PRESENTAZIONE, CURRICULUM E RICONOSCIMENTI DELL’OPERA NATA VIVA DI ZOE RONDINI

 

Nata viva di Zoe Rondini

Autore:  Zoe Rondini (nome d’arte)

Titolo dell’opera: Nata viva

Pagine:   195

Editore: Gruppo Albatros Il Filo (aprile2011/giugno 2014)

Prima edizione: Aprile 2011

Genere: romanzo di formazione/romanzo autobiografico

Foto di copertina: Daria Castrini

Per tutte le informazioni potete contattare Zoe Rondini all’indirizzo: info@piccologenio.it

SINOSSI

“… Tutti i dottori si affrettano a rianimarmi, ma rimango cinque minuti completamente senza respirare. Si tratta solo di cinque minuti, ma sono i primi della mia vita“.

Poi Zoe comincia a respirare. E a vivere. Quei cinque minuti dopo rispetto agli altri neonati – a causa di un respiro intrappolato per un tempo infinito in un corpo troppo piccolo – la costringeranno a confrontarsi, fin dai primi mesi, con una vita che è cominciata sì cinque minuti più tardi, ma che pian piano non tarderà a essere così tanto desiderata da consentire a Zoe di superare qualsiasi ostacolo, senza rinunciare a nulla, a costo spesso di immane fatica e  incomprensione da parte degli altri.

“… Cammino un po’ male, parlo un po’ male, controllo un po’ male i movimenti delle mani, delle dita, dei bulbi oculari… non ho un movimento, un arto o un muscolo che non fa capo al mio sistema nervoso centrale che è stato lesionato a causa di quei cinque minuti“.

Zoe imparerà con suoi tempi a camminare, a parlare, a leggere e all’età di nove anni scoprirà la inesauribile passione per la scrittura, cominciando a scrivere i suoi primi racconti.

Ma è all’età di tredici, che per superare il momento più difficile della sua vita – a causa di lutto doloroso –  intraprende l’avventura più importante, e un po’ per bisogno, un po’ per caso, un po’ per scelta, decide di dare vita ad un racconto autobiografico che l’accompagnerà per ben dodici anni.

Lungi dall’essere un trattato o un saggio autobiografico sulla disabilità, “Nata viva“ vuole essere un racconto appassionato e antipedagogico di una ragazzina e poi di una ragazza che, tra luci e tenebre, ha saputo lottare per raggiungere e conquistare quella serenità che tutti bramiamo, non dando mai per scontato nulla e soprattutto non accontentandosi mai del buon quieto vivere che spesso la società assegna alle persone disabili.

Nel suo stile rapsodico, squisitamente discontinuo, frammentario e spesso profondamente ironico, Zoe si fa cantore e testimone, con la sua voce, dell’incontro sorprendente tra limite e prospettiva, civiltà e pregiudizio, presenza e invisibilità, costruendo, capitolo dopo capitolo, la propria visione del mondo, dove la normalità sembra non appartenere a nessuno, per fortuna.

Ne nasce un racconto a suo modo epico in cui riconoscersi,  popolato da  personaggi indimenticabili, amici e nemici che  Zoe sa tratteggiare con sapiente tocco  tra familiari, compagni di scuola, dottori, fisioterapisti, maestri, insegnanti, docenti universitari, presidi,  babysitters, viandanti, incontri fortuiti.

E insieme a lei, anche noi riviviamo il nostro essere stati bambini o adolescenti incompresi, in famiglia come a scuola, dentro o fuori dal gruppo, allontanati e maltrattati spesso inconsapevolmente, a volte con una certa presunzione da chi non la pensava o non poteva essere come noi.

Nel suo romanzo di formazione Zoe costringe il lettore a non dimenticare mai lo  scarto enorme che c’è tra vivere ed esistere, inchiodandoci all’idea che per nascere veramente, ad ogni occasione, bisogna sentirsi vivi, gridarlo e raccontarlo al mondo intero.

Siti internet dedicati all’opera letteraria :

 

http://www.piccologenio.it/category/nata-viva/

 

RICONOSCIMENTI E RASSEGNA STAMPA PER L’OPERA “NATA VIVA“:

Il volume “Nata viva“ ha ottenuto diversi riconoscimenti ai seguenti premi letterari:

-Finalista al Premio Firenze 2011 – Centro culturale Firenze Europa “Mario Conti“ – XXIX Premio Firenze sezione D -narrativa edita.

-Segnalata al concorso letterario “Premio nazionale di letteratura Prof. “Francesco Florio“ 23 edizione 2011 – Licata“ con un diploma di elogio, ottenendo il punteggio di 93/100.

-Menzione d’onore con diploma di merito al Premio nazionale di poesia, narrativa e fotografia “Albero Andronico“ V edizione.

-Semifinalista e Menzione d’onore con diploma di merito al XVIII Premio letterario internazionale “Trofeo penna d’autore“ nella sezione A: libri narrativa e saggistica.

Per l’opera “Nata viva“ sono stati pubblicati i seguenti articoli:

– Zoe commuove: “Io, disabile ma più che viva“di Assuntina Morresi, uscito su “Avvenire“nell’inserto È vita, il 5 gennaio 2012.

– “Un libro sulla ricchezza interiore dell’handicap“ di Maurizio Fabbri, uscito sulla rivista Educazione alla Salute – periodico dell’Associazione Italiana Studio Malformazioni e della Fondazione ASM per la Salute dell’Infanzia, gennaio/marzo 2012.

Rassegna stampa

-Nata viva di Zoe Rondini la forza delle donne.

Di Dionora Tinti

http://www.dianoratinti.it/nata-viva-di-zoe-rondini-la-forza-delle-donne/

Già il titolo ci trasmette l’idea di qualcosa di palpitante, vitale, energico. Nascere vivi, vuol dire nascere per esistere, per conoscere, sfidare, osare, arrivare più in là possibile. L’essere umano è programmato per la vita e nessuno lo è meglio di una donna.

– “NATA VIVA“ di Zoe Rondini edizioni Gruppo Albatros il Filo Aprile 2011 di Alessandro Leggieri

La lettura di questo romanzo di formazione è consigliata ad adolescenti, giovani, genitori, docenti, presidi, insegnanti di sostegno e nonni. A chi cerca la sua strada e la propria identità dentro e fuori dal gruppo, dalla famiglia, dalle convenzioni… o quasi…! A chi l’ha già trovata e desidera aiutare i più giovani che si stanno ancora cercando e scoprendo!

http://www.piccologenio.it/2014/04/30/nata-viva-di-zoe-rondini-edizioni-gruppo-albatros-il-filo-aprile-2011-di-alessandro-leggieri/

– arte e cultura comune di Torino

http://www.piccologenio.it/2014/04/16/nata-viva-su-arte-e-cultura-comune-di-torino/

Recensione di Nata viva a cura di Enrico Arata

http://www.piccologenio.it/2014/04/11/recensione-di-nata-viva-a-cura-di-enrico-arata/

Arte e cultura, Nata viva di Zoe Rondini

http://www.comune.torino.it/pass/artecultura/nata-viva/

– Disabilità come risorsa. In un romanzo autobiografico, il racconto di un esistenza vissuta con fede ed energia di Domitia Caramazza, per il settimanale “a sua immagine“

.http://www.piccologenio.it/2013/11/07/disabilita-come-risorsa-in-un-romanzo-autobiografico-il-racconto-di-un-esistenza-vissuta-con-fede-ed-energia/

– incontrare Pinocchio – lettura di “Nata viva“  di Matteo Frasca

http://www.piccologenio.it/2013/10/26/incontrare-pinocchio-lettura-di-nata-viva/

– Disabilità e discriminazioni: l’appassionante racconto di Zoe Rondini, articolo apparso sulla rivista “Near, più vicini più uguali“ che si occupa di contrastare ogni forma di pregiudizio e discriminazione.

http://www.retenear.it/2013/07/disabilita-e-discriminazioni-l-appassionante-racconto-di-zoe-rondini/

-Nata viva, ovvero… sul bello di esistere di Gianfranco Chieppa

http://www.piccologenio.it/2013/04/17/nata-viva-la-storia-di-una-persona-nata-si-viva-ma-consapevolmente-esistente/

– Nata viva

07 Settembre 2012

Di Riccardo Rossi

Zoe nei primi cinque minuti di vita non ha respirato. Nel suo libro si racconta. Oltre alla sua disabilità ha dovuto superare tanti dolori e preconcetti. Ora che ha 31 anni ed è laureata, ha tanti progetti, un sito in cui tratta temi di disabilità e cerca di aiutare chi si trova difficoltà…

http://www.goleminformazione.it/recensioni/libri/nata-viva.html

– Zoe commuove: “Io, disabile ma più che viva“di Assuntina Morresi, uscito su “Avvenire“nell’inserto È vita, il 5 gennaio 2012. http://www.salutefemminile.it/Template/detailArticoli.asp?IDFolder=176&IDOggetto=7871

– “Un libro sulla ricchezza interiore dell’handicap“ di Maurizio Fabbri, uscito sulla rivista Educazione alla Salute – periodico dell’Associazione Italiana Studio Malformazioni e della Fondazione ASM per la Salute dell’Infanzia, gennaio/marzo 2012. http://www.piccologenio.it/2012/04/28/un-libro-sulla-ricchezza-interiore-dellhandicap/

Gruppo di Lettura: “Nata Viva“ di Z.Rondini  Recensione a cura di Federico Sinopoli Fonte: http://www.scrittorisommersi.com/gruppo-di-lettura/gruppo-di-lettura-%E2%80%9Cnata-viva%E2%80%9D-di-z-rondini/

Articolo su “Nata viva“, uscito sull’Osservatore Romano il 26 luglio 2012 Dall’inserto “donne chiesa mondo“.
Scritto da Giulia Galeotti. Fonte: http://www.piccologenio.it/2013/05/13/articolo-su-nata-viva-uscito-sullosservatore-romano-il-26-luglio-2012/

– Nata viva su specchio magico

http://www.specchiomagico.net/rondinizoe.htm

Dalla cantastorie Zoe la testimonianza di chi ha deciso di essere nel mondo.

Nata Viva è il romanzo di esordio, cui si accompagna uno spettacolo teatrale, di Zoe Rondini. Un romanzo che segue la sua vita dall’adolescenza in poi. Un racconto antipedagogico da cui si respira tutto il vizio di vivere attraverso le difficoltà.

FONTE: http://www.fattiitaliani.it/index.asp?id=5 (articolo ed intervista)

Interviste a Zoe Rondini:

– Intervista a Zoe Rondini tratta dal sito www.consiglialibro.altervista.org:

http://www.piccologenio.it/2012/07/21/intervista-a-zoe-rondini-tratta-dal-sito-wwwconsiglialibroaltervistaorg/

– Articolo ed intervista tratta da Letto e Bloggato:

http://paneeparadossi.netsons.org/?p=2320

http://www.piccologenio.it/2012/02/27/articolo-ed-intervista-tratta-da-letto-e-bloggato-

– Intervista a Zoe Rondini su www.ilpiacerediscrivere.it

http://www.piccologenio.it/2012/01/26/intervista-a-zoe-rondini-su-wwwilpiacerediscrivereit/

– Nata Viva di Zoe Rondini, su www.associazionelibroaperto.it

http://www.piccologenio.it/2012/01/26/nata-viva-di-zoe-rondini-su-wwwassociazionelibroapertoit/

Teatro

Dall’opera “Nata viva“ è stato tratto lo spettacolo teatrale “La Cantastorie Zoe“ andato in scena a Roma presso il Teatro Abarico e il Teatro Arvalia. Lo spettacolo, con le musiche di Matteo Frasca è stato scritto da Zoe Rondini e Matteo Frasca – anche attori – con la supervisione registica di Tiziana Scrocca, attrice, autrice e regista.

 

Zoe Rondini è lo pseudonimo dell’autrice. Laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione, attualmente sta studiando per ottenere la laurea magistrale in Editoria e Scrittura (giornalismo). In passato ha pubblicato molti articoli riguardanti i problemi e i diritti delle persone disabili su vari siti, su un quotidiano on-line e sulla rivista italiana dell’Opera Montessori. “Nata Viva“ è la sua opera prima.

 

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Italy in a day… ma non tutta

https://www.youtube.com/watch?v=jmu0tmwdWEI&feature=youtu.be Il mio Italy in a day

Lo scorso sabato attendevo con una certa ansia la visione del film documentario Italy in a day di Gabriele Salvatores. Il regista aveva invitato tutti gli italiani e le italiane a filmare un momento della loro giornata del 26 ottobre 2013: era un sabato. Anch’io avevo inviato allora il mio contributo. Sapevo di non essere stata scelta, perché in caso contrario mi avrebbero contattato per tempo, per filmare alcune liberatorie. Essendone giunti 45.000  non sono rimasta stupita quando mi sono resa conto  che non era stato inserito il mio video, che per quanto lo apprezzi rivedendolo e per quanto lo consideri prezioso in quanto ha coinvolto me e  le persone care intorno a me, magari non era giusto che venisse scelto. Ritengo di non aver una voce, una parlata diciamo.. adatta alla televisione o al cinema.  Detto questo ero comunque molto curiosa della visione del film, nutrendo delle aspettative  su come potesse venire rappresentata e narrata la disabilità.

Cosa ho trovato:

presenti molte fasi della vita nell’arco del tempo dell’essere al mondo quali la nascita, l’infanzia, la gioventù, la maturità e la vecchiaia.

Compaiono un gran numero di bambini. (Come dice Augusto Sainati:  “Ci sono molti bambini: bellissima immagine, carica di speranza e di futuro, ma forse un po’ troppo di parte in un paese che di bambini ne fa davvero pochi“).

Ben costruito anche il discorso sui ragazzi che vorrebbero emigrare in un altro Paese perché nel loro non scorgono prospettive e futuro. Anche gli anziani sono stati diversificati nelle loro storie ed è stata adeguatamente raccontata la loro quotidianità. Mi ha colpito la storia di un medico italiano dentro una realtà povera e disagiata di un altro paese che riusciva a dare senso profondo al suo lavoro e “sacrificio“ come se in Italia non si trovino abbastanza storie esemplari  tra ospedali, reparti pediatrici e luoghi di cura o di terapia. Un altro spunto interessante ben sviluppato all’interno di un discorso narrativo è stata la presenza dei padri divorziati che si occupavano dei loro figli con un certo trasporto. Tema ricorrente la giornata di sportivi e le loro imprese, dalla bicicletta al paracadutismo. Mi ha colpito la scelta di narrare storie dal carcere e il punto di vista dei collaboratori di giustizia. Questi temi, di cui di solito sappiamo ben poco, hanno trovato uno spazio adeguato.

A mio avviso ridondante e superfluo il video, quindi la testimonianza, della ragazza che preferiva stare sotto le coperte invece di affrontare un nuovo giorno. Anche la mamma impegnata ad insegnare a guidare alla figlia, mi è sembrato un po’una  forzatura a discapito di tematiche e scorci di vita che potevano essere interessanti, quali il cinema, il teatro, la cultura in genere, in relazione alle storie delle persone che ne potevano testimoniare la presenza nella loro vita, in un sabato come tanti.

Esteticamente parlando, mi è sembrata buona e appropriata l’idea di dividere il filmato in varie ore del giorno, creando un effetto movimentato e divertente nello spettatore. Ampio spazio nel montaggio è stata data alla percezione  variegata del tempo climatico, dei paesaggi ripresi, delle città vissute a diversi livelli. Particolarmente azzeccato e divertente il momento del pranzo che ha visto buona parte dei protagonisti accingersi a mangiare; nello specifico mi ha fatto molto sorridere  la storia di un ragazzo che, dopo un breve monologo sulla bellezza e sul gusto, mangia lentamente e assapora in modo sapiente il suo panino davanti alla telecamera per diversi minuti.

 

Sul Fatto quotidiano del 28 settembre, Augusto Sainati – professore universitario e critico cinematografico – scrive che il cinema, utilizzando tutte le sue possibilità espressive, ha il compito di creare nuove sintesi, nuovi mondi totali. “… Ciò che invece un po’ manca in Italy in a day è proprio questa capacità di saltare verso la sintesi: tante immagini fanno accumulo, ma se l’accumulo resta tale, il cinema è solo in potenza“. E ancora …“ Italy in a day non è un selfie dell’Italia, ma il ritratto di “una vita da mediano“.

Dentro queste considerazioni si inserisce la mia più grande delusione e amarezza durante e dopo la visione del film: la constatazione della totale e forse imperdonabile assenza – visto l’esperimento comunitario – di storie narrate da o insieme a persone disabili, con qualsivoglia tipo di disabilità o semplicemente malate, dentro i confini italiani.

 Mi sono chiesta: a che cosa è dovuta questa mancanza?  Scarso materiale inviato non all’altezza? O impossibilità da parte di famiglie o delle persone con disabilità di potersi raccontare  “in leggerezza“ senza dover per forza testimoniare malasanità, inadeguatezza politica e sociale, drammi familiari, etc. O qualora invece ci sia stato abbastanza materiale, possibile che non ci fosse una traccia, una microstoria che rispettasse canoni estetici richiesti o rispondesse alla serie di domande proposte a cui attenersi? (Posso testimoniare che la sottoscritta ha inviato un video di durata inferiore ai quindici minuti richiesti dove rispondevo ad almeno  due delle domande che per regolamento dovevano essere toccate e prese in considerazione, almeno in parte).  Possibile che in 45000 contributi arrivati e visionati non ci sia stato nulla di decente su e da parte di tale rappresentanza?  Non voglio dire questo per lamentarmi o fare la parte della disabile che si lagna perché non si parla deiproblemi dei disabili… anzi il contrario. Italy in a day grazie all’opportunità che aveva nel suo potenziale e alla sensibilità e sapienza  del suo regista, poteva essere l’occasione per condividere il fatto che le persone con disabilità possono raccontare di tutto e raccontarsi in infinite combinazioni possibili, senza ricorrere ai soliti clichè e stereotipi che ostacolano la narrazione e l’ esperienza di raccontarsi liberamente… avendo cioè un pretesto, uno spunto o un’ispirazione, qualcosa da dire insomma, a tutti quanti.

Senza ricorrere per forza ai casi limite o estremi, si poteva scegliere come rappresentanza  anche solo il coraggio  di una persona con problemi motori che “vive“ la sua giornata e si racconta “in soggettiva“ davanti la macchina da presa; anche questa “semplicità“ poteva essere interessante condividere.

Rispetto poi alla leggerezza “calviniana“ in questo momento diversi documentari e narrazioni audiovisive stanno cercando di fare emergere punti di vista mai esplorati intorno ai temi del disagio psichico oltre fisico (Sconosciuti, i 10 comandamenti, The special need, etc, Capitan Pistone di Mara Consoli, etc…).

E poi mi chiedo: era proprio indispensabile approvare video di persone lontane, oppure le testimonianze  dei collaboratori di giustizia?  Non era necessario, fondamentale, doveroso inserire, nel film collettivo, almeno un solo minuto prezioso di una persona disabile che racconta il mondo?

E poi pensiamo alla giornata dell’ astronauta Luca Parmitano. Chiaramente suggestiva, bella cinematograficamente la giornata di Parmitano… ma possibile che non sia stato trovato del bello nella giornata di un disabile che lotta per la conquista di un senso o di un piacere da condividere nell’arco della sua giornata?

Forse chissà aggiungendo un quarto d’ora a quei brevi settantacinque minuti si poteva raccontare qualcosa in più.

Questa mia riflessione non è semplicemente suggerita dal fatto di essere parte in causa, rispetto alla voragine constatata in termini di rappresentanza  e ampiamente criticata. Occupandomi, ogni volta che posso, di narrazione e disabilità, cercando di fare coincidere il racconto con il bisogno di raccontare e raccontarsi da parte di chi vive un disagio profondo quotidianamente, speravo tanto che il sabato di Italy in a day potesse essere un sabato da ricordare… per tutta l’Italia. Anche per noi.

 

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i video di Zoe Rondini

Realizzati da Zoe Rondini, Daria Castrini ed Enrico Arata.

https://www.youtube.com/watch?v=PN_76gxNyzM Nata viva, ve lo racconto.

https://www.youtube.com/watch?v=Sed_djk_wnA piccologenio.it .

https://www.youtube.com/watch?v=jmu0tmwdWEI&feature=youtu.be Italy in a day.

http://www.youtube.com/watch?v=hMSpmq0eY9k&feature=share Zoe a Positano.  Un invito ad abili & disabili a vivere le proprie esperienze e non fermarsi di fronte ad un ostacolo… io ne ho scalati 100 di gradini a Positano, bello però! 🙂

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