occuparsi delle persone tenendo conto della loro spiritualita’

Dottor Francesco Tassiello

Questo tema ha per oggetto una serie di considerazioni e riflessioni incentrate sul malato in generale e la persona con handicap e sofferente in particolare. Egli, nel suo percorso evolutivo, tende ad isolarsi ed allontanarsi sempre più dalla realtà della vita, spinto dalla necessità e materialità di quei bisogni che sono semplici e banali per i “sani normodotati“ e che lo allontanano sempre più dall’essenzialità filosofica e spirituale che connota, comunque, tutti nella continua e costante ricerca delle risposte alle domande vitali che attraversano tutte le culture e strati sociali, tanto nella salute che nella malattia e nella sofferenza. Queste riflessioni non vogliono entrare nei dettagli etici in cui la politica si è dibattuta, distratta solo dagli eventi funesti del terremoto dell’Aquila. Una considerazione teorica per tutte, di contenuto non religioso, rimanda ai due passaggi evolutivi, quello della nascita e della morte, in cui ciascun passaggio rappresenta un’ipotesi affascinante di crescita e spinta. Il primo dal mondo intrauterino a quello extrauterino, in cui tutto è chiaro, tranne il pensiero di colui che è espropriato da quel “paradiso“ di vita iniziale. Il secondo ancora più affascinante è rappresentato dal passaggio, cosparso di sofferenza e lutto, da questo mondo fatto di energia concentrata e materiale ad un altro di “altre energie“ ben più affascinanti e misteriose. Gli spunti di riflessione sono i seguenti:
a) Il malato è una persona nella sua totalità (teoria di A. Mercurio).
b) Il cammino semplice di Santa Madre Teresa di Calcutta.
c) Il concetto di prendersi cura della persona di Fornari e R. Carli, dal curare al prendersi cura.
d) Le riflessioni dell’ex presidente francese Francois Mitterrand sulla morte.
e) La deontologia e l’etica della sperimentazione.
f) Le riflessioni, i suggerimenti e i pentimenti di tre medici passati “Dall’altra parte“.

In questa prima “provocazione“ parliamo insieme (aspettando i vostri contributi) della persona nella sua complessa dimensione, così come la definiscono alcuni illustri autori. M. Erikson dice che “la persona è un cittadino che si prende cura“. Vorrei fermarmi su questa splendida definizione che è di apertura e preludio a tutti gli altri punti che affronteremo insieme.

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