UN GIARDINO PER TANTI

Sarebbe bello aiutarlo, andare da lui, scambiare due parole con questo nonnino che di storia e di storie ne ha viste e vissute tante. Lui infondo ha aiutato gli altri creando con le sue mani, un giardino dove prima c’era solo immondizia e ognuno di noi passando per i Parioli, potrebbe regalarli una pianta, dei fiori o qualche soldo. Venerdì 26 maggio 2006 farà una festa aperta a tutti per i suoi 90 anni.

“MIRACOLO“ AI PARIOLI: ROSE E VIOLE AL POSTO DELLA DISCARICA
A 90 anni inventa un giardino per il quartiere

di VERONICA CURSI

La prima piantina venne su lentamente. Ci vollero mesi prima di veder sbocciare un timido bocciolo. Una piccola, coloratissima, goccia di verde che si affacciava timorosa nel grigiore di una discarica abbandonata. Siamo su via di San Valentino, a due passi da Corso Francia, nel cuore dei Parioli. Basta percorrerla quella strada che da via Pilsudski porta verso via Archimede, per capire l’amore di Andrea Lasagna, pensionato, classe 1916, per i fiori e per la terra. «L’amore e la passione» che tre anni fa portarono un ex impiegato dell’ambasciata delle Filippine, figlio di un contadino, oggi alla soglia dei 90 anni, a prendersi cura, con i propri (pochi) soldi della pensione, di un pezzo di verde, che di verde non aveva più nulla, e a trasformarlo in 100 metri quadrati di rose, viole, gerani, e margherite. La storia del «piccolo angolo di pace» di via di San Valentino inizia in un caldo maggio del 2003. Andrea ha 87 anni, due guerre mondiali alle spalle, «nell’anima, una passione innata per la terra». Vive a via Ximenes da 47 anni, poco distante da quella discarica a cielo aperto che dal 1950 deturpa il suo quartiere. Cartoni rotti e fiumi di immondizia che, ogni giorno, puntualmente, rovinano le proprie passeggiate quotidiane. Lui, che è cresciuto in mezzo al verde, nel profumo di fiori appena sbocciati, non può sopportare l’idea di vivere a pochi metri da una terra bruciata dalla spazzatura. E’ allora, «durante una delle tante piccole camminate all’aria aperta» che a questo anziano signore, in pensione ormai da più di 20 anni, viene l’idea: «creare un piccolo angolo di verde che faccia risplendere, come merita, uno dei quartieri più belli della città». Inizia così la storia del suo giardino. Armato di terra, semi e buona pazienza, questo vecchino dagli occhi azzurrissimi, comincia, nel 2003, a prendersi cura di quel tratto di strada. Pianta un oleandro, poi un altro e un altro ancora. E ogni mattina, camminando a fatica, arriva qui a scostare cartoni, bottiglie e pezzi di vetro «perché le mie piante, – racconta – quelle che con cura avevo seminato, potessero crescere nello spazio adeguato». Ogni giorno, dalle nove all’una, dalla sua casa di via Ximenes, Andrea arriva davanti a quelle staccionate rotte. E con la passione dei suoi 87 anni, taglia erbacce, annaffia la terra, «costruendo con i mattoni, trovati all’interno della discarica, più di dieci aiuole con rose, margherite e viole». «Mi aiutarono due romeni – racconta mentre lentamente passeggia in mezzo ai suoi fiori – due ragazzi bravissimi a cui davo (e continuo a dare tutt’oggi) un po’ di euro al giorno perchè continuino a prendersi cura del mio giardino. Volevo, infatti, che quella strada trafficata, quel pezzo di terra dimenticato da tutti, riprendesse vita». E così fu. Dopo gli oleandri, nacquero viole, ficus, margherite bianche. E il suo quartiere, quella gente indifferente che ogni giorno passava di lì per andare a lavoro, cominciò ad accorgersi di lui. «Era difficile costruire il mio giardino da solo – confessa Andrea, timido – i soldi stavano finendo. Avevo quasi pensato di mollare». Quando il destino, forse, o la coscienza comune di un quartiere arrivarono a dargli una mano. «Improvvisamente le persone cominciarono ad aiutarmi. – confessa ridendo – Prima con qualche euro. Poi, quando il passaparola prese piede, cominciarono ad arrivare fiori, piante, vasi. I residenti della zona mi ringraziavano per il lavoro che stavo facendo perché, in un certo senso, lo facevo anche per loro». Mese, dopo mese, il quartiere, tutto quanto, si appassionò a quell’angolo di pace. E oggi, che il giardino è un fazzoletto dai mille colori, Andrea è un po’ il giardiniere di tutti. «Ogni mattina, – racconta – quando arrivo qui davanti per lavorare, trovo sempre qualche regalo: palme, gerani, piccoli limoni. Ognuno, a suo modo, cerca di aiutarmi, come se, in un certo senso, si fosse affezionato a questo piccolo angolo di verde». Perché non è facile avere 89 anni, portare a casa una pensione minima, e voler far crescere un giardino. Non è facile dover pagare qualcuno che ti aiuti. Comprare terra, semi, vasi e piante. E questo Andrea lo sa. «Ecco perché – confessa – ho scritto una lettera a tutti i residenti del quartiere perchè mi aiutino, ancora di più, se è possibile, a continuare nel mio lavoro. Basterebbe qualche piccola donazione. Un po’ di soldi che mi permettano di realizzare il mio sogno…». Quale? «Venerdì compirò 90 anni, – confessa – e mi piacerebbe vedere un giorno la salita di via di San Valentino tutta un giardino. Ma di certo non posso farcela da solo». Così, da un paio di giorni, Andrea, va di portone in portone a chiedere una mano. «Qualcuno mi ha già regalato 10 o 20 euro – ammette – Un signore che vive proprio su via di San Valentino, ogni settimana mi da 50 euro. Lei non sa cosa vuol dire per me aver ritrovato una passione che mi rende vivo. Ogni volta che vengo qui, che parlo con i miei fiori, dimentico tutti i miei problemi…l’età, gli acciacchi e pensare che tra due giorni arrivano i 90». Speriamo che tra i regali ci sia la possibilità di continuare a costruire il suo giardino.

 

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