Articolo ed intervista tratta da Letto e Bloggato: http://paneeparadossi.netsons.org/?p=2320

Salve a tutti, vi invito a leggere l’ultima intervista e articolo su “Nata viva“. In particolare potete  soffermarvi su: “LA MIA OPINIONE“ scritta dalla bravissima blogger di “Letto e Bloggato“ e le domande numero 3, 6, 7,

Buona lettura

Zoe Rondini 🙂

 

Sul libro:
“… Tutti i dottori si affrettano a rianimarmi, ma rimango cinque minuti completamente senza respirare. Si tratta solo di cinque minuti, ma sono i primi della mia vita“. Poi Zoe comincia a respirare. E a vivere. Quei cinque minuti dopo rispetto agli altri neonati, la costringeranno a confrontarsi fin dai primi mesi, con una vita che è cominciata più tardi ma che pian piano non tarderà a essere così tanto desiderata da consentire a Zoe di superare qualsiasi ostacolo. All’età di tredici anni, a causa di un lutto doloroso, Zoe intraprende l’avventura più importante: dare vita ad un racconto autobiografico, che l’accompagnerà per ben 16 anni. Lungi dall’essere un trattato o un saggio sulla disabilità, Nata Viva vuole essere un racconto appassionato e antipedagogico di una ragazzina e poi di una ragazza, che tra luci e tenebre ha saputo lottare per raggiungere e conquistare quella serenità che tutti bramiamo. Nel suo stile rapsodico, Zoe si fa cantore e testimone con la sua voce, dell’incontro sorprendente tra limite e prospettiva, civiltà e pregiudizio, presenza e invisibilità. Insieme a lei, anche noi riviviamo il nostro essere stati bambini o adolescenti incompresi. Nel suo romanzo di formazione Zoe costringe il lettore a non dimenticare mai lo scarto enorme che c’è tra vivere ed esistere, inchiodandoci all’idea che per nascere veramente, ad ogni occasione, bisogna sentirsi vivi, gridarlo e raccontarlo al mondo intero.

La mia opinione:
Per Arthur Bloch “la vita può essere capita solo all’indietro, ma va vissuta in avanti“ e “Nata Viva“ è una perfetta sintesi di questo pensiero. Questo romanzo autobiografico appare infatti rivolto sia all’indietro, al passato, così come lo è in avanti, verso il futuro. Ne esce un libro delicato e insieme crudo, scevro di pietismi, dove la voce limpida dell’io narrante mostra, con incedere penetrante, le avversità e insieme le rivincite di una vita nata con 5 minuti di ritardo. Pur essendo alla sua prima prova letteraria l’autrice riesce efficacemente a universalizzare la sua storia, non limitandosi a darne testimonianza, ma cercando di comprenderla ed interpretarla con occhi diversi, in differenti momenti della sua vita. Da questa iniziale esigenza di chiarezza, sui fatti passati e sui rapporti personali e familiari, si passa fluidamente alla denuncia dello stato di inerzia e di indifferenza che colpisce troppo spesso la scuola e chi si considera educatore. Nata viva è un libro forte e generoso la cui unica pecca è forse il poco spazio lasciato al vissuto dei tanti personaggi che lo popolano. Una conoscenza più approfondita del loro passato avrebbe potuto spiegare e contestualizzare alcune loro scelte e decisioni e renderli più accessibili al lettore. Un esordio comunque promettente e coraggioso che fan ben sperare per eventuali scritti futuri.

E ora l’intervista con l’autrice:

1) Che ne dici di iniziare raccontandoci qualcosa di te?
Le mie esperienze sono state condizionate da una nascita difficile e diversa da come avviene generalmente; ho un handicap motorio dovuto ad una anossia neonatale che ha comportato la lesione di alcuni neuroni che controllano i movimenti. Con il tempo e tantissima terapia riabilitativa ho imparato a camminare, a parlare, a controllare i movimenti delle mani così detti “fini“; oggi guido la macchina, sono laureata in “scienze dell’educazione e della formazione, vado spesso al cinema… ho una vita normale!
Da pochi mesi ho coronato il sogno della mia vita: vedere la mia autobiografia pubblicata! Ora sto svolgendo degli incontri nelle scuole medie per raccontare a gli adolescenti dei fatti di vita reale; è bello sentirli interessati e partecipi e sono contenta di rispondere alle tante domande che loro mi pongono! È stata anche una piacevole sorpresa che tanti alunni, di loro iniziativa mi hanno chiesto dove potevano acquistare il libro.
Dopo la laurea triennale in “scienze d’educazione e della formazione“ mi sono iscritta alla laurea magistrale in “editoria e scrittura“ nella speranza che una buona preparazione teorica mi possa agevolare nella scrittura e che questa mia passione si trasformi, prima o poi, in un lavoro. Tutto il mio corso di studi si è svolto a La Sapienza.
Sto anche scrivendo una sceneggiatura di uno spettacolo teatrale ispirato al libro che andrà in scena a Roma tra qualche mese. Più in là pubblicherò tutte le informazioni al riguardo sul mio sito internet www.piccologenio.it .

2) So che “Nata Viva“ ha richiesto diverso tempo e più revisioni prima che tu decidessi di pubblicarlo. Quando e come è maturato in te il progetto per questo libro?
Parliamo anche del particolare e significativo titolo che vorrei tu ci spiegassi.

A nove anni è iniziata la mia passione per la scrittura: io bambina avevo iniziato una fiaba, speravo di scrivere per altri bambini in un linguaggio, quello delle favole, che conoscevo bene. Dopo poco ho capito che ero ancora troppo piccola per un’impresa così ardua ed rinuncia.
A tredici anni iniziai una lunghissima ed importante avventura: narrare la mia vita e fissare sulla carta i ricordi, le vicende tristi dolorose ma anche quelle belle ed importanti. L’idea mi è nata in seguito ad un episodio doloroso: era l’estate 1994 quando Rickie, il secondo marito di mia madre è venuto a mancare. Avevo l’esigenza di ricordate tutto di lui e degli anni nei quali mi ha fatto da padre.
Crescendo ho continuato la mia autobiografia: mi sono resa conto che volevo narrare un po’ tutta la mia vita in quanto ritenevo (e ritengo ancora oggi) che c’erano dei fatti importanti legati alla mia nascita, alla mia famiglia, al vissuto scolastico e alle enormi difficoltà che avevo superato ai bellissimi viaggi che ho avuto fortuna di poter fare, ai sogni realizzati e da realizzare. Tutte esperienze condivisibili da tante persone disabili e non.
Per quanto riguarda il titolo del mio breve romanzo di formazione “Nata viva“ possono esserci due significati: il primo è quello più letterale, più esplicito, in riferimento a tutto quello che mi è capitato nel momento della mia nascita, nella quale sono rimasta quasi cinque minuti completamente senza respirare. Il secondo significato è più celato e metaforico, ma credo ugualmente comprensibile dalla lettura. Riguarda la vita di tutte le persone e la volontà di affrontare a testa alta le difficoltà e i momenti di sconforto con la volontà di vivere la vita in maniera dignitosa e attiva, senza lasciarsi sopraffare dalle vicissitudini e senza permettere che la vita scoora via lasciandoci inerti, passivi e lamentandoci e basta, senza far nulla per cambiare le cose, ma passare gran parte del tempo a piangersi addosso.

3) Per qualunque autore è sempre difficile dare “in pasto“ al pubblico la propria opera, soprattutto se, come nel tuo caso, ha profonde connotazioni biografiche. Vuoi raccontarci come sei giunta a questa coraggiosa scelta per il tuo esordio narrativo?
Veramente nel mio caso avevo una gran voglia di condividere con il cosiddetto “pubblico“ tante vicende ironiche, drammatiche, sconfortanti come entusiasmanti, difficili, semplici, legate a persone della mia famiglia e “personaggi“ esterni incontrati durante il mio tortuoso percorso di vita, soprattutto durante la mia infanzia e la mia adolescenza. E con questo pallino dentro di me, per molti anni ho temuto di essere alle prese con un’opera in divenire, visto che alcuni scrittori hanno trasformato il loro unico libro per molte volte nel corso della loro esistenza, senza scrivere mai le conclusioni né mettere un punto definitivo. Fortunatamente per me, due anni fa mi sono accorta, con l’aiuto di un mio amico e assistente letterario Matteo Frasca, che il desiderio più grande che avevo era effettivamente concludere la mia autobiografia e vederla pubblicata, lasciando ad altri autori il piacere o la condanna di scrivere un’opera letteraria aperta, scomponibile, non lineare e in divenire! Ad esempio Glas di Deridda e Composition number one di Marc Saporta sono due testi esemplari in questa direzione.

4) Come ti trovi, nella veste di scrittrice? Raccontaci della tua esperienza come autrice e di come sei riuscita a veder pubblicato il tuo libro. E’ stato tutto come ti aspettavi?
Dopo tanti anni di fatiche e nei quali ho temuto di non diventare mai una vera scrittrice, oggi ancora non mi sembra vero che realmente lo sono diventata. Come per Calvino e molti altri autori, lo scrivere apre infinite finestre sulla fantasia e sulle possibilità di narrare il mondo. È vero che la scrittura mi ha aiutato a superare tanti momenti difficili, soprattutto nell’età adolescenziale. Oggi Zoe Rondini è una ragazza di trent’anni felice perché ha conquistato diverse mete che si era prefissata negli anni.
Di certo, il traguardo più importante che mi ha gratificata moltissimo è stata la pubblicazione di questo romanzo. L’esperienza editoriale mi ha consentito e mi consente tuttora di organizzare e diversificare le presentazioni, a seconda dei destinatari e del tipo di pubblico. Mi offre l’opportunità di conoscere altri scrittori esordienti, frequentare ambienti letterari, partecipare a concorsi e premi nazionali di letteratura, ottenendo anche dei riconoscimenti concreti da esperti del settore. E naturalmente, non per ultimo, rilasciare interviste in televisione, radio o via web. A proposito di importanti apprezzamenti, sono stata particolarmente colpita dal leggere una bella recensione del mio libro su una rubrica de “L’Avvenire“!
Prima ancora di pubblicare con il Gruppo Albatros, avevo provato anche con altre case editrici, piccole e medie. Nessuna di queste si è dimostrata interessata a pubblicare l’opera di un autore esordiente. In Italia, credo ci sia ancora molta chiusura rispetto al valorizzare un’opera letteraria, e all’atteggiamento sincero – da parte delle casi editrici – di diffusione e promozione della stessa, quando si tratta di un esordiente. Ho voluto pubblicare con il Gruppo Albatros, perché è una delle poche case editrici a scommettere sugli esordienti, chiedendo in cambio un investimento iniziale. Mi è poi capitato più di una volta, quando inviavo la lettera di presentazione dell’opera a riviste letterarie e simili, di sentirmi rispondere che la loro scelta era quella di non recensire libri di autori che avevano pubblicato la loro opera a pagamento. Nessuno si è preoccupato e credo si preoccupi di valutare il curriculum e i contenuti dell’opera letteraria, a prescindere da questa scelta di campo un poco ideologica.
Fortunatamente Nata viva è riuscita in poco tempo ad avere un buon successo di vendita e di critica, arrivando finalista a diversi concorsi letterari.

5) Secondo Calvino “scrivere è sempre nascondere qualche cosa in modo che poi venga scoperto.“ Cosa vorresti che i lettori scoprissero con la lettura del tuo libro?
Spero che il lettore si rispecchi nelle tante vicende e nei vari sentimenti che Zoe ha narrato e descritto. Quello che ho voluto un po’ celare in Nata viva è che l’idea che anche davanti alla drammatica prospettiva di una vita sulla sedie a rotelle o peggio ancora su di un passeggino senza avere nessun controllo su qualsiasi movimento, c’è la possibilità di accorgersi di essere vivi e di combattere anche a costo di fatiche che lasciano il segno e delle quali non ho voluto parlare.

6) Quali scrittori e quali libri sono stati e sono ancora guide per il tuo lavoro? Cosa hanno suscitato in te? Come ti hanno cambiato?
Sant’Agostino come filosofo e non come religioso, mi ha ispirato e ho rivisto in alcune suoi pensieri, in collegamento con le vicende che contemporaneamente volevo narrare nell’ opera. Per questo alcune sue massime sono inserite all’inizio dei vari capitoli di Nata viva.
Calvino mi ha permesso di pensare che si può tirare in ballo il lettore, dialogando direttamente con lui, chiamando in causa la sua complicità e addirittura scrivere alcune parti della propria opera… con lui! E con questa funzione, il lettore compare come personaggio del libro, nelle Conclusioni, come se avessi avuto bisogno di materializzare la sua presenza e la sua pazienza nell’essere riuscito a seguirmi e a interessarsi di me e della mia vita, dall’inizio alla fine, appunto.
Giuseppe Pontiggia con il libro Nati due volte durante la stesura del romanzo, l’ho sentito vicino e affine, sia per i contenuti, sia per la scelta stilistica di alternare capitoli brevi ad altri più lunghi.
Thomas Bernhard in particolare il suo libro un bambino questo autore è per me un grande maestro per lo stile ironico e leggero con il quale racconta le vicende serie ed anche quotidiane della sua vita e dei suoi personaggi.

7) Trovi che la crescita dei nuovi media ( blog, social network, ecc.) o la decisione di Amazon di pubblicare autori tagliando fuori dall’equazione gli editori, possano rendere più accessibile ai nuovi autori quell’universo un po’ chiuso ed elitario che fino ad ora è stato il tradizionale e tradizionalista mondo letterario italiano? Infine il dilemma più discusso: E-book o non e-book?
Con le nuove “tecnologie sociali“ a disposizione tutti possono scrivere e pubblicare. Bisogna impegnarsi davvero per non vedersi alla fine pubblicata la propria opera. E se questo da una parte rende accessibile la scrittura anche ai cosiddetti esordienti, cioè a chi si affaccia per la prima volta in questo universo, dall’altra c’ è il rischio che tutti si considerino scrittori. Ma diventare scrittori è la sfida più interessante e più onesta, in campo intellettuale. L’antica abitudine di scrivere ogni giorno, scegliendo le parole giuste, scoprendone delle nuove con il dizionario a portata di mano, impegnarsi perché la forma risulti elegante, densa, chiara, nuova, impegnata, rigorosa è – a mio avviso – l’unica strada sicura per fare della scrittura una professione o quantomeno un aspetto professionale della propria vita. Sono a favore di qualsiasi mezzo contemporaneo, tecnologico che si preoccupi di diffondere la cultura della buona scrittura, con rigore e passione, senza facili scorciatoie che più che altro sono spesso sinonimi di quel bisogno di avere riflettori puntati a tutti i costi su quel che si fa, con qualunque “pressappochismo“ possibile.

8) Stai lavorando ad altri progetti attualmente? C’è qualche novità in arrivo?

In seguito alla pubblicazione di Nata viva io e Matteo, stiamo portando avanti due progetti molto interessanti: il primo consiste in una serie di incontri in due scuole medie in provincia di Roma. In questi incontri raccontiamo dei fatti di vita reale e leggiamo dei brani tratti dal libro.
È entusiasmante vedere il grande interesse e la partecipazione dei ragazzi che si manifesta prima nella loro completa attenzione e disposizione all’ascolto, e poi, nelle molte domande alle quali ho sempre risposto in piena onestà e senza esitazione. È stata anche una piacevole sorpresa che tanti alunni, di loro iniziativa mi hanno chiesto dove potevano acquistare il libro; questi incontri infatti non volevano avere uno scopo divulgativo per il libro, erano più mirati a sensibilizzare i ragazzi su alcune tematiche e far capire che con la volontà si possono abbattere non tutti, ma parecchi limiti!
Il secondo progetto al quale mi sto dedicando, sempre insieme a Matteo, consiste nella stesura di una sceneggiatura teatrale ispirato al libro che andrà in scena a Roma fra circa un mese. Anche qui c’è la speranza che da due repliche ci sia la richiesta di farne altre a scopo pedagogico per gli alunni di due scuole superiori di Roma. Per ora sono un po’ scaramantica e non mi sbilancio a parlare del nostro spettacolo ma presto pubblicherò le date e tutte le informazioni sul mio sito internet www.piccologenio.it

9) Ci lasci con una citazione dal tuo libro?
Quando ero piccola tutti mi dicevano ero uguale agli alti bambini. Poi crescendo mi è venuto qualche dubbio.
Eppure la vita riserva inaspettate sorprese alle persone che nonostante tutto… nascono vive!

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Nata Viva di Zoe Rondini, su www.associazionelibroaperto.it

Ecco l’opera prima della scrittrice Zoe Rondini, Nata Viva, un romanzo risultato finalista nel concorso letterario Premio Firenze 2011 e segnalata nel concorso Premio nazionale di letteratura “Prof. Francesco Florio” 2011.

La trama di Nata Viva
“Tutti i dottori si affrettano a rianimarmi, ma rimango cinque minuti completamente senza respirare. Si tratta solo di cinque minuti, ma sono i primi della mia vita“.    


Poi Zoe comincia a respirare. E a vivere. Quei cinque minuti dopo rispetto agli altri neonati – a causa di un respiro intrappolato per un tempo infinito in un corpo troppo piccolo – la costringeranno a confrontarsi, fin dai primi mesi, con una vita che è cominciata sì cinque minuti più tardi, ma che pian piano non tarderà a essere così tanto desiderata da consentire a Zoe di superare qualsiasi ostacolo, senza rinunciare a nulla, a costo spesso di immane fatica e  incomprensione da parte degli altri.

Zoe imparerà con suoi tempi a camminare, a parlare, a leggere e all’età di nove anni scoprirà la inesauribile passione per la scrittura, cominciando a scrivere i suoi primi racconti.


Ma è all’età di tredici, che per superare il momento più difficile della sua vita – a causa di lutto doloroso –  intraprende l’avventura più importante, e un po’ per bisogno, un po’ per caso, un po’ per scelta, decide di dare vita ad un racconto autobiografico che l’accompagnerà per ben dodici anni.

Lungi dall’essere un trattato o un saggio autobiografico sulla disabilità, Nata viva vuole essere un racconto appassionato e antipedagogico di una ragazzina e poi di una ragazza che, tra luci e tenebre, ha saputo lottare per raggiungere e conquistare quella serenità che tutti bramiamo, non dando mai per scontato nulla e soprattutto non accontentandosi mai del buon quieto vivere che spesso la società assegna alle persone disabili.


Nel suo stile rapsodico, squisitamente discontinuo, frammentario e spesso profondamente ironico, Zoe si fa cantore e testimone, con la sua voce, dell’incontro sorprendente tra limite e prospettiva, civiltà e pregiudizio, presenza e invisibilità, costruendo, capitolo dopo capitolo, la propria visione del mondo, dove la normalità sembra non appartenere a nessuno, per fortuna.

Ne nasce un racconto a suo modo epico in cui riconoscersi,  popolato da  personaggi indimenticabili, amici e nemici che  Zoe sa tratteggiare con sapiente tocco  tra familiari, compagni di scuola, dottori, fisioterapisti, maestri, insegnanti, docenti universitari, presidi,  babysitters, viandanti, incontri fortuiti.

E insieme a lei, anche noi riviviamo il nostro essere stati bambini o adolescenti incompresi, in famiglia come a scuola, dentro o fuori dal gruppo, allontanati e maltrattati spesso inconsapevolmente, a volte con una certa presunzione da chi non la pensava o non poteva essere come noi.


Nel suo romanzo di formazione Zoe costringe il lettore a non dimenticare mai lo  scarto enorme che c’è tra vivere ed esistere, inchiodandoci all’idea che per nascere veramente, ad ogni occasione, bisogna sentirsi vivi, gridarlo e raccontarlo al mondo intero.

Per contattare l’autrice Zoe Rondini:
info@piccologenio.it

Scheda Libro:
Titolo: nata Viva
Autore: Zoe Rondini
Editore: Gruppo Albatros Il Filo
Anno: 2011

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Intervista a Zoe Rondini, autrice del romanzo Nata Viva, su www.associazionelibroaperto.it

Oggi vi presentiamo una scrittrice che ha pubblicato il suo primo romanzo Nata Viva, una storia dai tratti biografici con un tema forte e attuale: le difficoltà legate ad un problema alla nascita e ad un grave lutto, difficoltà che hanno condizionato la sua vita. A lei la parola.

– Ciao Zoe e ben venuta nel nostro sito; prima di formulare le domande prendo sempre informazione sui nostri autori, cerco di scoprire almeno in parte la persona che potrei avere di fronte. La tua vita non è stata di certo facilissima, da qui nasce il tuo libro Nata Viva, vuoi essere tu a parlarci di questo libro e del perché di questa scelta?
Ciao Tiziana e grazie di avermi “ospitato“ nel tuo sito con questa intervista.
Il mio libro “Nata viva“ è un breve romanzo di formazione, non è un saggio pedagogico  sulla disabilità. E’ vero che parlo anche del mio handicap ma non è l’argomento principale.

Lo stile di scrittura è rapsodico, semplice, minimalista, spesso ironico ed autoironico, a volte volutamente pungente, ma sempre leggero e scorrevole. Questo, penso,  lo rende adatto a tutti: lo possono leggere i ragazzi dalla scuola media in poi, le maestre, le insegnanti di sostegno, i genitori, i nonni.
Ci sono molte tematiche serie ed anche altre più leggere e divertenti che appartengono a molte persone, non solo a i disabili; ne cito volentieri alcune: l’esperienza della scuola ed episodi che oggi si possono definire di “bullismo“ (quando andavo a scuola io ancora non si usava questa parola), la voglia di gestirsi da sola il tempo libero, proprio come tutti i miei coetanei.  Parlo delle vacanze al mare, del  viaggio più bello che ho fatto – quello a New York – , c’è la mia famiglia,  c’è raccontato il rapporto con i parenti, l’intesa speciale tra me e la mia nonna materna. Ci sono i giochi e le favole di mia madre, la complicità tra me e mia sorella Fiore ed il rapporto di quando eravamo bambine. C’è la scoperta che ho fatto pian piano da grande di un nonno attento, premuroso e simpatico con il quale ho trovato sempre più argomenti per arricchire il nostro dialogo. Ci sono io, i miei pensieri, le cose che a voce non ho mai detto. C’è tanto da leggere tutto di un fiato.
Poco prima di mandare il libro a varie case editrici, ho fatto una scelta che si è rivelata molto importante: cambiare tutti i nomi dei personaggi con dei nomi inventati; anche il mio è un nome d’arte! Così facendo ho potuto raccontare tutto quello che pensavo senza preoccuparmi di offendere alcune persone o limitarmi per paura delle conseguenze. Questo escamotage mi ha fornito un’incredibile libertà per raccontare tantissime vicende dal mio punto di vista; ritengo di non aver mai espresso la verità assoluta su certi avvenimenti ma ho sviscerato  i miei pensieri, la mia visione su fatti e persone che mi circondano senza limitazioni o preoccupazioni e già diversi lettori mi hanno confermato che sono riuscita a rendere il racconto universale, in quanto anche loro si sono ritrovati nel loro essere stati bambini pestiferi, adolescenti a volte incompresi, adulti con molti sogni già realizzati e molti ancora da realizzare. È stato bello ascoltare queste impressioni da persone normo-dotate: sono riuscita a parlare di tanti personaggi della mia vita – non solo di me  – e non solo di chi ha un handicap motorio!
Nata viva è edito dal Gruppo Albatros nella collana Nuove Voci, è stato scritto da Zoe Rondini, la prima edizione risale ad aprile 2011. È possibile ordinarlo presso tutte le librerie d’Italia o comprarlo on-line su tutti i siti che vendono libri

– C’è un messaggio che intendi trasmettere con la tua storia?
Il titolo Nata viva secondo me ha due significati: il primo è legato alla mia nascita che è stata difficile e diversa dai normali parti; infatti ho avuto un’asfissia neonatale di quasi cinque minuti: quasi miracolosamente sono sopravvissuta e sono viva.
Il secondo – che è anche il messaggio del mio racconto-  a mio avviso vuole testimoniare  che nella vita non basta vivere o sopravvivere.  Ogni persona deve impegnarsi al massimo per superare gli ostacoli, la noia, la depressione, i lutti che spesso avvengono nella vita di tutti. Ma con fatica, tenacia, riuscendo anche a ridere dei propri limiti e  problemi,  si riesce a vivere la vita e non semplicemente a restare vivi!

– Nel tuo libro parli di tante piccole battaglie che per te sono state la tua vita quotidiana; pubblicare anche questo libro ha di certo rappresentato una bella vittoria, che cosa ti senti di dire a quanti hanno vissuto o vivono tutt’oggi esperienze come la tua?
Io e Matteo (mio consulente letterario), ci siamo posti molte volte questo interrogativo mentre lavoravamo  sull’ultima stesura del romanzo. Innanzitutto abbiamo riflettuto sulla mia fortuna – nella sfortuna –  di essere seguita e incoraggiata dalla mia famiglia sotto molti punti di vista. Sono consapevole che non tutte le persone disabili hanno abbastanza grinta e tutte le opportunità per perseguire le proprie passioni, manifestare le proprie idee, portare avanti le loro piccole, grandi battaglie  per poter vivere la loro vita il più “normale“ possibile. Ma mi sento di dire che è una questione molto difficile e delicata. Le persone che sono accanto alle persone disabili, che siano della famiglia, della scuola o degli istituti, dovrebbero avere l’accortezza di valorizzare le capacità dell’individuo con cui si relazionano e nello stesso tempo le persone disabili dovrebbero avere la grinta, il coraggio, la volontà – a seconda dei livelli – di cercare di migliorarsi e di avere voglia di modificare la propria condizione di partenza.

– Scrivere è stato un modo per esorcizzare la tua esistenza in questi anni, chi è oggi Zoe Rondini e come vive questa esperienza editoriale?
È vero che la scrittura mi ha aiutato a superare tanti momenti difficili, soprattutto nell’età adolescenziale.  Oggi Zoe Rondini è una ragazza di trent’anni felice perché ha conquistato diverse mete che si era prefissata negli anni.
Di certo, il traguardo più importante che mi ha gratificata moltissimo è stata la pubblicazione di questo romanzo.  L’esperienza editoriale mi ha consentito e mi consente tuttora di organizzare e diversificare le presentazioni, a seconda dei destinatari e del tipo di pubblico. Mi offre l’opportunità di conoscere altri scrittori esordienti, frequentare ambienti letterari, partecipare a concorsi e premi nazionali di letteratura, ottenendo anche dei riconoscimenti concreti da esperti del settore. E naturalmente, non per ultimo, rilasciare interviste in televisione, radio o via web. A proposito di importanti apprezzamenti, sono stata particolarmente colpita dal leggere una bella recensione del mio libro su una rubrica de “L’Avvenire“!
Negli ultimi anni ci sono state altre tappe fondamentali per raggiungere un discreto grado di indipendenza. Sicuramente, tra queste,  la libertà che è derivata dalle mie scelte di prendere la patente di guida poco dopo la maturità (subito dopo i 18 anni) e l’ andare a vivere da sola all’età di 21 anni.  Successivamente, il conseguimento della laurea triennale in Scienze dell’educazione e della formazione presso La Sapienza di Roma, ha rappresentato un’enorme fonte di felicità.

– A quale pubblico è rivolto il tuo libro?
Nata viva è destinato ad un pubblico molto eterogeneo; lo stile semplice, ironico, rapsodico lo rendono una lettura adatta ai ragazzi delle scuole medie. E’ adatto per i genitori, per le insegnanti e le presidi che lavorano con i giovani. Lo vorrei consigliare alle ragazze e i ragazzi nati come me nei primi anni ’80, così possono fare un tuffo nel passato tra giochi e cartoni animati preferiti. È un racconto anche per i nonni, per riflettere, ridere, divertirsi e per leggere alcune pagine ai nipotini più piccoli!

– Il mondo editoriale è molto difficile è avverso soprattutto per gli emergenti, quali sono state le tue difficoltà se ci sono state?
Prima ancora di pubblicare con il Gruppo Albatros, avevo provato anche con altre case editrici, piccole e medie. Nessuna di queste si è dimostrata interessata a pubblicare l’opera di  un autore esordiente. In Italia, credo ci sia ancora molta chiusura rispetto al valorizzare un’opera letteraria, e all’atteggiamento sincero – da parte delle casi editrici –  di diffusione e promozione della stessa, quando si tratta di un esordiente. Ho voluto pubblicare con il Gruppo Albatros, perché è una delle poche case editrici a scommettere sugli esordienti, chiedendo in cambio un investimento iniziale. Mi è poi capitato più di una volta, quando inviavo la lettera di presentazione dell’opera  a riviste letterarie e simili, di sentirmi rispondere che la loro scelta era quella di non recensire libri di autori che avevano pubblicato la loro opera a pagamento. Nessuno si è preoccupato e credo si preoccupi di valutare il curriculum e i contenuti dell’opera letteraria, a prescindere da questa scelta di campo un poco ideologica.
Fortunatamente Nata viva è riuscita in poco tempo ad avere un buon successo di vendita e di critica, arrivando finalista a diversi concorsi letterari.

– Hai altri progetti per il futuro, vuoi parlarcene?
In seguito alla pubblicazione di Nata viva io e Matteo Frasca, mio consulente letterario non che carissimo amico, stiamo portando avanti due progetti molto interessanti: il primo  consiste in una serie di incontri in due scuole medie in provincia di Viterbo. In questi incontri raccontiamo dei fatti di vita reale e leggiamo dei brani tratti dal libro. È entusiasmante vedere il grande interesse e la partecipazione dei ragazzi che si manifesta prima nella loro completa attenzione e disposizione all’ascolto, e poi,  nelle molte domande alle quali ho sempre risposto in piena onestà e senza esitazione. È  stata anche una piacevole  sorpresa che tanti alunni, di loro iniziativa mi hanno chiesto dove potevano acquistare il libro; questi incontri infatti non volevano avere uno scopo divulgativo per il libro, erano più mirati a sensibilizzare i ragazzi su alcune tematiche e far capire che con la volontà si possono abbattere non tutti, ma parecchi limiti!
Il secondo progetto al quale mi sto dedicando, sempre insieme a Matteo, consiste nella stesura di una sceneggiatura teatrale ispirato al libro che andrà in scena a Roma fra circa un mese. Anche qui c’è la speranza che da due repliche ci sia la richiesta di farne altre a scopo pedagogico per gli alunni di due scuole superiori di Roma. Per ora sono un po’ scaramantica e non mi sbilancio a parlare del nostro spettacolo ma presto pubblicherò le date e tutte le informazioni sul mio sito internet www.piccologenio.it

– Vuoi segnalarci qualche link su dove acquistare il tuo libro e conoscerti meglio?
Sì ecco, potete conoscermi meglio navigando tra le pagine del mio sito internet www.piccologenio.it
E’ un sito che unisce tematiche sociali ad argomenti di cultura ed hobby. C’è una categoria interamente dedicata al mio libro; ho già inserito la sinossi, vari articoli, le mie interviste, le informazioni per acquistarlo e molto altro.

Inoltre altri siti dove trovare Nata viva sono:

www.ilfiloonline.it/index.php
www.deastore.com/libro/nata-viva-zoe-rondini-gruppo-albatros-il-filo/9788856743036.html
www.ibs.it/code/9788856743036/rondini-zoe/nata-viva.html
www.bol.it/libri/Nata-viva/Zoe-Rondini/ea978885674303/
libri.dvd.it/altri-generi/nata-viva/dettaglio/id-3309930/
www.libreriauniversitaria.it/nata-viva-rondini-zoe-gruppo/libro/9788856743036
www.amazon.it/Nata-viva-Nuove-voci-Rondini/dp/8856743035

Il libro si può ordinare in tutte le librerie d’Italia, è già presente nei seguenti punti vendita:

-Libreria Manzoni, Viale Parioli 16L (Roma)
-Libreria Fahrenheit P.zza Campo de’ Fiori, 44 (Roma) libreriafahrenheit451@yahoo.com
-Libreria Il Filo, Via Basento 52 (Roma)
-Libreria Mdd Bookshop via Ascanio Sforza, 37 (Milano)
Inoltre è possibile ordinarlo direttamente alla casa editrice scrivendo a:
ordini@ilfiloonline.it
o per comunicazioni relative alla distribuzione in libreria l’indirizzo e-mail è:
distribuzione@gruppoalbatros.com

– Vuoi aggiungere qualcosa che non è stato detto?
Dopo la laurea triennale in “scienze d’educazione e della formazione“ mi sono iscritta alla laurea magistrale in “editoria e scrittura“ nella speranza che una buona preparazione teorica mi possa agevolare nella scrittura e che questa mia passione si trasformi in un lavoro. Tutto il mio corso di studi si è svolto a La Sapienza.
Prima di Nata viva ho scritto molti articoli su tematiche sociali, problemi legati all’handicap, argomenti pedagogici, ma anche recensioni di film, libri, etc.
Ho collaborato con diversi siti, blog, quotidiani on-line ed anche con la rivista dell’Opera Montessori“ La Vita dell’infanzia“

Grazie di essere stata nostra ospite, auguri per tutto e buona lettura a tutti.

Intervista a cura di Tiziana Cazziero

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Intervista a Zoe Rondini su www.ilpiacerediscrivere.it (testo e foto)

1) Da quanto tempo scrive?

A nove anni è iniziata la mia passione per la scrittura: io bambina avevo iniziato una fiaba, speravo di scrivere per altri bambini in un linguaggio, quello delle favole, che conoscevo bene. Dopo poco ho capito che ero ancora troppo piccola per un’impresa così ardua ed rinuncia.

A tredici anni iniziai una lunghissima ed importante avventura: narrare la mia vita e fissare sulla carta i ricordi, le vicende tristi dolorose ma anche quelle belle ed importanti. L’idea mi è nata in seguito ad un episodio doloroso: era l’estate 1994 quando Rickie, il secondo marito di mia madre è venuto a mancare. Avevo l’esigenza di ricordate tutto di lui e degli anni nei quali mi ha fatto da padre.

Crescendo ho continuato la mia autobiografia: mi sono resa conto che volevo narrare un po’ tutta la mia vita in quanto ritenevo (e ritengo ancora oggi) che c’erano dei fatti importanti legati alla mia nascita, alla mia famiglia, alle enormi difficoltà scolastiche che avevo superato ai bellissimi viaggi che ho avuto fortuna di poter fare. Tutte le mie esperienze sono state condizionate da una nascita difficile e diversa da come avviene generalmente; ho un handicap motorio dovuto ad una anossia neonatale che ha comportato la lesione di alcuni neuroni che controllano i movimenti. Con il tempo e tantissima terapia riabilitativa ho imparato a camminare, a parlare, a controllare i movimenti delle mani così detti “fini“, oggi guido la macchina, sono laureata in “scienze  dell’educazione e della formazione, vado spesso al cinema… ho una vita normale!

2) Che cosa fa di bello nella vita?

Dopo la laurea triennale in “scienze d’educazione e della formazione“ mi sono iscritta alla laurea magistrale in “editoria e scrittura“ nella speranza che una buona preparazione teorica mi possa agevolare nella scrittura e che questa mia passione si trasformi, prima o poi, in un lavoro. Tutto il mio corso di studi si è svolto a La Sapienza.

Da pochi mesi ho coronato il sogno della mia vita: vedere la mia autobiografia pubblicata! Ora sto svolgendo degli incontri nelle scuole medie per raccontare a gli adolescenti dei fatti di vita reale; è bello sentirli interessati e partecipi e sono contenta di rispondere alle tante domande che loro mi pongono! È  stata anche una piacevole  sorpresa che tanti alunni, di loro iniziativa mi hanno chiesto dove potevano acquistare il libro.

Sto anche scrivendo una sceneggiatura di uno spettacolo teatrale ispirato al libro che andrà in scena a Roma tra qualche, più in là pubblicherò tutte le informazioni al riguardo sul mio sito internet www.piccologenio.it .

3) Ci parli un po’ del Suo libro!

“Nata viva“ è un breve romanzo di formazione, non è un saggio pedagogico  sulla disabilità. E’ vero che parlo anche dell’ mio handicap ma non è l’argomento principale.

Lo stile di scrittura è rapsodico, semplice, minimalista, spesso ironico ed autoironico, a volte volutamente pungente, ma sempre leggero e scorrevole. È questo il “segreto“ e la “ricetta“ che lo rende adatto a tutti. Lo possono leggere i ragazzi dalla scuola media in poi, le maestre, le insegnanti di sostegno, i genitori, i nonni.

Altre tematiche importanti di “Nata viva“ sono il viaggio più bello che ho fatto, quello a New York, l’esperienza della scuola, le vacanze al mare, c’è la mia famiglia, c’è raccontato il rapporto con i parenti, l’intesa speciale tra me e la mia nonna materna; ci sono i giochi e le favole di mia madre, la complicità tra me e mia sorella Fiore ed il rapporto di quando eravamo bambine, c’è la scoperta che ho fatto pian piano da grande di un nonno attento, premuroso e simpatico; con il quale ho trovato sempre più argomenti per arricchire il nostro dialogo. Ci sono io, i miei pensieri, le cose che a voce non ho mai detto. C’è tanto da leggere tutto di un fiato.

Ho fatto poi, una scelta che si rivelata molto importante: cambiare tutti i nomi dei personaggi con dei nomi inventati; anche il mio è un nome d’arte! Questo mi ha permesso di raccontare tutto quello che pensavo senza preoccuparmi di offendere alcune persone o limitarmi per paura delle conseguenze. Questo escamotage mi ha fornito un’incredibile liberta per raccontare tantissime vicende da mio punto di vista; ritengo di non aver mai espresso la verità assoluta su certi avvenimenti ma ho sviscerato  i miei pensieri, la mia visione su avvenimenti e persone che mi circondano senza limitazioni o preoccupazioni e già diversi lettori mi hanno detto che sono riuscita a rendere il racconto universale in quando anche loro si sono ritrovati nel loro essere stati bambini pestiferi, adolescenti a volte incompresi, adulti con molti sogni già realizzati e molti ancora da realizzare.

“Nata viva“ è edito dal “Gruppo Albatros“ nella collana “Nuove Voci“, è stato scritto da Zoe Rondini, la prima edizione risale ad aprile 2011. È possibile ordinarlo presso tutte le librerie d’Italia o comprarlo on-line su tutti i siti che vendono libri.

4) Dove è possibile seguirLa?

La mia passione per la scrittura mi ha portata ad aprire un sito internet: www.piccologenio.it , è attivo da ormai sei anni. In questo spazio  è possibile leggere le notizie legate al libro (da poco ho creato una categoria apposta per questo, chiama “Nata viva“).

Nel sito ci sono anche molti miei articoli, recensioni di film e libri, articoli scritti dal mio professore di pedagogia ed  un intervista ad un illustre professore di bioetica.

Ho anche avuto le collaborazioni due medici: una psicologa che cura la categoria “la psicologa risponde“ e uno psicosessuologo che pubblica i suoi articoli nella categoria “sessualità ed handicap“.

In piccologenio.it  sito si parla anche di cose più leggere come gli hobby. Il lettori possono scrivere i commenti o inviarmi tramite mail all’indirizzo info@piccologenio.it articoli, foto, curiosità, file in MP3… ed io li pubblico sulla home page.

Le mie aspettative future sono la laura, mi auguro che il libro si continui a diffondere, che la scrittura ed il rapporto con i ragazzi non rimangano solo una mia passione ma si trasformino in un lavoro.

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L’articolo di Assuntina Morresi su Avvenire: «Io, disabile ma più che viva» uscito su l’Avverire e sul sito “Salutefemminile.it” (AGGIORNATO IL 27/1/’12)

Articolo in pdf         Nata viva su Avvenire   questo articolo è anche su sito di SALUTE FEMMINILE:    http://www.salutefemminile.it/Template/detailArticoli.asp?IDFolder=176&IDOggetto=7871

Se cliccate su “articolo in pdf” potrete leggere il testo.

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i premi a “Nata viva”

Nata viva è risultata finalista al Premio Firenze 2011 – Centro culturale Firenze Europa “Mario Conti” – XXIX Premio Firenze sezione D -narrativa edita.

L’opera è stata segnalata al concorso letterario “Premio nazionale di letteratura Prof. “Francesco Florio“ 23 edizione 2011 – Licata“ con un diploma di elogio, ottenendo il punteggio di 93/100.

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Dove acquistare Nata viva (aggiornato il 9/01/2012)

Il libro è  acquistabile online presso i seguenti siti:

http://www.ibs.it/code/9788856743036/rondini-zoe/nata-viva.html

http://www.bol.it/libri/Nata-viva/Zoe-Rondini/ea978885674303/

http://libri.dvd.it/altri-generi/nata-viva/dettaglio/id-3309930/

http://www.libreriauniversitaria.it/nata-viva-rondini-zoe-gruppo/libro/9788856743036

http://www.amazon.it/Nata-viva-Nuove-voci-Rondini/dp/8856743035

http://www.webster.it/libri-nata_viva_rondini_zoe_gruppo-9788856743036.htm

È possibile ordinare Nata viva alla casa editrice, scrivendo a:

ordini@ilfiloonline.it

o per comunicazioni relative alla distribuzione in libreria:

distribuzione@gruppoalbatros.com

Il libro è acquistabile presso:

Libreria Manzoni, Viale Parioli 16L                    (Roma).

Libreria Fahrenheit P.zza Campo de’ Fiori, 44   (Roma)
libreriafahrenheit451@yahoo.com

Libreria Il Filo, Via Basento  52                          (Roma).

Libreria Mdd Bookshop via Ascanio Sforza, 37  (Milano).

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IL GRIDO DI ZOE (prima breve recensione)

Dott. Maria Luigia Carpentieri

Partendo da una verità espressa da Zoe “il diverso degli altri è il diverso per il disabile“ ritengo
fondamentale l’orizzonte in cui ci poniamo quando analizziamo i fatti della sua vita:
la quotidianeità, il superfluo, l’essenziale, il contingente, il trascendente.
I conflitti adolescenziali elaborati dalla protagonista risultano amplificati a causa di una ingombrante
burocrazia che prevalica sulla vera vita e relazioni parentali e sociali sviluppate su interazioni nutrite da
problematiche rese esponenziali.
Il rapporto fra Zoe e sua madre risulta composto da amore ed odio in una alternanza rapida e sconvolgente
mentre fortemente equilibrante è quello con l’ amatissima nonna: struttura portante dell’albero della vita
e della famiglia.
L’educazione ricevuta da Zoe e da lei stessa coltivata è costruita su realtà psicologiche d’evoluzione:
stimoli  risposte, effetto  causa, proiezioni freudiane.
La scrivania di studio descritta e percepita come una sedia elettrica e l’aula  come cella scolastica sono
concetti geniali: come docente li condivido ma non per solidarietà bensì per esperienza personale
nonostante la mia posizione sia al di là della cattedra.
Nominalmente ogni termine ha una sua funzione specifica ma nel vituperato relazionismo implica analogie
diametralmente opposte.
Zoe è una giovane donna inserita nell’attuale società che si occupa di comunicazione, di crescita del
femminile in una forma di responsabile consapevolezza.
Si muove su una base di interazioni sincroniche in cui la volontà  forte e intraprendente è animata
dal desiderio.
Zoe grida la sua voglia di vivere sin dalla sala parto, ciò che lei ci racconta è un inno alla libertà,
è una dichiarazione di amore, di indipendenza, di crescita, di coraggio cantata all’interno della sinfonia
armoniosa dell’esistenza.

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Giovani scrittori nell’Italia d’oggi: A tu per tu con l’autrice di “Nata viva“

Una giovane autrice ci racconta la sua passione per la scrittura e la pubblicazione, meno di un mese di fa, del suo primo romanzo autobiografico. Un racconto di sé che parte proprio da quel secondo respiro, da quella seconda possibilità che la vita le ha donato e che lei oggi ha deciso di condividere con tutti. Un romanzo per tutti, per ritrovarsi, riconoscersi o semplicemente capirsi e comprendere come con passione e forza si sia sia in grado di superare ogni ostacolo. E semplicemente vivere.

  La tua passione per la scrittura è sbocciata quando eri poco più che una bambina, in seguito ad un tragico evento.

Ho cominciato a scrivere i miei ricordi al tredici anni. Era autunno, erano passati pochi mesi dall’agosto ’94, un agosto segnato da un lutto improvviso nella mia famiglia. All’improvviso Rikchey, il secondo marito di mia madre se ne era andato per sempre! Rikchey era un padre per me, era stato nove anni con mamma, aveva vissuto con noi tutti i giorni, tutte le sere, tutti i Natali tutti i compleanni dai miei quattro ai quasi tredici anni. Non volevo perdere anche i ricordi legati a lui. Così a tredici ho cominciato a scrivere su un quaderno i ricordi del passato. All’inizio non avrei mai pensato che stavo intraprendendo un’avventura letteraria che sarebbe durata per sedici lunghissimi anni! A fasi alterne s’intende: in certi periodi ho scritto e corretto molto, in altri lo studio non mi lasciva tempo per la mia vocazione per la scrittura.

 

Durante l’adolescenza, hai vissuto lo scrivere come un compagno di viaggio, un amico con cui parlare senza limiti di sorta.

Negli anni dell’adolescenza non potevo uscire, andare in discoteca, o in centro come tutti i miei compagni di classe. Il mio handicap motorio mi permetteva di fare solo una cosa in completa autonomia: SCRIVERE! Così ho scritto tanto, non solo di Richey, come volevo fare all’inizio ma più di me, della mia vita iniziata con quasi cinque minuti senza respirare! Quasi cinque minuti… un tempo lunghissimo senza ossigeno nei polmoni, senza che la circolazione del sangue cominciasse “NORMALMENTE“ a circolare, come succede a tutti, come lo ha deciso la natura, com’è normale che accada… Magari ora chi legge sta pensando che dovevo essere morta poco dopo… beh sì avete ragione! Sono stata fortunata a farcela, e poi grazie ai dottori, grazie a tantissima fisioterapia, ed all’impegno e lo sforzo immane della mia famiglia e mio, ho imparato a camminare, parlare, muovermi, fare tanti “gesti quotidiani“ anche se con non poche difficoltà.

“Nata Viva“ in fondo è sempre stato dentro di te, perché parla di te, è la tua storia che si fa parola scritta per aprirsi ad un pubblico più grande. Perché hai scelto questo titolo?

Il mio libro è nato come un diario, un appiglio, un’ancora di salvezza. Durante l’adolescenza sentivo forte l’esigenza di scrivere e raccontarmi, proprio da queste necessità è scaturito il romanzo autobiografico: “NATA VIVA“. Ho scelto questo titolo perché ritengo che abbia due significati importanti: il primo è riferito alla mia nascita, a quello che mi è accaduto subito dopo, ed il secondo si lega al concetto che la vita va vissuta, e non va subita passivamente; tenendo sempre presente l’enorme differenza che c’è tra “vivere“ ed “esistere“! Ogni cosa è desiderata, conquistata, ottenuta… non c’è mai nulla di banale o scontato e questo ho cercato di “gridarlo“ con molta forza pagina dopo pagina, ed i lettori si sono riconosciuti in questo testo che spesso parlava di ognuno di loro (persone normali e non persone disabili), mi hanno capita ed apprezzata. Un’altra scelta direi “azzeccata“ poiché mi ha permesso di raccontare molte più cose… è stata quella di sostituire tutti i nomi, compreso il mio, con degli pseudonomi.

Il libro è una somma delle tue esperienze, un viaggio per comprendere quanto sia speciale la vita e quanto questa vinca poi sopra ogni eventuale barriera.

In “Nata viva“ ci sono anche i bellissimi viaggi che ho fatto (soprattutto, il più bello ed emozionante) quello a New York, l’esperienza della scuola, le vacanze al mare, c’è la mia famiglia, c’è raccontato il rapporto con i parenti, l’intesa speciale tra me e la mia nonna materna; ci sono i giochi e le favole di mia madre, la complicità tra me e mia sorella ed il rapporto di quando eravamo bambine, c’è la scoperta che ho fatto pian piano da grande di un nonno attento, premuroso e simpatico; con il quale ho trovato sempre più argomenti per arricchire il nostro dialogo. Ci sono io, i miei pensieri, le cose che a voce non ho mai detto. C’è tanto da leggere tutto di un fiato. 

Qual è lo stile di scrittura che hai adottato per questo tuo primo romanzo?

“Nata viva“ è un romanzo autobiografico, non un saggio pedagogico sulla disabilità. Lo stile di scrittura è semplice, minimalista, ironico, autoironico, a volte volutamente pungente, ma sempre leggero e scorrevole. È questo il “segreto“ e la “ricetta“ che ha dato vita al breve romanzo adatto a tutti. Lo possono leggere i ragazzi dalla scuola media in poi, le maestre, le insegnanti di sostegno, i genitori. Sarei felice di sapere che una maestra o professoressa abbia letto alcune pagine in classe così come sarebbe anche bello sapere che dei Nonni lo abbiano letto, gli sia piaciuto e abbiano deciso di leggerlo ai loro nipotini, la sera quando stanchi dopo una giornata piena di giochi e grandi corse, si ritrovano tutti sul divano.

Non mi resta che augurarvi buona lettura!

Scheda del libro:

Autore: Zoe Rondini

Editore: Gruppo Albatros Il Filo

Collana: Nuove voci

Data di pubblicazione: Aprile 2011

ISBN: 8856743035

Il libro lo potete ordinare in qualsiasi libreria d’Italia o comprarlo su vari siti internet; qui di seguito ve ne riporto alcuni:

http://www.bol.it/libri/Nata-viva/Zoe-Rondini/ea978885674303/

http://www.deastore.com/libro/nata-viva-nata-viva-/9788856743036.html

http://www.ibs.it/code/9788856743036/rondini-zoe/nata-viva.html

lo trovate anchè presso la libreria Mdd Bookshop via Ascanio Sforza, 37 MILANO e la libreria MANZONI a ROMA in VIALE PARIOLI 16.Per eventuali informazioni scrivere a info@piccologenio.it

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Il Libro Nata Viva (aggiornato il 9/01/2012)

 Zoe Rondini

“… Tutti i dottori si affrettano a rianimarmi, ma rimango cinque minuti completamente senza respirare. Si tratta solo di cinque minuti, ma sono i primi della mia vita”. Poi Zoe comincia a respirare. E a vivere. Quei cinque minuti dopo rispetto agli altri neonati, la costringeranno a confrontarsi fin dai primi mesi, con una vita che è cominciata più tardi ma che pian piano non tarderà a essere così tanto desiderata da consentire a Zoe di superare qualsiasi ostacolo. All’età di tredici anni, a causa di un lutto doloroso, Zoe intraprende l’avventura più importante: dare vita ad un racconto autobiografico, che l’accompagnerà per ben 16 anni. Lungi dall’essere un trattato o un saggio sulla disabilità, Nata Viva vuole essere un racconto appassionato e antipedagogico di una ragazzina e poi di una ragazza, che tra luci e tenebre ha saputo lottare per raggiungere e conquistare quella serenità che tutti bramiamo. Nel suo stile rapsodico, Zoe si fa cantore e testimone con la sua voce, dell’incontro sorprendente tra limite e prospettiva, civiltà e pregiudizio, presenza e invisibilità. Insieme a lei, anche noi riviviamo il nostro essere stati bambini o adolescenti incompresi. Nel suo romanzo di formazione Zoe costringe il lettore a non dimenticare mai lo scarto enorme che c’è tra vivere ed esistere, inchiodandoci all’idea che per nascere veramente, ad ogni occasione, bisogna sentirsi vivi, gridarlo e raccontarlo al mondo intero.

Zoe Rondini è lo pseudonimo dell’autrice. Laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione, attualmente sta studiando per ottenere la laurea magistrale in Editoria e Scrittura (giornalismo). In passato ha pubblicato molti articoli riguardanti i problemi e i diritti delle persone disabili su vari siti, su un quotidiano on-line e sulla rivista italiana dell’Opera Montessori. “Nata Viva” è la sua opera prima.

Dove acquistare Nata viva

http://www.ilfilo.eu/zoerondini/  .

http://www.ilfiloonline.it/index.php?page=shop.product_details&product_id=274455371&category_id=11&flypage=flypage.tpl&option=com_virtuemart&Itemid=175 .

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