Poesie di Emily Dickinson

Quando andavo a scuola, mi è sempre piaciuto l’italiano. Facevo bei pensierini, bei temi… poi al liceo mi sono appassionata alla Divina Commedia. Non è stato merito mio, ma dei “programmi ministeriali“ e della prof d’italiano che ha sempre avuto un “debole“ per Dante. Le poesie di Dickinson facevano parte del programma d’inglese. La professoressa spiegava ed interrogava in lingua inglese; non capivo nulla. Passavo interi pomeriggi ad imparare a memoria riassunti in inglese e questo bastava a prendere sei all’interrogazione del giorno. Tempo fa ho trovato, su internet, le seguenti poesie e ho scoperto che mi piacciono.

 Se io potrò impedire ad un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano
Se allevierò il dolore di una vita o allevierò una pena
O aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido
Non avrò vissuto invano

***

Conosco vite della cui mancanza
non soffrirei affatto
di altre invece ogni attimo di assenza
mi sembrerebbe eterno

***

Mi incanta il mormorio di un’ape
qualcuno mi chiede perchè
piu’ facile è morire che rispondere

***

il rosso sopra il colle annulla la mia volontà
se qualcuno sogghigna stia attento
perchè Dio è qui
questo è tutto

***

La luce del mattino mi eleva di grado
se qualcuno mi chiede come
risponda l’artista che mi tratteggiò così

***

Non avessi mai visto il sole
avrei sopportato l’ombra
ma la luce ha aggiunto al mio deserto
una desolazione inaudita

***

Portare la nostra parte di notte
la nostra parte di mattino
Di immensa gioia riempire il nostro spazio
il nostro spazio riempire di disprezzo

***

Qui una stella, là un’altra stella
Qualcuno smarrisce la via
Qui una nebbia, là un’altra nebbia
Poi, il giorno

***

Tutti hanno diritto al mattino
alla notte solo alcuni
Alla luce dell’aurora
pochi eccelsi privilegiati

***

Se avessimo le ali
per fuggire la memoria
molti volerebbero
Abituati a esseri più lenti
gli uccelli con sgomento
scruterebbero la folla
di persone in fuga
dalla mente dell’uomo

***

Non stimare lontano quello che si può avere
anche se in mezzo si stende il tramonto
né stimare vicino ciò che standoti a fianco
è più lontano del sole

***

La natura talvolta fa seccare
un arbusto, talvolta scalpa un albero
il suo popolo verde lo ricorda
nel caso in cui non muoia

Foglie stremate alle nuove stagioni
testimoniano mute
e noi che abbiamo un’anima moriamo
più sovente, e non così vitalmente

***

Se le mie pene future in una volta
venissero ad affliggermi quest’oggi
sono così felice che – son certa –
si allontanerebbero ridendo.

Se le mie gioie future in una volta
venissero ad invadermi quest’oggi
non potrebbero essere così grandi
come questa che mi possiede adesso

***

Se tu dovessi venire in autunno
mi leverei di torno l’estate
con un gesto stizzito ed un sorrisetto,
come fa la massaia con la mosca.

Se entro un anno potessi rivederti,
avvolgerei in gomitoli i mesi,
per poi metterli in cassetti separati
per paura che i numeri si mescolino.

Se mancassero ancora alcuni secoli,
li conterei ad uno ad uno sulla mano
sottraendo, finchè non mi cadessero
le dita nella terra della Tasmania.

Se fossi certa che, finita questa vita,
io e te vivremo ancora
come una buccia la butterei lontano
e accetterei l’eternità all’istante.

Ma ora, incerta della dimensione
di questa che sta in mezzo,
la soffro come l’ape-spiritello
che non preannuncia quando pungerà.
(dedicata a F.)

***

Muore la parola
appena è pronunciata:
così qualcuno dice.
Io invece dico
che comincia a vivere
proprio in quel momento

***

Il paradiso non è più lontano
della camera accanto
se in quella camera
un amico attende
felicità o rovina.

***

Che forza c’è nell’anima
che riesce a sopportare
l’accento di un passo che si appressa
una porta che si apre.

***

Come fare per dimenticare!
Ma potrebbe insegnarlo?
Si dice sia tra le arti la più facile
quando si impara il metodo.

Cuori duri son morti
nell’acquisirla, eppure
il sacrificio per la scienza adesso
è piuttosto comune.

Sono andata anche a scuola
ma non ne son uscita più informata
il mappamondo non lo puo’ insegnare
e non serve a niente il logaritmo.

“Come dimenticare”!
Venga qualche filosofo a spiegarmelo!
Ah, essere eruditi
quanto basta asaperlo!

C’è scritto in qualche libro?
In questo caso io potrei comprarlo
E’ simile a un pianeta?
I telescopi potrebbero scoprirlo

Se invece è un’invenzione
deve avere un brevetto.
E tu, dimmi, lo sai,
rabbi del libro saggio?

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