Presentazione di “Nata viva”, romanzo e cortometraggio

 

 

 Titolo dell’opera: Nata viva

 Autrice: Zoe Rondini (nome d’arte)

Editore: Società Editrice Dante Alighieri

Edizione: novembre 2015

Genere: romanzo di formazione; romanzo autobiografico

Pagine:   252

Prezzo di copertina: 9,80

Per tutte le informazioni potete contattare Zoe Rondini  su Facebook.

ll volume è impreziosito dalla prefazione della Prof.ssa  Serena Veggetti, docente di psicologia presso l’Università la Sapienza di Roma, ed un racconto ispirato a mio nonno: il Prof. Adriano Bompiani.

Potete trovare il volume sul sito della Socetà Editrice Dande AlghieriLaFeltrinelliAmazonIbs. L’e-book è disponibile qui

Sinossi:

“… Tutti i dottori si affrettano a rianimarmi, ma rimango cinque minuti completamente senza respirare. Si tratta solo di cinque minuti, ma sono i primi della mia vita“.

Poi Zoe comincia a respirare. E a vivere. Quei cinque minuti dopo rispetto agli altri neonati – a causa di un respiro intrappolato per un tempo infinito in un corpo troppo piccolo – la costringeranno a confrontarsi, fin dai primi mesi, con una vita che è cominciata sì cinque minuti più tardi, ma che pian piano non tarderà a essere così tanto desiderata da consentire a Zoe di superare qualsiasi ostacolo, senza rinunciare a nulla, a costo spesso di immane fatica e  incomprensione da parte degli altri.

“… Cammino un po’ male, parlo un po’ male, controllo un po’ male i movimenti delle mani, delle dita, dei bulbi oculari… non ho un movimento, un arto o un muscolo che non fa capo al mio sistema nervoso centrale che è stato lesionato a causa di quei cinque minuti“.

Zoe imparerà con suoi tempi a camminare, a parlare, a leggere e all’età di nove anni scoprirà la inesauribile passione per la scrittura, cominciando a scrivere i suoi primi racconti.

Ma è all’età di tredici, che per superare il momento più difficile della sua vita – a causa di lutto doloroso –  intraprende l’avventura più importante, e un po’ per bisogno, un po’ per caso, un po’ per scelta, decide di dare vita ad un racconto autobiografico che l’accompagnerà per ben dodici anni.

Lungi dall’essere un trattato o un saggio autobiografico sulla disabilità, “Nata viva“ vuole essere un racconto appassionato e antipedagogico di una ragazzina e poi di una ragazza che, tra luci e tenebre, ha saputo lottare per raggiungere e conquistare quella serenità che tutti bramiamo, non dando mai per scontato nulla e soprattutto non accontentandosi mai del buon quieto vivere che spesso la società assegna alle persone disabili.

Nel suo stile rapsodico, squisitamente discontinuo, frammentario e spesso profondamente ironico, Zoe si fa cantore e testimone, con la sua voce, dell’incontro sorprendente tra limite e prospettiva, civiltà e pregiudizio, presenza e invisibilità, costruendo, capitolo dopo capitolo, la propria visione del mondo, dove la normalità sembra non appartenere a nessuno, per fortuna.

Ne nasce un racconto a suo modo epico in cui riconoscersi,  popolato da  personaggi indimenticabili, amici e nemici che  Zoe sa tratteggiare con sapiente tocco  tra familiari, compagni di scuola, dottori, fisioterapisti, maestri, insegnanti, docenti universitari, presidi,  babysitters, viandanti, incontri fortuiti.

E insieme a lei, anche noi riviviamo il nostro essere stati bambini o adolescenti incompresi, in famiglia come a scuola, dentro o fuori dal gruppo, allontanati e maltrattati spesso inconsapevolmente, a volte con una certa presunzione da chi non la pensava o non poteva essere come noi.

Nel suo romanzo di formazione Zoe costringe il lettore a non dimenticare mai lo  scarto enorme che c’è tra vivere ed esistere, inchiodandoci all’idea che per nascere veramente, ad ogni occasione, bisogna sentirsi vivi, gridarlo e raccontarlo al mondo intero.

Zoe Rondini è il nome d’arte dell’autrice. Laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione e specializzata in Editoria e Scrittura alla Sapienza di Roma. Si è sempre impegnata a scrivere articoli riguardanti i problemi e i diritti delle persone disabili su vari siti, quotidiani on-line quali Rete Near dell’Unar, ufficio nazionale anti-discriminazione razziali e sulla rivista italiana dell’Opera Montessori. “Nata Viva“ è la sua opera prima.

 

NATA VIVA CORTOMETRAGGIO:

 È  la storia di Zoe Rondini una ragazza che per i primi 5 minuti della sua vita non ha respirato.
Zoe ha scritto un libro che racconta la sua vita, allegra e faticosa. Lucia Pappalardo l’ha trasformato in un breve film grazie al supporto dell’Associazione Nazionale Filmaker e Videomaker Italiani. Il cortometraggio è il seguito del romanzo di formazione in quanto racconta gli ostacoli e le conquiste della Zoe adulta.

Nel 2016, il mini-film ha ottenuto il primo premio nell’ambito del concorso “Capodarco L’Altro Festival – L’Anello Debole” categoria “Corti della realtà”.

E’ stato poi premiato fuori concorso al Festival Ciak sul Fermano.

 

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RASSEGNA STAMPA PER LE DUE OPERE:

Quanta emozione alla Premiazione del XII Festival Internazionale del Cinema Patologico

“Nata viva”: un’autobiografia che è un viaggio introspettivo di crescita e di riflessione

“NATA VIVA” ROMANZO DI ZOE RONDINI E FILM DI LUCIA PAPPALARDO

Zoe Rondini il mio blog per aiutare i disabili

La mia vita è un romanzo

Sessualità, adolescenza e disabilità. Un convegno oltre ogni pregiudizio

Nata viva sul Venerdì di Repubblica 

Zoe Rondini è Nata Viva

Nata Viva“ tra i corti finalisti di Capodarco, L’anello debole 2016

Premio Anello debole, vince forza di Zoe

Nata Viva minifilm su DisabilityStyle il blog di Maximiliano Uliviery

Nata viva sul magazine della scuola di scrittura Omero. di Arturo Belluardo  10 dicembre 2015

Zoe Rondini, una donna coraggiosa

Cinque minuti e poi…

Interviste:

Intervista per Piccolo Genio

Intervista per il portale Italia Olistica 

Intervista per il blog IlBenessereOlistico

Intervista a Radio Ginius, la radio della Scuola di Scrittura Ginius

Intervista  radiofonica a Radio3 “Tutta la città ne parla”, (parlo al diciottesimo minuto)

Zoe a Radio LiveSocial, Storie ed Interviste

 Nata viva e l’attuale condizione dei disabili nel nostro paese. Intervista all’autrice 

Zoe Rondini: intervista all’autrice di “Nata viva“ di Disabilibidoc.it

Zoe Rondini su Slash Radio

Zoe a Radio Freccia Azzurra

La Cantastorie Zoe Dal romanzo Nata viva è stato tratto lo spettacolo teatrale La Cantastorie Zoe che è stato trasmesso da Radio Onda Rossa.

Con Nata viva ha preso vita il progetto Disabilità e racconto di sè rivolto a alluni dalla quinta elementare ai master universitari, ecco il racconto di queste importanti esperienze:

La narrazione di sé per potenziare l’autoconsapevolezza

3/7/2017,  15/7/2018,   14/7/2019 e 17/09/2020 : Docente presso il Master di neuropsicologia dell’età evolutiva, Università LUMSA di Roma. Attività di approfondimento, esercitazione e formativa. Il materiale usato per le lezioni è disponibile ai seguenti link:

Lezione per il Master di Neuroriabilitazione su disabilità, amore e sessualità  

Lezione al master in neuropsicologia dell’età evolutiva presso l’Università Lumsa

Lezione per il master di psicologia della Lumsa 15.07.2018 

“Nata viva, ma con 5 minuti di ritardo” la vita dopo un’asfissia neonatale

Partecipazione a convegni e simposi:

Convegno Erickson “Sono adulto! Disabilità diritto alla scelta e progetto di vita”

Convegno “Adolescenza, tra affettività e sessualità, oltre ogni pregiudizio” promosso dalla Commissione pari opportunità della Regione Marche, presso la sala consiliare del Comune di Ancona.

In occasione della Giornata Mondiale del Libro, invitata in qualità di autrice alla presentazione del libro “Nata Viva” presso l’Aula Magna del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne del Polo Universitario Annunziata, organizzata dal Comitato Unico di Garanzia (CUG) e dall’Università degli Studi di Messina.

Relatrice nell’ambito del convegno “Disabilità e integrazione: diritto a una cittadinanza attiva” organizzato  dal DISFOR – Dipartimento Di Scienze Della Formazione di Genova e l’Istituto italiano di bioetica. Titolo dell’intervento: “Il mito del normale.Disabilità e affettività: il rapporto con l’altro tra paure, stereotipi e riconoscimenti”.

Nella sua prima stesura, il romanzo ha ottenuto diversi riconoscimenti ai seguenti premi letterari:

-Finalista al Premio Firenze 2011 – Centro culturale Firenze Europa “Mario Conti” – XXIX Premio Firenze sezione D -narrativa edita.

-Segnalata al concorso letterario “Premio nazionale di letteratura Prof. “Francesco Florio” 23 edizione 2011 – Licata” con un diploma di elogio, ottenendo il punteggio di 93/100.

-Menzione d’onore con diploma di merito al Premio nazionale di poesia, narrativa e fotografia “Albero Andronico” V edizione.

-Semifinalista e Menzione d’onore con diploma di merito al XVIII Premio letterario internazionale “Trofeo penna d’autore” nella sezione A: libri narrativa e saggistica.

Presentazione e curriculum vite di Zoe Rondini

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Presentazione del saggio RaccontAbili

Titolo dell’opera: RaccontAbili
Sottotitolo: Domande e risposte sulle disabilità
Autrice: Zoe Rondini (nome d’arte)
Editore: Erickson Live
Edizione: novembre 2020
Genere: Saggio
Pagine:   275
Prezzo di copertina: euro 24,00
Progetto editoriale a cura di Matteo Frasca

 

Chi desidera acquistare la copia cartacea del libro lo può fare scrivendo a live@erickson.it, andando sul sito Erickson Live ,o contattando direttamente l’autrice Zoe Rondini.

 

 

 

Sinossi

Delle diverse abilità o del mondo delle disabilità non è che non si parli, anzi.  Gli psicologi e gli esperti socio sanitari vengono chiamati a discutere e a riferirne in ogni dove; gli insegnanti e le famiglie testimoniano la fatica e le difficoltà in merito, incontrate ogni giorno per colpa di un modello sociale che stenta a sostenerli. Giornalisti e autori televisivi spesso raccontano casi esemplari che rapidamente possano tramutarsi in casi mediatici su cui puntare i riflettori, pronti però a dissolversi in poco tempo. Film, romanzi e racconti ci restituiscono la verità, la profondità e la ricchezza delle tante sfaccettature che la parola “disabilità” contiene e suggerisce.

 Ma poi?  Chi raccoglie il punto di vista delle tante persone che sotto diversi livelli vivono la propria disabilità o quella altrui? Oltre che a protestare, denunciare, lamentarsi, o a fare parte di storie edificanti, chi li invita a raccontarsi e a raccontare la loro vita… “normale”? Quali possono essere le tante narrazioni possibili sul mondo delle disabilità, narrate da chi ogni giorno le vive in prima persona e da chi ne è a stretto contatto nel proprio ruolo, professione o vocazione?

Zoe Rondini scommette su quest’opportunità e su questo spazio bianco.

Zoe non ha mai sentito il bisogno di parlare dei massimi sistemi, con il rischio di raccogliere e di accumulare il già sentito, il già detto, le frasi di convenienza o di circostanza, i moralismi che devono essere comunque espressi. Di tutto questo, suo malgrado, è stata ben infarcita fin da piccolissima, ma fin da bambina l’ha sempre rifiutato e combattuto.  A Zoe interessa sapere come stanno le persone e cosa hanno da dire, se si danno l’opportunità di riflettere su quello che vivono e se vogliono raccontare qualcosa rispetto a famiglia, scuola, tempo libero, diritto, sanità, educazione, giornalismo, politica, integrazione, teatro, musica, sport, terapia, editoria, università, lavoro, amicizia, amore e sessualità.

Come la protagonista del film (e del romanzo) The Help, l’autrice utilizza la forma intervista per aiutare le persone a raccontarsi e ad uscire allo scoperto.  A confrontarsi con le risorse e i limiti che le disabilità impongono in tutti i campi. Cercando anche di addentrarsi in territori poco frequentati, raccogliendo testimonianze e storie legate alla sfera dei bisogni affettivi, amorosi e sessuali.  Come Eugenia Skeeter Phelan, Zoe Rondini – con mille ostacoli ammessi dalla stessa autrice –  incontra un gruppo di circa trenta intervistati che attraverso il loro peculiare punto di vista cercano come possono di non consumare, ma al contrario di estendere e rivitalizzare sotto lenti molteplici il concetto di disabilità.

Quello che ne vien fuori vuole essere una narrazione finalmente coralepolifonica, con le voci rappresentative di tutta la comunità coinvolta nel vivere le tante forme di disabilità, anche quelle imputabili alle mancanze di un modello culturale che non riesce ancora ad accogliere tutti e tutte.

Questo saggio corale vuole cambiare la narrazione dei e sui disabili, dando loro l’opportunità di parlare in prima persona e non scegliendo solo il disabile che diventa un super eroe grazie allo sport… o la persona che subisce un danno, viene bullizzata, o le vengono negati dei diritti: c’è molto altro di “interessante” da narrare e “far conoscere”.

Il testo è diviso in due sezioni: una prima parte che raccoglie le interviste, una seconda dove si evince   il punto di vista di Zoe sulle medesime tematiche, sotto forma di articoli che vengono dal suo portale Piccologenio.

Impreziosiscono l’opera la prefazione della professoressa Maria Serena Veggetti – docente di Psicologia generale presso la Sapienza di Roma e membro dell’Accademia russa per l’ordine degli psicologi – e un contributo del professore Nicola Siciliani de Cumis – pedagogista e Professore ordinario di Pedagogia Generale presso La Sapienza – sulla percezione della disabilità nel Poema Pedagogico di Anton Semenovic Makarenko. Un’ appendice raccoglie infine testimonianze che provengono dalla Rete e una puntuale nota del professore Adriano Bompiani sul legame tra bioetica, disabilità e legislatura.

Nella sua seconda prova letteraria, Zoe Rondini si rivolge alla stessa comunità protagonista delle sue interviste: persone con disabilità, famiglie, insegnanti ed educatori, giornalisti, scrittori, pedagogisti, psicologi, medici, studenti, amanti del teatro e del cinema, attori, registi e autori.  Con l’auspicio che questo testo ibrido nella sua forma, al confine tra saggio, inchiesta e intervista polifonica, allarghi pian piano, lì dove giunge, la comunità abile nel raccontare, che insomma ogni lettore e lettrice diventi a sua volta una o uno dei possibili, futuri… RaccontAbili.

Zoe Rondini è il nome d’arte dell’autrice. Laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione e specializzata in Editoria e Scrittura alla Sapienza di Roma, dopo la sua opera prima, il romanzo autobiografico “Nata Viva”, con quest’opera ha voluto dare spazio ai
vissuti e alle narrazioni sulle disabilità.
Il blog Piccologenio.it è uno degli strumenti che utilizza per partecipare alla diffusione della conoscenza del mondo della disabilità e alla promozione dei diritti dei disabili.
Parallelamente, cura un corso annuale dedicato al tema della disabilità nell’ambito del Master di Neuropsicologia dell’età evolutiva promosso dall’Università LUMSA di Roma e, dal 2011, è promotrice del progetto pedagogico di contrasto al bullismo e valorizzazione delle diversità “Disabilità e narrazione di sé: come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità” che si rivolge agli alunni della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado. Fornisce il suo contributo in diversi convegni e seminari di settore, nonché a testate giornalistiche attive nell’ambito del sociale.

Rassegna stampa

Quanta emozione alla Premiazione del XII Festival Internazionale del Cinema Patologico Il Digitale

“Handicappata a chi?” Sfatiamo la disabilità con l’intervista a Zoe Rondini Il Digitale

Scrittura, disabilità, rapporti, diritti e tabù. Con Zoe Rondini parliamo di tutto  Intervista per FinestrAperta.it

Intervista a Zoe Rondini, che ci parla del suo nuovo libro “RaccontAbili” su Spettacolo News

ZOE RONDINI: “LA SCRITTURA È LA MIA COMPAGNA DI VITA DALL’ETÀ DI 9 ANNI” Intervista di Paolo Restuccia per Genius

Sex 05. Zoe, disabilità e diritto alla sessualità L’Espresso

La disabilità in “Raccontabili” di Zoe Rondini  Dianora Tinti Letture e D’intorni

Raccontare la disabilità: intervista a Zoe Rondini Giornale Radio Sociale

Quattro chiacchere con Zoe Rondini Vis Vitaes

Zoe Rondini una straordinaria storia di normalità JobMeToo

RaccontAbili su Piuculture

Intervista sul periodico Vis Vitae

RaccontAbili: tutto quello che avreste voluto sapere e non avete mai osato chiedere sulle disabilità su Repubblica Cultura

Intervista sul “Il Benessere Olistico”

RaccontAbili su Ubiminor

RaccontAbili. Domande e risposte sulle disabilità su Angeli Press

RaccontAbili, la nuova opera di Zoe Rondini su Italia Olistica

Video

O Anche No

RaccontAbili all’Unione Italiana dei Ciechi di Roma

Presentazione online del saggio polifonico “RaccontAbili. Domande e risposte sulle disabilità”

RaccontAbili al Festival Fuori Posto 2020

Contributi per Piccologenio.it

Per una presentazione da remoto di RaccontAbili di Zoe Rondini

La Professoressa Maria Serena Veggetti, docente di psicologia alla Sapienza di Roma, racconta RaccontAbili

Qui non troverai i Supereroi

RaccontAbili: i primi passi

Presentazione e curriculum vite di Zoe Rondini

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Quattro chiacchere con Zoe Rondini

Quattro chiacchiere con zoerondini Intervista uscita sul periodico dell’Associazione Risveglio Onlus

Raccontabili è disponibile QUI

Nata viva è disponibile QUI

Potete inoltre visionare il  cortometraggio “Nata Viva” QUI

Se desiderate potete contattarmi sulla sua pagina Facebook  o  sul gruppo “Amore, disabilità e tabù: parliamone!“, o su Instagram .

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Lezione per il Master di Neuroriabilitazione su disabilità, amore e sessualità  

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Dalla riabilitazione all’affermazione di sé: come sono diventata regista della mia vita

Dopo l’età della formazione viene l’età della autoaffermazione, è così un po’ per tutti ed in parte lo è stato anche per me; pur se con tempi, modi e obbiettivi diversi.

L’infanzia l’ho passata con i migliori specialisti. Medici, neurologi, neuropsichiatri infantili, fisioterapisti… i migliori del panorama italiano ed europeo degli anni ’80 e ‘90. Tutti questi “luminari” si aspettavano da me che compissi degli sforzi sovraumani per camminare. A cinque anni sono stata un mese intero a casa di un riabilitatore inglese: era il più bravo nel suo campo, ovviamente!

La fatica per camminare dalla mattina alla sera, tutti i giorni, me la ricordo ancora… e se per caso riuscissi a dimenticare per un po’, ci sono sempre i duroni alle ginocchia che mi ricordano quel periodo e tanti altri simili.

Dal mio punto di vista, quello di una bambina dell’asilo ed elementari, i tanti “esperti” attorno a me, non si curavano minimamente di come mi facessero sentire le loro richieste. Anche se mi nascondevo nell’armadio di mia madre o piangevo, non riuscivo a sottrarmi alle pretese riabilitative che, ai miei occhi, apparivano esagerate e assillanti. La volontà dei terapeuti aveva sempre la meglio. La mia famiglia si è sempre adoperata per scegliere i migliori operatori e per farmi crescere in un contesto il più normale e stimolante possibile.

Da adolescente ho provato ad affacciarmi in associazioni che promuovevano lo sport per persone con disabilità, come strumento di formazione, d’inclusione e socializzazione. Presi l’iniziativa e trovai su internet un’importante associazione sportiva che si è resa disponibile ad un colloquio conoscitivo. Mia nonna mi accompagnò. Raccontai al vicepresidente, la mia famigliarità con il nuoto e la voglia di fare amicizia, confrontarmi e divertirmi con altri ragazzi della mia età. Controllai a lungo l’ e-mail per sapere in quale gruppo fossi stata inserita, ma non ricevei mai nulla.

In quegli anni, grazie a internet, scoprii un corso di vela che era aperto a persone normodotate e disabili, mi iscrissi.  Al di fuori delle lezioni non c’è stata nessuna inclusione: il gruppo era composto da persone normodotate dagli otto a i trent’anni, eravamo pochi ed io ero l’unica “rappresentante” delle categorie disabili e teenager.

Dopo il periodo adolescenziale ed una volta concluso il liceo, cominciai a fare delle scelte più ponderate che mi hanno portata ad essere sempre più autonoma e, almeno in parte, ad essere “la regista” della mia vita.

Ma procediamo con ordine: la prima decisione importante ed il primo passaggio verso l’autonomia fu prendere la patente di guida a diciotto anni. A ventuno  sono andata a vivere da sola con il fondamentale sostegno dei miei famigliari. Poco prima, grazie all’insistenza di mia nonna, seguitai gli studi e mi iscrissi alla facoltà di Scienze dell’Educazione e della Formazione, per poi specializzarmi in editoria e scrittura, presso l’Università Sapienza di Roma. Dai primi esami mi appassionai agli studi psicopedagogici e mi trovai finalmente a mio agio nella realtà universitaria, scoprendo che era completamente diversa da quella della scuola privata che avevo frequentato. Per la prima volta potevo permettermi di rallentare, ripetere un esame per tenere alta la media: non dovevo più correre per raggiungere un obbiettivo imposto da altri.

Ero soddisfatta delle mie conquiste sul piano dell’autonomia e di ciò che facevo. Ma sentivo la mancanza di un’esperienza molto importante. A ventidue anni decisi di ricorrere nuovamente ad internet per sperimentare la sessualità e l’amore.

Ho un bel ricordo della prima esperienza, ci siamo frequentati per un po’ ma non è scattata la scintilla. È iniziato tutto da un mio messaggio pubblicato su un forum per persone con disabilità, in seguito mi iscrissi in una delle tante chat per incontri per normodotati. Erano anni molto diversi da oggi, sui siti d’incontri si poteva conoscere gente con la testa sulle spalle. Infatti poi, grazie a quella chat, ho potuto vivere la mia prima storia d’amore corrisposta. Era un uomo molto più grande di me, siamo stati più di un anno insieme, non era ben visto dalla mia famiglia, questo elemento e la differenza d’età hanno fatto affievolire l’amore da parte mia; fui io a lasciarlo.

In seguito a questa storia importante, sullo stesso sito ho conosciuto un uomo molto speciale che, ancora oggi, a distanza di quindici anni, reputo il mio migliore amico. Tra questi due legami sono intercorse delle storie e delle conoscenze meno importanti.

Negli ultimi anni molti accadimenti mi hanno fatta maturare e stare meglio con me stessa. Ho avuto molte soddisfazioni lavorative: la pubblicazione del saggio polifonico RaccontAbili e del romanzo di formazione Nata Viva, la realizzazione di un cortometraggio ispirato al romanzo. Non mancano poi diverse collaborazioni giornalistiche ed ho ideato il progetto pedagogico dal titolo: “Disabilità e narrazione di sé; come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità” che dal 2012 porto nelle scuole e nelle Università di Roma e Provincia.

Oggi, mi sto dedicando molto alla scrittura e gli incontri con gli studenti. Grazie a ciò, cerco di aiutare i ragazzi che incontro e ce la metto tutta per provare ad essere utile alle persone disabili ed alle rispettive famiglie.

Sul piano personale, mi vorrei nuovamente innamorare. Dopo l’ultima storia, vissuta dopo il primo innamoramento con quella persona molto più grande di me; vorrei trovare una persona con la quale ridere, sentire nuovamente l’innamoramento e la passione. I progetti lavorativi, mi stanno dando grandi soddisfazioni, anche se avverto la difficoltà nel portare avanti un lavoro continuativo che riesca a collegare le mie diverse attività. Mi piacerebbe riuscire a legare tutto ciò che faccio e ad inserirlo in un progetto unitario e di ampio respiro insieme ad un team di professionisti: pedagogisti, scrittori, ghost writer, esperti nella comunicazione multimediale… Sarebbe importante riuscire a dare al mio lavoro un’organizzazione sistematica per essere sempre più utile agli altri.

Negli ultimi anni, tra l’altro, sto approfondendo l’approccio olistico della persona. In tale filosofia l’individuo è la somma di Corpo, Mente e Spirito: ogni nostra parte è correlata alle altre e tutte si influenzano reciprocamente. In questa visione globale il contesto sociale e culturale

Convegno “Il Tocco dell’Anima attraverso il Tanta”. Roma 18.10.2019

riveste un ruolo importante da analizzare, poiché non si può avere una visione completa dell’essere se non si esamina il contesto culturale, sociale e lavorativo dove egli si è formato ed è inserito.

Ciò detto si lega molto al mio vissuto: oggi sono soddisfatta del personaggio pubblico che sono diventata grazie alla scrittura ed agli altri progetti, per la sfera privata e i legami interpersonali non posso dire la stessa cosa. Oltre al “degrado” nei siti d’incontri, c’è anche da tener presente che noi donne più maturiamo più diventiamo complicate, non ci accontentiamo di chi secondo noi, non ci capisce o non ci valorizza. Sotto questo aspetto mi sento parte di una lunghissima schiera di donne sui quarant’anni o anche un po’ di più, che dice: “Meglio sola che male accompagnata. Ma per chi mi hai preso? -o ancora- Ormai ho le mie abitudini… sono stufa di dover essere sempre io quella che si deve adattare”.

Il motivo per il quale mi dico che devo puntare sul mio lavoro e sto bene da single non è solo la mia disabilità motoria, anche se ritengo che non sia un elemento facilitatore!  Quando parlo nelle scuole, all’università, ai convegni… mi piace “metterci la faccia”. Per l’amore è diverso, torno a cercarlo nella realtà virtuale poiché all’infuori di essa non ho trovato valide opportunità di conoscere persone interessanti e single. Quando mi rapporto con l’altro sesso sembra sempre che debba dimostrare di saper amare o di saper accontentare un possibile partner, ma ciò non andrebbe sempre ribadito fin dai primi scambi di battute.

Spesso non mi sento capita, ma Freud stesso scrisse: “Il grande quesito a cui non sono riuscito mai a dare una risposta malgrado i miei 30 anni di ricerca nell’animo femminile è: che cosa vuole una donna?”. Il padre della psicanalisi non è stato l’unico ad aver studiato le diverse dinamiche tra gli istinti maschili ed il romanticismo femminile.  Mi ritrovo perfettamente in uno studio americano, condotto dal Love Lab dello psicologo John Gottman e durato più di 40 anni; il quale ha stabilito che sono due le insoddisfazioni che l’universo femminile manifesta più frequentemente oltre quelle già citate: “Non è mai lì per me” e “Non c’è abbastanza intimità e connessione”. Per dare una parziale risposta a queste mancanze mi sono affacciata alla Via del Tantra. Si tratta di una via amorevole, che non ha a che vedere con l’atto sessuale fine a sé stesso. È una pratica per conoscere la propria totalità e vivere in profondità la passione. Molte persone, anche con disabilità, cercano in questa “Via” delle risposte sulla propria sessualità.

Tempo addietro un amico con una forte disabilità motoria mi ha fornito la prova di ciò che pensavo riguardo alla “Via del Tantra”: dopo il suo primo massaggio mi ha raccontato di essersi sentito accolto e coccolato, tutto il contrario delle esperienze sessuali vissute con rapidità e senza trasporto. Nel confrontarci ci siamo trovati d’accordo sul fatto che nel massaggio tantrico manca il legame di coppia; ed abbiamo rilevato la consapevolezza che le diverse aspettative che si hanno tra uomini e donne non più giovanissimi sono una delle cause per le quali è più complicato avere una relazione soddisfacente dopo una certa età.

Oggi se guardo al mio presente e al mio passato mi sento soddisfatta e orgogliosa di ogni singolo traguardo, che non è mai stato scontato e sento una grande spinta a voler realizzare tanti nuovi progetti.

Penso a quella sensazione di incompletezza che mi ha accompagnato nella crescita e che è presente ancora oggi e mi rendo conto che forse è proprio questa che mi ha spronato ad abbattere i miei limiti e a migliorarmi. Credo anche che, come me, molti altri vivano questa sensazione e che, in parte, tale frustrazione possa derivare da modelli di normalità imposti dalla famiglia, la scuola ed in seguito dalla società. Nei miei libri tento di scardinare molti preconcetti legati alla famiglia, la società, la scuola, il lavoro… ma  i tabù più radicati e difficili da superare appartengono ancora all’affettività, l’amore, l’erotismo delle tante persone che, per qualche motivo, non rispettano il modello sociale di “normalità”. Ma infondo la normalità non sembra appartenere a nessuno, per fortuna!

Articolo pubblicato su Superando e Ubiminor

Chi desidera acquistare la copia dei RaccontAbili lo può fare scrivendo a live@erickson.it, andando sul sito Erickson Live ,o contattando direttamente l’autrice Zoe Rondini.

“Nata Viva” è disponibile ai seguenti link:  Socetà Editrice Dande AlghieriLaFeltrinelli,  Amazon e Ibs. L’e-book è disponibile qui

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Slide Zoe Rondini  per il convegno “Il Tocco dell’Anima attraverso il Tantra”

Lezione al master in neuropsicologia dell’età evolutiva presso l’Università Lumsa

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Il Professor Nicola Siciliani de Cumis, docente di pedagogia alla Sapienza di Roma, racconta RaccontAbili

L’immediatamente “notiziabile” e il “raccontabile” dell’importante nuovo libro di Zoe Rondini, “RaccontAbili Domande e risposte sulle disabilità”. Progetto editoriale a cura di Matteo Frasca. Prefazione di Maria Serena Veggetti, Trento, Erickson/Live, novembre 2020, prende ora per me le mosse dalla presen-tazione del libro in streaming su You Tube (coordinamento di Emilia Martinelli, presente l’autrice, con Matteo Frasca, Paolo Restuccia, Tiziana Scrocca, Eleonora Motta, Giacomo Curti ed Enrico Arata), in onore dell’ultimo nato, l’8 gennaio 2021; e da una mia reazione personale a quanto ascoltato: e con l’aiuto di un certo numero di dizionari che ho potuto rapidamente consultare a chiarimento e a supporto di una qualche mia ipotesi sul significato della parola raccontabile. La quale, secondo i lessicografi interrogati vuol dire prevalente-mente “degno di essere conosciuto” e “meritevole di essere raccontato”. Tutto vero per i libri di Zoe: e a maggior ragione per la seconda delle sue creature a stampa.
Ma su il più stagionato dei vocabolari a mia disposizione, c’è anche un terzo significato, meno d’uso corrente, che non è di poco conto anche perché si affida ad una definizione del termine in questione, che è di Italo Calvino: RaccontAbilità è infatti, secondo l’autore di La giornata di uno scrutatore, “ciò che può essere raccontato, senza offendere la suscettibilità o il pudore di chi ascolta, per cui si accetta e si concede che una determinata cosa sia raccontata” (così I. Calvino nel Grande Dizionario della lingua ita-liana di Salvatore Battaglia, Torino, UTET, 1991). Di modo che, se a condividere la raccontabilità di un qualcosa qualsiasi (un pensiero, un’azione, un evento culturale, uno stato d’animo, un incidente ecc.) fosse una persona autorevole o comunque profondamente coinvolta nel soggetto del racconto – , il raccontabile diventerebbe non solo opportuno, ma anche necessario e, in taluni casi, addirittura dovero-so. Come nel caso dei contenuti di tante delle pagine di RaccontAbili.
Non vorrei sbagliare, ma a me pare che sia proprio il terzo dei significati da me recensiti a stare a suo agio al centro del libro di Zoe, direi perfino in forma visibilmente imperativa: se riflettiamo sul fatto che “Abilità” che rima con “Altolà!”, quasi ad impartire un ordine ed ad intimare: “Fermati e racconta!”. In RaccontAbili infatti (per la prima volta, che io sappia), la parola “raccontabile” sembra essersi prima spezzata in due pezzi semantico-narrativi indipendenti, poi ricomposta per una specie di giustapposizio-ne plastica, empatica, invitante del “Raccontare” e dell’“Abilitare”. Di una sorta di “Raccontaci Zoe, raccontaci abilmente e amabilmente la disabilità”. Ragion per cui il lettore di RaccontAbili a cento anni dalla nascita e a quaranta dalla morte di Gianni Rodari, viene così socraticamente stimolato ad addentrarsi nel bel mezzo del dialogo tra i significanti e i significati, reali e virtuali, del “binomio fantastico”, “accendisto-rie” composto di Racconta e Abili. Risultato: un unico lemma singolare-plurale del titolo RaccontAbili apertamente riferibile sia alle abilità dialogiche, botta e risposta, dei parlanti su cui l’opera si fonda, sia ai contenuti specifici del libro in tema di disabilità.

Per averne immediatamente un’idea, basta sfogliare il volume e contare le numerosissime voci che vi prendono la parola, a cominciare dal dialogo che direi strutturale tra Zoe e Matteo (cfr. i capitoli Zoe intervista Matteo, Matteo intervista Zoe (pp. 187-197). Un dialogo che a me sembrerebbe essere il cuore del saggio monografico, corale, sul raccontare la disabilità.
Come se la neo-formazione linguistica che è venuta condensandosi nell’espressione RaccontAbili rac-contasse poeticamente, meglio “poematicamente” (con implicito riferimento al Poema pedagogico di An-ton Makarenko, ben presente nel DNA culturale di Zoe) la nascita di un’espressione neologistica che, da semplice aggettivo e predicato nominale che era grammaticalmente e logicamente all’origine della storia raccontabile, che si racconta per essere promossa al grado di sostantivo articolato, I raccontAbili. Ed è ciò che, in ultima analisi, è la vera sostanza del libro: il contenuto, i contenuti di una disabilità abilitata ad abilitarsi nel raccontare e ad abilitare il raccontare. Una realtà narrativa di cui Zoe, dopo l’esperienza ro-manzesca di Nata Viva (il suo primo romanzo), rende ora testimonianza sotto in genere del saggio indivi-duale e collettivo (come giustamente osserva Maria Serena Veggetti).
Nella medesima ottica editoriale del libro, ottimamente curato da Matteo Frasca, con la preziosa colla-borazione di Enrico Arata anche l’indice dell’opera è assai più che soltanto “indicativo”: ma comincia-finisce con l’essere invece una procedura comunicativa, essa stessa a suo modo narrativa. Il racconto delle abilità dell’autrice, che mette in scena cervello, sentimenti, cultura, volontà, esperienza, corpo, vo-ce. E dunque, come spiega Maria Serena Veggetti già nell’euristico titolo della Prefazione, Il coraggio dell’indagare: scoprire ciò che ci accomuna e ci differenzia. Un titolo che è qui una sorta di manifesto del proprio magistero di Psicologa generale e di Psicologa dello sviluppo nell’Università di Roma “La Sapienza” in presenza dell’allieva Zoe Rondini e in assenza di quei supporti universitari, extrauniversitari o extracur-ricolari che sarebbero necessari alle “effettive esigenze formative di persone diversamente abili” (in Rac-contAbili, p. 10). Giacché – come spiega – “musica, danza, dizione, drammatizzazione e sport sono i grandi assenti dalle università di quel popolo che è stato, in qualche momento della sua storia, definito ‘dei navigatori’” (ibidem). All’opposto, “l’impegno gigantesco dedicato fin dalla nascita dalla giovane au-trice alla formazione, al raggiungimento e alla appropriazione del massimo livello di funzionamento su-periore possibile, con tutta l’intensa coloritura di emozioni, scoraggiamenti, delusioni, rinunce e innega-bilmente umiliazioni che ciò ha comportato per lei e tanti giovani con abilità diverse, ma che è presente anche nella realtà quotidiana dei normodotati, pur se con una minore visibilità” (p. 11).
E prosegue: “Questo impegno viene narrato sullo sfondo di una dimensione contestuale di lotta, ma al tempo stesso di sostegno, sempre presenti nella quotidianità di Zoe. Si tratta di un’espansione dell’esperienza attuale e del protendersi verso il raggiungimento del potenziale dinamico, di ciò che anco-ra non so, di ciò che ancora non posso fare, ma che posso fare se mi appoggio a Te come Altro, se tu ti assumi il coraggio di aiutarmi con il rischio, giuridico, legale, istituzionale che comporta. In parole dirette, se ti prendi, come insegnante, come compagno, come adulto, la responsabilità che l’aiutarmi a compiere un’attività per me solo non raggiungibile implica” (pp. 11-12).
Di qui la relativa “novità” di un libro come RaccontAbili, non retoricamente recriminatorio ma corag-giosamente critico e abilmente, sottilmente propositivo, se consideriamo il “potenziale di crescita informativa ed esperienziale che può assumere”, sia individualmente sia collettivamente, l’insieme delle esperienze culturali e professionali, auto-educative ed educative tesaurizzate e trasmesse da Zoe Rondini nel suo libro, nella loro sfaccettata, anche se spesso sfuggente, imprevedibile, magari sorda e muta, ma pur sempre infinitamente vitale complessità.

Roma, 8 gennaio 2021
Nicola Siciliani de Cumis

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O Anche No Rai Due

Il 10 gennaio 2021, sono stata intervistata da Paola Severini Melograni al programma “O Anche No” su Rai Due.

Buona visione.

 

Tutta la puntata è disponibile al link:

O Anche No

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PRESENTAZIONE DEL SAGGIO POLIFONICO “RaccontAbili. Domande e risposte sulle disabilità” (Erickson Live, 2020)

A poco più di un mese dalla sua pubblicazione, vi presentiamo “RaccontAbili. Domande e risposte sulle disabilità” edito con la casa editrice Erickson Live, nel mese di novembre 2020.
L’opera attraverso una narrazione finalmente corale e polifonica, raccoglie le voci rappresentative di tutta la comunità coinvolta nel vivere le tante forme di disabilità, anche quelle imputabili alle mancanze di un modello culturale che non riesce ancora ad accogliere tutti e tutte. L’intento è quello di cambiare la narrazione dei e sui disabili, dando loro l’opportunità di parlare in prima persona e non scegliendo solo il disabile che diventa un super eroe grazie ad esperienze di vita fuori dal comune.
Nella sua seconda prova letteraria, Zoe Rondinisi rivolge alla stessa comunità protagonista delle sue interviste: persone con disabilità, famiglie, insegnanti ed educatori, giornalisti, scrittori, pedagogisti, psicologi, medici, studenti, amanti del teatro e del cinema, attori, registi e autori. Con l’auspicio che questo testo allarghi pian piano, lì dove giunge, la comunità abile nel raccontare, che insomma ogni lettore e lettrice diventi a sua volta una o uno dei possibili, futuri… RaccontAbili!
Ne parlano:
Zoe Rondini: Autrice di «RaccontAbili»
Matteo Frasca: padagogista, filosofo, Presidente dell’Associazione Matura Infanzia e curatore del progetto editoriale * Enrico Arata: curatore dell’editing di “RaccontAbili”
Eleonora Motta: RaccontAbile, psicologa e psicoterapeuta perfezionata in sessuologia clinica, interviene su «Amore, sessualità e disabilità»
Giacomo Curti: RaccontAbile, attore e insegnante di Danceability certificato, inviene su «Arte e disabilità»
Paolo Restuccia: Autore radiofonico e scrittore
Tiziana Scrocca: Attrice, autrice, regista, conduttrice laboratori, clown, clown-dottore Conduce: Emilia Martinelli, regista e autrice teatrale, storyteller nell’ambito della valorizzazione di beni culturali, insegnante di teatro e DanceAbility.
Per informazioni: marziacastiglione81@gmail.com “RaccontAbili. Domande e risposte sulle disabilità”.

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RaccontAbili al Festival Fuori Posto 2020

Interessantissima puntata sull’autismo e su come narrare la “diversità”. Con Emilia Martinelli, direttrice artistica del Festival Fuori Posto, MariaIrene Sarti, neuropsichiatra,  Paolo Restuccia, autore radiofonico e scrittore e Giuseppe Cacace, Asfilmfestival.

Il Maestro Paolo Restuccia parla della sua allieva Zoe Rondini e delle sue varie imprese.

Seguiteci dal minuto 45. 42 al minuto 53

Chi desidera acquistare la copia dei RaccontAbili lo può fare scrivendo a live@erickson.it, andando sul sito Erickson Live ,o contattando direttamente l’autrice Zoe Rondini.

“Nata Viva” è disponibile ai seguenti link:  Socetà Editrice Dande AlghieriLaFeltrinelli,  Amazon e Ibs. L’e-book è disponibile qui

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RaccontAbili: i primi passi

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Intervista di Zoe Rondini ad “O Anche no” Rai Due

Il 24 maggio 2020, ho avuto il piacere di essere intervistata nel programma “O Anche no” condotto da Paola Severini Melograni e con I Ladri di Carrozzelle.

È andato in onda su Rai2 ed è disponibile su RaiPlay a questo link

Con l’intervista sono state trasmesse anche parti del cortometraggio Nata viva della regista Lucia Pappalardo e prodotto da l’Associazione Nazionale Filmaker e Videomaker Italiani.

Buona visione.

 

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RaccontAbili: i primi passi

RaccontAbili, oltre ad un saggio, vuole essere un progetto di narrazione.

Ogni lettore lettrice, è invitato a inviarmi le impressioni (in forma scritta, foto o video), per raccontarmi così un po’ di lui o di lei.

Vi sono molto riconoscente per l’entusiasmo e il desiderio che mi state trasmettendo.

Sono felice di poter pubblicare di seguito le foto più significative legate a “RaccontAbili” e “Nata viva”; nonché i messaggi e videomessaggi di alcuni RaccontAbili che stanno nel saggio, ma anche di chi si è aggiunto e di chi si aggiungerà.

Non mancano le mail affettuose del mio professore di pedagogia e la mia professoressa di psicologia della Sapienza, due grandi RaccontAbili che si sono fatti coinvolgere in tanti miei progetti. Aspetto altri contributi e  spero che si apriranno presto  altre presentazioni online, progetti e reading virtuali…  con chi mi conosce ma soprattutto con e per nuovi amici!

““Cara MARZIA ho letto con interesse il tuo libro. Hai affrontato un argomento difficile da trattare con intelligenza. Hai messo in evidenza difficoltà che spesso i “normali” sottovalutano e lo hai fatto con delicatezza e determinazione. BRAVA. Nonno Adriano lo avrebbe apprezzato molto. Un abbraccio S. M.” Un amico di famiglia
Roma 11 aprile 2021

“Cara Zoe,

oggi ho ricevuto copia del tuo libro, ho cominciato a leggere. Davvero bello e stimolante, il confronto tra esperienze e vite diverse, con sentimenti valori, e punti di vista simili tra loro.
Felice di aver contribuito anch’io in qualche modo.
Grazie di cuore per il tuo impegno e il tuo entusiasmo sempre contagioso. Un abbraccio, spero di rivederti presto e avanti tutta, sempre e comunque.
Con sincero affetto e profonda stima”. Uno dei  giornalisti intervistato nel saggio.
12 dicembre 2020

“Ciao dolcissima Marzia/Zoe,
ho finito di leggere il tuo libro. Davvero pregevole, utile, interessante. Sono direttamente o se vuoi indirettamente interessato. Tanti particolari sono pertanto stati per me fonte di riflessioni e anche di idee. Sei forte, coraggiosa, intrepida. Bravissima. Non fermarti mai. Fai uscire fuori tutto quello che hai dentro, con trasparenza, con spontaneità.
Sei e sarai un punto di riferimento per molti. (…)Ti confesso che mi sono emozionato e commosso. Complimenti davvero! Augurissimi per un gioioso e luminoso Natale e …ad majora.” Una persona citata in un articolo del saggio.
22 dicembre 2020

“Ho finito il tuo ultimo libro. Lo consiglio a tutti perchè la mia amica rovescia il punto di vista e fa parlare finalmente i disabili delle loro problematiche ma non solo. Parlano anche le loro famiglie, gli amici e gli addetti ai lavori. Ti conosco da un po’ di anni ormai e potrei sembrare di parte se dicessi che è un libro bellissimo, ben raccontato e che prova a sconfiggere tanti tabù che ancora esistono sul mondo della disabilità (una su tutte la sessualità a cui tu dedichi una parte corposa). Acquistate il libro “RaccontAbili” perchè con la lettura e la riflessione spero si possano abbattere queste barriere. Ti voglio bene ma questo già lo sai, hai tanta forza d’animo nel lottare anche per i miei diritti, io non lo faccio non perchè non mi interessi lottare per questi, ma perchè non sono portato per indole caratteriale. Seguo però con grande piacere chi lo fa e lo sostengo volentieri. Grazie di cuore a te ma anche a Daria Castrini, Enrico Arata, Matteo Frasca e agli altri Raccontabili”.
Fulvio
Roma, 7 febbraio 2020

“Cara Zoe,

“RaccontAbili” è un libro molto utile, che ha la bellezza delle cose vere, la bontà delle cose giuste… Ritrovarmi nelle sue pagine con quella tua intervista di tanto tempo fa,  ed accanto ad Adriano Bompiani, mi  ha fatto ricordare tutto il tempo del nostro lavoro alla Sapienza, le tue visite nel mio studio, le lunghe conversazioni con te e i tuoi nonni  il “nostro”  Matteo Frasca… Il futuro che progettavi allora e  che adesso ce lo troviamo davanti  al passato, alla ricerca di un altro obiettivo da raggiungere… Aspetto la tua prossima opera  Zoe.

Un caro abbraccio,                               N. S. de C.”

“Cara Marzia,

il Suo libro è arrivato a casa mia già da qualche  giorno.
E’ una edizione molto bella, è gradevole persino  solo sfogliarlo.
Ho cominciato a leggerlo.
In linea di massima mi sembra risponda anche ad una esigenza  generalmente affiorante e certo maggiormente riconosciuta oggi, come il conoscere maggiormente l’esperienza dell’altro (alla Vygotskij, per il quale noi diventiamo noi stessi attraverso l’Altro come Lei certo ricorderà).
Denota anche  la Sua crescita nella scrittura, destinata a divenire esponenziale. Continuerò la lettura e Le riscriverò quello che avrò pensato alla fine della mia consultazione/meditazione.
Nel frattempo auguro a Lei e ai suoi cari Buone feste con tutte le limitazioni pandemiche cui saremo soggetti.

Un abbraccio
Roma 9 dicembre 2020
S.V.”

Un lettore commenta così il saggio polifonico: “E’ importante nella vita porsi grandi obiettivi e sicuramente questo libro se ne pone uno difficilissimo: Raccontare il mondo dei disabili dall’interno. Utilizzando l’intervista riesci a tratteggiare un mondo con la sua enorme varietà di colori, dai colori pastello a quelli accesi, fino ad arrivare ai toni scuri. Ottimo lavoro! Adesso aspetto un Raccontabili 2 la vendetta, per continuare il viaggio tra i colori.
Roma, 15 dicembre 2020”

Una lettrice mi ha scritto:
“Ciao Zoe,
sto leggendo il tuo libro e trovo tanti punti interessanti. Ho curiosato anche sulla tua pagina piccolo genio e vedo che hai fatto e fai tante cose. complimenti.
Credo molto nella divulgazione di conoscenze e esperienze che aiutano tutti a riflettere. Sarebbe importante entrare di più nelle scuole con i nostri racconti, negli ospedali ecc. (…)
Intanto un abbraccio”
Roma 20 gennaio 2021

Di seguito i video di Paolo Restuccia autore radiofonico, scrittore e insegnante di scrittura creativa, Gingiacomo tedeschi, autore e la dottoressa Eleonora Motta, psicoterapeuta e psicosessuologa.

Nel capitolo “Amore, sessualità e disabilità” c’è una sua interessante ed appassionata intervista della Dott.ssa Motta.

Chi desidera acquistare la copia cartacea del libro lo può fare scrivendo a live@erickson.it, andando sul sito Erickson Live ,o contattando direttamente l’autrice Zoe Rondini.

“Nata Viva” è disponibile ai seguenti link:  Socetà Editrice DandeAlghieriLaFeltrinelli,  Amazon e Ibs. L’e-book è disponibile qui

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