In questo articolo troverete le emozioni ed il resoconto dell’incredibile e rapido incontro tra me e Simone Cristicchi. Ci tengo a precisare che non ho contatti diretti con l’artista… sono semplicemente andata a un suo concerto e a un suo spettacolo teatrale. Anzi se avete contatti con lui, Amara o qualcuno del loro entourage mi potete scrivere.
Grazie infinite! Buona lettura.
Il 26 febbraio 2026 sono stata a Perugia per vedere “Franciscus*, il folle che parlava agli uccelli”. Uno spettacolo nel quale “Simone Cristicchi è stato autore, e attore. Un’ora e mezza emozionante che, tra riflessioni e canzoni inedite, ha raccontato la vita di Francesco di Assisi, il “santo di tutti”. In questo articolo mi soffermerò su emozione e riflessioni di un incontro intenso, tanto atteso e desiderato, che spero non sia l’unico…
Ma procediamo con ordine, sono felicissima di aver raggiunto il mio sogno: quello di fare quattro chiacchiere con Simone! È stato molto disponibile con me e il mio braccio destro, Maricica, la persona che vive con me e che con me condivide ogni esperienza, positiva e negativa, con amorevolezza e professionalità. Lo abbiamo incontrato dopo lo spettacolo, grazie alla complicità e disponibilità del suo staff che mi ha consentito di poter accedere al dietro le quinte per interagire con Simone in occasione del concerto a Roma dello scorso primo novembre e di nuovo a Perugia!
In questa meravigliosa serata in Umbria Simone era molto più a suo agio e disponibile a parlare, probabilmente anche perché c’era meno folla e si è evitato l’effetto assalto! Si ricordava del nostro incontro a Roma. Appena l’ho visto gli ho dato una busta trasparente preparata con molta cura, i miei libri glieli avevo già regalati.
Nella busta, da una parte si vedeva l’album delle foto del concerto di Amara e, dall’altra c’era un foglio con su scritto:
Per Simone Cristicchi da Zoe Rondini
In questa busta troverai:
-Una lettera per me molto importante,
-L’anticipazione di un’intervista che sogno di farti,
-Foto del concerto di Erika a giugno 2025, a Roseto Degli Abbruzzi,
-Qualche altra foto delle mie passioni,
-Un disegno fatto da me e mia nipote Adriana di tre anni e mezzo (ovviamente fatto con i nostri stili…😊😉),
-Qualche depliant sui miei libri (e non solo) che vi ho già regalato,
Come prima cosa ha letto il mio nome. Ero concentrata sulle tante cose che ci tenevo a dirgli, per questo mi sono dimenticata di presentarmi. Gli ho spiegato il contenuto della busta, ero molto emozionata, ma sono comunque riuscita a dirgli tante cose. Prima di tutto l’ho ringraziato per tutto ciò che comunica. Gli ho spiegato che mi piacciono le sue interviste e le conosco, più o meno, tutte a memoria grazie a YouTube, anche Maricica ha confermato! Gli ho raccontato che scrivo, che abbiamo tante esperienze in comune. L’ho ringraziato non tanto per la sua arte, mi sembrava scontato dirgli che lo conosco e lo apprezzo come artista, quanto per le cose che dice. Amo ascoltare le sue interviste e le cose che trasmette in varie trasmissioni, presentazioni e conferenze. Si ispira a cose semplici, concetti chiari e preziosi presi da situazioni e personaggi. Come dice lui stesso, è una persona in continua ricerca, si ispira ai valori del vangelo e principi universali che fanno parte di ogni religione e dovrebbero far parte di ogni essere umano. Si vede che ha faticato, ha sofferto, non ha avuto una vita semplice. Ha raccontato in tante occasioni che, nei suoi esordi nel mondo della musica, ha dovuto faticare dieci lunghi anni prima di trovare la sua strada nel mondo della musica. Penso che sia attento agli altri anche perché la mamma Luciana è il suo modello di forza: rimasta vedova presto ha cresciuto da sola i tre figli Daniele, Simone e Desirè. A poco più di sessant’anni ha avuto una gravissima ischemia celebrale. Magari la sua esperienza di vita personale lo ha reso recettivo e attento a tante situazioni.
Non dimentichiamoci anche che nel 2005 ha girato tante strutture psichiatriche, in varie regioni d’Italia, per raccoglie le testimonianze attorno alla malattia mentale e ha realizzato il documentario “dall’altra parte del cancello”.
Tutta la sua carriera è nota, per questo mi voglio concentrare sulle bellissime sensazioni del nostro incontro. L’ho abbracciato forte e lui si è lasciato abbracciare e poi abbiamo fatto la foto. È stato lui a dire a Maricica di farla. Andando via gli ho fatto gli auguri per il compleanno del figlio grande Tommaso, che ha da poco compiuto diciotto anni, mi ha ringraziata. Credo e spero di avergli fatto capire che lo conosco bene. Gli ho anche detto che ci vedremo a metà luglio da un amico in comune…
Nella busta c’era anche un’intervista che sogno di fargli. Su questo ho fatto solo un accenno, gli ho detto che conosco bene tutte le sue interviste e quindi gli ho preparato delle domande un po’ inedite. Non ho avuto il coraggio di dilungarmi su questo aspetto perché spero che leggerà tutto con calma. Riguardo all’intervista avevo anche paura di infastidirlo e fargli dire che non mi sarà mai possibile realizzare questo sogno. È stato un incontro stupendo che temevo di rovinare. Simone è stato molto accogliente nei nostri confronti. In poco tempo gli ho accennato che avevo tante domande nuove anche perché quello che racconta della sua vita lo so molto bene e ogni risposta mi attiva pensieri, ragionamenti e nuove domande! Dice spesso che il suo super potere è la curiosità, si è dimostrato attento e curioso nel conoscermi e per tutto ciò gli sono veramente grata!
Abbiamo in comune molte cose. Ad esempio un lutto famigliare quando eravamo poco più che bambini. A ciò lui ha reagito chiudendosi in camera perché non sopportava le facili risposte come, per esempio, gli adulti che dicevano: “tuo padre è andato in celo”. Si vergognava di essere l’unico, tra i suoi amici, a non avere un genitore. Era tremendamente arrabbiato con ciò che gli era capitato che, per non rischiare di non far del male a nessuno ha preferito isolarsi in camera sua trascorrendo tanto tempo da solo nella sua stanza negli anni della formazione. Come dice lui, entrambi ci siamo salvati la vita con l’arte, altrimenti probabilmente saremo state persone molto problematiche. Dopo l’improvvisa morte del padre Stefano, ha reagito disegnando per ore ed ore, creava vignette ironiche con personaggi strampalati.
Per quanto mi riguarda, dopo la morte improvvisa del secondo marito di mia madre, che mi ha fatto da padre, ho cominciato a riempire i momenti vuoti con la scrittura.
Simone ha un super potere: la curiosità che lo ha aiutato a voler capire tante situazioni. Adesso che sono adulta penso che il mio super potere sia la curiosità per i racconti di vita, che mi rimangono scolpiti nella memoria. Tutto ciò mi ha portata a scrivere prima il romanzo autobiografico Nata Viva e poi il saggio polifonico RaccontAbili, realizzato grazie a delle interviste che mi hanno permesso di accedere a tutto quello che di straordinario e ordinario c’è nelle vite delle persone che per diverse ragioni hanno a che fare con le disabilità. Il libro affronta, infatti, di tematiche quali: famiglia, lavoro, arte, routine, amore e sessualità; dal punto di vista, delle persone che, direttamente o indirettamente vivono una situazione di disabilità. Per tutte le informazioni sul mio lavoro e cosa mi spinge a fare ciò che faccio vi invito a visitare la pagina Zoe Rondini del mio portale Piccologenio.it .
Le mie passioni e attività mi portano sempre di più a fare questa riflessione: è vero che internet nasconde tante insidie, lo vediamo sempre più spesso nei fatti di cronaca, ma come tanti strumenti può e dovrebbe essere usato anche con correttezza e responsabilità per valorizzare a pieno le potenzialità enormi che Internet e i social offrono. D’altronde, è grazie all’utilizzo di YouTube se ho scoperto, la bravissima artista e compagna di vita di Simone, Erika Mineo, in arte Amara, le persone stupende del Monastero San Magno, dove i due artisti hanno fatto concerti e presentazioni di libri. Anche sempre grazie all’algoritmo di YouTube sono capitata nei video delle loro conferenze ed esibizioni alla Fraternità di Romena, dove vorrei andare presto a conoscere diverse persone. È sempre grazie a internet, e in particolare a YouTube, che ascolto ogni giorno storie di vita drammatiche, coinvolgenti o divertenti. Tant’è che di recente ho aggiunto alla pagina Zoe Rondini, del mio portare queste parole: “Amo le storie di vita. (…) La raccolta e divulgazione dei racconti di vita altrui non è solo una delle colonne portanti del mio lavoro, ma è anche una grande responsabilità e una passione. Per questo, nel tempo libero, amo ascoltare storie di vita, mi piace sentirle dal vivo o tramite radio, interviste e YouTube. (…) Credo che tutto ciò sia una particolarità importante, da coltivare per cercare di essere una persona migliore, utile non solo a me stessa ma anche agli altri, sul piano professionale e personale. Perché l’unicità o lo stupore sono l’essenza di ogni persona”.
Tornando all’incontro con Simone è stato veramente bello potergli dimostrare la mia ammirazione e
gratitudine. E’ una persona attenta, empatica, disponibile e umana.
Per tanti anni non sono andata a concerti e i miei gusti musicali erano molto ridotti e discutibili da tante persone. Ormai sono matura e in grado di organizzarmi, ho imparato anche a chiedere aiuto lì dove serve… Sto andando tanto a teatro e a concerti. Spero anche di continuare così e che, con l’arrivo della bella stagione, che mi invoglia e mi favorisce gli spostamenti, ci sarà modo di andare alla Fraternità di Romena, al Monastero San Magno e a tanti bei concerti.
Per me è importante l’umanità di un artista. Capisco che non è semplice stare dietro ai tantissimi fan, ma loro sono i portavoce di messaggi importanti, positivi e condivisibili. Mi è capitato in passato, (una volta su quattro) di non riuscire a dare una busta con i miei libri e una lettera per me molto importante al cantante che seguivo in quel periodo. La delusione è stata forte che ormai, i suoi testi che parlano d’amore in tutte le sue forme, non mi risuonavano più, anzi mi sembravano ipocriti! Sono andata per fino a Milano per un suo concerto, dopo averne visto uno a Roma anni prima. All’epoca non mi era semplicissimo organizzarmi…
Per un prossimo futuro mi piacerebbe tanto intervistare Simone, fare altre quattro chiacchiere con lui ed Erika (nei “leggi anche” qui sotto troverete i link al racconto del concerto di Simone e quello di Amara). Per questi obiettivi non voglio perdere la speranza e la volontà che mi ha aiutata tante volte a impegnarmi per cercare di raggiungere i miei sogni più importanti!
Commenti:
- Grazie alle tante persone che si sono emozionate leggendo questo articolo e grazie a mia sorella che, dopo averlo corretto, mi ha detto “Bello, sembrava di essere lì con te!”
- Cara Zoe, mi sono emozionato leggendo il tuo articolo. Attraverso le tue parole ho apprezzato questo artista che non conoscevo, ma ho anche rivissuto tanti momenti della vita che abbiamo condiviso sia direttamente che indirettamente. Alcuni dei tuoi dolori sono stati anche i miei. Sei veramente un Piccolo Grande Genio. Ti abbraccio. S
- Auguri Zoe, buon 8 marzo 💛(…)
Mi piace come ti sei posta con Simone e spero che il tuo sogno di intervistarlo si avveri. R.
Leggi anche:
Il concerto di Amara, una carica di felicità e di umanità
Il concerto di Simone Cristicchi: talento, ma poco tempo per i fans
Zoe Rondini: formazione e lavoro
*Franciscus, il folle che parlava agli uccelli
di e con Simone Cristicchi
scritto con Simona Orlando
canzoni inedite di Simone Cristicchi e Amara
musiche e sonorizzazioni Tony Canto
scenografia Giacomo Andrico
luci Cesare Agoni
costumi Rossella Zucchi
aiuto regia Ariele Vincenti
produzione Centro Teatrale Bresciano, Accademia Perduta Romagna Teatri
in collaborazione con Corvino Produzioni







Anche quest’anno ho svolto la lezione al master di primo Livello in “Neuroriabilitazione e Neuroscienze dell’età evolutiva” all’Università Lumsa. Il titolo della lezione è stato “La comunicazione e la narrazione di sé come forma di empowerment”.
Il primo novembre 2025, sono andata al concerto di Simone Cristicchi, a Roma presso l’Auditorium Della Conciliazione.













Cos’è la felicità e chi è veramente felice? Mi interrogo su questi e altri concetti in un periodo di vulnerabilità, dove mi sento troppo Marzia e poco Zoe Rondini, autrice, invitata a parlare ai ragazzi delle scuole o a presentare i miei libri. In passato mi sentivo più sostenuta da un consulente letterario, famigliari, insegnanti e altri autori.
Sabato 28 giugno 2025, sono stata al concerto di Erika Minneo, in arte Amara, nell’ambito del Roseto Gentile Festival, presso la Villa Comunale di Roseto degli Abbruzzi.














Zoe Rondini è il nome d’arte dell’autrice. Laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione e specializzata in Editoria e Scrittura presso l’Università Sapienza di Roma.
Titolo dell’opera: RaccontAbili

