Firenze, tra incontri e turismo. La magnifica conoscenza di Massimo Orlandi e Zia Caterina

Quanto segue è il resoconto di un bellissimo viaggio a Firenze, fatto dal 15 al 19 aprile 2026. L’occasione è stata la presentazione del libro “La rivoluzione della Cura” di Massimo Orlandi, presso la Fondazione Zia Caterina,  di Caterina Bellandi, due persone che seguo e stimo da tempo… Non manca il resoconto di tutto quello che mi è piaciuto di questa bellissima città (soprattutto, se siete bongustai vi suggerisco cosa e dove mangiare). Dal punto di vista dell’accessibilità, ho cercato di lodare persone e situazioni, tentando di dare dei suggerimenti su ciò che si potrebbe migliorare.
Alla fine trovate i miei contatti. Fatemi sapere cosa ne pensate.
Grazie, buona lettura!

Ci sono occasioni irripetibili da prendere al volo. È quello che sto facendo quest’anno perché ci sono tutte le condizioni giuste per poterlo fare.

Da più di due anni, seguo con molto interesse Simone Cristicchi e grazie a lui sto scoprendo bellissime persone e realtà in giro per l’Italia, come, ad esempio, il Monastero San Magno e la Fraternità di Romena, fondata da Luigi Verdi.

Uno dei fondatori storici della Fraternità di Romena è Massimo Orlandi giornalista e  scrittore  che ammiro molto. Da circa due anni seguo con molta passione le interviste, fatte da lui, con ospiti molto autorevoli che si svolgono a Romena e si possono seguire da YouTube. Gli ospiti, a cominciare da Simone Cristicchi e Amara, la sua compagna, sono molto interessanti e autorevoli, ma quello che adoro è il piglio sempre disinvolto e preparato di Massimo.

Ho introdotto queste situazioni perché, pochi giorni prima di partire per Firenze ho visto che c’era un’occasione unica da prendere al volo: Massimo presentava il suo libro a Firenze alla Fondazione di Caterina Bellandi, meglio conosciuta come Zia Caterina, la taxista del colorato taxi Milano 25! Non potevo non approfittare per conoscere questi personaggi e visitare Firenze con qualche giorno di tranquillità!

Ma andiamo con ordine, chi è la mitica Zia Caterina: Caterina Bellandi, per tutti semplicemente zia Caterina, che dal 2001, anno in cui il suo compagno Stefano è venuto a mancare per un tumore, ha trasformato un lavoro in una vera e propria missione solidale, offrendo corse gratuite e il più possibile momenti lieti in taxi ai bimbi che devono recarsi all’ospedale pediatrico Meyer. Ora che spero di avervi dato un’idea dei due incredibili personaggi che si trovavano insieme… posso parlarvi della presentazione del libro di Massimo, dal titolo La Rivoluzione Della Cura, tenutasi nella bellissima e suggestiva location della grande villa che Zia Caterina ha ereditato dai genitori e che ha trasformato nella sede della Fondazione. Nella serata hanno parlato Massimo, Caterina e la scrittrice di narrativa sentimentale Sara Gazzini.

Di che parla il libro di Orlandi

“La rivoluzione della Cura” è un volume che racconta tante storie di migranti ma non solo. “Nella piazza della Libertà di Trieste, ribattezzata “Piazza del Mondo” dove, una donna Lorena Fornasir, insieme al marito Gian Andrea Franchi e gli attivisti della Associazione Linea d’Ombra, curano i piedi martoriati dei migranti della rotta balcanica, in arrivo dopo estenuanti cammini da Paesi come Afghanistan, Pakistan, Siria, Bangladesh. Per la prima volta viene raccontata in un libro la straordinaria esperienza di questa piazza, luogo di incontro tra migranti e volontari provenienti da tutta Italia.

Il volume di Massimo Orlandi racconta inoltre l’osservazione di quanto Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi fanno ogni sera. È il luogo in cui arrivano i migranti che hanno scelto, o dovuto scegliere, la rotta balcanica per raggiungere l’Europa. Il viaggio può essere durato anni di cammino, di espulsioni, di tentativi e riprove, di scalate di muri e attraversamenti di fili spinati con lamine taglienti.
“Questa piazza – scrive Massimo Orlandi – è un laboratorio di futuro, dove possiamo ritrovare una direzione al nostro desiderio di umanità”. Mi ha colpito il fatto che Massimo abbia conosciuto quella realtà e che è stato lì con la sua bellissima famiglia composta dalla moglie e due figlie adolescenti. Nella serata mi è arrivata l’emozione, anche grazie a dei video, di loro quattro che vanno in questo luogo particolare a incontrare chi non ha niente ed è sopravvissuto a un viaggio a piedi, con temperature sotto lo zero, frontiere fatte da filo spinato e polizia che lascia segni visibili  di botte e torture. Sono state egregiamente raccontate storie di mamme disperate che mandano i bambini in viaggio da soli sperando che troveranno la salvezza in un paese accogliente, purtroppo sappiamo che non sempre siamo capaci di accogliere adeguatamente chi scappa da guerre, povertà, cambiamenti climatici, malattie e condizioni sociali che noi fatichiamo ad immaginare.

Lorena Fornasir rovescia le posture

Lorena comincia dai piedi dei migranti.

Si prende cura di loro incontrandoli dai loro piedi, rovescia le posture: non dall’alto a giudicare chi sta in basso, ma dal basso, dai piedi appunto, laceri, sanguinanti che pulisce e medica.
“Sono partita dai piedi, dice, perché sono l’espressione più diretta e più forte del loro viaggio, perché ne portano il peso e i dolori, perché mostrano i segni delle fatiche e delle violenze che hanno subito. Perché i piedi descrivono le ferite del loro corpo e della loro anima”.
Insieme agli operatori di Linea d’Ombra accoglie, cura e offre cibo e coperte. Spesso le persone che incontra si fermano una sola notte e aspettano un treno che li porti ad altre destinazioni fuori dall’Italia. Intanto però qualcosa cambia; basta accettare di entrare in contatto con altri, senza secondi fini, gratuitamente, perché si attivi la speranza. Se non l’avete ancora vista vi consiglio la conferenza di Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi a Romena. Clicca qui

La serata tra presentazioni, chiacchierate ed idee

Le emozioni della serata non riguardano solo il bellissimo libro, che consiglio a tutti. È stato veramente emozionante conoscere due persone che entrano costantemente dentro casa mia grazie a yuotube. Se non le conoscete vi consiglio il servizio di Paolo Ruffini su Zia Caterina e le interviste di Massimo a Romena, sono certa che saranno video appassionati e appassionanti per molti.

Massimo sapeva della mia presenza perché da qualche mese siamo in contatto e, tempo a dietro, gli ho fatto avere i miei libri. Appena l’ho visto l’ho abbracciato come se fosse un caro vecchio amico, in qualche modo lo è. Era contento di conoscermi, mi ha presentato la moglie e le sue due figlie. Ero felice di conoscerle di persona…. Prima della presentazione del libro c’era un ottimo buffet: sono felice che Massimo abbia avuto tempo per parlarmi. Gli ho raccontato i miei progetti: i miei libri publicati e  in corso d’opera… i tanti viaggi di quest’anno, la cura e i parecchi aggiornamenti che sto dedicando al mio blog. Ovviamente, non potevo non raccontargli il mio “stalkerare” Cristicchi e Amara, ho raccontato che li ho ascoltati più volte a Roma, Perugia, Venezia e Roseto degli Abbruzzi e che dal 3 al 6 luglio, sarò a Romena (anche per conoscere il mitico Don Luigi Verdi, don Gigi per noi amici). Il 4 e il 5 Simone e Amara si esibiranno insieme, faranno anche un concerto all’alba. Non nego che, il fatto di svegliarmi alle cinque di mattina mi impensierisce un po’… ma la mia forza di volontà e il desiderio di incontrarli insieme, avranno la meglio (spero e voglio essere ottimista) sullo sforzo e sul dover far finta di non essere stanca…! Gli ho anche raccontato che, vivendo a Roma, sono già stata al Monastero San Magno di Fondi, per conoscere Don Francesco Fiorillo, che si è formato con Don Luigi Verdi; per chi ancora non li conoscesse entrambi si spendono tantissimo per stare vicini e condividere un pezzo di cammino con i genitori che hanno perso un figlio.

Ma la cosa più importante l’ho tenuta per ultima: gli ho consegnato una cartellina, preparata con molta cura. Il contenuto era importante: c’era una lettera per Simone, dove parlo di me e racconto anche cose molto personali e complicate… poi c’era la famosa intervista che sogno di fare a Cristicchi e una lettera per Massimo.

Massimo e Simone sono autori della biografia di Cristicchi dal titolo “Abbi cura di me”, hanno fatto tante presentazioni insieme fruibili da youtube. Dai tanti video, si intuisce della buona amicizia ed una buona intesa collaborativa… Alla luce di tutto ciò, mi sono permessa di proporgli l’idea di usare alcune delle mie domande per il prossimo evento con Simone (magari proprio a luglio quando sarò presente anch’io, chissà). Gli ho  anche esplicitamente chiesto di aiutarmi a parlare qualche minuto con i miei due cantanti preferiti, che dopo tanti incontri si dovrebbero ricordare della persona con disabilità motoria che li insegue in giro per l’Italia, per ascoltarli, parlagli… consegnare buste con libri, lettere e interviste…!

Dopo la presentazione del volume, al momento delle domande, Orlandi mi ha ringraziata per essere venuta da Roma  per quella serata e mi ha passato il microfono. Ho ringraziato tutti i presenti per la bellissima serata. Non avevo domande specifiche: ho trovato la presentazione molto efficace per far luce su tante storie di vita. Ho ringraziato Caterina per la sua Fondazione. Ho anche aggiunto che spero che ci saranno i presupposti per far un evento di beneficenza, grazie ai miei libri, nella bellissima location che era dei genitori di Caterina.

Perché sono andata proprio da Zia Caterina

Anche questo viaggio è stato fortemente voluto e organizzato in pochi giorni. Ho visto un post  con due presentazioni di Massimo Orlandi, una era a Siena, a pochi chilometri da questa città ci abita una mia parente. Siena e gli incredibili dintorni li conosco molto bene. Ma  l’altra era, per l’appunto, in una splendida città, che ho visitato da piccola, ed era in una location davvero speciale: La Fondazione Zia Caterina. Si tratta dall’attività di Caterina Bellandi, meglio conosciuta come Zia Caterina, che da anni, a bordo del suo coloratissimo taxi Milano 25, supporta i piccoli pazienti oncologici in cura a Firenze e non solo, e le loro famiglie.

La Fondazione si propone di diventare per loro un punto di riferimento ancora più ampio e accogliente attraverso una serie di attività. Tra i primi obiettivi, la creazione di spazi fisici e relazionali dedicati all’ascolto, alla socialità e all’accoglienza, l’apertura di uno sportello gratuito di consulenza psicologica, legale e sociale. Ma anche l’avvio di collaborazioni con strutture ospedaliere e professionisti qualificati. L’ho conosciuta in tanti video e articoli. Non potevo lasciarmi scappare l’occasione di conoscere due persone che seguo e di gustarmi, il più possibile, in pochi giorni, una meravigliosa città della quale parlerò nei dettagli, più avanti!

Ecco perché mi sono sentita in famiglia

Le persone mi hanno accolto benissimo, sarà anche perché si occupano del sociale e di cultura? La risposta è nel racconto delle tante attività della fondazione. “Accanto al supporto diretto, la Fondazione promuoverà la crescita culturale e la condivisioneattraverso l’organizzazione di presentazioni di libri, incontri con autori e ospiti, dibattiti ed eventi aperti alla comunità. (…)La Fondazione continuerà ad animare la “Tana dei Supereroi”, la casa del sorriso di Zia Caterina con sede in via di Belmonte a Bagno a Ripoli, dove già oggi si svolgono eventi, laboratori, momenti di gioco e accoglienza per i bambini e le loro famiglie, aperti a tutti. Un luogo accogliente, immerso nel verde, decorato con i disegni dei Supereroi, dove chi attraversa un percorso terapeutico può trovare momenti di serenità, compagnia e stimoli ludici, destinato a diventare, con la nuova Fondazione, un presidio strutturato di relazione, crescita e supporto.

Ora, con la nascita della Fondazione Zia Caterina, questa missione si amplia: non soltanto accompagnamenti, ma un sistema integrato di ascolto, cultura, accoglienza e solidarietà, capace di agire sul territorio con servizi concreti e eventi condivisi”. Spero, nel mio piccolo, d’impegnarmi a far conoscere questa e altre valide realtà che si occupano del sociale, cominciando dalla Fraternità di Romena (vicino la  bellissima Arezzo) e dal Monastero San Magno (vicino Fondi) .

Firenze: una meta bellissima

Avevo già in mente di andare a conoscere Zia Caterina, la fondazione e fare un tour della città del rinascimento a settembre, in occasione del mio compleanno. L’idea era (ed è ancora con motivi diversi) di andare con mia sorella e la sua famiglia. Ci sono buone possibilità di presentare i libri ed in cortometraggio Nata Viva, alla fondazione, forse si può fare in un mese per me speciale: settembre, il mese del mio compleanno. È anche un mese di clima mite, ideale per vedere una bella città in buona compagnia formata da: la mia assistente Maricica, mia sorella Daria le sue bellissime bambine Adriana di quattro anni ed Alice di pochi mesi e mio cognato.

Ma intanto, “mi sono portata avanti…” Ho organizzato cinque giorni di vacanza per esplorare l’arte, la storia e soprattutto il cibo del capoluogo toscano.

Mi è piaciuta tutta la città, che ho esplorato in autonomia, ma anche con due visite guidate. Una in centro, alla scoperta di posti noti e meno noti ai tantissimi turisti come noi. Il primo tour prevedeva l’esterno del Duomo e del Battistero, l’interno lo abbiamo fatto il secondo giorno in autonomia (consigliatissimo ed agibile per le sedie a rotelle) e i posti legati a Dante Alighieri. È stata una bella esperienza, ma il tour che mi è piaciuto di più è stato il giro dei dintorni di Firenze con la golf car! 

Un consiglio: molti posti sono accessibili in sedia a rotelle, scooter elettrici e quant’altro. Ma è sempre   meglio fare i biglietti online qualche giorno prima. Stessa cosa per la prenotazione dei ristoranti e trattorie storiche: meglio giocare d’anticipo…!

Tra la città e le colline. Un tour mozzafiato adatto a molti…

Il giro verso piazzale Michelangelo mi è piaciuto tantissimo. È ideale per vedere Firenze e i suoi meravigliosi dintorni da diverse prospettive, camminando poco.

Ho scoperto Firenze e le sue colline verdi, i punti panoramici più suggestivi e l’atmosfera senza tempo della campagna che circonda la città, il tutto comodamente a bordo di una golf car.
Questo tour panoramico ha attraversato le zone collinari che regalano alcune delle viste panoramiche più belle su Firenze. Siamo comodamente salite verso Piazzale Michelangelo, la terrazza panoramica più famosa, dove la città si è aperta davanti ai nostri occhi con uno scenario favoloso tra colline e città vista  da un lato e dall’altro.

Il percorso è proseguito verso la Basilica di San Miniato al Monte. La sua facciata romanica, l’atmosfera silenziosa e la posizione sopraelevata rendono questo luogo affascinante.

Il tour ci ha fatto scoprire anche le eleganti colline di Arcetri e del Pian dei Giullari, un’area amata nei secoli da artisti, poeti e studiosi come Galileo Galilei, che ha passato molti anni proprio in questi luoghi fuori dal tempo. Tra cipressi, ville storiche e uliveti, ci siamo riempite gli occhi di paesaggi diversi tra città, cupole mastodontiche e natura. Pensato per chi desidera vivere la bellezza naturale e storica di Firenze senza affrontare salite a piedi o il traffico cittadino, questo tour è perfetto per coppie, famiglie, fotografi e per chi per vari motivi ha l’esigenza di camminare poco, ma non vuole rinunciare a vedere posti che tra arte, storia e natura, lasciano senza fiato!

Caratteristiche del tour:

• Viste spettacolari su Firenze da Piazzale Michelangelo

• Visita alla Basilica di San Miniato al Monte, uno dei luoghi più affascinanti

• Tour panoramico privato a bordo di un golf cart

• Esperienza rilassante di due ore tra natura, storia e fotografia

• Ideale per coppie, famiglie e turisti che preferiscono il comfort alla camminata

Era la prima volta che sono venuta a Firenze per più giorni: tra le medie e il liceo ci sono venuta spesso dalla mattina alla sera per motivi medici, in una gita scolastica e per ritirare un premio letterario. Già anni fa volevo esplorare questa bella città, ma non c’è stata la compagnia adatta… Con il giusto tempo, ho avuto modo di godere del centro che un po’ già conoscevo, ma anche di bellezze delle quali avevo solo sentito parlare come la Chiesa di Santa Croce e l’omonima bellissima piazza. Li vicino c’è una delle bellissime biblioteche della città che, per motivi di tempo, ho visto solo da fuori. Un museo a cielo aperto molto bello è il giardino Boboli, dove ci sono un po’ di scale e salite sconnesse, ma la gran parte del parco, patrimonio mondiale Unesco, nonché residenza dei granduchi di toscana, è percorribile con le sedie a rotelle ed è un bellissimo giardino all’italiana. Lo consiglio, ma vi segnalo due cose importanti: la prima, fate come me, ricordatevi di fare i biglietti giorni prima della visita. La seconda, non mi ha lasciato a bocca aperta perché per ora  c’erano poche fioriture: magari in altri periodi le rose, gli alberi e tanti altri fiori sono al massimo del loro splendore.

Mercato di San Lorenzo

Questo mercato è proprio da visitare! Per chi ancora non lo sapesse ho un debole per i mercati, i negozi di generi alimentari particolari e i ristoranti buoni italiani! Da piccola ero mangiona, adesso “spizzico”. Il mio motto è “poco ma buono”. Attualmente, non so spiegare il motivo, mangio più per  il gusto di assaggiare cose buone che per appetito o per bisogno fisiologico.

Per tanti motivi ho trascorso tante vacanze in Maremma e sulle colline attorno a Siena, anche Arezzo e il casentino è una zona che ho visitato molte volte e che consiglio. Le cucine diverse in varie zone della Toscana mi hanno fatto innamorare… Anche per questo, questa regione mi è entrata nel cuore. Fatte queste premesse ho visto un mercato stupendo con prodotti locali (ho comprato funghi secchi e altre prelibatezze comode da mettere in valigia). Ai banchi classici di un mercato si alternava una vasta scelta di street food. Ho assaggiato il panino con il Lambredotto, per fortuna non l’avevo preso io, ma la mia amica. Ora so che non mi fa impazzire!  Mi è piaciuto tanto girare tutto il mercato. Peccato per la fila e per alcuni banconi alti con gli sgabelli scomodi.

Il Mercato Centrale a Firenze è molto più di un mercato: è un luogo dove arte, cultura e tradizione culinaria si intrecciano dando vita a un’esperienza unica. Passeggiando tra le botteghe del piano terra e quelle del primo piano, ci siamo immerse in un mondo di sapori, profumi e storie che raccontano la passione degli artigiani per il loro mestiere.

Per gli amanti dei dolci ci sono cantucci di tutti i tipi e molti banchi di delizie come, appunto, il cantuccio con il vin santo, torte e biscotti fatti in casa o altri dolci tipici regionali.

Sempre in tema cibo, perché il turismo, la storia e la cucina a mio avviso attraversano tutti i sensi, abbiamo mangiato in due ristoranti ottimi che conciliano i piatti della tradizione toscana a quel che basta d’innovazione, per esempio, i ravioli ripieni di patate conditi con i porcini della storica osteria da Giovanni sono stati favolosi. In questo ristorante tutti sono gentilissimi! I proprietari e il personale sono tutti toscanacci anche se vengono da posti diversi: (la moglie di Giovanni è di New York ed il personale è sia italiano che internazionale). Ma qui la storia toscana pervade e si sente forte e chiara nella loro cucina! Consigliatissimo, ma vorrei segnalare che, anche qui  è meglio prenotare qualche giorno prima, volevo mangiare in due sere diverse ma non c’era posto e c’era un gradino all’entrata, superabile grazie alla gentilezza dei camerieri.

Un altro posto buonissimo dove abbiamo mangiato due sere di seguito è il ristorante Bucanegra. Qui vi consiglio dei piatti tradizionali che adoro come  dell’ottima carne, i crostini con i fegatini, i fagioli con erbe miste, la ribollita, i tagliolini al tartufo e degli ottimi dolci, (non tutto in una sera). Le sale sono antiche e bellissime, i camerieri bravi e simpatici. Anche qui l’accesso ha un paio di gradini. Cosa  aspettarsi ancora? Un ambiente che richiama gli antichi casali toscani. Piatti tipici, salumi e formaggi, crostini e zuppe di stagione accompagnati dai vini conservati giù in cantina. Sua maestà la Bistecca alla Fiorentina è sempre pronta da ordinare per chi ha molta fame, ma c’è anche ottima carne alla griglia più piccola della classica fiorentina, ad esempio il filetto! Consigliatissimo sotto tanti punti di vista.

Firenze per tutti!

La voglia di girare, l’intraprendenza di Maricica che mi accompagna in mille avventure, la mia alleata Gina La Sediolina e il meteo clemente sono state tutte condizioni ottimali per godermi tutto ciò che ho visto. Il nostro albergo era vicino alla stazione quindi tutto il centro l’abbiamo fatto a “piedi” io su Gina. Le persone sono molto gentili e tante chiese e i musei hanno le rampe. Sinceramente ho avuto dei problemi a guidare Gina a causa della pavimentazione antica, storica… ma poco simpatica per alcuni tipi di ruote. Ho fatto una rapida ricerca sulla lastricazione di questa affascinante città ed è emerso che: “Firenze ha una lunga tradizione nella pavimentazione stradale, essendo stata nel 1339 tra le prime città europee a lastricare le vie, inizialmente in cotto e poi in pietra. Oggi, la gestione stradale si concentra sulla manutenzione del centro storico con pietre pregiate e sul ripristino dell’asfalto” molto suggestivo, ma poco pratico. Ho trovato meno aderenza delle ruote di Gina su quel tipo di strada che sui san pietrini di Roma (anche i sampietrini non sono affatto lisci…)

Non tutti sanno che…

Per parlare meglio di inclusione e delle piccole difficoltà urbane con situazioni che si potrebbero migliorare (gradini, pavimentazione e rampe dei marciapiedi troppo ripide), sono andata a leggere la circolare del Ministero dei Lavori Pubblici 425 del 1967. La  legge mira all’abbattimento di barriere architettoniche per tutte le disabilità. Ne cito qualche stralcio che mi sembra importante per includere, sempre di più, tutte e tutti.

Il primo testo di legge che affronta la materia è: “la circolare del Ministero dei Lavori Pubblici 425 del 1967. Definisce le barriere architettoniche come gliostacoli che incontrano individui fisicamente menomati nel muoversi nell‘ambito degli spazi urbani e negli edifici: ostacoli costituiti essenzialmente da elementi altimetrici che si incontrano lungo i percorsi (gradini, risalti, dislivelli, scale, ecc.), ovvero da esiguità di passaggi e ristrettezza di ambienti (strettoie, cabine di ascensori, apertura di porte, ecc.).”

E’ un primo importante traguardo anche se limitava le barriere ai soli ostacoli altimetrici o alla ristrettezza di passaggi e spazi. Inoltre la terminologia di allora è stata superata e oggi non si usa più la definizione di “individui fisicamente menomati” ma quella di “persone con disabilità”.
Tornando alle barriere, solo con la legge 13 e il suo decreto attuativo, il DM 236 del 1989, avremo l’estensione del concetto di barriera architettonica agli ostacoli fisici, a quelli di natura sensoriale, agli aspetti legati all’orientamento, al comfort e alla sicurezza”.

In un’ottica  di inclusione e fruizione, negli ultimi decenni sono state messe rampe ai marciapiedi ed è una cosa importante per l’autonomia e la buona fruizione di residenti e turisti (sono anche apprezzate da chi ha bambini in carrozzina e passeggino). Le rampe dei marciapiedi  a Firenze mi sono sembrate troppo ripide e poco pratiche per chi ne deve usufruire. I cantieri della tranvia mi hanno ricordato Roma che ha cantieri aperti ovunque e da anni (anche dopo i vari giubilei…), tutto ciò va a discapito di città ricche di bellezza quasi a perdita d’occhio ed in ogni angolo.

I taxisti sono molto simpatici e conoscono bene Zia Caterina e il suo Taxi Milano 25. Lei è un’istituzione per questa città e non solo. Parlo di loro perché da cittadini, mi hanno riportato l’amarezza di notare i tanti cantieri aperti da anni e ho convenuto  che questa amata città potrebbe essere ancora più bella e accogliente, ma lo è parecchio quindi le perdoniamo qualche imprevisto e le auguriamo di essere sempre più bella e accogliente anche per i turisti che fanno viaggi brevi, ma soprattutto a chi viene da altri continenti per visitarla. A tal proposito, alla trattoria da Giovanni, ho notato un americano con una performante Gina, cambiava solo la marca ma le   funzioni erano le stesse. Ai Giardini Boboli ho scambiato due parole con un altro turista americano che mi ha visto fare un video. Ho ripensato ai viaggi in America con la sedia manuale, mi è sembrata una vita fa… Se la memoria non mi inganna, era già tutto accessibile e sono passati più di vent’anni! Nel mio romanzo Nata Viva parlo molto dei bellissimi viaggi che ho fatto da piccola, in Italia e all’estero. Ma alla fine ce la faremo pure noi a mettere qualche rampa in più… anche per abbattere i tanti gradini tra esercizi pubblici  e i marciapiedi, per far godere turisti e cittadini di una maggiore autonomia!

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