Dove sta la disabilità?

“Probabilmente concedere una maggior autonomia sessuale alle persone disabili spaventa noi più di quanto sia un problema per loro.“

Questa provocazione, estratta da un articolo pubblicato qualche tempo fa, è uno spunto di riflessione per ciascuno di noi, per le nostre numerose forme di handicap di cui siamo ignoranti portatori.
Una prima distinzione è di obbligo tra Amore e Sessualità, ed ancora di più tra Innamoramento, Amore e Sessualità.
L’innamoramento si rappresenta con un’iniziale forma di depressione dovuta alla solitudine in quanto siamo individualmente handicappati, la completezza è nella coppia eterosessuale F+M; senza entrare in altri pensieri sociali aspramente “contaminati“ dalle varie forme di omofobie. Anche su queste “nostre paure“ ci risparmiamo le polemiche su cui si è ampiamente dibattuto.
Grazie all’innamoramento sono possibili le prime esperienze di contatto fisico (baci, abbracci, carezze, necking e petting) tipiche delle fasi adolescenziali meglio definite  “il tempo delle mele“.
In questo periodo del nostro ciclo di vita, grazie ad una sorta di orologio interiore, inizia una abbondante produzione di ormoni, e proprio durante l’innamoramento viene prodotto un ormone, la feniletilamina o FEA responsabile dello stato di eccitazione e attrazione. Questo sconvolgimento interiore è una spinta ed un sostegno alla ricerca di autonomia dalla dipendenza genitoriale.
Rappresenta un equilibrio di sintesi tra tenerezza e sensualità e il compimento dell’identità sessuale,
ed il conseguente sviluppo della personalità. Successivamente l’organismo produce degli oppiacei mentali (endorfine o morfine endogene) che hanno un effetto contrario alla FEA; la durata dell’innamoramento è….. un tempo non ben definibile; ma che per le persone timide, resta in un “limbo impresentabile“. Dove sta la disabilità?

Dottor Francesco Tassiello (psicologo sessuologo)

Continua a Leggere

abili e disabili insieme nello stodio e per lavoro

Lo sportello per i diritti degli studenti disabili de “la sapienza di Roma“ cerca personale che sarà retribuito.   
 L’Ateneo si è attivato per avviare un tutorato specializzato in grado di offrire, ad ogni studente che lo richieda, un sostegno didattico adeguato alle richieste personali, specializzato nella materia che interessa allo studente, utilizzando tutte le figure della docenza, necessarie per migliorare l’nterazione dello studente durante l’attività didattica e diminuire il carico di lavoro nella fase di studio a casa.
 È un servizio importante per i tutor e per gli studenti disabili, per saperne di più clicca su: http://www.uniroma1.it/studenti/handicap/servizi/tutore.htm
 Le richieste devono inoltrarsi presso uno dei seguenti Uffici:
* Ufficio studenti disabili
* Sportello per i diritti delle persone disabili
* per maggiori informazioni:
Numero verde 800-410960
* http://www.uniroma1.it/studenti/handicap/servizi/tutore.htm

Continua a Leggere

Lo sfogamento

Essendo più adeguato
e in modo più chiaro
nel senso del normale,

Scrivendo con la solita scritta
diventa
così toccante che tocca….
che tocca più in profondità ad ogni lettera
che è esterna alle parole,
parole che sono belle o brutte.

Quelle parole che stanno fuori di me sono troppo brutte
ecco perché ti chiedo di starmi vicina.
E’ molto più importante delle parole
il volermi bene davvero.

Io ho il mio problema che mi tocca
dentro
fino in fondo.

Come persona sarei un po’ intelligente
e carina
e brava
e sensibile, buona, dolce e sincera,
sarei più serena
e felice
e contenta.

Io mi rispetto dentro
Io non ce l’ho con nessuno,
mi sento semplice
e tranquilla
e calma
e mi accetto così come sono.

Io sto bene
io mi stimo
e sento la vostra amicizia
solo che non so bene come essere utile
perché io ho un handicap
sono down!

Ho il carattere buono,
rispetto gli altri perché sono una vera persona
essere umana
come lo siamo tutti.

Ecco perché io sto dalla tua parte
perché ci tratti come persone
non ci prendi in giro fingendo con noi
perché ti fidi
e credi in noi
e ti metti in gioco con noi
non per noi.
Ti prego continua così
non voglio essere rifiutata nemmeno da nessuno.

nemmeno
da
nessuno.

Perché so perfettamente che c’è qualcuno che mi rifiuta
e mi lascia sola nell’isolamento di essere sola.

Io non voglio tutto questo male
questa maledizione del male che sta fuori di me stessa.

io so che cosa c’è al di là della fine
la morte.

L’amore che si lamenta e si agita
recitando, cantando, ballando, suonando, scrivendo.

L’amore del cuore
si è messo d’accordo
con la fine della vita
per cercare di avere ragione sul potere della natura.

Vogliono lasciarmi sola
ma non ce la faranno.

Continua a Leggere

Teatrabilità Curriculum vitae

Curriculum vitae
Oltre quella sedia
La spontaneità è la vera arte ……
La semplicità è la vera forza…….

spettacoli messi in scena:

febbraio 2003 ” Arlecchino e i suoi amici ”
maggio 2004 ” Oltre quella sedia ”
ottobre 2005 “Le belle statuine sono pronte?” (partecipazione al festiva “Arte ed espressivita”” organizzato dalla provincia di Gorizia)
aprile 2006 “essere o apparire” (partecipazione al palio degli asinelli di Trieste)
maggio 2007 “essere o apparire” teatro oratorio Roiano Trieste
maggio 2007 “essere o apparire” partecipazione al festival “teatro e disabilita’” organizzato dall’Azienda sanitaria di Rovigo (premiati come miglior gruppo per mimica e gestualita’)
luglio 2007 “essere o apparire” partecipazione alla festa dello sport di San Vendemmino (TV) (serata organizzata dall’associazione di volontariato “L’arcobaleno” di San Vendemmiano)
agosto 2007 “il giardino dei segreti” partecipazione a “Serestate” di Trieste
ottobre 2007 “essere o apparire” partecipazione “Albatros poeta auditorium Concordia Pn
Ottobre 2007 3 spettacoli durante la settimana dei bambini del mediterraneo Ostuni
Novembre 2007 “essere o apparire” all’ITIS di Trieste
Dicembre 2007 “Nel mare“ teatro oratorio Roiano Trieste

interventi sul campo:

novembre 2004 Caffe’ san Marco di Trieste conferenza animata sulla teatrabilita’
dicembre 2004 happening teatrale dal titolo “la gioia nell’handicap” al Caffe’ san Marco di Trieste
dicembre 2004 “animazione spontanea” durante un viaggio in treno Trieste / Pescara,
gennaio 2005 animazione teatrale delle befane presso “AIAS” di Monfalcone
febbraio 2005 animazione teatrale di carnevale presso “associazione dei volontari della sofferenza” Ruda (Udine)
marzo 2005 Scuola media san Canzian d’isonzo (Go) animazione e teoria sull’avvicinamento all’handicap
marzo 2005 inaugurazione “A mezza via “, sede associazione Incammino (che si occupa di disabilita’ a Trieste) con animazione musicale
aprile 2005 libreria “Giunti al punto” di Trieste, conferenza animata e animazione con bambini
giugno 2005 giochi di animazione nel giardino di Villa Revoltella (Trieste)
luglio 2005 giochi di animazione nel giardino di Villa Revoltella (Trieste)
agosto 2005 serate di animazione per l’associazione D.U.M di Udine durante i loro soggiorni estivi a Bibione (Ud)
agosto 2005 incontri di animazione sociale per volontari per l’associazione D.U.M. di Udine durante i loro soggiorni estivi a Bibione (Ud)
settembre 2005 giochi di animazione nel giardino di Villa Hengelmann a Trieste
settembre 2005 presentazione animata del progetto presso il “Zeleni Center” di Vrhpolje (Slovenia) nel contesto della manifestazione culturale intitolata “Jam Creative Session”
novembre 2005 happening di teatrabilita’ durante l’open day al C.S.M. di Domio (Trieste)
novembre 2005 partecipazione al convegno internazionale di Rimini sull’integrazione scolastica, organizzato dal centro studi Erickson di Trento, con relazione animata del nostro progetto
gennaio 2006 animazione “il Calzetto” presso “il trullo” di Monfalcone
(in collaborazione con l’aias)
marzo 2006 animazione in collaborazione con l’Unitalsi di Trieste durante l’incontro “di primavera” organizzato per i volontari e i “malati” dell’Unitalsi di Ts
maggio 2006 intervento di conoscenza della teatrabilita’ nella scuola elementare di Turriacco (Go)
settembre 2006 presentazione animata presso il Caffe’ san Marco di Trieste
da ottobre 2006 collaborazione con l’Anffas di Gorizia con teatrabilita’ in movimento
da dicembre 2006 ad aprile 2007 collaborazione con la parrocchia di Mossa (Go)
con teatrabilita’ al catechiscmo
da marzo 2007 collaborazione con scuola superiore di Trieste “De Sandrinelli”
maggio 2007 presentazione animata del progetto durante la tavola rotonda organizzata durante la rassegna teatrale “Teatro e disabilita’” organizzato dall’azienda sanitaria di Rovigo
luglio 2007 inizio progetto di collaborazione con DUM di Udine per formazione volontari e creazione di una loro rappresentazione con metodi di teatrabilita’
settembre 2007 inizio teatrabilità in movimento con Anffas di Gorizia (secondo anno)
settembre 2007 performance di teatrabilità alla galleria Tergesteo di Trieste
ottobre 2007 partecipazione alla rassegna teatrale “L’albatros poeta” di Pordenone con il nostro spettacolo “essere o apparire”
ottobre 2007 partecipazione alla “settimana dei bambini del Mediterraneo” organizzato dal comune di Ostuni
novembre 2007 performance di teatrabilità all’ITIS di TRIESTE
dicembre 2007 spettacolo “Sconcertanti“ creato assieme al Dum di Udine alla sala parrocchiale di san Pio x (Ud) prima rappresentazione nel progetto di collaborazione con il Dum
gennaio 2008 laboratorio ai margini: essere o apparire, dipende durante psicodramma a  più voci (Provaglio di Iseo Brescia)
 

Continua a Leggere

Teatrabilità

Un sostegno alla “normalità”
dando opportunità alle “diversità”

….opportunità di scoprire
 che cosa c’è oltre “quella sedia”…
Ma cosa intendiamo per “oltre quella sedia”?
Le difficoltà, i pesi, la timidezza, i sensi di colpa, gli stress, la monotonia, l’incapsulamento dalle etichette Non  curiamo nessuno ma ci prendiamo cura di ognuno partendo dal prenderci cura di noi stessi attraverso la liberazione delle proprie capacità fisiche, emotive, intellettive, spirituali.

La storia
La teatrabilità é nata nel 2002 come idea, l’idea si è sviluppata in un corso , il corso ha creato uno spettacolo, lo spettacolo ha formato un gruppo (denominato Oltre quella sedia) e il gruppo è diventato un’opportunità  per rinnovarsi e trasmettere una nuova cultura per trasmettere che tutti possiamo realmente giocare al meraviglioso spettacolo che è la vita, non serve essere né esperti né inesperti, né professionisti né alle prime armi, né abili né disabili, né appassionati né curiosi, né bambini, né giovani  né anziani, né forti né deboli,  basta essere esseri umani

“Tra i partecipanti si sente l’affiatamento nato dall’essere tutti parte di un piccolo progetto  dove attraverso la musica, il disegno, le pernacchie, le imitazioni, il ‘mi piace’, le canzoni, gli animali, le poesie, le storie, le favole, il gioco del vai, le risate, gli abbracci, le respirazioni, le palline di carta, il the, la libertà di esprimersi, di giocare, cantare, ballare, sono riusciti a riscoprire e far riscoprire a chi gli è vicino la gioia di essere un capolavoro piuttosto che l’illusione di essere qualcuno e con il passare delle settimane si sono visti notevoli miglioramenti da parte di alcuni protagonisti che si sono sentiti accettati dal gruppo e da se stessi e liberi di sfogarsi se ne avevano bisogno, di rilassarsi se ne avevano l’esigenza, di creare se ne avevano voglia, di cercare il silenzio se ne avevano necessità…”.
La teatrabilità come uno strumento quindi. per esprimere la propria libertà di essere, per sentirsi gruppo per sentirsi accettati per quello che si è, per poter relazionarsi liberamente per quello che si è.
Chi siamo
Un gruppo di persone che promuove le singole individualità attraverso la forza del gruppo, che cerca di portare una nuova cultura attraverso uno stile, lo stile teatrabilità.
Attraverso il gruppo, con la spontaneità e la semplicità, i singoli individui si sono scoperti rinnovati nell’animo, nello spirito, nel corpo e soprattutto nel quotidiano e questo ha fatto sì di osservare e sentire che la teatrabilità  esce dal contesto teatrale ed entra nel contesto sociale a  tutti i livelli. Creiamo anche spettacoli opere d’arte che sono mezzi e non fini, mezzi per metterci in gioco davanti ad un pubblico e per dare un messaggio in modo più amplio.
Il gruppo dà l’opportunità al singolo di sentirsi accettato per quello che è; la prima cosa che fai quando ti metti in gioco con noi è quello che sai fare e questo arricchisce il gruppo che ridona al singolo la fiducia in sé stesso e l’opportunità di crescere attraverso la stimolazione reciproca spontanea che avviene in questi casi.
Il tutto attraverso le tre parole chiave di questo stile:
animazione, educazione, libera espressione.
Animare: dare vita
Educere: condurre verso
ex-premere: spingere fuori, forzare all’esterno

Da dove nasce lo stile Teatrabilità?
Da un amalgama di esperienze personali (oratorio, bambini, disabilità, gruppi, sport, teatro) di conoscenza diretta di altre esperienze simili e di ricerche di studio sull’educazione e la pedagogia e gli stili artistici del passato. (l’espressionismo in particolare) che mi hanno portato alla ricerca di quello che sta oltre.

Quali sono le caratteristiche dello stile teatrabilità
Non è un luogo, non è un’attività, non è un corso, non è una lezione, non è una scuola, non è uno sport, non è un passatempo, non è un diversivo, non è una “cazzata”, non è facile, non è un miracolo, non è una parentesi, non è volontariato, non è una costrizione, non è bello, non è brutto, non è interessante, non è inutile, non è sempre uguale, …è semplicemente un’opportunità di esprimere sé stessi attraverso la liberazione delle proprie capacità, emozioni, in un insieme di persone (gruppo) che hanno il coraggio di mettersi in gioco.
Si, il coraggio, perché in questa società di oggi dove non si fa più fatica, dove non serve più impegnarsi, dove i valori di base della vita sono secondari se non terziari rispetto al nauseabondo tutto e subito, c’è bisogno di coraggio, che è una forza morale che mette in grado di intraprendere grandi cose e di affrontare difficoltà con piena responsabilità e consapevolezza.
Coraggio di andare oltre le etichette, tutti siamo disabili in qualcosa, la disabilità è nella vita, (timidezza, sensi di colpa, insicurezze, ecc.) nessuno può fare tutto, ma tutti possiamo fare qualcosa, mentre le persone imprigionate nelle etichette (e non solo la disabilità) non possono fare più di quello che sono abituati a fare.
Ecco il perché del nostro mettersi in gioco, andare oltre come un ponte per poter raggiungere degli obiettivi da angolazioni diverse.

“…Diverso da tutti quei normali che credono di essere normali ma continuano a dirsi che ognuno è diverso e allora chi sono gli strani….lui che accetta di essere diverso ma non viene accettato per la sua diversità o loro che non accettano di essere diversi e vengono accettati per quello che appaiono?…essere o apparire…..è un continuo grido che canta.. è un canto straniero…”  (tratto dallo spettacolo essere o apparire di Marco Tortul)

La teatrabilità ha due sentieri:

“La mente pensa e crea pensieri…l’anima sente e crea sentieri”
“Marco Tortul”

-il primo porta ad un progetto sul territorio (nelle scuole, oratori, ricreatori, associazioni, giardini ecc.) dove abbiamo constatato che troppe volte la diversità fa paura, viene messa ai margini, ha bisogno di sostegni fisici, mentali, strutturali.
Attraverso questo progetto, vogliamo trasmettere una nuova cultura che sia un sostegno alla normalità per poter riflettere e far riflettere in modo attivo sull’handicap e sulle diversità, nell’handicap e nelle diversità, con l’handicap e con le diversità e sviluppare una mentalità più aperta al dialogo e alle relazioni e dare strumenti utili per andare oltre le etichette. perché troppo spesso abbiamo tanti “cosa“ fare e pochi “come“ farlo.

– il secondo sentiero porta alla creazione di spettacoli opere d’arte dove durante incontri settimanali vengono create delle scene teatrali a partire dal vissuto reale delle persone del gruppo.

“Ho sperimentato che quando dai a una persona alcuni strumenti per esprimersi, soprattutto se in una forma semplice, e la metti nelle condizioni di sentirsi libera dalle etichette, di colpo mette in azione la sua spontaneità e scopre di avere dentro di sé qualcosa che prima non sapeva di avere, qualcosa che può trasformare il suo quotidiano e che può anche diventare racconto.”(M.Balliani)

Ecco perché io sto dalla tua parte
perché ci tratti come persone,
non ci prendi in giro fingendo con noi
perché ti fidi
e credi in noi…
e ti metti in gioco con noi,
non per noi
Ti prego, continua così……..
Non voglio più essere rifiutata nemmeno da nessuno..
nemmeno
da
nessuno
 (tratto dalla poesia “lo sfogamento” di Libera Serena Fri Ziviani)

L’associazione
“GNAPACIUPA” è il nome dell’associazione  che attraverso lo stile teatrabilità dà l’opportunità di crescere come individui a tutti coloro che abbiano la volontà di mettersi in gioco per rinnovarsi;
non serve essere né esperti né inesperti, né educatori né insegnanti, né genitori né figli, né professionisti né alle prime armi, né abili né disabili, né appassionati né curiosi, né bambini, né giovani  né anziani, né forti né deboli,  basta essere esseri umani

L’handicap
Tutte le persone con una disabilità debbono essere marchiate a fuoco per la vita con quell’orrendo simbolo?
Le persone etichettate disabili hanno vissuto da bambini quasi tutte le cose “normali”, poi l’entrata nel mondo della scuola e già le prime differenze venivano messe in rilievo (insegnante di sostegno, accompagnamenti, ecc), poi gli altri crescono e si aggregano a dei gruppi (catechismo, sport, arti in generale)mentre la persona etichettata disabile va a fare terapie, parla con psicologi, psicoterapeuti, i genitori hanno contatti con assistenti sociali……è malato, è diverso…..!
E più cresce più si accentua questa diversità.
Poi la scuola finisce e il “normodotato” sceglie la sua strada, il disabile no, viene inserito in centri occupazionali educativi, in centri diurni, in comunità terapeutiche, in programmi specifici e viene sempre più tolto dalla realtà vera.
E’ come se gli viene tolta la parte adolescenziale della conoscenza del mondo e soprattutto c’è la mancanza di un gruppo che sia sotto il segno dei pesci o toro o ariete e  non  sotto il segno dell’handicap.
Voglio parlare quindi davvero di una nuova cultura, di trasmettere che da bambini tutti eravamo seduti su una sedia a rotelle, solo che la chiamavamo passeggino, che molte persone se non avessero gli occhiali sarebbero comunque non vedenti, che quando diventiamo anziani sentiamo meno, camminiamo meno o forse non possiamo più camminare, parliamo male, se abbiamo un incidente o una malattia diventiamo tutti disabili, è la dura realtà, la disabilità è a portata di tutti, ecco perché è sempre più vero che tutti siamo disabili e che però non tutti hanno le opportunità di vivere normalmente per mancanza di cultura di opportunità.
Siamo in una cultura del sostegno.
Si tratta di riuscire ad affrontare il problema da angolazioni diverse.. perché dipende da che punto guardi il mondo, tutto dipende…..

Il percorso
Abbiamo sperimentato un metodo basato tutto sulla libera espressione, il dare opportunità ad una persona di aprirsi, liberarsi con i suoi tempi attraverso la forza del gruppo, la fiducia in sé stesso, l’accettazione delle proprie diversità, la fantasia, il poco pensare e il tanto sentire per poi riflettere e smuovere nuovi e più profondi pensieri, più puri.
Attraverso questo percorso è stata contattata e sviluppata la gioia pura  e semplice che ha permesso di uscire fuori dal  guscio, di sentirsi liberi di rischiare di focalizzare l’energia e di creare un legame con il gruppo che dà l’opportunità al singolo di uscire dall’incapsulamento delle etichette ed entrare nel caos della vita portando alla luce le sue emozioni, e le sue capacità scorrono spontaneamente.
Aiuta ad essere reattivi, propositivi, altruisti, e permette a ognuno di dar vita ad un mondo attraverso un  comportamento e di entrare in quel mondo in modo spontaneo
modificando il proprio atteggiamento e le proprie routine, aiutando a diventare più consapevoli e di scegliere il miglior modo di comportarsi davanti a quella situazione.
Esprimere ciò che c’è dentro di noi, aprendosi al mondo oltre la superficie, ascoltare il mistero che c’è in ognuno di noi, essere in contatto con il mistero ed esprimerlo attraverso un gesto, un verso, una danza, una poesia, una canzone, un urlo, un silenzio, uno sguardo.
È una metamorfosi dell’essere umano, è quell’esplorazione dell’ignoto, del misterioso che la maggior parte reputa inutile perché inesistente ed invece noi reputiamo utile perché difficile da scoprire ma una volta scoperto diventa assolutamente irreversibile, un mondo nuovo.

A chi è rivolto

Il posto è riservato a tutti!… a tutti coloro che intendono praticare il teatro come forma di liberazione della spontaneità partendo dalle proprie capacità
La teatrabilità è aperta a tutti, perché tutti possiamo realmente giocare al meraviglioso spettacolo che è la vita, non serve essere né esperti né inesperti, né professionisti né alle prime armi, né abili né disabili, né appassionati né curiosi, né giovani  né anziani, né forti né deboli,  basta essere esseri umani.

Modalità degli incontri

Si prevedono incontri settimanali pomeridiani (presso l’oratorio di Roiano in via dei Moreri 22) di due ore ciascuno in un percorso che porta alla creazione di spettacoli opere d’arte da mettere in scena davanti ad un pubblico.

Obiettivi

– Sentirsi parte di un gruppo – Divertirsi- Mettersi in contatto con le proprie abilità
 – Affrontare i propri handicap
– Creare opportunità di relazione stimolando la comunic – azione
– Stimolare all’apertura attraverso gli strumenti del teatro e di altre discipline artistiche
– Stimolare la fantasia e la creatività
– Attivare capacità e potenzialità nascoste attraverso l’esempio attivo
– Sciogliere le rigidità fisiche, mentali, sociali utilizzando le tecniche espressive legate al corpo, alla voce, al gesto e al rito
– Diminuire le reazioni e allargare le azioni

informazioni: Marco Tortul: 3289231393 / 0403480726

Continua a Leggere