L’importanza di essere SAZI DI VITA. Ciò che mi ha arricchito dell’evento: “Simone Cristicchi & Friends, I MIEI FRAMMENTI DI LUCE”

Il 4 e  5 luglio  2026, a Romena, ha avuto luogo l’evento dal titolo: I miei frammenti di luce. Sinfonia di voci per ricominciare”, fortemente voluto da Simone Cristicchi. Si è trattato di un meraviglioso incontro di musica, parole, poesia e spiritualità che è riuscito a riunire alcune delle figure che hanno segnato il  cammino di ricerca interiore del cantautore romano. Sul palco, si sono alternati: Don Luigi Verdi, Guidalberto Bormolini, Marco Guzzi,  Don Francesco Fiorillo  e il monaco zen Pino Doden Palumbo. Con loro anche Amara, meravigliosa compagna di vita e di arte di Simone, ma non dimentichiamo i bambini del Piccolo Coro Melograno di Firenze che sono entrati insieme a Cristicchi e hanno cantato alcuni brani con lui. Questo evento nasce dal desiderio del grande artista di condividere con il pubblico non soltanto le canzoni, ma soprattutto gli incontri che negli anni hanno illuminato il suo percorso di vita e artistico. Il giorno dopo, alle ore 7.00, sul prato di Romena, abbiamo assistito al bellissimo concerto di Amara. In questo articolo cercherò di raccontare il doppio evento, ma anche riflessioni e le emozioni di due giorni fantastici e irripetibili. Sabato gli ospiti sono stati meravigliosi: hanno condiviso un pezzetto della loro infinita esperienza di vita e di spiritualità. Il tema era LA RIPARTENZE. C’è chi ci ha esortato a scappare dalle gabbie che noi stessi,  relazioni o situazioni ci creano. Chi ci ha parlato della sua esperienza accanto ai malati terminali e chi ci ha giustamente ricordato che il fondo è un’opportunità di cambiamento e risalita.

Sono grata alla  vita e alle tantissime opportunità che mi dona e mi ha donato nei molteplici periodi diversi, a volte gioiosi, a volte duri e drammatici, ma comunque intensi della mia esistenza. Le esperienze, anche complicate e drammatiche che ho avuto, mi ricordano che ho  l’opportunità di fare, cadere,  chiedere aiuto, rialzarmi e Vivere!  “Il realismo non crea la realtà, sono i sogni e la capacità di sognare che la creano!” Lo sa bene e ce lo ricorda Don Luigi Verdi che gestisce la Fraternità di Romena. È stato stupendo incontrarlo dopo il concerto di Amara, gli ho donato una busta, dentro c’erano i miei libri con dedica e una lettera molto sentita. Lo ho ringraziato per le cose belle che dice e per il racconto della sua esperienza di vita (ci  vuole coraggio, consapevolezza e generosità per raccontare anche i propri difetti e le proprie fragilità, come fa lui stesso!). Gli ho anche detto che lo seguo da circa tre anni.

Ho apprezzato molto Don Guidalberto Bormolini che ci ha ricordato l’importanza di arrivare alla morte sazi di vita, “perché se siamo sazi non ne vogliamo più.  Se la vita fosse piena di vita non avremmo paura della morte e di cosa c’è dopo”. Un discorso semplice, ma molto potente. Bormolini ama dire che: “la morte non è mai l’opposto della vita, è solo un passaggio della vita stessa.” E’ ideatore del Borgo “Tutto è Vita”, un luogo che ospita i malati, alcuni prossimi alla terminalità, ai quali, attraverso la meditazione, viene offerta  una prospettiva nuova. Il Borgo è un luogo di spiritualità e di cura della persona. “La meditazione – per padre Bormolini – è al centro di tutto, accompagnata da altri percorsi, in particolare artistici, ma anche con la cura degli orti, della natura in generale”. In una  puntata della bellissima trasmissione di domenico iannacone “che ci faccio qui”, c’è un interessante servizio su padre Bormolini e sul Borgo Tutto è Vita; ve lo consiglio su Rai Play o su Fb.

Mentre ascoltavo gli interventi profondissimi che ci hanno invitato a ricominciare, a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, pensavo a cosa avrei detto  se fossi stata  una degli invitati su quel grande palco. Non avrei  narrato chi sono e cosa faccio (per questo c’è Google e l’intelligenza artificiale, poi lo racconto in tante occasioni). Piuttosto, avrei parlato di un periodo molto brutto e serio, di vera e propria depressione, che ho avuto. Se lo analizzo con un po’ di distanza… non stavo vivendo a pieno la vita e cercavo di fuggire anche da quel dolore che, più provavo a reprimere e negare e “anestetizzare”, più mi  logorava. C’è voluto tanto impegno, soprattutto di chi mi vuole veramente bene, e poi molti miei sforzi. Ma ho capito che non potevo cambiare vita… rifiutarmi… rifiutare  ciò che sono e ciò che sto e stavo attraversando. Io  sono questa con i miei difetti, tante fragilità, ma anche cose positive che ho compiuto e soprattutto ho ancora la possibilità di rimettermi in gioco con nuovi traguardi che mi aspettano e un bel bagaglio di esperienze che mi rendono ciò che sono oggi! Prima di tutto ho un’esigenza: narrarmi e raccontare. Ciò dà senso  a quello che provo e  che  mi circonda.

Don Francesco Fiorillo, che dirige la Fraternità Monastero San Magno, ci ha invitati a uscire da situazioni e stati d’animo che ci incatenano: concetti semplici, ma pieni di verità e profondità. È stato meraviglioso quando ha detto che “va bene anche uscire di testa o uscire di senno, che poi che cos’è il senno lui, io e tanti altri non lo abbiamo capito, ma basta che si esca!” Il rischio, ha anche aggiunto il mio Amico prete e ex Dj, è restare immobili in situazioni che ci ingabbiano. La frase: “lo faccio per te, spesso è la gabbia più pericolosa” L’importante è capire se, siamo fermi in trappola per dinamiche create da noi stessi, o da altri e muoverci per cambiare. Anche se a volte è facile capirlo su gli altri o dirlo a noi stessi, ma farlo è un’altra storia. Comunque devo ammettere che molte storie di vita ci dimostrano che è faticoso  cambiare noi stessi e le situazioni, ma è possibile! Penso a chi fugge da un amore malato o da condizioni di guerre e povertà e riesce a ricostruirsi una Vita Migliore…! Ma senza andare a ricercare situazioni estreme… penso che tutti noi dobbiamo fare il punto della situazione e impegnarci al massimo per cambiare ciò che dipende da noi e ciò che possiamo cambiare. Anche se tutto ciò comporta tanto coraggio e la voglia di mettersi in discussione… e non sempre ce la facciamo o  siamo disposti a farlo.

Cristicchi e le persone che sto conoscendo perché hanno a che fare con lui mi stanno aiutando a rimettermi in gioco, spostare l’asticella dei miei limiti, emozionarmi, amare i viaggi, la fatica, le piccole scomodità, ma soprattutto  sentirmi VIVA. Cercare di essere gioiosa, ricercare esperienze e spiritualità, capire che per sentirmi viva devo Vivere, fare esperienze e raccontarle in forma scritta!  Tutti gli ospiti della serata hanno messo in luce l’importanza del cambiamento che è generato da due motori potenti: l’amore o un forte dolore. Ma è proprio facendo esperienza di tutto ciò è che ci sentiamo vivi e ci accorgiamo che stiamo vivendo pienamente i giorni che ci sono donati!

A introdurre la serata è stato Massimo Orlandi, che ha cominciato con il ringraziare i tanti volontari di Romena che, da mesi, hanno fatto un grandissimo lavoro per questo  evento e sono riusciti ad organizzare tutto benissimo. Eravamo tantissimi sul pratone vicino la Pieve Romanica e il  famoso giardino dei mandorli. Innanzitutto mi ha colpito il sorriso e la  vivacità dei volontari che ci hanno accolto e ci hanno indirizzato verso un’ area segnalata e delimitata da un nastro che era riservata alle persone con disabilità. Mentre stavo in fila con i biglietti in mano; a proposito sapete come si fanno i biglietti ridotti o omaggio per i concerti? In caso, in fondo alla pagina trovate i miei contatti, GRAZIE! Dicevo mentre stavo aspettando di entrare, ho sentito un commento poco carino su quest’area, fatto persino da chi vive una grave disabilità dei figli. Mi sembra inutile ripeterlo… ma mi viene ancor di più da pensare che sono felice che tante persone ci hanno riservato un’area di prato a pochi metri dal palco! Ci sono delle fortune a essere persone con esigenze speciali! Infatti alla fine del bellissimo spettacolo di sabato, io e molte altre persone siamo corse vicino le scale del palco. Al termine, Simone e Amara ci hanno salutati di fretta e sono scappati via! Di certo se eravamo più distanti dal palco non sarebbe stato possibile avvicinarli e quindi rinnovo la mia gratitudine ha chi ci riserva sempre i posti migliori ai grandi eventi!

La giornata più emozionante, intensa e faticosa è stata quella successiva. Il concerto di Amara era sul pratone di Romena alle ore 7.00. Avevo la sveglia alle 6.00, la paura di non sentirla e non farcela mi ha fatto sbarrare gli occhi alle 5 in punto! Negli ultimi anni sono tutto fuorché mattiniera!

Non è il primo concerto suo che ho visto dal vivo: l’estate scorsa ero stata a un suo bellissimo concerto a Roseto Degli Abbruzzi, (trovate il link qui sotto, nei “Leggi anche”)  ed anche lì avevo scambiato due parole con lei che è sempre gentilissima nei confronti  dei tanti fan. Io sono di parte… ma gli spettacoli e i  saluti di Cristicchi e Amara sono sempre strepitosi!

Peccato che quando “oso” spingermi oltre, c’è sempre chi dice “ma basta così, non puoi scocciarli… non ti è bastato…?” 

No, ahimè quando stimo delle persone (e per fortuna ne stimo parecchie) non mi basta la  loro arte  e il loro  mestiere, il mio sogno è conoscerle e  farmi (ri)conoscere, per ascoltare, raccontargli di me e poi, (va ripetuto che, Simone ed io, abbiamo tante esperienze simili: una tragica… e molte positive…) alla fine torno sempre, per fortuna… qui al pc a raccontare! La scrittura è sempre stato il mio modo per fermare pensieri e emozioni che galoppano veloci nella mia testa e mi chiedono di riordinarle e condividerle.

In dieci giorni ho assistito a tre eventi di Simone tra Roseto Degli Abbruzzi e Romena. Ci siamo sempre salutati, grazie a lui, alla gentilezza degli organizzatori e alla mia testardaggine di aspettarlo. Mi dispiace per chi mi accompagna ai concerti. Se potessi ci andrei da sola…! Ma in fondo hanno qualcosa da raccontare.

Lui è gentile perché parla con  chi mi accompagna, dà per scontato che siamo entrambe sue fan. È buffo e mi  fa ridere l’idea che non sia proprio così! Comunque è gentile a parlarci, ormai ci conosce!

La testardaggine e il  volermi spingere oltre, è sempre stato un mio difetto, ma soprattutto un pregio! Come mi hanno inculcato i tanti adulti di riferimento quando ero piccola… Ma essere testarda e tenace sono anche dei punti di forza: se così non fosse non avrei conquistato una vita piena, che è si faticosa, ma è ricca di tanti traguardi e soprattutto autodeterminazione. Non mi sono bastati i frettolosi saluti sotto il palco. Ho contattato una persona che mi ha detto dove potevo raggiungere gli artisti. Per motivi di privacy non racconterò chi è e come l’ho contattato. Ma questo articolo è un’occasione in più per rinnovare una stima che da parte mia c’è sempre stata, per questo tempo fa, ci ho tenuto a conoscerlo di persona e poi, come avete capito se seguite questo sito, il mio “lavoro” è viaggiare e scrivere, unico dettaglio è che non vengo pagata;) ma la motivazione c’è tutta;):).

Quando ho raggiunto Simone e Amara, li ho salutati. Sono felice che Erika Mineo, in arte Amara si ricordava di me, i miei deplint: “ce li ho, me ne hai dati tanti la volta scorsa” mi ha detto. Infatti è così, questo dettaglio non me lo ricordavo. Li ho  salutati e ho fatto loro i miei più sentiti complimenti. A lei ho detto che sul mio blog, più trovare l’articolo del suo concerto a Roseto degli Abruzzi, tanti articoli su Simone e, tra qualche giorno, anche questo su “Cristicchi & Friends, I MIEI FRAMMENTI DI LUCE”. Mi ringraziato e si è messa in disparte per rilasciare un’intervista.

C’erano diverse persone, tra le quali i genitori di Amara. Due signori simpatici e giovanili. Ho chiesto al padre se ballano ancora, spiegando che lo so da una delle tante interviste di  Erika. Mi ha risposto di si, dicendomi poi una frase del tipo “il ballo è la nostra vita!” Mi sono complimentata con loro per la loro energia e per la figlia eccezionale che hanno. Sono proprio delle belle persone. Ho regalato loro i miei libri con dedica e ci siamo fatti fare una bella foto! Sono felice che sono interessati alle mie “storie”. Ho avuto l’onore di regalare i libri a tante persone che stavano lì. Tanto che Simone mi ha preso in giro: “Zoe, vieni da me a spacciare i tuoi libri!?” “Eh si devo diffondere i messaggi…!” Gli ho risposto ironicamente. In fondo è quello che fanno anche i cantautori, poi Simone è anche fumettista, scrittore ed attore teatrale!

Tra interviste e shooting fotografici, le star erano ovviamente molto impegnate. Non mi sembrava vero di stare lì, ascoltare i discorsi degli altri: Massimo Orlandi e tante altre Persone non famose. Spesso il privilegio grande è ascoltare in silenzio o ascoltare tanto e rispondere con poche e misurate parole. Sarei stata li tutto il giorno, ecco forse questo sarebbe  stato (leggermente…) inopportuno!

Dopo poche ore, sono ripartita per Roma gioiosa, nutrita di musica, parole, spiritualità   e incontri che mi fanno sentire più ricca, felice, fortunata e determinata!

La volontà di vivere intensamente tutto ciò che mi accade, giorno per giorno c’è, la grande sfida è riuscirci! Ultimamente c’è anche la paura di non “potermi più permettere” di inseguire sogni e persone su e giù per l’Italia, in fondo sembra ma non è un vero lavoro per me…! Non sono solo io a correre in giro per gioire e raccontare, (tra l’altro l’interesse non è condiviso e sono l’unica ad essere entusiasta e voler sempre spostare l’asticella dei limiti…). Detto ciò, capisco che è  merito di chi attivamente si sforza di accompagnarmi, guida l’auto, fa degli sforzi fisici con i trolley e la sedia , accetta le piccole scomodità che comporta il fatto di USCIRE, cambiare luogo, stare più giorni su un evento! Vedremo…!

Mi accorgo, anche grazie a Cristicchi e alle bellissime persone collegate a lui, che la meraviglia fa parte di noi, nel bene e nel male. È vero che i nostri stati d’animo influenzano, positivamente, la risposta di chi si relaziona con noi, ma fino ad un certo punto.

Spero di tornare presto a Romena, incontrare ancora Simone, Erika e le  straordinarie persone legate a loro. Mi piacerebbe conoscere meglio, oltre ai due miei artisti preferiti, Don Luigi Verdi e Massimo Orlandi, giornalista e scrittore che stimo molto e una loro amica famosa e piena di talenti: Simona Atzori, danzatrice, pittrice e scrittrice, nata senza le braccia che va spesso a proporre varie attività, a chi per o motivo o per l’altro, si trova a Romena per un periodo…. Cito una frase del suo sito che solo una delle tantissime cose che apprezzo ed un po’ (tenendo presente le nostre diversità) mi riconosco in lei:

“La mia forza è nel modo in cui guardo me stessa e il mondo. Per questo condivido la mia storia e la mia arte, per affrontare insieme a chi mi segue le sfide che sembrano impossibili da superare”.

Vi lascio a due bellissime gallery di foto e video delle due giornate che forse varranno più di tante parole! Ogni amico di Simone, ma anche ognuno di noi è molto più di un frammento di luce per ricominciare! Come dice spesso il mio amico Don Francesco: vorrei ancora esprimere gratitudine immensa a tutti i personaggi noti ed alle tante persone che hanno collaborato a queste meravigliose ed emozionanti giornate. Magari quando le mie due fantastiche nipoti saranno un po’ più grandi, tornerò a condividere concerti e eventi speciali  con mia sorella Daria, la volontà c’è!

 

  • Ringrazio mia sorella Daria, che mi fa sempre l’editing degli articoli del sito. In questo ultimo anno sono quasi tutti sugli eventi di Cristicchi ed Erika. Sono felice quando mi dice: “che bello, sembrava di essere lì con te!”
  • Ringrazio anche me stessa, Daria, Maricica, Simone, Erika ed un paio di dottori e dottoresse perchè sto capendo che, grazie a questo mio interesse, il viaggi e gli articoli che sto ricominciando a riappropriarmi ad una vita più vera e vissuta intensmente!
  • GRAZIE ancora a tutti e a voi tanti che leggete i mie articoli. Grazie per le tante e-mail che mi scrivete. Ho “cura” di rispondere a tutti ed a tutte. Magari in breve… ma se ricevo… rispondo!
  • Il secondo video della galleria è l’incontro, avvenuto pochi giorni prima di Romena, nell’ambito del Roseto Gentile Festival, a Roreto Degli Abbruzzi.

Ancora grazie e buona visione!

Contatti:
E-mail: zoe.rondini@gmail.com
Oppure mi potete scrivere in privato sulla pagina Facebook ZoeRondiniAutrice o sul profilo Istagram

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L’emozionante incontro con “Il folle che parlava agli uccelli”

In questo articolo troverete le emozioni ed il resoconto dell’incredibile e rapido incontro tra me e Simone Cristicchi.
Dopo il Sanremo del 2025, ho cominciato a seguire il suo materiale online. Ho apprezzato tante interviste che parlano dei suoi famigliari, del problema che ha colpito la madre. La morte di suo padre ed altre grandi vicende autobiografiche. Di seguito troverete un collage della sua incredibile vita.
Ci tengo a precisare che non ho contatti diretti con l’artista… sono semplicemente andata a un suo concerto e a un suo spettacolo teatrale. Anzi se avete contatti con lui, Amara o qualcuno del loro entourage mi potete scrivere.
Aspetto i vostri riscontri, g
razie infinite.
Buona lettura.

Il 26 febbraio 2026 sono stata al Teatro Morlacchi, di  Perugia per vedere “Franciscus*, il folle che parlava agli uccelli”. Uno spettacolo del quale “Simone Cristicchi è autore, insieme a Simona Orlando e unico attore in scena. È stata un’ora e  mezza emozionante che, tra riflessioni e canzoni inedite, ha  raccontato la vita di Francesco di Assisi, il “santo di tutti”. In questo articolo mi soffermerò sull’ emozione e riflessioni di un incontro intenso, tanto atteso e desiderato, che spero non sia l’unico…

Qui di seguito riporterò e commenterò solo alcuni passaggi che ritengo più affini con il mio percorso di crescita e formazione.

Ma procediamo con ordine, sono felicissima di aver raggiunto il mio sogno: quello di fare quattro chiacchiere con Simone! Spero che non sarà stata l’unica occasione. Mi sto già organizzando per rivederlo e cercare di riassumergli le tante cose che ci rendono simili. Comunque è  stato molto disponibile con me ed il mio braccio destro, Maricica, la persona che vive con me e che condivide ogni esperienza, positiva e negativa, con amorevolezza e professionalità. Lo abbiamo incontrato dopo gli  spettacoli, grazie alla disponibilità del suo staff che mi ha consentito di poter accedere al dietro le quinte dopo il concerto a Roma dello scorso primo novembre e di nuovo a Perugia!

I messaggi

Nella seconda occasione in Umbria Simone era molto più a suo agio e disponibile a parlare, probabilmente anche perché c’era meno folla e si è evitato l’effetto assalto! Si ricordava del nostro incontro a Roma. Appena l’ho visto gli ho dato una busta trasparente preparata con molta cura, i miei libri glieli avevo già regalati. Nella busta, da una parte si vedeva l’album delle foto del concerto di Amara e, dall’altra c’era un foglio con su scritto:

Per Simone Cristicchi da Zoe Rondini

In questa busta troverai:

-Una lettera per me molto importante,

-L’anticipazione di un’intervista che sogno di farti,

-Foto del concerto di Erika a giugno 2025, a Roseto Degli Abbruzzi,

-Qualche altra foto delle mie passioni,

-Un disegno fatto da me e mia nipote Adriana di tre anni e mezzo (ovviamente fatto con i nostri stili…😊😉),

-Qualche depliant sui miei libri (e non solo) che vi ho già regalato,

Prima di tutto ha letto il mio nome. Ero concentrata sulle tante cose che ci tenevo a dirgli, sapendo di avere poco tempo a disposizione e per questo mi sono dimenticata di presentarmi. Gli ho spiegato il contenuto della busta, ero molto emozionata, ma sono comunque riuscita a dirgli tante cose. L’ho ringraziato per  ciò che comunica. Gli ho spiegato che mi piacciono le sue interviste e le conosco, più  o meno, tutte a memoria grazie a YouTube, anche Maricica  lo ha confermato! Gli ho raccontato che scrivo, che abbiamo tante esperienze in comune.  Gli sono grata e lo ammiro,  non tanto per la sua arte, mi sembra scontato dirgli che lo conosco e lo apprezzo come artista, quanto per le cose che dice. Amo ascoltare le sue interviste e i messaggi che trasmette in varie trasmissioni, presentazioni e concerti. Si ispira a cose semplici, concetti chiari e preziosi presi da situazioni e personaggi. Come dice lui stesso, è una persona in continua ricerca,  si rifà ai  valori del vangelo e principi universali che fanno parte  di ogni religione e dovrebbero far parte di ogni essere umano.

La fatica personale e famigliare

Si vede che ha faticato, ha sofferto, non ha avuto una vita semplice. Ha raccontato in tante occasioni che, nei suoi esordi nel mondo della musica, ha dovuto faticare dieci lunghi anni prima di emergere e  trovare la sua strada. Penso che sia attento agli altri anche perché la mamma Luciana è il suo modello di forza: rimasta vedova presto ha cresciuto da sola i tre figli Daniele, Simone e Desirè.  La donna nel 2012, ha avuto una  grave emorragia cerebrale. Simone era in autostrada di ritorno da un concerto, i medici non avevano lasciato speranze: la signora era morta clinicamente, fin quando si è risvegliata. “Non era la stessa Luciana di prima – dice il cantautore -. L’anima è intrappolata in una corazza che non le permette di fare granché o di esprimersi correttamente”.  Magari questa esperienza di vita  lo ha reso recettivo e attento a tante situazioni.

I Matti de Roma

Non dimentichiamoci anche che nel 2005 ha girato tante strutture psichiatriche, in varie regioni d’Italia, per raccoglie le testimonianze attorno alla malattia mentale e ha realizzato il bellissimo documentario “dall’altra parte del cancello”.

Nel 2007  ha vinto a Sanremo con la canzone Ti Regalerò Una Rosa, che racchiude tante storie e sensazioni ricevute nel viaggio nelle e sulle malattie mentali. La canzone ha vinto il Premio della Sala Stampa Radio-Tv e il premio della critica intitolato a Mia Martini. Un vero e proprio successo. Sui problemi mentali, che ha narrato, in un’interessante intervista al Corriere Della Sera che:

“Quando ero piccolo, nel mio quartiere si aggiravano figure particolari con cui tentavo di entrare in empatia. Da lì ho preso spunto per tante canzoni, come, per esempio quella intitolata I MATTI DE ROMA. Al centro diagnosi e cura di un ospedale di Roma poi, veniva spesso ricoverato spesso un amico, per problemi di droga. Lo andavo a trovare, portavo la chitarra per fare musica in questi reparti. Ricordo un uomo che faceva collezione di cavatappi, un professore di storia dalla cultura immensa caduto in depressione. Ne ho tratto il mio primo libro, “Centro di igiene mentale”. Ho realizzato un documentario sui manicomi, intervistando centinaia di infermieri, medici, ex degenti, artisti”.

 

Le cose che abbiamo in comune

Simone e io, ci reputiamo due cantastorie, entrambi abbiamo sperimentato varie forme d’arte, lui il disegno, la musica, la recitazione, la scrittura. Io la scrittura e la recitazione. Tra le varie forme artistiche, ha trovato la sua comfort zone nel teatro, io nella scrittura. A dieci anni perde il padre Stefano, quarantenne.

“Mi sono chiuso nella mia stanza, non volevo vedere più nessuno, e ho cominciato a disegnare. È stato un modo per canalizzare la rabbia che sentivo crescere in me. Noi possiamo nascere più volte in una sola vita, e a qualsiasi età: il Simone “artista” nasce nel momento peggiore della sua vita. Come antidoto a questo dolore invento un mondo immaginario perfetto dove vivere. Disegnavo in modo compulsivo, anche dodici ore al giorno. Per questo porto gli occhiali da vista”.

Il nostro magico incontro e la mia ipotetica intervista

Ma torniamo alle bellissime sensazioni del nostro incontro. L’ho abbracciato forte e lui si è lasciato abbracciare e poi abbiamo fatto la foto. È stato lui a dire a Maricica di farla. Andando via gli ho fatto gli auguri per il compleanno del primogenito Tommaso, che ha da poco compiuto diciotto anni, mi ha ringraziata.  Credo e spero di avergli fatto capire che lo conosco bene. Gli ho anche detto che ci vedremo a metà luglio da un amico in comune…

Nella busta c’era anche un’intervista che sogno di fargli. Su questo ho fatto solo un accenno, gli ho detto che conosco bene tutte le sue interviste e quindi gli ho preparato delle domande inedite. Non ho avuto il coraggio di dilungarmi su questo aspetto perché spero che leggerà tutto con calma. Riguardo all’intervista avevo anche paura di infastidirlo e fargli dire che non mi sarà mai possibile realizzare questo sogno. È stato un incontro stupendo che temevo di rovinare. Simone è stato molto accogliente nei nostri confronti. In poco tempo gli ho accennato che ho  tante domande nuove anche perché quello che racconta della sua vita lo so molto bene e ogni risposta mi attiva pensieri, ragionamenti e nuove domande! Dice spesso che il suo super potere è la curiosità, si è dimostrato attento e curioso nel conoscermi e per tutto ciò gli sono veramente grata! Dice anche che non ci deve essere distinzione tra persona e personaggio. Infatti è stato aperto ed umano proprio come lo immaginavo.

L’unicità e l’effetto auto-curativo delle forme narrative

Abbiamo in comune molte cose.  Ad esempio un lutto famigliare improvviso quando eravamo poco più che bambini. A ciò  ha reagito chiudendosi in camera, altrimenti come dice oggi lui stesso,  avrebbe fatto del male agli altri. Non  sopportava le facili risposte degli adulti, come ad esempio: “tuo padre è andato in celo”.  Si vergognava di essere l’unico, tra i suoi amici, a non avere entrambi i genitori. Come dice lui, entrambi ci siamo salvati la vita con l’arte. Altrimenti probabilmente saremo state persone molto più problematiche senza la narrazione che per lui è sfociata nel disegno e per me nello scrivere la mia vita. Ho narrato  i ricordi che mi legavano al secondo marito di mia madre che è venuto a mancare prematuramente ed improvvisamente il 3 agosto 1994.

Per inciso dopo l’improvvisa morte del padre Stefano, Simone, ha reagito disegnando, in camera sua per ore ed ore. Creava vignette con personaggi  ironici e strampalati.  E’ stata la sua prima forma di racconto e, con il tempo e l’aiuto del suo grande maestro di disegno Iacovitti, è riuscito a trovare la sua unicità. Io non l’ho trovata… piuttosto direi che sono state la mia diversità e unicità che hanno trovato me!

Dall’adolescenza  in poi, ho fatto “pace” con la mia diversità e ho “tramutato” il mio bisogno di narrarmi… in esigenza creativa! Infatti, in quegli anni di mutamento, ho compreso  che è grazie alla mia unicità ed al bisogno di narrarmi e di narrare   che mi sono realizzata nella vita personale e professionale…  Per quanto mi riguarda, dai mie tredici anni in poi, ho cominciato a riempire i momenti vuoti con la scrittura. La narrazione di sé è diventata strumento di empowerment e capacità di interagire con gli altri.

Simone ha detto di essere per l’inclusione e sta dalla parte degli ultimi. Ha un super potere: la curiosità che lo ha aiutato a voler capire tante situazioni. Adesso che sono adulta penso che il mio super potere sia la memoria  per i racconti di vita. Tutto ciò mi ha portata a scrivere prima il romanzo autobiografico Nata Viva e poi il saggio polifonico RaccontAbili . Il secondo volume l’ho realizzato grazie a delle interviste che mi hanno permesso di accedere a tutto quello che di straordinario e ordinario c’è nelle vite delle persone che per diverse ragioni hanno a che fare con le disabilità. Il libro affronta tematiche quali: famiglia, lavoro, arte, routine, amore e sessualità; dal punto di vista, delle persone che, direttamente o indirettamente vivono una situazione di disabilità. Per tutte le informazioni sui miei  lavori e per scoprire cosa mi spinge a fare ciò che faccio vi invito a visitare la pagina Zoe Rondini del mio portale Piccologenio.it .

Il web come spinta ad essere curiosi, aperti e crativi

Le mie passioni e attività mi portano a fare questa riflessione: è vero che internet nasconde tante insidie, lo vediamo quasi costantemente nei fatti di cronaca, ma come tanti strumenti può e dovrebbe essere usato anche con correttezza e responsabilità per valorizzare a pieno le potenzialità enormi che Internet e i social network offrono. D’altronde, è grazie all’utilizzo di YouTube se ho scoperto, la bravissima artista e compagna di vita di Simone, Erika Mineo, in arte Amara, le persone stupende del Monastero San Magno, dove i due artisti hanno fatto concerti e  presentazioni di libri. Sempre grazie all’algoritmo di YouTube sono capitata nei video delle loro conferenze ed esibizioni alla Fraternità di Romena, dove vorrei andare presto a conoscere diverse persone. Ed ancora, è  sempre grazie a internet, in particolare i video, che ascolto ogni giorno storie di vita drammatiche, coinvolgenti o divertenti. Tant’è che di recente ho aggiunto alla pagina Zoe Rondini, del   mio portare queste parole: “Amo le storie di vita. (…) La raccolta e divulgazione dei racconti di vita altrui non è solo una delle colonne portanti del mio lavoro, ma è anche una grande responsabilità e una passione. Per questo, nel tempo libero, amo ascoltare storie di vita, mi piace sentirle dal vivo o tramite radio, interviste e YouTube. (…) Credo che tutto ciò sia una particolarità importante, da coltivare per cercare di essere una persona migliore, utile non solo a me stessa ma anche agli altri, sul piano professionale e personale. Perché l’unicità e lo stupore sono l’essenza di ogni persona”.

Altri lati umani dell’artista

Tornando all’incontro con Simone è stato veramente bello potergli dimostrare la mia ammirazione e gratitudine. E’ una persona attenta, empatica, disponibile e umana. Mi piacciono i racconti sui nonni Rinaldo e Selene, gli aneddoti su sua zia Rosina. La mia intervista sarebbe incentrata  sul “completamento” della sua storia di vita. Ovviamente ci sono domande sulla sua faticosa e brillante carriera, ma sono tutte dal punto di vista di come le ha vissute come persona più che come artista. Non si tratta di domande tecniche su musica, teatro, scrittura e disegno.

È lodevole che senta una forte responsabilità per i messaggi che trasmette. A suo dire, chi ha un microfono davanti si deve fare strumento di messaggi sociali importanti. Direi che per fortuna, tutto ciò con lui è tangibile a livello artistico e mediatico. Sono felice che, in questo caso… esista una coerenza tra persona e personaggio. Tra ciò che è e ciò che trasmette…

Per il mio rapporto personale con la musica posso raccontarvi che per tanti anni non sono andata a concerti e i miei gusti musicali erano molto ridotti e discutibili da tante persone. Ormai sono matura e in grado di organizzarmi, ho imparato anche a chiedere aiuto lì dove  serve… Ultimamente sto andando spesso e volentieri, a teatro ed a numerosi  concerti. Spero anche di continuare così e che, con l’arrivo della bella stagione, che mi  favorirà  gli spostamenti, ci  sarà modo di andare alla Fraternità di Romena, al Monastero San Magno e a tanti eventi.

Per me è importante l’umanità di un artista. Capisco che non è semplice stare dietro ai tantissimi fan, ma loro sono i portavoce di messaggi importanti, positivi e condivisibili. Mi è capitato in passato, (con un’artista su quattro) di non riuscirgli  a dare una busta con i miei libri e una lettera per me molto importante al famoso cantante che seguivo in quel periodo. La delusione è stata talmente forte che dopo  quel tentativo… i suoi testi che parlano d’amore in tutte le sue forme, non mi risuonavano più, anzi mi sembravano ipocriti! Sono andata per fino vicino a Milano per un suo concerto, dopo averne visto uno a Roma anni prima. All’epoca non mi era semplicissimo organizzarmi… Tra cd e biglietti acquistati senza usufruire dello sconto destinato alle persone con disabilità e rispettivo accompagnatore, avevo fatto la mia parte per contribuire al mestiere, faticoso e creativo, di quel noto artista e di chi lavora per lui e con lui…! Il cantautore e il suo staff potevano essere più accoglienti: infondo tra una foto e due parole, non gli avrei rubato più di qualche minuto!

Speranze e progetti futuri

Per un prossimo futuro spero non mancherò occasione di interagire con lui ed Erika. Nei “leggi anche” qui sotto troverete i link al racconto del concerto di Simone e quello di Amara. Per questi obiettivi non voglio perdere la speranza  e la volontà che mi hanno  sempre aiutata ad impegnarmi per cercare di raggiungere i miei sogni più importanti! Tutto ciò è una spinta importante per avere nuove idee da narrare, vedere bei posti e fare tesoro di nuove esperienze umane e “turistiche”.  Perchè ogni bella esperienza si vive tre volte:  quando la sogni, quando la vivi e quando la ricordi.

  • Grazie alle tante persone che si sono emozionate leggendo questo articolo e grazie a mia sorella che, dopo averlo corretto, mi ha detto “Bello, sembrava di essere lì con te!”

Ecco qualche vostro esempio:

  • “Cara Zoe, mi sono emozionato leggendo il tuo articolo. Attraverso le tue parole ho apprezzato questo artista che non conoscevo, ma ho anche rivissuto tanti momenti della vita che abbiamo condiviso sia direttamente che indirettamente. Alcuni dei tuoi dolori sono stati anche i miei. Sei veramente un Piccolo Grande Genio. Ti abbraccio. S”
  • “Auguri Zoe, buon 8 marzo 💛(…)
    Mi piace come ti sei posta con Simone e spero che il tuo sogno di intervistarlo si avveri. R.”
  • “Grazie per avermelo girato personalmente 🙏❤️.E’ un artista che apprezzo molto e mi hai dato informazioni per approfondire  e quello che ha fatto, cose che non sapevo…grazie di cuore per il tuo pensiero per me ❤️V.”

Contatti e libri:

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Leggi anche:

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Il concerto di Simone Cristicchi: talento, ma poco tempo per i fans

Zoe Rondini: formazione e lavoro

 

*Franciscus, il folle che parlava agli uccelli
di e con Simone Cristicchi
scritto con Simona Orlando
canzoni inedite di Simone Cristicchi e Amara
musiche e sonorizzazioni Tony Canto
scenografia Giacomo Andrico
luci Cesare Agoni
costumi Rossella Zucchi
aiuto regia Ariele Vincenti
produzione Centro Teatrale Bresciano, Accademia Perduta Romagna Teatri
in collaborazione con Corvino Produzioni

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