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Sospesi tra caos e pace, qualcosa sull’autrice

 

Maria Cristina Madera nasce a Roma 34 anni fa. Sin da bambina mostra uno

spiccato interesse per la pittura e le arti figurative in genere.

Gli anni passano e Maria Cristina coltiva il suo amore per l’arte attraverso lo

studio e la sua istintualità che la porterà a dipingere per alcuni anni.

Per il suo quindicesimo compleanno riceve in regalo la sua prima reflex e

l’interesse per la fotografia si trasforma in passione grazie a uno zio che le svela

tutti i segreti della fotocamera. Uno stimolo importante per la sua crescita

artistica

le verrà dato dal suo maestro, il pittore Francesco Vaglica, con il quale studierà per tre anni le regole del disegno e le tecniche della pittura. E’ proprio in questo periodo che la sua produzione pittorica diviene più intensa.

L’incontro con il fotografo Riccardo Guglielmin nel 1998 sarà determinante per la riscoperta di una passione rimasta sopita per alcuni anni. E’ così che la fotografia diventerà una costante nella vita di Maria Cristina, alimentata da una forte sensibilità e da un grande interesse per il ritratto. Il suo percorso fotografico si sviluppa attraverso immagini rubate alla quotidianità, scatti discreti ma allo stesso tempo indagatori, rappresentazioni estemporanee delle emozioni umane.

E’ proprio l’amore per l’immediatezza espressiva che caratterizzerà la sua produzione futura fino a condurla, nel 2002, a Sydney in Australia. Qui prende parte ai “Gay Games“ come fotografa ufficiale della squadra italiana di nuoto. I suoi scatti d’oltreoceano rivelano un grande intuito per rendere eterno un istante immobilizzando il movimento.

Inoltre le fotografie di scena, realizzate nell’ambito teatrale e cinematografico, rivelano il grande fascino che il ritratto esercita da sempre su di lei. Nella sua produzione, infatti, la ritrattistica è una costante che non la abbandona mai.

Per le sue opere predilige il bianco e nero per lasciare spazio all’immaginazione cromatica, per ognuno soggettiva, e per indurre l’osservatore ad una fruizione dell’immagine totalmente personale. Lei stessa dice: “Fotografia significa scrivere con la luce ed è per questo che sono innamorata del bianco e nero, perché mi da’ una libertà di giocare con le luci e le ombre che non ritrovo nel colore“.