Stephen Hawking

Lo conoscete Stephen Hawking? Beh lui si che ha fatto tante cose nella vita, forse anche troppe: è un genio, un grande scienziato, convive con un handicap grave, ha avuto due matrimoni, voi che ne pensate? Se volete saperne di più suo conto, l’articolo che segue vi una panoramica di tutto quello che ha fatto e che nella vita.
Articolo tratto dal Corriere della Sera del 22 Maggio 2006.

Incontro con Stephen Hawking/ La teoria del Tutto, il Big Bang, l’origine dell’universo e la sua continua espansione Parla il famoso fisico inglese, considerato il più grande dopo Einstein, da oltre 40 anni in lotta contro una sclerosi degenerativa

Padova. «ABBIAMO fatto enormi progressi nella conoscenza dell’universo. Ma, ancora, non sappiamo cose fondamentali. Per fortuna, forse. In fondo, sarebbe noioso essere Dio e non avere più niente da scoprire». Bip bip… bip bip bip. Tornano in mente i versi di Verlaine: «Il lungo singhiozzo dei violini d’autunno ferisce il mio cuore con monotono languore». I l sibilo lievissimo del sintetizzatore , in una saletta del Palasport San Lazzaro, precede una voce metallica ma profonda, quella “prestata“ dalla tecnica a uno scienziato che con le teorie del Big Bang e dei buchi neri (le regioni dello spazio-tempo dalle quali neppure la luce può sfuggire, per l’eccezionale gravità che vi domina) ha segnato il vertice della ricerca post-einsteiniana. Stephen Hawking, seduto sulla carrozzella a rotelle, i capelli rossicci scivolati sulla fronte, il volto deragliato, intenso e ammirevolmente sereno, mostra di possedere ancora insospettabili energie e regala, come fa spesso, esemplari perle di sense of humour inglese. Eccolo il Piccolo Grande Cyborg, la più straordinaria sintesi di Essere umano & Alta tecnologia apparsa sul pianeta, stupefacente cybernetic organism che non parla come un comune mortale ma, miracoli dell’ high-tech , per mezzo di un sintetizzatore vocale capace di trasmettere le sue parole: giacché il professore le compone, lettera per lettera, tramite un computer e un sofisticato programma informatico a una velocità di circa 15 al minuto grazie a movimenti delle labbra… Se questo è un Genio. Sì, è l’uomo più intelligente del mondo. Unico. Eroico. Ironico. Irriducibile. Pop. A beautiful mind . E che fibra, Stephen William Hawking, nato a Oxford 64 anni fa, titolare a Cambridge della cattedra che fu di Newton. Impareggiabile esploratore dei segreti dell’universo, è diventato anche il simbolo planetario del potere dell’intelletto sul Male. Da 44 anni resiste alla sclerosi laterale amiotropica – il terribile morbo di Lou Gehrig, malattia degenerativa e incurabile dei neuroni che permettono i movimenti – il cui esito è la paralisi progressiva del corpo e, infine, la morte. Non si lamenta mai («Sarebbe uno spreco di tempo, la gente evita chi si piange addosso»). Preferisce reagire affilando la sottile arma dell’ironia (con corrosive battute non risparmia neanche se stesso come quando ha definito il suo bestseller Breve storia del tempo. Dal Big Bang ai buchi neri , oltre dieci milioni di copie, “uno dei libri più venduti e meno letti della storia“). E, per dimostrare che con un genio indomabile anche il destino deve rassegnarsi a misere figure, si è sposato due volte e ha fatto tre figli, Tim, Lucy e Robert, nati dalla prima moglie Jane (a chi gli ha chiesto recentemente cosa farebbe se dovesse guarire ha detto: “Credo che la risposta sarebbe per soli adulti“…). No, un genio non può accontentarsi di mezze misure. Ma Hawking è andato ben oltre. Anziché chiudersi nella sua lotta contro un’oltraggiosa fortuna, come accade quasi inevitabilmente a chi è vittima di un male, ha addirittura gettato il suo sguardo sul cosmo per tentare la più grande impresa scientifica di ogni tempo: formulare una Teoria del Tutto e avere una completa comprensione della realtà unificando Teoria dei Quanti e Relatività Generale, le leggi che governano le particelle elementari e quelle dello spazio-tempo, così apparentemente inconciliabili da far disperare persino Einstein. C’è da sorprendersi, allora, che il Piccolo Grande Cyborg sia diventato anche un idolo pop, ospite virtuale di un episo dio della serie Star Trek e di uno dei Simpson, ammirato da Steven Spielberg e da milioni di giovani sparsi nel mondo? A Padova, è giunto su invito del sindaco Flavio Zanonato («E’ stato semplice: voleva visitare la città dove Galileo ha esercitato il suo magistero per 18 anni»), dell’Università e dell’Osservatorio Astronomico. Ha tenuto, davanti a quattromila studenti sbalorditi e commossi le conferenze Scorrendo all’indietro la Storia e L’origine dell’universo , e ha ricevuto da Zanonato le Chiavi della Città e la cittadinanza onoraria. «Hawking ci ha dato la possibilità di vedere la grandezza dell’universo e la sua complessità», ha detto il sindaco. «Noi abbiamo potuto ammirare la grandezza della sua persona» . Negli anni 50, Hawking era ancora un ragazzo. Allora, i cosmologi ritenevano, in base alla Teoria dello stato stazionario elaborata da Fred Hoyle, che l’universo fosse sempre esistito. Ma un decennio dopo, nell’Inghilterra dei Beatles e delle minigonne, lui e il matematico Roger Penrose terremotarono la nostra visione scientifica del mondo. Bip bip bip… Sul display le parole si susseguono veloci, comunicando un brivido di stupefatta ammirazione. «Sì, io e Roger Penrose dimostrammo che l’universo era iniziato con il Big Bang, un po’ prima di 14 miliardi di anni fa», racconta l’astrofisico inglese. «Ma il problema aperto è che nelle condizioni del Big Bang, in uno stato in cui i campi gravitazionali erano così forti e l’intero universo era compresso in un singolo punto di dimensioni nulle, la teoria della relatività generale non è più valida. Lo è quella quantistica. Ecco perché, per capire l’origine dell’universo, dobbiamo trovare un accordo tra relatività generale e teoria quantistica e sposare l’idea di una somma delle teorie dell’universo, come sosteneva il fisico americano Richard Feynman». E prima del Big Bang, c’era qualcosa? «No», replica deciso. «E’ una domanda senza senso, come se qualcuno pensasse che ci sia qualcosa più a Nord del Polo Nord». Altrettanto deciso è sull’ipotesi che la velocità della luce possa essere ugugliata o superata: «Solo il pensiero potrebbe riuscirci, ma non potrebbe certo condurci su Andromeda…». Un passo successivo all’ipotesi del Big Bang, che trovò le prime conferme sperimentali nell’ottobre del 1985, avvenne circa vent’anni dopo. Continua Hawking, che ha recentemente pubblicato La grande storia del tempo (Rizzoli) in cui riassume senso e prospettive delle proprie ricerche: «Nel 1983, il fisico Jim Hartle e io abbiamo ipotizzato una situazione iniziale dell’universo che abbiamo chiamato “ipotesi senza condizioni al contorno“, in cui tutto si è sviluppato dal nulla. L’universo sarebbe nato da una primordiale uniformità, turbata solo da piccole irregolarità, che poi sono state misurate dal satellite Map a conferma della nostra teoria. Queste irregolarità sarebbero aumentate sotto l’influenza della gravità, producendo la formazione delle galassie, delle stelle e degli esseri intelligenti come noi che possiamo osservare l’universo». E il Big Crunch, l’idea della fine del mondo? L’universo inizierà a contrarsi o si espanderà per sempre? Spiega l’astrofisico inglese: «La seconda legge della termodinamica è come quella di Murphy: dice che le cose tendono al peggio. Dice che un sistema tende al disordine fino ad esaurirsi. Così, il tempo si muove in avanti. Il tempo è un fiume che scorre sempre, che porta via tutti i nostri sogni. Per questo noi ricordiamo il passato ma non il futuro». Fa una pausa “seria“. Aggiunge: «Non sappiamo come funzioni davvero il cervello umano». Ne fa un’altra, quasi comico-autobiografica: «Da parte mia, trovo quello delle donne particolarmente misterioso». Sul Big Crunch , ne La grande storia del tempo , è stato comunque decisamente ottimista sostenendo, sulla base delle osservazioni di Edwin Hubble col telescopio di Mount Wilson nel 1920 e delle ricerche degli ultimi anni, che l’universo «continuerà a espandersi a una velocità via via crescente» e che «il tempo non avrà mai fine». Bip bip bip… Bip. « La distanza tra le galassie aumenta con il tempo », dice Hawking. « L’universo è in espansione . E quella dell’espansione dell’universo è stata una delle più importanti scoperte intellettuali del XX secolo e di ogni secolo». Scrisse William Blake: «Se vedi un’aquila, vedi una particella di Genio: alza la testa!».

dal nostro inviato MASSIMO DI FORTI

 

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