“Nata viva, ma con 5 minuti di ritardo” la vita dopo un’asfissia neonatale

Lezione per il master di neuropsicologia dell’età evolutiva, Università Lumsa di Roma

Scaletta degli argomenti da trattare:

INTRODUZIONE

presentazione, parlare degli studi e del percorso formativo e lavorativo. In particolare soffermarsi sul progetto “Disabilità e narrazione di sé”.

Zoe oggi, l’esperienza nelle scuole e nelle università grazie a “Nata viva” e l’esperienza del giornalismo a Piuculture, da prima il diario e Piccologenio. La scrittura dal mio punto di vista è terapia, è una compagnia, questo mi è sembrato importante comunicarlo alle scuole incontrate.

l’esperienza nelle scuole: è stato e continua ad essere per me importante incontrare gli studenti dalla quinta elementare alle università, per raccontare una testimonianza e condividere traguardi, problemi, metodologie, narrazioni e passioni. Raccontare vari esempi di bambini, ragazzi e professori incontrati con il progetto “disabilità e narrazione di sé”.

ENTRIAMO NEL VIVO DI NATA VIVA

LA NASCITA -essendo la giornata delle paralisi infantili parlerei/leggerei della mia nascita: DA PAG.19 A 23

LA SCUOLA-la scuola: introduzione mia; letture spiegare che tutta la scuola è stata segnata da problemi degli adulti… da piccola il rapporto tra pari funzionava. Il sostegno di Valerio (LUIGI).

Oggi come si interviene davanti un problema? La situazione è veramente cambiata o ci sono solo più figure professionali? Il rapporto tra pari come viene facilitato o ostacolato? Lettura PAG 173-175

LA FISIOTERAPIA -Lettura “aggrappati ai pantaloni”, parlare della fisioterapia, i terapisti ed il loro ricordo (una terapia insopportabile voluta dagli adulti). Per fortuna non erano tutti uguali: Luigi mi ha aiutato tanto a scuola, mi ha insegnato ad usare il pc senza traumatizzarmi, anzi… allora un approccio terapeutico che tenga conto della psiche del bambino era già possibile negli anni ‘80 ‘90? Ed oggi come si interviene? A cosa si da valore??? Lettura PAG- 63 E 64

LA FAMIGLIAcome cambiano le dinamiche tra genitori e figli? E tra soggetto disabile e gli altri componenti della famiglia? Gli esempi (e le letture da scegliere) sono tanti: con i nonni, con Fiore, mamma, papà, Ricky ect  quale il ruolo dell’analisi? Difficoltà di Zoe adolescente ed adulta nel creare relazioni al di fuori della famiglia… e al di fuori della logica dell’aiuto… ciò ha radici profonde, ma si può intervenire? Letture:

–      (la nonna): Dov’è meglio dormire? (pag.41-42);

–      (fiore) Auguri e figlie femmine (pag. 101-105);

–      Nuotare in piscina, nuotare tra l’invidia (121).

DISABILITA’ E SESSUALITA’ –Il rapporto con l’altro sesso. Una grande conquista voluta e desiderata; il mio “io” ha preso il sopravvento, ho fatto quello che ho fatto da sola. L’amore e  la sessualità per una persona disabile sono una conquista oltre che passioni, emozioni, condivisione! Si parla tanto di queste tematiche, ma persistono molti tabù, non tutte le famiglie sono pronte e aperte. Non tutti i normodotati accettano una partner disabile. E’ ancora molto la diffusa la concezione del disabile “eterno bambino”. Cosa fare? Come farsi accettare? Cosa pensate della figura dell’assistente sessuale? A mio avviso la strada è ancora lunga anche se qualcosa ho attenuto. Raccontare la mia esperienza e fare un collegamento al corto.

– L’AUTONOMIA – raccontare della patente, della burocrazia, dell’inadeguatezza delle strutture frequentate da persone più fragili come anziani e disabili (ore di fila, caldo, assenza di gentilezza e di empatia).

PROIEZIONE CORTOMETRAGGIO PER RIPRENDERE GLI ULTIMI DUE TEMI: SESSUALITA’ E AUTONOMIA: LA ZOE ADULTA.

CHIUDE L’INTRODUZIONE.

***

SPUNTI DI RIFLESSIONE

-ACCETTAZIONE, NON ACCETTAZIONE E SENSI DI COLPA, tre aspetti che colpiscono il disabile, la famiglia e la società, a vari livelli. Per mia esperienza posso dire che le soddisfazioni lavorative, l’amore e la sessualità, il libro e il corto aiutano, ma le “insidie” di sentirsi inadeguata, non accettata e con sensi di colpa, sono sempre in agguato.

Domanda: Come incide secondo voi la nascita di un bambino disabile sull’equilibrio familiare?

Quali potrebbero essere le conseguenze dell’accettazione e della non accettazione?

Ad esempio da un lato si assiste a persone che rinunciano a loro stesse per dedicarsi al membro disabile della famiglia, altre si chiudono e si allontanano, per paura di non essere all’altezza delle sue “pretese”.

Quali altre dinamiche vi vengono in mente?

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Lettera di presentazione di “Nata viva”, romanzo e cortometraggio

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Premio Anello debole, vince forza di Zoe

Guarda il corto “Nata viva”:

Vi presento il cortometraggio di Nata Viva

 

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“Nata viva” nell’associazione “Come Un Albero”

Il 10 giugno 2017, all’associazione Come Un Albero, si è tenuta una presentazione di Nata viva, romanzo di formazione e docu-film.

Ringrazio le relatrici Paola Severini Melograni e Lucia Pappalardo per aver parlato della Zoe di ieri e di oggi e per aver preannunciato i progetti futuri.

Grazie anche ai due lettori, l’editore sempre presente, la mia famiglia e tutti gli ospiti illustri.

Grazie per il bel pomeriggio: intimo e pieno d’affetto.

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Zoe Rondini su Slash Radio a parlare di Nata viva

 

 

Di seguito il file audio dell’intervista di Luisa Bartolucci a Zoe su Slash Radio, la radio dell’Unione Italiana Ciechi. Si è parlato di Nata viva, è stato trasmesso il cortometraggio e sono stati letti alcuni brani dal romanzo.

Buon ascolto!

 

Ascolta anche:

Zoe a Radio Freccia Azzurra

Lo spettacolo la Cantastorie Zoe, tatto dal romanzo Nata viva, alla radio

Guarda il mini-film “Nata viva”:

Nata viva su Cubik TV

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Lettera di presentazione di “Nata viva”, romanzo e cortometraggio

 

 

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Lettera di presentazione di “Nata viva”, romanzo e cortometraggio

 Titolo dell’opera: Nata viva

 Autrice: Zoe Rondini (nome d’arte)

Pagine:   252

Editore: Società Editrice Dante Alighieri

Edizione: novembre 2015

Genere: romanzo di formazione/romanzo autobiografico

Per tutte le informazioni potete contattare Zoe Rondini all’indirizzo: info@piccologenio.it o su Facebook.

ll volume è impreziosito dalla prefazione della Professoressa  Serena Veggetti, docente di psicologia alla Sapienza di Roma, ed un racconto ispirato a nonno Adriano Bompiani.

Per comprare il volume potete andare sul link della Società editrice Dante Alighieri

Prezzo  € 9.80

Codice ISBN: 978-88-534-3777-8

Prodotto da: Società  Ed. Dante Alighieri srl

Nata viva e-book

Sinossi:

“… Tutti i dottori si affrettano a rianimarmi, ma rimango cinque minuti completamente senza respirare. Si tratta solo di cinque minuti, ma sono i primi della mia vita“.

Poi Zoe comincia a respirare. E a vivere. Quei cinque minuti dopo rispetto agli altri neonati – a causa di un respiro intrappolato per un tempo infinito in un corpo troppo piccolo – la costringeranno a confrontarsi, fin dai primi mesi, con una vita che è cominciata sì cinque minuti più tardi, ma che pian piano non tarderà a essere così tanto desiderata da consentire a Zoe di superare qualsiasi ostacolo, senza rinunciare a nulla, a costo spesso di immane fatica e  incomprensione da parte degli altri.

“… Cammino un po’ male, parlo un po’ male, controllo un po’ male i movimenti delle mani, delle dita, dei bulbi oculari… non ho un movimento, un arto o un muscolo che non fa capo al mio sistema nervoso centrale che è stato lesionato a causa di quei cinque minuti“.

Zoe imparerà con suoi tempi a camminare, a parlare, a leggere e all’età di nove anni scoprirà la inesauribile passione per la scrittura, cominciando a scrivere i suoi primi racconti.

Ma è all’età di tredici, che per superare il momento più difficile della sua vita – a causa di lutto doloroso –  intraprende l’avventura più importante, e un po’ per bisogno, un po’ per caso, un po’ per scelta, decide di dare vita ad un racconto autobiografico che l’accompagnerà per ben dodici anni.

Lungi dall’essere un trattato o un saggio autobiografico sulla disabilità, “Nata viva“ vuole essere un racconto appassionato e antipedagogico di una ragazzina e poi di una ragazza che, tra luci e tenebre, ha saputo lottare per raggiungere e conquistare quella serenità che tutti bramiamo, non dando mai per scontato nulla e soprattutto non accontentandosi mai del buon quieto vivere che spesso la società assegna alle persone disabili.

Nel suo stile rapsodico, squisitamente discontinuo, frammentario e spesso profondamente ironico, Zoe si fa cantore e testimone, con la sua voce, dell’incontro sorprendente tra limite e prospettiva, civiltà e pregiudizio, presenza e invisibilità, costruendo, capitolo dopo capitolo, la propria visione del mondo, dove la normalità sembra non appartenere a nessuno, per fortuna.

Ne nasce un racconto a suo modo epico in cui riconoscersi,  popolato da  personaggi indimenticabili, amici e nemici che  Zoe sa tratteggiare con sapiente tocco  tra familiari, compagni di scuola, dottori, fisioterapisti, maestri, insegnanti, docenti universitari, presidi,  babysitters, viandanti, incontri fortuiti.

E insieme a lei, anche noi riviviamo il nostro essere stati bambini o adolescenti incompresi, in famiglia come a scuola, dentro o fuori dal gruppo, allontanati e maltrattati spesso inconsapevolmente, a volte con una certa presunzione da chi non la pensava o non poteva essere come noi.

Nel suo romanzo di formazione Zoe costringe il lettore a non dimenticare mai lo  scarto enorme che c’è tra vivere ed esistere, inchiodandoci all’idea che per nascere veramente, ad ogni occasione, bisogna sentirsi vivi, gridarlo e raccontarlo al mondo intero.

Zoe Rondini è il nome d’arte dell’autrice. Laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione e specializzata in Editoria e Scrittura alla Sapienza di Roma. Si è sempre impegnata a scrivere articoli riguardanti i problemi e i diritti delle persone disabili su vari siti, quotidiani on-line quali Rete Near dell’Unar, ufficio nazionale anti-discriminazione razziali e sulla rivista italiana dell’Opera Montessori. “Nata Viva“ è la sua opera prima.

NATA VIVA CORTOMETRAGGIO:

fotografia2 È  la storia di Zoe Rondini una ragazza che per i primi 5 minuti della sua vita non ha respirato. Zoe ha scritto un libro che racconta la sua vita, allegra e faticosa (Società editrice Dante Alighieri). Il corto, in un certo senso, prosegue il romanzo, concentrandosi sulle difficoltà e le conquiste “nuove“ di una Zoe matura e consapevole,  contornata però da amici e familiari che sanno riconoscere la sua forza, la sua tenacia e la sua ironia anche nell’ età adulta.

Lucia Pappalardo l’ha trasformato in un breve film grazie al supporto dell’Associazione Nazionale Filmaker  Videomaker Italiani.

Nel 2016 NATA VIVA ha vinto Capodarco L’Altro Festival – L’Anello Debole ed è stata premiato fuori concorso al Festival Ciak sul Fermano.  Guarda il video

RASSEGNA STAMPA PER LE DUE OPERE:

Nata viva sul Venerdì di Repubblica 

Nata Viva“ tra i corti finalisti di Capodarco, L’anello debole 2016

Premio Anello debole, vince forza di Zoe

Intervista a Zoe Rondini su Radio Freccia Azzurra, una web-radio fatta in una scuola elementare

 Nata viva e l’attuale condizione dei disabili nel nostro paese. Intervista all’autrice 

Nata viva sul magazine della scuola di scrittura Omero. di Arturo Belluardo  10 dicembre 2015

Zoe Rondini: intervista all’autrice di “Nata viva“ di Disabilibidoc.it

Zoe Rondini, una donna coraggiosa

Cinque minuti e poi…

 

 

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Nata viva su Cubik TV

Sul canale Charity di Cubik TV è disponibile il documentario Nata Viva di Zoe Rondini, che racconta la storia di Zoe Rondini, una ragazza che per i primi 5 minuti della sua vita non ha respirato.
Zoe ha scritto un libro che racconta la sua vita, allegra e faticosa (Società Editrice Dante Alighieri). Lucia Pappalardo l’ha trasformato in un breve film grazie al supporto dell’Associazione Nazionale Filmaker e Videomaker Italiani.
Nel 2016 NATA VIVA ha vinto Capodarco L’Altro Festival – L’Anello Debole ed è stata premiato fuori concorso al Festival Ciak sul Fermano.

Nata viva

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Nata viva sul Venerdì di Repubblica 

Nata Viva“ tra i corti finalisti di Capodarco, L’anello debole 2016

Premio Anello debole, vince forza di Zoe

Intervista a Zoe Rondini su Radio Freccia Azzurra, una web-radio fatta in una scuola elementare

Nata viva sul magazine della scuola di scrittura Omero. di Arturo Belluardo  10 dicembre 2015

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Cinque minuti e poi…

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Fonte: Nordestnews.com Cinque minuti … Che cosa sono in fondo nella vita di un essere umano? Per un uomo d’affari spesso rappresentano il tempo di un caffè bevuto in piedi tra una riunione e l’altra, per uno studente annoiato costituiscono lo stillicidio di secondi che precedono il suono della campanella alla fine delle lezioni, per un ritardatario cronico passano sempre troppo in fretta e, prima che egli possa accorgersene, si ammonticchiano gli uni sugli altri a formare quarti d’ora …

Insomma, il “peso specifico” di cinque minuti non è univoco, né tantomeno universale: ognuno di noi, in base alla propria esperienza e alle circostanze in cui si trova, percepisce quest’intervallo di tempo in modo diverso e conseguentemente gli attribuisce una valenza e un’importanza del tutto personale; tuttavia, non possiamo negare che nella maggioranza dei casi i cinque minuti non li consideriamo neanche, salvo quando “ci girano” (i cinque minuti, appunto!).

La protagonista di questa storia, invece, i cinque minuti li considera eccome, del resto non potrebbe fare altrimenti neppure volendolo; eh già, perché in quel mercoledì di settembre di trentacinque anni fa, furono proprio cinque minuti a decidere chi sarebbe stata (e soprattutto CHE ci sarebbe stata!) Zoe Rondini.

La gravidanza era a termine e le doglie erano state indotte, Zoe sembrava pronta ad uscire, ma poi ecco i fatidici cinque minuti di limbo, che la piccola trascorse in apnea, completamente senza respirare; durante questi trecento lunghissimi secondi, la morte e la vita si sfidarono in un silenzioso duello e per fortuna la vita ebbe la meglio, sia pure con gravi conseguenze per il sistema nervoso centrale di Zoe, irreparabilmente lesionato a causa di quella mancanza d’ossigeno.

Una vita iniziata con cinque minuti di ritardo non è certo una vita qualunque, senza dubbio è molto più difficile della media e per affrontarla occorre possedere una dose extra di grinta e determinazione, oltre all’indispensabile supporto di familiari, amici, fisioterapisti, insegnanti, insomma di tutte quelle figure che per il loro ruolo dovrebbero sostenere un individuo così speciale nel suo percorso di crescita psicofisica, possibilmente evitando di farlo sentire diverso e di escluderlo dalla società. Nel caso di Zoe, grinta e determinazione non sono mai mancate, gli amici ci sono sempre stati, alcuni familiari sono stati (e sono tutt’ora) più presenti di altri – come testimonia il legame molto profondo con la sorella e con i nonni materni, finché erano in vita – mentre alcuni fisioterapisti, ma soprattutto alcuni insegnanti, hanno purtroppo contribuito a rendere ancora più impervio un cammino già abbastanza tortuoso.

Nonostante le mille difficoltà di ogni giorno, Zoe non si è mai arresa: ha imparato a camminare, a parlare, a leggere e a scrivere secondo i suoi tempi, che pur essendo un po’ più dilatati rispetto alla norma (poiché inevitabilmente condizionati da quei fatidici cinque minuti), non le hanno impedito di raggiungere molti traguardi, quali ad esempio il conseguimento di due lauree all’Università “La Sapienza” di Roma (una in Scienze dell’Educazione e della Formazione e l’altra, specialistica, in Editoria e Scrittura) o il coronamento del suo sogno di vita indipendente, realizzatosi all’età di ventuno anni quando ha deciso di staccarsi dalla famiglia e andare a vivere per conto proprio, sia pure con il supporto quotidiano di un assistente.

Mentre si impegna al massimo per ottenere le sue piccole grandi conquiste, Zoe cerca sempre di essere d’esempio e d’aiuto agli altri, in particolare a coloro che vivono situazioni simili alla sua e magari non riescono ad affrontarle con lo spirito giusto; ecco perché dal 2006 cura il portale Piccolo Genio, un sito web che parla di disabilità, ma anche di cultura, cinema, teatro e molti altri argomenti, tutti sviscerati dal punto di vista personale e particolare della redattrice, ovvero di una persona che era partita con cinque minuti di ritardo ma poi ha recuperato alla grande, fino a diventare la ragazza dinamica e intraprendente che è oggi, con i suoi mille interessi e progetti per il futuro.

Il portale riserva ampio spazio alla pubblicizzazione del primo romanzo di Zoe Rondini, “Nata viva”, pubblicato lo scorso anno in seconda edizione dalla Società Editrice Dante Alighieri; il libro è un romanzo autobiografico e di formazione nel quale l’autrice, che scrive usando uno pseudonimo per ogni personaggio della storia (compresa lei, che preferisce sempre comparire come Zoe Rondini piuttosto che con il suo nome di Battesimo), ripercorre passo dopo passo le tappe salienti della sua vita, dalla nascita al periodo universitario. Sebbene l’opera sia stata data alle stampe in tempi recenti (nel 2015, come riferito più sopra), la sua genesi risale addirittura al 1994: è in quell’anno infatti che Zoe, per preservare i ricordi che la legano al secondo marito della madre, scomparso improvvisamente, decide di cimentarsi nella scrittura di un diario, che l’accompagnerà per dodici anni; più tardi, rileggendo quanto scritto, si rende conto che molte persone (soprattutto molti ragazzi, disabili e non) potrebbero riconoscersi e ritrovarsi nelle sue parole, quindi, con l’aiuto del consulente letterario Matteo Frasca, decide di editare i suoi appunti in modo che diventino pubblicabili e fruibili da chiunque voglia seguire questa ragazza nel suo cammino alla ricerca della serenità. Ad impreziosire il libro, che già nella precedente edizione ha vinto diversi premi letterari, ci sono la prefazione della professoressa Serena Veggetti, docente di psicologia all’Università “La Sapienza” di Roma, e l’appendice costituita dal racconto “L’ultimo acquerello”, scritto a quattro mani con la sorella e ispirato ad uno dei personaggi del romanzo, il nonno Adriano Bompiani.

Spesso, dopo aver letto un’opera di narrativa le cui vicende ci hanno coinvolto e appassionato, ci chiediamo cosa succede in seguito: veramente la storia finisce in contemporanea con il racconto? Nel caso di “Nata viva”, che è un romanzo autobiografico, la risposta è, ovviamente, no! La vita di Zoe non si ferma alla fine degli studi universitari, dopo essere diventata Dottoressa Magistrale la attendono diverse esperienze: i viaggi, l’ingresso nel mondo del lavoro, il conseguimento della patente di guida, la scoperta dell’amore e della sessualità… Un assaggio di tutto questo è rappresentato dal cortometraggio che porta lo stesso titolo del libro ed è stato scritto da Zoe insieme alla regista Lucia Pappalardo; in questo mini-film la protagonista, che recita con un suo alter ego maschile (amico, amante, assistente… chissà?), racconta la sua vita da adulta: ora ha imparato a reagire alle difficoltà positivamente e con il sorriso, cercando di non complicarsi l’esistenza più del necessario; il tono ironico che si può cogliere leggendo “Nata viva” si ritrova anche nel cortometraggio, sebbene qui si trasformi in un leggero sarcasmo, atteggiamento forse più tipico di chi ormai ha superato la trentina.

Il successo riscosso finora dal cortometraggio, che potete vedere direttamente in questa pagina,

va di pari passo con quello del libro, come testimonia l’importante riconoscimento che è stato attribuito all’opera lo scorso giugno a Capodarco di Fermo, nelle Marche; qui, nell’ambito della manifestazione “Capodarco L’altro Festival”, il cortometraggio “Nata viva” è risultato vincitore del premio “L’anello debole”, giunto quest’anno alla decima edizione. Come riferito da Andrea Pellizzari, direttore artistico del premio e presentatore della serata finale, la vittoria è stata decretata dalla giuria popolare, che ha stravolto il risultato modificando il voto della giuria tecnica; a mio parere, questa è la miglior conferma possibile del fatto che la gente comune, i ragazzi di ieri e di oggi, possono identificarsi facilmente in Zoe Rondini e nella sua battaglia quotidiana per conquistare un posto nel mondo.

Poiché siamo esseri imperfetti, ognuno di noi racchiude in sé fragilità e debolezze con le quali deve imparare a convivere per riuscire a trovare il proprio equilibrio psicofisico; se per il 15% della popolazione mondiale, incluse Zoe Rondini e la sottoscritta, i limiti da accettare sono quelli imposti dalla disabilità (come riportato dallo “World Report on Disability”, pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2011 e scaricabile qui in lingua inglese), per il restante 85% si tratta di limiti che hanno altri nomi e forse sono meno riconoscibili, ma sono pur sempre limiti.

Per quanto possa sembrare strano nell’era della globalizzazione, al giorno d’oggi anche essere immigrati può purtroppo costituire un limite, un handicap che preclude un inserimento “alla pari” nel tessuto sociale. Questo è uno dei motivi per cui Zoe Rondini, che ha sperimentato sulla propria pelle cosa significa essere discriminati a causa di una condizione nella quale siamo costretti a vivere nostro malgrado, ha scelto di mettere la sua passione per la scrittura al servizio di questa particolare categoria di persone, che potremmo definire “nuovi cittadini”; tale opportunità le è stata offerta dalla testata giornalistica online “PiuCulture”, che dal 2010 dà voce agli stranieri che vivono, studiano e lavorano a Roma. Lavorando per questo giornale, Zoe mette senz’altro a frutto la sua laurea specialistica in Editoria e Scrittura, avendo contemporaneamente la possibilità di imparare cose nuove sul mondo del web e del giornalismo; ciò che più conta però, è che i suoi colleghi la trattano alla pari, affidandole incarichi e responsabilità nonché imponendole di rispettare scadenze: questo è sicuramente il modo migliore per ricordare a ogni persona, non soltanto a Zoe Rondini, che è NATA VIVA e come tale deve comportarsi!

Lisa Corbelli

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Ciak sul Fermano 15-16-17 luglio 2016

Riparte la stagione estiva promossa dall’Associazione “Il Grillo Parlante” di Altidona. Si inizia con Ciak sul fermano, festival del film corto, il 15-16-17 luglio 2016 alle 21:30.

Questa è la 4°edizione. Il direttore artistico dell’evento è Paolo Marzoni che ha svolto egregiamente insieme all’associazione la selezione dei cortometraggi che si andranno a proiettare. Nelle prime due serate verranno proiettatti i cortometraggi in gara e la serata conclusiva sarà interamente dedicata alla memoria di uno dei più grandi fotoreporter internazionali Mario Dondero a cui è intitolata questa edizione del festival.

I corti saranno premiati dopo un’attenta valutazione di una giuria tecnica ed una giuria popolare.

La giuria tecnica composta da: Simonetta Bonanni, Andrea del Zozzo, Danilo Cognigni, Guido Bandini, Laura Strappa, Marco Cruciani e Christina B. Assouad assegnerà i premi per il miglior cortometraggio, la miglior regia e la miglior fotografia.

Alla giuria popolare è affidata la scelta per l’assegnazione del premio per il miglior cortometraggio del pubblico.

Anno dopo anno, si consolida la collaborazione con le istituzioni pubbliche e l’evento ogni anno assume sempre maggior rilievo anche a livello nazionale.

La manifestazione ha lo scopo di portare alla luce realtà sociali importanti con la proiezione di cortometraggi di registi emergenti, quest’anno i film sono tutti della stessa  distribuzione  elenfant distribution  di Adam Selo L’iniziativa tende ad assumere il ruolo di trampolino di lancio per la vena artistica, spesso celata, della realtà locale e di vetrina per il territorio.

Nella serata conclusiva del 17 verrà proiettato fuori concorso il cortometraggio “Nata Viva” di Lucia Pappalardo, vincitore dell’ Anello Debole, del Capodarco Film Festival. La regista è riuscita a raccontare la storia, l’allegria e l’ironia di Zoe Rondini, ragazza che per i primi 5 minuti della sua vita non ha respirato. Attraverso il cortometraggio ha in modo eccellette distrutto tutti i luoghi comuni sui disabili. Saranno con noi la protagonista Zoe Rondini e la regista Lucia Pappalardo.

Nel corso della serata finale gli omaggi e le testimonianze per l’amico Mario Dondero saranno molte, per questo ci si avvale della fruttifera collaborazione dell’associazione culturale Altidona Belvedere e della fototeca provinciale, ente gestore dell’archivio di Mario Dondero, guidate dal Prof. Pacifico D’Ercoli. La serata sarà presentata dall’amico Andrea Braconi, alla presenza di tante istituzioni della provincia di fermo e della regione Marche e di tanti amici del fotoreporter, la compagna Laura Strappa e il regista Marco Cruciani autore del documentario Calma e Gesso, in viaggio con Mario Dondero. Naturalmente non poteva mancare la voce di Simonetta Peci, attrice, fotografa e scrittrice, che proprio da Altidona regalerà degli omaggi all’amico Mario. Il tutto contornato da interviste inedite del nostro direttore artistico Paolo Marzoni a Mario Dondero. Vantiamo la Collaborazione di Paolo Marzoni in quanto socio della Maxman Coop che si pone l’obiettivo di incrementare il lavoro sul territorio emiliano-romagnolo e marchigiano, costruendo una rete di collaboratori volta a realizzare prodotti di alta qualità e promuovere figure emergenti competenti (registi, scenografi, direttori della fotografia ecc…).

nella serata conclusiva ci sarà la 2°edizione enogastonomica “Altidona in Vetrina” per promuovere il turismo e le enogastronomie locali, che coinvolgerà ristorante Casa Mia, ristorante Da Fernando, ristorante Il Casale, Villa Poggia Verde, ristorante-pizzeria Bar del Corso, ristorante-pizzeria le Papillon, pizzeria Il Veliero, pizzeria L’Oca Nera, panificio Vecchio Forno, pasticceria Malavolta, pasticceria Millevoglie, Perfero Caffè, cantina Le Senate, ingrosso e distribuzione Aso, fiori e piante La Valentina, B&B Vicolo Fiorito.

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Premio L’anello debole, la forza di Zoe strega la platea

Articolo originale da: capodarcolaltrofestival.it

La forza di Zoe, che non ha respirato nei primi 5 minuti della sua vita; l’amicizia struggente di due aspiranti astronauti che “non possono vivere senza il cosmo“; una strana piscina sulla spiaggia di Gaza; la centralinista della polizia che tutti vorremmo nei casi di violenza sulle donne; un poetico spot sull’autismo.

Sono le storie dietro i 5 video cortometraggi vincitori del premio L’Anello debole 2016, assegnato questa sera, 25 giugno, dalla Comunità di Capodarco di Fermo nella penultima serata del Capodarco L’Altro Festival. Ad essi si sono aggiunti due nuovi premi speciali (di cui uno ex-aequo) e un premio della giuria di qualità.

La serata – seguita da circa 400 persone – è stata presentata dal direttore artistico del premio Andrea Pellizzari, che sul palco ha avuto accanto l’ospite forse più atteso di questo Festival: il popolarissimo autore, regista e conduttore de “Le Iene“ Pierfrancesco Dilibero in arte Pif.

Erano state 252 quest’anno le opere in concorso, di cui 227 video e 25 audio cortometraggi (per questa sezione non erano stati designati finalisti): un’edizione quasi record per la quantità, ma sicuramente straordinaria per la qualità delle opere – molte già pluripremiate, – per il livello di molti autori e per il numero di lavori arrivati dall’estero (da 12 paesi).

Le opere finaliste erano state scelte dalla giuria di qualità del premio e poi votate (in qualche caso cambiando la classifica di arrivo) dagli oltre 150 componenti della giuria popolare durante la proiezione-maratona della “Notte dei corti“ di venerdì 24 giugno.

Il primo classificato per la sezione Corti della realtà è stato “Nata viva“ (17’), di Lucia Pappalardo, ispirato all’omonimo libro di Zoe Rondini, disabile a causa di un’asfissia alla nascita. La vitalità della protagonista ha stregato anche la platea di Capodarco. Il premio è stato consegnato dal presidente della Commissione Cultura del Consiglio regionale Marche Francesco Giacinti.

Il premio per la sezione Corti di Fiction è andato a un grandissimo autore russo di film d’animazione, Konstantin Bronzit e al suo “We can’t live without cosmos“ (15’), un vero capolavoro di tecnica e sensibilità.

Ma in questa sezione c’è stato anche un premio speciale della giuria assegnato a“Quasi eroi“ (20’), l’amore tenero e stralunato tra due giovanissimi di periferia filmato dal grande regista Giovanni Piperno. Il premio è stato consegnato dal presidente della Camera di Commercio di Fermo Graziano Di Battista.

Nella sezione Cortissimi della realtà ha vinto “La piscina di Gaza“ (5’20“), il progetto visionario e concreto di un istruttore di nuoto, realizzato da Luca Galassi.

Nella sezione Cortissimi di fiction premio a un altro autore straniero, l’argentinoWenceslao Shizoryk con “112“ (5’30“), un eccellente piccolo thriller su una strana telefonata a un servizio di pronto intervento spagnolo, ispirato a una storia vera.

Infine il premio per la sezione Ultracorti è andato a Andrea Tubili (già vincitore lo scorso anno a Capodarco del premio speciale Ecopneus“), con lo spot di 30“ della Rai per la giornata sull’autismo 2016. Il riconoscimento è stato consegnato dal vice prefetto di Fermo Francesco Martino.

Il premio speciale “Corto Giovani“ è andato a Alessandro Capitani per “Bellissima“(12’), un corto di fiction sull’amore per una ragazza esclusa già vincitore con la stessa opera del David di Donatello 2016 per il miglior cortometraggio. Il riconoscimento assegnatogli dalla giuria di qualità del premio L’Anello debole era stato bandito in parallelo con “Coop for Words“, il premio letterario bandito dalle Coop operanti in varie regioni d’Italia. Presente a Capodarco per la consegna il vicepresidente di Coop Alleanza 3.0 Elio Gasperoni.

Per il nuovo premio speciale dell’Anello debole al migliore “Web-Doc“ si è registrato l’unico ex-aequo di questa edizione. Per questa particolare forma di comunicazione concepita per internet e che unisce foto, video, audio e testi hanno vinto “Uncut“, la guerra delle donne contro le mutilazioni genitali femminili, di Emanuela Zuccalà e Simona Ghizzoni; e “Sotterranea“, di Carlo Tartivita, Chiara Campara, Matteo Ninni, uno straniante viaggio interattivo nel ventre di Milano. Una speciale menzione della giuria a “Nella sabbia del Brandeburgo“, una produzione italo tedesca di Katalin Ambrus, Nina Mair, Matthias Neumann. Il premio è stato consegnato dal presidente della Fondazione Carifermo Alberto Palma.

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Premio Anello debole, vince forza di Zoe

Articolo originale da: ansa.it/marche

La forza di Zoe, che non ha respirato nei primi 5 minuti della sua vita; l’amicizia struggente di due aspiranti astronauti; una strana piscina sulla spiaggia di Gaza; la centralinista della polizia che tutti vorremmo nei casi di violenza sulle donne; un poetico spot sull’autismo. Sono le storie dietro i 5 video cortometraggi vincitori del premio L’Anello debole 2016, assegnato ieri sera dalla Comunità di Capodarco nella penultima serata del Capodarco L’Altro Festival. La serata è stata presentata dal direttore artistico del premio Andrea Pellizzari, che sul palco ha avuto accanto Pierfrancesco Diliberto in arte Pif. Erano 252 quest’anno le opere in concorso, di cui 227 video e 25 audio cortometraggi arrivati da 12 Paesi. Il primo classificato per la sezione Corti della realtà è stato “Nata viva” di Lucia Pappalardo, ispirato all’omonimo libro di Zoe Rondini, disabile a causa di un’asfissia alla nascita.

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