
Al momento il romanzo autobiografico e di formazione Nata Viva, non è edito.
Ho molte copie che regalo volentieri. Le spedisco in tutt’Italia, scrivetemi senza esitazione!
Ringrazio le tantissime persone che mi sostengono nel realizzare sogni e progetti! Sono tantissimi i progetti già fatti, che vorrei ripetere… e ancora realizzare. Intanto ho circa 80 copie. Se siete interessati per voi, per regalarlo o lo volete vendere per beneficienza… non esitate a contattarmi!
Lo regalo volentieri al fine di divulgare dei messaggi!
Alcune copie sono già nel punto vendita del Monastero San Magno a Fondi. Il ricavato è interamente devoluto al Monastero. Mi piacerebbe organizzare, con voi, altre forme di aiuto ad associazioni che aiutano Persone (non animali) in difficoltà…
Scrivetemi!
Potete usare i seguenti contatti:
E-mail: zoe.rondini@gmail.com
Mi potete anche scrivere in privato sulla pagina Facebook ZoeRondiniAutrice o sul profilo Istagram
- ll volume è impreziosito dalla prefazione della Prof.ssa Serena Veggetti, docente di psicologia presso l’Università la Sapienza di Roma, ed un racconto ispirato a mio nonno: il Prof. Adriano Bompiani.
Sinossi
“… Tutti i dottori si affrettano a rianimarmi, ma rimango cinque minuti completamente senza respirare. Si tratta solo di cinque minuti, ma sono i primi della mia vita“.
Poi Zoe comincia a respirare. E a vivere. Quei cinque minuti dopo rispetto agli altri neonati – a causa di un respiro intrappolato per un tempo infinito in un corpo troppo piccolo – la costringeranno a confrontarsi, fin dai primi mesi, con una vita che è cominciata sì cinque minuti più tardi, ma che pian piano non tarderà a essere così tanto desiderata da consentire a Zoe di superare qualsiasi ostacolo, senza rinunciare a nulla, a costo spesso di immane fatica e incomprensione da parte degli altri.
“… Cammino un po’ male, parlo un po’ male, controllo un po’ male i movimenti delle mani, delle dita, dei bulbi oculari… non ho un movimento, un arto o un muscolo che non fa capo al mio sistema nervoso centrale che è stato lesionato a causa di quei cinque minuti“.
Zoe imparerà con suoi tempi a camminare, a parlare, a leggere e all’età di nove anni scoprirà la inesauribile passione per la scrittura, cominciando a scrivere i suoi primi racconti.
Ma è all’età di tredici, che per superare il momento più difficile della sua vita – a causa di lutto doloroso – intraprende l’avventura più importante, e un po’ per bisogno, un po’ per caso, un po’ per scelta, decide di dare vita ad un racconto autobiografico che l’accompagnerà per ben dodici anni.
Lungi dall’essere un trattato o un saggio autobiografico sulla disabilità, “Nata viva“ vuole essere un racconto appassionato e antipedagogico di una ragazzina e poi di una ragazza che, tra luci e tenebre, ha saputo lottare per raggiungere e conquistare quella serenità che tutti bramiamo, non dando mai per scontato nulla e soprattutto non accontentandosi mai del buon quieto vivere che spesso la società assegna alle persone disabili.
Nel suo stile rapsodico, squisitamente discontinuo, frammentario e spesso profondamente ironico, Zoe si fa cantore e testimone, con la sua voce, dell’incontro sorprendente tra limite e prospettiva, civiltà e pregiudizio, presenza e invisibilità, costruendo, capitolo dopo capitolo, la propria visione del mondo, dove la normalità sembra non appartenere a nessuno, per fortuna.
Ne nasce un racconto a suo modo epico in cui riconoscersi, popolato da personaggi indimenticabili, amici e nemici che Zoe sa tratteggiare con sapiente tocco tra familiari, compagni di scuola, dottori, fisioterapisti, maestri, insegnanti, docenti universitari, presidi, babysitters, viandanti, incontri fortuiti.
E insieme a lei, anche noi riviviamo il nostro essere stati bambini o adolescenti incompresi, in famiglia come a scuola, dentro o fuori dal gruppo, allontanati e maltrattati spesso inconsapevolmente, a volte con una certa presunzione da chi non la pensava o non poteva essere come noi.
Nel suo romanzo di formazione Zoe costringe il lettore a non dimenticare mai lo scarto enorme che c’è tra vivere ed esistere, inchiodandoci all’idea che per nascere veramente, ad ogni occasione, bisogna sentirsi vivi, gridarlo e raccontarlo al mondo intero.
Qualche informazione su chi sono e di cosa mi occupo:
Zoe Rondini è autrice, divulgatrice, pedagogista e blogger. Nata con una disabilità motoria, da anni si occupa di inclusione, narrazione di sé, disabilità e contrasto alle discriminazioni attraverso libri, incontri pubblici, attività formative e contenuti digitali.
È laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione e specializzata in Lettere – indirizzo Editoria e Scrittura presso l’Università Sapienza di Roma.
Dal 2017 è docente presso il Master in Neuropsicologia dell’Età Evolutiva promosso dall’Università LUMSA, dove affronta temi legati alla disabilità, alla relazione tra persona, famiglia e scuola, alla narrazione autobiografica come strumento di empowerment, alla vita indipendente, agli ausili informatici e al rapporto tra disabilità e mass media.
Ha pubblicato il saggio RaccontAbili. Domande e risposte sulle disabilità e il romanzo autobiografico Nata Viva, da cui è stato tratto l’omonimo cortometraggio, vincitore del Festival di Capodarco e disponibile gratuitamente su Youtube.
Nel 2006 ha fondato Piccolo Genio, portale attraverso il quale racconta esperienze personali e professionali legate alla disabilità, ai viaggi, alla pedagogia, ai libri, all’amore, alla sessualità e alla vita quotidiana. Attraverso il blog e i social network promuove messaggi positivi e attività di sensibilizzazione contro il bullismo, il cyberbullismo e ogni forma di discriminazione.
Zoe Rondini è uno pseudonimo scelto per motivi di privacy e utilizzato nelle opere pubblicate, nel cortometraggio, nel blog e sui social.
Ama il gelato, le nipoti e le partenze improvvise. È romana doc e, tra incontri, presentazioni e convegni, ha sempre la valigia pronta per partire per tutta Italia.
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