Un modo per scoprire una profonda intimità e acquisire coscienza sull’educazione sessuale

Molte persone che vogliono prendere confidenza con il mondo olistico o con il mondo delle disabilità si domandano: cos’è il massaggio tantrico? Quali benefici può portare alla  cultura ed alla società occidentale? A chi è adatto? Tantra e disabilità: un accostamento possibile? Le persone con disabilità sono informate su quel che concerne l’educazione affettivo-sessuale? Sono questi i quesiti principale ai quali cercherò di fornire il mio contributo. Talvolta accade che chi è a contatto con la realtà di noi persone con disabilità non tenga conto delle nostre esigenze e pulsioni, ciò detto spesso è dovuto a tabù e censure socio-culturali: molti genitori preferiscono negare e tacere, per paura e senso di protezione; piuttosto che educare.

In alcuni casi  le discipline olistiche possono giovare a chi ha una diversità. Nella odierna cultura occidentale, il Tantra viene visto da molti con sospetto o con sdegno poiché non lo si conosce realmente. L’amore e la sessualità rappresentano un’esperienza infinitamente misteriosa e soggettiva. Lungi dall’esprimere giudizi moralistici, vorrei parlare della filosofia tantrica e del massaggio tantrico, mettendo in luce la visione di alcuni autori e spiegando come, tale pratiche in alcuni casi,  possano aiutare molte persone. Tenterò di mostrare quanto il Tantra sia legato ai concetti d’ amore e rispetto di se stessi e dell’altro.

Per fare chiarezza mi sembra opportuno accennare le lontane origini; esse  risalgono alle culture pre-vediche, agli albori stessi della storia indiana. “Il tantrismo è un indirizzo di pensiero che ha influenzato i grandi sistemi religiosi dell’India (induismo, buddhismo, jainismo). È presente come componente del buddhismo soprattutto in Tibet, in Cina e in Giappone. Il tantrismo considera le passioni di per sé né buone né cattive; esse non vengono quindi represse, poiché significherebbe respingerle a un livello più profondo.[1]” Il Tantra è arrivato in Occidente nel ventesimo secolo d.C., trovò un terreno culturale fertile grazie alla rivoluzione sessuale e all’emancipazione della donna. Oggi riscontra, in molti casi, sempre più curiosità ed interesse perché unisce in un’unica pratica i dei desideri umani più profondi: quello di amare e quello di essere veramente se stessi.

Il Tantra è legato al concetto di amore, di rispetto e fiducia in se stessi e nell’altro. Non è una pratica che riguarda esclusivamente la sessualità, come spesso erroneamente si tende a credere.

Come le altre discipline olistiche, il Tantra considera l’individuo (normodotato o con disabilità) nella sua totalità costituita da Corpo, Mente e Spirito. Il tantrismo non rinnega il corpo: è la religione che unisce la fisicità alla spiritualità. A spiegarlo è Giorgio Cerquetti nel volume “La filosofia olistica del Tantra”, che mette in luce molti aspetti che possono affascinare  noi occidentali. L’autore afferma che: “Il Tantra può aiutarci a superare paura, senso di colpa, vergogna o la gelosia possessiva (…) Cerquetti continua, citando le parole del celebre Maestro  Daniel Odier: “Il tantrismo è probabilmente la sola filosofia antica che abbia attraversato tutti i tumulti della storia, tutte le invasioni, tutte le dominazioni repressive, per giungere fino a noi intatta; tramandata da maestro a discepolo”. L’autore, spiega anche l’importanza del ruolo della donna nella filosofia tantrica e il rispetto tra uomo e donna, che questo antico sapere ci insegna: “La donna nel Tantra è vista come la Grande Dea, senza operare l’invasione di potere tra la donna e l’uomo per favorire quest’ultimo. (…) Intere generazioni hanno grandi maestre donne e, ancora oggi, numerose Yoghini trasmettono questa saggezza immemorabile”.

Per parlare in modo serio, semplice ed approfondito di una filosofia che non tutti conoscono, e che per questo viene strumentalizzata anche da persone poco esperte, mi sembra utile procedere con ordine. Innanzitutto, come altri tipi di massaggi, anche il massaggio tantrico è una manipolazione, un trattamento. La fiducia reciproca e l’aspetto spirituale dell’erotismo sono i punti fondamentali. Il massaggio tantrico “propone la coltivazione della sessualità affinché si arrivi a vivere l’estasi e la beatitudine, concepite come esplorazione del divino. Il Tantra ci suggerisce di vedere l’unione sessuale come celebrazione dell’unità con il divino. (…) Con esso possiamo arrivare a vivere intensamente l’orgasmo aprendo la via al superamento dell’ego come individualità separata e quindi alla percezione gioiosa del divino come beatitudine.[2]

Bisogna comunque tenere presenti le differenze tra le culture occidentali e orientali per comprendere l’espansione e le resistenze innescate verso la sessualità tantrica: “l’antica cultura indiana considera la sessualità in un modo ben diverso da quello di altre civiltà: non soltanto il sesso vi appare esperienza normale e necessaria, ma addirittura esso è considerato un valore sacro[3].” Tuttavia, è necessario astenersi da un’erronea condotta sessuale.

Il Tantra è legato al concetto di amore, di rispetto e fiducia in se stessi e nell’altro. La cura e l’attenzione prestati all’armonia e alla fluidità durante il massaggio, il contatto “non interrotto” durante la seduta, il silenzio, il ritmo, la musica, la circolazione energetica, conducono in chi riceve il trattamento a una maggior consapevolezza del proprio “schema corporeo e energetico”, insieme a una crescita di sensibilità e di capacità percettiva sia del mondo esterno che di se stessi e del partner nel qui e ora.

Ancora c’è sospetto e poca comprensione verso questa disciplina e riguardo ai benefici che può portate alle persone, anche  con disabilità, ciò detto cercherò d’offrire alcune informazioni:

  • Il Tantra può essere utile ad alcune persone, anche con disabilità, per essere più consapevoli del proprio schema corporeo,   scoprendo ed imparando a gestire le proprie pulsioni. Può insegnare a praticare l’autoerotismo. Il massaggio tantrico non nasce per chi è disabile, per questo non si pone come un’ulteriore terapia. L’aspetto terapeutico è fin troppo presente nella vita di molti di noi. Grazie a questa pratica si può vivere la sessualità in modo più totale e rispettoso verso noi stessi e verso l’altro. Con il massaggio le tensioni muscolari ed eventuali blocchi emotivi si allentano e lasciano il posto ad una sensazione di benessere e tranquillità.
  • Il Tantra può aiutare le persone con disabilità cognitiva a scoprire la corporietà e il tocco. Molte persone hanno bisogno di esplorare questi aspetti per essere appagati e meno aggressivi. “La disabilità è spesso affiancata  alla diversità,  all’emarginazione, alla malattia; l’individuo con autismo vede spesso negata la complessità dei suoi sentimenti, dei suoi bisogni. Spesso le sue normali pulsioni non trovano la naturale evoluzione. Tante persone, ad esempio potrebbero pensare che chi è nello spettro autistico non abbia interesse nelle frequentazioni o nelle relazioni, tendendo a stereotiparle come asessuali. Ovviamente ci sono persone che non sono interessate a questo aspetto della vita, ma tantissimi soggetti sentono la necessità di avere una relazione. Tuttavia, a causa delle sfumature sociali che sono coinvolte nel processo e della loro vulnerabilità, è difficile intraprenderle[1]“.
  • Molte persone, anche con disabilità, cercano in questo massaggio un atto d’amore, non è del tutto sbagliato e utopistico: questo massaggio è emozionale e di coppia. Il massaggio Tantrico può portare la persona  a scoprire o essere più consapevole della propria intimità e affrontare consapevolmente una relazione. Ciò detto, in alcuni casi, può spaventare i famigliari e i cargiver che non sono pronti ad accettare il fatto che il figlio o l’assistito non è un eterno bambino. Personalmente temo per le molte persone che esprimono attraverso i socialnetwork, il forte desiderio di scoprire la sessualità e avere una relazione, ma non sanno minimamente come proteggere se stessi e l’eventuale parner dai rischi. Va anche tenuto presente che non sono poche le persone con disabilità solamente fisica che non sanno come e se possono gestire i desideri.

Non tutti sanno le differenze tra il sesso tradizionale ed il sesso tantrico: il sesso tradizionale, in genere, dura meno di quello tantrico. Quest’ultimo prevede l’utilizzo di diverse tecniche, è multi-orgasmico, va a risvegliare i sette chakra, punti dove risiedono le nostre energie talvolta bloccate; facendo ciò, l’energia vitale è rimessa in circolo e dona una sensazione di benessere che dura anche dopo la pratica.

È un fatto che la richiesta di massaggi tantrici è aumentata negli ultimi anni, così come i centri che li praticano, gli annunci pubblicitari degli operatori, i siti che ne parlano. È importante essere accorti e dubitare delle persone poco esperte e con pochi anni di formazione. La strada per conoscere e per fare nostra la “Via del Tantra”, è ancora lunga; per molti è ancora difficile immaginarne i benefici che se ne potrebbero trarre.  Nonostante negli ultimi anni se ne parli di più del Tantra su giornali e in qualche film siamo ancora lontani dal dimostrarne i benefici e divulgarne la tradizione. Inoltre, sono ancora poche le testimonianze di come le persone con disabilità il massaggio tantrico scoprano la “via del Tantra”. Bisognerebbe, infine, contrastare l’idea che sia solo una  moda new age, o che sia una cosa losca e poco chiara:  una pratica che non ha nulla a che vedere con chi ha una “diversità”, o addirittura che possa nuocere per via della sua intensità.

[1] Fonte: www.treccani.it .

[2] https://www.designhub.it/cometa/the-special-need.html

(3) Fonte: https://www.erbasacra.com/it/aree-tematiche/tantra/perche-il-tantra.html.

[4] Dal libro: “Tantra, un invito a vivere l’affettività, l’amore e l’erotismo in modo libero e completo”. Di Ashley Thirleby

Una versione ridotta di questo articolo è stata pubblicata su Superando e su Ubiminor

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