L’importanza di essere comunicatrice, autrice e blogger…

L’IMPORTANZA DI ESSERE COMUNICATRICE, AUTRICE E BLOGGER. Sperando in una nuova vita per  Nata Viva; tenendo sempre a mente la gratitudine e l’importanza di fare squadra.

Carissimi lettori e lettrici,

è terminato il contratto con l’editore di Nata Viva e i diritti sono tornati a me. Per il futuro di questo romanzo autobiografico e di formazione,  vorrei avere un editore, ma a certe condizioni che spiegherò più avanti, oppure fare un’auto pubblicazione con Amazon. In questa intervista racconto le tantissime soddisfazioni che ho avuto dal 2011, anno della prima edizione di Nata Viva ad oggi. Narrerò anche qualche problema, nella speranza che non ricapiti in futuro a me o altri. Spero che, in questa  società  tante persone con disabilità (e senza)  trovino la loro strada, senza patire troppo… e disponendo di più aiuti possibili!

Non mancheranno riflessioni su problemi avuti, speranze e progetti nuovi o da riuscire a ripetere, a Roma e non solo.

Per quanto riguarda l’auto pubblicazione con Amazon, mi hanno accennato vari e interessanti vantaggi. Devo informarmi meglio e iniziare a intraprendere questa nuova strada. Un vero editore non lo scarto a priori, ma dopo due esperienze (la prima molto negativa) devono avere determinate caratteristiche che spiegherò più avanti.

Di seguito, sotto forma di intervista, racconto l’importanza per la mia vita interiore e professionale della scrittura e i progetti legati a essa.

Se pensate di potermi dare dei suggerimenti per Nata Viva o il progetto nelle scuole, in fondo a questo articolo trovate il link con i miei contatti. Nel frattempo vi informo che ho circa 100 copie di “Nata Viva” a casa che regalo con molto piacere per i motivi che trovate in questa pagina. Il  secondo libro RaccontAbili è edito dall’Erickson Live, lo trovate sul sito della casa editrice, su vari siti che vendono libri, lo potete ordinare in libreria o richiedere a me con dedica.

Infine, se potete, vi chiedo di pubblicare questo articolo o linkarlo sui vostri spazi online. 

Aspetto i vostri suggerimenti. Grazie a tutte e tutti!

Perché ho iniziato a scrivere la mia autobiografia a soli tredici anni?

Il romanzo Nata viva nasce come diario personale ed è stato terapeutico per affrontare il lutto improvviso della perdita del secondo marito di mia madre e padre della mia super sorella Daria (in arte Fiore). Maturando ho capito che volevo raccontare tutta la mia vita. La mia esistenza è fatta di momenti molto positivi: l’affetto della famiglia materna, i bei viaggi, i rapporti con alcuni personaggi della mia vita, a cominciare da Ricke, e tanto altro. Non mancano esperienze molto negative legate alla mancanza di sensibilità e l’incomunicabilità tra me (bambina e adolescente) e il mondo degli adulti: assistenti, medici, fisioterapisti, insegnanti, presidi e così via. Non ho mai voluto denunciare. Lo scopo del romanzo di formazione e la sua ampia divulgazione è il fare sì che alcune cose non capitino ad altri. Il percorso di laurea in scienze della formazione  mi ha aiutato molto nella stesura del libro, nel presentarlo in convegni, scuole e università.

Cosa ti rimane dell’esperienza con le case editrici e di vedere la tua storia di vita sotto forma di libro edito in distribuzione?

Le emozioni sono molteplici. Sicuramente la forma stampata e il fatto che sia sui vari circuiti distributivi, (il che gli dà un tono autorevole) è una sensazione stupenda, unica ed impagabile!  Dai tredici ai ventinove anni ho scritto un diario non giornaliero, ma fatto di ricordi, sensazioni ed esperienze. Per circa due anni, l’ho corretto, aggiornato, con un consulente letterario e insieme a lui, gli abbiamo dato una forma di romanzo autobiografico. A ventisette  anni abbiamo trasformato il “diario” in un vero e proprio romanzo di formazione e autobiografico. Fin dall’inizio volevo scrivere per gli altri, non solo un diario adolescenziale. Dopo poco, quando avevo ventinove anni, ho trovato  quella  che è stata apparentemente una grande opportunità, ma anche un grande problema: farlo accettare ad una casa editrice. Con l’aiuto dello stesso autore che mi ha aiutata molto a concluderlo e correggerlo, abbiamo preparato la sinossi e mandato e-mail a editori medio piccoli. A dir la verità ho mandato mail anche a grandi nomi dell’editoria italiana, ovviamente non mi hanno  risposto: me lo aspettavo, ho scritto anche a loro perché non avevo nulla da perdere. Dopo mesi di attesa e di paura  di non realizzare il sogno della mia vita, un noto editore a pagamento ha accettato il mio  scritto.  Appoggiata    dalla mia famiglia ho accettato il contratto. Dovevo comprare 185 copie. Quando sono arrivate  ho fatto una cena con la mia famiglia, composta da mamma, nonno e Daria, per festeggiare. Le prime copie sono andate via in tante presentazioni fatte in pochi mesi. Questa prima edizione risale al 2011. Presto ho capito che quella casa editrice era lenta e scarsa nella stampa e nella distribuzione. Negli anni a seguire faticavo molto  ad avere altre copie del mio scritto. Anche altri autori e lettori hanno avuto gli stessi problemi con la distribuzione di quella casa editrice, ma l’ho  scoperto man mano. Era come  se si basasse tutto su quelle prime 185 copie (i soldi sono stati un bellissimo regalo di  nonno per il mio trentesimo compleanno). Dopo due o tre anni ho preso una decisione azzardata ma giusta! Cercare un altro editore. La ricerca è durata circa un anno, durante il quale avevo annullato il primo contratto, quindi il libro non era più in distribuzione, in pratica non esisteva più.

In Italia è difficile pubblicare un libro, e se ti affidi all’editoria a pagamento, tante riviste, testate, siti e blog non ti pubblicizzano. Queste cose le ho imparate mano a mano, dopo la pubblicazione. Comunque dopo tanti tentativi e patimenti ho trovato, nel 2015 la Società Editrice Dante Alighieri. Un editore non a pagamento, famoso per il vocabolario di greco “Il Rocci”. Con loro mi sono sentita in famiglia, la stampa e la distribuzione sono state sempre ottime e veloci. A tutto lo staff editoriale va la mia stima, gratitudine e tanti complimenti. In questi quattordici anni ho comprato  in media 80/100 libri l’anno.

Come è stata la seconda vita di Nata Viva?

Bellissima. Più bella della prima. Dal 2015 al 2026 sono stati anni pieni di progetti e di soddisfazioni. Uno tra tutti è stato la realizzazione del cortometraggio Nata Viva, che è il seguito del romanzo perché parla della Zoe adulta.

“Nata Viva- cortometraggio-  È  la storia di Zoe Rondini una ragazza che per i primi cinque minuti della sua vita non ha respirato. Zoe ha scritto un libro che racconta la sua vita, allegra e faticosa. Lucia Pappalardo l’ha trasformato in un breve film grazie al supporto dell’Associazione Nazionale Filmaker e Videomaker Italiani. Il cortometraggio è il seguito del romanzo di formazione in quanto racconta gli ostacoli e le conquiste della Zoe adulta.

Nel 2016, il mini-film ha ottenuto il primo premio nell’ambito del concorso “Capodarco L’Altro Festival – L’Anello Debole” categoria “Corti della realtà”. È stato poi premiato fuori concorso al Festival Ciak sul Fermano.

Ci sono stati tanti progetti entusiasmanti come il progetto per gli studenti dai 10 anni in poi, dal titolo: “Disabilità e narrazione di sé; come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità”.

Ci vuoi parlare del progetto gratuito per le scuole?

Il progetto “Disabilità e narrazione di sé; come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità”,  trae ispirazione dal romanzo autobiografico e di formazione “Nata viva”, opera prima di Zoe Rondini. Il libro narra la storia di Zoe, bambina e ragazza con una disabilità motoria dalla nascita e, in particolare, ne racconta la crescita dagli anni dell’asilo sino all’università. Vengono affrontate le tematiche relative all’infanzia ed adolescenza, trattando soprattutto i problemi scolastici incontrati, la solitudine, l’amicizia, il rapporto tra pari, tra interazione e emarginazione, e le passioni di Zoe, prima fra tutte quella per la scrittura.

Dopo aver riscontrato entusiasmo nel pubblico adulto, l’opera letteraria viene portata nelle scuole e nasce il progetto: “Disabilità e narrazione di sé; come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità”, con l’intento di parlare ai bambini e ragazzi di prevenzione al bullismo e rispetto delle differenze.

Come sono strutturati gli incontri?

Gli incontri con le classi si articolano in tre momenti. In primo luogo Zoe, introdotta da un’insegnante, narra agli alunni episodi della sua vita: la nascita, la scuola, la famiglia, l’adolescenza, il tempo libero e il rapporto tra pari. Vengono poi letti alcuni brani estrapolati da “Nata viva”, che presenta un linguaggio semplice e avvincente, adatto a giovani e giovanissimi. Al fine di rendere la lezione inclusiva e partecipata, i brani vengono letti da alunni volontari. La selezione delle letture può variare di classe in classe, in base all’età della platea, ma l’unico capitolo che viene sempre proposto è quello relativo alla nascita di Zoe. In questo modo si fornisce sin dall’inizio una risposta alla domanda imbarazzante “che ti è successo” e si rompe il ghiaccio. Infine, gli incontri si concludono con un momento di confronto nel corso del quale i ragazzi, stimolati e incalzati da Zoe, narrano i loro vissuti in relazione alla scuola, il rapporto tra pari e con gli adulti, le loro paure e speranze e pongono all’autrice le domande che li incuriosiscono.

In alcuni casi, a discrezione dei docenti, vengono fornite, con qualche settimana di anticipo, alcune copie di “Nata viva” al fine di preparare i ragazzi. Le copie vengono offerte a prezzo quasi di costo.

Quali sono le finalità del progetto che vorresti riproporre in futuro?

La finalità perseguita dal progetto è quella di “educare alle differenze” e stimolare la narrazione di sé.  Per quanto riguarda le scuole primarie e secondarie tale scopo viene declinato in un’ottica di prevenzione e contrasto al bullismo, al cyberbullismo e nell’educazione ad uso consapevole dei socialnetwork .

Negli incontri che si svolgono in ambito universitario, avendo come interlocutori dei futuri “addetti ai lavori” (pedagogisti, terapisti, logopedisti, fisioterapisti e insegnanti di sostegno) la lezione si focalizza sul fornire loro il punto di vista della persona con disabilità.

Altro intento degli incontri è quello di stimolare la narrazione di sé quale strumento di presa di coscienza dei propri limiti e proprie potenzialità. Attraverso il confronto e la narrazione si cerca di dimostrare che determinate sensazioni ed esperienze ci accomunano, aldilà delle differenze nel nostro modo di apparire. Agli alunni  si cerca di trasmettere il messaggio che la “diversità” è negli occhi di chi guarda e che questa può rappresentare una risorsa, come affermato dal pedagogista russo Anton Semenovyč Makarenko.

L’ambizione del progetto è quella di seminare nei ragazzi la voglia di esplorare la diversità e appassionarsi a nuove narrazioni ed aumentare la consapevolezza del sé e del cyberspazio al fine di  essere più consapevoli, empatici e curiosi.

Alla Lumsa tengo circa due lezioni all’anno. Dal 2017 collaboro al Master in Neuropsicologia dell’età evolutiva.

In tutto questo cosa è successo durante il covid e con la pubblicazione del secondo libro?

La cosa più brutta è che con i lockdown e i problemi scolastici che si sono protratti anche  negli anni successivi, non mi hanno più invitata nelle scuole. Qui faccio un appello: se vi incuriosisce il progetto, se siete un genitore,  un’insegnante, un preside, un operatore scolastico…  se volete più informazioni sul progetto (da ripetere in presenza, tra Roma e dintorni, come ho già fatto. O da sperimentare da remoto come continuo a fare per l’Università LUMSA) non esitate a contattarmi! In fondo vi lascio un link con tutti i contatti.

Devo dire anche che, avendo pubblicato il mio secondo libro a novembre 2020, ciò ha fatto sì che tantissimi lettori hanno voluto leggere l’opera prima! Un po’ me lo aspettavo, ma non così tanto. Dopo un breve periodo di stallo Nata Viva ha ripreso il via più forte degli anni a dietro!

Qual è il ruolo dei social network per un esordiente?

Fondamentale per diversi motivi. Innanzitutto molte case editrici non hanno abbastanza denaro per investire in pubblicità, quindi l’autore (se vuole e se può…) è bene che si impegni a far conoscere la sua opera con ogni mezzo online e i propri social network. Detto ciò, da quando “ESISTE” Nata Viva e poi grazie a RaccontAbili, ho avuto delle recensioni su  Repubblica, L’Osservatore Romano, Odeon Tv, Radio Roma Capitale, il programma della Rai “O Anche No” e altri. Colgo l’occasione per ringraziarli ancora tutti!  Molta pubblicizzazione è stata fatta con articoli e interviste su siti internet che si occupano di autori esordienti e noti. Tanti siti fanno questo con un compenso in denaro.  Se hai una buona strategia  puoi pubblicare un’infinità di contenuti tra il proprio blog e i profili social. Ciò detto è stata un po’ la mia ancora di salvezza. RaccontAbili è uscito in piena pandemia e Nata Viva stava vivendo un periodo di stallo. È ricominciato tutto con il “materializzarsi” del secondo libro e l’autopromozione.

Per completezza di informazioni, va detto anche che, se il libro si  vende, la percentuale più alta va all’editore. Anche se lo compro io a prezzo di costo, lui giustamente ed in ogni caso non ci rimette.

A cosa punti, con la tua scrittura, oltre a tutto quello che ci hai già raccontato?

Per me l’importante è diffondere le storie e i messaggi che sono racchiusi nei due volumi. Per tale scopo sto regalando i libri (con dedica) e li spedisco in tutta Italia. Lo faccio volentieri! In “cambio” mi piacerebbe una recensione o un semplice post per farmi conoscere, che è più importante del pagamento. Mi è successo che delle amiche mi volessero pagare i libri non ho accettato i soldi, ma il post sui loro profili e o un po’ di passaparola è sempre  stato importante!

Adesso in famiglia non siamo tante… Ci siamo io, mia sorella, mia madre e le mie fantastiche nipoti di tre mesi e quasi quattro anni. Dico ciò perché per me, avere i libri publbicati vuol dire delle cose semplici, ma essenziali:

  • Donare i miei primi trent’anni di vita a tanti nuovi lettori e alle mie nipoti. Magari quando saranno alle elementari leggeremo loro le parti dei giochi che facevo da bambina, i bellissimi viaggi che ho fatto, il capitolo sulla fede e l’importanza della scrittura. C’è tempo per argomenti più impegnativi…!
  • Vorrei scriverne un altro, ma visto che per il primo ci sono voluti sedici lunghi anni, la cosa mi spaventa un po’. Sarebbe bello farne il seguito di Nata Viva con una sorta di ghostwriter.
  • Avere un ruolo sociale e professionale. Infatti, quando parlo di me dico che sono autrice e  blogger, ho cominciato a scrivere a nove anni, grazie alla macchina da scrivere e poi mi hanno insegnato ad usare il computer,  e da allora ho sempre continuato a scrivere, per mia fortuna!
  • Dare un po’ una nuova vita ai nostri carissimi nonni materni ed a Rickie.
  • Esorcizzare esperienze negative: lutti, discriminazioni, ansie e paure.
  • Riflettere e far riflettere su problemi che la nostra società ha ancora verso bambini, ragazzi, adulti, studenti, viaggiatori, lavoratori, genitori, figli, familiari. Cittadini che consumano, pagano le tasse, pagano i medici, pagano i terapisti, ma hanno una o più disabilità, per le quali gli aiuti e gli strumenti di supporto e compensazione, esistono ma non sono sufficienti ad una vita pienamente autonoma e realizzata (il che dovrebbe essere un diritto per tutti). Siamo persone che si vogliono semplicemente realizzare nella vita e che trovano ancora barriere architettoniche, culturali e altri ostacoli che li costringono a faticare più degli altri.
  • Poter dire sempre di più, alle mie nipoti e non solo “zia Zoe scrive. Ha scritto due libri che crescendo e a piccole dosi… ti leggeremo e ne sta per pubblicare un altro per bambini”. In più si dedica a tanti progetti che partono e coinvolgono diverse forme di scrittura. La grade  sta capendo e memorizzando queste cose! Non voglio dire loro: “zia è un ex autrice e i libri che avete voi e tanti altri non esistono più…!” perdendo così una parte della mia identità.
  • La scrittura per me è un forte elemento per analizzare e “mettere in ordine” i pensieri, le emozioni i vissuti su ciò che vivo e sulla realtà che mi circonda. Ciò detto riguarda i libri, ma anche il portale piccologenio.it. Qui ho modo di pubblicare articoli, slide, foto, video, interviste etc sulle mie attività, viaggi e passioni. Di certo non mancano tutte le informazioni sui libri, lezioni, convegni, il mio cv e le passioni come viaggi, cibo e musica! E voi mi seguite?
  • Mi piacerebbe che questo portale diventi ancora più importante e  seguito, da persone con disabilità, famigliari, medici e terapisti. Da qualche anno questo obbiettivo l’ho raggiunto. Ma si può sempre migliorare. Un medico, che ha collaborato con nostro nonno, apprezza molto gli articoli e il mio maturare. Spero che i miei scritti sia apprezzato da persone che scrivono, che si occupano di giornalismo, tv, cinema, cultura e tanto altro….  Qui cerco di narrare i miei interessi e ciò che faccio. La disabilità può essere UN UNICO aspetto dell’essere umano.

Hai dei progetti futuri?

Certamente! Intanto concludere e veder pubblicato il terzo libro. Sto lavorando con molto impegno per questo. La parte di testo è pronta. Adesso stiamo lavorando in squadra per le illustrazioni e poi, sempre con la consulenza di una professionista, lo proporremo a varie case editrici per bambini. Il target lo immaginiamo compreso tra gli otto e i dodici anni circa.

La gratitudine, se non sbaglio e un sentimento per te fondamentale, giusto?

Assolutamente si! Infatti sono molte le persone che dall’università in poi mi hanno sostenuta per realizzare i miei più grandi sogni. Intanto i miei nonni e mia sorella mi hanno corretto le bozze dei libri e, come ho detto, mi sostengono in tutti i progetti.

Mia sorella Daria  mi aiuta a fare tante presentazioni, a preparare slide e contenuti per lezioni e convegni. Sono certa che i miei nonni mi guardano, mi sostengono e fanno il tifo per me da lassù. Mia sorella  si lascia coinvolgere, con bravura, dedizione ed entusiasmo, in tutti i progetti e mi da un supporto decisivo, amorevole ma anche oggettivo e se serve severo! Non dimentichiamo che Daria si è fatta intervistare nel cortometraggio Nata Viva (ciò non è stato semplice per lei, in quanto persona timida e riservata e coinvolta come famigliare). Ma il suo aiuto non si ferma qui:  mi fa l’editing per i contenuti di Piccologenio.it. Non mi fa mai mancare il suo supporto quando ci sono da preparare i contenuti per un nuovo convegno, delle nuove lezioni, il nuovo libro ect.

Mi sembra giusto anche ringraziare il mio primo consulente letterario, Matteo Frasca, che mi ha aiutato a dare la forma di romanzo a Nata Viva e vederlo pubblicato. Mi ha anche seguito moltissimo per quanto riguarda RaccontAbili. Mi ha consigliato la casa editrice Erickson Live. L’ultimo editing di questo libro l’ho fatto con mio cognato Enrico Arata al quale rinnovo il mio affetto, la stima e la mia gratitudine. Matteo, diversi anni fa, per motivi famigliari si è trasferito in toscana, è laureato in pedagogia, ha un buon lavoro nelle scuole e ha messo su famiglia. Mi dispiace molto che con tutto ciò non c’è stato modo di continuare a collaborare per la scrittura, da remoto come fanno tantissime persone, (lo faccio anche io quando mando i miei scritti a Daria!).

Quando ho buttato giù un canovaccio per la favola per bambini, ovviamente l’ho proposta a Matteo in primis per l’editing. Gli ho esplicitamente domandato se mi poteva seguire, ma se per vari motivi non ce la faceva, gli ho chiesto se mi dava un consiglio per rivolgermi a qualcuno di sua fiducia. Inizialmente mi ha risposto che mi avrebbe seguito lui con piacere e in amicizia…  ma poi non ho saputo più niente. Dopo un po’ di attesa ho capito che era il caso di trovare una strada alternativa e mi sono rivolta alla scuola di scrittura Genius che conosco da quando è nata. Poco dopo Lucia Pappalardo, che è docente della scuola e regista di Nata Viva, mi ha messo in contatto con una loro editor professionista: Claudia Colaneri con la quale abbiamo riscritto tutta la trama, rendendola un vero romanzo breve per bambini e ragazzi. La ringrazio per la bravura, la rapidità, la dedizione che mette nel suo lavoro. Abbiamo lavorato duramente, seriamente ed in tempi brevi senza raccontarci e chiacchierare! Per me è stato un modo nuovo, ma bello di scrivere insieme ad un’altra persona.

Sempre per portare a compimento quest’ultimo progetto editoriale, grazie all’aiuto di mia sorella abbiamo contattato una sua amica. È un’illustratrice molto brava e giovane con la quale è iniziata da poco una collaborazione. Dopo questa nuova fase, proporremo il libro a case editrici specializzate per letteratura per bambini e ragazzi, anche qui si accettano consigli anche se qualche idea già ce l’abbiamo!

Vorrei ringraziare ancora una volta, la Società Editrice Dante Alighieri che ha dato una forma e una base concreta a tanti progetti ed a creduto in me come autrice. Negli anni sono stati tantissimi i lettori dei due libri, a oggi le copie distribuite di Nata Viva, sono state superiori a quelle di RaccontAbili.

La seconda edizione del romanzo è arricchita dalla prefazione di Serena Veggetti, conosciuta durante la triennale, nel suo ruolo di docente di psicologia dell’Università Sapienza di Roma. In più, in appendice c’è un racconto intimo e toccante dedicato a nostro nonno, Adriano Bompiani. 

Ci sono altre cose importanti che hai imparato grazie alla scrittura?

Dalla scrittura ho imparato l’impegno e il metodo che sono indispensabili per qualsiasi lavoro. Ho anche imparato, in parte… a gestire le frustrazioni, altrimenti non si va da nessuna parte. Ho appreso altresì l’importanza di affidarsi a professionisti e fare squadra. Tutto ciò fa parte dei messaggi  che cerco di trasmettere con tutte le mie narrazioni, in tutti i modi e contesti sopra indicati. Senza l’aiuto di Daria, che anche le veci dei miei nonni, non andrei da nessuna parte.

 Hai altri progetti futuri basati sui libri?

Si, ne ho parecchi già sperimentati e da sperimentare. Ad esempio mi piacerebbe presentare Nata Viva e dare tutto il ricavato in beneficenza a realtà che in parte già conosco! Il libro è già presso la bottega della Fraternità Monastero San Magno di Fondi che ringrazio. Mi piacerebbe presentarlo (e lasciare delle copie) presso la “Fraternità di Romena – Onlus” e/o la Fondazione di Zia Caterina vicino Firenze. Intanto ho le copie per altre presentazioni. Contestualmente mi muoverò per non rimanere sprovvista!

Ricordiamoci che in ogni contesto porto entrambi i volumi anche se Nata Viva è adatto a ragazzi ed adulti…  Invece RaccontAbili prima di tutto è un saggio non un romanzo, anche se la prima parte è romanzata, e potrebbe essere più adatto per gli addetti ai lavori. Il saggio presenta interviste (a 30 persone) e numerosi miei articoli su amore, sessualità e disabilità, questa è una tematica importante. Anche se gli argomenti sono tanti e spaziano tra famiglia, lavoro, routine, arte, diritti e tanto altro…

Magari, se riesco a pubblicare il terzo libro, avrò l’occasione di presentarlo in nuovi contesti e, sarà un’occasione per rilanciare le prime due opere letterarie. Vedremo…!

Mi piacerebbe molto riuscire ad andare in tanti contesti e nuove scuole, per darne una sarebbe bellissimo essere accolta nel liceo dove lavora la bravissima preside Eugenia Carfora, che è nota per tante interviste televisive e per la famosa fiction Rai La Preside. Per chi ancora non la conoscesse Eugenia è dirigente scolastica dell’Istituto Superiore “F. Morano” di Caivano, situato nel complesso del Parco Verde. Conosciuta come “preside coraggio”, lavora dal 2007 in questo contesto complesso, trasformando l’istituto in un polo d’eccellenza contro la dispersione scolastica e la criminalità.

Mi piacerebbe anche presentarlo alla Fondazione di Zia Caterina (della quale ho parlato nel mio recente articolo ed altre situazioni come associazioni, scuole, università, ospedali, onlus e realtà varie che si occupano del sociale. Per fortuna quest’anno viaggio molto, con facilità e volentieri.

Infine vorrei riflettere su una cosa che sarebbe lodevole: chissà se esistono dei canali “preferenziali” che si occupano di storie che hanno a che fare con il sociale e che per questo aiutino i processi editoriali per autori non famosissimi e/o esordienti?!  Anche qui accetto consigli. Se non ci sono sarebbero tante occasioni sprecate! Pensiamoci…!

Come ho detto la scrittura è la mia confort zone, spero di ricevere sempre più e-mail con richieste di libi con dedica, ma anche nuove proposte di inviti per presentazioni, scuole e convegni. Sono felice che spesso mi arrivano mail da chi, ancora non mi conosce dai social, ma mi scopre grazie a questo portale. Infine quest’anno sto viaggiando tantissimo per seguire Cristicchi e Amara… Ci starebbero bene anche dei viaggi di lavoro, come ho fatto in passato per tanti convegni e, più di  recente, ho dato una mia testimonianza a giovani (dai sedici ai venticinque anni), al Monastero San Magno. 

  • Se siete interessati, vi consiglio di leggere gli articoli linkati qui sotto, per avere un’idea del progetto nelle scuole e delle lezioni presso l’Università Lumsa.
  • Grazie a tutti coloro che mi aiuteranno per un eventuale editore.
  • Grazie a chi diffonderà questo articolo e a chi mi inviterà a parlare a presentazioni e convegni!

Contatti: Clicca qui

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Messaggio importante che riguarda NATA VIVA, romanzo di formazione ed autobiografico

Al momento il romanzo autobiografico e di formazione Nata Viva, non è edito.

Ho molte copie che regalo volentieri.  Le spedisco  in tutt’Italia, scrivetemi senza esitazione!

Ringrazio le tantissime persone che mi sostengono nel realizzare sogni e progetti! Sono tantissimi i progetti già fatti, che vorrei ripetere… e ancora realizzare. Intanto ho circa 80 copie. Se siete interessati per voi, per regalarlo o lo volete vendere per beneficienza… non esitate a contattarmi!
Lo regalo volentieri al fine di divulgare dei messaggi!
Alcune copie sono già nel punto vendita del Monastero San Magno a Fondi. Il ricavato è interamente devoluto al Monastero. Mi piacerebbe organizzare, con voi, altre forme di aiuto ad associazioni che aiutano Persone (non animali) in difficoltà…

Scrivetemi!

Potete usare i seguenti contatti:

E-mail: zoe.rondini@gmail.com 

Mi potete anche scrivere in privato sulla pagina Facebook ZoeRondiniAutrice o sul profilo Istagram

  • ll volume è impreziosito dalla prefazione della Prof.ssa  Serena Veggetti, docente di psicologia presso l’Università la Sapienza di Roma, ed un racconto ispirato a mio nonno: il Prof. Adriano Bompiani.

Sinossi

“… Tutti i dottori si affrettano a rianimarmi, ma rimango cinque minuti completamente senza respirare. Si tratta solo di cinque minuti, ma sono i primi della mia vita“.

Poi Zoe comincia a respirare. E a vivere. Quei cinque minuti dopo rispetto agli altri neonati – a causa di un respiro intrappolato per un tempo infinito in un corpo troppo piccolo – la costringeranno a confrontarsi, fin dai primi mesi, con una vita che è cominciata sì cinque minuti più tardi, ma che pian piano non tarderà a essere così tanto desiderata da consentire a Zoe di superare qualsiasi ostacolosenza rinunciare a nulla, a costo spesso di immane fatica e incomprensione da parte degli altri.

“… Cammino un po’ male, parlo un po’ male, controllo un po’ male i movimenti delle mani, delle dita, dei bulbi oculari… non ho un movimento, un arto o un muscolo che non fa capo al mio sistema nervoso centrale che è stato lesionato a causa di quei cinque minuti“.

Zoe imparerà con suoi tempi a camminare, a parlare, a leggere e all’età di nove anni scoprirà la inesauribile passione per la scrittura, cominciando a scrivere i suoi primi racconti.

Ma è all’età di tredici, che per superare il momento più difficile della sua vita – a causa di lutto doloroso –  intraprende l’avventura più importante, e un po’ per bisogno, un po’ per caso, un po’ per scelta, decide di dare vita ad un racconto autobiografico che l’accompagnerà per ben dodici anni.

Lungi dall’essere un trattato o un saggio autobiografico sulla disabilità“Nata viva“ vuole essere un racconto appassionato e antipedagogico di una ragazzina e poi di una ragazza che, tra luci e tenebre, ha saputo lottare per raggiungere e conquistare quella serenità che tutti bramiamo, non dando mai per scontato nulla e soprattutto non accontentandosi mai del buon quieto vivere che spesso la società assegna alle persone disabili.

Nel suo stile rapsodico, squisitamente discontinuo, frammentario e spesso profondamente ironico, Zoe si fa cantore e testimone, con la sua voce, dell’incontro sorprendente tra limite e prospettiva, civiltà e pregiudizio, presenza e invisibilità, costruendo, capitolo dopo capitolo, la propria visione del mondo, dove la normalità sembra non appartenere a nessuno, per fortuna.

Ne nasce un racconto a suo modo epico in cui riconoscersi, popolato da  personaggi indimenticabiliamici e nemici che  Zoe sa tratteggiare con sapiente tocco tra familiaricompagni di scuoladottorifisioterapistimaestriinsegnantidocenti universitaripresidibabysittersviandantiincontri fortuiti.

E insieme a lei, anche noi riviviamo il nostro essere stati bambini o adolescenti incompresi, in famiglia come a scuola, dentro o fuori dal gruppo, allontanati e maltrattati spesso inconsapevolmente, a volte con una certa presunzione da chi non la pensava o non poteva essere come noi.

Nel suo romanzo di formazione Zoe costringe il lettore a non dimenticare mai lo scarto enorme che c’è tra vivere ed esistere, inchiodandoci all’idea che per nascere veramente, ad ogni occasione, bisogna sentirsi vivi, gridarlo e raccontarlo al mondo intero.

 

Qualche informazione su chi sono e di cosa mi occupo:

Zoe Rondini è autrice, divulgatrice, pedagogista e blogger. Nata con una disabilità motoria, da anni si occupa di inclusione, narrazione di sé, disabilità e contrasto alle discriminazioni attraverso libri, incontri pubblici, attività formative e contenuti digitali.

È laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione e specializzata in Lettere – indirizzo Editoria e Scrittura presso l’Università Sapienza di Roma.

Dal 2017 è docente presso il Master in Neuropsicologia dell’Età Evolutiva promosso dall’Università LUMSA, dove affronta temi legati alla disabilità, alla relazione tra persona, famiglia e scuola, alla narrazione autobiografica come strumento di empowerment, alla vita indipendente, agli ausili informatici e al rapporto tra disabilità e mass media.

Ha pubblicato il saggio RaccontAbili. Domande e risposte sulle disabilità e il romanzo autobiografico Nata Viva, da cui è stato tratto l’omonimo cortometraggio, vincitore del Festival di Capodarco e disponibile gratuitamente su Youtube.

Nel 2006 ha fondato Piccolo Genio, portale attraverso il quale racconta esperienze personali e professionali legate alla disabilità, ai viaggi, alla pedagogia, ai libri, all’amore, alla sessualità e alla vita quotidiana. Attraverso il blog e i social network promuove messaggi positivi e attività di sensibilizzazione contro il bullismo, il cyberbullismo e ogni forma di discriminazione.

Zoe Rondini è uno pseudonimo scelto per motivi di privacy e utilizzato nelle opere pubblicate, nel cortometraggio, nel blog e sui social.

Ama il gelato, le nipoti e le partenze improvvise. È romana doc e, tra incontri, presentazioni e convegni, ha sempre la valigia pronta per partire per tutta Italia.

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“Nata viva” di Zoe Rondini: romanzo e cortometraggio

Nata viva Zoe Rondini

 

 

 Titolo dell’opera: Nata viva

 Autrice: Zoe Rondini (nome d’arte)

Editore: In cerca di un nuovo editore per la terza edizione

Genere: romanzo di formazione; romanzo autobiografico

Pagine:   252

 

ll volume è impreziosito dalla prefazione della Prof.ssa  Serena Veggetti, docente di psicologia presso l’Università la Sapienza di Roma, ed un racconto ispirato a mio nonno: il Prof. Adriano Bompiani.

 

Per tutte le informazioni, o una copia con dedica potete usare i seguenti contatti: E-mail: zoe.rondini@gmail.com Oppure mi potete scrivere in privato sulla pagina Facebook ZoeRondiniAutrice o sul profilo Istagram

Sinossi

“… Tutti i dottori si affrettano a rianimarmi, ma rimango cinque minuti completamente senza respirare. Si tratta solo di cinque minuti, ma sono i primi della mia vita“.

Poi Zoe comincia a respirare. E a vivere. Quei cinque minuti dopo rispetto agli altri neonati – a causa di un respiro intrappolato per un tempo infinito in un corpo troppo piccolo – la costringeranno a confrontarsi, fin dai primi mesi, con una vita che è cominciata sì cinque minuti più tardi, ma che pian piano non tarderà a essere così tanto desiderata da consentire a Zoe di superare qualsiasi ostacolo, senza rinunciare a nulla, a costo spesso di immane fatica e incomprensione da parte degli altri.

Una Battaglia per l’Indipendenza

“… Cammino un po’ male, parlo un po’ male, controllo un po’ male i movimenti delle mani, delle dita, dei bulbi oculari… non ho un movimento, un arto o un muscolo che non fa capo al mio sistema nervoso centrale che è stato lesionato a causa di quei cinque minuti“.

Zoe imparerà con suoi tempi a camminare, a parlare, a leggere e all’età di nove anni scoprirà la inesauribile passione per la scrittura, cominciando a scrivere i suoi primi racconti.

Ma è all’età di tredici, che per superare il momento più difficile della sua vita – a causa di lutto doloroso –  intraprende l’avventura più importante, e un po’ per bisogno, un po’ per caso, un po’ per scelta, decide di dare vita ad un racconto autobiografico che l’accompagnerà per ben dodici anni.

Una Voce di Resilienza

Lungi dall’essere un trattato o un saggio autobiografico sulla disabilità, “Nata viva“ vuole essere un racconto appassionato e antipedagogico di una ragazzina e poi di una ragazza che, tra luci e tenebre, ha saputo lottare per raggiungere e conquistare quella serenità che tutti bramiamo, non dando mai per scontato nulla e soprattutto non accontentandosi mai del buon quieto vivere che spesso la società assegna alle persone disabili.

Nel suo stile rapsodico, squisitamente discontinuo, frammentario e spesso profondamente ironico, Zoe si fa cantore e testimone, con la sua voce, dell’incontro sorprendente tra limite e prospettiva, civiltà e pregiudizio, presenza e invisibilità, costruendo, capitolo dopo capitolo, la propria visione del mondo, dove la normalità sembra non appartenere a nessuno, per fortuna.

Ne nasce un racconto a suo modo epico in cui riconoscersi, popolato da  personaggi indimenticabili, amici e nemici che  Zoe sa tratteggiare con sapiente tocco tra familiari, compagni di scuola, dottori, fisioterapisti, maestri, insegnanti, docenti universitari, presidibabysitters, viandanti, incontri fortuiti.

E insieme a lei, anche noi riviviamo il nostro essere stati bambini o adolescenti incompresi, in famiglia come a scuola, dentro o fuori dal gruppo, allontanati e maltrattati spesso inconsapevolmente, a volte con una certa presunzione da chi non la pensava o non poteva essere come noi.

Nel suo romanzo di formazione Zoe costringe il lettore a non dimenticare mai lo scarto enorme che c’è tra vivere ed esistere, inchiodandoci all’idea che per nascere veramente, ad ogni occasione, bisogna sentirsi vivi, gridarlo e raccontarlo al mondo intero.

L’autrice

Zoe Rondini autrice di Nata VivaZoe Rondini è il nome d’arte dell’autrice. Laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione e specializzata in Editoria e Scrittura presso l’Università Sapienza di Roma.
Il romanzo autobiografico “Nata Viva” è la sua opera prima.
E’ anche autrice del saggio “RaccontAbili domande e risposte sulle disabilità”, edizioni Erickson Live.
Il blog Piccologenio è uno degli strumenti che utilizza per partecipare alla diffusione della conoscenza del mondo della disabilità e alla promozione dei diritti delle persone con  disabilità.
Parallelamente, cura un corso annuale dedicato al tema della disabilità nell’ambito del Master di Neuropsicologia dell’età evolutiva promosso dall’Università LUMSA di Roma e dal 2011, è promotrice del progetto pedagogico di contrasto al bullismo e valorizzazione delle diversità “Disabilità e narrazione di sé: come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità” che si rivolge agli alunni della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado. Fornisce il suo contributo in diversi convegni e seminari di settore, nonché a testate giornalistiche attive nell’ambito del sociale.

Messaggio importante:

Al momento il romanzo autobiografico e di formazione Nata Viva, non è edito. Ho molte copie che regalo volentieri.  Le spedisco  in tutt’Italia, scrivetemi senza esitazione!

La  prossima settimana pubblicherò un articolo per parlare di sogni e progetti  futuri che riguardato quest’opera letteraria e per ringraziare tutti coloro che mi sostengono nel realizzare sogni e proggetti!

Intanto ho circa 100 copie, se siete interessati per voi, per regalarlo o lo volete vendere per beneficienza… non esitate a contattarmi! Lo regalo volentieri…!

E-mail: zoe.rondini@gmail.com

Oppure mi potete scrivere in privato sulla pagina Facebook ZoeRondiniAutrice o sul profilo Istagram

Per comprare il saggio RaccontAbili clicca qui

Hai già visto il mini-film Nata Viva? Non esitare!

Nata Viva: cortometraggio

 È  la storia di Zoe Rondini una ragazza che per i primi 5 minuti della sua vita non ha respirato.
Zoe ha scritto un libro che racconta la sua vita, allegra e faticosa. Lucia Pappalardo l’ha trasformato in un breve film grazie al supporto dell’Associazione Nazionale Filmaker e Videomaker Italiani. Il cortometraggio è il seguito del romanzo di formazione in quanto racconta gli ostacoli e le conquiste della Zoe adulta.

Nel 2016, il mini-film ha ottenuto il primo premio nell’ambito del concorso “Capodarco L’Altro Festival – L’Anello Debole” categoria “Corti della realtà”.

È stato poi premiato fuori concorso al Festival Ciak sul Fermano.

Rassegna stampa del libro (per la passata edizione, e del mini-film) :

La video storia di Zoe Rondini: come se mi guardassi allo specchio

Quanta emozione alla Premiazione del XII Festival Internazionale del Cinema Patologico

“Nata viva”: un’autobiografia che è un viaggio introspettivo di crescita e di riflessione

“NATA VIVA” ROMANZO DI ZOE RONDINI E FILM DI LUCIA PAPPALARDO

Zoe Rondini il mio blog per aiutare i disabili

La mia vita è un romanzo

Sessualità, adolescenza e disabilità. Un convegno oltre ogni pregiudizio

Nata viva sul Venerdì di Repubblica 

Zoe Rondini è Nata Viva

Nata Viva“ tra i corti finalisti di Capodarco, L’anello debole 2016

Premio Anello debole, vince forza di Zoe

Nata Viva minifilm su DisabilityStyle il blog di Maximiliano Ulivieri

Nata viva sul magazine della scuola di scrittura Omero. di Arturo Belluardo  10 dicembre 2015

Zoe Rondini, una donna coraggiosa

Cinque minuti e poi…

Interviste:

Intervista per Piccolo Genio

Intervista per il portale Italia Olistica 

Intervista per il blog IlBenessereOlistico

Intervista a Radio Ginius, la radio della Scuola di Scrittura Ginius

Intervista  radiofonica a Radio3 “Tutta la città ne parla”, (parlo al diciottesimo minuto)

Zoe a Radio LiveSocial, Storie ed Interviste

 Nata viva e l’attuale condizione dei disabili nel nostro paese. Intervista all’autrice 

Zoe Rondini: intervista all’autrice di “Nata viva“ di Disabilibidoc.it

Zoe Rondini su Slash Radio

Zoe a Radio Freccia Azzurra

La Cantastorie Zoe Dal romanzo Nata viva è stato tratto lo spettacolo teatrale La Cantastorie Zoe che è stato trasmesso da Radio Onda Rossa.

Con Nata viva ha preso vita il progetto Disabilità e racconto di sè rivolto a alluni dalla quinta elementare ai master universitari, ecco il racconto di queste importanti esperienze:

La narrazione di sé per potenziare l’autoconsapevolezza

Inoltre dal 2021, fornisco il mio contributo su “Disabilità e narrazione del sé” nell’ambito della lezione conclusiva del Master di neuropsicologia dell’età evolutiva, presso Università LUMSA di Roma. Il materiale usato per le lezioni è disponibile ai seguenti link:

La narrazione del sé come strumento di empowerment

Lezione al master in neuropsicologia dell’età evolutiva presso l’Università Lumsa

Lezione per il master della Lumsa

“Nata viva, ma con 5 minuti di ritardo” la vita dopo un’asfissia neonatale

Partecipazione a convegni e simposi:

Convegno Erickson “Sono adulto! Disabilità diritto alla scelta e progetto di vita”

Convegno “Adolescenza, tra affettività e sessualità, oltre ogni pregiudizio” promosso dalla Commissione pari opportunità della Regione Marche, presso la sala consiliare del Comune di Ancona.

In occasione della Giornata Mondiale del Libro, invitata in qualità di autrice alla presentazione del libro “Nata Viva” presso l’Aula Magna del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne del Polo Universitario Annunziata, organizzata dal Comitato Unico di Garanzia (CUG) e dall’Università degli Studi di Messina.

Relatrice nell’ambito del convegno “Disabilità e integrazione: diritto a una cittadinanza attiva” organizzato  dal DISFOR – Dipartimento Di Scienze Della Formazione di Genova e l’Istituto italiano di bioetica. Titolo dell’intervento: “Il mito del normale.Disabilità e affettività: il rapporto con l’altro tra paure, stereotipi e riconoscimenti”.

Premi letterari del romanzo Nata Viva:

Nella sua prima stesura, il romanzo ha ottenuto diversi riconoscimenti ai seguenti premi letterari:

  • Finalista al Premio Firenze 2011 – Centro culturale Firenze Europa “Mario Conti” – XXIX Premio Firenze sezione D -narrativa edita.
  • Segnalata al concorso letterario “Premio nazionale di letteratura Prof. “Francesco Florio” 23 edizione 2011 – Licata” con un diploma di elogio, ottenendo il punteggio di 93/100.
  • Menzione d’onore con diploma di merito al Premio nazionale di poesia, narrativa e fotografia “Albero Andronico” V edizione.
  • Semifinalista e Menzione d’onore con diploma di merito al XVIII Premio letterario internazionale “Trofeo penna d’autore” nella sezione A: libri narrativa e saggistica.

Presentazione e curriculum vite di Zoe Rondini

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Zoe Rondini il mio blog per aiutare i disabili

Ecco l’articoli pubblicato nell’inserto “Buone Notizie” del Corriere  della Sera. Di Antonio Giuseppe Malafarina. Il 21 luglio 2020.

 

 

 

 

 

Il volume è disponibile sui seguenti siti:  Socetà Editrice Dande Alghieri, LaFeltrinelli,    Amazon e Ibs. L’e-book è disponibile qui

Leggi anche:

La narrazione di sé per potenziare l’autoconsapevolezza

Convegno Erickson “Sono adulto! Disabilità diritto alla scelta e progetto di vita”

L’educazione sentimentale per sviluppare autoconsapevolezza ed empatia

 

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La mia vita è un romanzo

Ecco l’articolo su Zoe Rondini, uscito sulla rivista cartacea “BenEssere, la salute con l’anima”, luglio 2020. A cura di Antonio Giuseppe Malafarina, La mia vita è un romanzo

Grazie!

Il volume è disponibile sui seguenti siti:  Socetà Editrice Dande Alghieri, LaFeltrinelli,    Amazon e Ibs. L’e-book è disponibile qui

 

Leggi anche:

Nata viva sul Venerdì di Repubblica 

Zoe Rondini è Nata Viva

Premio Anello debole, vince forza di Zoe

 

 

 

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Intervista di Zoe Rondini ad “O Anche no” Rai Due

Il 24 maggio 2020, ho avuto il piacere di essere intervistata nel programma “O Anche no” condotto da Paola Severini Melograni e con I Ladri di Carrozzelle.

È andato in onda su Rai2 ed è disponibile su RaiPlay a questo link

Con l’intervista sono state trasmesse anche parti del cortometraggio Nata viva della regista Lucia Pappalardo e prodotto da l’Associazione Nazionale Filmaker e Videomaker Italiani.

Buona visione.

 

Ascolta anche:

Zoe a Radio3 “Tutta la città ne parla”

Intervista a radio Ginius

Leggi anche:

La narrazione di sé per potenziare l’autoconsapevolezza

Quarantena: la buona occasione per sviluppare empatia verso le persone con disabilità

La didattica a distanza per gli alunni con bisogni speciali di fronte alla sfida del Covid-19

 

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Intervista a Radio Ginius

Il 4 aprile 2020, sono stata intervistata dalla Radio della scuola di scrittura Ginius.  Insieme agli speaker  Luigi Anibaldi e Lucia Pappalardo abbiamo parlato di quarantena e disabilità, ma anche di Nata Viva romanzo di formazione, dal quale  è stato tratto l’omonimo cortometraggio diretto da Lucia Pappalardo, vincitore del Festival di Capodarco “l’Anello Debole“.

Per riascoltarci clicca qui

Nata viva cartaceo  Kindle

Il mini-film

Leggi anche:

La narrazione di sé per potenziare l’autoconsapevolezza

Quarantena: la buona occasione per sviluppare empatia verso le persone con disabilità

La didattica a distanza per gli alunni con bisogni speciali di fronte alla sfida del Covid-19

 

 

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Zoe a Radio3 “Tutta la città ne parla”

Cosa significa rimanere a casa, nel periodo di quarantena, se hai una disabilità o se si ha un familiare disabile? Quali le misure di assistenza?

Ne abbiamo parlato a Radio3, con Vincenzo Falabella, presidente della Fish onlus, Federazione Italiana per il Superamento dell’ Handicap,  Paola Severini Melograni, direttrice di Angelipress.com, prima agenzia italiana d’informazione sul terzo settore che coinvolge diverse persone disabili, collabora con Gr Parlamento, Enrichetta Alimena, collabora con il Quotidiano del Sud, per Radio3 ha realizzato il radio documentario Tutto normale: un altro sguardo sulla disabilità, disponibile in podcast sul sito tresoldi.rai.it Marzia Castiglione Humani in arte Zoe Rondini, autrice, pedagogista e blogger. Grazie al romanzo autobiografico Nata Viva (da cui è stato tratto un cortometraggio), al portale Piccologenio, alle lezioni presso l’Università Lumsa di Roma, agli interventi nelle scuole, è impegnata nella diffusione della conoscenza del mondo della disabilità e nella promozione dei diritti dei disabili. Ha firmato di recente il pezzo Quarantena: la buona occasione per sviluppare empatia verso le persone con disabilità. Mariangela Tarì, mamma di Sofia e Bruno, insegnante. Si è battuta, insieme ad altre mamme, per una nuova legge sul caregiver familiare e Marco Tarquinio, direttore di Avvenire.

Ascolta la puntata  Ho parlato al diciottesimo minuto   

Leggi anche:

Quarantena: la buona occasione per sviluppare empatia verso le persone con disabilità

Lezione al master in neuropsicologia dell’età evolutiva presso l’Università Lumsa

Zoe a Radio Freccia Azzurra

 

 

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Gli apprezzamenti dei personaggi “famosi” a Nata viva

Fausto Bertinotti,  Massimo Gramellini, Susanna Tamaro, Mattarella, Papa Francesco, Marco Masini, Massimo D’Apporto, Salvatore Marino e Cannavacciuolo hanno apprezzato “Nata viva”!

Ecco alcune testimonianze:

“La ringrazio per l’invio del libro e per l’interesse che ha voluto dimostrarmi. Molto cordialmente Fausto Bertinotti“.

“Gentile Dottoressa (…), ringrazio Lei e Zoe per il libro: una storia che poteva essere pesante ed invece scorre leggera. Un’autentica spremuta di cuore. Grazie! Massimo Gramellini“.

“Cara Zoe, che bella cosa che mi scrivi! Comprerò la tua autobiografia e la leggerò con piacere. Sei una ragazza coraggiosa e ti auguro tutto il successo che meriti. Un caro saluto, Susanna Tamaro“.

Ed infine c’è la lettera di Cannavacciuolo:

“Cara Marzia, voglio ringraziarti per avermi scritto e per avermi raccontato di te attraverso il cortometraggio che hai realizzato. La tua storia mi ha colpito perché è la storia di una donna forte che ha lottato e che lotta per i suoi diritti e per le sue passioni.

Sono proprio le persone come te quelle che secondo me hanno tanto da insegnare, perché troppo spesso anche nel mio lavoro incontro ragazzi che pretendono senza volersi sacrificare, che non lottano per seguire i loro sogni.

Leggerò molto volentieri il tuo romanzo e credo che tutti dovrebbero leggerlo per trarne un insegnamento importante.

Vorrei contraccambiare mandandoti il mio libro “Pure tu vuoi fare lo Chef?” dove ho voluto raccontare un po’ la mia storia e la mia filosofia da Chef.

Se mi farai avere il tuo indirizzo te lo farò spedire il prima possibile.

Tu puoi spedire il tuo all’attenzione della mia assistente:

(…)

Ti mando un grande abbraccio. Antonino Cannavacciolo”

E dopo qualche giorno è arrivato il libro dello chef con dedica:

“Cara Marzia, la tua forza è una scuola di vita per tutti i giovani che  lottano per i loro sogni. Con affetto Antonino”.

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La Cantastorie Zoe, spettacolo tratto dal romanzo “Nata Viva”

 

Dal romanzo Nata viva è stato tratto lo spettacolo teatrale La Cantastorie Zoe. Scritto ed interpretato da Marzia Castiglione (in arte Zoe Rondini)  e Matteo Frasca, regia di Tiziana Scrocca.

Sinossi

Tutti i dottori si affrettano a rianimarmi, ma rimango 5 minuti senza respirare. Si tratta solo di 5 minuti, ma sono i primi minuti della mia vita“. Inizia così lo spettacolo: Zoe ci racconta la sua nascita, una nascita diversa, perchè lei non piange come tutti i bambini, lei non respira nemmeno. Appena nata resta 5 minuti in apnea, e quei 5 minuti senza fiato sono un tempo infinito, dilatato, in sospensione tra la vita e la morte ma con la possibilità di scegliere se vivere o no, e noi attraversiamo con lei quei primi 5 minuti, in cui scorre tutta la vita che vivrà… Una vita che sceglie di vivere! “La Cantastorie Zoe“ è tratto dal libro “Nata viva“, é la storia vera di Marzia, una ragazza disabile che con forza, coraggio e vitalità ci racconta la sua vita. Una vita fatta di lotte, conquiste, frustrazioni, gioie e sogni… Come tutti forse… Ma con una disabilità che tutti i giorni ti mette difronte ai tuoi limiti. Eppure Marzia, in arte Zoe, con ostinazione e con fantasia racconta come si sceglie di nascere vivi, di come, per nascere veramente, bisogna sentirsi vivi, gridarlo e raccontarlo ancora.

Un grazie speciale alla professionalità ed alla sensibilità di Maurizio Panicucci che ha realizzato l’intervista per Rete Valdera.

Lo spettacolo è stato trasmesso da Radio Onda Rossa, lo potete ascoltare al link: La Cantastorie Zoe 

Foto di Daria Castrini, fatte al Teatro Era di Pontedera il 10 febbraio 2019, nell’ambito del contest “Attori Di-versi”. Le repliche precedenti sono andate in scena a Roma nel 2012 presso i teatri Abarico e Arvalia.

Leggi anche:

La Cantastorie Zoe: impressioni di uno spettatore

Zoe Rondini è Nata Viva

Nata Viva“ tra i corti finalisti di Capodarco, L’anello debole 2016

Premio Anello debole, vince forza di Zoe

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