Paraplegico o tetraplegico? Tanto sei in carrozzina!

di Giorgia Signego
Per disabilità fisiche, intendiamo tutti quei limiti che sono imposti al corpo e conseguenti a traumi, malattie, che contrastano lo svolgimento di ordinarie attività. Patologie che interessano il fisico, ma non la mente, e che ostacolano operazioni comuni quali camminare, scrivere, rispondere ad un telefono… e tante altre. Purtroppo quando si parla di disabilità fisiche non possiamo esimerci dal parlare di ausili all’handicap, e di barriere architettoniche. Quest’ultime sono un argomento tabù nel nostro paese, per ragioni molto frivole legate alle caratteristiche territoriali e del nostro patrimonio artistico . L’Italia da molti, è considerata il paese d’elezione delle barriere architettoniche. C’è chi è convinto che l’inserimento di rampe ed elevatori, per esempio, deturpi l’estetica delle città storiche come la capitale. Legittimando forse che nel nostro stato non debbano esistere  carrozzati!  Perché questi nella vita, oltre ad avere il loro bel carico della malattia da portarsi dietro, debbano anche sentirsi colpevoli del reato di sfigurare lo stile che caratterizza il nostro “ bel paese“ !!!  Per carità, sono italiana e fiera di esserlo! Ma ciò non toglie che su certe cose l’ignoranza dilaghi. Che male potrà mai fare  una piccolissima rampa, anche se posta vicino ad un palazzo storico e rappresentativo? (figuriamoci, allora! Parlare di elevatori diviene un tantino pretenzioso! ) . Quella che è fondamentalmente incompetenza, diciamolo! Porta a forme di discriminazione sottili. Come quella di separare i bagni dei disabili da quelli per le persone normodotate. Ho avuto conferma tra l’altro, di una cosa per la quale sono stata sempre convinta, che è da  anni che i comitati in difesa dei diritti dei disabili  si battono per avere lo stesso servizio igienico. Non è assolutamente vero che la spesa per “uniformare“ i bagni, aumenti il budget  previsto per la costruzione di un qualsiasi altro tipo di impianto sanitario. La questione è puramente formale. Molta gente non approverebbe il fatto di condivider lo stesso servizio igienico coi disabili. Purtroppo finché ci saranno persone che credono che il mondo non debba appartenere agli “ handicappati “ , ma sia prettamente della gente “ normale“ , credo ci si poco da fare. Molto tempo fa, parlando con un amico di famiglia che lavora in ambito sanitario ( io ancora piccola e inesperta ) gli chiesi di spiegarmi la differenza fra paraplegico e tetraplegico; visto che apparentemente sono tutte e due gli individui seduti su una sedia  a rotelle ed io li consideravo identici. Così, mi rispose pazientemente“ I paraplegici, non possono muovere gli arti inferiori , mentre i tetraplegici, anche quelli superiori ! “ Chiaro no! Allora io non contenta aggiunsi “ Quindi un paraplegico è più fortunato, perché muovendo braccia e mani riesce ancora a fare tante cose !“ .  Questa persona , perplessa, mi rispose “ Quando sei su una carrozzina – faccia contrita! – che usi tutte e due le mani o che non le usi, non cambia niente“. Ho trovato la sua risposta di una crudezza unica. Ho svolto un anno di servizio civile volontario. La mia “capa“ era in carrozzina, paraplegica dalla nascita per una malattia. E’ un portento, vive da sola, guida la macchina, ha un figlio grande… insomma , molto autonoma, molto più autonoma di certe persone che hanno tutti gli arti perfettamente funzionanti!!! Quindi, cerchiamo di ampliare un po’ i nostri orizzonti e guardare al di la del nostro naso.

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