Il 4 e 5 luglio 2026, a Romena, ha avuto luogo l’evento dal titolo: “I miei frammenti di luce. Sinfonia di voci per ricominciare”, fortemente voluto da Simone Cristicchi. Si è trattato di un meraviglioso incontro di musica, parole, poesia e spiritualità che è riuscito a riunire alcune delle figure che hanno segnato il cammino di ricerca interiore del cantautore romano. Sul palco, si sono alternati: Don Luigi Verdi, Guidalberto Bormolini, Marco Guzzi, Don Francesco Fiorillo e il monaco zen Pino Doden Palumbo. Con loro anche Amara, meravigliosa compagna di vita e di arte di Simone, ma non dimentichiamo i bambini del Piccolo Coro Melograno di Firenze che sono entrati insieme a Cristicchi e hanno cantato alcuni brani con lui. Questo evento nasce dal desiderio del grande artista di condividere con il pubblico non soltanto le canzoni, ma soprattutto gli incontri che negli anni hanno illuminato il suo percorso di vita e artistico. Il giorno dopo, alle ore 7.00, sul prato di Romena, abbiamo assistito al bellissimo concerto di Amara. In questo articolo cercherò di raccontare il doppio evento, ma anche riflessioni e le emozioni di due giorni fantastici e irripetibili. Sabato gli ospiti sono stati meravigliosi: hanno condiviso un pezzetto della loro infinita esperienza di vita e di spiritualità. Il tema era LA RIPARTENZE. C’è chi ci ha esortato a scappare dalle gabbie che noi stessi, relazioni o situazioni ci creano. Chi ci ha parlato della sua esperienza accanto ai malati terminali e chi ci ha giustamente ricordato che il fondo è un’opportunità di cambiamento e risalita.
Sono grata alla vita e alle tantissime opportunità che mi dona e mi ha donato nei molteplici periodi diversi, a volte gioiosi, a volte duri e drammatici, ma comunque intensi della mia esistenza. Le esperienze, anche complicate e drammatiche che ho avuto, mi ricordano che ho l’opportunità di fare, cadere, chiedere aiuto, rialzarmi e Vivere! “Il realismo non crea la realtà, sono i sogni e la capacità di sognare che la creano!” Lo sa bene e ce lo ricorda Don Luigi Verdi che gestisce la Fraternità di Romena. È stato stupendo incontrarlo dopo il concerto di Amara, gli ho donato una busta, dentro c’erano i miei libri con dedica e una lettera molto sentita. Lo ho ringraziato per le cose belle che dice e per il racconto della sua esperienza di vita (ci vuole coraggio, consapevolezza e generosità per raccontare anche i propri difetti e le proprie fragilità, come fa lui stesso!). Gli ho anche detto che lo seguo da circa tre anni.
Ho apprezzato molto Don Guidalberto Bormolini che ci ha ricordato l’importanza di arrivare alla morte sazi di vita, “perché se siamo sazi non ne vogliamo più. Se la vita fosse piena di vita non avremmo paura della morte e di cosa c’è dopo”. Un discorso semplice, ma molto potente. Bormolini ama dire che: “la morte non è mai l’opposto della vita, è solo un passaggio della vita stessa.” E’ ideatore del Borgo “Tutto è Vita”, un luogo che ospita i malati, alcuni prossimi alla terminalità, ai quali, attraverso la meditazione, viene offerta una prospettiva nuova. Il Borgo è un luogo di spiritualità e di cura della persona. “La meditazione – per padre Bormolini – è al centro di tutto, accompagnata da altri percorsi, in particolare artistici, ma anche con la cura degli orti, della natura in generale”. In una puntata della bellissima trasmissione di domenico iannacone “che ci faccio qui”, c’è un interessante servizio su padre Bormolini e sul Borgo Tutto è Vita; ve lo consiglio su Rai Play o su Fb.
Mentre ascoltavo gli interventi profondissimi che ci hanno invitato a ricominciare, a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, pensavo a cosa avrei detto se fossi stata una degli invitati su quel grande palco. Non avrei narrato chi sono e cosa faccio (per questo c’è Google e l’intelligenza artificiale, poi lo racconto in tante occasioni). Piuttosto, avrei parlato di un periodo molto brutto e serio, di vera e propria depressione, che ho avuto. Se lo analizzo con un po’ di distanza… non stavo vivendo a pieno la vita e cercavo di fuggire anche da quel dolore che, più provavo a reprimere e negare e “anestetizzare”, più mi logorava. C’è voluto tanto impegno, soprattutto di chi mi vuole veramente bene, e poi molti miei sforzi. Ma ho capito che non potevo cambiare vita… rifiutarmi… rifiutare ciò che sono e ciò che sto e stavo attraversando. Io sono questa con i miei difetti, tante fragilità, ma anche cose positive che ho compiuto e soprattutto ho ancora la possibilità di rimettermi in gioco con nuovi traguardi che mi aspettano e un bel bagaglio di esperienze che mi rendono ciò che sono oggi! Prima di tutto ho un’esigenza: narrarmi e raccontare. Ciò dà senso a quello che provo e che mi circonda.
Don Francesco Fiorillo, che dirige la Fraternità Monastero San Magno, ci ha invitati a uscire da situazioni e stati d’animo che ci incatenano: concetti semplici, ma pieni di verità e profondità. È stato meraviglioso quando ha detto che “va bene anche uscire di testa o uscire di senno, che poi che cos’è il senno lui, io e tanti altri non lo abbiamo capito, ma basta che si esca!” Il rischio, ha anche aggiunto il mio Amico prete e ex Dj, è restare immobili in situazioni che ci ingabbiano. La frase: “lo faccio per te, spesso è la gabbia più pericolosa” L’importante è capire se, siamo fermi in trappola per dinamiche create da noi stessi, o da altri e muoverci per cambiare. Anche se a volte è facile capirlo su gli altri o dirlo a noi stessi, ma farlo è un’altra storia. Comunque devo ammettere che molte storie di vita ci dimostrano che è faticoso cambiare noi stessi e le situazioni, ma è possibile! Penso a chi fugge da un amore malato o da condizioni di guerre e povertà e riesce a ricostruirsi una Vita Migliore…! Ma senza andare a ricercare situazioni estreme… penso che tutti noi dobbiamo fare il punto della situazione e impegnarci al massimo per cambiare ciò che dipende da noi e ciò che possiamo cambiare. Anche se tutto ciò comporta tanto coraggio e la voglia di mettersi in discussione… e non sempre ce la facciamo o siamo disposti a farlo.
Cristicchi e le persone che sto conoscendo perché hanno a che fare con lui mi stanno aiutando a rimettermi in gioco, spostare l’asticella dei miei limiti, emozionarmi, amare i viaggi, la fatica, le piccole scomodità, ma soprattutto sentirmi VIVA. Cercare di essere gioiosa, ricercare esperienze e spiritualità, capire che per sentirmi viva devo Vivere, fare esperienze e raccontarle in forma scritta! Tutti gli ospiti della serata hanno messo in luce l’importanza del cambiamento che è generato da due motori potenti: l’amore o un forte dolore. Ma è proprio facendo esperienza di tutto ciò è che ci sentiamo vivi e ci accorgiamo che stiamo vivendo pienamente i giorni che ci sono donati!
A introdurre la serata è stato Massimo Orlandi, che ha cominciato con il ringraziare i tanti volontari di Romena che, da mesi, hanno fatto un grandissimo lavoro per questo evento e sono riusciti ad organizzare tutto benissimo. Eravamo tantissimi sul pratone vicino la Pieve Romanica e il famoso giardino dei mandorli. Innanzitutto mi ha colpito il sorriso e la vivacità dei volontari che ci hanno accolto e ci hanno indirizzato verso un’ area segnalata e delimitata da un nastro che era riservata alle persone con disabilità. Mentre stavo in fila con i biglietti in mano; a proposito sapete come si fanno i biglietti ridotti o omaggio per i concerti? In caso, in fondo alla pagina trovate i miei contatti, GRAZIE! Dicevo mentre stavo aspettando di entrare, ho sentito un commento poco carino su quest’area, fatto persino da chi vive una grave disabilità dei figli. Mi sembra inutile ripeterlo… ma mi viene ancor di più da pensare che sono felice che tante persone ci hanno riservato un’area di prato a pochi metri dal palco! Ci sono delle fortune a essere persone con esigenze speciali! Infatti alla fine del bellissimo spettacolo di sabato, io e molte altre persone siamo corse vicino le scale del palco. Al termine, Simone e Amara ci hanno salutati di fretta e sono scappati via! Di certo se eravamo più distanti dal palco non sarebbe stato possibile avvicinarli e quindi rinnovo la mia gratitudine ha chi ci riserva sempre i posti migliori ai grandi eventi!
La giornata più emozionante, intensa e faticosa è stata quella successiva. Il concerto di Amara era sul pratone di Romena alle ore 7.00. Avevo la sveglia alle 6.00, la paura di non sentirla e non farcela mi ha fatto sbarrare gli occhi alle 5 in punto! Negli ultimi anni sono tutto fuorché mattiniera!
Non è il primo concerto suo che ho visto dal vivo: l’estate scorsa ero stata a un suo bellissimo concerto a Roseto Degli Abbruzzi, (trovate il link qui sotto, nei “Leggi anche”) ed anche lì avevo scambiato due parole con lei che è sempre gentilissima nei confronti dei tanti fan. Io sono di parte… ma gli spettacoli e i saluti di Cristicchi e Amara sono sempre strepitosi!
Peccato che quando “oso” spingermi oltre, c’è sempre chi dice “ma basta così, non puoi scocciarli… non ti è bastato…?”
No, ahimè quando stimo delle persone (e per fortuna ne stimo parecchie) non mi basta la loro arte e il loro mestiere, il mio sogno è conoscerle e farmi (ri)conoscere, per ascoltare, raccontargli di me e poi, (va ripetuto che, Simone ed io, abbiamo tante esperienze simili: una tragica… e molte positive…) alla fine torno sempre, per fortuna… qui al pc a raccontare! La scrittura è sempre stato il mio modo per fermare pensieri e emozioni che galoppano veloci nella mia testa e mi chiedono di riordinarle e condividerle.
In dieci giorni ho assistito a tre eventi di Simone tra Roseto Degli Abbruzzi e Romena. Ci siamo sempre salutati, grazie a lui, alla gentilezza degli organizzatori e alla mia testardaggine di aspettarlo. Mi dispiace per chi mi accompagna ai concerti. Se potessi ci andrei da sola…! Ma in fondo hanno qualcosa da raccontare.
Lui è gentile perché parla con chi mi accompagna, dà per scontato che siamo entrambe sue fan. È buffo e mi fa ridere l’idea che non sia proprio così! Comunque è gentile a parlarci, ormai ci conosce!
La testardaggine e il volermi spingere oltre, è sempre stato un mio difetto, ma soprattutto un pregio! Come mi hanno inculcato i tanti adulti di riferimento quando ero piccola… Ma essere testarda e tenace sono anche dei punti di forza: se così non fosse non avrei conquistato una vita piena, che è si faticosa, ma è ricca di tanti traguardi e soprattutto autodeterminazione. Non mi sono bastati i frettolosi saluti sotto il palco. Ho contattato una persona che mi ha detto dove potevo raggiungere gli artisti. Per motivi di privacy non racconterò chi è e come l’ho contattato. Ma questo articolo è un’occasione in più per rinnovare una stima che da parte mia c’è sempre stata, per questo tempo fa, ci ho tenuto a conoscerlo di persona e poi, come avete capito se seguite questo sito, il mio “lavoro” è viaggiare e scrivere, unico dettaglio è che non vengo pagata;) ma la motivazione c’è tutta;):).
Quando ho raggiunto Simone e Amara, li ho salutati. Sono felice che Erika Mineo, in arte Amara si ricordava di me, i miei deplint: “ce li ho, me ne hai dati tanti la volta scorsa” mi ha detto. Infatti è così, questo dettaglio non me lo ricordavo. Li ho salutati e ho fatto loro i miei più sentiti complimenti. A lei ho detto che sul mio blog, più trovare l’articolo del suo concerto a Roseto degli Abruzzi, tanti articoli su Simone e, tra qualche giorno, anche questo su “Cristicchi & Friends, I MIEI FRAMMENTI DI LUCE”. Mi ringraziato e si è messa in disparte per rilasciare un’intervista.
C’erano diverse persone, tra le quali i genitori di Amara. Due signori simpatici e giovanili. Ho chiesto al padre se ballano ancora, spiegando che lo so da una delle tante interviste di Erika. Mi ha risposto di si, dicendomi poi una frase del tipo “il ballo è la nostra vita!” Mi sono complimentata con loro per la loro energia e per la figlia eccezionale che hanno. Sono proprio delle belle persone. Ho regalato loro i miei libri con dedica e ci siamo fatti fare una bella foto! Sono felice che sono interessati alle mie “storie”. Ho avuto l’onore di regalare i libri a tante persone che stavano lì. Tanto che Simone mi ha preso in giro: “Zoe, vieni da me a spacciare i tuoi libri!?” “Eh si devo diffondere i messaggi…!” Gli ho risposto ironicamente. In fondo è quello che fanno anche i cantautori, poi Simone è anche fumettista, scrittore ed attore teatrale!
Tra interviste e shooting fotografici, le star erano ovviamente molto impegnate. Non mi sembrava vero di stare lì, ascoltare i discorsi degli altri: Massimo Orlandi e tante altre Persone non famose. Spesso il privilegio grande è ascoltare in silenzio o ascoltare tanto e rispondere con poche e misurate parole. Sarei stata li tutto il giorno, ecco forse questo sarebbe stato (leggermente…) inopportuno!
Dopo poche ore, sono ripartita per Roma gioiosa, nutrita di musica, parole, spiritualità e incontri che mi fanno sentire più ricca, felice, fortunata e determinata!
La volontà di vivere intensamente tutto ciò che mi accade, giorno per giorno c’è, la grande sfida è riuscirci! Ultimamente c’è anche la paura di non “potermi più permettere” di inseguire sogni e persone su e giù per l’Italia, in fondo sembra ma non è un vero lavoro per me…! Non sono solo io a correre in giro per gioire e raccontare, (tra l’altro l’interesse non è condiviso e sono l’unica ad essere entusiasta e voler sempre spostare l’asticella dei limiti…). Detto ciò, capisco che è merito di chi attivamente si sforza di accompagnarmi, guida l’auto, fa degli sforzi fisici con i trolley e la sedia , accetta le piccole scomodità che comporta il fatto di USCIRE, cambiare luogo, stare più giorni su un evento! Vedremo…!
Mi accorgo, anche grazie a Cristicchi e alle bellissime persone collegate a lui, che la meraviglia fa parte di noi, nel bene e nel male. È vero che i nostri stati d’animo influenzano, positivamente, la risposta di chi si relaziona con noi, ma fino ad un certo punto.
Spero di tornare presto a Romena, incontrare ancora Simone, Erika e le straordinarie persone legate a loro. Mi piacerebbe conoscere meglio, oltre ai due miei artisti preferiti, Don Luigi Verdi e Massimo Orlandi, giornalista e scrittore che stimo molto e una loro amica famosa e piena di talenti: Simona Atzori, danzatrice, pittrice e scrittrice, nata senza le braccia che va spesso a proporre varie attività, a chi per o motivo o per l’altro, si trova a Romena per un periodo…. Cito una frase del suo sito che solo una delle tantissime cose che apprezzo ed un po’ (tenendo presente le nostre diversità) mi riconosco in lei:
“La mia forza è nel modo in cui guardo me stessa e il mondo. Per questo condivido la mia storia e la mia arte, per affrontare insieme a chi mi segue le sfide che sembrano impossibili da superare”.
Vi lascio a due bellissime gallery di foto e video delle due giornate che forse varranno più di tante parole! Ogni amico di Simone, ma anche ognuno di noi è molto più di un frammento di luce per ricominciare! Come dice spesso il mio amico Don Francesco: vorrei ancora esprimere gratitudine immensa a tutti i personaggi noti ed alle tante persone che hanno collaborato a queste meravigliose ed emozionanti giornate. Magari quando le mie due fantastiche nipoti saranno un po’ più grandi, tornerò a condividere concerti e eventi speciali con mia sorella Daria, la volontà c’è!
- Ringrazio mia sorella Daria, che mi fa sempre l’editing degli articoli del sito. In questo ultimo anno sono quasi tutti sugli eventi di Cristicchi ed Erika. Sono felice quando mi dice: “che bello, sembrava di essere lì con te!”
- Ringrazio anche me stessa, Daria, Maricica, Simone, Erika ed un paio di dottori e dottoresse perchè sto capendo che, grazie a questo mio interesse, il viaggi e gli articoli che sto ricominciando a riappropriarmi ad una vita più vera e vissuta intensmente!
- GRAZIE ancora a tutti e a voi tanti che leggete i mie articoli. Grazie per le tante e-mail che mi scrivete. Ho “cura” di rispondere a tutti ed a tutte. Magari in breve… ma se ricevo… rispondo!
- Nei prossimi giorni le gallerie verranno ampliate ancora di più! Intanto… buona visione!
Ancora grazie e buona visione!
Contatti:
E-mail: zoe.rondini@gmail.com
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Quest’anno sto viaggiando come non mai!

















è terminato il contratto con l’editore di Nata Viva e i diritti sono tornati a me. Per il futuro di questo romanzo autobiografico e di formazione, vorrei avere un editore, ma a certe condizioni che spiegherò più avanti, oppure fare un’auto pubblicazione con Amazon. In questa intervista racconto le tantissime soddisfazioni che ho avuto dal 2011, anno della prima edizione di Nata Viva ad oggi. Narrerò anche qualche problema, nella speranza che non ricapiti in futuro a me o altri. Spero che, in questa società tante persone con disabilità (e senza) trovino la loro strada, senza patire troppo… e disponendo di più aiuti possibili!
con alcuni personaggi della mia vita, a cominciare da Ricke, e tanto altro. Non mancano esperienze molto negative legate alla mancanza di sensibilità e l’incomunicabilità tra me (bambina e adolescente) e il mondo degli adulti: assistenti, medici, fisioterapisti, insegnanti, presidi e così via. Non ho mai voluto denunciare. Lo scopo del romanzo di formazione e la sua ampia divulgazione è il fare sì che alcune cose non capitino ad altri. Il percorso di laurea in scienze della formazione mi ha aiutato molto nella stesura del libro, nel presentarlo in convegni, scuole e università.
“diario” in un vero e proprio romanzo di formazione e autobiografico. Fin dall’inizio volevo scrivere per gli altri, non solo un diario adolescenziale. Dopo poco, quando avevo ventinove anni, ho trovato quella che è stata apparentemente una grande opportunità, ma anche un grande problema: farlo accettare ad una casa editrice. Con l’aiuto dello stesso autore che mi ha aiutata molto a concluderlo e correggerlo, abbiamo preparato la sinossi e mandato e-mail a editori medio piccoli. A dir la verità ho mandato mail anche a grandi nomi dell’editoria italiana, ovviamente non mi hanno risposto: me lo aspettavo, ho scritto anche a loro perché non avevo nulla da perdere. Dopo mesi di attesa e di paura di non realizzare il sogno della mia vita, un noto editore a pagamento ha accettato il mio scritto. Appoggiata dalla mia famiglia ho accettato il contratto. Dovevo comprare 185 copie. Quando sono arrivate ho fatto una cena con la mia famiglia, composta da mamma, nonno e Daria, per festeggiare. Le prime copie sono andate via in tante presentazioni fatte in pochi mesi. Questa prima edizione risale al 2011. Presto ho capito che quella casa editrice era lenta e scarsa nella stampa e nella distribuzione. Negli anni a seguire faticavo molto ad avere altre copie del mio scritto. Anche altri autori e lettori hanno avuto gli stessi problemi con la distribuzione di quella casa editrice, ma l’ho scoperto man mano. Era come se si basasse tutto su quelle prime 185 copie (i soldi sono stati un bellissimo regalo di nonno per il mio trentesimo compleanno). Dopo due o tre anni ho preso una decisione azzardata ma giusta! Cercare un altro editore. La ricerca è durata circa un anno, durante il quale avevo annullato il primo contratto, quindi il libro non era più in distribuzione, in pratica non esisteva più.
Il progetto “Disabilità e narrazione di sé; come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità”, trae ispirazione dal romanzo autobiografico e di formazione “Nata viva”, opera prima di Zoe Rondini. Il libro narra la storia di Zoe, bambina e ragazza con una disabilità motoria dalla nascita e, in particolare, ne racconta la crescita dagli anni dell’asilo sino all’università. Vengono affrontate le tematiche relative all’infanzia ed adolescenza, trattando soprattutto i problemi scolastici incontrati, la solitudine, l’amicizia, il rapporto tra pari, tra interazione e emarginazione, e le passioni di Zoe, prima fra tutte quella per la scrittura.
presenta un linguaggio semplice e avvincente, adatto a giovani e giovanissimi. Al fine di rendere la lezione inclusiva e partecipata, i brani vengono letti da alunni volontari. La selezione delle letture può variare di classe in classe, in base all’età della platea, ma l’unico capitolo che viene sempre proposto è quello relativo alla nascita di Zoe. In questo modo si fornisce sin dall’inizio una risposta alla domanda imbarazzante “che ti è successo” e si rompe il ghiaccio. Infine, gli incontri si concludono con un momento di confronto nel corso del quale i ragazzi, stimolati e incalzati da Zoe, narrano i loro vissuti in relazione alla scuola, il rapporto tra pari e con gli adulti, le loro paure e speranze e pongono all’autrice le domande che li incuriosiscono.
ai lavori” (pedagogisti, terapisti, logopedisti, fisioterapisti e insegnanti di sostegno) la lezione si focalizza sul fornire loro il punto di vista della persona con disabilità.
Repubblica, L’Osservatore Romano, Odeon Tv, Radio Roma Capitale, il programma della Rai “O Anche No” e altri. Colgo l’occasione per ringraziarli ancora tutti! Molta pubblicizzazione è stata fatta con articoli e interviste su siti internet che si occupano di autori esordienti e noti. Tanti siti fanno questo con un compenso in denaro. Se hai una buona strategia puoi pubblicare un’infinità di contenuti tra il proprio blog e i profili social. Ciò detto è stata un po’ la mia ancora di salvezza. RaccontAbili è uscito in piena pandemia e Nata Viva stava vivendo un periodo di stallo. È ricominciato tutto con il “materializzarsi” del secondo libro e l’autopromozione.
da un supporto decisivo, amorevole ma anche oggettivo e se serve severo! Non dimentichiamo che Daria si è fatta intervistare nel cortometraggio Nata Viva (ciò non è stato semplice per lei, in quanto persona timida e riservata e coinvolta come famigliare). Ma il suo aiuto non si ferma qui: mi fa l’editing per i contenuti di Piccologenio.it. Non mi fa mai mancare il suo supporto quando ci sono da preparare i contenuti per un nuovo convegno, delle nuove lezioni, il nuovo libro ect.
Viva e dare tutto il ricavato in beneficenza a realtà che in parte già conosco! Il libro è già presso la bottega della

Ci sono occasioni irripetibili da prendere al volo. È quello che sto facendo quest’anno perché ci sono tutte le condizioni giuste per poterlo fare.


















venti domande sulla vita e sulla carriera faticosa, interessante e poliedrica. Non dimentichiamo che, come artista, ha abbracciato tante forme d’arte: dal disegno al cantautorato, dalla scrittura a varie forme di teatro e narrazione per finire con la realizzazione di vari docufilm come “Dall’altra parte del cancello”, “HappyNext. Alla ricerca della felicità”, “Santa Fiora social club” e altri ancora.
invece di una qualsiasi spiegazione… ha ricevuto uno schiaffone in pieno viso davanti a tutti i compagni. Ho precisato che la domanda era più che lecita e coerente con i fatti appena accaduti. A proposito dell’evento gli ho chiesto: “se il sacerdote vedesse il tuo spettacolo Franciscus, e il tuo percorso di crescita personale… cosa ti sentiresti di dirgli oggi?”
articoli su suo padre (da oggi siamo a tre e spero di fare altre esperienze grazie a lui!) e uno sul concerto di Amara. Le ho chiesto se c’era suo fratello Tommaso, mi ha risposto di no. Quando uno sconosciuto mi risponde in modo coerente e non con un sorriso di cortesia, capisco che comprende il mio modo di parlare e mi rilasso. Forse mi sono rilassata troppo… perché le ho parlato della nonna paterna Luciana, che sta in sedia a rotelle a seguito di un’ischemia celebrare; citandola e chiedendole di salutarla e abbracciarla da parte mia… Tanto, nella peggiore dell’ipotesi, non lo farà!
mi viene da dire! Chissà, magari in una città così unica avrebbero voluto fare qualcosa di più o di diverso, stava anche con sua figlia…!
autobiografiche.
re per tanti artisti che sono più che mai, i moderni paladini di messaggi importanti?
La sua compagna Amara è molto disponibile all’incontro e alla narrazione. Peccato che è più difficile da seguire perché fa meno eventi e li pubblicizza solo nelle storie di Instagram. Le storie sono a ridosso dei suoi avvenimenti. Per ora… solo una volta sono riuscita a prendere e partire, ma avevo un appoggio da un’amica e l’Abbruzzo è raggiungibile in macchina! Chissà perché non ha un sito e non fa le grafiche con le tante date. Magari i concerti non sono tantissimi, ma viaggia molto per eventi nei teatri, nelle librerie, anche lei ha parlato spesso in tantissime interviste…! Anche lei mi appassiona molto e l’ho approfondita grazie a Youtube.
prenotato per trattenermi solo due giorni, va detto che è una città cara, ma meriterebbe una visita più lunga per esplorare le infinite bellezze e la lunga storia che offre. Comunque abbiamo visto tanto. Abbiamo organizzato un giro in motoscafo con una bellissima visita guidata alla scoperta della storia e dei posti più nascosti della città antica, ma anche delle parti più moderne. In barca abbiamo visto le zone: Dorso duro, Giudecca, Zattere, Castello, l’Arsenale, Cannareggio e Santa croce, con la giuda. La barca era a motore non era una gondola. A piedi e con la mitica sedia a rotelle elettrica abbiamo visto: palazzo ducale, San Marco, dorso duro e la collezione Peggy Guggenheim. Quando salivo e scendevo le scale dei ponti, dando il braccio a Maricica, ci è successo molto spesso che dei turisti hanno trasportato Gina La Sediolina (così ho chiamato la mia carrozzina elettrica che da circa tre anni è un’ottima compagna di avventure!).
Il 26 febbraio 2026 sono stata al Teatro Morlacchi, di Perugia per vedere “Franciscus*, il folle che parlava agli uccelli”. Uno spettacolo del quale “Simone Cristicchi è autore, insieme a Simona Orlando e unico attore in scena. È stata un’ora e mezza emozionante che, tra riflessioni e canzoni inedite, ha raccontato la vita di Francesco di Assisi, il “santo di tutti”. In questo articolo mi soffermerò sull’ emozione e riflessioni di un incontro intenso, tanto atteso e desiderato, che spero non sia l’unico…
“Quando ero piccolo, nel mio quartiere si aggiravano figure particolari con cui tentavo di entrare in empatia. Da lì ho preso spunto per tante canzoni, come, per esempio quella intitolata I MATTI DE ROMA. Al centro diagnosi e cura di un ospedale di Roma poi, veniva spesso ricoverato spesso un amico, per problemi di droga. Lo andavo a trovare, portavo la chitarra per fare musica in questi reparti. Ricordo un uomo che faceva collezione di cavatappi, un professore di storia dalla cultura immensa caduto in depressione. Ne ho tratto il mio primo libro, “Centro di igiene mentale”. Ho realizzato un documentario sui manicomi, intervistando centinaia di infermieri, medici, ex degenti, artisti”.
inedite. Non ho avuto il coraggio di dilungarmi su questo aspetto perché spero che leggerà tutto con calma. Riguardo all’intervista avevo anche paura di infastidirlo e fargli dire che non mi sarà mai possibile realizzare questo sogno. È stato un incontro stupendo che temevo di rovinare. Simone è stato molto accogliente nei nostri confronti. In poco tempo gli ho accennato che ho tante domande nuove anche perché quello che racconta della sua vita lo so molto bene e ogni risposta mi attiva pensieri, ragionamenti e nuove domande! Dice spesso che il suo super potere è la curiosità, si è dimostrato attento e curioso nel conoscermi e per tutto ciò gli sono veramente grata! Dice anche che non ci deve essere distinzione tra persona e personaggio. Infatti è stato aperto ed umano proprio come lo immaginavo.
andato in celo”. Si vergognava di essere l’unico, tra i suoi amici, a non avere entrambi i genitori. Come dice lui, entrambi ci siamo salvati la vita con l’arte. Altrimenti probabilmente saremo state persone molto più problematiche senza la narrazione che per lui è sfociata nel disegno e per me nello scrivere la mia vita. Ho narrato i ricordi che mi legavano al secondo marito di mia madre che è venuto a mancare prematuramente ed improvvisamente il 3 agosto 1994.
strumenti può e dovrebbe essere usato anche con correttezza e responsabilità per valorizzare a pieno le potenzialità enormi che Internet e i social network offrono. D’altronde, è grazie all’utilizzo di YouTube se ho scoperto, la bravissima artista e compagna di vita di Simone, Erika Mineo, in arte Amara, le persone stupende del Monastero San Magno, dove i due artisti hanno fatto concerti e presentazioni di libri. Sempre grazie all’algoritmo di YouTube sono capitata nei video delle loro conferenze ed esibizioni alla Fraternità di Romena, dove vorrei andare presto a conoscere diverse persone. Ed ancora, è sempre grazie a internet, in particolare i video, che ascolto ogni giorno storie di vita drammatiche, coinvolgenti o divertenti. Tant’è che di recente ho aggiunto alla pagina Zoe Rondini, del mio portare queste parole: “Amo le storie di vita. (…) La raccolta e divulgazione dei racconti di vita altrui non è solo una delle colonne portanti del mio lavoro, ma è anche una grande responsabilità e una passione. Per questo, nel tempo libero, amo ascoltare storie di vita, mi piace sentirle dal vivo o tramite radio, interviste e YouTube. (…) Credo che tutto ciò sia una particolarità importante, da coltivare per cercare di essere una persona migliore, utile non solo a me stessa ma anche agli altri, sul piano professionale e personale. Perché l’unicità e lo stupore sono l’essenza di ogni persona”.





Anche quest’anno ho svolto la lezione al master di primo Livello in “Neuroriabilitazione e Neuroscienze dell’età evolutiva” all’Università Lumsa. Il titolo della lezione è stato “La comunicazione e la narrazione di sé come forma di empowerment”.
Il primo novembre 2025, sono andata al concerto di Simone Cristicchi, a Roma presso l’Auditorium Della Conciliazione.













Cos’è la felicità e chi è veramente felice? Mi interrogo su questi e altri concetti in un periodo di vulnerabilità, dove mi sento troppo Marzia e poco Zoe Rondini, autrice, invitata a parlare ai ragazzi delle scuole o a presentare i miei libri. In passato mi sentivo più sostenuta da un consulente letterario, famigliari, insegnanti e altri autori.