“L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità”: l’ultimo libro di Andrea Canevaro

Sono contenta che si parli di integrazione scolastica e che la pedagogia speciale entri nei piani di studio dell’università. Però c’è da dire che ci sono ancora troppi esempi dove un alunno disabile si trova a scontrarsi con l’ignoranza, l’indifferenza e l’emarginazione di compagni, insegnanti e presidi. Inoltre io mi sono laureata al triennio di Scienze dell’Educazione e della Formazione e non sono riuscita ad inserire neanche un esame nel mio piano di studi! Qui di seguito riporto degli articoli sempre del mio sito dove io stessa ed un’altra bambina disabile abbiamo passato delle brutte esperienze a scuola:
http://www.piccologenio.it/?p=12
http://www.piccologenio.it/?p=18
http://www.piccologenio.it/?p=19
http://www.piccologenio.it/?p=209
Mi piacerebbe leggere i vostri commenti con quello che ne pensate sia in negativo sia in positivo. Se avete esempi di problematiche scolastiche o modelli di perfetta integrazione, accoglienza e collaborazione tra alunni disabili, normodotati, insegnanti e famiglie, mi piacerebbe che me lo segnalaste tra i commenti.      Marzia 

FONTE: http://www.superabile.it
di Salvatore Nocera

E’ da poco uscito in libreria e racconta trent’anni di inclusione nella scuola italiana. Quasi cinquecento pagine, 24 capitoli e 30 scritti dei più noti esperti di pedagogia speciale, didattica e psicologia. La recensione di Salvatore Nocera: “E’ la più aggiornata pubblicazione che consente a chiunque di cogliere il senso di quanto è avvenuto in Italia nel passaggio dalle scuole speciali a quelle comuni“
ROMA – “L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità”: con questo titolo è da poco uscito in libreria il volume curato da Andrea Canevaro per le Edizioni Erickson di Trento. E’ un ponderoso volume di quasi 500 pagine, suddiviso in 24 capitoli con circa 30 scritti dei più noti esperti della pedagogia speciale, della didattica, della psicologia, impegnati nel ripercorrere gli ultimi trent’anni dall’entrata in vigore della legge 517/77 che ha sancito, generalizzandolo, il processo di integrazione scolastica in Italia. Non solo si ripercorre la storia dell’evoluzione del pensiero pedagogico e delle formulazioni giuridiche, ma si fa il punto sullo stato attuale dell’integrazione in Italia, confrontandola con quanto essa ha inciso nei Paesi europei. Non solo si valutano gli aspetti positivi ottenuti, ma si indicano le attuali ricerche circa la soddisfazione dei protagonisti, costituiti da ex alunni, famiglie, operatori ed amministratori. Non solo si analizzano gli aspetti fondamentali dell’integrazione di alunni con particolari deficit, come i ciechi, i sordi, gli autistici, ma si approfondisce lo studio sull’individuazione di “indicatori di qualità” del processo di integrazione per tutti, attraverso l’analisi degli aspetti caratterizzanti tale processo, come la situazione strutturale dell’organizzazione scolastica, del percorso di integrazione e dei risultati di efficacia dello stesso.

Il libro, dopo una magistrale introduzione di Canevaro sul ruolo e l’impegno della pedagogia speciale oggi, è suddiviso in quattro parti: la prima è intitolata “Lo sfondo ed alcuni analizzatori dello sfondo” e contiene prevalentemente scritti di carattere storico pedagogico ed istituzionale, nonché comparativo con altri sistemi europei; la seconda parte, intitolata “La scuola e la sua prospettiva inclusiva in Italia”, contiene scritti che fanno il punto sulla situazione della scuola e dell’integrazione con i problemi aperti, oggetto di ricerca pedagogica; la terza, intitolata “I contesti ed i supporti oltre la scuola”, contiene scritti sui rapporti fra pedagogisti, professioni educative di cura e operatori sanitari, non solo nel percorso scolastico, ma anche nei confronti della sessualità e del gioco; la quarta, intitolata “Il percorso della vita”, contiene scritti sull’affettività, sui rapporti familiari, sull’associazionismo dei disabili e delle loro famiglie, sulle politiche locali di welfare, sul lavoro, sui Centri di documentazione.

Il tono della trattazione, pur rimanendo rigorosamente scientifico nei diversi ambiti, è facilmente accessibile ad un lettore medio che si occupi di problemi scolastici, sociali ed istituzionali. Ogni capitolo è corredato di ampia bibliografia, in modo da facilitare gli approfondimenti per gli addetti ai lavori. Ritengo si tratti della più aggiornata pubblicazione che consente a chiunque di cogliere il senso di quanto è avvenuto in Italia nel passaggio dalle scuole speciali a quelle comuni e delle ricerche sul possibile futuro.

Andrea Canevaro
L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità
Erickson (Trento, 2007) 24 euro

(27 maggio 2008)

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Stigmatizzazione e devianza.

Giorgia Signego

Secondo una teoria sulla devianza sociale, per devianza oltre ad atti e credenze possiamo comprendere anche quei tratti  fisici che si discostano dalle norme convenzionali della società e che determinano una reazione negativa. Per violare queste convenzioni è necessario che certe norme ad esse collegate siano condivise.
Quando parliamo di devianza dei tratti fisici, intendiamo quelle anomalie fisiche ed estetiche e gli handicap ad esse collegate.
Altresì questa teoria sociologica, appartenente al secolo scorso e ripresa da Gofman, può apparire lontana non è poi del tutto vero. Il concetto di Gofman riferito alla stigmatizzazione dell’individuo, descrive almeno quattro momenti di questo attributo screditante quale è lo stigma alla persona.
Nello specifico egli intende le differenze salienti tra le persone le quali isolano la stesa dal gruppo di appartenenza; collegare stereotipi negativi a queste etichette; le suddette etichette connotano una divisione noi-loro; infine, lo stigmatizzato viene defraudato del suo status sociale(considerandolo alla stregua di un cane o di un gatto!).
Come dice anche Cusson, ci sono atti e situazioni da sempre condannati e in questi rientrano i deficit psichici e  fisici. Pensiamo ad esempio alla pratica utilizzata dagli spartani. Alla venuta al mondo di un neonato malferme o “gracilino“, esso veniva ucciso gettandolo da un dirupo d’elezione,
tutto ciò tacitamente approvato da tutti i cittadini della polis greca.
Questo sopprimere i malati e malfermi viene ripreso senza mezzi termini anche dal nazismo tedesco con Hitler, che non solo privilegiava la razza ariana a scapito delle altre ma vedeva doveroso ed eticamente più che corretto, addirittura umano! abbattere come i cavalli quei poveri “disgraziati“ nati malformi e malati affinché terminassero di soffrire e smettessero di procreare altro male. Quella che venne definita ante litteram “igiene del mondo“. Quanto detto avvalora il fatto che l’uomo si è da sempre addossato questo forte potere taumaturgico nei confronti delle pratiche sociali in una corsa senza sosta dove vige, come per le bestie, la legge del più forte.
Non cala vergogna nemmeno oggi probabilmente su queste cose dove ragazze già belle rischiano la vita per un intervento di lipoaspirazione o decidono di sottoporre la figlia down ad una chirurgia plastica al volto per farla integrare con le altre persone. Dal canto mio vorrei ricordare una frase buddista che dice che fin che c’è vita c’è sofferenza e che il corpo soffre,
l’anima no. Namastè a tutti voi!
    

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