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Docenza al Master di I Livello in Neuroriabilitazione e Neuroscienze dell’età evolutiva, per l’ Università Lumsa


Anche quest’anno le lezioni ai Master Dell’Università Lumsa sono andati bene. Mi sono soffermata sull’importanza del gioco integrato con la riabilitazione. Ho anche narrato i progetti, personali e lavorativi più importanti!

Di seguito i materiali della lezione. Se siete una scuola, università, associazione, libreria… potete  contattarmi!

LUMSA 1 10 2023

Letture_NATAVIVA e RaccontAbili

Scheda progetto_Disabilità e narrazione di sé

Scarica-il-cv-di-Zoe-Rondini

Libri:

Per comprare il saggio RaccontAbili clicca qui

Per comprare il romanzo autobiografico e di formazione Nata Viva clicca qui

Contatti:

E-mail: zoe.rondini@gmail.com

Oppure mi potete scrivere in privato sulla pagina Facebook ZoeRondiniAutrice o sul profilo Istagram

Il gruppo Facebook “Amore, disabilità e tabù: parliamone” è aperto a tutti!

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“Nata viva” di Zoe Rondini: romanzo e cortometraggio

La scrittura, l’amore, ed i progetti pedagogici per aiutare ragazzi ed adulti

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Lezione per il master in Neuropsicologia dell’età evolutiva della Lumsa 11.09.22

 

È sempre entusiasmante tenere le lezioni ai master dell’Università Lumsa di Roma. Le mie lezioni riguardano la narrazione del sé come strumento di empowerment e disabilità, affettività, amore e sessualità. La parte più bella è il feel back degli alunni, che riportano l’interesse e l’utilità nel ascoltare il punto di vista di una persona con disabilità.

 

Slide lezione 11.09.2022

Brani Nata Vivia e RaccontAbili

Nella lezione viene anche proiettato il minifilm “Nata Viva” della regista Lucia Pappalardo.

Potete comprare il romanzo Nata Viva sul sito  della Società editrice Dante Alighieri, l’ebook è disponibile qui . Il saggio RaccontAbili, cartaceo e e-book è disponibile nel catalogo Erickson Live

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La narrazione di sé per potenziare l’autoconsapevolezza

Zoe a Radio Freccia Azzurra

Lezione al master in neuropsicologia dell’età evolutiva presso l’Università Lumsa

 

 

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Lezione al master in neuropsicologia dell’età evolutiva presso l’Università Lumsa

Nell’anno accademico 2018/2019, ho affrontato le tematiche legate alla narrazione di sé come strumento di empowerment per le persone con disabilità.

Mi sono soffermata su quanto la scrittura è stata una fondamentale forma di terapia e emancipazione per me. Ho spiegato come la pedagogia può aiutare a capire meglio le esigenze di un bambino e adolescente con disabilità. Oggi  si considera  un approccio terapeutico che tenga conto dell‘impatto emotivo sul bambino e sulla famiglia.

Ho raccontato i progetti che porto avanti nelle scuole, mi sono soffermata anche sull’amore e la sessualità che aiutano un disabile a sentirsi adulto ed essere considerato come tale. In quest’ambito molto è stato fatto ma molto resta ancora da fare.

Slide 14 luglio 2019

https://www.facebook.com/zoe.rondini/videos/2338497149574296/

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Gli operatori OEAS per la libertà dell’individuo

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Lezione per il master della Lumsa 15.07.2018

Scaletta degli argomenti da trattare:

INTRODUZIONE

Presentazione – parli dei tuoi studi e del tuo percorso formativo e lavorativo. In particolare ti soffermi sul progetto “Disabilità e narrazione di sé”.

Zoe oggi, l’esperienza nelle scuole e nelle università grazie a Nata viva e l’esperienza del giornalismo a Piuculture, da prima il diario e Piccologenio.

La scrittura dal mio punto di vista è terapia, è una compagnia, questo mi è sembrato importante comunicarlo alle scuole incontrate.

L’esperienza nelle scuole: è stato e continua ad essere per me importante incontrare gli studenti dalla quinta elementare alle università, per raccontare una testimonianza e condividere traguardi, problemi, metodologie, narrazioni e passioni.”

Quello che ho notato interfacciandomi con studenti di diverse fasce di età è che i ragazzini in età pre-adolescenziale sono quelli più curiosi e stimolati, sono più ricettivi dei bambini delle elementari, ma più spontanei e privi di sovrastrutture rispetto ai ragazzi più grandi. Questo li porta a fare più domande, vi racconto alcuni esempi:

Esempi:

La Ragazzina delle medie che alla mia domanda “quali sono i vostri sogni e progetti per il futuro” mi rispose “voglio morire per rivedere mio zio morto da poco!”

Sempre alle medie, una ragazzina un po’ imbarazzata mi ha chiesto se mi fossi mai innamorata. Con semplicità le ho risposto di sì e che ho vissuto alcune storie d’amore.

Al termine di un primo giro di letture, un ragazzino delle medie alza la mano con l’espressione di uno a cui non torna qualcosa e mi chiede “nel tuo libro, nel capitolo sulla nascita, parli sempre di tua madre e di tua nonna, ma tuo papà dov’era?” Non vi dico come gli ho risposto… aspettiamo di leggere qualche estratto da “Nata viva” e vediamo che idea vi fate!

ENTRIAMO NEL VIVO DI NATA VIVA

LA NASCITA –LETTURA DA PAG.19 A 23

LA SCUOLA-INTRODUZIONE – la scuola è stata per me una corsa ad ostacoli fin dall’inizio. Nella mia esperienza la scuola si è dimostrata un’istituzione incapace di interagire e rapportarsi con la diversità. Sono sempre stata l’UNICA ALUNNA DISABILE. Le piccole esigenze pratiche che presentavo – come la necessità di utilizzare la macchina da scrivere o la ricerca di un braccio per camminare – sono sempre state esasperate e ingigantite dal personale scolastico che ragionava solo in base alla responsabilità, senza riflettere sulle conseguenze che questo poteva avere sulla mia integrazione scolastica.

A cercare di intermediare tra la scuola e la famiglia e rendermi la vita scolastica un po’ più lieve c’era Luigi, il vostro prof!

LETTURA – “SE ALLE MEDIE SCAPPA LA PIPI’… SONO GUAI”

Domande – Oggi come si interviene a scuola di fronte alle esigenze di un alunno con disabilità? La situazione è veramente cambiata o ci sono solo più figure professionali? Il rapporto tra pari come viene facilitato o ostacolato?

LA FISIOTERAPIA –INTRODUZIONE – la fisioterapia per me ha rappresentato una terapia insopportabile voluta dagli adulti (…)

Per fortuna non erano tutti uguali: Luigi mi ha aiutato tanto a scuola, mi ha insegnato ad usare il pc senza traumatizzarmi, anzi… il suo lavoro è stato la dimostrazione che un approccio terapeutico che tenga conto della psiche del bambino era già possibile negli anni ‘80 ’90.

Domande:

Ed oggi come si interviene? A cosa si da valore?

LETTURA – “AGGRAPPATI AI PANTALONI”

LA FAMIGLIA –INTRODUZIONE – La nascita di una persona con disabilità altera gli equilibri di una famiglia. Pone diverse sfide e offre possibilità a chi le sa cogliere.

Le reazioni all’interno dello stesso nucleo possono essere molteplici e io posso dire di averle sperimentate un po’ tutte. C’è chi scappa, chi si sente trascurato dalle attenzioni che, inevitabilmente, una persona con disabilità richiede, chi raccoglie la sfida e per questo viene travolto da impensabili soddisfazioni, gioie, battaglie e delusioni.

La mia famiglia, pur con tutte le difficoltà del caso, si è stretta intorno a me annullando la mia diversità e sostenendo sempre la mia autonomia. Uscendo fuori e rapportandomi con il mondo reale ho trovato ostacoli e barriere, gli “altri” mi hanno sbattuto in faccia la mia diversità (…)

Questo ha comportato, nell’età adulta, notevoli difficoltà nel creare relazioni al di fuori della famiglia che fossero slegate dalla logica dell’aiuto.

Gli esempi (e le letture da scegliere) sono tanti: con i nonni, con Fiore, mamma, papà, Ricky, ve ne

propongo alcuni:

Letture:

“Dov’è meglio dormire?”  – che descrive il rapporto con mia nonna

“Auguri e figlie femmine” – la nascita di mia sorella

“Nuotare in piscina, nuotare tra l’invidia” – l’invidia in famiglia

“Il Motorino” – l’autonomia e l’adolescenza

 Domanda: A qualcuno è capitato di entrare in contatto con famiglie di bambini con disabilità? Quali dinamiche avete riscontrato? Quali le richieste di aiuto e sostegno più frequenti sia da parte dei bambini che da parte dei famigliari?

 

FINE PARTE DEDICATA AL LIBRO NATA VIVA.  ZOE ADULTA:

DISABILITA’ E SESSUALITA’ -Il rapporto con l’altro sesso. Una grande conquista voluta e desiderata; il mio “io” ha preso il sopravvento, ho fatto quello che ho fatto da sola. L’amore e  la sessualità per una persona disabile sono una conquista oltre che passioni, emozioni, condivisione! Si parla tanto di queste tematiche, ma persistono molti tabù, non tutte le famiglie sono pronte e aperte. Non tutti i normodotati accettano una partner disabile. E’ ancora molto la diffusa la concezione del disabile “eterno bambino”. Cosa fare? Come farsi accettare?

 

L’ASSSISTENTE SESSUALE – Figura diffusa in Europa e meno in Italia… si tratta di una figura professionale – le cui competenze di inseriscono tra la psicologia e la fisioterapia – che aiuta la persona disabile ad entrare in contatto la propria sessualità e a esprimerla. Questa figura interviene anche a sostegno della famiglia.

 

Domande: Cosa pensate della figura dell’assistente sessuale? Secondo voi cos’è che ne ritarda il riconoscimento in Italia?

Raccontare la mia esperienza e fare un collegamento al corto (…)

L’AUTONOMIA – raccontare della patente, della burocrazia, dell’inadeguatezza delle strutture frequentate da persone più fragili come anziani e disabili (ore di fila, caldo, assenza di gentilezza e di empatia)…

Raccontare la mia esperienza e fare un collegamento al corto (…)

PROIEZIONE CORTOMETRAGGIO PER RIPRENDERE GLI ULTIMI DUE TEMI: SESSUALITA’ E AUTONOMIA: LA ZOE ADULTA.

E PREMIAZIONE (MINUTO 10:23)

https://www.facebook.com/114531431924384/videos/1183846021659581/UzpfSTEwMDAwMjQyMTAxNjMwNzozMDYwNjExMjk0OTk0MTQ6MTA6MDoxNTMwNDI4Mzk5OjkwMDEyNTU4MTg5NDAyNTIxNjM/

 

SPUNTI DI RIFLESSIONE

 

ACCETTAZIONE, NON ACCETTAZIONE E SENSI DI COLPA, tre aspetti che colpiscono il disabile, la famiglia e la società, a vari livelli. Per mia esperienza posso dire che le soddisfazioni lavorative, l’amore e la sessualità, il libro e il corto aiutano, ma le “insidie” di sentirsi inadeguata, non accettata e con sensi di colpa, sono sempre in agguato.

-Il senso di colpa principale deriva dal “non essere normale” ovvero come gli altri vorrebbero che fossi, in primis la famiglia.

 

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Sessualità, adolescenza e disabilità. Un convegno oltre ogni pregiudizio

Nata viva torna tra i banchi: il racconto del progetto “Disabilità e narrazione di sé”

l’occasione favorevole di lavorare con orgoglio

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Firenze mon amour, ma con qualche imprevisto

L’ultimo viaggio da me intrapreso a Firenze, ha avuto diversi “contrattempi” dettati, principalmente dalle barriere architettoniche… Ci sono state molte incomprensioni  con l’albergo. Comunque, all’ultimo secondo…  siamo riuscite a cambiarlo (perchè probabilmente non erano a norma e mi hanno “concesso” la cancellazione gratuita).
Anche il motivo del viaggio ha subito variazioni all’ultimo momento. La presentazione (non gratuita) dell’autore e giornalista Saverio Tommasi  che si doveva tenere alla Fondazione Zia Caterina, è stata annullata.
Ma c’è sempre qualcosa di bello: sono partita ugualmente. Ieri ho scritto, via mail a Saverio, mi sono presentata come Zoe Rondini, autrice e blogger con disabilità motoria di Roma, gli ho segnalato l’articolo, che ha letto subito e con interesse! Aspetta i miei libri… ed è dispiaciuto per il mancato incontro e le barriere architettoniche.
A volte i problemi organizzativi sono superiori alla bellezza dell’evento che si vuole organizzare. Capita!!!
L’ho imparato anch’io  ed il mio “staff ” che, dal 2011, mi ha sempre aiutata ad organizzare presentazioni dei libri: Nata Viva e RaccontAbili, lezioni per la Lumsa e tanti convegni sparsi per la bellissima penisola italiana!
Grazie infinite a tutti Voi e buona lettura!:)  

Quest’anno sto viaggiando come non mai!

Gli ultimi anni non sono stati proprio facilissimi e brillanti per alcune questioni personali e di salute… Per fortuna tra progetti legati a questo blog, alla scrittura in generale e ad alcune mie passioni, mi sto rifacendo alla grande e ringrazio le tante persone che, con competenza e molto affetto mi aiutano e soprattutto hanno compreso l’importanza dei miei progetti!

Certe cose accadono… non sapremo mai il perché! Ciò detto si verifica anche con gli eventi e le possibilità positive! Sta a noi saperle coglierle e saper ottenere il massimo rendimento.

Dopo il successo a Sanremo di Simone Cristicchi, con la canzone “Abbi Cura Di Me”, mi sono appassionata a questo cantante. Grazie a lui e all’algoritmo di YouTube è stata una continua e bellissima scoperta! Ho conosciuto la bravissima cantante Erika Mineo, in arte Amara, che è la compagna di Cristicchi. Don Francesco Fiorillo del Monastero San Magno, dove i due cantanti si sono esibiti più volte, il giornalista fiorentino Massimo Orlandi che seguo e stimo molto per le interessantissime interviste (e non solo) presso la comunità di Romena, dove andrò per la prima volta ai primi di luglio, in occasione di un bellissimo concerto all’alba, di Erika e Simone.

Ci eravamo lasciati, sempre in questa categoria “Articoli Della Redattrice”, con il viaggio a Firenze che ho fatto per conoscere Massimo Orlandi e Zia Caterina. Ebbene dal 21 al 24 maggio 2026 sono tornata in questa magnifica città! Molte vacanze della mia infanzia e adolescenza le ho passate tra mare, colline, città e borghi nella stupenda Toscana. Ho tanti bei ricordi di famiglia legati a questa regione. Anche Firenze, è una città che volevo scoprire meglio e mi è rimasta nel cuore per tanti viaggi fatti dalla mattina alla sera, per motivi medici, tra gli anni delle medie e del liceo con mia madre.  Quest’anno è stata la prima volta che ho visto questa città ricchissima di storia, arte, cultura e ottimo cibo per più giorni, come merita.

L’idea di tornare mi è venuta vedendo un post su Facebook e Instagram (unici socialnetwork che uso, con lo pseudonimo di Zoe Rondini). Nel post, era pubblicizzata una conferenza del giornalista e scrittore fiorentino Saverio Tommasi alla Fondazione Zia Caterina.

Purtroppo, la logica dei socialnetwork spesso è scomoda e stressante per alcuni fruitori. Mi riferisco agli spostamenti da una città ad un’altra (più o meno vicina e collegata…) che vanno organizzati nell’arco di pochi giorni. Gli eventi sono pubblicizzati con poco anticipo…! Amo quei personaggi famosi che si fanno le grafiche con tutte le date di un tour…

C’è un personaggio famoso che vorrei seguire di più dal vivo.  Ahimè, non riesco, perché pubblicizza i suoi concerti solo nelle storie che durano poche ore.

Problemi organizzativi

Presso le stazioni ferroviarie (come negli aeroporti) c’è un’ottima assistenza per i viaggiatori con disabilità e tutto un viaggio si può organizzare su internet in autonomia, ma devo dire che spesso mi faccio aiutare e ciò implica che  per organizzare il tutto ci vuole un notevole impegno di tempo per chi mi assiste e mi aiuta e ciò ha purtroppo generato un notevole stress, per fortuna è stato un caso isolato.

A volte viaggiando molto, accadono dei contrattempi che vanno gestiti in rapidità, fanno innalzare lo stress ed anche il mio senso di impotenza. Per fortuna, dopo i tanti spostamenti, da settembre ad oggi è la prima volta che ci succede. Avevo prenotato un albergo (NON proprio economico e NON rimborsabile) su Booking.

Nelle foto si vedevano le caratteristiche della camera e, nella scheda, era in una posizione poco distante dal centro. Anche volendo, non c’erano foto dell’intera struttura, a parte le camere ed i bagni. Il punteggio era più di otto, a solo 1,3 km dal centro. Il letto era grande con l’aggiunta di un altro letto. Le camere a tre (due genitori e un figlio) non sono così facili da trovare.

Solo dopo aver effettuato il pagamento, mi sono informata direttamente tramite telefono, per scrupolo… abbiamo parlato con una donna, dipendente della struttura che ci ha specificato che c’erano due rampe di scale per accedere alle camere. Le abbiamo subito detto che su Booking  questo dettaglio non era specificato e, data la mia situazione… ciò comportava un problema! A quel punto, la nostra richiesta è stata se potevano rimborsarmi e cancellare la prenotazione… Visto il paragrafo seguente, la struttura non era a norma.    Ho anche chiesto se gestivano altre strutture o se potevano consigliarmi un altro posto (a Venezia Maricica ha chiamato tante strutture alberghiere e dopo il terzo albergo che non aveva i requisiti che richiediamo abbiamo chiesto a chi rispondeva se potevano indicarmi un’altra sistemazione e ci hanno aiutate).

Il tempo era poco e, ora che la città non è bollente, gli alberghi sono strapieni, molto più di un mese fa quando andai la prima volta. Lo abbiamo riscontrato mentre cercavo di organizzare il viaggio e cercavo un hotel. Guarda caso non era possibile cancellare la prenotazione e non sapevano consigliarmi un’alternativa. Ho pensato al fatto che il tempo stringeva, che molti alberghi erano pieni e, soprattutto, mi dispiaceva perdere la cifra già spesa per tre notti. Ecco la mia soluzione non ottimale, ma alla  luce di tante considerazioni, sembrava la meno peggio.  Avrei fatto a fatica le scale, un gradino alla volta, caricando la gamba sinistra perché da circa quattro anni a questa parte soffro di artrosi (refertata più volte) all’anca destra, per questo uso di più la sedia a rotelle motorizzata.

La mia assistente Maricica, ha pensato di portare con noi il certificato di invalidità (mi è stato conferito il punteggio massimo! 100%, senza lode, va be’ tanto l’ho presa poi… alla triennale!) perché con quello ho l’esenzione sulla tassa di soggiorno. Mandando la foto di tale certificazione, magicamente, ci hanno consigliato non andare nel loro hotel… e hanno sbloccato, in   tempo reale, il tasto della cancellazione su Booking. Mi hanno rimborsato il pagamento.

Voglio vedere se andavo da loro e pubblicavo sui miei due social (o meglio spammavo un video…) dove facevo vedere che stavo mele o rischiavo di cadere, cosa avrebbero fatto la struttura?  Comunque, per completezza d’informazioni, non mi sono mai fatta male in un luogo pubblico, anche se fosse, non pianterei mai una grana per qualcosa che può succedere e non è né colpa mia né della struttura!

Un paio di giorni prima, non abbiamo pensato al certificato d’invalidità, anche perché se non richiesto non mi viene in mente di usarlo, perché la situazione è talmente palese, che a mio avviso una diagnosi dell’Inps scritta anni fa per giunta con una pessima grafia, non dovrebbe essere   così impattante sulla vita di una persona in ogni caso, soprattutto quando il problema si sente e si vede benissimo…!

Da domani non andrò al cinema, teatro, concerto, albergo, vacanza, o in giro per Roma ect senza la bella foto (e magari la fotocopia cartacea, perché non si sa mai…) del magico certificato.  Giro molto per Roma e per l’Italia, non mi era mai servito e soprattutto per turismo e accesso ai posti pubblici non aveva mai fatto la differenza! Senza certificato e con quello che si vede (sto parlando del sorriso e degli occhioni azzurri😉) un biglietto omaggio lo porto sempre a casa.

Comunque sui siti di prenotazione perché, se c’è “l’opzione disabilità”, tante volte va cercata per bene!? Un’ipovedente rientra tra la disabilità visiva, allora perché non fare l’opzione da spuntare un po’ più grande e più semplice da trovare!?

Tornando al nostro viaggio, dopo l’invio del magico certificato su whatsapp, con ogni probabilità si sono spaventati, la signorina ci ha fatte contattare da un uomo, probabilmente lo stesso direttore che il giorno prima, tramite la dipendente, non ci aveva dato alternative e non ci voleva far cancellare e rimborsare la prenotazione. Questo signore ha sboccato, in tempo reale il tasto per la cancellazione su Booking e ci ha subito ridato i soldi tramite bonifico.

Tornando all’organizzazione del viaggio con pochi giorni di “preavviso”, in genere, le cose da preparare, prenotare e organizzare sono veramente tante. Lo so bene e mi dispiace. Ma è così non per mia volontà, ma per i tempi stretti dei social.

Per organizzare i tanti viaggi, mi faccio aiutare perché, giusto per fare un esempio tra tanti… spesso, quando parlo con gli sconosciuti non mi capiscono. L’assistenza alla stazione va prenotata al telefono e le attese sono molto lunghe.  Si può anche mandare una mail, l’ho fatto e non mi hanno risposto, morale: ho dovuto chiamare. Alla fine ci devi parlare al telefono per partire senza dubbi.

Per organizzare interamente i viaggi, preferisco essere aiutata perché due teste sono meglio di una, ma se il tempo stringe e le cose da fare (tra il viaggio e il mandare avanti la casa) sono tante… ecco che giustamente subentra lo stress.

Comunque il viaggio Roma-Firenze dura un’ora e mezza. Dopo la cancellazione dovevamo trovare un’altra sistemazione, o alla peggio saremo tornate a casa il giorno stesso.

Il certificato l’ho mandato perché mi hanno richiesto di fare il check in online. L’avventura ha, per fortuna un lieto fine. Maricica, che non si perde mai d’animo e riesce a trovare sempre una soluzione, ha scritto su Booking, “Alberghi a Firenze adatti ai disabili” e la ricerca è andata a buon fine! Il sito più utilizzato e famoso per gli hotel ha tanti utili filtri: perché non aggiungere un altro per facilitare le ricerche per le persone con disabilità? (Chiedo troppo se propongo un filtro per le tre disabilità principali? Sarebbero: motoria, sensoriale e cognitiva!) Tanto esistiamo anche noi e facciamo parte del mondo e delle diverse società!

Per fortuna, Maricica ha trovato un hotel adatto a persone con bisogni speciali, proprio di fianco alla stazione. Ci ha accolte una ragazza molto gentile.

La camera e i letti erano più piccoli dell’altra, anche ma adatta noi.

Il bagno era con la vasca, Giulia, la ragazza gentile ed accogliente  della reception ce l’ha detto quasi mortificata, ma l’abbiamo subito rassicurata, per pochi giorni ci saremo tranquillamente arrangiate. L’albergo era grandissimo. I pochi gradini prima degli ascensori avevano una rampa per aiutare le persone a salire con i bagagli, i passeggini, le carrozzine per neonati e anche carrozzine o deambulatori per chi non è più neonato! Una rampa può far comodo a diverse persone, età e situazioni…

Normativa alberghi e strutture ricettive per abbattere le barriere. In breve.

In Italia, l’accessibilità delle strutture ricettive è regolata principalmente dal Decreto Ministeriale 236/1989, che impone l’abbattimento delle barriere architettoniche e stabilisce requisiti rigorosi per spazi, camere e bagni.

Normativa alberghi e strutture ricettive per abbattere le barriere:

La normativa di riferimento per l’abbattimento delle barriere architettoniche nelle strutture ricettive per permetterne la fruizione a persone con disabilità è composta da:

  • legge 13/1989 e il relativo Decreto Attuativo
  • l’art. 24 della legge 104/92 Eliminazione o superamento delle barriere architettoniche

Nel Decreto Attuativo – Decreto 236/1989 – non si fa esplicitamente riferimento alle singole tipologie di strutture ricettive come bed and breakfast, alberghi e agriturismi. All’art 3.4 comma c del Decreto si specifica, però, che “nelle unità immobiliari sedi di attività ricettive il requisito della visibilità si intende soddisfatto se tutte le parti e servizi comuni ed un numero di stanze e di zone all’aperto destinate al soggiorno temporaneo determinato in base alle disposizioni di cui all’art. 5, sono accessibili.

All’art. 4 vengono indicati i criteri di progettazione per l’accessibilità di porte, pavimenti, infissi esterni, arredi fissi, terminali degli impianti, servizi igienici.

Dunque per l’abbattimento delle barriere architettoniche qualsiasi struttura ricettiva deve rispettare il requisito della visitabilità e i criteri di progettazione per l’accessibilità.

A seconda della tipologia a cui appartengono – bed and breakfast, albergo o agriturismo – vi sono poi altre importanti indicazioni da seguire per garantire l’accessibilità. (Le strutture da me scelte, sono sempre dei b&b. Sono anche le più diffuse ed utilizzate)

Una differenza su tutte? Nei b&b è sufficiente che ci sia una sola camera accessibile a persone con disabilità, mentre negli alberghi devono essercene almeno due ogni 40 stanze o frazioni. Nel caso degli agriturismi, il numero minimo di camere accessibili a persone con disabilità, invece, viene stabilito dalle leggi delle singole regioni.

Chi possiede una struttura ricettiva e vuole investire per eliminare le barriere architettoniche può usufruire di alcuni vantaggi fiscali. Trovate tante nozioni utili, per chi offre la struttura e per che ne vuole usufruire al link di seguito Clicca qui.

Cominciamo i tour e soprattutto la vacanza!

Da li abbiamo fatto un bel respiro e ci siamo godute la vacanza! Dopo un po’ di meritato e necessario riposo abbiamo fatto una passeggiata in centro, abbiamo attraversato l’Arno e abbiamo visitato una parte del suggestivo quartiere Oltrarno, non è turistico e affollato e non c’ero mai stata. Avevamo prenotato un ristorante di cucina tipica toscana e fiorentina, ma non mi ha colpito…

I ristoranti di questa città sono tipici, alcuni molto buoni, a esempio Bucanegra e Da Giovanni, in quest’ultimo ci sono tornata, sempre ottimo! Ho fatto vedere il paragrafo del mio recente articolo alla proprietaria e mi ha regalato un pacchetto di tozzetti. L’ho ringraziata con entusiasmo, avrei mangiato li volentieri anche il giorno dopo, ma era tutto prenotato! A Firenze i ristoranti non sono grandi, se avete in programma un viaggio in questa bellissima città, a maggior ragione se siete bongustai come me,  cominciate subito a prenotare, stessa cosa per i musei, i tour guidati e mi raccomando il certificato di disabilità, se ce lo avete portatelo come gli altri documenti, ma è più grande del formato tessera.

Il secondo e terzo giorno, avevo organizzato delle visite guidate con Alessio, una guida che avevo conosciuto la scorsa volta e, da allora, abbiamo cominciato a seguirci su Instagram.

Con la guida o senza?

Le visite guidate da me richieste erano di due pomeriggi. Il 21 maggio ci sarebbe dovuta essere una conferenza a pagamento di Saverio Tommasi, alla Fondazione Zia Caterina. Questo era l’evento che mi ha spinta a questa repentina vacanza a poco meno del viaggio, di un mese fa, sempre per andare  da Zia Caterina. Purtroppo, per motivi organizzativi, l’evento è stato rimandato (Speriamo che lo rifacciano…) Mi ero già organizzata gran parte della vacanza, pagando l’albergo… e i treni, era un peccato rinunciare a tanti dei bei giorni, ludici, godendosi tante cose e staccando tre giorni dalla routine. Alla fine, subito dopo l’annullamento della conferenza,  per paura di sprecare tempo, o non vedere le cose importanti di questa bellissima città… ho prenotato due pomeriggi  con Alessio. Un giro prevedeva la visita di due chiese importanti: Santa Croce e Santa Maria Novella e l’altro diversi punti in centro e il quartiere di Oltrarno. Vedere opere d’arte, musei, città… senza dover cercare la spiegazione su internet, senza dover prestare la propria attenzione ad un’asettica audio guida con spiegazioni lunghe che mettono sonnolenza… è tutta un’altra cosa! Ovviamente tutto questo ha un costo, ma per uno, massimo due giorni… trovo che in certi luoghi,  ne valga la pena! Bisogna anche calcolare che siamo solo in due e che sia a me che Maricica piacciono queste cose e poi le guide con le quali ho fatto delle passeggiate, anche dentro Roma, a Venezia e Firenze sono state gentilissime, perché quando prenoto, anche con pochi giorni di preavviso… faccio presente la ridotta mobilità e la sedia motorizzata (non mi hanno mai chiesto il certificato). Un po’ cammino e se non c’è un’alternativa faccio anche gradino e loro si studiano il percorso più adatto. Per questo li ho sempre ringraziati e ho loro fatto tanti complimenti, tutti meritati.

 A Venezia, il giro in motoscafo era facile una volta a bordo! Comunque la persona esperta e gentile ci ha segnalato il punto di imbarco più vicino alla zona del nostro hotel e senza troppe scale!

L’idea di fare alcune visite guidate in città d’arte, mi è venuta dopo diversi viaggi di quest’anno  e, per fortuna, prima del bellissimo viaggio a Venezia. In queste città (Venezia e Firenze) ne è valsa la pena, soprattutto perché Venezia non è semplice da visitare e in poche ore in motoscafo abbiamo  visitato tanti quartieri diversi e stupendi!!! Mesi fa, per Simone Cristicchi, siamo state  a  Perugia che è più piccola, vicina a Roma e ce la siamo girate benissimo da sole, in parte a piedi ed in parte con la nostra auto.

I city tour

Tornando alle passeggiate guidate a Firenze, il venerdì pomeriggio, con Alessio Alioto, abbiamo visto il Pantheon di Firenze, la Basilica francescana di Santa Croce e poi siamo andati alla Basilica dominicana di Santa Maria Novella.

Il sabato, invece, abbiamo fatto una bellissima e lunga passeggiata. Partendo da piazza della Signoria, abbiamo visto l’esterno di Palazzo Vecchio, Pontevecchio, Palazzo Pitti, la Basilica Agostiniana di Santo Spirito, il Palazzo di Bianca Cappello in via Maggio e poi Santa Trinita. Si, forse le chiese potevamo vederle da sole, anche se sarebbe stata una visita molto più riduttiva, senza i magnifici chiostri. Avrei voluto fare la parte nuova di Oltrarno e i dintorni collinari della bellissima città! O magari (come doveva essere) assistere all’interessante conferenza, vicino Firenze, a  Bagno a Ripoli  e fare la passeggiata del centro e Oltrarno con Alessio, vabbè…!

Cosa mi affascina delle città d’arte

Quando giro le città d’arte, mi affascinano i palazzi, le leggende, il centro, le ville, le passeggiate e i dintorni piuttosto che i musei, anche se qualcuno rimane d’obbligo. L’altra volta a Firenze avevo fatto quel giro guidato con la golf car, verso piazzale Michelangelo che mi è piaciuto tantissimo. Organizzando questo secondo viaggio, ci sarei tornata volentieri, ma non c’erano posti disponibili. La prossima volta invio il certificato e vediamo cosa succede. Seriamente, l’ho cercato tanto su internet, ma era tutto pieno. Ho chiesto ad Alessio (che con un’agenzia fa soprattutto visite in città… quindi non so se e quanto gli compete) e giustamente mi ha risposto che con pochi giorni di preavviso non gli era possibile organizzare la cosa. Mannaggia alle dinamiche dei socialnetwork almeno se creassimo dei salva date una settimana prima dall’evento da pubblicizzare e poi lo ricordassimo due giorni prima, non sarebbe male. Comunque ripensando a tutti i viaggi di quest’anno, la mia assistente ed io (ma soprattutto lei) troppo brave siamo state!

Il certificato di invalidità motoria, del 100%, può avere una doppia valenza, da una parte sconti e porte aperte per eventi culturali… viaggi… alberghi, tasse ridotte alla Sapienza e quant’altro. Dall’altra parte, e mi è già capitato, mi possono dire in faccia: “ci dispiace non abbiamo più posti! O ancora, sei troppo disabile per… E così via, ma poco cambia!

Un ricordo di Genova nel 2007

Mi ricordo un viaggio nel 2007, a Genova. Anche lì mi hanno colpito i bei palazzi del centro, soprattutto il Palazzo di Francesco e Ridolfo Brignole, chiamato anche Palazzo Rosso, poi il porto, i carruggi e i dintorni mi sono piaciuti tantissimo, era inverno e mi  ricordo un bel giro a Portofino.

Ero già grande, ho visitato l’acquario ma ci ho impiegato al massimo tre o quattro ore, avevo capito che il porto, i carruggi, la città in generale e i suoi dintorni, mi attraevano più di qualsiasi altro luogo al chiuso! Sarò anche strana e ignorante, ma ognuno è fatto a modo suo e per fortuna, su preferenze, inclinazioni, passioni, pregi  e difetti la o le disabilità non sempre, o non in tutto influiscono! Le città italiane e spesso i loro dintorni, sono spesso tutte bellissime. L’unica che mi ha colpito meno delle altre è stata Torino, celebre per essere stata la prima capitale d’Italia (1861) e culla del Risorgimento, ma vicino alle bellezze storiche si vede che è stata una città di lavoratori con diversi quartieri-dormitori, poco vitali.

E poi, una delle mie passioni è il cibo!

Tornando a Firenze, sono stata come la volta scorsa, al mercato centrale. Lo consiglio caldamente. Ad un ingresso c’è una rampa per entrare ed è molto diverso, più grande e caratteristico di  quello di Roma!

Mi sono divertita a comprare prodotti artigianali come taralli e tozzetti da portare a casa. Abbiamo mangiato in un banco di specialità italiane e toscane. Ho preso la pappa al pomodoro, per me un bel ricordo d’infanzia, ho fatto a metà con Maricica detta Cica, di osso buco cotto con tanto sugo, sedano, carota e cipolla tagliati a dadini grossi: una poesia! La cucina è ricca di storia, tradizioni, sapienza tramandata, arte e tanto amore! Sarà anche per le ricette toscane, che conosco meglio di altre ricette regionali, che questa regione mi è rimasta nel  cuore.

Un’altra cosa bella che ho fatto e vi consiglio di fare, è stato salire sulla terrazza della Rinascente un po’ prima di cena. Con l’ascensore si arriva all’ultimo piano del  grande magazzino poi ci sono due brevi rampe di scale. Da qui si apre una bellissima vista a 360 gradi sui tetti del centro storico.

In particolare si ammira:

  • Cupola del Brunelleschi: Domina la visuale, offrendo uno scorcio ravvicinato e suggestivo che emerge tra gli edifici storici.
  • Piazza della Repubblica: Uno sguardo privilegiato sulla storica piazza sottostante, il cuore commerciale e sociale della città.
  • Palazzo Vecchio: Si staglia maestoso verso il cielo con la sua inconfondibile torre merlata.
  • Torri e cupole: Si possono ammirare i campanili e le architetture religiose circostanti che punteggiano l’orizzonte

Aspettative e progetti futuri

Settembre è il  mio mese preferito per diversi motivi. È il mese del mio compleanno, si fanno tanti progetti, la stagione è ancora bella, le giornate lunghe. Tra un progetto e l’altro, complice il mio compleanno, si possono pensare e fare tante cose e, perché no… un week end lungo tutto da organizzare, in un bel posto!

Tra mille idee e progetti per fine estate mi piacerebbe presentare i miei libri alla Fondazione Zia Caterina, non so se c’è ancora la possibilità. Spero di sbagliarmi, ma prima e dopo la seconda conferenza mi sono sembrati meno organizzati, distaccati e in confusione, ma questo caldo improvviso lo sto soffrendo molto anch’io;):). Comunque sia, sarei felice di tornare a Firenze, per quattro o cinque giorni. C’è tempo per informarmi, confrontarmi con mia sorella Daria che dall’adolescenza in poi, ha sempre avuto una marcia in più per organizzare viaggi, anche accessibili per me! Ovviamente il certo lo conosco molto bene.  Mi piacerebbe esplorare meglio i dintorni, poi non è detto che devo stare proprio a Firenze città. Potrei  stare vicino e vedere cose che non ho visto.

Con l’occasione, mi piacerebbe anche organizzare un caffè con varie persone con le quali mi farebbe piacere parlare, ma soprattutto ascoltarle raccontare un po’ di sé… Questa volta, alla fine, non è stato possibile.

A volte le persone che stanno con me si annoiano a vedere i posti, gli spettacoli teatrali… più di una volta!

Vedremo…! Intanto per l’estate ho tanti bei progetti…!

 

Se potete, linkate e spammate questo (e altri) articoli, vi ringrazio 😉

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L’importanza di essere comunicatrice, autrice e blogger…

L’IMPORTANZA DI ESSERE COMUNICATRICE, AUTRICE E BLOGGER. Sperando in una nuova vita per  Nata Viva; tenendo sempre a mente la gratitudine e l’importanza di fare squadra.

Carissimi lettori e lettrici,

è terminato il contratto con l’editore di Nata Viva e i diritti sono tornati a me. Per il futuro di questo romanzo autobiografico e di formazione,  vorrei avere un editore, ma a certe condizioni che spiegherò più avanti, oppure fare un’auto pubblicazione con Amazon. In questa intervista racconto le tantissime soddisfazioni che ho avuto dal 2011, anno della prima edizione di Nata Viva ad oggi. Narrerò anche qualche problema, nella speranza che non ricapiti in futuro a me o altri. Spero che, in questa  società  tante persone con disabilità (e senza)  trovino la loro strada, senza patire troppo… e disponendo di più aiuti possibili!

Non mancheranno riflessioni su problemi avuti, speranze e progetti nuovi o da riuscire a ripetere, a Roma e non solo.

Per quanto riguarda l’auto pubblicazione con Amazon, mi hanno accennato vari e interessanti vantaggi. Devo informarmi meglio e iniziare a intraprendere questa nuova strada. Un vero editore non lo scarto a priori, ma dopo due esperienze (la prima molto negativa) devono avere determinate caratteristiche che spiegherò più avanti.

Di seguito, sotto forma di intervista, racconto l’importanza per la mia vita interiore e professionale della scrittura e i progetti legati a essa.

Se pensate di potermi dare dei suggerimenti per Nata Viva o il progetto nelle scuole, in fondo a questo articolo trovate il link con i miei contatti. Nel frattempo vi informo che ho circa 100 copie di “Nata Viva” a casa che regalo con molto piacere per i motivi che trovate in questa pagina. Il  secondo libro RaccontAbili è edito dall’Erickson Live, lo trovate sul sito della casa editrice, su vari siti che vendono libri, lo potete ordinare in libreria o richiedere a me con dedica.

Infine, se potete, vi chiedo di pubblicare questo articolo o linkarlo sui vostri spazi online. 

Aspetto i vostri suggerimenti. Grazie a tutte e tutti!

Perché ho iniziato a scrivere la mia autobiografia a soli tredici anni?

Il romanzo Nata viva nasce come diario personale ed è stato terapeutico per affrontare il lutto improvviso della perdita del secondo marito di mia madre e padre della mia super sorella Daria (in arte Fiore). Maturando ho capito che volevo raccontare tutta la mia vita. La mia esistenza è fatta di momenti molto positivi: l’affetto della famiglia materna, i bei viaggi, i rapporti con alcuni personaggi della mia vita, a cominciare da Ricke, e tanto altro. Non mancano esperienze molto negative legate alla mancanza di sensibilità e l’incomunicabilità tra me (bambina e adolescente) e il mondo degli adulti: assistenti, medici, fisioterapisti, insegnanti, presidi e così via. Non ho mai voluto denunciare. Lo scopo del romanzo di formazione e la sua ampia divulgazione è il fare sì che alcune cose non capitino ad altri. Il percorso di laurea in scienze della formazione  mi ha aiutato molto nella stesura del libro, nel presentarlo in convegni, scuole e università.

Cosa ti rimane dell’esperienza con le case editrici e di vedere la tua storia di vita sotto forma di libro edito in distribuzione?

Le emozioni sono molteplici. Sicuramente la forma stampata e il fatto che sia sui vari circuiti distributivi, (il che gli dà un tono autorevole) è una sensazione stupenda, unica ed impagabile!  Dai tredici ai ventinove anni ho scritto un diario non giornaliero, ma fatto di ricordi, sensazioni ed esperienze. Per circa due anni, l’ho corretto, aggiornato, con un consulente letterario e insieme a lui, gli abbiamo dato una forma di romanzo autobiografico. A ventisette  anni abbiamo trasformato il “diario” in un vero e proprio romanzo di formazione e autobiografico. Fin dall’inizio volevo scrivere per gli altri, non solo un diario adolescenziale. Dopo poco, quando avevo ventinove anni, ho trovato  quella  che è stata apparentemente una grande opportunità, ma anche un grande problema: farlo accettare ad una casa editrice. Con l’aiuto dello stesso autore che mi ha aiutata molto a concluderlo e correggerlo, abbiamo preparato la sinossi e mandato e-mail a editori medio piccoli. A dir la verità ho mandato mail anche a grandi nomi dell’editoria italiana, ovviamente non mi hanno  risposto: me lo aspettavo, ho scritto anche a loro perché non avevo nulla da perdere. Dopo mesi di attesa e di paura  di non realizzare il sogno della mia vita, un noto editore a pagamento ha accettato il mio  scritto.  Appoggiata    dalla mia famiglia ho accettato il contratto. Dovevo comprare 185 copie. Quando sono arrivate  ho fatto una cena con la mia famiglia, composta da mamma, nonno e Daria, per festeggiare. Le prime copie sono andate via in tante presentazioni fatte in pochi mesi. Questa prima edizione risale al 2011. Presto ho capito che quella casa editrice era lenta e scarsa nella stampa e nella distribuzione. Negli anni a seguire faticavo molto  ad avere altre copie del mio scritto. Anche altri autori e lettori hanno avuto gli stessi problemi con la distribuzione di quella casa editrice, ma l’ho  scoperto man mano. Era come  se si basasse tutto su quelle prime 185 copie (i soldi sono stati un bellissimo regalo di  nonno per il mio trentesimo compleanno). Dopo due o tre anni ho preso una decisione azzardata ma giusta! Cercare un altro editore. La ricerca è durata circa un anno, durante il quale avevo annullato il primo contratto, quindi il libro non era più in distribuzione, in pratica non esisteva più.

In Italia è difficile pubblicare un libro, e se ti affidi all’editoria a pagamento, tante riviste, testate, siti e blog non ti pubblicizzano. Queste cose le ho imparate mano a mano, dopo la pubblicazione. Comunque dopo tanti tentativi e patimenti ho trovato, nel 2015 la Società Editrice Dante Alighieri. Un editore non a pagamento, famoso per il vocabolario di greco “Il Rocci”. Con loro mi sono sentita in famiglia, la stampa e la distribuzione sono state sempre ottime e veloci. A tutto lo staff editoriale va la mia stima, gratitudine e tanti complimenti. In questi quattordici anni ho comprato  in media 80/100 libri l’anno.

Come è stata la seconda vita di Nata Viva?

Bellissima. Più bella della prima. Dal 2015 al 2026 sono stati anni pieni di progetti e di soddisfazioni. Uno tra tutti è stato la realizzazione del cortometraggio Nata Viva, che è il seguito del romanzo perché parla della Zoe adulta.

“Nata Viva- cortometraggio-  È  la storia di Zoe Rondini una ragazza che per i primi cinque minuti della sua vita non ha respirato. Zoe ha scritto un libro che racconta la sua vita, allegra e faticosa. Lucia Pappalardo l’ha trasformato in un breve film grazie al supporto dell’Associazione Nazionale Filmaker e Videomaker Italiani. Il cortometraggio è il seguito del romanzo di formazione in quanto racconta gli ostacoli e le conquiste della Zoe adulta.

Nel 2016, il mini-film ha ottenuto il primo premio nell’ambito del concorso “Capodarco L’Altro Festival – L’Anello Debole” categoria “Corti della realtà”. È stato poi premiato fuori concorso al Festival Ciak sul Fermano.

Ci sono stati tanti progetti entusiasmanti come il progetto per gli studenti dai 10 anni in poi, dal titolo: “Disabilità e narrazione di sé; come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità”.

Ci vuoi parlare del progetto gratuito per le scuole?

Il progetto “Disabilità e narrazione di sé; come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità”,  trae ispirazione dal romanzo autobiografico e di formazione “Nata viva”, opera prima di Zoe Rondini. Il libro narra la storia di Zoe, bambina e ragazza con una disabilità motoria dalla nascita e, in particolare, ne racconta la crescita dagli anni dell’asilo sino all’università. Vengono affrontate le tematiche relative all’infanzia ed adolescenza, trattando soprattutto i problemi scolastici incontrati, la solitudine, l’amicizia, il rapporto tra pari, tra interazione e emarginazione, e le passioni di Zoe, prima fra tutte quella per la scrittura.

Dopo aver riscontrato entusiasmo nel pubblico adulto, l’opera letteraria viene portata nelle scuole e nasce il progetto: “Disabilità e narrazione di sé; come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità”, con l’intento di parlare ai bambini e ragazzi di prevenzione al bullismo e rispetto delle differenze.

Come sono strutturati gli incontri?

Gli incontri con le classi si articolano in tre momenti. In primo luogo Zoe, introdotta da un’insegnante, narra agli alunni episodi della sua vita: la nascita, la scuola, la famiglia, l’adolescenza, il tempo libero e il rapporto tra pari. Vengono poi letti alcuni brani estrapolati da “Nata viva”, che presenta un linguaggio semplice e avvincente, adatto a giovani e giovanissimi. Al fine di rendere la lezione inclusiva e partecipata, i brani vengono letti da alunni volontari. La selezione delle letture può variare di classe in classe, in base all’età della platea, ma l’unico capitolo che viene sempre proposto è quello relativo alla nascita di Zoe. In questo modo si fornisce sin dall’inizio una risposta alla domanda imbarazzante “che ti è successo” e si rompe il ghiaccio. Infine, gli incontri si concludono con un momento di confronto nel corso del quale i ragazzi, stimolati e incalzati da Zoe, narrano i loro vissuti in relazione alla scuola, il rapporto tra pari e con gli adulti, le loro paure e speranze e pongono all’autrice le domande che li incuriosiscono.

In alcuni casi, a discrezione dei docenti, vengono fornite, con qualche settimana di anticipo, alcune copie di “Nata viva” al fine di preparare i ragazzi. Le copie vengono offerte a prezzo quasi di costo.

Quali sono le finalità del progetto che vorresti riproporre in futuro?

La finalità perseguita dal progetto è quella di “educare alle differenze” e stimolare la narrazione di sé.  Per quanto riguarda le scuole primarie e secondarie tale scopo viene declinato in un’ottica di prevenzione e contrasto al bullismo, al cyberbullismo e nell’educazione ad uso consapevole dei socialnetwork .

Negli incontri che si svolgono in ambito universitario, avendo come interlocutori dei futuri “addetti ai lavori” (pedagogisti, terapisti, logopedisti, fisioterapisti e insegnanti di sostegno) la lezione si focalizza sul fornire loro il punto di vista della persona con disabilità.

Altro intento degli incontri è quello di stimolare la narrazione di sé quale strumento di presa di coscienza dei propri limiti e proprie potenzialità. Attraverso il confronto e la narrazione si cerca di dimostrare che determinate sensazioni ed esperienze ci accomunano, aldilà delle differenze nel nostro modo di apparire. Agli alunni  si cerca di trasmettere il messaggio che la “diversità” è negli occhi di chi guarda e che questa può rappresentare una risorsa, come affermato dal pedagogista russo Anton Semenovyč Makarenko.

L’ambizione del progetto è quella di seminare nei ragazzi la voglia di esplorare la diversità e appassionarsi a nuove narrazioni ed aumentare la consapevolezza del sé e del cyberspazio al fine di  essere più consapevoli, empatici e curiosi.

Alla Lumsa tengo circa due lezioni all’anno. Dal 2017 collaboro al Master in Neuropsicologia dell’età evolutiva.

In tutto questo cosa è successo durante il covid e con la pubblicazione del secondo libro?

La cosa più brutta è che con i lockdown e i problemi scolastici che si sono protratti anche  negli anni successivi, non mi hanno più invitata nelle scuole. Qui faccio un appello: se vi incuriosisce il progetto, se siete un genitore,  un’insegnante, un preside, un operatore scolastico…  se volete più informazioni sul progetto (da ripetere in presenza, tra Roma e dintorni, come ho già fatto. O da sperimentare da remoto come continuo a fare per l’Università LUMSA) non esitate a contattarmi! In fondo vi lascio un link con tutti i contatti.

Devo dire anche che, avendo pubblicato il mio secondo libro a novembre 2020, ciò ha fatto sì che tantissimi lettori hanno voluto leggere l’opera prima! Un po’ me lo aspettavo, ma non così tanto. Dopo un breve periodo di stallo Nata Viva ha ripreso il via più forte degli anni a dietro!

Qual è il ruolo dei social network per un esordiente?

Fondamentale per diversi motivi. Innanzitutto molte case editrici non hanno abbastanza denaro per investire in pubblicità, quindi l’autore (se vuole e se può…) è bene che si impegni a far conoscere la sua opera con ogni mezzo online e i propri social network. Detto ciò, da quando “ESISTE” Nata Viva e poi grazie a RaccontAbili, ho avuto delle recensioni su  Repubblica, L’Osservatore Romano, Odeon Tv, Radio Roma Capitale, il programma della Rai “O Anche No” e altri. Colgo l’occasione per ringraziarli ancora tutti!  Molta pubblicizzazione è stata fatta con articoli e interviste su siti internet che si occupano di autori esordienti e noti. Tanti siti fanno questo con un compenso in denaro.  Se hai una buona strategia  puoi pubblicare un’infinità di contenuti tra il proprio blog e i profili social. Ciò detto è stata un po’ la mia ancora di salvezza. RaccontAbili è uscito in piena pandemia e Nata Viva stava vivendo un periodo di stallo. È ricominciato tutto con il “materializzarsi” del secondo libro e l’autopromozione.

Per completezza di informazioni, va detto anche che, se il libro si  vende, la percentuale più alta va all’editore. Anche se lo compro io a prezzo di costo, lui giustamente ed in ogni caso non ci rimette.

A cosa punti, con la tua scrittura, oltre a tutto quello che ci hai già raccontato?

Per me l’importante è diffondere le storie e i messaggi che sono racchiusi nei due volumi. Per tale scopo sto regalando i libri (con dedica) e li spedisco in tutta Italia. Lo faccio volentieri! In “cambio” mi piacerebbe una recensione o un semplice post per farmi conoscere, che è più importante del pagamento. Mi è successo che delle amiche mi volessero pagare i libri non ho accettato i soldi, ma il post sui loro profili e o un po’ di passaparola è sempre  stato importante!

Adesso in famiglia non siamo tante… Ci siamo io, mia sorella, mia madre e le mie fantastiche nipoti di tre mesi e quasi quattro anni. Dico ciò perché per me, avere i libri publbicati vuol dire delle cose semplici, ma essenziali:

  • Donare i miei primi trent’anni di vita a tanti nuovi lettori e alle mie nipoti. Magari quando saranno alle elementari leggeremo loro le parti dei giochi che facevo da bambina, i bellissimi viaggi che ho fatto, il capitolo sulla fede e l’importanza della scrittura. C’è tempo per argomenti più impegnativi…!
  • Vorrei scriverne un altro, ma visto che per il primo ci sono voluti sedici lunghi anni, la cosa mi spaventa un po’. Sarebbe bello farne il seguito di Nata Viva con una sorta di ghostwriter.
  • Avere un ruolo sociale e professionale. Infatti, quando parlo di me dico che sono autrice e  blogger, ho cominciato a scrivere a nove anni, grazie alla macchina da scrivere e poi mi hanno insegnato ad usare il computer,  e da allora ho sempre continuato a scrivere, per mia fortuna!
  • Dare un po’ una nuova vita ai nostri carissimi nonni materni ed a Rickie.
  • Esorcizzare esperienze negative: lutti, discriminazioni, ansie e paure.
  • Riflettere e far riflettere su problemi che la nostra società ha ancora verso bambini, ragazzi, adulti, studenti, viaggiatori, lavoratori, genitori, figli, familiari. Cittadini che consumano, pagano le tasse, pagano i medici, pagano i terapisti, ma hanno una o più disabilità, per le quali gli aiuti e gli strumenti di supporto e compensazione, esistono ma non sono sufficienti ad una vita pienamente autonoma e realizzata (il che dovrebbe essere un diritto per tutti). Siamo persone che si vogliono semplicemente realizzare nella vita e che trovano ancora barriere architettoniche, culturali e altri ostacoli che li costringono a faticare più degli altri.
  • Poter dire sempre di più, alle mie nipoti e non solo “zia Zoe scrive. Ha scritto due libri che crescendo e a piccole dosi… ti leggeremo e ne sta per pubblicare un altro per bambini”. In più si dedica a tanti progetti che partono e coinvolgono diverse forme di scrittura. La grade  sta capendo e memorizzando queste cose! Non voglio dire loro: “zia è un ex autrice e i libri che avete voi e tanti altri non esistono più…!” perdendo così una parte della mia identità.
  • La scrittura per me è un forte elemento per analizzare e “mettere in ordine” i pensieri, le emozioni i vissuti su ciò che vivo e sulla realtà che mi circonda. Ciò detto riguarda i libri, ma anche il portale piccologenio.it. Qui ho modo di pubblicare articoli, slide, foto, video, interviste etc sulle mie attività, viaggi e passioni. Di certo non mancano tutte le informazioni sui libri, lezioni, convegni, il mio cv e le passioni come viaggi, cibo e musica! E voi mi seguite?
  • Mi piacerebbe che questo portale diventi ancora più importante e  seguito, da persone con disabilità, famigliari, medici e terapisti. Da qualche anno questo obbiettivo l’ho raggiunto. Ma si può sempre migliorare. Un medico, che ha collaborato con nostro nonno, apprezza molto gli articoli e il mio maturare. Spero che i miei scritti sia apprezzato da persone che scrivono, che si occupano di giornalismo, tv, cinema, cultura e tanto altro….  Qui cerco di narrare i miei interessi e ciò che faccio. La disabilità può essere UN UNICO aspetto dell’essere umano.

Hai dei progetti futuri?

Certamente! Intanto concludere e veder pubblicato il terzo libro. Sto lavorando con molto impegno per questo. La parte di testo è pronta. Adesso stiamo lavorando in squadra per le illustrazioni e poi, sempre con la consulenza di una professionista, lo proporremo a varie case editrici per bambini. Il target lo immaginiamo compreso tra gli otto e i dodici anni circa.

La gratitudine, se non sbaglio e un sentimento per te fondamentale, giusto?

Assolutamente si! Infatti sono molte le persone che dall’università in poi mi hanno sostenuta per realizzare i miei più grandi sogni. Intanto i miei nonni e mia sorella mi hanno corretto le bozze dei libri e, come ho detto, mi sostengono in tutti i progetti.

Mia sorella Daria  mi aiuta a fare tante presentazioni, a preparare slide e contenuti per lezioni e convegni. Sono certa che i miei nonni mi guardano, mi sostengono e fanno il tifo per me da lassù. Mia sorella  si lascia coinvolgere, con bravura, dedizione ed entusiasmo, in tutti i progetti e mi da un supporto decisivo, amorevole ma anche oggettivo e se serve severo! Non dimentichiamo che Daria si è fatta intervistare nel cortometraggio Nata Viva (ciò non è stato semplice per lei, in quanto persona timida e riservata e coinvolta come famigliare). Ma il suo aiuto non si ferma qui:  mi fa l’editing per i contenuti di Piccologenio.it. Non mi fa mai mancare il suo supporto quando ci sono da preparare i contenuti per un nuovo convegno, delle nuove lezioni, il nuovo libro ect.

Mi sembra giusto anche ringraziare il mio primo consulente letterario, Matteo Frasca, che mi ha aiutato a dare la forma di romanzo a Nata Viva e vederlo pubblicato. Mi ha anche seguito moltissimo per quanto riguarda RaccontAbili. Mi ha consigliato la casa editrice Erickson Live. L’ultimo editing di questo libro l’ho fatto con mio cognato Enrico Arata al quale rinnovo il mio affetto, la stima e la mia gratitudine. Matteo, diversi anni fa, per motivi famigliari si è trasferito in toscana, è laureato in pedagogia, ha un buon lavoro nelle scuole e ha messo su famiglia. Mi dispiace molto che con tutto ciò non c’è stato modo di continuare a collaborare per la scrittura, da remoto come fanno tantissime persone, (lo faccio anche io quando mando i miei scritti a Daria!).

Quando ho buttato giù un canovaccio per la favola per bambini, ovviamente l’ho proposta a Matteo in primis per l’editing. Gli ho esplicitamente domandato se mi poteva seguire, ma se per vari motivi non ce la faceva, gli ho chiesto se mi dava un consiglio per rivolgermi a qualcuno di sua fiducia. Inizialmente mi ha risposto che mi avrebbe seguito lui con piacere e in amicizia…  ma poi non ho saputo più niente. Dopo un po’ di attesa ho capito che era il caso di trovare una strada alternativa e mi sono rivolta alla scuola di scrittura Genius che conosco da quando è nata. Poco dopo Lucia Pappalardo, che è docente della scuola e regista di Nata Viva, mi ha messo in contatto con una loro editor professionista: Claudia Colaneri con la quale abbiamo riscritto tutta la trama, rendendola un vero romanzo breve per bambini e ragazzi. La ringrazio per la bravura, la rapidità, la dedizione che mette nel suo lavoro. Abbiamo lavorato duramente, seriamente ed in tempi brevi senza raccontarci e chiacchierare! Per me è stato un modo nuovo, ma bello di scrivere insieme ad un’altra persona.

Sempre per portare a compimento quest’ultimo progetto editoriale, grazie all’aiuto di mia sorella abbiamo contattato una sua amica. È un’illustratrice molto brava e giovane con la quale è iniziata da poco una collaborazione. Dopo questa nuova fase, proporremo il libro a case editrici specializzate per letteratura per bambini e ragazzi, anche qui si accettano consigli anche se qualche idea già ce l’abbiamo!

Vorrei ringraziare ancora una volta, la Società Editrice Dante Alighieri che ha dato una forma e una base concreta a tanti progetti ed a creduto in me come autrice. Negli anni sono stati tantissimi i lettori dei due libri, a oggi le copie distribuite di Nata Viva, sono state superiori a quelle di RaccontAbili.

La seconda edizione del romanzo è arricchita dalla prefazione di Serena Veggetti, conosciuta durante la triennale, nel suo ruolo di docente di psicologia dell’Università Sapienza di Roma. In più, in appendice c’è un racconto intimo e toccante dedicato a nostro nonno, Adriano Bompiani. 

Ci sono altre cose importanti che hai imparato grazie alla scrittura?

Dalla scrittura ho imparato l’impegno e il metodo che sono indispensabili per qualsiasi lavoro. Ho anche imparato, in parte… a gestire le frustrazioni, altrimenti non si va da nessuna parte. Ho appreso altresì l’importanza di affidarsi a professionisti e fare squadra. Tutto ciò fa parte dei messaggi  che cerco di trasmettere con tutte le mie narrazioni, in tutti i modi e contesti sopra indicati. Senza l’aiuto di Daria, che anche le veci dei miei nonni, non andrei da nessuna parte.

 Hai altri progetti futuri basati sui libri?

Si, ne ho parecchi già sperimentati e da sperimentare. Ad esempio mi piacerebbe presentare Nata Viva e dare tutto il ricavato in beneficenza a realtà che in parte già conosco! Il libro è già presso la bottega della Fraternità Monastero San Magno di Fondi che ringrazio. Mi piacerebbe presentarlo (e lasciare delle copie) presso la “Fraternità di Romena – Onlus” e/o la Fondazione di Zia Caterina vicino Firenze. Intanto ho le copie per altre presentazioni. Contestualmente mi muoverò per non rimanere sprovvista!

Ricordiamoci che in ogni contesto porto entrambi i volumi anche se Nata Viva è adatto a ragazzi ed adulti…  Invece RaccontAbili prima di tutto è un saggio non un romanzo, anche se la prima parte è romanzata, e potrebbe essere più adatto per gli addetti ai lavori. Il saggio presenta interviste (a 30 persone) e numerosi miei articoli su amore, sessualità e disabilità, questa è una tematica importante. Anche se gli argomenti sono tanti e spaziano tra famiglia, lavoro, routine, arte, diritti e tanto altro…

Magari, se riesco a pubblicare il terzo libro, avrò l’occasione di presentarlo in nuovi contesti e, sarà un’occasione per rilanciare le prime due opere letterarie. Vedremo…!

Mi piacerebbe molto riuscire ad andare in tanti contesti e nuove scuole, per darne una sarebbe bellissimo essere accolta nel liceo dove lavora la bravissima preside Eugenia Carfora, che è nota per tante interviste televisive e per la famosa fiction Rai La Preside. Per chi ancora non la conoscesse Eugenia è dirigente scolastica dell’Istituto Superiore “F. Morano” di Caivano, situato nel complesso del Parco Verde. Conosciuta come “preside coraggio”, lavora dal 2007 in questo contesto complesso, trasformando l’istituto in un polo d’eccellenza contro la dispersione scolastica e la criminalità.

Mi piacerebbe anche presentarlo alla Fondazione di Zia Caterina (della quale ho parlato nel mio recente articolo ed altre situazioni come associazioni, scuole, università, ospedali, onlus e realtà varie che si occupano del sociale. Per fortuna quest’anno viaggio molto, con facilità e volentieri.

Infine vorrei riflettere su una cosa che sarebbe lodevole: chissà se esistono dei canali “preferenziali” che si occupano di storie che hanno a che fare con il sociale e che per questo aiutino i processi editoriali per autori non famosissimi e/o esordienti?!  Anche qui accetto consigli. Se non ci sono sarebbero tante occasioni sprecate! Pensiamoci…!

Come ho detto la scrittura è la mia confort zone, spero di ricevere sempre più e-mail con richieste di libi con dedica, ma anche nuove proposte di inviti per presentazioni, scuole e convegni. Sono felice che spesso mi arrivano mail da chi, ancora non mi conosce dai social, ma mi scopre grazie a questo portale. Infine quest’anno sto viaggiando tantissimo per seguire Cristicchi e Amara… Ci starebbero bene anche dei viaggi di lavoro, come ho fatto in passato per tanti convegni e, più di  recente, ho dato una mia testimonianza a giovani (dai sedici ai venticinque anni), al Monastero San Magno. 

  • Se siete interessati, vi consiglio di leggere gli articoli linkati qui sotto, per avere un’idea del progetto nelle scuole e delle lezioni presso l’Università Lumsa.
  • Grazie a tutti coloro che mi aiuteranno per un eventuale editore.
  • Grazie a chi diffonderà questo articolo e a chi mi inviterà a parlare a presentazioni e convegni!

Contatti: Clicca qui

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Messaggio importante che riguarda NATA VIVA, romanzo di formazione ed autobiografico

Al momento il romanzo autobiografico e di formazione Nata Viva, non è edito.

Ho molte copie che regalo volentieri.  Le spedisco  in tutt’Italia, scrivetemi senza esitazione!

Ringrazio le tantissime persone che mi sostengono nel realizzare sogni e progetti! Sono tantissimi i progetti già fatti, che vorrei ripetere… e ancora realizzare. Intanto ho circa 80 copie. Se siete interessati per voi, per regalarlo o lo volete vendere per beneficienza… non esitate a contattarmi!
Lo regalo volentieri al fine di divulgare dei messaggi!
Alcune copie sono già nel punto vendita del Monastero San Magno a Fondi. Il ricavato è interamente devoluto al Monastero. Mi piacerebbe organizzare, con voi, altre forme di aiuto ad associazioni che aiutano Persone (non animali) in difficoltà…

Scrivetemi!

Potete usare i seguenti contatti:

E-mail: zoe.rondini@gmail.com 

Mi potete anche scrivere in privato sulla pagina Facebook ZoeRondiniAutrice o sul profilo Istagram

  • ll volume è impreziosito dalla prefazione della Prof.ssa  Serena Veggetti, docente di psicologia presso l’Università la Sapienza di Roma, ed un racconto ispirato a mio nonno: il Prof. Adriano Bompiani.

Sinossi

“… Tutti i dottori si affrettano a rianimarmi, ma rimango cinque minuti completamente senza respirare. Si tratta solo di cinque minuti, ma sono i primi della mia vita“.

Poi Zoe comincia a respirare. E a vivere. Quei cinque minuti dopo rispetto agli altri neonati – a causa di un respiro intrappolato per un tempo infinito in un corpo troppo piccolo – la costringeranno a confrontarsi, fin dai primi mesi, con una vita che è cominciata sì cinque minuti più tardi, ma che pian piano non tarderà a essere così tanto desiderata da consentire a Zoe di superare qualsiasi ostacolosenza rinunciare a nulla, a costo spesso di immane fatica e incomprensione da parte degli altri.

“… Cammino un po’ male, parlo un po’ male, controllo un po’ male i movimenti delle mani, delle dita, dei bulbi oculari… non ho un movimento, un arto o un muscolo che non fa capo al mio sistema nervoso centrale che è stato lesionato a causa di quei cinque minuti“.

Zoe imparerà con suoi tempi a camminare, a parlare, a leggere e all’età di nove anni scoprirà la inesauribile passione per la scrittura, cominciando a scrivere i suoi primi racconti.

Ma è all’età di tredici, che per superare il momento più difficile della sua vita – a causa di lutto doloroso –  intraprende l’avventura più importante, e un po’ per bisogno, un po’ per caso, un po’ per scelta, decide di dare vita ad un racconto autobiografico che l’accompagnerà per ben dodici anni.

Lungi dall’essere un trattato o un saggio autobiografico sulla disabilità“Nata viva“ vuole essere un racconto appassionato e antipedagogico di una ragazzina e poi di una ragazza che, tra luci e tenebre, ha saputo lottare per raggiungere e conquistare quella serenità che tutti bramiamo, non dando mai per scontato nulla e soprattutto non accontentandosi mai del buon quieto vivere che spesso la società assegna alle persone disabili.

Nel suo stile rapsodico, squisitamente discontinuo, frammentario e spesso profondamente ironico, Zoe si fa cantore e testimone, con la sua voce, dell’incontro sorprendente tra limite e prospettiva, civiltà e pregiudizio, presenza e invisibilità, costruendo, capitolo dopo capitolo, la propria visione del mondo, dove la normalità sembra non appartenere a nessuno, per fortuna.

Ne nasce un racconto a suo modo epico in cui riconoscersi, popolato da  personaggi indimenticabiliamici e nemici che  Zoe sa tratteggiare con sapiente tocco tra familiaricompagni di scuoladottorifisioterapistimaestriinsegnantidocenti universitaripresidibabysittersviandantiincontri fortuiti.

E insieme a lei, anche noi riviviamo il nostro essere stati bambini o adolescenti incompresi, in famiglia come a scuola, dentro o fuori dal gruppo, allontanati e maltrattati spesso inconsapevolmente, a volte con una certa presunzione da chi non la pensava o non poteva essere come noi.

Nel suo romanzo di formazione Zoe costringe il lettore a non dimenticare mai lo scarto enorme che c’è tra vivere ed esistere, inchiodandoci all’idea che per nascere veramente, ad ogni occasione, bisogna sentirsi vivi, gridarlo e raccontarlo al mondo intero.

 

Qualche informazione su chi sono e di cosa mi occupo:

Zoe Rondini è autrice, divulgatrice, pedagogista e blogger. Nata con una disabilità motoria, da anni si occupa di inclusione, narrazione di sé, disabilità e contrasto alle discriminazioni attraverso libri, incontri pubblici, attività formative e contenuti digitali.

È laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione e specializzata in Lettere – indirizzo Editoria e Scrittura presso l’Università Sapienza di Roma.

Dal 2017 è docente presso il Master in Neuropsicologia dell’Età Evolutiva promosso dall’Università LUMSA, dove affronta temi legati alla disabilità, alla relazione tra persona, famiglia e scuola, alla narrazione autobiografica come strumento di empowerment, alla vita indipendente, agli ausili informatici e al rapporto tra disabilità e mass media.

Ha pubblicato il saggio RaccontAbili. Domande e risposte sulle disabilità e il romanzo autobiografico Nata Viva, da cui è stato tratto l’omonimo cortometraggio, vincitore del Festival di Capodarco e disponibile gratuitamente su Youtube.

Nel 2006 ha fondato Piccolo Genio, portale attraverso il quale racconta esperienze personali e professionali legate alla disabilità, ai viaggi, alla pedagogia, ai libri, all’amore, alla sessualità e alla vita quotidiana. Attraverso il blog e i social network promuove messaggi positivi e attività di sensibilizzazione contro il bullismo, il cyberbullismo e ogni forma di discriminazione.

Zoe Rondini è uno pseudonimo scelto per motivi di privacy e utilizzato nelle opere pubblicate, nel cortometraggio, nel blog e sui social.

Ama il gelato, le nipoti e le partenze improvvise. È romana doc e, tra incontri, presentazioni e convegni, ha sempre la valigia pronta per partire per tutta Italia.

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L’importanza di essere comunicatrice, autrice e blogger…

La narrazione di sé per potenziare l’autoconsapevolezza

RaccontAbili: presentazione del saggio di Zoe Rondini e rassegna stampa

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La  comunicazione e la narrazione di sé come forma di empowerment

Anche quest’anno ho svolto la lezione al master di primo Livello in “Neuroriabilitazione e Neuroscienze dell’età evolutiva” all’Università Lumsa. Il titolo della lezione è stato “La  comunicazione e la narrazione di sé come forma di empowerment”.

Partendo dal mio racconto di crescita personale e professionale, ho messo in luce  come la narrazione è stata per me un’esperienza fondamentale per capire me  stessa ed il mondo circostante. Dopo aver sperimentato l’effetto catarchico che ha avuto per me la narrazione, mi sono realizzata promuovendo progetti di narrazione del sé in vari contesti. L’ intento è sempre il voler essere utile a grandi e piccoli. Per questo vengo spesso invitata a parlare a convegni, università tv e radio.

Come racconto nel mio romanzo Nata Viva , la mia nascita è stata caratterizzata da un’asfissia neonatale di cinque minuti, con conseguente danno celebrale, dei neuroni  dell’area motoria. Per  fortuna, buona parte della mia famiglia, pur con tutte le difficoltà del caso, si è stretta intorno a me annullando la mia diversità e sostenendo quasi sempre la mia autonomia.

Ho fatto tantissima riabilitazione, e nonostante tante difficoltà… ho finito gli studi. Dopo la laurea ho coronato il mio sogno: passare dallo scrivere per me stessa allo scrivere per gli altri. Infatti la mia vita ha avuto un punto di svolta quando, ho pubblicato il romanzo autobiografico e di formazione Nata Viva. “La narrazione si concentra sulle vicende positive e negative, vissute dalla nascita agli anni universitari, dal punto di vista di una bambina e ragazza con disabilità motoria. Lungi dall’essere un trattato o un saggio sulla disabilità, “Nata viva“ vuole essere un racconto appassionato e antipedagogico di una ragazzina e poi di una ragazza che, tra luci e tenebre, ha saputo lottare per raggiungere e conquistare quella serenità che tutti bramiamo, non dando mai per scontato nulla e soprattutto non accontentandosi mai del buon quieto vivere che spesso la società assegna alle persone con disabilità. Attraverso lo stile del romanzo definito dalla critica “rapsodico, discontinuo, spesso ironico e autoironico”, Zoe diventa testimone, dell’incontro sorprendente tra limite e prospettiva, civiltà e pregiudizio, presenza e invisibilità, costruendo, capitolo dopo capitolo, la sua visione del mondo, dove la normalità sembra non appartenere a nessuno, per fortuna.”

Dopo la pubblicazione del romanzo, attraverso la narrazione del sé,  sono riuscita a raccontare la resilienza nelle vite ordinarie di tante persone con disabilità (me compresa) e di chi, per vari motivi, si trova a relazionarsi con noi. Per questo, dopo aver sperimentato l’effetto decisivo e dirompente che la scrittura ha avuto per me, ho deciso di utilizzare tale strumento per aiutare altre persone a narrarsi per comprendere quanto di straordinario c’è nelle loro vite. Da ciò nasce il secondo libro, il saggio “RaccontAbili, domande e risposte sulle disabilità”. Si tratta di un saggio polifonico, che racchiude le “voci” di trenta persone tra disabili e chi, per vari motivi, conosce bene il mondo della disabilità. L’intento dell’opera letteraria è quello di offrire il punto di vista dei diretti interessati, uscendo dall’ottica di interpellarli solo nei casi migliori o peggiori delle loro/nostre vite. Il risultato è  una narrazione corale e polifonica. Gli argomenti delle interviste sono quelli che ci accomunano tutti, si parla infatti di famiglia e società, routine, lavoro, interessi, arte, amore e sessualità. Il volume è arricchito da testimonianze di caregiver, siblings, psicologi, psicosessuologi, registi, attori, scrittori, giornalisti  e docenti universitari.

È una NARRAZIONE  CORALEPOLIFONICA, con le voci rappresentative di tutta la comunità coinvolta nel vivere le tante forme di disabilità, anche quelle imputabili alle mancanze di un modello culturale che non riesce ancora ad accogliere tutti e tutte. Il saggio  è diviso in due sezioni: una prima parte che raccoglie le interviste, una seconda dove si evince il mio punto di vista sulle medesime tematiche sotto forma di articoli che provengono da Piccologenio.it.

Nelle lezioni racconto come l’esperienza riabilitativa sia stata per me traumatica. La riabilitazione e in particolare la fisioterapia, per me hanno rappresentato una terapia insopportabile voluta dagli adulti. Parlo anche dell’importanza del gioco come attività esperienziale e formativa.

  • Il gioco è un’attività ed un’esperienza non finalizzata alla produttività.
  • È  utile per lo sviluppo della personalità e per l’allenamento della sfera cognitiva ed emotiva.
  • Le diverse teorie di famosi pedagogisti concordano nel ritenere il gioco un’attivitàvitale per il bambino: è strumento fondamentale per il suo sviluppo psicologico, motorio e cognitivo, alla base della prima percezione di sé e della costruzione della propria identità.

L’auspicio è che oggi si tenga conto della psiche del bambino proponendo la riabilitazione in modo giocoso e non traumatizzante.

Nelle slide ripercorro le tappe fondamentali verso l’autonomia.

  • A 18 anni ho preso la patente di guida
  • A 21 sono andata a vivere da sola.
  • Mi sono laureata in scienze dell’Educazione e della Formazione e specializzata in Lettere, indirizzo editoria e scrittura,  presso l’università Sapienza a Roma.
  • Ho fatto molte scelte che riguardano la sessualità, le rifarei quasi tutte…
  • Ho vissuto delle storie d’amore importanti.

Per rendere più dinamica la lezione, le slide vengono intervallate da:

  • letture tratte dai due libri
  • La proiezione del cortometraggio nata viva, che è il seguito del romanzo autobiografico e di formazione
  • Esplorazione del mio blog Piccologenio.it

Racconto anche, la volontà ed il tentativo di declinare, in vari modi e con diverse esperienze l’importanza della comunicazione.

Ad esempio i social ed il  blog Piccologenio.it sono strumenti, in continua evoluzione, che utilizzo per partecipare alla diffusione della conoscenza del mondo della disabilità e alla promozione dei diritti dei disabili. Parallelamente, curo il progetto pedagogico di contrasto al bullismo e valorizzazione delle diversità, dal titolo: “Disabilità e narrazione di sé: come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità”. Il target di tale progetto sono gli alunni della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado.

Nelle lezioni universitarie, nel secondo libro, nelle interviste e nel blog, ci sono tanti riferimenti all’amore e la sessualità delle persone con disabilità. Ad esempio in una mia vecchia intervista su PiccoloGenio, parlavo di sessualità e disabilità con queste parole:

“Vorrei parlare del mio impegno a fare informazione sui temi riguardanti l’amore, la sessualità e l’affettività delle persone con disabilità. Queste tematiche le affronto in RaccontAbili, Piccologenio.  Inoltre, per cercare di dare il mio contributo nel processo di apertura della disabilità alla sessualità ho ideato, nel 2012,  il gruppo Facebook “Amore, disabilità e tabù: parliamone!“, di cui sono moderatrice e che, ad oggi, conta quasi 2.000 membri. Il gruppo si propone come  un luogo di incontro virtuale, per fare conoscenza, scambiare informazioni sui temi che riguardano l’amore, la sessualità, talvolta accolta e altre volte negata, per le persone con disabilità motoriasensoriale e cognitiva.

Ho scelto di fare informazione su tematiche così complesse e a volte scottanti, poiché in Italia siamo indietro anni luce rispetto a molti paesi, sul diritto alla sessualità.

(…)  La scoperta dell’erotismo e dell’amore è lasciata al singolo individuo, alle famiglie e, a volte agli assistenti che troppo spesso, per paura non vogliono parlare di certi argomenti. In altri casi, i famigliari e gli operatori sono aperti all’ipotesi che il ragazzo faccia un’esperienza sessuale ma non sanno a chi rivolgersi. Su questo aspetto c’è un enorme vuoto sia legislativo che informativo ed educativo. (…)”.

In sintesi mi sento di affermare che, tutte le mie attività, divulgative e formative, hanno in comune la voglia di essere utile agli altri e il desiderio di partecipare ad un cambiamento culturale che tenga conto delle diversità, delle peculiarità e dei diritti di ogni individuo. Il messaggio delle mie narrazioni, è che anche con un handicap si può condurre una vita normale, piena di sfide e di soddisfazioni.

Ritengo che differenze dovrebbero essere un valore ed il confronto è un mezzo per aprire le nostre menti e migliorarci sia come individui che come membri di una comunità.

Mi sento pronta a riprendere il progetto Disabilità e narrazione di sé; come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità”, in altre scuole e  fare più attività di sensibilizzazione. Perché, come affermava lo psicologo Bauer, “La capacità di narrare, intesa come funzione mentale è fondamentale per dare un’organizzazione al proprio mondo interiore e per attribuire significati all’esperienza umana”. È ormai assodato che la narrazione del sé sta dando esiti positivi nei bambini, ma anche negli adulti, me per prima!  

Le slide: LUMSA dicembre 2025

Leggi anche:

La narrazione di sé per potenziare l’autoconsapevolezza

Zoe Rondini: formazione e lavoro

Presentazione di “Nata viva”, romanzo e cortometraggio

Presentazione del saggio “RaccontAbili”

  • Non  esitate a contattarmi per ricevere in regalo i libri con dedica, o per contributi nelle scuole, università e a convegni.
  • Contatti:

E-mail: zoe.rondini@gmail.com
Oppure mi potete scrivere in privato sulla pagina Facebook ZoeRondiniAutrice o sul profilo Istagram

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Zoe Rondini: formazione e lavoro

 

Sono Zoe Rondini,  autrice, divulgatrice, pedagogista e blogger.
Il mio ultimo traguardo letterario è il saggio “RaccontAbili: domande e risposte sulle disabilità” (Erickson Live 2020). La mia prima opera  letteraria è il romanzo autobiografico “Nata Viva”, (Sono in cerca di un nuovo editore, comunque ho tante copie a casa da potervi regalare con dedica).
Dal romanzo è tratto l’omonimo cortometraggio, disponibile su YouTube. Il video è il seguito del libro ed è stato il  primo a classificarsi nella categoria “Corti Della Realtà”; nell’ambito del Premio L’Anello Debole – Festival di Capodarco edizione 2016.

Dal 2006 gestisco il portale www.piccologenio.it dove pubblico contributi  su tematiche quali disabilità, amore, sessualità, narrazione di sé e pedagogia.

Sono laureata in Scienze della Formazione e dell’Educazione, con specialistica in Lettere, Editoria e Scrittura presso l’Università Sapienza di Roma.

Periodicamente ho l’opportunità di tenere lezioni universitarie ed intervenire come relatrice a convegni che trattano la disabilità e tematiche ad essa correlate.  In tali occasioni,  affronto maggiormente argomenti quali i rapporti tra la persona con disabilità e la famiglia, la scuola, l’amore, l’affettività, la sessualità e la narrazione del sé come strumento di empowerment e di terapia, la vita indipendente, gli ausili informatici, disabilità e mass media. Con tali tematiche,  dal 2017,  tengo delle lezioni al Master in Neuropsicologia dell’età evolutiva, promosso dall’Università LUMSA.

Ho una disabilità dovuta ad un’asfissia neonatale di cinque minuti, con conseguente danno celebrare. Ciò ha comportato  solo una lesione ai neuroni che controllano la parte motoria. Grazie a tanta riabilitazione ho recuperato molto bene e conduco una vita normale. Ho fatto molte conquiste sul piano dell’indipendenza e delle autonomie.

  • Zoe Rondini  è uno pseudonimo che, per motivi di privacy, ho usato per  le mie opere edite, nel mini-film  e sui  social network.

 

  • Nata viva:

“Tutti i dottori si affrettano a rianimarmi, ma rimango cinque minuti completamente senza respirare. Si tratta solo di cinque minuti, ma sono i primi della mia vita”. Poi Zoe comincia a respirare. E a vivere. Quei cinque minuti dopo rispetto agli altri neonati, la costringeranno a confrontarsi fin dai primi mesi, con una vita che è cominciata più tardi ma che pian piano non tarderà a essere così tanto desiderata da consentire a Zoe di superare qualsiasi ostacolo. All’età di tredici anni, a causa di un lutto doloroso, Zoe intraprende l’avventura più importante: dare vita ad un racconto autobiografico, che l’accompagnerà per ben 16 anni. Lungi dall’essere un trattato o un saggio sulla disabilità, “Nata viva” vuole essere un racconto appassionato e antipedagogico di una ragazzina e poi di una ragazza, che tra luci e tenebre ha saputo lottare per raggiungere e conquistare quella serenità che tutti bramiamo. Nel suo stile rapsodico, Zoe si fa cantore e testimone con la sua voce, dell’incontro sorprendente tra limite e prospettiva, civiltà e pregiudizio, presenza e invisibilità. Insieme a lei, anche noi riviviamo il nostro essere stati bambini o adolescenti incompresi. Nel suo romanzo di formazione Zoe costringe il lettore a non dimenticare mai lo scarto enorme che c’è tra vivere ed esistere, inchiodandoci all’idea che per nascere veramente, ad ogni occasione, bisogna sentirsi vivi, gridarlo e raccontarlo al mondo intero.

 

  • Raccontabili, domande e risposte sulle disabilità:

Di disabilità, o diverse abilità, si parla ormai molto. Ma qual è la prospettiva delle tante persone che in diversi modi vivono la propria disabilità o quella altrui? Quali possono essere le narrazioni sul mondo di chi ogni giorno vive la disabilità in prima persona e di chi è a stretto contatto con essa per ruolo, professione o vocazione? Zoe Rondini, alla sua seconda prova letteraria, scommette su questo spazio bianco e, attraverso la forma dell’intervista, restituisce centralità a questi punti di vista. Chi risponde cerca di estendere il concetto di disabilità guardandolo sotto molteplici lenti: dalla famiglia alla scuola, dalla routine all’arte, dal tempo libero al lavoro, dalla politica ai diritti, dall’amicizia all’amore e alla sessualità, cercando di sfatare luoghi comuni e tabù. Arricchito dai contributi dei professori Serena Veggetti, Nicola Siciliani de Cumis e Adriano Bompiani, questo testo, al confine tra saggio, inchiesta e intervista polifonica, si rivolge alla stessa comunità protagonista delle interviste: persone con disabilità, famiglie, insegnanti e educatori, giornalisti, scrittori, pedagogisti, psicologi, medici, studenti, amanti del teatro e del cinema, attori, registi e autori, nell’intento di allargare la comunità «abile nel raccontare» e con l’auspicio che ogni lettore e lettrice diventi a sua volta uno o una dei possibili, futuri… RaccontAbili.

  • Amore, disabilità e tabù: parliamone!

Nel 2012, ho ideato  il gruppo  Facebook ““Amore, disabilità e tabù: parliamone!“. Ciò è nato dal desiderio di dare il mio contributo nel processo di apertura tra disabilità  e sessualità. Il gruppo, si propone come  un luogo di incontro virtuale, per fare conoscenza, scambiare informazioni sui temi che riguardano l’affettività,  l’amore e la sessualità, talvolta accolta e altre volte negata, per le persone con disabilità motoria, sensoriale e cognitiva. È aperto anche ai famigliari, e a chi, per vari motivi, vuole conoscere questi aspetti della vita che riguardano, o dovrebbero riguardare, ogni persona.

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Presentazione di “Nata viva”, romanzo e cortometraggio

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Zoe Rondini, presentazione e curriculum vitae

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“Nata viva” di Zoe Rondini: romanzo e cortometraggio

Nata viva Zoe Rondini

 

 

 Titolo dell’opera: Nata viva

 Autrice: Zoe Rondini (nome d’arte)

Editore: In cerca di un nuovo editore per la terza edizione

Genere: romanzo di formazione; romanzo autobiografico

Pagine:   252

 

ll volume è impreziosito dalla prefazione della Prof.ssa  Serena Veggetti, docente di psicologia presso l’Università la Sapienza di Roma, ed un racconto ispirato a mio nonno: il Prof. Adriano Bompiani.

 

Per tutte le informazioni, o una copia con dedica potete usare i seguenti contatti: E-mail: zoe.rondini@gmail.com Oppure mi potete scrivere in privato sulla pagina Facebook ZoeRondiniAutrice o sul profilo Istagram

Sinossi

“… Tutti i dottori si affrettano a rianimarmi, ma rimango cinque minuti completamente senza respirare. Si tratta solo di cinque minuti, ma sono i primi della mia vita“.

Poi Zoe comincia a respirare. E a vivere. Quei cinque minuti dopo rispetto agli altri neonati – a causa di un respiro intrappolato per un tempo infinito in un corpo troppo piccolo – la costringeranno a confrontarsi, fin dai primi mesi, con una vita che è cominciata sì cinque minuti più tardi, ma che pian piano non tarderà a essere così tanto desiderata da consentire a Zoe di superare qualsiasi ostacolo, senza rinunciare a nulla, a costo spesso di immane fatica e incomprensione da parte degli altri.

Una Battaglia per l’Indipendenza

“… Cammino un po’ male, parlo un po’ male, controllo un po’ male i movimenti delle mani, delle dita, dei bulbi oculari… non ho un movimento, un arto o un muscolo che non fa capo al mio sistema nervoso centrale che è stato lesionato a causa di quei cinque minuti“.

Zoe imparerà con suoi tempi a camminare, a parlare, a leggere e all’età di nove anni scoprirà la inesauribile passione per la scrittura, cominciando a scrivere i suoi primi racconti.

Ma è all’età di tredici, che per superare il momento più difficile della sua vita – a causa di lutto doloroso –  intraprende l’avventura più importante, e un po’ per bisogno, un po’ per caso, un po’ per scelta, decide di dare vita ad un racconto autobiografico che l’accompagnerà per ben dodici anni.

Una Voce di Resilienza

Lungi dall’essere un trattato o un saggio autobiografico sulla disabilità, “Nata viva“ vuole essere un racconto appassionato e antipedagogico di una ragazzina e poi di una ragazza che, tra luci e tenebre, ha saputo lottare per raggiungere e conquistare quella serenità che tutti bramiamo, non dando mai per scontato nulla e soprattutto non accontentandosi mai del buon quieto vivere che spesso la società assegna alle persone disabili.

Nel suo stile rapsodico, squisitamente discontinuo, frammentario e spesso profondamente ironico, Zoe si fa cantore e testimone, con la sua voce, dell’incontro sorprendente tra limite e prospettiva, civiltà e pregiudizio, presenza e invisibilità, costruendo, capitolo dopo capitolo, la propria visione del mondo, dove la normalità sembra non appartenere a nessuno, per fortuna.

Ne nasce un racconto a suo modo epico in cui riconoscersi, popolato da  personaggi indimenticabili, amici e nemici che  Zoe sa tratteggiare con sapiente tocco tra familiari, compagni di scuola, dottori, fisioterapisti, maestri, insegnanti, docenti universitari, presidibabysitters, viandanti, incontri fortuiti.

E insieme a lei, anche noi riviviamo il nostro essere stati bambini o adolescenti incompresi, in famiglia come a scuola, dentro o fuori dal gruppo, allontanati e maltrattati spesso inconsapevolmente, a volte con una certa presunzione da chi non la pensava o non poteva essere come noi.

Nel suo romanzo di formazione Zoe costringe il lettore a non dimenticare mai lo scarto enorme che c’è tra vivere ed esistere, inchiodandoci all’idea che per nascere veramente, ad ogni occasione, bisogna sentirsi vivi, gridarlo e raccontarlo al mondo intero.

L’autrice

Zoe Rondini autrice di Nata VivaZoe Rondini è il nome d’arte dell’autrice. Laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione e specializzata in Editoria e Scrittura presso l’Università Sapienza di Roma.
Il romanzo autobiografico “Nata Viva” è la sua opera prima.
E’ anche autrice del saggio “RaccontAbili domande e risposte sulle disabilità”, edizioni Erickson Live.
Il blog Piccologenio è uno degli strumenti che utilizza per partecipare alla diffusione della conoscenza del mondo della disabilità e alla promozione dei diritti delle persone con  disabilità.
Parallelamente, cura un corso annuale dedicato al tema della disabilità nell’ambito del Master di Neuropsicologia dell’età evolutiva promosso dall’Università LUMSA di Roma e dal 2011, è promotrice del progetto pedagogico di contrasto al bullismo e valorizzazione delle diversità “Disabilità e narrazione di sé: come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità” che si rivolge agli alunni della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado. Fornisce il suo contributo in diversi convegni e seminari di settore, nonché a testate giornalistiche attive nell’ambito del sociale.

Messaggio importante:

Al momento il romanzo autobiografico e di formazione Nata Viva, non è edito. Ho molte copie che regalo volentieri.  Le spedisco  in tutt’Italia, scrivetemi senza esitazione!

La  prossima settimana pubblicherò un articolo per parlare di sogni e progetti  futuri che riguardato quest’opera letteraria e per ringraziare tutti coloro che mi sostengono nel realizzare sogni e proggetti!

Intanto ho circa 100 copie, se siete interessati per voi, per regalarlo o lo volete vendere per beneficienza… non esitate a contattarmi! Lo regalo volentieri…!

E-mail: zoe.rondini@gmail.com

Oppure mi potete scrivere in privato sulla pagina Facebook ZoeRondiniAutrice o sul profilo Istagram

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Hai già visto il mini-film Nata Viva? Non esitare!

Nata Viva: cortometraggio

 È  la storia di Zoe Rondini una ragazza che per i primi 5 minuti della sua vita non ha respirato.
Zoe ha scritto un libro che racconta la sua vita, allegra e faticosa. Lucia Pappalardo l’ha trasformato in un breve film grazie al supporto dell’Associazione Nazionale Filmaker e Videomaker Italiani. Il cortometraggio è il seguito del romanzo di formazione in quanto racconta gli ostacoli e le conquiste della Zoe adulta.

Nel 2016, il mini-film ha ottenuto il primo premio nell’ambito del concorso “Capodarco L’Altro Festival – L’Anello Debole” categoria “Corti della realtà”.

È stato poi premiato fuori concorso al Festival Ciak sul Fermano.

Rassegna stampa del libro (per la passata edizione, e del mini-film) :

La video storia di Zoe Rondini: come se mi guardassi allo specchio

Quanta emozione alla Premiazione del XII Festival Internazionale del Cinema Patologico

“Nata viva”: un’autobiografia che è un viaggio introspettivo di crescita e di riflessione

“NATA VIVA” ROMANZO DI ZOE RONDINI E FILM DI LUCIA PAPPALARDO

Zoe Rondini il mio blog per aiutare i disabili

La mia vita è un romanzo

Sessualità, adolescenza e disabilità. Un convegno oltre ogni pregiudizio

Nata viva sul Venerdì di Repubblica 

Zoe Rondini è Nata Viva

Nata Viva“ tra i corti finalisti di Capodarco, L’anello debole 2016

Premio Anello debole, vince forza di Zoe

Nata Viva minifilm su DisabilityStyle il blog di Maximiliano Ulivieri

Nata viva sul magazine della scuola di scrittura Omero. di Arturo Belluardo  10 dicembre 2015

Zoe Rondini, una donna coraggiosa

Cinque minuti e poi…

Interviste:

Intervista per Piccolo Genio

Intervista per il portale Italia Olistica 

Intervista per il blog IlBenessereOlistico

Intervista a Radio Ginius, la radio della Scuola di Scrittura Ginius

Intervista  radiofonica a Radio3 “Tutta la città ne parla”, (parlo al diciottesimo minuto)

Zoe a Radio LiveSocial, Storie ed Interviste

 Nata viva e l’attuale condizione dei disabili nel nostro paese. Intervista all’autrice 

Zoe Rondini: intervista all’autrice di “Nata viva“ di Disabilibidoc.it

Zoe Rondini su Slash Radio

Zoe a Radio Freccia Azzurra

La Cantastorie Zoe Dal romanzo Nata viva è stato tratto lo spettacolo teatrale La Cantastorie Zoe che è stato trasmesso da Radio Onda Rossa.

Con Nata viva ha preso vita il progetto Disabilità e racconto di sè rivolto a alluni dalla quinta elementare ai master universitari, ecco il racconto di queste importanti esperienze:

La narrazione di sé per potenziare l’autoconsapevolezza

Inoltre dal 2021, fornisco il mio contributo su “Disabilità e narrazione del sé” nell’ambito della lezione conclusiva del Master di neuropsicologia dell’età evolutiva, presso Università LUMSA di Roma. Il materiale usato per le lezioni è disponibile ai seguenti link:

La narrazione del sé come strumento di empowerment

Lezione al master in neuropsicologia dell’età evolutiva presso l’Università Lumsa

Lezione per il master della Lumsa

“Nata viva, ma con 5 minuti di ritardo” la vita dopo un’asfissia neonatale

Partecipazione a convegni e simposi:

Convegno Erickson “Sono adulto! Disabilità diritto alla scelta e progetto di vita”

Convegno “Adolescenza, tra affettività e sessualità, oltre ogni pregiudizio” promosso dalla Commissione pari opportunità della Regione Marche, presso la sala consiliare del Comune di Ancona.

In occasione della Giornata Mondiale del Libro, invitata in qualità di autrice alla presentazione del libro “Nata Viva” presso l’Aula Magna del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne del Polo Universitario Annunziata, organizzata dal Comitato Unico di Garanzia (CUG) e dall’Università degli Studi di Messina.

Relatrice nell’ambito del convegno “Disabilità e integrazione: diritto a una cittadinanza attiva” organizzato  dal DISFOR – Dipartimento Di Scienze Della Formazione di Genova e l’Istituto italiano di bioetica. Titolo dell’intervento: “Il mito del normale.Disabilità e affettività: il rapporto con l’altro tra paure, stereotipi e riconoscimenti”.

Premi letterari del romanzo Nata Viva:

Nella sua prima stesura, il romanzo ha ottenuto diversi riconoscimenti ai seguenti premi letterari:

  • Finalista al Premio Firenze 2011 – Centro culturale Firenze Europa “Mario Conti” – XXIX Premio Firenze sezione D -narrativa edita.
  • Segnalata al concorso letterario “Premio nazionale di letteratura Prof. “Francesco Florio” 23 edizione 2011 – Licata” con un diploma di elogio, ottenendo il punteggio di 93/100.
  • Menzione d’onore con diploma di merito al Premio nazionale di poesia, narrativa e fotografia “Albero Andronico” V edizione.
  • Semifinalista e Menzione d’onore con diploma di merito al XVIII Premio letterario internazionale “Trofeo penna d’autore” nella sezione A: libri narrativa e saggistica.

Presentazione e curriculum vite di Zoe Rondini

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