Two is better than one – L’importanza di avere una sorella.

L’indifferenza e l’arroganza sono due sentimenti che i disabili hanno imparato a conoscere e riconoscere. Mi dispiace per due ragazzi che conosco che hanno un handicap motorio e sono figli unici. Io sono fortunata perché ho una sorella, una sorellastra in realtà, ma per noi questo non è importante, siamo sorelle a tutti gli effetti.

Per lei nutro un affetto viscerale: quando la cerco, le telefono, mi ci confido, è perché sento un impulso dentro che mi spinge a farlo, con altre persone a me molto care questo non avviene.

 

Da lei mi sento capita, più da chiunque altra persona, e quando mi critica o mi dice che sto sbagliando, le do quasi sempre ragione perché capisco che lo dice per il mio bene tenendo presente il mio carattere e anche in quei momenti sento tutto il bene che mi vuole.

Ormai siamo due ragazze, io sono dell’81 e lei del 90. I nove anni che ci separano non si sentono più. Siamo due amiche e confidenti. Ci piace viaggiare, andare al cinema, a teatro, vedere mostre e fare shopping. Mi ritengo fortunata, non siamo come tanti fratelli e sorelle disabili e non disabili che non hanno nulla in comune.

Lei capisce anche i miei silenzi, quando c’è qualcosa che non va lo sente subito e mi chiede che succede. Me ne resto in silenzio anche quando lei giustamente si adira perché non c’è la rampa per le carrozzine (la uso solo nei tragitti lunghi perché mi affatico a camminare) o quando vede che una persona mi potrebbe aiutare e non lo fa. In questi casi me ne resto in silenzio o cambio discorso per non esasperare la situazione. Tanto Fiore sa che sono perfettamente d’accordo con lei, ma non voglio appesantirla e appesantirci.

Mia sorella ha la sua vita fatta di legami famigliari, amicizie, fidanzato, impegni universitari… io anche ho la mia vita e ci rispettiamo, ma quando possiamo scappiamo per qualche viaggetto in macchina da sole. Ci divertiamo! A lei piace molto girare, ad entrambe piace vedere nuovi posti, girare come trottole e rilassarci al mare.

Nelle discussioni importanti o nei litigi famigliari abbiamo spesse volte la stessa visuale del problema e arriviamo a conclusioni uguali o simili.

Spesso scriviamo anche insieme, scrivere con una persona è un modo per conoscerla meglio, raccontarle cose che in altri contesti non emergerebbero mai, confrontarsi, conoscere le proprie idee e vedute, andare d’accordo. È anche un modo per creare qualcosa di bello insieme per poi condividerlo con gli altri!

Nelle mie battaglie quotidiane lei è un esempio per me ed io, quando non mi lascio andare ad inutili pietismi, piagnistei e momenti di assoluto sconforto, lo sono per lei!
Quando usciamo Fiore ci tiene a vedermi ordinata e magari anche truccata! Non sono molte le persone che nella vita tengono a te in modo così particolare.

Ho un ottimo rapporto anche con il suo fidanzato.

Quando abbiamo davanti un ostacolo, un lutto… sappiamo che lo supereremo insieme io lei e mamma. Noi tre ormai siamo una squadra!

Lei capisce quando mi sforzo per diventare più autonoma, più libera, più consapevole e io lo apprezzo. Spesso la società reputa i disabili dei poverini che non hanno diritto a portare la macchina, avere un lavoro anzi che  accontentarsi di un banale tirocinio, in due parola essere più felici ed autonomi possibili! Fiore ed io ci ribelliamo a ciò: informandoci, scrivendo, partecipando a convegni, lottando perché non mi levino la patente di giuda.

In un tempo in cui tutto è legato ad immagini di uomini e donne vincenti in ogni momento, che ottengono sempre ciò che desiderano, senza scrupoli, pieni di soldi facili, è bello avere un legame viscerale con una persona, sentire la presenza discreta ed affettuosa dell’altro; spero di riuscire a dare almeno una parte di ciò che lei dà a me!

Spero che lei possa essere felice, spero che possa sentirsi una donna realizzata e salvaguardare il legame speciale che con il tempo abbiamo costruito. So che anche lei vuole la mia felicità e realizzazione, anche tenendo presente i miei limiti… per questo è sempre al mio fianco e gioisce con me dei miei grandi traguardi: le lauree, un libro edito, lo spettacolo di teatro, l’immancabile scrittura!

Se far crescere le associazioni, migliorare la cultura dell’handicap nel nostro paese, la scuola, il lavoro, la sanità, può contribuire a migliorare le nostre vite e le vite di molte altre famiglie con disabili, allora io farò quanto possibile perché questo accada e non sarò da sola.

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