che strano squalo

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Per saperne di più andate su: http://viaggi.alice.it/gallery/draghi_komodo/index.html?pmk=hpstr3_2

In Giappone
E’ stato ritrovato nel porto di Numazu, il preistorico Deep Sea Frilled Shark. Esemplari del genere risalgono addirittura a ottanta milioni di anni fa. Il suo habitat è a 600 metri di profondità, ma a causa di correnti stagionali è stato trasportato nei pressi del porto. L’esemplare femmina ritrovato ha sei branchie anzichè cinque e denti che sembrano corallo. Purtroppo il raro pesce preistorico è stato ucciso subito dopo la cattura per poi essere studiato.

 

 

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Oggetto: rassegna teatrale e cinematografica 2006 – 2007 dedicata alle donne, comprensiva di spettacoli in inglese e bilingue, a cura dell’associazione Ford Entertainment e con la partecipazione della compagnia The English Theatre Of Rome / The Not Only English Theatre.

L’associazione “Ford Entertainment“ insieme alla compagnia fondata da Gaby Ford nel 1996, “The English Theatre of Rome“, l’unica a Roma e nel Lazio a mettere in scena ogni anno spettacoli teatrali in lingua inglese e bilingue, incentrerà la programmazione della prossima stagione sulle donne. Il proposito è quello di promuovere e dare visibilità a quelle professionalità e quei talenti femminili che si esprimono nel teatro e nel cinema. La necessità di espandere la nostra comprensione del contributo delle donne al teatro contemporaneo è oramai matura per varie ragioni.

Storia: Dal Medio Evo ad oggi le donne hanno percorso una strada lunga e tortuosa prima di riuscire ad esprimere le proprie grandi potenzialità e sensibilità, creative e artistiche. Se nel seicento, sotto Carlo II d’Inghilterra, vengono finalmente ammesse sul palcoscenico, da cui erano state fino ad allora bandite, sarà solo nel novecento che riusciranno a conquistarsi un ruolo importante nella drammaturgia, nel cinema, nel teatro e in tutte le arti dello spettacolo. Ad imprimere una forte spinta al processo di “emancipazione artistica“ della donna, saranno i movimenti femministi degli anni 1960 e 1970 che hanno stimolato e influenzato una nuova generazione di scrittrici, registe, attrici e teatranti le quali, attraverso le loro opere, hanno cercato di ridefinire l’identità e il ruolo della donna nel mondo contemporaneo. Gran parte di ciò che le donne produssero durante gli anni ottanta aveva subito l’influsso di idee femministe. Ed il problema per gli scrittori oggi, e specialmente per quelle scrittrici che cercano di andare oltre il femminismo, è quello di trovare una fonte indipendente di supporto che permetta loro di esprimersi e vedere le loro opere messe in scena. Uno studio triennale sul ruolo delle donne nel teatro, pubblicato nel 2003 dal Consiglio per le Arti dello Stato di New York, evidenziò che il numero di donne drammaturghe, registe e produttrici era calato drasticamente negli ultimi anni.

 E oggi? In che direzione vorremmo muoverci? Faremo lo sforzo per portare questo nuovo corpus di opere femminili all’attenzione del pubblico a livello internazionale, mediante produzioni, traduzioni, e pubblicazioni? Vi preghiamo di prendere davvero in considerazione la possibilità di associarvi a noi ed alla nostra comunità internazionale residente a Roma in supporto alle voci delle donne nelle arti in generale, ed in quelle dello spettacolo in particolare, per prestare loro l’attenzione che si meritano,
La Ford Entertainment, nella stagione 2006-2007, metterà in scena sette innovativi ed esilaranti lavori teatrali in lingua inglese ed uno in italiano (vedi l’allegato Programma 2006/ 7) presso gli spazi suggestivi del “Teatro L’Arciliuto“, nel pieno centro di Roma. Tali spettacoli costituiranno un esperienza culturale e di svago non solo per i turisti di passaggio nella nostra città, ma anche per i suoi residenti dalle varie provenienze, nonché per quegli italiani che stanno studiando l’inglese e vogliono perfezionarne la conoscenza “dal vivo“. Sono spettacoli che contribuiranno a dare ulteriore risonanza internazionale alla città di Roma.
Noi Vi scriviamo per chiederVi, un aiuto che ci permetta l’esistenza del The English Theatre of Rome, oramai nel suo undicesimo anno di attività ed in procinto di metter in scena la sua cinquantesima produzione teatrale, venga riconosciuta e pubblicizzata nel migliore modo possibile. Qualsiasi aiuto che potete darci per promuovere la nostra attività – spazio pubblicitario, servizi stampa,– sarà fortemente apprezzato.
Grazie. 
Rimaniamo a Vostra disposizione per fornirVi ulteriori informazioni.  I numeri telefonici per poterci contattare sono 06 – 4441375 oppure 348.93.55.626.

Gaby Ford
Creative Director,
Ford Entertainment / The English Theatre of Rome. VIA CASTELFIDARDO, 31 00185, ROMA,
TEL 06.4441375, Mobile: 348.9355626, CODICE FISCALE: 96374140588, PARTITA IVA: 06112301004,
Email: rometheatre@yahoo.comsito: www.rometheatre.com

      Segue: 1) PROGRAMMA per la Stagione 2006/7
      2) PROPOSTE di SPETTACOLI BILINGUE ad uso anche delle scuole
      3) RETROSCENA: Le nostre attività dal 1995 ad oggi

 

 

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english theatre 2

Programma per la Stagione 2006/7
Cinque del otto projetti elancati promuovonno le donne.

1) il giro del mondo –
giovedi 9 novembre, ore 21 & venerdi 10 novembre, ore 22
Per la prima volta a Roma, l’opera vincitrice del Premio Time Out 2006, e il premio Chortle Award for Innovation Winner 2006, ROBIN INCE ISN’T WAVING verrà rappresentata sull’onda del successo ottenuto al Festival di Edimburgo. Dopo aver viaggiato da Sarajevo a Sydney, da Pretoria alla Polonia, nel 2006 Robin Ince verrà a Roma. Venite ad ascoltare l’artista comico più eloquente del mondo mentre tratta di temi così disparati come la creazione, le lontre, la falsa scienza, la nostra esistenza ingombra di corpi estranei, il Daily Mail, e l’acqua non piovana.

“Un comico supremamente sardonico… ironico, intelligente, crudele.“—Evening Standard
“Fa polpettine delle più sacre mucche contemporanee.“—The Independent

2) dal new york city – one woman show
mercolodi 15 novembre, ore 21
Award winning Amy Coleman con il Bar Maltico Quintet
FLAME ON
Amy si scopre come avventurosa nel rock and roll e il suo late blues nell’ essere una donna con scargianti cappelli rossi. Da Non Perdere! Una notte soltanto! mercolodi, 15 novembre, ore 21

“Amy Coleman si revelasia con il sua naso aquilino e il suo tempismo comico. La sua voce imponente che si ricorde quella di janis joplin ma piu’ modulata e contollata. Segitela dovunque lei vada“ -The Village Voice

CELEBRARE LA NOSTRA CINQUANTESIMA PRODUZIONE!

3) dagli USA all’Italia, la commedia che ha vinto il George H Mitchell Award
la prima europea di
OPHELIA
l’opera scritta e diretta da Dustin Wills basata sulla famosa tragedia di Shakespeare, “Amleto“.
Anteprima mercolodì nov 22, ore 21, Aperitiv ore 20,
sab 25 nov, ore 18 pm, dom 26 nov, ore 18 & ore 21,
merc 29 nov, ore 21, giov 30, ore 21, ven 1 dic, ore 21,
sab 2 dic, ore 18  & ore 21, dom 3 dic 3, ore 18

Cinque versioni diverse di Ofelia, ognuna rappresentante una fase del suo disfacimento, da innamorata ad appassionata, sull’orlo, folle ed infine nell’acqua, combinano analisi critiche del testo, considerazioni teoriche, e musica originale per creare una complessa immagine auditiva e visiva di questo personaggio tragicamente trascurato dalla letteratura. La produzione teatrale sperimentale e di gruppo racchiude in sé l’arte del teatro rinascimentale e quella dell’espressione contemporanea.

“Dustin Wills produce Shakespeare portato alla stratosfera”, Austin Chronicle
“Una festa dell’arte” -Sherry Kramer, Michener Center for Writers

Con Amy Briggs, Nicola Ferlei –Brown, Luke Charles, Kathy Hollingsworth, Spring Karlo, Jim McManus e Roberta Musolino. Costume di Jessica Hicks, Scene di Lesley Weldon,Effetti sonari di Sid Trandafili, Musica di Nano Whitman

4) dal Canada, IMPROMPTU! domenica 3 dicembre, ore 21
IMPROMPTU! di Improvvisazione Comica in Inglese diretta da Ryan Miller
Ryan è un improvvissatore di classe internazionale con più di 8 anni di esperienza diinsegnamento e realizzazione di improvvisazioni. Ha lavorato con lo Instant Theatre di Vancouver, Boom! Chicago ad Amsterdam, e con il proprio MaxCap. Ha condiviso il palcoscenico con membri del cast di Saturday Night Live, Mad TV, esi è esibito attraverso l’intero Canadà ed in Europa. performance domenicale dal vivo, ore 21
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Programma per la Stagione 2006/7 continua
COMING SOON:
Le Donne scrivono,
Le Donne dirigono,
e Tutti ridono

5a) dal decembre al maggio, Internazionale BROAD CLOTH TRILOGY 
La prima mondiale di BROAD CLOTH TRILOGY  una trilogia che celebra la donna contemporanea alle prese con il teatro, mette in scena 18 fantastiche ragazze che interpretano altrettante fantastiche ragazze. “Broad Cloth Trilogy“ è concepito come un evento ricorrente che introduce donne drammaturghe che si proiettano al di là del femminismo, provengono da differenti ambienti etnici ed economici, ed affrontano il tema della vita in ogni suo aspetto, il gioco delle parti, e quello dei punti di vista. Esse tessono uno sfondo variegato ed unificato al tempo stesso, che aiuta l’attività delle drammaturghe del mondo a svilupparsi. Broad Cloth Trilogy (X Factor, part one, Coast to Coast, part two, Girl Power, part three) dimostrano che i contributi delle donne hanno effettivamente avuto un significativo impatto sul teatro di oggi. Join us Broad Theatre is a Blast! Part One: 5,6 dic., ore 21, 10 dic. Matinee, ore 18 12, 13, 15 dic, ore 21

6) In Gennaio, Internazionale – BROAD HUMOR FILM FESTIVAL
 La prima europea del BROAD HUMOR FILM FESTIVAL comprende i film vincitori nel 2006 del rinomato festival estivo tenutosi a Venice Beach, California. La Ford Entertainment ospiterà a Roma la premiere europea del evento. Il festiva avrà inizio con un aperitivo il venerdì assieme alle produttrici Susan di Rende e Kaat Cleenerwerk, oltre alle cineasti che saranno qui in visita. Dopo un weekend di film e divertimento, il festival si concluderà la domenica con una sessione di domande e risposte in cui il pubblico potrà interrogare le vincitrici della competizione. In febbraio, il festival si trasferirà in Francia, a Parigi. Films & Fun All Weekend: Jan 27, 28, 29, ore 19 fino al ore 24

5b) In febbraio, part 2 la prima mondiale di BROAD CLOTH TRILOGY  6 more girls, 6 brand new works“

6) In marzo, Inverno con il patrocinio dell’Ambasciata Australiana – SARAH KENDELL
Per la prima volta in Italia, SARAH KENDELL,  lo spettacolo scritto e recitato da Sarah Kendell, che fu nominata per il Premio Terrier nel 2004, vinse il Premio Herald Angel nel 2002 ed è forse la migliore comica di lingua inglese sulla piazza oggi. Dopo i successi ottenuti alla Casa dell’Opera di Sydney, al Teatro Gielgud ed i Festivals Comici Internazionali di Melbourne, Berlino, Edimburgo, Sarah ritorna sul palcoscenico per una inedita ora di cabaret. E’ proprio così: barzellette tutte originali elaborate dal suo cervello interamente rifatto che ella ha istallato nella sua testa nuova di zecca. E’ incredibile cosa non si riesca a fare oggi.
“Ben pensato, intelligente, sottile ed illuminante… veramente buffo!“—The Observer, Londra.
“Una lezione su come la commedia andrebbe sempre messa in scena“—The Sunday Times
 “Ciò che è più importante, essa è dannatamente buffa“—The List

5c) In aprile, part 3 – la prima mondiale di BROAD CLOTH TRILOGY 6 more girls, 6 brand new works

7) In maggio da’Inghilterra – COMPREHENSIVE STEVE DAY
Per la prima volta in Italia, COMPREHENSIVE STEVE DAY. Steve Day, l’unico comico inglese clinicamente sordo – se ve ne sono altri, lui non ne ha sentito parlare – già acclamato ospite a Roma della Ford Entertainment nel 2005, ritorna con uno spettacolo tutto nuovo. Egli ha frequentato una scuola superiore unificata in Gran Bretagna. E ora tocca ai suoi figli. E’ giusto sottoporli a tanto? Ed è giusto verso la scuola? Lasciate che Steve Day vi racconti l’intera faccenda.
 “Caloroso, sincero, da su di che riflettere.“—The Scotsman 
“Svelante e molto buffo“—The Guardian

 
 

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3) Retroscena: Le nostre attività dal 1995 ad oggi
Già a partire dal 1996, nel periodo che va da ottobre a giugno, la Compagnia “The English Theatre of Rome“ ha messo in scena sia opere classiche che contemporanee in lingua inglese. Inoltre, dal  2000 a questa parte, Gaby Ford ha promulgato a Roma il “Not Only English Theatre“, un luogo d’incontro aperto a nuovi esperimenti che utilizzano attori bilingue e dove ogni anno viene presentata una opera teatrale non soltanto in inglese ma anche in italiano (talvolta in quasi simultanea). Ad ogni stagione, la Compagnia presenta spettacoli appartenenti a cinque categorie diverse: un testo classico, uno scritto da un autore contemporaneo, una prima mondiale, uno spettacolo scritto da una donna, ed una produzione bilingue.
Dalla sua nascita, in breve tempo, la Compagnia ha creato uno spazio significativo sia per registi italiani ed internazionali, che per drammaturghi ed attori, dove poter mostrare il proprio talento ad un pubblico eterogeneo e variegato. Allo stesso tempo, essa ha offerto al pubblico l’opportunità di conoscere opere ed artisti di rilievo internazionale, e così anche spesso di apprezzare i testi nella loro lingua originale inglese, creando un indotto culturale internazionale per Roma ed il Lazio.
Coerentemente con la sua politica di voler infrangere ogni barriera linguistica, The English Theatre of Rome e’ orgoglioso di aver presentato in Italia Steve Day (2005), l’unico comico sordo d’Inghilterra. Fra i lavori più prestigiosi presentati al proprio pubblico possono essere ricordati il tutto esaurito “Dinner With Friends“(2004), opera scritta da Donald Margulies e diretta da Harriet Power; la prima mondiale di “Freudian Slips and Other Underwear“ (2001), una performance sviluppata da artisti americani in collaborazione con attori e commedianti siciliani, la quale è stata anche tradotta in italiano e presentata al Teatro Colosseo (2002) e quindi al Teatro dei Servi (2003); la prima produzione bilingue “Unamunda“ di David Ives¹ (2001), che ha ottenuto la menzione d’onore per la miglior regia al Festival Teatrale di Cremona; ed infine la collaborazione con la regista Imogen Kusch per la messa in scena di Marathon di Edoardo Erba, vincitore nel 1999 del “Scotsmen Awards“ al Edinburgh Fringe Festival. Nel 2004, Gaby Ford ha ricevuto un premio per il suo “contributo culturale“ dal American International Club of Rome.

Programmi svolti dal 1995 PRODUZIONI PASSATE (48 di numero)
*Gli spettacolo bilingue sono contrassegnati da un asterisco (sono 11 in tutto)

2005-2006 stagione Teatro L’Arciliuto
Primavera con il patrocinio dell’Ambasciata Canadese, THE MELVILLE BOYS di Norm Foster, regia Jon Penate
Inverno ADDRESS UNKNOWN di Katherine Kressman Taylor, regia di Michael Fitzpatrick
LOVE LETTERS di A.J.Gurney, regia di Jessica Hanley,
Autunno STEVE DAY IS DEAF IN THE EVENING, introducendo in Italia Steve Day, l’unico comico sordo d’Inghilterra.

2004-2005 stagione Teatro L’Arciliuto, Teatro Colosseo
Estate con il patrocinio del Comune di Roma, NO MAN’S LAND di Harold Pinter, regia dii Sandra Provost
Casting al Teatro Colosseo di Risonanti Archi per la regia del’artista americano Gall Hill
Primavera patrocinato dall’Ambasciata Canadese, e con il patrocinio del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, 15 SECONDS di Francois Archambault, regia di Bianca Galipò
Autunno* per la prima volta in Europa DEAR GEORGE, LETTERS TO THE PRESIDENT* Bilingue e biparte; lettura al pubblico di lettere aperte scritte dal popolo americano al Presidente. Lo spettacolo rappresentato in contemporanea negli Stati Uniti ed in Italia a Roma per l’Europa, regia di Gaby Ford (inglese) & Giovanni Samaritani (italiano).

2003-2004 stagione Teatro L’Arciliuto, Arte del Teatro, Auditorium Massimo, RM, Teatro la Scala, MI
Estate* con il patrocinio del Consiglio Regionale del Lazio e del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, “100*“ opera che ha vinto nel 2002 il Edinburgh Fringe Festival di Diene Petterle, Neil Monaghan e Christopher Heiman, regia di Anna Marcea.
In Maggio, Gaby Ford è premiata dall’International American Club of Rome per il suo “Contributo Culturale alla Comunità“, Primavera, con il patrocinio dell’Ambasciata Americana e del Comune di Roma, DINNER WITH FRIENDS, di Donald Margulies, che ha vinto nel 2000 il Pulitzer Prize, diretta da Harriet Power.
Inverno* con il patrocinio del Comune di Roma, OH BOY O.HENRY*. Corti bilingue tratti da O’Henry, diretti da Calogero Marchese. Autunno patrocinato dall’Ambasciata Canadese, opera che ha vinto il Governor General’s Award CRIMINALS IN LOVE di George Walker, Casting per lo Shenker Institute Shakespeare E Il Management  spettacoli a roma e milano.

2003 Estate  Arte del Teatro
Estate con il patrocinio dell’Ambasciata Australiana una prima Italiana NIGHTFALL di Joanna Murray Smith, regia di Bianca Galipò,
una prima mondiale *THE UKULELE OF RALPH* (in francese, italiano e inglese).di e con Iaon Gunn

2002-2003 stagione Teatro dei Servi, Aula Colombo @Uni 3, Arte del Teatro
Primavera, con il patrocinio dell’Ambasciata American PICASSO AT THE LAPIN AGILE di Steve Martin, regia di John Panate,
THE GIN GAME di D.L. Coburn, regia di Allan Caster con performace gratuite all’Università 3 di Roma
Inverno* in collaborazione con il Teatro dei Servi, per 3 anni consecutivi SFOTTOGRAMMI DI COPPIA, regia di Dyanne White,
al Teatro del arte  la prima mondiale *THE SCROOGE PROJECT spettacolo bilingue, regia di Alexia Upstairs
Autunno con il patrocinio dell’Ambasciata Canadese HUMAN REMAINS AND THE TRUE NATURE OF LOVE di Brad Fraiser, regia di Bianca Galipò.

2001-2002 stagione Teatro XX Secolo, Teatro Colosseo, Arte del Teatro
Estate una prima mondiale, *UN’ ITALO AMERICAN A ROM  corti bilingue regia di Aureliano Amadei
Primavera Teatro del Colosseo, SFOTTOGRAMMI DI COPPIA, di Alexia Murray e Nick Nicolosi, regia di Dyanne White Inverno con il patrocinio dell’Ambasciata Australiana BRILLIANT LIES di David Williamson, regia di Bianca Galipò, Autunno° spettacolo bilingue in prima europea. *PICTURE THIS di Landon Coleman, regia di Pat Accerra
Con l’aiuto dell’Università di Olso, A MEETING IN ROME di Michael Meyer, regia di Gaby Ford.

Estate 2001 Palazzo Altemps, Accademia Americana, Festival Teatrale di Cremona
Luglio con il patrocinio dell’Ambasciata Greca, Museo Barracco, e l’Ambasciata Americana THE CLOUDS di Aristofane,
in Giugno * a Cremona, Universal Language* arrivato seconda al premio per miglior regia di Aureliano Amadei.

2000-2001 stagione Arte del Teatro, e Associazione Granna, Rome 
Primavera* con il patrocinio dell’Ambasciata Americana, una prima bilingue *UNIVERSAL LANGUAGE di David Ives, regia di Aureliano Amadei, Inverno TITANIC di Christopher Durang regia di Brad Lapin, la prima mondiale FREUDIAN SLIPS AND OTHER UNDERWEAR: una collaborazione tra l’americana Alexia Murray & l’italiano Nick Nicolosi. regia di Dyanne White, Aiutato casting per Scorsese’ Gangs of New York , Con il patrocinio dell’Ambasciata Americana Autunno TAKE TEN, dieci brevi opera da 10 minuti una di Richard Lord, regia di Luca Dresda, Gaby Ford e Aureliano Amadei.
ANTON’S ANTICS, “L’Orso“, “Fumare ti fa male“,  “La Proposta“ regia di Bianca Galipò, Eileen Wilkenson & Bob Corna

Estate 2000, Fontanone del Gianicolo, Estate Romana, “English Theatre Festival“
 in collaborazione con il Comune di Roma per la prima volta in Italia REDEMPTION di e con Roy Dolinger,
THE WORLD ACCORDING TO RALPH di e con Iaon Gun, l’Opera, vincitrice del festival di Edinburgo“Scotsman Award MARATHON di Edoardo Erba, diretta da Imogen Kusch, “un’opera senza precedenti ” (La Repubblica),
 la prima mondiale SEX, LIES & PINOCCHIO a  musicalfpr adults “…un grido di libertà”  (La Repubblica), diretto da Massimo Piesco

1999-2000 stagione Arte del Teatro, Rome
Estate patrocinato dall’Ambasciata Canadese, la prima italiana A PARTICULAR CLASS OF WOMEN di Janet Feindel, regia di Maurey Dattilo & Gaby Ford
Primavera con il patrocinio dell’Ambasciata Americana, THE NOT TOO LATE SHOW 2, cinque atti unici: di Christopher Durang and David Ives regia di Maury Dattilo, Robert Zorzot, Caridi Nardulla, and Gaby Ford
Inverno patrocinato dell’Ambasciata Canadese, HOMEWARD BOUND di Elliot Hayes regia di Greg Snegoff.
Autunno con il patrocinio dell’Ambasciata Americana THE NOT TOO LATE SHOW 1, introducendo Christopher Durang con cinque atti unici , regia di Eric Basenessi, Gaby Ford, Denise McKnee, Lynn Swanson.

1998-1999 stagione Teatro Orologio, John Cabot University, Roma
la prima mondiale repertorio di opere uniche da dieci minuti l’una, scelte da una gara tra giovani autori,
Primavera ZAPPING“, volume 3 regia di Greg Snegoff, Inverno “ZAPPING“, volume 2 regia di Greg Snegoff.
Autunno “ZAPPING“Volume 1 “THE POWER AND THE GLORY“ di Le Wilhem, “THE ROAD TO RUIN“ di Richard Dressler, “SONNY DE REA’S LIFE FLASHES BEFORE HIS EYES“ di Bill Bozzone regia di Greg Snegoff e Imogen Kutch, INDIAN SUMMER DINNER THEATRE al John Cabot University, I successi della American Allegory Triloogy in collaborazione con l’Ambasciata Americana per “a fund raiser“ per l’United Service Organization.

1997-1998 stagione Teatro Colosseo, Roma
Primavera AMERICAN ALLEGORIES, PART 3 include “Mere Mortals“,  “Seven Menus“ & “Time Flies“ di David Ives, la prima mondiale THE NEW YORK COFFEE SHOP una commedia interattiva specificamente scritto per principianti in lingua inglesese, Inverno AMERICAN ALLEGORIES, PART 2 prima italiana di David Ives’s. “Philedelphia“, Autunno AMERICAN ALLEGORIES, PART 1 tre opere, una delle quali “The Way You Were“ è stata scritta espressamente per noi da Luca Di Bei, regia di Paul Martignetti & Gaby Ford.Primavera, Estate 1996 Teatro Colosseo, Roma
La prima europea NEW YORK STORIES corti teatrali scritto e diretto da Paul Martignetti,
la prima italiana WHY THE BEACH BOYS ARE LIKE OPERA di Carole Reale, regia di Phylis Blanford.

1995-96 Volapik Kultur Forum, Oslo, De Florio Art Gallery, Testaccio Village, Rome
Autunno 1996, la prima norvegese FAST di Gaby Ford, Autunno 1995 “BODY WORK“ al De Florio Art Gallery con Pino Quartullo scritto e diretto da Gaby Ford e successivamente nel Estate 1996 rimesso in scena con il nome di “FAST“ al “Mattatoio“

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2) Proposte di Spettacoli ad uso anche delle scuole
      Le nostre proposte sono:

a. OPHELIA  (OFELIA) scritta e diretta da Dustin Wills (vedi descrizione nel Programma 2006/7)
b. “A grande richiesta” ADDRESS UNKNOWN (INDIRIZZO SCONOSCIUTO) di Katherine Kressman Taylor, regia di Michael Fitzpatrick (vedi descrizione e recensione qui di seguito)
ADDRESS UNKNOWN (INDIRIZZO SCONOSCIUTO)
TRAMA: Un’amicizia naufraga all’insegna del potere di seduzione della propaganda. La storia è raccontata attraverso le lettere di due uomini, entrambi tedeschi e partner di affari nonché amici, quasi fratelli. L’anno è il 1932 e l’ascesa del potere nazista in Germania si riflette nel epistolario fra i due: Max, l’ebreo, che è rimasto a S. Francisco e Martin che vive a Monaco. Martin viene inesorabilmente attratto dal Nazional Socialismo e la loro relazione non potrà più essere la stessa – in particolare per il fatto che entrambi vivono la stessa crisi, che provoca un inaspettato ma altrettanto premeditato atto finale di tradimento/vendetta. Considerata originariamente in una recensione del New York Times del 1939 “il più efficace ritratto del nazismo mai apparso in una fiction“ (NYTimes, Jan 29, 1939) la commedia riemerge di questi giorni come un opportuno monito contro l’intolleranza razziale, etnica ed ogni prevaricazione nazionalistica. Durata 75 minuti.
STORIA: il testo esce inizialmente in formato magazine nel 1939, ma viene subito ripubblicato come libro, ottenendo un successo tale da venire bandito dai circoli nazisti di Hitler. Malgrado questo esordio, il libro è poi rimasto ignorato fino al 1995. Ripubblicato in Francia nel 1999, a tre anni di distanza dalla morte della Kressmann – diviene sorprendentemente un bestseller. Presentato come piece teatrale sulle scene di Parigi, è stato anche prodotto a NY con successo durante la stagione teatrale del 2003/4.

Recensione di “Indirizzo Sconosciuto“
-apparsa in Wanted in Rome il 11/12/2005, Paul Anthem

“Una pièce drammatica,  piena di tensione, che racconta la storia di un’amicizia distrutta a causa dei funesti eventi storici che avvengono sullo sfondo Il potere di “Indirizzo Sconosciuto“ risiede nella semplicità della sua narrazione.
E’ la storia di un’amicizia e della sua disintegrazione, e dell’amarezza e tragedia che si dispiegano di conseguenza. Pubblicato nel 1938, è anche una schiacciante condanna del sorgente nazionalsocialismo in Germania. Ma invece che le familiari e generalizzanti immagini dei raduni politici e grandi discorsi che marcarono la diffusione del nazismo in quei tempi, siamo presentati con un resoconto assai più personale e dunque anche più incisivo. L’anno è il 1932 ed i soci in affari Martin, di origine ariana, e Max, un ebreo, continuano a scriversi delle lettere dopo che il primo ha lasciato San Francisco per Monaco di Baviera. Le lettere sono all’inizio come ci si potrebbe attendere, trasmettono un calore profondo e un affetto reciproco, un legame apparentemente indistruttibile. Ma un poco alla volta la propaganda spietata ed i rigurgiti nazionalistici nella patria di Martin cominciano a prendere il sopravvento.
Tutto ad un tratto ed in modo drammatico, le lettere cambiano; Martin dice che non può più scrivere ad un ebreo, poiché le autorità non lo approverebbero, prima di dare a Max il colpo di grazia giustificando l’approccio del proprio governo. Egli aggiunge: “Ti ho voluto bene malgrado il fatto che tu fossi ebreo, non in virtù di esso.
“La forza della pièce verrebbe meno, naturalmente, senza la potente recitazione di ambedue attori, Ray Doliner (Max) e Douglas Dean (Martin). Eccellono tutti e due. Doliner è il filosofo gentile, atterrito dalle azioni del suo amico ma straordinariamente compunto mentre si appresta a trarre la sua vendetta. Anche Dean comincia con una recitazione dolce, gioviale, prima di entrare pienamente nel suo nuovo ruolo, marciando sul palcoscenico e proclamando la sua approvazione del nuovo senso di identità promulgato dal suo paese, una brillante personificazione di una nazione tragicamente travolta dalla euforia dell’epoca.
La pièce è felicemente diretta da Michael Fitzpatrick, e nessuna battuta o movimento degli attori passa inosservato. Due attori, una tavola e un faretto assicurano che la cruda emozione e sconcertante tensione che ne sono al centro non vengano mascherate da troppi elementi od effetti scenografici.
Questa produzione di “Indirizzo Sconosciuto“ fa onore alla pièce di Kathrine Kressman, la quale è stata tradotta in dieci lingue ed anche adattata al grande schermo. Altamente raccomandata“.
 

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the Englisch Teatro of Rome 6

The English Theatre of Rome
al Teatro l’Arciliuto,
P.za Montevecchio 5, (vicino P.za Navona),
Prenotazione: 06.687.9419 (dopo le quattro), Email: rometheatre@yahoo.com
Info 06.444.1375, “SMS“: 3489.355.626,
TCKTS: 15 euro, ridotto 12 euro, cral gruppi 10 euro.
www.rometheatre.com

CELEBRAZIONI PER LA CINQUANTESIMA PRODUZIONE
Dagli USA, in prima europea
Last Weekend!  fri dec 1, 9pm,
sat dec 2 , 6 & 9pm,
sun dec 3 sun, 6 & 9pm
 
Dagli USA all’Italia
la commedia che ha vinto il George H Mitchell Award
la prima europea di
OPHELIA
l’opera scritta e diretta da Dustin Wills
basata sulla famosa tragedia di Shakespeare, “Amleto“.
 
Cinque versioni diverse di Ofelia, ognuna rappresentante una fase del suo disfacimento, da innamorata ad appassionata, sull’orlo, folle ed infine nell’acqua, combinano analisi critiche del testo, considerazioni teoriche, e musica originale per creare una complessa immagine auditiva e visiva di questo personaggio tragicamente trascurato dalla letteratura. La produzione teatrale sperimentale e di gruppo racchiude in sé l’arte del teatro rinascimentale e quella dell’espressione contemporanea.
 
“Dustin Wills produce Shakespeare portato alla stratosfera”-Robert Faires, Austin Chronicle 2006
 
“Una festa dell’arte” -Sherry Kramer, Michener Center for Writers
 
Con Amy Briggs, Nicola Ferlei –Brown, Luke Charles,
Kathy Hollingsworth, Spring Karlo, Jim McManus e Roberta Musolino.
Costume di Jessica Hicks, Scene di Lesley Weldon,
 Effetti sonari di Sid Trandafili, Musica di Nano Whitman
 
 

 

 

 
Le Donne scrivono,
Le Donne dirigono,
e Tutti ridono
 
BROAD CLOTH TRILOGY
Part One: mart 5 dic, merc 6 dic., ore 21, sab 10 dic. matinee, ore 18
Mart dic 12, merc dic 13, vem dic 15 dic, ore 21
 
La prima mondiale di BROAD CLOTH TRILOGY  una trilogia che celebra la donna contemporanea alle prese con il teatro, mette in scena 18 fantastiche ragazze che interpretano altrettante fantastiche ragazze. “Broad Cloth Trilogy“ è concepito come un evento ricorrente che introduce donne drammaturghe che si proiettano al di là del femminismo, provengono da differenti ambienti etnici ed economici, ed affrontano il tema della vita in ogni suo aspetto, il gioco delle parti, e quello dei punti di vista. Esse tessono uno sfondo variegato ed unificato al tempo stesso, che aiuta l’attività delle drammaturghe del mondo a svilupparsi. Broad Cloth Trilogy dimostrano che i contributi delle donne hanno effettivamente avuto un significativo impatto sul teatro di oggi.
Join us Broad Theatre is a Blast!
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Piergiorgio Welby: un caso di profonda riflessione.

Merico Cavallaro

 Questo articolo è stato scritto prima della morte di Piergiorgio Welby. Lo pubblichiamo ora, senza nulla aggiungere, lasciando agli organi competenti (magistratura per gli accertamenti, comitati bioetici per la discussione) l’approfondimento del caso.

 

Questioni come quella di Piergiorgio Welby richiedono grande rispetto e un minimo di conoscenza delle questioni prima di esprimersi, pena il rischio di cadere nel pregiudizio.

La questione, infatti, può essere strumentalizzata politicamente, mentre l’unica discussione lecita per fini socialmente utili deve essere una serena, quanto celere, riflessione in materia da parte delle istituzioni competenti. La questione non è di facile risoluzione e non può essere affidata all’ambito politico se non con due condizioni basilari: la prima consiste nella valutazione dal punto di vista medico, la seconda richiede l’abbandono di ogni pregiudizio comune.
 La condizione di permanenza in vita di Welby è affidata esclusivamente a dei macchinari, dai quali lo stesso Welby chiede il distacco in quanto non vede il senso di prolungare il funzionamento, dato che le sue condizioni non possono migliorare, il ciclo naturale del suo corpo sarebbe giunto a termine, definendo questo come “accanimento terapeutico“. Ora, l’Istituto Superiore di Sanità ha espresso il suo parere secondo cui non si tratterebbe di “accanimento terapeutico“. Appaiono, perciò, necessarie delle considerazioni su cosa sia l’“eutanasia“ e cosa l’“accanimento terapeutico“.
 Il termine “eutanasia“, nonostante il significato di “buona morte“, è stato adottato nelle varie epoche in modi differenti: dall’antichità classica, in cui si considerava come forma legittima praticata dalle élites aristocratiche, con il termine “eutanasia“ si giunse, negli Anni Venti e Trenta del XX secolo ad indicare la soppressione di malati mentali negli U.S.A. e al genocidio nazista operato nei campi di sterminio. Negli ultimi decenni il dibattito si è fatto più ampio, considerata anche la realizzazione di nuovi macchinari capaci di prolungare l’esistenza di un individuo, che diversamente non potrebbe vivere, ed in base a queste discussioni in Belgio e in Olanda si è dato luogo a una certa legislazione in materia. In particolare, in Olanda è depenalizzata l’eutanasia di tipo attivo volontario. Questo tipo di eutanasia prevede la condizione del malato gravemente sofferente, prossimo alla morte, che chiede volontariamente e consapevolmente di essere aiutato a morire. A favore dell’eutanasia possono contare le condizioni irreversibili di una persona che vive in uno stato di degradamento, spesso doloroso, a cui le cure mediche e farmaceutiche non possono porre rimedio. Contro vi sono coloro che vedono in questo ciò che viene definito (con termine tecnico in bioetica) un “pendio scivoloso“ fino ad una pratica di omicidio, perché per eutanasia s’intenderebbe il raggiungimento dello stato di morte mediante intervento medico o farmacologico (ciò che viene definito “medicalizzazione“ della morte).
 Sono personalmente contrario a pratiche di eutanasia involontaria, dove, cioè, l’individuo non può esprimersi, a meno che non vi siano irreversibili condizioni, parere unanime dei parenti e “direttive anticipate“ (cioè espressione dichiarata fatta in precedenza e accertata) dello stesso individuo. Per quanto riguarda i casi di eutanasia attiva volontaria, con particolare sofferenza della persona e con dichiarazione esplicita, penso che sia più difficile distinguere; e fare una tabella per legge dei casi porta a delle discussioni allo stesso modo in cui ne porta la loro assenza. A volte si tende ad essere favorevoli all’eutanasia passiva e contrari a quella attiva volontaria, confondendo spesso la richiesta dell’individuo come un suicidio assistito.
 Per “accanimento terapeutico“ s’intende l’eccesso dell’intervento medico nel tenere in vita una persona che senza questo aiuto non potrebbe vivere. Anche la Santa Sede ha espresso la sua posizione definendo, nel 1957, per volontà di Pio XII, allorquando, esprimendosi in materia di rianimazione, stabilì che una condotta medica può essere definita “accanimento terapeutico“. Tale posizione è stata determinata nel 1980 dalla Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede. Il codice di deontologia medica (1995-1999) ha definito l’accanimento terapeutico “l’ostinazione in trattamenti da cui non si possa fondamentalmente attendere un beneficio per il paziente o un miglioramento della qualità della vita“.
 Giusto per quadrare il discorso, prendiamo in considerazione cos’è il suicidio. Questo è stato elogiato da una certa letteratura e pensiero solo come opposizione alla tirannia e nella lotta contro l’oppressione, deprecato unanimemente in quanto atto egoista (tra l’altro contraddittorio: una forma di egoismo che procura un male; secondo Kant). A rivendicare il diritto al suicidio è da rilevare il pensiero di David Hume, che se ne occupò in vari luoghi (qualcuno potrebbe rilevare che è stato molto poco coerente con questo suo pensiero, in quanto Hume morì per altre cause). Per quanto riguarda il suicidio e la situazione allo stato attuale in Italia, esso è trattato dal diritto penale, che prevede la punibilità sia per l’istigazione che per l’assistenza al suicidio (art.580).
 Ciò che ci auguriamo con queste righe è di poter dare una minima indicazione per orientare una riflessione, al di là di polemiche strumentali. Infatti, ciò che alla fine rimane in ogni caso è solo l’amarezza del singolo che giunge alla decisione dell’eutanasia ed la responsabilità della medicina, sia a favore che contro: su queste posizioni noi possiamo parlare solo se riusciamo ad avere cognizioni di causa, coloro che intendono parlarne solo per riempirsi la bocca è meglio che stiano zitti.

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Operazioni su Ashley: un “atto d’amore“?

 Operazioni su Ashley X: un “atto d’amore“?
      Alle 17,14 del 4 u.s. è stata battuta nota ansa su Ashley X una bambina di nove anni cerebrolesa, un caso che ha dato luogo a polemiche negli U.S.A. e che si anche in Italia sta sollevando delle discussioni. La bambina viene descritta con grave handicap consistente in un mancato sviluppo cerebrale, tanto che delle capacità mentali della stessa si parla di uno sviluppo di soli pochi mesi. La notizia ansa fa sapere che la bimba non ha autonomia dei movimenti e viene alimentata mediante sondino gastrico, rimane adagiata ovunque viene posta, tanto che i genitori l’hanno soprannominata “Pillow Angel“, ossia angelo del cuscino. Apprendiamo, inoltre, dalla stessa nota, che la bambina sarebbe stata sottoposta, dietro richiesta dei genitori, ad asportazione dell’utero e delle mammelle tre anni fa, allorquando mostrò i primi segni di sviluppo, nonché sottoposta a somministrazione di estrogeni per fermarne lo sviluppo fisico. Sempre dalla nota ansa veniamo a sapere che le giustificazioni esposte dai genitori sarebbero un “atto d’amore“ per poter migliorare le condizioni di vita della piccola e poterla portare ed accudire meglio, evitando i problemi dovuti alla crescita, quindi ingombro e peso. Il caso, se ciò non bastasse, viene considerato come un esempio interessante da parte dei medici che si sono occupati di Ashley, tanto che intenderebbero dar luogo a trattamenti simili. La nota cita: “L’isterectomia fu approvata dall’ospedale di Seattle sulla scorta del fatto che una volta adulta Ashley non avrebbe potuto riprodursi volontariamente, dunque il suo caso non rappresenta una forma di sterilizzazione forzata. Ma quando alla fine dell’anno scorso i medici che l’hanno avuta in cura, Danil Gunther e Douglas Diekema, sono usciti allo scoperto con un articolo sugli Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine in cui ammettono di star considerando il ‘trattamento Ashley’ in altri casi“.
      Appare singolare la giustificazione dei genitori di Ashley che parla di “atto d’amore“, in quanto le operazioni eseguite non sono state eseguite per salvaguardare questa creatura, bensì per impedirne la crescita, operando una “forzatura“ al suo naturale sviluppo. Un conto è sottoporre una persona ad espianto di un organo perché malfunzionante o in pericolo, altra cosa è produrre un intervento (che è stato definito di eugenetica) del genere. Perciò, non troviamo giustificata, in queste condizioni, l’intera vicenda e possiamo considerarla una violazione al normale processo naturale di sviluppo e, per chi è credente, un intervento ingiustificato nei confronti della Provvidenza divina. La funzione della medicina è positiva quando serve a tutelare e a migliorare le condizioni di vita di un paziente, ma interventi preventivi su di un individuo che non può rendersi conto dei presunti benefici di un tale “atto d’amore“ non rispondono al criterio di una scienza medica. Le operazioni chirurgiche eseguite su Ashley non servono a salvare da qualche male la bambina, ma ad agevolare la comodità di chi le sta intorno e la deve accudire. Per quanto ci riguarda, tirare in ballo termini come “atto d’amore“, “benefici“, ecc., termini che in bioetica hanno il loro senso nel valutare la correttezza o meno di azioni e diritti, ci appare una forzatura.
 Troviamo sconcertante anche l’atteggiamento dell’Ospedale, che ha autorizzato questa “procedura“, come anche l’intenzione di fare del “caso“ un precedente, secondo le intenzioni palesate dai medici in questione e dalla stessa struttura. A questo punto potrebbe essere reputata aperta la strada alla considerazione di individui in stato d’incoscienza come miniera per espianto di organi e come palestra per esperimenti, oppure si potrebbe ritornare alle pratiche eutanasiche che, negli Anni Venti e Trenta, si eseguivano nei confronti dei malati mentali.
 

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lettera a Indro Montanelli

A 18 SCRISSI QUESTA LETTURA E MI VENNE PUBLICATA SULLA RUBRICA DI INDRO MONTANELLI SUL “CORRIERE DELLA SERA“
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“Caro  signor Montanelli,
mi chiamo Marzia, ho diciotto anni e vivo a Roma. Sono una disabile motoria: anche se posso camminare con difficoltà, mi è molto faticoso stare a lungo in piedi e, soprattutto, ferma. Il giorno dell’Epifania con mia nonna mi trovavo a Milano. Passando davanti alla chiesa di Santa Maria delle Grazie abbiamo pensato di chiedere se era possibile entrare senza dover fare la fila. L’addetta all’ingresso, alla quale mia nonna con modi assai cortesi si era rivolta, rispondeva con modi sgarbati: “Per legge è vietato”.
Non ho capito come la legge possa vietare un atto gentile e comprensivo verso un disabile! L’addetta soggiungeva anche, alzando la voce “Se non vi sta bene tornatevene a casa vostra!”.
Spero che Lei caro signor Montanelli, voglia pubblicare questa mia lettera, perchè sono rimasta assai dispiaciuta e offesa dal comportamento di questa persona e sento il dovere di segnalare questo episodio affinché altri non debbano subire un’esperienza così sgradevole.

CHE NE PENSATE? MANDATE LE VOSTRE STORIE O COMMENTI A info@piccologenio.it

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