spettacoli di dicembre

 
December 6, 7, 8 at 9pm.
With the patronage of the Comune di Roma, assessorato alle politiche culturali, Ford Entertainment presents The English Theatre Of Rome  in
MOMMY: More On Modern Monologues, Yeah!
WINTER’S TALES
A series of brand new monologues
AN ALL MALE SHOW
directed by Christian Boyle by and with  Rick Breco, Doug Dean, Micheal Monkhouse, John Penate, Matthew Reynolds, & Steven Spelar
MOMMY is conceived as a recurring event which introduces new authors (BOYS ONLY)  through a series of new writings. The work comes from different backgrounds and reflects the varied life styles and choices of the twenty first century. The situation is both humane and humorous resounding  the upbeat, down trodden and mind boggling aspects of love life.
 
December 6, 7, 8 at 9pm.
The English Theatre of Rome
presso Teatro l’Arciliuto, p.za montevecchio 5, near pza navona
Reservations Recommended: tel. 06.687.9419 (after 4), or RSVP rometheatre@yahoo.com SMS: 3489.355.626, TCKTS: 15€, 12€. 
WWW.ROMETHEATRE.COM  
 
 
Coming Soon
Friday December 14th, 839 pm
in association with GimmeSmile.org,
The English Theatre of Rome is happy to announce 
an usual evening of entertainment entitled
HEALTH AND HUMOR
featuring the internationally acclaimed Doctor (Hunter) Patch Adams bringing to the stage his experience of 30 years of clowning around the world as a fund raiser to support alternative medicine.
 
Friday December 14th, 839 pm
Ex Fiera di Roma (Via Cristoforo Colombo)
www.gimmesmile.org
SEGUE VERSIONE ITALIANA>
Buon D

Oggetto: 2 spettacoli in dicembre 
Se avete bisogno di ulteriori informazioni, non esitate a contattarmi. Grazie.
Julie Griffon, Assistente di Produzione, 327.611.5987,
06.444.1375, SMS: 3489.355626, www.rometheatre.com  

6, 7, 8 Dicembre, ore 21.
con il patrocinio del Comune di Roma, Assessorato alle politiche culturali, la Ford Entertainment presenta
The English Theatre Of Rome in

RACCONTI d’INVERNO

MOMMY: More On Modern Monologues, Yeah!
(Nuovo Monologhi Moderni, Si!)

Questa è una prima mondiale costituita da una serie di nuovi divertenti monologhi “di soli maschi“.

regia di Christian Boyle, con Rick Breco, Doug Dean, Micheal Monkhouse, John Peñate, Matthew Reynolds, & Steven Spelar

La serata “MOMMY“ è messa in scena da dei nuovi drammaturghi che provengono da differenti ambienti ed affrontano il tema della vita in ogni suo aspetto, il gioco delle parti, e quello dei punti di vista. La situazione è sia umana che comica, risonante degli aspetti esilaranti, patetici e sconcertanti dell’amore e della vita moderna.

6, 7, 8 Dicembre, ore 21. The English Theatre of Rome presso
Teatro l’Arciliuto, p.za Montevecchio 5, vicino a pza Navona
tel. 06.687.9419 (dopo ore 16), RSVP rometheatre@yahoo.com 
o SMS: 348.935.5626, Biglietti: 15€, 12€. 

PROSSIMAMENTE

il 14 dicembre, ore 20:30,
in collaborazione con The English Theatre of Rome,
a cura dell’associazione GIMME SMILE organisation.

Humor and Health (Umore ed Salute ) con Patch Adams

la prima di una serie di eventi legati alla figura del Dottor (Hunter) Patch Adams, ospite d’onore della campagna Gimme Smile 2007. Raccolta fondi per sostenere operazioni di solidarietà effettuate attraverso i benefici del sorriso per porre la prima pietra per la costruzione del Centro ANTAS per le terapie alternative ed istituire il primo servizio di “Clownbulanza“ a Roma. Divertente relazione tra umorismo e salute negli individui, nelle comunità, nella società.
 
venerdì 14 dicembre, ore 20.30
Ex Fiera di Roma (Via Cristoforo Colombo)
Biglietti: donazione minima suggerita 10€ www.gimme.org

 

 

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Un’insolita giornata

Quella mattina ci siamo svegliate alle sei: dovevamo prendere  il treno dalla stazione di Roma Termini per Bolzano, alle nove circa, eravamo io nonna e quattro valige. Quello era solo in bagaglio a mano perché nonna aveva previdentemente spedito due bauli enormi e pieni zeppi di vestiti tramite corriere. Nonna è sempre previdente, aveva anche richiesto il servizio assistenza disabili che è attivo ed efficiente in tutte le stazioni e mi hanno portato con una piccola vettura elettrica, dal parcheggio fino al treno.
Il viaggio era cominciato nel migliore dei modi.
Verso mezzogiorno ci siamo alzate: volevamo raggiungere il vagone ristorante, ma non raggiungemmo nessun ristorante quel giorno!
Camminavo sottobraccio a nonna; fatalità volle che mentre passavamo da un vagone all altro, entrando nella stazione di Bologna, il treno fece una frenata un po’ brusca, nonna cadde all’indietro trascinandomi per terra. Io non mi sono fatta niente ma nonna sbatté la testa contro la parete del treno, facendo un rumore sordo fortissimo, sembrava il rumore di una palla ti legno molto pesante scagliata contro la parete. Dei signori accorsero, ci fecero sedere sulle prime due poltrone del vagone. Nonna si lamentava, diceva: “Che male, che male, mi fa male la testa, ho la nausea“. Io ero preoccupata ma non troppo: ho dato tante capocciate come quella, lo so che fa male, ma per me non è mai stato pericoloso. Però in quel momento non ho pensato che nonna ha qualche anno più di me e che alla sua età, per una botta in testa ci possono essere delle conseguenze. Non l’ho pensato perché non reputo mia nonna “una persona anziana“ e questo mio atteggiamento mi viene sempre confermato quando lei parla con le persone e dice: “indovini quanti anni ho?“ e loro rispondono titubanti “ma no lo so, sessantacinque, forse settanta“, lei con voce sicura e divertita risponde “ce ne ho ottantuno!“ restano tutti sbigottiti e le fanno i complimenti.
Tornando a quei minuti dopo la caduta, una dottoressa che stava andando in vacanza in montagna come noi, raggiunse subito nonna li senti il polso e decise che era meglio chiamare autoambulanza e mandarci al pronto soccorso di Bologna.
In un’ora che il treno dovette stare fermo aspettando l’autoambulanza, intorno a nonna si creò un piccola folla: seduta accanto a lei, c’ero io spaventata, le tenevo la mano come se la mia mano la potesse curarla Poi c’erano la dottoressa, tre poliziotti e gli infermieri dell’ambulanza e altri due o tre passeggeri del treno. Nonna diede subito le sue generalità e precisò “non sono svenuta e sono lucida, anche adesso ricordo tutto, vedete come parlo bene, sto bene.“ “si signora“ disse la dottoressa “ma le consigli di andare a farsi una tac“ “si, si ha ragione, si scambi i numeri di cellulare con mia nipote così stasera ci sentiamo“.
Gli infermieri misero nonna sulla barella e le “disse mia nipote viene con me, non voglio assolutamente che mi separate da lei“ “certo signora, non si preoccupi, la ragazza sta con lei“. La barella scese dal treno e nonna chiese “Marzia dove sei, Marzia“ “eccomi nonna sto scendendo stai tranquilla“. Entrammo in autoambulanza, ero euforica: “è la prima volta che vado i autoambulanza, e per fortuna non hai qualcosa di grave“ nonna sorrise e disse “sei proprio matta“. “Però la sirena è spenta“ mi rivolsi all’infermiere “si potrebbe accendere?“ Mi accontentò subito.
Arrivammo al pronto soccorso, era l’una e mezza. Misero nonna su un’altra barella ed io mi ritrovai seduta accanto a lei su una sedia a rotelle. Nonna aveva un collare rigido che le immobilizzava il collo, poteva solo guardare il soffitto. Con la mano teneva stretta la mia sedia a rotelle; come se io potessi scappare…
Non sapevo che fare, mi infastidiva stare sulla sedia a rotelle: vorrei alzarmi e sgranchirmi le gambe ma non posso, magari impiccio. Stavo pensando queste cose quando chiesi a nonna: “Vuoi che avverto io nonno e mamma?“ lei ci pensò a lungo prima di rispondere. Mi guardai attorno, eravamo in un lungo corridoio; le pareti e le tante tendine che chiudevano le sale visite erano giallo chiaro. Sulle tante barelle c’erano per lo più anziani con flebo o bombole di ossigeno. Accanto ad ogni barella c’era un parente in piedi che aspettava il medico. “No Marzia, è inutile dirglielo tanto ci risponderanno che siamo due pazze e che non possiamo più viaggiare da sole. Non chiamiamo nessuno, tu che ne pensi?“ “è giusto, tanto non sono i tipi che prendono e partono per venire ad aiutarci, è meglio non dire niente.“
Le ore trascorsero lentissimamente nell’attesa della tac, la visita del medico di base e dell’ortopedico, io guardavo spesso le lancette di un piccolo orologio a muro non si muoveva quasi per niente, mi sembrava la moviola di un film americano, forse mi sentivo catapultata in “ER medici in prima linea“. In quell’ospedale la stanchezza, al contrario dello scorrere del tempo, si faceva sentire benissimo ed arrivava sempre più veloce.
Il pomeriggio nonna fece le due visite e la tac a distanza di ore una dall’altra. Eravamo entrambe a digiuno: nonna non poteva mangiare ed io non avevo fame, chiesi solo l’acqua ad un’infermiera, mi portò un bottiglia bella fresca: “Marzia non vuoi un panino“ “no nonna, non ho fame“ “ ok lasciamo stare tanto chi ti accompagna al bar“ “appunto, mangerò questa sera, poi ho lo stomaco chiuso adesso mi basta l’acqua“.
Poco dopo dissi: “nonna non mi sento bene, ho la pressione sicuramente troppo bassa“ “aspetta, cerco nella borsa una bustina di zucchero,“ “ dai nonna sbrigati mi sento male“ “stai calma, eccola questa è l’ultima“. Non feci a tempo a metterla sotto la lingua perché persi i sensi.
Quando mi svegliai ero su una barella accanto alla barella di nonna e dall’altra parte un’infermiera che mi chiedeva come mi sentivo, li risposi che ero stanche e che finalmente potevo stare un po’ distesa. “Riposati“ disse lei “nella flebo ci sono zuccheri e sali minerali, durerà meno di venti minuti, quando sarà finita vi dimettiamo“. “Ho capito, la ringrazio“.
Guardai nonna e le chiesi “ma dove dormiremo questa notte?“ “eh già! Io avevo un’ amica a Bologna ma non ho il numero con me “ “aspetta nonna, il mio amico Luca è stato qui per lavoro lo posso chiamare e chiedere se conosce un albergo qui vicino“. Lo chiamai gli spiegai in due parole l’accaduto e gli chiesi se ci sapeva consigliare un hotel nella zona dell’ospedale. “Ok, richiamami tra dieci minuti che lo cerco su internet“ Lo richiamai mi diede l’indirizzo dove passammo la notte. “e pensare che dovevamo essere già in montagna, invece siamo qui su due barelle stremate dalla stanchezza“ gli dissi ridendo. “Mi dispiace, se ti serve qualche altra cosa non esitare a chiamarmi e comunque tiemmi informato“. Lo ringraziai e le salutai.
Alle otto uscimmo dall’ospedale. L’aria era rovente. Noi eravamo pallide, sporche e cariche di borse. Chiamammo un taxi che ci portò in uno squallido e piccolo hotel.
Per cena c’erano solo piatti freddi, non mangiammo quasi niente. Nonna prenotò una bella macchina con autista per la mattina dopo, ci mettemmo subito a dormire.
Sotto le coperte ripensai alla caduta, alla giornata in ospedale e all’autoambulanza. Pensai a nonna a quello che sarebbe potuto accadere. Tutto è bene quel che finisce bene mi dissi sottovoce, tra un Padre Nostro e un’Ave Maria. La stanza era già buia, c’era silenzio, sapevo che anche nonna stava pregando. Anche lei stava sicuramente ripensando a tutta la giornata e come me ringraziava il Signore e avrà pensato che era passato tutto anche se eravamo sole io e lei a cinquecento chilometri da casa e dal resto della famiglia, eravamo riuscite a cavarcela ed anche se si sentiva stanca e stordita mi disse all’orecchio “dormiamo tranquille, tanto dalla tac non si vede nulla di anomalo, hai capito Marzia?“ le strinsi la mano e dissi un flebile “si“.
La mattina alle otto abbiamo ripreso le nostre valige a deposito bagagli della stazione di Bologna e ripartimmo per la nostra vacanza in montagna.

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Cartoni animati disabili per spiegare handicap ai piccoli

Un bull terrier in sedia a rotelle, una tartaruga con le stampelle, un insetto-stecco con il bastone da passeggio: dai creatori di Wallace e Gromit arrivano una serie di nuovi personaggi in plastilina, ognuno con un handicap. Per aiutare a vincere le discriminazioni e abbattere le barriere, a volte anche mentali, i geniali autori della casa di produzione Aardman Animations hanno inventato una serie di nuovi personaggi: “Creature Discomforts“, versione disabile di una delle loro più famose creazioni, “Creature Comforts“. Il progetto (nato in collaborazione con la Leonard Cheshire Disability, la principale organizzazione di solidarietà inglese nell’ambito della disabilità) si propone di avvicinare i bambini (e non solo) al mondo dei disabili. Peg the Hedgehog (un porcospino), Slim the Stick Insect (un insetto appiccicoso), Flash the Sausage Dog (un bassotto), Spud the Slug (una lumaca) e Brian the Bull Terrier (un bulldog) saranno i protagonisti di una serie di spot su tv, riviste e anche Internet. Alle creature della nuova campagna, che partirà nei prossimi giorni in Gran Bretagna, daranno la voce persone che sono davvero colpite da disabilità. “Vorrei che si capisse che siamo persone vere: non siamo cerebro-lesi, solo perchè siamo disabili“ – ha spiegato Alex Mihaly, bloccato su una sedia a rotelle, che darà la voce al bassotto. “Le persone devono capire che è la sedia a rotelle, e non l’handicap che crea il problema“ – ha aggiunto Ian Wilding,che soffre di sclerosi multipla e darà la voce alla tartaruga. “Guardate me, non la mia posizione. Guardate la persone, non la disabilità“. Fonte: www.repubblica.it 13 / 11 / 2007
Francesco Demofonti

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Anno Zero su Gabriele Sandri

Relazione sulla puntata del 15 novembre 2007 del programma Anno zero dedicata al fatto di cronaca nera sull’uccisione di Gabriele Sandri.

In questa puntata il giornalista Michele Santoro racconterà quello che è accaduto a Gabriele Sandri e al G8 di Genova del 2001.
La narrazione mette in luce i fatti accaduti dal punto di vista della polizia anche se nei filmati-documentari, andati in onda nella puntata, ci sono interviste e riprese agli amici di Gabriele e ai ragazzi facenti parte delle tute bianche a Genova.
Gli ospiti in studio erano: la madre di Federico, l’on. La Russa, l’europarlamentare Agnoletto, il padre di Carlo Giuliani e il carabiniere Mario Capranica.
Subito dopo le interviste agli amici di Gabriele, in studio parla un giornalista Sandro Ruotolo il quale spiegherà tutto l’accaduto della tragica domenica nella quale è stato ucciso Gabriele.
Il giornalista comincia il suo racconto ricco di minuziosi particolari su orario, luogo e persone coinvolte: “alle 9:00/9:15, alla stazione di servizio all’altezza di Arezzo entrano due macchine, una Megan e una Clio, a bordo delle quali ci sono nove persone tra le quali una donna.
Nella stessa stazione arriva una Mercedes con a bordo cinque tifosi iuventini che si dirigono verso il bar.
I tifosi della Lazio escono dalla macchina e si coprono con sciarpe e cappucci; in macchina rimane solo la donna. I ragazzi sono armati di ombrelli, pietre e coltelli; inizia lo scontro sulla piazzola di sosta dell’autogrill.
In quei momenti dall’altra parte dell’autostrada c’è una volante della polizia che vedendo la scena aziona la sirena nella speranza di spaventare i ragazzi e di far cessare la rissa.
Purtroppo i ragazzi continuano a prendersi a parolacce e a spintoni, i poliziotti della volante si sentono in dovere di intervenire; anche se la macchina con i tifosi iuventini scappa, il poliziotto Spaccarotella spara un colpo e uccide Gabriele Sandri.
Dopo questa ricostruzione, Michele Santoro dà la parola all’on. La Russa, il quale sostiene fermamente che il poliziotto ha sbagliato e quindi è giusto punirlo.
L’on. spiega anche che in questa vicenda sono stati fatti degli errori: in primo luogo sostiene che il ministro degli Interni Amato non ha saputo dare delucidazioni su tutta questa vicenda. Il secondo grande errore è stato il non sospendere le partite come era accaduto quando fu ucciso il commissario Raciti. Questo fatto ha acceso gli animi dei tifosi che si sono scagliati contro due commissariati in due città diverse, scatenando una guerriglia urbana che ha provocato danni a cose e a persone.
Tra un intervento e l’altro va in onda una parte del filmato sul G8 di Genova dove si vedono i black-block che cominciano a creare disordini e danni alla città. I poliziotti in questo caso non erano preparati e quindi solo pochi agenti si trovano sul posto a dover cercare di contrastare la follia violenta di tutto il gruppo dei black-block che si era riunito provenendo da varie città europee.
Successivamente il gruppo si scioglie e nelle strade di Genova arrivano le tute bianche, con una manifestazione pacifica e arrivano anche molti carabinieri pronti a contrastare la violenza dei black-block.
Dopo il filmato la linea torna allo studio, il carabiniere Capranica darà una testimonianza di quanto è successo nel giorno dell’uccisione di Carlo Giuliani.
Capranica dice: “ mi trovavo nella camionetta dei carabinieri quando un gruppo di ragazzi si è scagliato contro di me e i miei colleghi. Sono stato ferito alla testa, ricordo di aver tirato fuori la pistola con l’intento di sparare in aria e spaventare i ragazzi che ci stavano aggredendo. Accidentalmente ho colpito a morte Carlo Giuliani. Da quel momento la mia vita è cambiata. Sono stato congedato dall’ Arma, ho pagato per il mio errore anche se quel giorno ho sostituito un collega all’ultimo momento, io non dovevo essere lì!“
Il carabiniere conclude la sua testimonianza dicendo che dopo quel giorno l’Arma lo ha abbandonato, ha ricevuto delle minacce, vive nella paura e ha solo una scorta formata da pochi amici che hanno scelto di cercare di proteggerlo per loro libera iniziativa e non sono stati incaricati né dallo Stato né dal colonnello dei carabinieri.
Dopo l’intervista di Capranica, c’è l’intervento del padre di Carlo che dice di essere favorevole ad una nuova commissione d’inchiesta parlamentare per chiarire i fatti di Genova.
Avviene un dibattito tra Agnoletto e La Russa dove Agnoletto sostiene che i carabinieri hanno lasciato i black-block agire indisturbati, mentre l’on. La Russa prende le difese dell’Arma in quanto le tute bianche avevano deciso di non vestirsi con la loro divisa bianca e per questo sono stati scambiati per un gruppo violento e pericoloso.
Riprende il filmato del G8 nel quale si vedono le violenze subite dalle tute bianche da parte dei carabinieri, i ragazzi sono stati presi a calci, a manganellate e tanti di loro hanno la testa, il volto o il corpo pieno di sangue e segni delle percosse.
Dopo quest’ultima parte del filmato Agnoletto si domanda come è possibile che la polizia abbia preso d’assalto la gente dentro una scuola anche se sapeva benissimo che si trattava di ragazzi non facenti parte dei black-block e che usavano la scuola per dormire e che quindi non avevano intenzioni negative.
Ho seguito tutta questa puntata di Anno zero, dove si sono messi in luce degli errori molto gravi delle forze dell’ordine.
Penso non sia giusto dare spazio alle polemiche su polizia e carabinieri perché tutti i cittadini che guardano la puntata possono perdere la fiducia nelle autorità e nella giustizia e non sentirsi sicuri e tutelati, entrando così in una spirale di paura.
Anche se a volte ci sono delle colpe e degli errori anche da chi dovrebbe mantenere l’ordine pubblico, è sbagliato parlarne per due ore in prima serata.
Secondo me parlare della violenza degli stadi oppure di crimini orribili come Anna Maria Franzoni, Erica e Omar, è deleterio in quanto si rischia di trasformare delle tragedie in soap-opere creando un’attesa, delle aspettative e una morbosa curiosità nella popolazione.

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celebrità

Il Laboratorio Teatrale Integrato per Persone con
Disabilità della Cooperativa Spes Contra Spem
presenta:

Teatro Buffo
In:

CELEBRITA’

Con:

Antonio Tiso Giuseppe Vomero Patrizia Milanese
Alessandro Bianchi Elio Meloni Donatella Querci
Emilia Balbo Giusy Nazzarro Valentina Guercia
Davide Marzattinocci Loredana
Nasca

Regia di Davide Marzattinocci.
Audio e luci di Suzana Zlatkovic

Venerdì 30 novembre 2007, ore 21, Teatro Viganò,
piazza Fradeletto snc, Roma.
Ingresso gratuito.
Info: 340/1486357

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HANDICAP E SCUOLA

Questo documento è uno strumento a disposizione degli insegnanti di sostegno e dei docenti curricolari. L’ho voluto copiare nel mio sito perchè ci sono molte mie pagine (scritte in modo narrativo e autobiografico); dunque ritengo guisto inserire uno scritto più tecnico con riferimenti alla costituzione.

L’INTEGRAZIONE DELLE PERSONE IN SITUAZIONE DI HANDICAP
L’art. 3 della legge quadro (L. 104/92) stabilisce che disabile è “colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa tale da determinare un processo di svantaggio o di emarginazione.” L’art. 12, comma 2, della legge sopra citata stabilisce che: “è garantito il diritto all’educazione e all’istruzione della persona handicappata nella sezioni di scuola materna, nelle classi comuni di ogni ordine e grado e nelle istituzioni universitarie”.

A CHI IL COMPITO DI INDIVIDUARE E DEFINIRE CHI E’ IN “SITUAZIONE DI HANDICAP“
L’Unità Multidisciplinare dell’A.S.L., a seguito alla segnalazione della famiglia, certifica l’esistenza della situazione di handicap redigendo la Diagnosi Funzionale (D.F.), provvedendo anche a far pervenire alla scuola di iscrizione tale documentazione.
L’art. 2 del D.P.R. 24 febbraio 1994 stabilisce che la segnalazione all’ASL può anche essere fatta dal Capo d’Istituto. Il Capo d’Istituto non può procedere a tale incombenza senza il consenso e il coinvolgimento della famiglia.
Solo in casi eccezionali, il dirigente scolastico può segnalare ai servizi dell’ASL situazioni di particolare gravità senza coinvolgere direttamente la famiglia.

CHI REDIGE IL PROFILO DINAMICO FUNZIONALE (P.D.F.)?
Lo redigono gli operatori socio-sanitari, i docenti curricolari, il docente di sostegno, i Genitori dell’alunno (art. 12, commi 5° e 6°, della L. 104/92).
Successivo alla D.F. è il Profilo Dinamico Funzionale, che consiste nella “descrizione delle caratteristiche fisiche psichiche sociali dell’alunno, “le possibilità di recupero,le capacità possedute che devono essere sollecitate e progressivamente rafforzate e sviluppate nel rispetto delle scelte culturali della persona handicappata“ (6° comma dell’art. citato) evidenziando le aree di potenziale sviluppo sotto il profilo riabilitativo, educativo-istruttivo e socio-affettivo.(art. 4 D.P.R. 24/02/1994; art. 3.3 degli Accordi di Programma del 30/11/96).
Viene aggiornato alla fine della Scuola d’infanzia, Elementare, Media e durante la Scuola Superiore.
 

IL PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO (P.E.I.)
E’ il “documento nel quale vengono descritti gli interventi finalizzati alla piena realizzazione del diritto all’educazione, all’istruzione ed alla integrazione scolastica”( art. 5 D.P.R. 24/02/1994; art. 12 L.104/92). In particolare, il P.E.I. mira ad evidenziare gli obiettivi, le esperienze, gli apprendimenti e le attività riabilitative più opportuni ed a garantirne la coerenza attraverso il loro coordinamento e l’assunzione concreta di responsabilità da parte delle diverse istituzioni, ivi compresa la famiglia (art. 3.4 degli Accordi di Programma del 30/11/96).
Il P.E.I. dovrà essere periodicamente e collegialmente valutato nei suoi effetti e quindi aggiornato (art. 3.4 degli Accordi di Programma del 30/11/96).
Lo redigono gli Operatori sanitari, gli Insegnanti curricolari, il Docente di sostegno e i Genitori dell’alunno.

CHI SVOLGE L’ATTIVITA’ CON IL RAGAZZO IN SITUAZIONE DI HANDICAP?
La C.M. n. 250/1985 ribadisce che “la responsabilità dell’integrazione è al medesimo titolo dell’insegnante di classe e della comunità scolastica”, in quanto l’alunno fa parte della classe e non deve essere affidato esclusivamente all’insegnante di sostegno, poichè si parlerebbe di inserimento e non di integrazione. Tutti gli insegnanti curricolari devono farsi carico del progetto d’integrazione, in particolare nei tempi scolastici in cui l’insegnante di sostegno non è presente in aula.
 

L’INSEGNANTE DI SOSTEGNO
L’insegnante di sostegno è a tutti gli effetti docente dell’intera classe (art. 13, comma 6, L. 104/92), in quanto ” assume la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui opera, partecipa alla programmazione educativa e didattica e alla elaborazione e verifica delle attività di competenza dei consigli di classe e dei collegi dei docenti“ e “partecipa pieno titolo alle operazioni di valutazione, con diritto di voto per tutti gli alunni della classe” (art.15 comma 10 dell’O.M. 90 del 21/5/2001).
Il docente specializzato, oltre a curare gli aspetti metodologici, deve possedere “competenze psico-pedagogiche, relazionali, didattiche e svolgere il ruolo di mediatore dei contenuti programmatici, relazionali e didattici”.

I POSSIBILI PERCORSI SCOLASTICI DEGLI ALUNNI CON CERTIFICAZIONE NELLA SCUOLA SUPERIORE

Nella scelta del percorso scolastico più idoneo per l’alunno certificato bisogna partire da due considerazioni di base:
* L’idea che si ha dell’alunno: l’analisi delle sue reali capacità.
* L’alunno nel suo cammino professionale: è o sarà in grado di spendere in modo autonomo le competenze acquisite nel triennio e nel quinquennio.

Si possono utilizzare due percorsi scolastici:
1. Una programmazione globalmente riconducibile agli obiettivi minimi previsti dai programmi ministeriali
2. Una programmazione differenziata

PRIMO PERCORSO

Programmazione riconducibile agli obiettivi minimi previsti dai programmi ministeriali, o comunque ad essi globalmente corrispondenti (art. 15 comma 3 dell’O.M. n.90 del 21/5/2001).

Per gli studenti che seguono obiettivi riconducibili ai programmi ministeriali è possibile prevedere:

* Un programma minimo, con la ricerca dei contenuti essenziali delle discipline;

* Un programma equipollente con la riduzione parziale e/o sostituzione dei contenuti, ricercando la medesima valenza formativa(art. 318 del D.L.vo 297/1994).

Sia per le verifiche che vengono effettuate durante l’anno scolastico, sia per le prove che vengono effettuate in sede d’esame, possono essere predisposte prove equipollenti, che verifichino il livello di preparazione culturale e professionale idoneo per il rilascio del diploma di qualifica o della maturità.
Le prove equipollenti possono consistere in:

* MEZZI DIVERSI: le prove possono essere ad esempio svolte con l’ausilio di apparecchiature informatiche.
* MODALITA’ DIVERSE: il Consiglio di Classe può predisporre prove utilizzando modalità diverse (es. risposta multipla, Vero/Falso, ecc.).
* CONTENUTI CULTURALI E/O TECNICI E/O PROFESSIONALI DIFFERENTI DA QUELLI PROPOSTI DAL MINISTERO: il Consiglio di Classe entro il 15 Maggio (Documento del 15 Maggio) predispone una prova studiata ad hoc o trasformare le prove del Ministero in sede d’esame (la mattina stessa).
(Commi 7e 8 dell’art. 15 O.M. n. 90 del 21/5/ 2001, D.M. 26/8/81, art. 16 L. 104/92 , parere del Consiglio di Stato n. 348/91).
Gli alunni possono usufruire di tempi più lunghi nelle prove scritte ( comma 9 art. 15 dell’O.M. 90, comma 3 dell’art. 318 del D.L.vo n. 297/94).
Gli assistenti all’autonomia e comunicazione possono essere presenti durante lo svolgimento solo come facilitatori della comunicazione (D.M. 25 maggio 95, n.170).
Durante lo svolgimento delle prove d’esame nella classe terza l’insegnante di sostegno fa parte della Commissione.
Nella classe quinta la presenza dello stesso è subordinata alla nomina del Presidente della Commissione qualora sia determinante per lo svolgimento della prova stessa. Si ritiene in ogni caso più che opportuna la presenza del sostegno.
Gli alunni partecipano a pieno titolo agli esami di qualifica e di stato e acquisiscono il titolo di Studio.

SECONDO PERCORSO
Programmazione differenziata in vista di obiettivi didattici formativi non riconducibile ai programmi ministeriali.
E’ necessario il consenso della famiglia (art. 15, comma 5, O.M. n. 90 del 21/5/01).
Il Consiglio di Classe deve dare immediata comunicazione per iscritto alla famiglia, fissando un termine per manifestare un formale assenso.
In caso di mancata risposta, si intende accettata dalla famiglia la valutazione differenziata. In caso di diniego scritto, l’alunno deve seguire la programmazione di classe.
La programmazione differenziata consiste in un piano di lavoro personalizzato per l’alunno, stilato da ogni docente del C.d.C. per ogni singola materia, sulla base del P.E.I.
Gli alunni vengono valutati con voti che sono relativi unicamente al P.E.I.
Tali voti hanno valore legale solo ai fini della prosecuzione degli studi.
Per gli alunni che seguono un Piano Educativo Individualizzato differenziato, ai voti riportati nello scrutinio finale e ai punteggi assegnati in esito agli esami si aggiunge, nelle certificazioni rilasciate, l’indicazione che la votazione è riferita al P.E.I. e non ai programmi ministeriali (comma 6 art. 15 O.M. 90 del 21/5/2001).
Possono partecipare agli esami di qualifica e di stato, svolgendo prove differenziate omogenee al percorso svolto, finalizzate al conseguimento di un attestato delle competenze acquisite utilizzabile come “credito formativo” per la frequenza di corsi professionali (art. 312 e seguenti del D. L.vo n. 297/94).
Gli alunni di 3^ classe degli istituti professionali possono frequentare lezioni ed attività della classe successiva sulla base di un progetto che può prevedere anche percorsi integrati di istruzione e formazione professionale, con la conseguente acquisizione del credito formativo.( art. 15, comma 4, O.M. n. 90 del 21/5/01).
Tali percorsi, successivi alla classe terza, possono essere programmati senza il possesso del diploma di qualifica.

CONCLUSIONI

Poiché al centro dell’attività scolastica rimane sempre e comunque l’alunno e il suo progetto di vita, per una sua più adeguata maturazione si può collegialmente decidere di dedicare maggior tempo-scuola alle materie caratterizzanti il suo percorso di studi.
E’ altresì possibile prevedere gli obiettivi minimi fino alla qualifica e proseguire nell’ultimo biennio con la programmazione differenziata. Ciò si rende utile quando non sussistono i presupposti di apprendimento riconducibili globalmente ai programmi ministeriali e risulta importante che l’alunno maturi maggiormente le competenze acquisite, consolidi la stima nelle proprie capacità, sviluppi la sua crescita personale ed accresca una maggiore socializzazione.
E’ altresì possibile prevedere un percorso differenziato nei primi anni di scuola e successivamente, ove il Consiglio di Classe riscontri che l’alunno abbia raggiunto un livello di preparazione conforme agli obiettivi didattici previsti dai programmi ministeriali o, comunque, ad essi globalmente corrispondenti, passare ad un percorso con obiettivi minimi, senza necessità di prove di idoneità relative alle discipline dell’anno o degli anni precedenti (comma 4 art. 15 dell’O.M. 90 del 21/5/2001).
Pertanto, se ci fossero le condizioni, è possibile cambiare, nel percorso scolastico, la programmazione da differenziata in obiettivi minimi e viceversa.

RIFERIMENTI NORMATIVI

L’ACCESSO AL SISTEMA SCOLASTICO

L.118/71 Norme in favore dei mutilati ed invalidi civili.
L.517/77 Norme sulla valutazione degli alunni e sull’abolizione degli esami di riparazione, nonché altre norme di modifica dell’ordinamento scolastico.
Sentenza della Corte Costituzionale 215/87 (Diritto di frequenza degli alunni disabili nella scuola superiore).

FREQUENZA SCOLASTICA

L. 104/92 Legge-quadro per l’assistenza e i diritti delle persone handicappate
D.P.R. 24/2/94 Atto di indirizzo relativo ai compiti delle ASL…….
Accordi di Programma 30/11/96
C.M. 250/85
D.M. 26/8/81
Parere del Consiglio di Stato n. 348/91
D.L.vo n. 297/94
D.M. 25/5/95 n. 170

L’USCITA DAL SISTEMA SCOLASTICO

L.104/92
L.68/99 (Collocamento al lavoro)
L.328/2000 (art.14: tutti gli Operatori competenti ULSS, Scuola, Enti Locali, sono coinvolti nella definizione del progetto di vita dell’alunno certificato).

VALUTAZIONE

D.L.vo 297/1994, art. 318
O.M. n. 90/2001
La valutazione deve essere riferita ai progressi personali dell’alunno secondo le sue peculiarità e potenzialità.

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La Locanda dei Girasoli

della Redattrice 

La Locanda dei Girasoli è un ristorate-pizzeria dove vi lavorano ragazzi down. Lo staff formato da ragazzi disabili e non si impegna nel lavora insieme giorno dopo giorno, col l’intento di garantire professionalità, un ottimo servizio ai clienti, vuole rendere sempre più professionali i ragazzi che ci lavorano regolarmente con serietà, guadagnandosi il loro stipendio.
La cucina è ottima: affianca a piatti tipici della cucina laziale, toscana e siciliana, proposte gastronomiche di paesi che si affacciano sul bacino mediterraneo, rivisitati con successo dalla nostra creatività. La pizza è cotta in forno a legna e può essere scelta tra le tipiche italiane o fra appetitose proposte della casa. I prezzi sono medio-bassi.
Purtroppo questo ristorante si trova in una via molto piccola e poco frequentata di Roma (in zona quadraro), per questo è difficile farlo conoscere, e quindi rischia di fallire.
Se questo ristorante non aumenta la sua clientela andranno in fumo tanti sforzi che i genitori di tre ragazzi down anno fatto per aprilo.
Auguro allo staff di avere sempre maggior successo, io vi ho mangiato più volte e posso affermare che questo locale merita di avere ogni sera il “tutto esaurito“. A voi lettori vi posso dire che se siete dei buongustai, se volete fare bella figura con i colleghi di lavoro, o se siete un gruppo di ragazzi che vuole mangiare una pizza insieme senza metterci tutti i vostri risparmi questo è il posto giusto.

La locanda dei girasoli è in Via dei Sulpici,Tel. 06/7610194 chiuso il Lunedi

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