Gli apprezzamenti dei personaggi “famosi” a Nata viva

Fausto Bertinotti,  Massimo Gramellini, Susanna Tamaro, Mattarella, Papa Francesco, Marco Masini, Massimo D’Apporto, Salvatore Marino e Cannavacciuolo hanno apprezzato “Nata viva”!

Ecco alcune testimonianze:

“La ringrazio per l’invio del libro e per l’interesse che ha voluto dimostrarmi. Molto cordialmente Fausto Bertinotti“.

“Gentile Dottoressa (…), ringrazio Lei e Zoe per il libro: una storia che poteva essere pesante ed invece scorre leggera. Un’autentica spremuta di cuore. Grazie! Massimo Gramellini“.

“Cara Zoe, che bella cosa che mi scrivi! Comprerò la tua autobiografia e la leggerò con piacere. Sei una ragazza coraggiosa e ti auguro tutto il successo che meriti. Un caro saluto, Susanna Tamaro“.

Ed infine c’è la lettera di Cannavacciuolo:

“Cara Marzia, voglio ringraziarti per avermi scritto e per avermi raccontato di te attraverso il cortometraggio che hai realizzato. La tua storia mi ha colpito perché è la storia di una donna forte che ha lottato e che lotta per i suoi diritti e per le sue passioni.

Sono proprio le persone come te quelle che secondo me hanno tanto da insegnare, perché troppo spesso anche nel mio lavoro incontro ragazzi che pretendono senza volersi sacrificare, che non lottano per seguire i loro sogni.

Leggerò molto volentieri il tuo romanzo e credo che tutti dovrebbero leggerlo per trarne un insegnamento importante.

Vorrei contraccambiare mandandoti il mio libro “Pure tu vuoi fare lo Chef?” dove ho voluto raccontare un po’ la mia storia e la mia filosofia da Chef.

Se mi farai avere il tuo indirizzo te lo farò spedire il prima possibile.

Tu puoi spedire il tuo all’attenzione della mia assistente:

(…)

Ti mando un grande abbraccio. Antonino Cannavacciolo”

E dopo qualche giorno è arrivato il libro dello chef con dedica:

“Cara Marzia, la tua forza è una scuola di vita per tutti i giovani che  lottano per i loro sogni. Con affetto Antonino”.

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Le nostre energie principali e l’armonia con il Tutto

In passato ho già spiegato la visione olistica, le origini e le funzioni. In questo articolo vorrei approfondire energia vitale, esaminando i chakra e le nadi. Secondo la visione indiana e più prettamente yogica, i chakra sono centri sottili di energia. “Troviamo i primi accenni sui chakra, nella Bhagavad Gita, la “Bibbia indù” (scritta attorno al 700 a.C. secondo Sri Yukteswar, il guru di Yogananda) che presenta i sette chakra in forma simbolica. Attorno al 1000 a.C. poi lo Yoga Kundalini Upa- nishad accenna già ai chakra[1]”.
Anche la funzione delle nadi è importante a livello energetico. Si tratta di una sorta di rete sottile di canali che convogliano le energie; in sanscrito nadi significa letteralmente vena, canale. 72.000 sono le nadi descritte nei testi sacri, quelle principali sono tre: Ida, Pingala e Sushumna.

Le diverse energie trasportate sono:

Prana l’energia vitale, ascendente e fresca;
Apana l’energia tiepida discendente;
Sapana l’energia mediana e calda
Vyana l’energia oleosa che permette i movimenti di tutte le membra.

I chakra principali

La parola chakra in sanscrito significa ruota. Un chakra può essere descritto come un punto energetico, un vortice di energia che si trova nel nostro corpo. I chakra principali vibrano ad una frequenza specifica. Se vibrano troppo velocemente o troppo lentamente rispetto al loro stato di equilibrio ci saranno delle ripercussioni sul nostro stato fisico, mentale, emotivo e spirituale.
Quando sono sviluppati bene, i chakra rilasciano energia che diventa potere creativo, piacere sessuale, potenziamento delle proprie doti naturali.

Scopriamo, uno per uno, i sette chakra:

1° chakra, muladhara o “chakra della radice
Posizione: nella parte inferiore del bacino, tra coccige e pube
Colore: rosso
Significato: è la stabilità psichica nelle diverse situazioni della vita, la capacità di governare gli istinti. È il chakra con cui vengono assorbite le energie della Terra e scaricate le tensioni eccedenti mediante l’atto sessuale.

2° chakra, svadhistana o “chakra splenico”
Posizione: metà inferiore del ventre
Colore: arancio
Significato: è il piacere, la gioia di vivere, la sessualità espressa al massimo delle sue potenzialità.

3° chakra: manipura o “chakra del plesso solare”
Posizione: metà superiore del ventre
Colore: giallo
Significato: è la capacità di agire energicamente, la volontà, l’autostima e l’autonomia personale. In senso spirituale è l’essenza attiva di cui siamo stati dotati.

4° chakra, anahata o “chakra del cuore”
Posizione: zona pettorale del corpo
Colore: verde
Significato: è la capacità di amare emotivamente, provare cioè un sentimento che non parte tanto dalla mente, quanto dal cuore. Nella tradizione yoga, amore e ascolto sono in stretta relazione; spiritualmente parlando, hanno la stessa valenza.

5° chakra, vishuddha o “chakra della gola”
Posizione: nella metà inferiore del collo e a livello delle clavicole
Colore: azzurro
Significato: è la creatività, la comunicazione, la spiccata percezione estetica. I bravi artisti, musicisti… sono persone nelle quali il vishuddha è ben sviluppato. In senso spirituale, infatti, rappresenta la connessione con l’altrove, l’essere in comunicazione con dimensioni che superano l’umano.

6° chakra, adjnia o “chakra del terzo occhio
Posizione: grande chakra che si trova al centro della fronte
Colore: indaco
Significato: è la mente tattica, razionale. In senso spirituale è il terzo occhio, come qualità della persona è la fiducia in se stessi.

7° chakra, sahasrara o “chakra della corona”
Posizione: sopra il cranio
Colore: viola
Significato: è la capacità spiccata di pensare strategicamente, cioè abbracciare la situazione con il pensiero; in senso spirituale è la comunione con il Divino, in senso individuale è l’autorealizzazione.

La Kundalini

In prossimità di Muladhara, il primo chakra,  giace avvolto in tre spire e mezzo un serpente che rappresenta la Kundalini, ovvero l’energia vitale.

È dormiente in attesa che la sua potenzialità venga risvegliata. In numerose tradizioni, il simbolo del serpente rappresenta la saggezza e la conoscenza.

La Kundalini è l’energia che, salendo verticalmente attraverso Susumna, passa in tutti i chakra arrivando fino alla sommità in Sahasrara. La Kundalini rappresenta anche la capacità creativa e generativa dell’essere umano. Secondo la Hatha Yoga Pradipika la Kundalini è il supporto energetico di tutte le pratiche dello yoga. L’oggetto di queste pratiche e del Tantra è quindi risvegliare l’energia Kundalini e farla salire in tutti i chakra.

Chakra bloccati e chakra iperattivi

Se i chakra sono iperattivi sono come una valvola che assorbe troppo velocemente energia e potenzia le funzioni del corpo sovraccaricandolo. Un blocco o un’iperattività comporta uno squilibrio negli organi e nelle ghiandole corrispondenti.
Oggi, grazie agli insegnamenti dei grandi Yogi, alle varie pratiche tantriche e la riattivazione delle energie vitali possiamo comprendere meglio il nostro essere. Secondo Jayadev Jaerschky autore del libro “Risvegliare i Chakra”, lavorando su di essi diventiamo più attenti alle energie del nostro organismo; capiremo così tutti i tratti della nostra personalità. Ciò detto, secondo -la visione yogica- definisce chi siamo, come viviamo e come ragioniamo.
Conoscere in profondità i chakra ci porta a comprendere il mondo. Significa essere condotti alla realizzazione del Sé, e quindi all’unione con il cosmo. Per arrivare a questa conoscenza è auspicabile trovare l’armonia tra le varie energie.

 

[1] Dal libro “Risvegliare i Chakra” di Jayadev Jaerschky

 

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La potenza del Serpente

“La Vita è e deve essere un festa. Una festa continua a cui siamo tutti invitati! Nessuno è escluso dall’incanto e dall’estasi del GRANDE GIOGO COSMICO DELLA VITA! La separazione tra sessualità e spiritualità ha generato piaceri effimeri e molta frustrazione, tristezza e rabbia, dopo millenni di separazione ci conviene tornare all’armonia e alla riconciliazione. Chi vive bene la sessualità si regala momenti felici”.

Queste parole di Giorgio Cerquetti, autore del testo “L’essenza del Tantra, fare l’Amore ed essere Amore mi fanno pensare al grande potenziale dell concezione che il Tantra e l’Energia della Kundalini regala ad ognuno di noi. La Kundalini è l’energia vitale e potente legata alla sessualità, all’innamoramento. Tale forza spesso rimane dormiente nell’area del primo chakra che porta il nome sanscrito di Muladhara, ovvero chakra della radice, dove affluisce la vita. Questo chakra ci collega alla terra, alle nostre basi,  al ramo materno e paterno. I testi tantrici definiscono con il termine kundalini, letteralmente “avvolta”, quell’energia che, in forma di serpente attorcigliato che giace addormentata alla base della colonna vertebrale.

Secondo la tradizione Kundalini Yoga, il corpo è attraversato da vari canali trasportatori di energia: i Nadi. Nei tre  Nadi principali chiamati Sushumna, Ida e Pingala scorre il Prana. Il Prana è la forza vitale presente in noi e nel mondo, connaturata al respiro. L’energia del Prana determina il corretto svolgimento di tutte le funzioni psicologiche ed emotive necessarie a mantenere un armonico equilibrio tra mente, corpo e spirito.

L’Attivazione della kundalini

Nella tradizione indiana dei testi sacri tantrici, induisti e buddhisti, si fa riferimento alla kundalini come a quell’energia sessuale che ha in sé una grande potenza.

Quando viene attivata, apre tutti i Chakra (punti del corpo attraverso i quali corre l’energia psichica[1]), partendo da quello della radice fino a quello della Corona.  Può anche accadere che non sia voluto il suo risveglio ma si manifesti in seguito ad alcuni eventi della vita. Si può risvegliare in modo lento o travolgente. Non tutti vivono nello stesso modo l’attivazione della kundalini. Questo risveglio può innescare reazioni molto potenti sul piano fisico, psicologico e spirituale. C’è chi sente una forte creatività e un’energia infinita e c’è chi invece è completamente privato di ogni energia. Bisogna risvegliarla con consapevolezza essendo maestri di noi stessi.  

L’autore Ashley Thirleby nel suo libro “Tantra, un invito a vivere l’affettività, l’amore e l’erotismo in modo libero e completo”, ci insegna che: “diversamente a quanto avete sempre creduto, il piacere non è fine a se stesso ma vi farà provare una gioia molto intensa che vi consentirà di sviluppare tutte le vostre potenzialità utilizzando le grandi riserve di energia che avete liberato”.

La conoscenza della Kundalini in occidente 

La conoscenza in occidente della Kundalini si deve all’ orientalista britannico Sir John Woodroffe (15 dicembre 1865 – 1936), da molti fu denominato “il padre degli studi tantrci [2]”. La  pubblicazione più nota di Woodroffe s’ intitola “Il potere del serpente”, del 1919, scritto con lo pseudonimo di Arthur Avalon. In quest’opera letteraria è riportato tutto un insieme di insegnamenti tradizionali indù, specie quelli riguardanti l’anatomia e la fisiologia dell’organismo umano, tanto da fornire al lettore una visione completa e seria di tutta questa sapienza. Il suo lavoro ha contribuito a promuovere in Occidente un profondo interesse per la filosofia indù e le pratiche yoga. Sir John Woodroffe spiega anche che:

“l’attivarsi dell’energia della kundalini si basa in un risveglio dell’eros, inteso attraverso un amore intenso e profondo che trascende la sfera sessuale”.

La Kundalini  arrivò ad affascinare anche Carl Jung, psichiatra, psicoanalista che andò alla ricerca di paralleli tra questa energia latente e l’inconscio. Jung apprezzò molto il concetto di kundalini ritrovandoci diverse corrispondenze con le sue teorie: credeva infatti che il risveglio di questa energia potesse portare a essere completamente sommersi dalle forze dell’inconscio.

Gli strumenti per il risveglio

Per svegliare la Kundalini occorre un lungo processo meditativo e un costante e assiduo allenamento nelle posizioni dello Yoga.

C’è anche il massaggio Kundalini è un insieme di tecniche che fanno parte della tradizione del Kundalini Yoga secondo gli insegnamenti di Yogi Bhajan. Il massaggio Kundalini permette di sperimentare la cura del contatto, di lavorare sul proprio vissuto emozionale collegato al corpo e sulla comunicazione non verbale.

Dyal Kaur, insegnante di Kundalini Yoga e Massaggio Kundalini da oltre venticinque anni, allieva di Yogi Bhajan, spiega la sua conoscenza del massaggio Kundalini:

“Mi sono avvicinata al massaggio Kundalini perché veniva proposto durante i seminari di Yogi Bhajan come Il Massaggio come Comunicazione. Qui  iniziai a sentire una forte attrattiva per questo aspetto del Kundalini Yoga. La sentivo come una grande opportunità, perché mi faceva risvegliare la percezione del mio corpo fino ad allora per me sconosciuta. Così iniziai a curarmi anche col massaggio oltre che con lo Yoga e ad approfondirne la conoscenza frequentando i corsi a Roma tenuti da un allievo diretto di Yogi Bhajan: Gobinde Singh.”

La comunicazione non verbale e il sapersi mettere in ascolto con tutti i sensi, anche il tatto, sono una caratteristica fondamentale del massaggio. Ecco cosa ne pensa Dyal Kaur: “La comunicazione non verbale è uno strumento eccezionale per fare arrivare al cuore di una persona quella presenza mentale e spirituale che non può essere trasmessa a parole e che crea una speciale relazione di anima che cura una persona nella sua totalità. Il massaggio Kundalini rappresenta un’esperienza sensoriale unica: si occupa di riequilibrare la persona a livello Spirituale ed Energetico”.

Dyal Kaur non è l’unica persona che ha diffuso la conoscenza delle potenzialità del massaggio Kundalini.  Anna Senatore, Consulente Olistico del Benessere, nel 2009 ha intuito e brevettato questo particolare massaggio, Anna lo ha anche personalizzato e interpretato. Con queste parole ci racconta la sua esperienza:

“ Il  massaggio Kundalini è un trattamento che per me si basa sulla meditazione e sulla ricarica energetica, il cui beneficio dura più giorni. E’ più intimo di altri tipi di massaggio ed io lo effettuo dal 2010.

La Kundalini – continua a spiegare Anna Senatore –  aiuta a trascendere dal Corpo perché offre una connessione profonda con la propria Anima e il proprio Spirito.  Questo massaggio è indicato per le persone che hanno un ottimo rapporto con la propria corporeità, per chi desidera scoprire l’abbandono non solo fisico ma anche della Mente. Va eseguito in una dimensione di accoglienza e amore incondizionato”.

Spero che questo articolo vi abbia fornito una conoscenza di base e sia servito a stimolare la vostra curiosità. Gli esperti ci invitano ad essere persone sempre maggiormente consapevoli; anche attraverso il risvegliare la Kundalini: è un processo che ci può aiutare a conoscere della nostra vera essenza.

 

[1] Dal libro “Tantra, un invito a vivere l’affettività, l’amore e l’erotismo in modi libero e completo”, di Ashlay Thirleby.

[2] Dal libro “L’Essenza del Tantra; Fare l’Amore ed Essere  Amore”, di Giorgio Cerquetti.

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Il ritorno della Dea e la medicina sacra

 

Il 13 dicembre 2019 a Ferrara, ho avuto l’onore di essere relatrice alla conferenza dal titolo: Il ritorno della Dea e la medicina sacra. L’evento è stato voluto ed organizzato da Anna Senatore che ha messo insieme tre storie, tre libri e tre autrici: Mirella Santamato con il libro “Io sirena fuor d’acqua”, Laura Niala Lo con “Figlie della Dea” e Zoe Rondini con “Nata viva”.

A seguire le foto e la ripresa della conferenza.

 

Grazie a tutti!

 

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L’energia e la meditazione tantrica per essere in armonia con il Tutto

Da circa un decennio il Tantra è diventato una moda, si pensa che sia solo una tecnica per migliorare le prestazioni sessuali o per improvvisarsi operatori olistici e incrementare il lavoro. Vorrei fare un po’ di chiarezza per sfatare le false credenze.
Grazie al Tantra tutti noi, abili, disabili, single e coppie possiamo imparare ad adoperare la passione e il desiderio per arrivare ad incontrare se stessi ed avere maggior consapevolezza delle nostre emozioni. Il Tantra ci insegna come percepire, controllare e canalizzare le energie: nel Tantra corpo, mente e spirito sono realtà inseparabili. Grazie a questa antica pratica la nostra energia si risveglia, si crea armonia e conoscenza di noi stessi, degli altri e con il Tutto.
Da migliaia di anni il Tantra ci invita ad amare la vita ed il corpo qualunque esso sia: possiamo vivere felicemente nel nostro corpo. Nella visione olistica, della quale fa parte anche il Tantra, siamo invitati a sperimentare l’unione tra corpo, mente e spirito; fare esperienze positive ed amorevoli ci porta a sentirci più aperti alla condivisione ed all’unione con il Tutto.
Esso ci insegna come diventare consapevoli. Molte persone che praticano o che desiderano scoprire il massaggio tantrico sono attratti istintivamente dal contatto con altri corpi ma non hanno le informazioni per usare le giuste energie che ogni incontro genera.
Per noi occidentali può rimanere complicato accettare la visione tantrica per la quale spiritualità e sessualità non sono realtà opposte ma complementari: il Tantra ci può far scoprire che il vero piacere si raggiunge quando corpo, mente e spirito sono in intima armonia tra di loro; se si accetta e si sperimenta ciò, l’incontro tra l’energia femminile e quella maschile può diventare una piacevole comunione spirituale che alza il livello della coscienza.
Il pensiero tantrico non è da rilegare solo alla sessualità: la meditazione tantrica è parte attiva e fondamentale. Al centro della pratica meditativa tantrica si situa l’universo manifesto, realizzato come espressione fisica e sensoriale dell’immanifesto. È attraverso l’immersione nel primo che diventa possibile realizzare la piena unità con il secondo. Questo comporta però una rigida disciplina, variabile a seconda del livello di coscienza del praticante.
La meditazione tantrica, aiuta il praticante a ritrovare pace ed equilibrio, in quanto riesce a connettere ciascun elemento che durante la quotidianità, rimane sconnesso dall’ altro. La meditazione aiuta in questo modo a far scorrere la vita in un flusso interrotto di continuità.
Mi sento di dire che il percorso tantrico non è un semplice modo di migliorare le prestazioni sessuali, ma si tratta di un viaggio interiore che, normodotati e persone con disabilità possono intraprendere per scoprire i paesaggi dell’inconscio, per scoprire queste zone così vicine e al contempo così lontane della nostra totalità. Ci vorrebbe maggior rigidità per diventare operatore, è auspicabile anche maggior tutela per chi lo esegue seriamente.

In conclusione nella Via del Tantra, tutti senza eccezione, possono scoprire la coscienza, la libertà e la propria espressione.

 

A seguire una meditazione di Carlo Lesma, autore, speaker e coach; specializzato in ricerca e sviluppo dei talenti personali e professionali.

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“Comincia dall’inizio. Il corpo è il tuo inizio” due testimonianze sul Tantra

“Il sesso senza amore è un’esperienza vuota,  ma fra le esperienze vuote è una delle migliori!”. Woody Allen

L’amore è coinvolgimento. Il rapporto a letto diventa dunque non solo un’esperienza fine a sé stessa, ma coinvolge la parte emotiva, è il coronamento di qualcosa già in atto. Diciamocelo, perché no, non sempre si arriva al pieno coinvolgimento. Ecco quindi  che il massaggio tantrico può essere un aiuto, un’esperienza di anima e corpo che mira a rilassare (e non solo…la persona. Il massaggio tantrico fa parte delle discipline olistiche: la visione olistica rappresenta la visione del Tutto, dell’intero – dal greco Olos: tutto, intero, totalità, integrale. Con una visione olistica, l’uomo è visto come insieme delle sue parti corpo – mente – spirito e poiché nell’Universo tutto è collegato, anche corpo, mente e spirito sono interconnessi tra loro, così come noi siamo Uno con il Tutto.

Convinta dei benefici di questa pratica ho accettato di aiutare un mio amico a vivere questa esperienza. Andrea, nome di fantasia,  viene da una famiglia molto credente. Cresciuto con un’educazione cattolica gli è stato insegnato che il piacere fine a se stesso, la masturbazione, l’amore fisico non finalizzato alla procreazione, siano dei peccati gravi.  Nel confrontarci e discutendo della cosa gli ho proposto un’altra versione, secondo la quale non si dovrebbe credere ciecamente a tutte le “regole“ della Chiesa, in quanto molte di esse sono state decise da uomini. Nell’ascoltare il suo ragionamento sono rimasta molto colpita, e in qualche turbata, da quanto non era sereno davanti a certe tematiche. Quando dipendi di più dagli altri ci vuole più tempo e fatica per crearti una propria identità, carattere e libertà di pensiero. Ho parlato a lungo con lui ed ho scritto molto per cercare di aiutarlo. 

Andrea mi ha espresso più volte il suo desiderio di emanciparsi e di fare un’esperienza sessuale intensa, dolce e totalizzante, infondo era una persona adulta e nel pieno delle sue capacità mentali. All’inizio non me la sentivo di aiutarlo: il suo desiderio era legittimo e giusto, ma se ci avessero scoperti cosa sarebbe accaduto? Mi sono consigliata con alcuni amici, tutti mi dicevano di aiutarlo a trovare come desiderava, una brava massaggiatrice tantrica. Il suo desiderio era nato dopo aver letto il mio articolo dove accostavo i benefici di tali pratiche ai bisogni e desideri delle persone disabili. Da prima l’indecisione… ma poi la decisione: l’avrei aiutato a realizzare il suo desiderio.

Sapevo che avrebbe avuto una bellissima esperienza, in fondo a chi faceva un torto essendo lui single? È vero che le persone intorno a lui avevano provato a reprimere la sua natura, ma per fortuna non erano riusciti a spegnere il desiderio di amore, dolcezza e attenzioni che andava tanto cercando. I giorni prima dell’appuntamento Andrea  era curioso più che emozionato; io ero felice per lui. Dopo il massaggio mi ha chiamata per ringraziarmi. Era stata un esperienza bellissima, si erano scambiati amore, attenzioni e coccole; si era rilassato come poche volte  prima di allora. Poche sere dopo ci siamo visti: ero curiosa e volevo saperne un po’ di più. Era raggiante,  diverso da tutte le altre volte che ci vedevamo per andare al cinema, a teatro o per mangiare insieme. Era un po’ che non vedevo una persona così felice. Forse anche a me è servita questa esperienza più dei tanti convegni sull’amore, sessualità, assistenza sessuale fatti da persone esperte e competenti; ma sono sempre persone “normodotate“ che teorizzano idee e diritti sul sesso di noi disabili. Forse sono utili per superare i falsi pudori sull’argomento, ma poi c’è un punto di incontro tra teoria e pratica? Se sì qual’è? Le scelte che ho fatto per conoscere l’amore e la sessualità, le ho fatte e messe in pratica da sola. Forse manca ancora un aiuto concreto.

Certo un massaggio è solo un massaggio non ha molto a che vedere con l’amore. Ho spiegato al mio amico che quella persona era solo una massaggiatrice e che non doveva aspettarsi le belle cose che si hanno in un rapporto di coppia. Chiarito questo, la contentezza di Andrea era più forte e profonda!

Ritengo il Tantra, fatto da esperti e al giusto prezzo, un valido supporto per tante persone normodotate e disabili che hanno qualche problema nel vivere il rapporto di coppia; non a caso cito una testimonianza trovata in rete, di una ragazza normodotata che racconta di come ha tratto dei benefici ed è riuscita ad affrontare e risolvere dei problemi con questa antica pratica(…) Di blocchi mentali ne avevo sempre avuti parecchi. Colpa della mia educazione, di tutti quegli anni (tanti, tra scuola dell’infanzia, elementari e medie) passati in istituti guidati dalle suore. Avevo difficoltà a lasciarmi andare, tante sere quando il mio compagno mi cercava io mi nascondevo dietro le solite scuse. Mal di testa, stanchezza. Così finivamo per addormentarci ognuno dal suo lato del letto. (..) Il Tantra, ha cambiato il mio approccio verso il sesso e così sono riuscita a risolvere il mio problema. (…)

(..) Anni fa, il mio compagno ed io eravamo entrambi scontenti: c’era qualcosa che non funzionava e non riuscivamo a trovare il modo di ritrovarci e di affrontarla insieme. A 18 anni provai il mio primo orgasmo, poi non ritrovai quella sensazione per molti anni. (…) L’intimità fra noi era uno degli aspetti di questa crisi.

Un sera lui rientra a casa con un dvd sulla pratica tantrica. Seduta sul divano, davanti alle prime immagini ero nervosa e un po’ in ansia. Ma mi sono detta: “Devi farti forza. Continua e vedi cosa succede”. Ho provato la stessa cosa quando mi sono trovata nell’atrio dell’hotel per il “weekend di assaggio Tantra“. Perché dopo aver visto il dvd sia io che il mio compagno ci siamo incuriositi e abbiamo deciso di passare dalla teoria alla pratica, iscrivendoci a un seminario di due giorni gestito dall’istituto di Tantra e counseling Maithuna.

Certo, un’idea di cosa ci aspettava me l’ero fatta proprio guardando il dvd: respirazione, esercizi fisici. Per il resto, era davvero un’incognita che mi spaventava e m’innervosiva. Stefano, il mio compagno, era più agitato di me, ma ormai eravamo lì, e abbiamo scelto di andare avanti.

Dal punto di vista fisico gli esercizi che ci venivano proposti non erano difficili: abbiamo imparato a respirare con il diaframma e poi a collegare il respiro con i movimenti del bacino. La vera difficoltà riguardava la mente. Non riuscivo a lasciarmi andare e dovendo comunicare con il corpo (e con le aree genitali, poi!) non potevo proprio raccontarmi bugie: se una cosa non mi andava di farla, me ne accorgevo subito. Niente più scuse come stanchezza o mal di testa, i tabù me li sentivo addosso e non potevo far finta che non esistessero.

(…) In quel primo weekend non è successo niente di speciale (…) ma sono affiorate problematiche che adesso mi sentivo capace di affrontare. Compreso il nodo dell’orgasmo: sapevo che potevo averlo, in fondo era già successo, tanti anni prima. Solo che non sapevo come fare per arrivarci nuovamente, e durante il sesso continuavo a pensarci e a ripensare a come riavvicinarmi a quella sensazione. Ma è stato proprio quando ho smesso di avere quel pensiero fisso che ci sono riuscita di nuovo. (…) La differenza rispetto a prima è che adesso so come posso arrivare al massimo del piacere, ed è questa sicurezza che ha cambiato del tutto il mio approccio al sesso.

Anche con Stefano, ormai, è tutto diverso: di sera niente più mal di testa, ci cerchiamo a vicenda. Sperimentiamo, cerchiamo di sentire il corpo in vari modi. E pensare che, dopo quel primo weekend e i primi corsi, per un periodo ci eravamo lasciati, scegliendo però di continuare a frequentare i seminari insieme. Man mano che affrontavo i miei tabù mi riavvicinavo a lui, fino al momento in cui abbiamo deciso di ritornare insieme. Adesso aspettiamo il secondo figlio, che nascerà fra pochi mesi.”

Ammirevole ritrovare la sintonia, non cedere alla crisi ed ai problemi, ma anzi farsi aiutare ed aiutarsi a vicenda.

Sono felice per Andrea, ma mi domando quante altre persone come me e come lui esistano. Quanti sono i disabili che provano certe emozioni e per quanti rimane un sogno irraggiungibile, o peggio qualcosa da negare e reprimere? Non è giusto. Stiamo assistendo ad un cambiamento culturale che è ancora troppo lento.

Infine, spesso queste situazioni gravano sulle singole famiglie e c’è da dire anche che gli istituti, case famiglia, centri di riabilitazione, dove in teoria i disabili si potrebbero incontrare, conoscere e mettersi insieme sono fondati e gestiti da persone di Chiesa, che non sempre sono disposte a comprendere certe esigenze umane e spontanee.

Mi viene da citare Osho, mistico e maestro spirituale indiano: “Il Tantra ti insegna a riaffermare il rispetto e l’amore per il corpo. Il Tantra ti insegna a guardare il corpo come la più grande creazione di Dio. Il Tantra è la religione del corpo. (…) La prima cosa da apprendere è il rispetto del corpo e disimparare tutte le sciocchezze che ti sono state insegnate su di esso. Altrimenti resterai spento, e non andrai mai dentro di te, e non andrai mai oltre. Comincia dall’inizio. Il corpo è il tuo inizio“.

E’ proprio questo rispetto per la persona, per la sua individualità che rende il massaggio tantrico un’esperienza unica per ciascuno di noi.

  • Dopo l’esperienza di Andrea e questo articolo, sono state tante le persone che mi hanno chiesto aiuto. C’è stato anche chi “leggendomi” mi ha poi scritto che, a suo avviso, ho fornito un contributo importante alla questione dell’assistente sessuale. Non so se sia vero, ma posso ritenermi soddisfatta nel mio intento: ascoltare i bisogni e i desideri delle persone e cercare di fornire informazioni e soluzione utili che non riguardano solo la Via del Tantra, ma variano secondo i racconti e i vissuti di chi è alla ricerca di ciò che avverte come mancanza.

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Video de “Il tocco dell’Anima attraverso il Tantra”

Ecco i video del convegno del 18 ottobre 2019 “Il tocco dell’Anima attraverso il Tantra. Il contributo della Via del Tantra alla disabilità”, presso Come Un Albero bistrot di Roma.

Forse è stata la prima volta che si è tenuto un convegno, sulla Via del Tantra, organizzato da quattro donne. Hanno affrontato l’argomento Zoe Rondini, autrice e blogger da anni impegnata contro le barriere culturali per i diritti di tutti; Alessandra Lops – Counselor e Direttore didattico della Scuola di FormazioneTantra; Anna Senatore, Consulente del Benessere Olistico con esperienza decennale e operatrice all’emotività, l’affettività e alla sessualità delle persone con disabilità (OEAS in formazione) e Monica Montesanti – Operatrice Olistica e Tantrica.

Siamo pronte a rifarlo in nuovi contesti e associazioni, il caso potete scrivere a: marziacastiglione81@gmail.com  

Buona visione!

Trailer convegno: 

Video integrale: 

Io parlo dal minuto 49:35 a 1 ora e 11 minuti e da 1 ora e 23 a 1 ora e 26, ma tranquilli ho messo i sottotitoli!

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Il Tantra per scoprire la propria “Totalità’”

Di seguito pubblico il mio intervento per il convegno del 18 ottobre 2019 “Il tocco dell’Anima attraverso il Tantra. Il contributo della Via del Tantra alla disabilità”, presso Come Un Albero bistrot di Roma.

Forse è stata la prima volta che si è tenuto un convegno organizzato da quattro donne, un grazie speciale  a  Alessandra Lops – Counselor e Direttore didattico della Scuola di FormazioneTantra per operatori della “Relazione d’aiuto al contatto corporeo per l’espressione energetica ed emozionale” integrata dagli insegnamenti dello yoga tantrico. Monica Montesanti – Operatrice Olistica e Tantrica – e Anna Senatore, Consulente del Benessere Olistico con esperienza decennale e operatrice all’emotività, l’affettività e alla sessualità delle persone con disabilità (OEAS in formazione).  Anna è stata, inoltre, tra i protagonisti della serie documentaria “Il corpo dell’Amore” andata in onda su Rai 3 la scorsa primavera.

Sommario

  1. La sessualità delle persone con disabilità.
  2. L’educazione sentimentale: tutto parte dalla famiglia.
  3. La mia esperienza: scoperta e conquista della sessualità.
  4. Donne con disabilità: la doppia discriminazione.
  5. Il Tantra per scoprire la propria “Totalità’”.
  6. Tantra e disabilità.
  7. Condividere i benefici della “Via” del Tantra.
  8. Disabilità e sessualità: osservazione e confronto.
  9. Progetti ed aspettative per il futuro.

1. La sessualità delle persone con disabilità

La sessualità delle persone con disabilità, è spesso immaginata da molti come il sesso di serie B. Nell’immaginario collettivo i disabili sono visti come angeli asessuati ed eterni bambini.

Esistono diverse forme di disabilità e per ognuna la sessualità viene approcciata in maniera diversa. È importante tenere in considerazione le differenze tra una disabilità fisica lieve da una grave e tra fisica e cognitiva.

Talvolta, ancora oggi, per le persone con disabilità la dimensione della sessualità non è legittimata, o addirittura è completamente negata. In generale ai disabili non viene garantita una giusta informazione ed educazione; in molte famiglie, istituti e case-famiglie certi discorsi sono da evitare.

Per le donne con disabilità poi la situazione è più complicata rispetto agli uomini: spesso non si riconosce che la donna ha necessità dall’appagamento sessuale, viceversa per l’uomo si ritengono più accettabili l’istinto e le pulsioni. Indubbiamente il contesto culturale ha un impatto molto forte e determinante nella percezione della sessualità nella disabilità e nella formazione dell’identità. L’ambiente culturale circostante ha un ruolo fondamentale. Spesso in famiglia certi argomenti sono un tabù, non se ne può parlare anzi si fa di tutto per sviare l’attenzione del figlio/a con disabilità, come se il/la ragazzo/a non sia interessato.

2. L’educazione sentimentale: tutto parte dalla famiglia

Spesso molte famiglie non sanno come affrontare la crescita della persona con disabilità; non si vedono prospettive sul piano sentimentale questo genera paura ed è più facile non affrontare il problema. La negazione dei diritti e delle responsabilità del giovane e dell’adulto disabile crea maggiori rischi: prima o poi si scopre la sessualità, con internet, con gli amici, con una persona che ti fa un apprezzamento. Allora perché non formare e informare a ciò che sono desideri fisiologici come l’amore, la sessualità e la passione?

Ritengo importante formare di più anche dal punto di vista sentimentale e di approccio alla sessualità le persone con disabilità coinvolgendo anche il nucleo familiare. Oggi noto una maggior apertura da parte dei media sull’amore, l’affettività e la sessualità delle persone con disabilità, ma dietro questa apparenza rimangono molte paure e censure da parte di alcune famiglie e di chi si occupa delle persone disabili (Istituti, case famiglia, caregiver etc). Negli ultimi anni ho avuto modo di conoscere – direttamente e indirettamente – psicologi, medici e genitori aperti a certi argomenti, ma si tratta ancora di singoli casi isolati. Bisognerebbe puntare di più sul contesto e la formazione di tutta la società, anche se è più facile abbattere le barriere architettoniche che culturali.

Gli atteggiamenti più ricorrenti da parte delle famiglie si possono così sintetizzare:

  1. Vedere la persona solo per il suo problema quindi si riscontra rassegnazione ad una vita povera di stimoli e la negazione dell’adultità.
  2. La persona disabile è colei o colui che deve pensare solo ai tanti doveri e ad un suo miglioramento che non cessa dopo l’età evolutiva. In realtà è proprio il migliorarsi e la crescita che ti inducono a voler una relazione di coppia e si chiede di non essere considerati “eterni bambini”!
  3. Comprensione, sostegno e rispetto della sfera privata della persona con disabilità che può sviluppare una propria intimità

3. La mia esperienza: scoperta e conquista della sessualità

Mi ritengo fortunata perché ho ricevuto da mia madre una buona educazione sessuale e sentimentale. Per lei parlare di certi argomenti non è mai stato un problema, anzi mi ha sempre incoraggiato a domandarle tutto invece che rivolgermi alle mie coetanee, che ne sapevano quanto me. Così tra le medie e i primi anni del liceo ho ricevuto tutte le risposte alle mie domande. Per questa particolare sua apertura mentale ancora la stimo e la ringrazio.

La scoperta della sessualità e dell’amore è stata una scelta fortemente voluta dal mio “IO”. È successo quando avevo 23 anni, già ero abbastanza autonoma: guidavo e non vivevo più con la mia famiglia. Decisi di usare internet, a quel tempo le chat e i forum erano frequentati meglio di oggi, ho un bel ricordo della prima volta, ma non è scattata la scintilla, anche lui aveva una disabilità motoria.

In seguito ho vissuto una storia importante con una persona normodotata; l’amore era reciproco, ma la grande differenza di età, con il tempo ha fatto affievolire il sentimento e la passione, fino a farle spegnere del tutto. Mi sono innamorata nuovamente di un uomo bello, sensibile ed affascinante, lui per me ha sempre nutrito affetto e stima, ma l’amore è un’altra cosa; con il tempo e l’impegno siamo riusciti a costruire una solida amicizia, fatta di passione, affetto e stima reciproca.

Negli anni, ho conosciuto, personalmente o virtualmente, molte persone molte con diverse disabilità motorie, mi è rimasto impresso un ragazzo che aveva un lieve problema nel camminare.  La madre lo accudiva, non aveva regole, questa persona si comportava da eterno bambino perché il nucleo familiare e gli amici glielo permettevano non conosceva nulla riguardo all’amore.

Conoscendolo meglio mi sono accorta che aveva pensieri semplici da adolescente anche se era un uomo adulto di circa quarant’anni. In un contesto sociale che non lo responsabilizzava e gli negava la scoperta dell’amore e dell’erotismo viveva desideri contrastanti: voleva essere accudito dalla madre in tutto e per tutto, ma voleva anche andar via di casa e vedeva in un ipotetico suo matrimonio l’unico modo per emanciparsi. Quale futuro lo aspettava a lui e alla famiglia che si voleva formare? Non sarebbe stato più saggio educarlo invece di nascondere tanti aspetti normali della crescita di una persona?

4. Donne con disabilità: la doppia discriminazione

È importante sottolineare che, come già accennato, il tema della sessualità delle donne con disabilità è ancora più delicato. Una cultura della negazione e del taciuto crea dei rischi soprattutto per le ragazze e le donne con disabilità. Dai dati che emergono da uno studio promosso dall’ISTAT che ha messo a confronto le violenze subite dalle donne con disabilità a quelle subite dalle donne normodotate, emerge che in tutte le fattispecie di violenze prese in considerazione il rischio per le donne con disabilità è sempre superiore. Inoltre, l’aspetto invece della tutela della salute e della prevenzione ginecologica è decisamente molto più trascurato nel caso di donne con disabilità.

Alla luce dei dati citati e di alcune ricerche posso affermare che per le donne con disabilità permane un doppio tabù: essere donne, in quanto si pensa che abbiamo meno desideri e bisogni, ed essere disabili quindi a volte discriminate e meno autonome.

Dati Istat:

Violenze fisiche o sessuali
Donne con disabilità: 36,6%
Donne senza limitazioni: 30,4%

Stupri o tentati stupri
Donne con disabilità: 10,0%
Donne senza limitazioni: 4,7%

Violenza psicologica dal partner attuale
Donne con disabilità: 31,4%
Donne senza limitazioni: 25,0%

Stalking prima o dopo separazione
Donne con disabilità: 21,6%
Donne senza limitazioni: 14,3%

Salute e prevenzione: Pap-test
Donne con disabilità: 52,3%
Popolazione femminile: 67,5%

Salute e prevenzione: Mammografia
Donne con limitazioni funzionali: 58,5%
Popolazione femminile: 75,0%[1]”.

  5. Il Tantra per scoprire la propria “Totalità’”

La via del Tantra è una via amorevole, che non ha a che vedere con l’atto sessuale fine a sé stesso. È una pratica per conoscere la propria totalità. Il massaggio tantrico, fatto da persone esperte può aiutare la persona a scoprire il rapporto con la propria totalità e con l’altro in modo profondo, amorevole e erotico. Molte persone, anche con disabilità, cercano in questa “Via” delle risposte sulla propria sessualità. Nel Tantra non c’è nulla di vietato e nulla di obbligatorio. L’importante è un approccio armonico che tenga conto della totalità e delle caratteristiche della persona. In quest’ottica il massaggio tantrico va praticato con competenza trattando il corpo di chi lo riceve come se fosse il proprio. Il Tantra è un dono per l’altro e non bisogna aspettarsi niente in cambio, se non lo scambio energetico.

Mi piace la definizione di Tantra quale “celebrazione della vita, una festa del qui e adesso. L’essenza del Tantra non è la tecnica ma è “l’amore”[2] Attraverso la via del Tantra l’amore e l’erotismo sono più intensi: non contano più il tempo o le condizioni esterne; è importante vivere il momento presente.” Spesso in certe situazioni siamo tutti uguali e tutti diversi: tutti cerchiamo di amare e essere amati e ognuno vive a suo modo l’amore e l’erotismo.

La scoperta della sessualità può essere slegata da una relazione sentimentale, ma la sessualità connessa solo ad un’amicizia o fine a sé stessa con il tempo spesso non lascia nulla. A volte c’è più rispetto, “cura” per l’altro ed erotismo in un massaggio tantrico. Questa esperienza riequilibra le energie lasciando una sensazione di benessere.

6. Tantra e disabilità

Dopo aver sperimentato su di me gli effetti benefici della “Via” del Tantra, decisi di informarmi meglio per parlarne sul mio portale Piccologenio al fine dare la possibilità ad altre persone di conoscere ed eventualmente approcciare a questa pratica. Nel 2014 scrissi il primo articolo dal titolo: “Il piacere magico del massaggio tantrico[3]” dove descrivo i benefici che il massaggio tantrico può fornire, a livello fisico e relazionale, alla persona con disabilità. L’idea è stata poi ripresa dal presidente del comitato Lovegiver, che nel 2015 ha pubblicato l’articolo “Tantra e disabili[4]”. Attraverso il massaggio tantrico, la persona con disabilità può sviluppare una maggiore consapevolezza della propria affettività utilizzando lo scambio di energia con il corpo della massaggiatrice o del massaggiatore. Tra gli effetti immediati e di lungo periodo che vengono riscontrati possiamo riportare: un aumento dell’autostima, l’allentamento delle tensioni e una sensazione di benessere durevole nei giorni successivi.

Come più volte ribadito nel corso del convegno il Tantra è un DONO, ha a che fare con la sfera spirituale, intima ed emotiva delle persone. Per questi motivi è fondamentale che venga praticato con serietà e dedizione. Sono numerosi i casi, purtroppo, in cui questa pratica viene strumentalizzata ai fini della mera mercificazione del corpo e della sessualità. Il Tantra nulla ha a che fare con la prostituzione e bisogna fare attenzione e denunciare le truffe.

Attraverso gli strumenti divulgativi che ho a disposizione mi batto contro queste “strumentalizzazioni” a tutela sia degli operatori che dei possibili fruitori.

7. Condividere i benefici della “Via” del Tantra

Ho capito che la mia piccola operazione di divulgazione delle informazioni “pulite” sul Tantra stava andando verso la direzione giusta quando un mio amico con disabilità mi ha detto: “ho letto i tuoi vari articoli sul massaggio tantrico, vorrei vivere questa esperienza, mi aiuti?” All’inizio ero molto indecisa, avevo paura che capitasse in mani poco esperte o che le persone della casa-famiglia dove viveva ci scoprissero.

Andrea aveva una forte disabilità motoria, viveva in una casa-famiglia con regole rigide che non promuoveva le capacità e l’indipendenza degli assistiti, nonostante ciò aveva un forte desiderio d’amore e passione. All’inizio avevo paura ad aiutarlo, ma infondo nella sua richiesta non c’era nulla di sbagliato. Andrea era una persona adulta e in grado di intendere e volere. Per questi motivi decisi di cercare con lui un’operatrice tantrica e di stimolando anche la sua capacità di cercare autonomamente in rete. In fondo stavo solo aiutandolo a realizzare i suoi desideri e le sue esplicite richieste. Dopo l’esperienza del primo massaggio l’ho visto raggiante, mi ha raccontato che si era sentito accolto, accudito, coccolato ed era felice. Tutto ciò è stata per me la conferma che il Tantra può portare dei benefici: esso infatti dà valore all’unicità della persona e all’unione tra corpo e anima, quindi è una pratica che agisce sulla totalità dell’individuo qualsiasi sia la sua fisicità. È anche una pratica dove il rispetto e la cura della singola persona sono una priorità.

Ho spiegato al mio amico che non si doveva aspettare un rapporto d’amore dall’operatrice, chiarito questo la sua contentezza per la nuova esperienza è rimasta viva e visibile.

8. Disabilità e sessualità: osservazione e confronto

Nel 2012 ho creato il gruppo Facebook: “Amore, disabilità e tabù: parliamone[5]”; scopo del gruppo è: realizzare un luogo virtuale di incontro per scambiarci opinioni e informazioni; incentivare la conoscenza reciproca; promuovere il confronto ed il dialogo tra normodotati e disabili. Dalla sua apertura ad oggi sono state tantissime le persone con disabilità, o genitori di persone con disabilità, che mi hanno chiesto aiuto per capire come scoprire, sviluppare ed approcciare la sessualità.

Di fronte a queste richieste mi muovo in questo modo: dopo una prima fase di ascolto, durante la quale cerco di approfondire la situazione della persona interessata, propongo due strade:

  • Condividere la propria esperienza sul gruppo Facebook o in forum e chat tematici, dove è possibile trovare persone con un vissuto e delle esigenze simili;
  • Rivolgersi ad operatori tantrici.

Attraverso lo strumento del gruppo Facebook ho potuto notare alcune tendenze ricorrenti:

  1. Le richieste di aiuto avevano sempre come protagonista un maschio, ciò mi porta a domandarmi: forse per noi donne con disabilità non si dà importanza a certi aspetti? O forse troviamo da sole il coraggio di fare certe esperienze, magari usando internet o chiedendo a gli amici?!
  2. A volte si ha paura di sperimentare l’autoerotismo anche se è forte il desiderio di provare piacere e ci sono le condizioni per farlo in autonomia. Mi è capitato che alcuni ragazzi mi scrivessero quasi come a cercare da parte mia un’approvazione.

Altro scopo del gruppo Facebook è quello di incentivare lo scambio di informazioni su convegni, film, iniziative che hanno a che fare con l’educazione sentimentale, l’amore, la sessualità, il Tantra in relazione alla disabilità. Recentemente mi ha scritto una ragazza in sedia a rotelle che vive nel Veneto: aveva visto la notizia del convegno, ne voleva sapere di più e mi ha chiesto se in futuro lo rifaremo in giro per l’Italia. Grazie a internet posso “scoprire” persone nuove ed arrivare a chi, in altri modi, non sarei mai arrivata.

9. Progetti ed aspettative per il futuro

Sin dalla pubblicazione del mio primo romanzo autobiografico “Nata viva” ho intuito come la comunicazione con e per gli altri sarebbe stata la mia missione. Grazie anche ai moderni strumenti di interazione sempre di più cerco di promuovere, nei contesti più vari: la narrazione del sé, la conoscenza e la consapevolezza del mondo della disabilità e il sostegno all’autonomia e all’emancipazione delle persone con disabilità.

Da anni mi occupo dell’amore, la sessualità e l’affettività delle persone con disabilità. La voglia di aiutare gli altri mi ha portato a sviluppare vari progetti. Sono infatti impegnata ad ultimare un saggio polifonico che raccoglie numerose interviste a persone disabili e a chi, per vari motivi, conosce bene il mondo della disabilità. L’ultimo capitolo riguarda proprio l’amore, la sessualità, l’educazione sentimentale e il Tantra.

Oggi mi sento una narratrice e portavoce per chi per pudore o paura non riesce a esternare i propri bisogni. Anche solo essere considerato un adulto con diritti e doveri è un bisogno legittimo. Sicuramente avere una famiglia aperta e che ti sostenga nel percorso di crescita, autonomia e autostima è fondamentale.

Mi piacerebbe continuare a approfondire e diffondere la “Via” del Tantra, mantenendo e rafforzando il collegamento con la disabilità. C’è molto ancora da fare per abbattere i tabù e i pregiudizi sulla disabilità e sulla sessualità. Bisognerebbe lavorare in equipe e con serietà per abbattere i tanti stereotipi ancora esistenti.

Al fine di fornire quel supporto di cui ho parlato ampiamente nel mio intervento penso che sarebbe interessante replicare a Roma – e poi in tutta Italia – una buona pratica già avviata in Puglia e Piemonte.  In queste due regioni infatti è stato aperto uno sportello dedicato alle persone disabili, ai famigliari e agli specialisti per fornire supporto nel processo di autonomia ed integrazione. Gli aiuti proposti attualmente sono:

  • Laboratorio teatrale ed emozionale
  • Servizio genitorialità affettività, e sessualità delle persone disabili
  • Consulenza ed orientamento alle persone con disabilità fisico-motoria ed ai caregiver
  • Supporto e sostegno psicologico all’utente, alla famiglia e nelle scuole sulle tematiche della sessualità, dell’affettività
  • Invio a specialisti per eventuali accertamenti clinico/diagnostici
  • Formazione
  • Peer education

[1] Fonte: www.disabili.com

[2] http://www.yoga-integrale.it/introduzione-al-Tantra/

[3] https://www.piccologenio.it/2014/07/23/il-piacere-magico-del-massaggio-tantrico/

[4] https://www.lovegiver.it/Tantra-e-disabili/

[5] https://www.facebook.com/groups/146638665460085/

Slide Zoe Rondini

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Save the date: convegno “Il tocco dell’anima attraverso il Tantra”- Roma 18.10.2019

Venerdì 18 ottobre 2019, dalle ore 17:30 alle ore 20:00, presso Come un Albero Museo Bistrot, via Alessandria 159, 00198  Roma (entrata in strada privata) si terrà il convegno: Il Tocco dell’Anima attraverso il Tantra”, il contributo che la via del Tantra apporta alla disabilità. 

L’evento promosso da Zoe Rondini, in collaborazione con FormazioneTantra e Anna Senatore, Studio Olistico Benessere Zen, mira a promuovere la conoscenza e il confronto sulla Via del Tantra.

Nel corso dell’evento, attraverso interventi e testimonianze, si cercherà di approfondire il contributo che le pratiche tantriche possono fornire nel percorso dell’accettazione di sé e nel rapporto con l’altro, con un focus dedicato alla disabilità motoria e ai disturbi del comportamento alimentare.

Alessandra Lops – Counselor e Direttore didattico della Scuola di FormazioneTantra per operatori della “Relazione d’aiuto al contatto corporeo per l’espressione energetica ed emozionale” integrata dagli insegnamenti dello yoga tantrico – illustrerà come attraverso il Tantra sia possibile recuperare un contatto profondo d’empatia con l’altro ed abbattere il muro della diffidenza, dell’indifferenza e della diversità che caratterizzano la società odierna. Monica Montesanti – Operatrice Olistica e Tantrica – condividerà la sua esperienza di come, attraverso la Via del Tantra, sia riuscita a riconciliarsi con il suo corpo, superando gravi forme di disturbi alimentari.

Nel suo intervento Anna Senatore – Consulente del Benessere Olistico con esperienza decennale e operatrice all’emotività, l’affettività e alla sessualità delle persone con disabilità (OEAS in formazione) – descriverà la professione di Consulente Olistico del Benessere, con un focus sull’Anatomia Energetica e sulle Tecniche Energetiche, dal Reiki alla Kundalini, dimostrando come queste pratiche possano arricchire il lavoro degli OEAS. Anna è stata, inoltre, tra i protagonisti della serie documentaria “Il corpo dell’Amore” andata in onda su Rai 3 la scorsa primavera.

A concludere, Zoe Rondini – autrice, pedagogista e blogger con disabilità motoria – che tirerà le fila del confronto parlando della sessualità delle persone con disabilità e della necessità di sfatare tabù e pregiudizi. Con una premessa sull’importanza dell’educazione sentimentale, Zoe riporterà alcune esperienze di come la Via del Tantra abbia contribuito a sostenere la consapevolezza e l’Amore per il proprio corpo e per l’altro di persone con disabilità. 

Promuovendo la conoscenza del Tantra, anche attraverso alcuni semplici esercizi pratici, l’incontro mira a stimolare un dibattito sul tema universale dell’Amore verso sé stessi e verso gli altri, cercando anche di affrontare da una diversa prospettiva il tanto discusso tema della sessualità delle persone con disabilità.

Programma:

  • ore 18:00 – Alessandra Lops “Il tocco tantrico, una rieducazione al contatto di intimità“. 
  • ore 18:15 – Monica Montesanti, in arte Manar Shakti , LA CAREZZA DEL CORPO – Ritrovare la gioia di vivere e di abitare nel corpo”.
  • ore 18:30 – Anna Senatore “Il Tocco dell’Anima attraverso il Tantra”.
  • ore 18:45 – Zoe Rondini “Il Tantra per scoprire la propria Totalità”.

 A seguire confronto e aperitivo.  

Posti limitati, per l’accredito e prenotazioni scrivere a:

marziacastiglione81@gmail.com

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Lezione al master in neuropsicologia dell’età evolutiva presso l’Università Lumsa

Nell’anno accademico 2018/2019, ho affrontato le tematiche legate alla narrazione di sé come strumento di empowerment per le persone con disabilità.

Mi sono soffermata su quanto la scrittura è stata una fondamentale forma di terapia e emancipazione per me. Ho spiegato come la pedagogia può aiutare a capire meglio le esigenze di un bambino e adolescente con disabilità. Oggi  si considera  un approccio terapeutico che tenga conto dell‘impatto emotivo sul bambino e sulla famiglia.

Ho raccontato i progetti che porto avanti nelle scuole, mi sono soffermata anche sull’amore e la sessualità che aiutano un disabile a sentirsi adulto ed essere considerato come tale. In quest’ambito molto è stato fatto ma molto resta ancora da fare.

Slide 14 luglio 2019

Alla presentazione del festival di capodarco con @lucia Pappalardo; la proietto al master annuale all’università Lumsa di Roma .

Gepostet von Zoe Rondini am Mittwoch, 17. Juli 2019

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