SCRIVERE DI CULTURA, ARTE, SOCIETA’ E QUANT’ALTRO. HANDIAMO! E PICCOLO GENIO COME ESEMPI DI RETE SOCIALE

Da quando questo blog è debuttato nella grande vetrina della rete, tante cose sono accadute, e tante parole sono passate sotto i ponti.
Oggi scriviamo un pezzo, un post, che non è soltanto fatto da Handiamo!Blog, ma anche da
www.piccologenio.it , un sito che propone articoli, racconti, recensioni ed anche argomenti di disabilità che potete commentare.
Vi chiederete, perchè?
Il motivo risiede nella voglia di fare rete, “rete sociale“, nella sensibilizzazione di una comunità on-line, in primo luogo, e attraverso di essa della società reale.
Come? Con messaggi, commenti, opinioni, riflessioni e tutto ciò che passa per la mente e il cuore di chi trova un pizzico di tempo per partecipare e relazionarsi su temi molto importanti. Temi tra il serio e il faceto. Sì, perché spesso ci divertiamo, abbiamo voglia di divertirci così come quando c’è, invece, da fare i seri.
Ora lascio la parola a Marzia e alla presentazione di sé e del sito che cura. Spesso ci ritroveremo assieme con la parola d’ordine di costruire sempre più, in maniera sentita e presente, la cultura dell’inclusione sociale del per tutti i giorni e soprattutto di tutti.
“L’idea di aprire questo sito internet è venuta ad una ragazza nata nel 1981 che ha passato molto tempo a scrivere, leggere e girare tutti i cinema, teatri e mostre della sua città. Lei ha anche un problema nel camminare e nel parlare, è per questo che nel sito viene trattato anche il tema delle “diverse abilità“ tutti i post possono essere commentati, inoltre potete mandare articoli, foto, notizie, appunti di viaggi… insomma tutto ciò che sognate di veder pubblicato, all’indirizzo: info@piccologenio.it .

Nel sito, fra le altre cose, troverete anche articoli di psicologia, pedagogia e di bioetica, scritti da professori di queste materie che collaborano da un paio d’anni con la redattrice. Ogni articolo di www.piccologenio.it è di facile lettura, adatti dunque a tutti i visitatori del sito stesso“.
Intervista di Marzia a Joe su arte, disabilità, sul loro sito e blog!
Il blog http://www.2007.handiamo.it/sites/wp_handiamo/index.php come, quando e perchè nasce?
* Il blog nasce nel marzo del 2007. L’obiettivo è quello di comunicare e registrare quanto di bello e importante accade nelle varie tematiche toccate dalle rubriche in cui il blog è suddiviso. Le rubriche presenti e mantenute “in vita“ al momento sono due: “La citta del Sogno“ e “Arte e comunic’azione:)“. Personalmente sono responsabile di quest’ultima rubrica, nella quale, come in una sorta di diario, registro gli eventi che caratterizzano il mondo dell’arte e della comunicazione oltre a quelli di questi che vivo in prima persona.
Oltre te chi sono i responsabili?
* Assieme a me collabora Sara, la quale mi aiuta a gestire i contenuti della rubrica di arte e comunicazione. Responsabile della “Citta del Sogno è invece Angela Romano, che vive in America e ci manda sotto forma di racconto, il progetto-utopia della “La Città del Sogno“. Oltre al blog vi è anche il nostro portale www.handiamo.it al quale collaborano tanti altri amici dell’associazione.
Quando nasce l’associazione e quali sono gli argomenti principali che sono trattati e commentati da Handiamo?
* L’associazione nasce nel 1999 ad opera dell’attuale Presidente Paolo Conte e sin da subito è chiaro a coloro che ne faranno parte quale sarà la missione che essi dovranno compiere: “diffondere la cultura dell’inclusione attraverso un valore fondamentale per la crescita morale e sociale della società come lo sport“. La strategia comunicativa, che nel corso degli anni è andata sempre più ampliandosi ed evolvendosi, vede oggi la sperimentazione di una piattaforma comunicativa di tipo cross-mediale. Il portale, presente sul canale di Libero www.handiamo..it , rientra pienamente nei portali dell’area dell’informazione e intrattenimento e la sua struttura ricalca quella di portali di informazione giornalistica, come quello dell’Ansa. Il portale offre un variegato bouquet di servizi attestandosi, oggi, come uno dei dei classici centri di servizi sociali di tipo interattivo, in ordine di pagine visitate. Le tematiche trattate dalla nostra redazione riguardano l’informazione sui temi della sensibilizzazione delle persone disabili. Il miglior modo per rendersi conto di cosa pubblichiamo effettivamente è di andare a vedere e, soprattutto, leggere i nostri articoli. La strategia comunicativa abbraccia, oltre al sopra menzionato blog, un format televisivo e la promozione di pubblicazioni di libri, riviste, opuscoli, pubblicazioni tecniche in merito alle nostre iniziative, oltre ad organizzare, promuovere e partecipare a convegni, tavole rotonde e seminari.
Come trattate il tema della disabilità e che rapporto c’è nei vostri scritti tra le varie arti e la disabilità?
Ogni nostro progetto cerca di indebolire quella sorta di inibizione che manifestano le persone normodotate, o perchè hanno paura, o perchè temono come rapportarsi e per paura di sbagliare quasi sempre queste si allontanano e la persona disabile percepisce ciò come un allontanamento, un non essere incluso nella quotidianità della società. Da qui nasce il nostro claim “la disabilità non è un mondo a parte ma è parte del mondo“, volto ad includere tutte le persone senza distinzione alcuna. L’unica distinzione a cui teniamo e che valorizziamo è quella della diversità come ricchezza culturale ed espressiva appartenente ad ogni essere umano. All’interno di tale quadro è possibile ricercare, ponendo molta attenzione al linguaggio, il miglior modo possibile per poter creare una relazione fra i vari mondi che apparentemente sembrano un ostacolo ma che invece sono una grandezza ricchezza da non sottovalutare e sfruttare al meglio delle nostre potenzialità.
Quali scopi avete già raggiunto e quali volete ancora raggiungere?
* Credo che la cosa più significativa che abbiamo ottenuto in questi anni, sia la possibilità di coinvolgere e informare le persone su tematiche molto importanti, inclusive e non esclusive, nelle quali rientra un soggetto molto importante: l’individuo nella sua interezza. Potrei citare tanti altri traguardi importanti nei quali l’associazione si è distinta, sia a livello europeo sia a livello nazionale. Ma questi sono sì, traguardi degni di nota, fermo restando, però, il nostro primario obiettivo che è quello di coinvolgere le persone attraverso la diffusione di una cultura realmente aperta a tutti. La cultura del per tutti e di tutti.
Quanto tempo mediamente, dedicate ad esso, ogni settimana?
* Lo staff si compone per lo più di volontari e collaboratori che offrono il loro tempo libero alle varie attività dell’associazione. Il tempo è tiranno ma se lo si sa prendere per il verso giusto, lo si sfrutta appieno!

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Gay è un abbreviazione di gaio. Si può essere gai al centro di Roma?

L’articolo di questi ragazzi mi fa pensare che la canzone di Pieretti e Ricky Gianco vale più di mille mie parole!

Tu sei buono e ti tirano le pietre.
Sei cattivo e ti tirano le pietre.
Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai,
sempre pietre in faccia prenderai.
Tu sei ricco e ti tirano le pietre
Non sei ricco e ti tirano le pietre
Al mondo non c’è mai qualcosa che gli va
e pietre prenderai senza pietà!
Sarà così finché vivrai Sarà così
Se lavori, ti tirano le pietre.
Non fai niente e ti tirano le pietre.
Qualunque cosa fai capire tu non puoi
se è bene o male quello che tu fai.
Tu sei bello e ti tirano le pietre.
Tu sei brutto e ti tirano le pietre.
E il giorno che vorrai difenderti vedrai
che tante pietre in faccia prenderai!
Sarà così finché vivrai Sarà così.

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Una storia vecchia, stroria di tutti… o quasi.

Tutti hanno una o più canzoni preferite che ci ricordano storie, periodi sensazioni o vicessitudini della nostra vita passata e ci fanno sperare, sognare… un futuro diverso, senza dubbio più roseo. E’ così per molte persone. E’ una storia vecchia. Storia di tutti o quasi, che si ripete da generazioni.
Una canzone può anche servire a manifestare un dolore quando ci manca il coraggio di gridarlo forte in faccia a chi ci fa  stare male. O la si può anche “usare” come regalo alla persona per noi più “bella” e più meritevole. Sono periodi, interazioni, momenti, pezzetti di vita.
E’ da circa tre anni che ascolto Biagio Antonacci: mi piace come cantautore e, nel tempo, mi sono piaciute delle sue parole piuttosto che altre. Riporto qui alcuni testi e video.
Voi, avete un cantante  preferito? O una canzone che vi ricorda un capitolo della vostra vita? Se avete curiosità, notizie inedite, o date sui concerti di Biagio, per favore  scrivetelo nei commenti a piedi pagina, oppure mandatemi una mail a info@piccologenio.it
Grazie, ciao a tutti!

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Educare alla liberà: riflessioni per una pedagogia rivolta a creare ponti fra i nostri bisogni e i bisogni della società rispettando la natura individuale.

 di Giorgia  Signego.

Educare alla liberà: riflessioni per una pedagogia rivolta a creare ponti fra i nostri bisogni e i bisogni della società rispettando la natura individuale.
Sulla libertà individuale si sono scritti fiumi di teorie , fra le più famose quelle di maestri educatori come l’arcinota  Maria Montessori a Rudolf Steiner e la sua ,forse, meno conosciuta scuola Waldorf.  Maria Montessori per esempio parte da un idea molto innovativa  [ nel 1898 presenta a Torino, al congresso pedagogico, i risultati delle sue prime ricerche e dopo breve tempo, diventa direttrice della scuola magistrale ortofrenica di Roma. Nel 1907, a San Lorenzo, apre la prima Casa dei Bambini, in cui applica una nuova concezione di scuola d’infanzia: Il metodo della pedagogia scientifica, volume scritto e pubblicato a Città di Castello – Perugia – durante il primo Corso di specializzazione ] nella quale il bambino viene visto come un individuo avente una propria identità e singolare modo di esprimersi per il quale andava lasciato libero e non condizionato dalle regole di un mondo adulto fuori dalla sua portata.  L’altro studioso, Rudolf Steiner, è un pedagogista austriaco, ma anche  precursore dell’  antroposofia ( un movimento filosofico che raccoglie ancora oggi innumerevoli estimatori  , mira a studiare il mondo spirituale come le scienze ) e soprattutto del metodo Wladorf che prende anche il nome dalla prima scuola da lui gestita nel 1919 a Stoccarda.  La sua disciplina è basata sulla riscoperta di tutti i sensi corporei e sul ritmo. Per Steiner la libertà del corpo viaggia in parallelo alla libertà dello spirito. Un educazione autarchica, molto criticata che vede la libertà come qualcosa di notevole fisico : io sono libero in relazione a quanto spazio riesco ad utilizzare e in quanta maggiore autonomia  posso farlo. Queste due linee educative ancora oggi sono un’ evergreen anche se abbracciano solo una certa elite  di famiglie che decidono di mandare il proprio figlio in una scuola con questa determinata impronta educativa.
Oggi la nuova frontiera per una pedagogia “ per la libertà “ è rivolta al modo che cambia, alla globalizazzione e a questa multiculturalità o meglio ancora iter- culturalità presente ormai da anni nelle scuole frutto di una sempre maggiore immigrazione.  Un educazione che Ha come obbiettivo quello di  superare le barriere culturali e  i pregiudizi, che educa alla pace per un mondo che cresce e che si urbanizza . Una società che non può fare a meno di considerare un bambino un cittadino a tutti gli effetti, coi sui diritti e i sui obblighi. Un mondo che cambia e che ha bisogni della voce di tutti, dal più grande al più piccolo. Ma anche un mondo che deve dare l’esempio, perché solo i questo modo potrà insegnare qualcosa alle nuove generazioni.

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