UN CLIMA FESTOSO “PER TUTTI“ (post completato con foto e correzioni al testo il 3 maggio 2010)

                    Sabato e domenica sono tornata alla manifestazione di Handiamo, sono state due giornate più “festose“.
Piazza Farnese per 3 giorni è stata trasformata: c’erano tanti stand che occupavano buona parte dello spazio, ed è stato montato anche un grande palco che in questo articolo vi svelerò a cosa è servito.
Nel weekend c’è stata una grandissima affluenza di associazioni invitate, e anche di famiglie, ragazzi, turisti che si trovavano a fare una passeggiata in quella zona e si fermavano a curiosare tra gli stand allestiti con il materiale delle associazioni che partecipavano alle giornate.
Sabato pomeriggio sono stata con un gruppetto di ragazzi, è stato bello vedere come le persone normodotate, che conoscono da diverso tempo Handiamo, credono fermamente che la diversità e in particolare l’handicap non sono degli ostacoli, delle cose sconosciute che mettono paura, dei problemi, ma sono un elemento di ricchezza, di scambio e di crescita per tutti. Il sabato ci sono stati tanti curiosi che “inciampavano“ nella manifestazione, sono stati accolti negli stand dai volontari che hanno fornito loro spiegazioni e materiale sulla manifestazione e sulle associazioni che vi hanno partecipato.
In uno stand era allestita una bella mostra fotografica con foto artistiche che come tema aveva dei soggetti disabili.
Nel primo pomeriggio c’è stata una piccola gara di corsa “per tutti“. A questa corsa vi hanno partecipato ragazzi normodotati, ragazzi con un handicap cognitivo, adulti e professori delle scuole. Come ogni gara che si rispetti alla fine non poteva mancare una medaglia ricordo di Handiamo per i partecipanti e una foto di gruppo sempre per poter dire “c’ero anch’io“!
Dopo la gara si è formato un piccolo gruppo di amici al quale ho preso parte. Per riempire il tempo libero che avevamo a disposizione tra la corsa e il concerto in programma nella serata, siamo andati a fare una passeggiata a Campo dei fiori; è stato bello parlare, confrontarsi, prendere un aperitivo al bar tutti insieme, ridere, farsi delle foto e accusare la stanchezza come è giusto e normale che avvenga dopo diverse giornate di manifestazione.
Nel gruppo c’erano anche dei ragazzi normodotati che collaborano con l’associazione da diverso tempo. Sono persone simpatiche e convinte che le differenze non siano un ostacolo ma una risorsa. E’ stato bello e particolare fare amicizia con loro, che sono giovani, normodotati e che la pensano in modo “diverso“ rispetto a tanta gente. Queste persone sono davvero “particolari“ in senso positivo poiché dedicano il loro tempo libero collaborando con l’associazione in modo volontario e anche, come ho già detto, ma vale la pena insistere su un punto che mi ha molto colpito e ritengo importante: hanno un’idea bella, nuova e positiva che si sposa benissimo con la filosofia dell’associazione Handiamo Onlus, dove “la diversità non è un mondo a parte ma una parte del mondo“e questo atteggiamento mentale si distingue e spicca in un mondo dove molta gente ancora teme le differenze e le vive in modo negativo perché le conosce appena e molto spesso solo in maniera superficiale.
Il sabato sera non ce l’ho fatta a rimanere per il concerto che si è svolto sul grande palco montato appositamente per la serata e per lo spettacolo teatrale di domenica pomeriggio. Il concerto, da quanto mi hanno raccontato, è andato molto bene perché c’era tanta gente che richiamata dalla musica si è fermata in piazza a condividere l’evento.

La domenica la grande manifestazione è ricominciata alle 10 con una “marcia per tutti“. Io sono tornata solo il pomeriggio e ho ritrovato l’atmosfera festosa del giorno prima. Le persone erano sempre più contente e soddisfatte di come stavano andando le cose. Nel primo pomeriggio ho assistito allo spettacolo teatrale della compagnia integrata che si chiama “Diversi da chi“. Hanno portato in scena “Rugantino“. E’ stato uno spettacolo lungo e quindi impegnativo; sul palco si alternavano attori di tutte le età, dai bambini agli adulti, e questa è stata l’unica differenza che si notava poiché il teatro riesce a non far vedere la diversità.
Ho visto parecchi spettacoli di compagnie integrate, ne ho fatto anche parte per molti anni come attrice, e dalle mie esperienze posso affermare che il teatro ha la grande magia di nascondere e non far percepire agli spettatori quali sono gli attori normodotati e quali gli attori disabili.
Dopo lo spettacolo a malincuore è arrivata l’ora di chiudere un grande sipario metaforico sulla settimana. Abbiamo fatto tante foto di gruppo. Io ho avuto l’occasione di parlare con uno degli organizzatori che era stremato dalla fatica ma quello che più conta era che era felice di come erano andate le cose e di quanta gente si era fermata in piazza e interessata alla manifestazione e alle nostre attività.
A questo punto non poteva mancare un brindisi con tutto lo staff di Handiamo e i volontari dell’associazione “Modavi“ che ci hanno spalleggiato in queste giornate.
Il brindisi con una bottiglia di champagne, i saluti, la felicità di questa esperienza, è stato tutto secondo copione per usare ancora dei termini teatrali, ma peccato che le cose belle finiscano sempre troppo presto. Spero che ci saranno altre occasioni per rivedersi e stare ancora tutti quanti insieme, per condividere delle belle cose e per portare avanti tante idee, tavole rotonde, manifestazioni, incontri reali e non solo virtuali tra tante persone.

Mi è piaciuto tantissimo vivere questo evento anche se, per motivi miei, mi sono persa gli eventi della domenica mattina: la grande marcia da piazza del popolo a piazza farnese alla quale hanno partecipato persone disabili e non provenienti da tutte le parti d’Italia, e sono arrivata troppo tardi per la tavola rotonda che è riuscita a far “dialogare” ed “incontrare” il mondo del lavoro con quello del volontariato; due realtà che solo in apparenza, possono sembrare scollegate e difficili da sviluppare soprattuto insieme! 

Il lunedì mi sono sentita sola a casa mia, mi mancavano tutte le facce conosciute da poco ma diventate familiari.

Continuerò a seguire ancora l’associazione perché il martedì e il giovedì alle ore 20, c’è un interessante trasmissione fatta da Handiamo su Gold TV, inoltre posso seguire virtualmente le loro attività sul portale dell’associazione: http://www.handiamo.it/  e sul blog: http://blog.handiamo.it/

Qui riporto tutti gli orari delle repliche della trasmissione, i canali per chi ha sky e per chi ha solo il digitale terrestre:

Emittente Televisiva:
GOLD TV
Programmazione:
IL MARTEDI’ E IL GIOVEDI’ ALLE ORE 20.00
In replica:
LUNEDI’ ALLE ORE 16.50
MARTEDI’ ALLE ORE 12.00
GIOVEDI’ ALLE ORE 16.30
VENERDI’ ALLE ORE 12.00
 

Emittente Satellitare:
GOLD TV (bouquet Sky 856)
Programmazione:
IL MARTEDI’ E IL GIOVEDI’ ALLE ORE 20.00

Emittente Satellitare:
GOLD TV (bouquet Sky 903)
Programmazione:
IL MARTEDI’ E IL GIOVEDI’ ALLE ORE 20.00

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Un dibattito “per tutti“ nella settimana del “per tutti“! (clicca sul titolo per aprire l’articolo)

  Da venerdì 23 aprile a domenica 25 aprile 2010 ho avuto il privilegio di partecipare alle giornate organizzate dall’Associazione Handiamo Onlus. In queste giornate romane, che completavano la settimana del “Per tutti“ iniziata allo stadio di San Siro di Milano pochi giorni prima, si voleva far capire che, come recitano gli slogan dell’Associazione, “la disabilità non è un mondo a parte, ma parte del mondo“.

                                                               
Da venerdì pomeriggio a domenica sera nella splendida cornice di Piazza Farnese a Roma l’Associazione ha organizzato convegni, giochi, spettacoli teatrali e musicali e altre attività. È stata un’esperienza bellissima partecipare a questi tre giorni perché ho conosciuto delle persone di questa Associazione che credono fermamente che prima della disabilità e della “normalità“ ci sono le persone! E quindi ho imparato anche una terminologia diversa: prima di dire disabile o normodotato è più giusto dire persona disabile o anche persona normodotata; sembra una cosa piccola ma se ci pensiamo cambia molto il modo di vedere l’handicap perché in questa maniera ci ricordiamo che prima di tutto ci sono delle persone e poi andiamo a vedere le caratteristiche, le similitudini, le differenze che ci sono anche tra persone normodotate o tra una persona disabile e l’altra.

                                 
Venerdì pomeriggio c’è stato un convegno dal titolo “Disabilità e sessualità, è ancora un tabù?“ e io ho avuto la fortuna di essere stata invitata come relatrice del dibattito insieme a Giacomo e a Joe. Tutti e due sono due ragazzi molto in gamba che fanno parte da diversi anni di quest’Associazione. Ho parlato di un articolo che avevo scritto pochi mesi fa dal titolo “Le intermittenze dell’amore“ pubblicato sul mio sito. Durante la tavola rotonda ho argomentato alcune idee di questo articolo, in particolare ho detto che secondo me l’amore e la sessualità rendono tutte le persone (disabili, non disabili) uguali perché tutte sono capaci di amare e sono normalissime nel manifestare i propri sentimenti; allo stesso tempo l’amore e la sessualità ci rendono tutti diversi in quanto ognuno di noi ha il suo modo unico e personalissimo di rapportarsi e di amare l’altra persona.
Nel dibattito chi ci ascoltava ha partecipato con delle riflessioni, ad esempio si è ragionato sul concetto di Natura e sul perché la Natura crea in primis delle differenze. Le persone si sono chieste il perché alcuni di noi nascono normali e alcuni nascono con un handicap che rende loro più difficile raggiungere certi traguardi e affermarsi nella vita.
Mi ha molto toccata una riflessione di mia sorella dove diceva che conosce dei ragazzi “normali“ che non sanno sfruttare le possibilità che la vita offre loro e che a volte rimane colpita dal mio entusiasmo di quando le racconto una cosa che ho fatto,  una possibilità anche piccola che mi si è presentata e ho sfruttato!
Anche mia mamma ha saputo portare la nostra esperienza e ha parlato molto bene; ha giustamente detto che certe persone ancora non vogliono vedere e quindi accettare l’handicap, sul tema dell’amore ha poi raccontato che le sue due figlie (una disabile e una no) hanno scoperto l’amore e le hanno fatto delle domande a riguardo in età molto diverse. È vero che per una persona disabile in genere ci vogliono molti più anni per riuscire a conquistare il traguardo dell’innamoramento, dell’amore, del rapporto con l’altro, e della passione.
Giacomo, vive su una sedia a rotelle, è laureato e come sogno vorrebbe diventare un giornalista televisivo. Lui durante il dibattito ha raccontato che a volte si è trovato per strada con dei suoi cari amici e se passava una bella ragazza i suoi amici non facevano i classici commenti che fanno i maschi; anzi si sentivano imbarazzati dalla presenza di Giacomo. Lui ha pure precisato che i disabili non sono né persone angeliche e asessuate né persone esasperate dalla voglia, dalla ricerca e dal bisogno del sesso. E su questo mi trova pienamente d’accordo.
Poi siamo entrati nel vivo del dibattito e qua vi voglio raccontare due episodi: nel primo Giacomo ha voluto fare una domanda provocatoria a Joe (Joe è un ragazzo normodotato simpatico e intelligente; ha ventinove anni e collabora da diverso tempo con Handiamo Onlus). “Se tu Joe, dieci anni fa, cioè prima della tua esperienza con l’Associazione e tutte le persone che ne fanno parte, avessi visto due ragazze per strada, una normodotata e l’altra con un handicap fisico, con quale ti saresti approcciato?“ La risposta di Joe a Giacomo ma anche a tutti i presenti è stata vaga: “Non ti posso dare una risposta chiara perché non so a priori come mi sarei comportato in quella situazione ma l’avrei dovuta vivere!“
Il secondo episodio è stato l’intervento di Paolo, il Presidente dell’Associazione che faceva parte del pubblico e non stava dietro al tavolo con i microfoni come me, Joe e Giacomo. Lui ha detto che se mi avesse conosciuta per la prima volta, non si sarebbe soffermato sulla mia camminata “ondulante“ o sul mio modo lento e faticoso di articolare le parole, insomma non si sarebbe fermato alle apparenze ma avrebbe voluto parlare con me per capire chi sono, cosa mi passa per la testa, se sono intelligente, simpatica, o tutto l’opposto. Gli ho risposto che molte volte le persone non mi parlano perché si fermano solo a quello che vedono e che sentono, anche perché per conoscermi ci vorrebbe un po’ di tempo per ascoltare quello che ho da dire, il tempo che serve a tutti per conoscere una persona; anzi per me ci vuole un po’ più di pazienza per riuscire a capire il mio modo di parlare e al giorno d’oggi non capita frequentemente che la gente si soffermi ad ascoltare o voglia abituarsi al mio modo di esprimermi. Infatti tante persone mi hanno detto che è solo questione di abitudine e che all’inizio non riuscivano a capirmi ma con la mia pazienza nel ripetere e con la loro buona volontà di comprendermi dopo poco tempo per loro è stato tutto molto più semplice ed è diventato naturale ascoltarmi e capirmi.
Il dibattito è andato come speravamo; alla fine abbiamo fatto vedere un dvd dove si parlava in modo leggero ma efficace di alcuni temi che non sono stati trattati dal vivo, tipo l’inclusione sociale, l’importanza dell’istruzione, il diritto di espressione, di pensiero e della partecipazione politica di ognuno di noi.
Il dibattito è stata una cosa bella perché ho partecipato da protagonista però nel prossimo articolo vi racconterò delle cose altrettanto importanti e positive che ho vissuto nelle giornate di sabato e domenica.

Questo post è stato scritto da Marzia la redattice del sito; se volete ripubblicarlo vi prego solo di citare la fonte.

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