruolo, marciando sul palcoscenico e proclamando la sua approvazione del nuovo senso di identità promulgato dal suo paese, una brillante personificazione di una nazione tragicamente travolta dalla euforia dell’epoca.
La pièce è felicemente diretta da Michael Fitzpatrick, e nessuna battuta o movimento degli attori passa inosservato. Due attori, una tavola e un faretto assicurano che la cruda emozione e sconcertante tensione che ne sono al centro non vengano mascherate da troppi elementi od effetti scenografici.
Questa produzione di “Indirizzo Sconosciuto“ fa onore alla pièce di Kathrine Kressman, la quale è stata tradotta in dieci lingue ed anche adattata al grande schermo. Altamente raccomandata“.
 
“Una pièce drammatica,  piena di tensione, che racconta la storia di un’amicizia distrutta a causa dei funesti eventi storici che avvengono sullo sfondo E’ la storia di un’amicizia e della sua disintegrazione, e dell’amarezza e tragedia che si dispiegano di conseguenza. Pubblicato nel 1938, è anche una schiacciante condanna del sorgente nazionalsocialismo in Germania. Ma invece che le familiari e generalizzanti immagini dei raduni politici e grandi discorsi che marcarono la diffusione del nazismo in quei tempi, siamo presentati con un resoconto assai più personale e dunque anche più incisivo. L’anno è il 1932 ed i soci in affari Martin, di origine ariana, e Max, un ebreo, continuano a scriversi delle lettere dopo che il primo ha lasciato San Francisco per Monaco di Baviera. Le lettere sono all’inizio come ci si potrebbe attendere, trasmettono un calore profondo e un affetto reciproco, un legame apparentemente indistruttibile. Ma un poco alla volta la propaganda spietata ed i rigurgiti nazionalistici nella patria di Martin cominciano a prendere il sopravvento..

“Una pièce drammatica,  piena di tensione, che racconta la storia di un’amicizia distrutta a causa dei funesti eventi storici che avvengono sullo sfondo E’ la storia di un’amicizia e della sua disintegrazione, e dell’amarezza e tragedia che si dispiegano di conseguenza. Pubblicato nel 1938, è anche una schiacciante condanna del sorgente nazionalsocialismo in Germania. Ma invece che le familiari e generalizzanti immagini dei raduni politici e grandi discorsi che marcarono la diffusione del nazismo in quei tempi, siamo presentati con un resoconto assai più personale e dunque anche più incisivo. L’anno è il 1932 ed i soci in affari Martin, di origine ariana, e Max, un ebreo, continuano a scriversi delle lettere dopo che il primo ha lasciato San Francisco per Monaco di Baviera. Le lettere sono all’inizio come ci si potrebbe attendere, trasmettono un calore profondo e un affetto reciproco, un legame apparentemente indistruttibile. Ma un poco alla volta la propaganda spietata ed i rigurgiti nazionalistici nella patria di Martin cominciano a prendere il sopravvento..

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3) Retroscena: Le nostre attività dal 1995 ad oggi
Già a partire dal 1996, nel periodo che va da ottobre a giugno, la Compagnia “The English Theatre of Rome“ ha messo in scena sia opere classiche che contemporanee in lingua inglese. Inoltre, dal  2000 a questa parte, Gaby Ford ha promulgato a Roma il “Not Only English Theatre“, un luogo d’incontro aperto a nuovi esperimenti che utilizzano attori bilingue e dove ogni anno viene presentata una opera teatrale non soltanto in inglese ma anche in italiano (talvolta in quasi simultanea). Ad ogni stagione, la Compagnia presenta spettacoli appartenenti a cinque categorie diverse: un testo classico, uno scritto da un autore contemporaneo, una prima mondiale, uno spettacolo scritto da una donna, ed una produzione bilingue.
Dalla sua nascita, in breve tempo, la Compagnia ha creato uno spazio significativo sia per registi italiani ed internazionali, che per drammaturghi ed attori, dove poter mostrare il proprio talento ad un pubblico eterogeneo e variegato. Allo stesso tempo, essa ha offerto al pubblico l’opportunità di conoscere opere ed artisti di rilievo internazionale, e così anche spesso di apprezzare i testi nella loro lingua originale inglese, creando un indotto culturale internazionale per Roma ed il Lazio.
Coerentemente con la sua politica di voler infrangere ogni barriera linguistica, The English Theatre of Rome e’ orgoglioso di aver presentato in Italia Steve Day (2005), l’unico comico sordo d’Inghilterra. Fra i lavori più prestigiosi presentati al proprio pubblico possono essere ricordati il tutto esaurito “Dinner With Friends“(2004), opera scritta da Donald Margulies e diretta da Harriet Power; la prima mondiale di “Freudian Slips and Other Underwear“ (2001), una performance sviluppata da artisti americani in collaborazione con attori e commedianti siciliani, la quale è stata anche tradotta in italiano e presentata al Teatro Colosseo (2002) e quindi al Teatro dei Servi (2003); la prima produzione bilingue “Unamunda“ di David Ives¹ (2001), che ha ottenuto la menzione d’onore per la miglior regia al Festival Teatrale di Cremona; ed infine la collaborazione con la regista Imogen Kusch per la messa in scena di Marathon di Edoardo Erba, vincitore nel 1999 del “Scotsmen Awards“ al Edinburgh Fringe Festival. Nel 2004, Gaby Ford ha ricevuto un premio per il suo “contributo culturale“ dal American International Club of Rome.
Programmi svolti dal 1995 PRODUZIONI PASSATE (48 di numero)
*Gli spettacolo bilingue sono contrassegnati da un asterisco (sono 11 in tutto)
2005-2006 stagione Teatro L’Arciliuto
Primavera con il patrocinio dell’Ambasciata Canadese, THE MELVILLE BOYS di Norm Foster, regia Jon Penate
Inverno ADDRESS UNKNOWN di Katherine Kressman Taylor, regia di Michael Fitzpatrick
LOVE LETTERS di A.J.Gurney, regia di Jessica Hanley,
Autunno STEVE DAY IS DEAF IN THE EVENING, introducendo in Italia Steve Day, l’unico comico sordo d’Inghilterra.
2004-2005 stagione Teatro L’Arciliuto, Teatro Colosseo
Estate con il patrocinio del Comune di Roma, NO MAN’S LAND di Harold Pinter, regia dii Sandra Provost
Casting al Teatro Colosseo di Risonanti Archi per la regia del’artista americano Gall Hill
Primavera patrocinato dall’Ambasciata Canadese, e con il patrocinio del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, 15 SECONDS di Francois Archambault, regia di Bianca Galipò
Autunno* per la prima volta in Europa DEAR GEORGE, LETTERS TO THE PRESIDENT* Bilingue e biparte; lettura al pubblico di lettere aperte scritte dal popolo americano al Presidente. Lo spettacolo rappresentato in contemporanea negli Stati Uniti ed in Italia a Roma per l’Europa, regia di Gaby Ford (inglese) & Giovanni Samaritani (italiano).
2003-2004 stagione Teatro L’Arciliuto, Arte del Teatro, Auditorium Massimo, RM, Teatro la Scala, MI
Estate* con il patrocinio del Consiglio Regionale del Lazio e del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, “100*“ opera che ha vinto nel 2002 il Edinburgh Fringe Festival di Diene Petterle, Neil Monaghan e Christopher Heiman, regia di Anna Marcea.
In Maggio, Gaby Ford è premiata dall’International American Club of Rome per il suo “Contributo Culturale alla Comunità“, Primavera, con il patrocinio dell’Ambasciata Americana e del Comune di Roma, DINNER WITH FRIENDS, di Donald Margulies, che ha vinto nel 2000 il Pulitzer Prize, diretta da Harriet Power.
Inverno* con il patrocinio del Comune di Roma, OH BOY O.HENRY*. Corti bilingue tratti da O’Henry, diretti da Calogero Marchese. Autunno patrocinato dall’Ambasciata Canadese, opera che ha vinto il Governor General’s Award CRIMINALS IN LOVE di George Walker, Casting per lo Shenker Institute Shakespeare E Il Management  spettacoli a roma e milano.
2003 Estate  Arte del Teatro
Estate con il patrocinio dell’Ambasciata Australiana una prima Italiana NIGHTFALL di Joanna Murray Smith, regia di Bianca Galipò,
una prima mondiale *THE UKULELE OF RALPH* (in francese, italiano e inglese).di e con Iaon Gunn
2002-2003 stagione Teatro dei Servi, Aula Colombo @Uni 3, Arte del Teatro
Primavera, con il patrocinio dell’Ambasciata American PICASSO AT THE LAPIN AGILE di Steve Martin, regia di John Panate,
THE GIN GAME di D.L. Coburn, regia di Allan Caster con performace gratuite all’Università 3 di Roma
Inverno* in collaborazione con il Teatro dei Servi, per 3 anni consecutivi SFOTTOGRAMMI DI COPPIA, regia di Dyanne White,
al Teatro del arte  la prima mondiale *THE SCROOGE PROJECT spettacolo bilingue, regia di Alexia Upstairs
Autunno con il patrocinio dell’Ambasciata Canadese HUMAN REMAINS AND THE TRUE NATURE OF LOVE di Brad Fraiser, regia di Bianca Galipò.
2001-2002 stagione Teatro XX Secolo, Teatro Colosseo, Arte del Teatro
Estate una prima mondiale, *UN’ ITALO AMERICAN A ROM  corti bilingue regia di Aureliano Amadei
Primavera Teatro del Colosseo, SFOTTOGRAMMI DI COPPIA, di Alexia Murray e Nick Nicolosi, regia di Dyanne White Inverno con il patrocinio dell’Ambasciata Australiana BRILLIANT LIES di David Williamson, regia di Bianca Galipò, Autunno° spettacolo bilingue in prima europea. *PICTURE THIS di Landon Coleman, regia di Pat Accerra
Con l’aiuto dell’Università di Olso, A MEETING IN ROME di Michael Meyer, regia di Gaby Ford.   

 

Estate 2001 Palazzo Altemps, Accademia Americana, Festival Teatrale di Cremona
Luglio con il patrocinio dell’Ambasciata Greca, Museo Barracco, e l’Ambasciata Americana THE CLOUDS di Aristofane,
in Giugno * a Cremona, Universal Language* arrivato seconda al premio per miglior regia di Aureliano Amadei.
2000-2001 stagione Arte del Teatro, e Associazione Granna, Rome 
Primavera* con il patrocinio dell’Ambasciata Americana, una prima bilingue *UNIVERSAL LANGUAGE di David Ives, regia di Aureliano Amadei, Inverno TITANIC di Christopher Durang regia di Brad Lapin, la prima mondiale FREUDIAN SLIPS AND OTHER UNDERWEAR: una collaborazione tra l’americana Alexia Murray & l’italiano Nick Nicolosi. regia di Dyanne White, Aiutato casting per Scorsese’ Gangs of New York , Con il patrocinio dell’Ambasciata Americana Autunno TAKE TEN, dieci brevi opera da 10 minuti una di Richard Lord, regia di Luca Dresda, Gaby Ford e Aureliano Amadei.
ANTON’S ANTICS, “L’Orso“, “Fumare ti fa male“,  “La Proposta“ regia di Bianca Galipò, Eileen Wilkenson & Bob Corna
Estate 2000, Fontanone del Gianicolo, Estate Romana, “English Theatre Festival“
 in collaborazione con il Comune di Roma per la prima volta in Italia REDEMPTION di e con Roy Dolinger,
THE WORLD ACCORDING TO RALPH di e con Iaon Gun, l’Opera, vincitrice del festival di Edinburgo“Scotsman Award MARATHON di Edoardo Erba, diretta da Imogen Kusch, “un’opera senza precedenti ” (La Repubblica),
 la prima mondiale SEX, LIES & PINOCCHIO a  musicalfpr adults “…un grido di libertà”  (La Repubblica), diretto da Massimo Piesco
1999-2000 stagione Arte del Teatro, Rome
Estate patrocinato dall’Ambasciata Canadese, la prima italiana A PARTICULAR CLASS OF WOMEN di Janet Feindel, regia di Maurey Dattilo & Gaby Ford
Primavera con il patrocinio dell’Ambasciata Americana, THE NOT TOO LATE SHOW 2, cinque atti unici: di Christopher Durang and David Ives regia di Maury Dattilo, Robert Zorzot, Caridi Nardulla, and Gaby Ford
Inverno patrocinato dell’Ambasciata Canadese, HOMEWARD BOUND di Elliot Hayes regia di Greg Snegoff.
Autunno con il patrocinio dell’Ambasciata Americana THE NOT TOO LATE SHOW 1, introducendo Christopher Durang con cinque atti unici , regia di Eric Basenessi, Gaby Ford, Denise McKnee, Lynn Swanson.
1998-1999 stagione Teatro Orologio, John Cabot University, Roma
la prima mondiale repertorio di opere uniche da dieci minuti l’una, scelte da una gara tra giovani autori,
Primavera ZAPPING“, volume 3 regia di Greg Snegoff, Inverno “ZAPPING“, volume 2 regia di Greg Snegoff.
Autunno “ZAPPING“Volume 1 “THE POWER AND THE GLORY“ di Le Wilhem, “THE ROAD TO RUIN“ di Richard Dressler, “SONNY DE REA’S LIFE FLASHES BEFORE HIS EYES“ di Bill Bozzone regia di Greg Snegoff e Imogen Kutch, INDIAN SUMMER DINNER THEATRE al John Cabot University, I successi della American Allegory Triloogy in collaborazione con l’Ambasciata Americana per “a fund raiser“ per l’United Service Organization.
1997-1998 stagione Teatro Colosseo, Roma
Primavera AMERICAN ALLEGORIES, PART 3 include “Mere Mortals“,  “Seven Menus“ & “Time Flies“ di David Ives, la prima mondiale THE NEW YORK COFFEE SHOP una commedia interattiva specificamente scritto per principianti in lingua inglesese, Inverno AMERICAN ALLEGORIES, PART 2 prima italiana di David Ives’s. “Philedelphia“, Autunno AMERICAN ALLEGORIES, PART 1 tre opere, una delle quali “The Way You Were“ è stata scritta espressamente per noi da Luca Di Bei, regia di Paul Martignetti & Gaby Ford.Primavera, Estate 1996 Teatro Colosseo, Roma
La prima europea NEW YORK STORIES corti teatrali scritto e diretto da Paul Martignetti,
la prima italiana WHY THE BEACH BOYS ARE LIKE OPERA di Carole Reale, regia di Phylis Blanford.
1995-96 Volapik Kultur Forum, Oslo, De Florio Art Gallery, Testaccio Village, Rome
Autunno 1996, la prima norvegese FAST di Gaby Ford, Autunno 1995 “BODY WORK“ al De Florio Art Gallery con Pino Quartullo scritto e diretto da Gaby Ford e successivamente nel Estate 1996 rimesso in scena con il nome di “FAST“ al “Mattatoio“

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english theatre 3

Programma per la Stagione 2006/7 continua
COMING SOON:
Le Donne scrivono,
Le Donne dirigono,
e Tutti ridono
5a) dal decembre al maggio, Internazionale BROAD CLOTH TRILOGY 
La prima mondiale di BROAD CLOTH TRILOGY  una trilogia che celebra la donna contemporanea alle prese con il teatro, mette in scena 18 fantastiche ragazze che interpretano altrettante fantastiche ragazze. “Broad Cloth Trilogy“ è concepito come un evento ricorrente che introduce donne drammaturghe che si proiettano al di là del femminismo, provengono da differenti ambienti etnici ed economici, ed affrontano il tema della vita in ogni suo aspetto, il gioco delle parti, e quello dei punti di vista. Esse tessono uno sfondo variegato ed unificato al tempo stesso, che aiuta l’attività delle drammaturghe del mondo a svilupparsi. Broad Cloth Trilogy (X Factor, part one, Coast to Coast, part two, Girl Power, part three) dimostrano che i contributi delle donne hanno effettivamente avuto un significativo impatto sul teatro di oggi. Join us Broad Theatre is a Blast! Part One: 5,6 dic., ore 21, 10 dic. Matinee, ore 18 12, 13, 15 dic, ore 21
6) In Gennaio, Internazionale – BROAD HUMOR FILM FESTIVAL
 La prima europea del BROAD HUMOR FILM FESTIVAL comprende i film vincitori nel 2006 del rinomato festival estivo tenutosi a Venice Beach, California. La Ford Entertainment ospiterà a Roma la premiere europea del evento. Il festiva avrà inizio con un aperitivo il venerdì assieme alle produttrici Susan di Rende e Kaat Cleenerwerk, oltre alle cineasti che saranno qui in visita. Dopo un weekend di film e divertimento, il festival si concluderà la domenica con una sessione di domande e risposte in cui il pubblico potrà interrogare le vincitrici della competizione. In febbraio, il festival si trasferirà in Francia, a Parigi. Films & Fun All Weekend: Jan 27, 28, 29, ore 19 fino al ore 24
5b) In febbraio, part 2 la prima mondiale di BROAD CLOTH TRILOGY  6 more girls, 6 brand new works
6) In marzo, Inverno con il patrocinio dell’Ambasciata Australiana SARAH KENDELL
Per la prima volta in Italia, SARAH KENDELL,  lo spettacolo scritto e recitato da Sarah Kendell, che fu nominata per il Premio Terrier nel 2004, vinse il Premio Herald Angel nel 2002 ed è forse la migliore comica di lingua inglese sulla piazza oggi. Dopo i successi ottenuti alla Casa dell’Opera di Sydney, al Teatro Gielgud ed i Festivals Comici Internazionali di Melbourne, Berlino, Edimburgo, Sarah ritorna sul palcoscenico per una inedita ora di cabaret. E’ proprio così: barzellette tutte originali elaborate dal suo cervello interamente rifatto che ella ha istallato nella sua testa nuova di zecca. E’ incredibile cosa non si riesca a fare oggi.
“Ben pensato, intelligente, sottile ed illuminante… veramente buffo!“—The Observer, Londra.
“Una lezione su come la commedia andrebbe sempre messa in scena“—The Sunday Times
 “Ciò che è più importante, essa è dannatamente buffa“—The List
5c) In aprile, part 3 – la prima mondiale di BROAD CLOTH TRILOGY 6 more girls, 6 brand new works
7) In maggio da’Inghilterra COMPREHENSIVE STEVE DAY
Per la prima volta in Italia, COMPREHENSIVE STEVE DAY. Steve Day, l’unico comico inglese clinicamente sordo – se ve ne sono altri, lui non ne ha sentito parlare – già acclamato ospite a Roma della Ford Entertainment nel 2005, ritorna con uno spettacolo tutto nuovo. Egli ha frequentato una scuola superiore unificata in Gran Bretagna. E ora tocca ai suoi figli. E’ giusto sottoporli a tanto? Ed è giusto verso la scuola? Lasciate che Steve Day vi racconti l’intera faccenda.
 “Caloroso, sincero, da su di che riflettere.“—The Scotsman 
“Svelante e molto buffo“—The Guardian
  

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english theatre 2

Programma per la Stagione 2006/7

Cinque del otto projetti elancati promuovonno le donne.

1) il giro del mondo –
giovedi 9 novembre, ore 21 & venerdi 10 novembre, ore 22
Per la prima volta a Roma, l’opera vincitrice del Premio Time Out 2006, e il premio Chortle Award for Innovation Winner 2006, ROBIN INCE ISN’T WAVING verrà rappresentata sull’onda del successo ottenuto al Festival di Edimburgo. Dopo aver viaggiato da Sarajevo a Sydney, da Pretoria alla Polonia, nel 2006 Robin Ince verrà a Roma. Venite ad ascoltare l’artista comico più eloquente del mondo mentre tratta di temi così disparati come la creazione, le lontre, la falsa scienza, la nostra esistenza ingombra di corpi estranei, il Daily Mail, e l’acqua non piovana.
“Un comico supremamente sardonico… ironico, intelligente, crudele.“—Evening Standard
“Fa polpettine delle più sacre mucche contemporanee.“—The Independent
2) dal new york city – one woman show
mercolodi 15 novembre, ore 21
Award winning Amy Coleman con il Bar Maltico Quintet
FLAME ON
Amy si scopre come avventurosa nel rock and roll e il suo late blues nell’ essere una donna con scargianti cappelli rossi. Da Non Perdere! Una notte soltanto! mercolodi, 15 novembre, ore 21
“Amy Coleman si revelasia con il sua naso aquilino e il suo tempismo comico. La sua voce imponente che si ricorde quella di janis joplin ma piu’ modulata e contollata. Segitela dovunque lei vada“ -The Village Voice
CELEBRARE LA NOSTRA CINQUANTESIMA PRODUZIONE!
3) dagli USA all’Italia, la commedia che ha vinto il George H Mitchell Award
la prima europea di
OPHELIA
l’opera scritta e diretta da Dustin Wills basata sulla famosa tragedia di Shakespeare, “Amleto“.
Anteprima mercolodì nov 22, ore 21, Aperitiv ore 20,
sab 25 nov, ore 18 pm, dom 26 nov, ore 18 & ore 21,
merc 29 nov, ore 21, giov 30, ore 21, ven 1 dic, ore 21,
sab 2 dic, ore 18  & ore 21, dom 3 dic 3, ore 18
Cinque versioni diverse di Ofelia, ognuna rappresentante una fase del suo disfacimento, da innamorata ad appassionata, sull’orlo, folle ed infine nell’acqua, combinano analisi critiche del testo, considerazioni teoriche, e musica originale per creare una complessa immagine auditiva e visiva di questo personaggio tragicamente trascurato dalla letteratura. La produzione teatrale sperimentale e di gruppo racchiude in sé l’arte del teatro rinascimentale e quella dell’espressione contemporanea.
“Dustin Wills produce Shakespeare portato alla stratosfera”, Austin Chronicle
“Una festa dell’arte” -Sherry Kramer, Michener Center for Writers
Con Amy Briggs, Nicola Ferlei –Brown, Luke Charles, Kathy Hollingsworth, Spring Karlo, Jim McManus e Roberta Musolino. Costume di Jessica Hicks, Scene di Lesley Weldon,Effetti sonari di Sid Trandafili, Musica di Nano Whitman
4) dal Canada, IMPROMPTU! domenica 3 dicembre, ore 21
IMPROMPTU! di Improvvisazione Comica in Inglese diretta da Ryan Miller
Ryan è un improvvissatore di classe internazionale con più di 8 anni di esperienza diinsegnamento e realizzazione di improvvisazioni. Ha lavorato con lo Instant Theatre di Vancouver, Boom! Chicago ad Amsterdam, e con il proprio MaxCap. Ha condiviso il palcoscenico con membri del cast di Saturday Night Live, Mad TV, esi è esibito attraverso l’intero Canadà ed in Europa. performance domenicale dal vivo, ore 21
.
 

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english theatre 1

Oggetto: rassegna teatrale e cinematografica 2006 – 2007 dedicata alle donne, comprensiva di spettacoli in inglese e bilingue, a cura dell’associazione Ford Entertainment e con la partecipazione della compagnia The English Theatre Of Rome / The Not Only English Theatre.

L’associazione “Ford Entertainment“ insieme alla compagnia fondata da Gaby Ford nel 1996, “The English Theatre of Rome“, l’unica a Roma e nel Lazio a mettere in scena ogni anno spettacoli teatrali in lingua inglese e bilingue, incentrerà la programmazione della prossima stagione sulle donne. Il proposito è quello di promuovere e dare visibilità a quelle professionalità e quei talenti femminili che si esprimono nel teatro e nel cinema. La necessità di espandere la nostra comprensione del contributo delle donne al teatro contemporaneo è oramai matura per varie ragioni.

Storia: Dal Medio Evo ad oggi le donne hanno percorso una strada lunga e tortuosa prima di riuscire ad esprimere le proprie grandi potenzialità e sensibilità, creative e artistiche. Se nel seicento, sotto Carlo II d’Inghilterra, vengono finalmente ammesse sul palcoscenico, da cui erano state fino ad allora bandite, sarà solo nel novecento che riusciranno a conquistarsi un ruolo importante nella drammaturgia, nel cinema, nel teatro e in tutte le arti dello spettacolo. Ad imprimere una forte spinta al processo di “emancipazione artistica“ della donna, saranno i movimenti femministi degli anni 1960 e 1970 che hanno stimolato e influenzato una nuova generazione di scrittrici, registe, attrici e teatranti le quali, attraverso le loro opere, hanno cercato di ridefinire l’identità e il ruolo della donna nel mondo contemporaneo. Gran parte di ciò che le donne produssero durante gli anni ottanta aveva subito l’influsso di idee femministe. Ed il problema per gli scrittori oggi, e specialmente per quelle scrittrici che cercano di andare oltre il femminismo, è quello di trovare una fonte indipendente di supporto che permetta loro di esprimersi e vedere le loro opere messe in scena. Uno studio triennale sul ruolo delle donne nel teatro, pubblicato nel 2003 dal Consiglio per le Arti dello Stato di New York, evidenziò che il numero di donne drammaturghe, registe e produttrici era calato drasticamente negli ultimi anni.

 E oggi? In che direzione vorremmo muoverci? Faremo lo sforzo per portare questo nuovo corpus di opere femminili all’attenzione del pubblico a livello internazionale, mediante produzioni, traduzioni, e pubblicazioni? Vi preghiamo di prendere davvero in considerazione la possibilità di associarvi a noi ed alla nostra comunità internazionale residente a Roma in supporto alle voci delle donne nelle arti in generale, ed in quelle dello spettacolo in particolare, per prestare loro l’attenzione che si meritano,
La Ford Entertainment, nella stagione 2006-2007, metterà in scena sette innovativi ed esilaranti lavori teatrali in lingua inglese ed uno in italiano (vedi l’allegato Programma 2006/ 7) presso gli spazi suggestivi del “Teatro L’Arciliuto“, nel pieno centro di Roma. Tali spettacoli costituiranno un esperienza culturale e di svago non solo per i turisti di passaggio nella nostra città, ma anche per i suoi residenti dalle varie provenienze, nonché per quegli italiani che stanno studiando l’inglese e vogliono perfezionarne la conoscenza “dal vivo“. Sono spettacoli che contribuiranno a dare ulteriore risonanza internazionale alla città di Roma.
Noi Vi scriviamo per chiederVi, un aiuto che ci permetta l’esistenza del The English Theatre of Rome, oramai nel suo undicesimo anno di attività ed in procinto di metter in scena la sua cinquantesima produzione teatrale, venga riconosciuta e pubblicizzata nel migliore modo possibile. Qualsiasi aiuto che potete darci per promuovere la nostra attività – spazio pubblicitario, servizi stampa,– sarà fortemente apprezzato.
Grazie. 
Rimaniamo a Vostra disposizione per fornirVi ulteriori informazioni.  I numeri telefonici per poterci contattare sono 06 – 4441375 oppure 348.93.55.626.

Gaby Ford
Creative Director,
Ford Entertainment / The English Theatre of Rome. VIA CASTELFIDARDO, 31 00185, ROMA,
TEL 06.4441375, Mobile: 348.9355626, CODICE FISCALE: 96374140588, PARTITA IVA: 06112301004,
Email: rometheatre@yahoo.comsito: www.rometheatre.com

      Segue: 1) PROGRAMMA per la Stagione 2006/7
      2) PROPOSTE di SPETTACOLI BILINGUE ad uso anche delle scuole
      3) RETROSCENA: Le nostre attività dal 1995 ad oggi

 

 

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stato di coma e morte celebrare

 Il tema della dichiarazione dello stato di morte è tra le più delicate questioni che si trovi a trattare la bioetica e in merito alla quale il mondo scientifico pare concordemente intenzionato ad andare con i piedi di piombo. A sancire una posizione unitaria, il Comitato Nazionale di Bioetica si è espresso in maniera che vedremo successivamente, al momento partiamo dall’inquadrare bene cosa si intende per stato di morte e relazioniamolo con uno stato sul quale è bene fare molta chiarezza (come la scienza ufficiale tende a rimarcare) e cioè lo stato di coma. È una questione rispetto la quale ho un interesse personale in quanto l’ho “vissuto“ e, data l’importanza che per la medicina (trapianti) e la ricerca hanno, comunque, i corpi di chi non c’è più, poniamo ai nostri lettori un accenno su come è accertato lo stato di morte e la differenza con lo stato di coma. Successivamente, approfondiremo il discorso sullo stato di coma. Differenza tra il coma e la morte cerebrale. E’ una domanda che ci si pone di frequente quando si parla di prelievo di organi, dal momento che i due concetti non sono sinonimi e spesso vengono utilizzati in modo improprio. La diagnosi di morte cerebrale fatta sulla base di criteri neurologici non ha mai sbagliato, mentre molte prognosi di irreversibilità del coma si sono viste smentite dai fatti. Se parliamo di “diagnosi“ neurologica, dobbiamo dire che essa è sicura, mentre se parliamo di “prognosi“, parliamo di una previsione e riferita al coma è alquanto difficile. Il giudizio di irreversibilità è abbastanza soggettivo, dipende dal medico che lo pronuncia e dal grado di tecnologia di cui ci si avvale, poiché il progresso tecnico determina anche a distanza di poco tempo un differente approccio al coma. La morte effettiva di un individuo corrisponde alla morte cerebrale, caso differente è la diagnosi di morte clinica. Questa è data dalla constatazione della cessazione del battito cardiaco, ma tale arresto è reversibile. In moltissimi casi si adotta come criterio per stabilire la morte di una persona l’arresto del miocardio, cosa che genera confusione. Nella morte cerebrale il tronco, la parte del cervello che regola la respirazione e la circolazione sanguigna, è in necrosi, la massa del cervello dopo alcune ore comincia a colliquare (decomporsi), come accade successivamente agli altri organi se non mantenuti e prelevati prima possibile. Allo stesso criterio neurologico fa riferimento il Comitato Nazionale per la Bioetica, considerata come danno cerebrale organico, irreversibile, irreparabile, sviluppatosi acutamente, che ha provocato uno stato di coma irreversibile, dove il supporto artificiale e’ avvenuto in un tempo a prevenire o a trattare l’arresto cardiaco anossico. Lo stesso Comitato ritiene che non puo’ essere accettato il criterio che fa riferimento alla “morte corticale“, nel verificarsi della quale rimangono integri i centri del paleoencefalo e permane attiva la capacita’ di regolazione centrale delle funzioni omeostatiche e vegetative, compresa la respirazione autonoma. Per cui alla attenta applicazione dei criteri clinici che, in presenza di una lesione cerebrale organica dimostrata con i mezzi della diagnostica strumentale, inducono il sospetto di morte cerebrale, deve accompagnarsi la ricerca, da parte del rianimatore, di tutti i fattori che possano fornire la certezza dell’avvenuta morte cerebrale. La difficoltà della determinazione dello stato di morte cerebrale e la possibilità di compiere degli errori di valutazione hanno indotto lo stesso Comitato Nazionale a formulare l’auspicio: “1. Che il legislatore sviluppi in termini normativi i criteri presentati dall’avanzamento della medicina, attraverso parametri strumentali, per l’accertamento della morte a tutti i fini giuridici; 2. Che siano introdotti criteri normativi differenziati per l’accertamento della morte nell’eta’ pediatrica e neonatale; 3. Che siano promossi l’istituzione e le garanzie di funzionamento delle commissioni di verifica della realta’ della morte“. 
                                                                                                                 Merico Cavallaro
Questo articolo è stato scritto in data Lunedì, 23

 

 

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Storia di Andrea

C’è un mio amico che da bambino venne investito da un’auto, scaraventato a oltre 20 metri di distanza, soccorso da un infermiere, venne dato comunque come spacciato. Portato al San Giovanni a Roma per la gravità della situazione, i medici furono dell’opinione che non avrebbe potuto salvarsi. Era in coma profondo, ma dopo cinque giorni lo stato di coma si alleggerì, tuttavia questo non portò i medici ad essere ottimisti circa una riabilitazione normale del bimbo: erano dell’idea che sarebbe rimasto danneggiato sia a livello cerebrale che motorio. Con il tempo riprese un po’, certo, ma mostrava sempre i segni di traumi sia nella lentezza del parlare che nella difficoltà dei movimenti, anche perché aveva anche un’emiparesi sinistra (oltre che la gamba sinistra fratturata). Comunque, i medici consigliarono vivamente di riguardare il piccolo, perché sarebbe bastato un piccolo colpo che sarebbe potuto morire. Così iniziò una vita senza divertimenti né amici, con una scuola pesante da affrontare e, allora, senza nemmeno le strutture e il personale di sussidio, si trovava a competere sulle stesse cose con altri bambini che non avevano avuto nessuna menomazione. E lì il ritardo e l’emarginazione si percepiscono ancor di più, perché oltre ad essere considerato diverso e di condizione inferiore devi combattere con altri più forti di te. La suola era pesante, dunque, e al di fuori rimaneva solo la solitudine della casa. Il padre nutriva attenzioni per il fratello maggiore e lo seguiva nello sport e nelle altre cose, vantandosene continuamente con tutti, mentre l’altro… “lui ha avuto un incidente e deve fare attenzione, perché se sbatte da qualche parte muore“. Andrea sentì il bisogno di riscattarsi, impegnandosi nel silenzio della sua privatezza, poiché i suoi tentativi erano stati sempre scoraggiati. Pensò che dovesse mettere a punto la “macchina“, cercare di farla tornare ad uno stato di normalità, anche se piano, e senza scoraggiarsi. Da che non poteva che camminare con difficoltà e zoppicando arrivò ad essere capace di scalare montagne e correre a lungo con più tenacia di molti altri e non mancò di cimentarsi nello studio con buon profitto. Diciamo che a distanza di tanti anni, con impegno e costanza, ha una vita abbastanza normale. Il fatto è che la vita è una continua lotta, un continuo “divenire“, la necessità di un “progredire“ incessante, cercando sempre di mantenere una performance. Della sua esperienza tiene conto e crede che bisogna fare tutto ciò che può per gli altri. È nostro dovere, dopo aver sofferto e pianto per le nostre vicende, organizzarci e fare qualcosa per gli altri, senza perdere tanto tempo perché sarebbe tutto tempo rubato ai nostri buoni propositi. Solo così le nostre sofferenze hanno significato e ricompensa.
                                                                                                                                   Merico Cavallaro

 

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Stephen Hawking

Lo conoscete Stephen Hawking? Beh lui si che ha fatto tante cose nella vita, forse anche troppe: è un genio, un grande scienziato, convive con un handicap grave, ha avuto due matrimoni, voi che ne pensate? Se volete saperne di più suo conto, l’articolo che segue vi una panoramica di tutto quello che ha fatto e che nella vita.
Articolo tratto dal Corriere della Sera del 22 Maggio 2006.

Incontro con Stephen Hawking/ La teoria del Tutto, il Big Bang, l’origine dell’universo e la sua continua espansione Parla il famoso fisico inglese, considerato il più grande dopo Einstein, da oltre 40 anni in lotta contro una sclerosi degenerativa

Padova. «ABBIAMO fatto enormi progressi nella conoscenza dell’universo. Ma, ancora, non sappiamo cose fondamentali. Per fortuna, forse. In fondo, sarebbe noioso essere Dio e non avere più niente da scoprire». Bip bip… bip bip bip. Tornano in mente i versi di Verlaine: «Il lungo singhiozzo dei violini d’autunno ferisce il mio cuore con monotono languore». I l sibilo lievissimo del sintetizzatore , in una saletta del Palasport San Lazzaro, precede una voce metallica ma profonda, quella “prestata“ dalla tecnica a uno scienziato che con le teorie del Big Bang e dei buchi neri (le regioni dello spazio-tempo dalle quali neppure la luce può sfuggire, per l’eccezionale gravità che vi domina) ha segnato il vertice della ricerca post-einsteiniana. Stephen Hawking, seduto sulla carrozzella a rotelle, i capelli rossicci scivolati sulla fronte, il volto deragliato, intenso e ammirevolmente sereno, mostra di possedere ancora insospettabili energie e regala, come fa spesso, esemplari perle di sense of humour inglese. Eccolo il Piccolo Grande Cyborg, la più straordinaria sintesi di Essere umano & Alta tecnologia apparsa sul pianeta, stupefacente cybernetic organism che non parla come un comune mortale ma, miracoli dell’ high-tech , per mezzo di un sintetizzatore vocale capace di trasmettere le sue parole: giacché il professore le compone, lettera per lettera, tramite un computer e un sofisticato programma informatico a una velocità di circa 15 al minuto grazie a movimenti delle labbra… Se questo è un Genio. Sì, è l’uomo più intelligente del mondo. Unico. Eroico. Ironico. Irriducibile. Pop. A beautiful mind . E che fibra, Stephen William Hawking, nato a Oxford 64 anni fa, titolare a Cambridge della cattedra che fu di Newton. Impareggiabile esploratore dei segreti dell’universo, è diventato anche il simbolo planetario del potere dell’intelletto sul Male. Da 44 anni resiste alla sclerosi laterale amiotropica – il terribile morbo di Lou Gehrig, malattia degenerativa e incurabile dei neuroni che permettono i movimenti – il cui esito è la paralisi progressiva del corpo e, infine, la morte. Non si lamenta mai («Sarebbe uno spreco di tempo, la gente evita chi si piange addosso»). Preferisce reagire affilando la sottile arma dell’ironia (con corrosive battute non risparmia neanche se stesso come quando ha definito il suo bestseller Breve storia del tempo. Dal Big Bang ai buchi neri , oltre dieci milioni di copie, “uno dei libri più venduti e meno letti della storia“). E, per dimostrare che con un genio indomabile anche il destino deve rassegnarsi a misere figure, si è sposato due volte e ha fatto tre figli, Tim, Lucy e Robert, nati dalla prima moglie Jane (a chi gli ha chiesto recentemente cosa farebbe se dovesse guarire ha detto: “Credo che la risposta sarebbe per soli adulti“…). No, un genio non può accontentarsi di mezze misure. Ma Hawking è andato ben oltre. Anziché chiudersi nella sua lotta contro un’oltraggiosa fortuna, come accade quasi inevitabilmente a chi è vittima di un male, ha addirittura gettato il suo sguardo sul cosmo per tentare la più grande impresa scientifica di ogni tempo: formulare una Teoria del Tutto e avere una completa comprensione della realtà unificando Teoria dei Quanti e Relatività Generale, le leggi che governano le particelle elementari e quelle dello spazio-tempo, così apparentemente inconciliabili da far disperare persino Einstein. C’è da sorprendersi, allora, che il Piccolo Grande Cyborg sia diventato anche un idolo pop, ospite virtuale di un episo dio della serie Star Trek e di uno dei Simpson, ammirato da Steven Spielberg e da milioni di giovani sparsi nel mondo? A Padova, è giunto su invito del sindaco Flavio Zanonato («E’ stato semplice: voleva visitare la città dove Galileo ha esercitato il suo magistero per 18 anni»), dell’Università e dell’Osservatorio Astronomico. Ha tenuto, davanti a quattromila studenti sbalorditi e commossi le conferenze Scorrendo all’indietro la Storia e L’origine dell’universo , e ha ricevuto da Zanonato le Chiavi della Città e la cittadinanza onoraria. «Hawking ci ha dato la possibilità di vedere la grandezza dell’universo e la sua complessità», ha detto il sindaco. «Noi abbiamo potuto ammirare la grandezza della sua persona» . Negli anni 50, Hawking era ancora un ragazzo. Allora, i cosmologi ritenevano, in base alla Teoria dello stato stazionario elaborata da Fred Hoyle, che l’universo fosse sempre esistito. Ma un decennio dopo, nell’Inghilterra dei Beatles e delle minigonne, lui e il matematico Roger Penrose terremotarono la nostra visione scientifica del mondo. Bip bip bip… Sul display le parole si susseguono veloci, comunicando un brivido di stupefatta ammirazione. «Sì, io e Roger Penrose dimostrammo che l’universo era iniziato con il Big Bang, un po’ prima di 14 miliardi di anni fa», racconta l’astrofisico inglese. «Ma il problema aperto è che nelle condizioni del Big Bang, in uno stato in cui i campi gravitazionali erano così forti e l’intero universo era compresso in un singolo punto di dimensioni nulle, la teoria della relatività generale non è più valida. Lo è quella quantistica. Ecco perché, per capire l’origine dell’universo, dobbiamo trovare un accordo tra relatività generale e teoria quantistica e sposare l’idea di una somma delle teorie dell’universo, come sosteneva il fisico americano Richard Feynman». E prima del Big Bang, c’era qualcosa? «No», replica deciso. «E’ una domanda senza senso, come se qualcuno pensasse che ci sia qualcosa più a Nord del Polo Nord». Altrettanto deciso è sull’ipotesi che la velocità della luce possa essere ugugliata o superata: «Solo il pensiero potrebbe riuscirci, ma non potrebbe certo condurci su Andromeda…». Un passo successivo all’ipotesi del Big Bang, che trovò le prime conferme sperimentali nell’ottobre del 1985, avvenne circa vent’anni dopo. Continua Hawking, che ha recentemente pubblicato La grande storia del tempo (Rizzoli) in cui riassume senso e prospettive delle proprie ricerche: «Nel 1983, il fisico Jim Hartle e io abbiamo ipotizzato una situazione iniziale dell’universo che abbiamo chiamato “ipotesi senza condizioni al contorno“, in cui tutto si è sviluppato dal nulla. L’universo sarebbe nato da una primordiale uniformità, turbata solo da piccole irregolarità, che poi sono state misurate dal satellite Map a conferma della nostra teoria. Queste irregolarità sarebbero aumentate sotto l’influenza della gravità, producendo la formazione delle galassie, delle stelle e degli esseri intelligenti come noi che possiamo osservare l’universo». E il Big Crunch, l’idea della fine del mondo? L’universo inizierà a contrarsi o si espanderà per sempre? Spiega l’astrofisico inglese: «La seconda legge della termodinamica è come quella di Murphy: dice che le cose tendono al peggio. Dice che un sistema tende al disordine fino ad esaurirsi. Così, il tempo si muove in avanti. Il tempo è un fiume che scorre sempre, che porta via tutti i nostri sogni. Per questo noi ricordiamo il passato ma non il futuro». Fa una pausa “seria“. Aggiunge: «Non sappiamo come funzioni davvero il cervello umano». Ne fa un’altra, quasi comico-autobiografica: «Da parte mia, trovo quello delle donne particolarmente misterioso». Sul Big Crunch , ne La grande storia del tempo , è stato comunque decisamente ottimista sostenendo, sulla base delle osservazioni di Edwin Hubble col telescopio di Mount Wilson nel 1920 e delle ricerche degli ultimi anni, che l’universo «continuerà a espandersi a una velocità via via crescente» e che «il tempo non avrà mai fine». Bip bip bip… Bip. « La distanza tra le galassie aumenta con il tempo », dice Hawking. « L’universo è in espansione . E quella dell’espansione dell’universo è stata una delle più importanti scoperte intellettuali del XX secolo e di ogni secolo». Scrisse William Blake: «Se vedi un’aquila, vedi una particella di Genio: alza la testa!».

dal nostro inviato MASSIMO DI FORTI

 

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IL FILM DEI “NON LO SO”

“Maschio bianco sconosciuto“ è questo il titolo del film che uscirà nell’ sale cinematografiche prossimamente. Parla della perdita di memoria, fino a dimenticare la propria identità, totalmente e per un lungo periodo. Non è un fenomeno raro, è chiamo “stato di fuga“; succede a chi ha subito dei forti traumi, sto pensando a i soldati che tornano a casa e non ricordano nulla delle crudeltà che hanno visto o vissuto. D’altro canto però, la mente umana fissa molto più facilmente i ricordi brutti di quelli belli, non so perché questo avviene, ma so che è così. Voi che ne pensate?

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