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INTRODUZIONE

presentazione, parlare degli studi e del percorso formativo e lavorativo. In particolare soffermarsi sul progetto “Disabilità e narrazione di sé”.
Zoe oggi, l’esperienza nelle scuole e nelle università grazie a “Nata viva” e l’esperienza del giornalismo a Piuculture, da prima il diario e Piccologenio. La scrittura dal mio punto di vista è terapia, è una compagnia, questo mi è sembrato importante comunicarlo alle scuole incontrate.
–l’esperienza nelle scuole: è stato e continua ad essere per me importante incontrare gli studenti dalla quinta elementare alle università, per raccontare una testimonianza e condividere traguardi, problemi, metodologie, narrazioni e passioni. Raccontare vari esempi di bambini, ragazzi e professori incontrati con il progetto “disabilità e narrazione di sé”.
ENTRIAMO NEL VIVO DI NATA VIVA
LA NASCITA -essendo la giornata delle paralisi infantili parlerei/leggerei della mia nascita: DA PAG.19 A 23
LA SCUOLA-la scuola: introduzione mia; letture spiegare che tutta la scuola è stata segnata da problemi degli adulti… da piccola il rapporto tra pari funzionava. Il sostegno di Valerio (LUIGI).
Oggi come si interviene davanti un problema? La situazione è veramente cambiata o ci sono solo più figure professionali? Il rapporto tra pari come viene facilitato o ostacolato? Lettura PAG 173-175
LA FISIOTERAPIA -Lettura “aggrappati ai pantaloni”, parlare della fisioterapia, i terapisti ed il loro ricordo (una terapia insopportabile voluta dagli adulti). Per fortuna non erano tutti uguali: Luigi mi ha aiutato tanto a scuola, mi ha insegnato ad usare il pc senza traumatizzarmi, anzi… allora un approccio terapeutico che tenga conto della psiche del bambino era già possibile negli anni ‘80 ‘90? Ed oggi come si interviene? A cosa si da valore??? Lettura PAG- 63 E 64
LA FAMIGLIA –come cambiano le dinamiche tra genitori e figli? E tra soggetto disabile e gli altri componenti della famiglia? Gli esempi (e le letture da scegliere) sono tanti: con i nonni, con Fiore, mamma, papà, Ricky ect quale il ruolo dell’analisi? Difficoltà di Zoe adolescente ed adulta nel creare relazioni al di fuori della famiglia… e al di fuori della logica dell’aiuto… ciò ha radici profonde, ma si può intervenire? Letture:
– (la nonna): Dov’è meglio dormire? (pag.41-42);
– (fiore) Auguri e figlie femmine (pag. 101-105);
– Nuotare in piscina, nuotare tra l’invidia (121).
DISABILITA’ E SESSUALITA’ –Il rapporto con l’altro sesso. Una grande conquista voluta e desiderata; il mio “io” ha preso il sopravvento, ho fatto quello che ho fatto da sola. L’amore e la sessualità per una persona disabile sono una conquista oltre che passioni, emozioni, condivisione! Si parla tanto di queste tematiche, ma persistono molti tabù, non tutte le famiglie sono pronte e aperte. Non tutti i normodotati accettano una partner disabile. E’ ancora molto la diffusa la concezione del disabile “eterno bambino”. Cosa fare? Come farsi accettare? Cosa pensate della figura dell’assistente sessuale? A mio avviso la strada è ancora lunga anche se qualcosa ho attenuto. Raccontare la mia esperienza e fare un collegamento al corto.
– L’AUTONOMIA – raccontare della patente, della burocrazia, dell’inadeguatezza delle strutture frequentate da persone più fragili come anziani e disabili (ore di fila, caldo, assenza di gentilezza e di empatia).
PROIEZIONE CORTOMETRAGGIO PER RIPRENDERE GLI ULTIMI DUE TEMI: SESSUALITA’ E AUTONOMIA: LA ZOE ADULTA.
CHIUDE L’INTRODUZIONE.
***
SPUNTI DI RIFLESSIONE
-ACCETTAZIONE, NON ACCETTAZIONE E SENSI DI COLPA, tre aspetti che colpiscono il disabile, la famiglia e la società, a vari livelli. Per mia esperienza posso dire che le soddisfazioni lavorative, l’amore e la sessualità, il libro e il corto aiutano, ma le “insidie” di sentirsi inadeguata, non accettata e con sensi di colpa, sono sempre in agguato.
Domanda: Come incide secondo voi la nascita di un bambino disabile sull’equilibrio familiare?
Quali potrebbero essere le conseguenze dell’accettazione e della non accettazione?
Ad esempio da un lato si assiste a persone che rinunciano a loro stesse per dedicarsi al membro disabile della famiglia, altre si chiudono e si allontanano, per paura di non essere all’altezza delle sue “pretese”.
Quali altre dinamiche vi vengono in mente?
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Premio Anello debole, vince forza di Zoe
Guarda il corto “Nata viva”:
Vi presento il cortometraggio di Nata Viva
Autrice del saggio “RaccontAbili. Domande e risposte sulle disabilità” e del romanzo autobiografico “Nata Viva”, dal quale è stato tratto l’omonimo cortometraggio disponibile su YouTube. Esperta e consulente per quanto concerne le tematiche riguardanti la sessualità, l’amore e l’affettività per le persone con vari tipi di disabilità e di chi si relaziona quotidianamente con loro.

Nel 2006 ho fondato Piccolo Genio, portale attraverso il quale racconto esperienze personali e professionali legate alla disabilità, ai viaggi, alla pedagogia, ai libri, all’amore, alla sessualità e alla vita quotidiana. Attraverso il blog e i social network promuovo messaggi positivi e attività di sensibilizzazione contro il bullismo, il cyberbullismo e ogni forma di discriminazione.
Crescendo… La mia vita ha avuto un punto di svolta quando, ho pubblicato il romanzo autobiografico e di formazione Nata Viva. da questo momento in poi, attraverso la narrazione del sé, sono riuscita a raccontare la resilienza nelle vite ordinarie di tante persone con disabilità (me compresa) e di chi, per vari motivi, si trova a relazionarsi noi.
Dopo aver sperimentato l’effetto decisivo e dirompente che la scrittura ha avuto per me, ho deciso di utilizzare tale strumento per aiutare altre persone a narrarsi per comprendere quanto di straordinario c’è nelle loro vite. Da ciò nasce il secondo libro, il saggio: “RaccontAbili, domande e risposte sulle disabilità”.
Come autrice e pedagogista ho fatto molti incontri con gli alunni dalle scuole e dell’università Lumsa.
Ho una disabilità motoria dovuta ad un’asfissia neonatale di cinque minuti. Per fortuna grazie a tanta riabilitazione conduco una vita “normale”. E’ con la consapevolezza dei mie limiti e capacità che ho fatto le scelte più importanti verso una vita piena e autonoma.
Il mio ultimo traguardo è la pubblicazione del volume “RaccontAbili, domande e risposte sulle disabilità” (Erickson Live, 2020). Si tratta di un saggio polifonico, che racchiude le “voci” di trenta persone tra disabili e chi, per vari motivi, conosce bene il mondo della
disabilità. L’intento dell’opera letteraria è quello di offrire il punto di vista dei diretti interessati, uscendo dall’ottica di interpellarli solo nei casi migliori o peggiori delle loro/nostre vite. E’ una narrazione corale e polifonica. Gli argomenti delle interviste sono quelli che ci accomunano tutti, si parla infatti di famiglia e società, routine, lavoro, interessi, arte, amore e sessualità. Il volume è arricchito da testimonianze di caregiver, siblings, psicologi, psicosessuologi, registi, attori, scrittori, giornalisti, e docenti universitari.
La mia opera prima è il romanzo di formazione ed autobiografico Nata viva. La narrazione si concentra sulle vicende positive e negative, vissute dalla nascita agli anni universitari, dal punto di vista di una bambina e ragazza con disabilità motoria.
Lungi dall’essere un trattato o un saggio sulla disabilità, “Nata viva“ vuole essere un racconto appassionato e antipedagogico di una ragazzina e poi di una ragazza che, tra luci e tenebre, ha saputo lottare per raggiungere e conquistare quella serenità che tutti bramiamo, non dando mai per scontato nulla e soprattutto non accontentandosi mai del buon quieto vivere che spesso la società assegna alle persone disabili.
Attraverso lo stile del romanzo definito dalla critica “rapsodico, discontinuo, spesso ironico e autoironico”, cerco di farmi testimone, dell’incontro sorprendente tra limite e prospettiva, civiltà e pregiudizio, presenza e invisibilità, costruendo, capitolo dopo capitolo, la mia visione del mondo, dove la normalità sembra non appartenere a nessuno, per fortuna.
Da questo volume hanno preso vita numerosi progetti creativi come l’omonimo cortometraggio (Primo classificato nella categoria Corti della realtà” nell’ambito del Premio L’Anello debole 2016, al Festival di Capodarco), il progetto contro ogni forma di discriminazione e bullismo: “Disabilità e narrazione di sé; come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità” e lo spettacolo teatrale: “La Cantastorie Zoe”.
A seguito del conseguimento della laurea triennale in Scienze dell’Educazione e della Formazione ho 
acquisito competenze in ambito pedagogico e sociologico, che ho messo in pratica nel progetto: “Disabilità e narrazione di sé” portato in diversi istituti scolastici con studenti dai dieci anni in su. I contenuti degli incontri nelle scuole sono ispirati al romanzo “Nata viva”.
In ambito accademico, sono spesso relatrice nell’ambito di lezioni e convegni che trattano la disabilità e tematiche a essa correlate. In queste sedi approfondisco gli aspetti psicologici, sociologici e pedagogici legati all’handicap; affronto argomenti quali i rapporti tra la persona con disabilità e la famiglia, la scuola, gli ausili informatici, l’amore, l’affettività, la sessualità e la narrazione del sé come strumento di empowerment e di terapia, la vita indipendente, disabilità e mass media.
Dopo aver narrato, con parole e video, la mia storia di vita nell’autobiografia e nell’omonimo cortometraggio “Nata Viva” e dopo aver raccolto nel saggio polifonico “RaccontAbili. Domande e risposte sulle disabilità“ le esperienze di trenta persone, mi redo sempre più conto di essere appassionata nell’ascoltare e in alcuni casi narrare la vita degli altri, rispettando la privacy di ognuno.
Molte storie le racconto in interviste e seminari, nel portale Piccologenio.it e nelle opere edite sopracitate. La raccolta e divulgazione dei racconti di vita altrui non è solo una delle colonne portanti del mio lavoro, ma è anche una grande responsabilità… e una passione. Per questo, nel tempo libero, amo ascoltare storie di vita, mi piace sentirle dal vivo o tramite radio, interviste e YouTube. Anche il genere comico e leggero non è affatto male, anche se come narratrice di fatti dal “mondo della disabilità” non mi è ancora capitato di adottare questo registro.
Credo che tutto ciò sia una particolarità importante, da coltivare per cercare di essere una persona migliore, utile non solo a me stessa ma anche agli altri, sul piano professionale e personale.
Perché l’unicità o lo stupore è l’essenza di ogni persona.
Da anni mi dedico anche alle tematiche riguardanti l’amore, la sessualità, l’educazione sentimentale e la figura dell’assistente sessuale; tutti gli articoli sono raccolti nella categoria: “Amore e sessualità: sfatiamo i tabù” di questo portale.
Ritengo importante distinguere l’amore dalla sessualità. Quest’ultima è parte integrante della personalità di ogni essere umano. Negli ultimi anni anche in Italia si parla sempre più spesso della sessualità delle persone con disabilità, nonostante già nel 1993 l’Assemblea Generale dell’ONU abbia approvato un documento nel quale viene riconosciuto il diritto a tutti i portatori di handicap di esperire la propria sessualità. Tale concetto è stato ribadito ancora più chiaramente nella Dichiarazione dei Diritti sessuali della WHO nel 2006 in cui si afferma che è diritto di tutti gli esseri umani, liberi da coercizione, discriminazione e violenza.
Per cercare di dare il mio contributo nel processo di apertura della disabilità alla sessualità ho ideato, nel 2012, il gruppo Facebook “Amore, disabilità e tabù: parliamone!“, di cui sono moderatrice e che, ad oggi, conta oltre 1.900 membri. Il gruppo si propone come un luogo di incontro virtuale, per fare conoscenza, scambiare informazioni sui temi che riguardano l’amore, la sessualità, talvolta accolta e altre volte negata, per le persone con disabilità motoria, sensoriale e cognitiva.
Il mio impegno nel cercare di abbattere i tabù e gli stereotipi legati alla sessualità è iniziato più di dieci anni fa con l’interesse ad approfondire la visione olistica della persona. L’approccio olistico (dal greco ὅλος hòlos: totale, globale), tiene presente la totalità di ogni individuo corpo, mente e spirito. In questa visione si inserisce anche la sessualità. Questo interesse mi ha portata ad organizzare due convegni: “Il tocco dell’Anima attraverso il Tantra” e “Gli handicap invisibili e l’approccio Olistico della Persona. Il diritto di scoprire la Sacralità della Sessualità”, nonché ad affrontare tali argomenti con interventi in vari master universitari. In queste sedi ed in vari articoli analizzo, tra l’altro, gli aspetti della sessualità tantrica come esperienza positiva e come valida alternativa (in alcuni casi e per disabilità non complesse) alla figura dell’assistente sessuale che in Italia stenta ad essere riconosciuta e regolamentata. Queste tematiche sono presenti anche nel saggio RaccontAbili, nonché, annualmente dal 2017, nelle lezioni per i Master dell’Università Lumsa e nell’ambito del corso di Pedagogia speciale presso la Pontificia Università Salesiana per la facoltà di Scienze dell’educazione. In quest’ultima esperienza, le studentesse mi hanno intervistato su tematiche quali: amore, affettività, vita famigliare ed autonomia.
Per quanto riguarda la scrittura giornalistica, collaboro con “Superando”, testata online promossa dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e “Ubiminor”, il portale dell’adolescenza inquieta. In passato ho lavorato per “Piuculture” – Il giornale dell’intercultura – seguivo convegni e conferenze sui migranti e le tematiche a loro correlate, per poi redigere articoli; mi occupavo inoltre di curare i contenuti social su Facebook e X. Ho anche avuto l’occasione di scrivere per la rivista Near, promossa dall’UNAR (Ufficio Nazionale Anti-discriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri), la rivista cartacea “Vis Vitae”, promossa dall’Associazione Risveglio Onlus, “La vita dell’infanzia”, rivista cartacea dell’Opera Montessori e “Angeli Press”, agenzia di comunicazione impegnata nel sociale.
Ai tempi del liceo, mi sono avvicinata alla recitazione grazie alla lungimiranza dell’attore e regista Stefano Viali, con il quale ho seguito un corso per ben nove anni. I suoi laboratori, che non erano di teatro integrato, erano rivolti agli studenti del liceo e universitari. Anni dopo, l’attitudine alla recitazione mi ha portato, grazie alla collaborazione con Matteo Frasca e la regista e attrice Tiziana Scrocca, ad estrapolare dal mio romanzo la sceneggiatura dello spettacolo teatrale “La cantastorie Zoe“. Dal 2019 al 2024, ho preso parte al laboratorio teatrale indipendente – Compagnia Nuovo Teatro C.N.T, direzione artistica dell’attrice-regista Patrizia Schiavo.
Quotidianamente mi impegno ad aiutare le tante persone che mi contattano attraverso i social network, a far capire l’importanza di una vita indipendente e cerco di stimolarle e potenziare le loro capacità. Ogni persona ha diritto ad una vita più piena, autonoma ed il più soddisfacente possibile.
Ultimamente, con il profilo Istagram Zoe Rondini Scrittrice, affronto tante tematiche che riguardano noi persone disabili in modo rapido ed accattivante: seguitemi!
Tutte le mie attività hanno in comune la voglia di essere utile agli altri e il desiderio di partecipare ad un cambiamento culturale che tenga conto delle diversità, delle peculiarità e dei diritti di ogni individuo. Il messaggio delle mie narrazioni, è che anche con un handicap si può condurre una vita normale, piena di sfide e di soddisfazioni. Vorrei continuare a diffondere questo pensiero con la scrittura, la recitazione, il giornalismo, i media, gli interventi nelle scuole, nei corsi universitari, nei convegni e seminari.
Mi ritengo una persona fortunata e determinata poiché, se ripercorro le tappe che mi hanno condotto all‘autonomia, posso riconoscere tanti traguardi fondamentali: a diciotto anni ho conseguito la patente di guida; a ventun’anni ho raggiunto l’autonomia, andando a vivere da sola, in una casa su misura per me e che mi rispecchia molto. Sono laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione e specializzata in Lettere presso l’università Sapienza. Dai ventidue anni in poi ho vissuto diverse storie d’amore.

Zoe Rondini è uno pseudonimo che, per motivi di privacy, ho usato per le mie opere edite ed il mini-film. Potete contattarmi scrivendo al seguente indirizzo: zoe.rondini@gmail.com, o tramite la pagina Facebook Zoe Rondini ed il profilo Istagram .
Rassegna stampa dell’opera letteraria “RaccontAbili. Domande e risposte sulle disabilità”:
Link alla rassegna stampa dell’opera letteraria e mini-film Nata viva
Di seguito i file audio e le foto dell’intervista al programma radiofonico “Chi c’è in classe” andato in onda su “Radio Freccia Azzurra“; la web-radio gestita dai bambini di una quinta elementare della scuola Perlasca di Roma. E’ un progetto educativo promosso dall’Associazione Matura Infanzia e dal Circolo Gianni Rodari.
Link all’ intervista
Leggi anche:
Zoe torna tra i banchi di scuola: il progetto “Disabilità e narrazione di sé”
Lezione per il master di psicologia della Lumsa 15.07.2018
Nata Viva“ tra i corti finalisti di Capodarco, L’anello debole 2016
Potete trovare il volume sul sito della Socetà Editrice Dande Alghieri, Amazon, Ibs.
Il portale Piccologenio nasce dalla mia vocazione per la scrittura e la comunicazione.
Nei primi anni dopo il suo esordio in rete l’8 marzo 2006, è stato un piccolo blog, con poche categorie che trattavano alcune tematiche inerenti la disabilità, i film e i miei racconti. Con il tempo sono cresciuta, è maturato il mio spirito d’osservazione; la narrazione del sè mi ha sempre aiutata a capire meglio me stessa e la realtà che mi circonda. Ho sviluppato esperienza ed interesse per la pedagogia; tutte le tematiche inerenti al mondo delle disabilità, in particolar modo come questa percepisce e viene percepita in contesti quali: la famiglia, la scuola, il cinema, il teatro, la rete… Così da pochi scritti sono passata a creare un portale su disabilità e tematiche culturali che più mi appassionano e sento urgenti.
Pubblicare il romanzo “Nata viva” e realizzare l’omonimo cortometraggio con la regia di Lucia Pappalardo e l’Associazione Nazionale Filmaker e Videomaker Italiani mi ha portato a creare una apposita categoria: questa vuole essere un modo per imprimere, catalogare ed esporre i riconoscimenti ed i progetti tutt’ora in corso che hanno preso vita dal romanzo di formazione e dal mini-film.
Un progetto importante è: “Disabilità e narrazione di sé; come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità”; è stato ripetuto dal 2012 ad oggi ed ha come intento la prevenzione al bullismo e rispetto delle differenze. Le classi dove si è svolto comprendono bambini e ragazzi dai 10 ai 18 anni.
Essere Zoe Rondini, autrice, pedagogista e blogger mi ha fatto trovare il mio posto nel mondo e nel mondo del lavoro. È grazie alla mia diversità ed al racconto di essa che ho molte soddisfazioni umanamente e professionalmente. Ho anche la possibilità di esprimere le mie idee tramite le lezioni universitari, convegni e simposi.
Nei primi anni da blogger ho avuto diverse collaborazioni creando varie sezioni che affidavo ad altri, queste sono: fondazione26; Teatro dell’oppresso; English Theatre of Rome; A.n.g.e.t; la psicologa risponde e hadicap e sessualità. Tale scelta è poi stata abbandonata: non si tratta di un giornale e non ho più paura di non essere in grado di arricchire questo spazio virtuale con contenuti nuovi e multimediali.
Un passaggio molto importante per la mia scrittura sul web e formazione è stata l’esperienza presso il giornale online Piuculture, questa mi ha dato l’opportunità di apprendere e mettere in pratica la scrittura giornalistica più sintetica, essenziale ed immediata. La testata mi ha anche dato l’opportunità di cimentarmi con la scrittura dei socialnework, queste nuove competenze mi hanno dato un riscontro positivo ai post che riguardano i contenuti di Piccologenio e Nata viva. Grazie a Facebook e Twitter, mi contattano molte persone con disabilità e le loro famiglie per complimentarsi e chiedermi consigli sulle terapie, i problemi scolastici, vita indipendente, amore e sessualità.
Le categorie che aggiorno di più sono: Nata viva; Articoli della redattrice e Amore e sessualità, sfatiamo i tabù; in quest’ultima cerco di affrontare tali tematiche sfatando miti e pregiudizi. L’intento è da una parte offrire risposte concrete a chi ha un handicap e desidera fare certe esperienze e dall’altra affrontare le tematiche dell’amore, della sessualità e dell’educazione sentimentale di tutti perché ritengo che tali tematiche ci rendano tutti uguali e tutti diversi: non è saggio negarli o reprimerli portando il disabile a farsi un’idea sbagliata o a esasperata.
Per il futuro spero di rendere il portale sempre più utile alle persone con varie disabilità, alle loro famiglie, a chi è vittima di bullismo e a chi, per diversi motivi si rapporta con questi temi: spero di contribuire ad una cultura dell’inclusione e del rispetto delle differenze. Penso che l’inclusione significhi accettare le differenze di ognuno e condividere delle esperienze importanti. Contesti come la scuola, in mondo del lavoro, lo sport, il teatro… possono essere fondamentali per costruire un tessuto sociale positivo ed è a questi che mi rivolgo e con i quali vorrei collaborare con la scrittura, i mie studi pedagogici e la recitazione.
Guarda il mini-film:
Leggi anche:
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