Il segreto del piacere femminile. (aggiornato il 31/07/2014)

In questo mio post vi propongo un articolo che ho trovato interessante e complementare con i due post precedenti in tema di sessualità, pubblicati sempre in questo portale (http://www.piccologenio.it/2014/07/26/lesperienza-di-un-piacere-intenso/  http://www.piccologenio.it/2014/07/23/il-piacere-magico-del-massaggio-tantrico/).  L’articolo che vi riporto lo potete trovare al seguente riferimento Masturbazione femminile: tabù o pudico segreto? http://www.wellvit.it/blog/masturbazione-femminile-tabu-o-pudico-segreto/

La masturbazione è un aspetto importante della sessualità di ragazze e ragazzi, uomini e donne, disabili e normodotati. Essa accompagna i momenti intimi solitari e di coppia. Ai disabili cognitivi si può insegnare che ci sono tempi, luoghi e modi per viversi l’autoerotismo. In un recente convegno al quale ho avuto modo di partecipare, si è parlato proprio dell’importanza di “insegnare“ piuttosto che “negare“, l’esito sui ragazzi era stato positivo.

Una volta, tramite Internet, un ragazzo che stava in sedia a rotelle  mi raccontò che la sera si masturbava fino a raggiungere l’orgasmo. A mio avviso il suo racconto dettagliato era una pura fantasia in quanto non eseguiva il tutto in modo corretto. Già l’autoerotismo è solo una parte dell’amore, in più troppo spesso ancora oggi purtroppo, i disabili si devono accontentare di lavorare di fantasia. Tutto ciò avrebbe bisogno di risposte concrete e di aiuti all’intero nucleo familiare, in questo modo si eviterebbe anche il fenomeno, sempre più frequente, delle madri che masturbano i propri figli.

In questo articolo vorrei parlare della masturbazione femminile, parlandone con un’ottica rivolta a tutti e non soffermandomi solo alle persone diversamente abili come ho fatto in passato in altri articoli.

In passato la masturbazione è stata considerata, dal punto di vista medico e religioso, come fonte di malattie fisiche e psichiche (insania ex masturbatione) e in essa è stato visto soltanto il peccato (vizio solitario). Per fortuna ci siamo evoluti, non c’è niente di sbagliato o peccaminoso nel toccarsi basta farlo nei giusti contesti

L’autoerotismo femminile è ancora uno dei grandi tabù sulla sessualità, qualcosa che non si confida nemmeno alla migliore amica. In effetti gli esempi da me sopra citati riguardavano ragazzi e non ragazze. Nonostante la libertà sessuale di oggi, la masturbazione della donna porta con sé un certo alone di immoralità, vergogna e spesso senso di colpa tipico delle società occidentali; ciò ben evidenzia la complessità psicologica e sessuale della donna e la relazione con il proprio corpo: in poche ammettono di ricercare il piacere da sole e, se lo fanno, precisano che si tratta di una soluzione estrema in periodi forzati di astinenza. Ma questo potrebbe anche non significare nulla: l’autoerotismo non è necessariamente legato a un periodo di astinenza e spesso rappresenta semplicemente un metodo alternativo per la ricerca del piacere.

Sono contraria a tanti tabù della “civiltà“ occidentale, forse dovremo avere l’umiltà di imparare alcune cose da culture molto diverse dalla nostra, sono certa che ne trarremmo giovamento.

Gli uomini praticano la masturbazione senza che nessuno, tantomeno loro, si scandalizzi per questo e lo fanno tutti nello stesso modo. Questo dato di fatto è fondamentale per abbandonare retaggi maschilisti e anacronistici sul tema.

Masturbazione femminile: un aspetto naturale della sessualità

Masturbazione femminile e autoerotismo eppure, la masturbazione è un aspetto naturale  fondamentale  della nostra sessualità e quindi, non andrebbe assolutamente trascurato perché,  pur essendo una dimensione apparentemente solitaria e privata, porta con sé molti aspetti positivi: innanzitutto, consente alla donna di conoscere più approfonditamente il proprio corpo e le proprie reazioni e la sua capacità di ricevere piacere in modo naturale e semplice; in secondo luogo può aiutare ad abbassare l’ansia legata al rapporto sessuale e a vivere più serenamente il sesso con il proprio partner. Questo vale tanto per i “normodotati“ quanto per i disabili: ce ne sono diversi con disabilità motoria o sensoriale che vivono a pieno il rapporto di coppia.

Anche in una relazionale in generale la masturbazione femminile ha risvolti positivi: molti uomini infatti apprezzano la capacità delle donne di cercare ed ottenere piacere, anche da sole.

Perché una donna dovrebbe praticare la masturbazione?

Vediamo quindi perché per una donna la masturbazione è importante:

€¢Per riuscire a capire profondamente come funziona il proprio corpo e le proprie sensazioni erotiche e rappresenta una via privilegiata di conoscenza sui propri punti sensibili.

€¢Per insegnare al partner come procurale piacere e come le piace essere accarezzata. Una donna che scopre i suoi punti piacevoli e sa come raggiungerli sarà in grado di guidare il proprio partner al raggiungimento di soddisfazione sessuale di coppia, oppure provare piacere dalla stimolazione ricevuta senza necessariamente aspettare di avere un orgasmo assieme.

€¢Per rilassarsi e alleviare lo stress.

€¢Per eccitare ancora di più il proprio partner.

€¢Per sentirsi sessualmente appagata a prescindere dall’esistenza o meno di un partner.

€¢Perché si ama!

La cultura scientifica

Masturbazione femminile tabù o segreto L’eroticità e la masturbazione femminile è stata per lungo sconosciuta e rimossa anche dalla cultura scientifica (specie da teorie psicoanalitiche ortodosse) che ha visto lo sviluppo psicosessuale della donna solo in funzione dell’aspetto riproduttivo della sessualità, la maternità, e il ruolo familiare come pilastri dell’identità femminile.

I primi a parlarne con un certo rilievo sono stati Masters & Johnson che in uno studio degli anni Sessanta svelarono che era una pratica abituale tra le donne americane, anche se quasi sempre negata.

Oggi fortunatamente la posizione della scienza è cambiata e sono numerose le ricerche e gli studi sulla masturbazione femminile e i suoi benefici per la donna.

E’ frequente riscontrare che molte donne raggiungono l’orgasmo solo masturbandosi, e già negli anni ’80 Shere Hite nel suo trattato sul piacere femminile parlava di 85% di donne che raggiungevano l’orgasmo con la masturbazione piuttosto che con il rapporto sessuale (dove il rapporto di orgasmi raggiunti era 1 su 4 rapporti sessuali consumati).

Numerose ricerche in sessuologia clinica hanno riscontrato che le donne che si dedicano all’autoerotismo hanno una vita sessuale molto più attiva e soddisfacente e raggiungono più facilmente l’orgasmo rispetto a quelle che non la praticano.

Molte donne, invece, che non riescono a raggiungere l’orgasmo con il proprio partner spesso dichiarano di non essersi mai masturbate.

Riferimento: http://www.wellvit.it/blog/masturbazione-femminile-tabu-o-pudico-segreto/

Come accennavo nella parte iniziale dell’articolo, non riconosco nella masturbazione sia maschile sia femminile un tabù, anzi ritengo possa essere un modo per superare le proprie paure, inibizioni, accettarsi e conoscersi meglio, superare tabù e imbarazzi in primis con se stessi (accettarsi vuol dire anche evitare tanti problemi psicologici e psicosomatici legati alla propria corporeità)  e poi col proprio partner. Troppo spesso ancora oggi si fa di tutto per evitare che il disabile si masturbi, a mio avviso  lo si dovrebbe educare a questa pratica in quanto il proibizionismo ingigantisce il problema; spesso l’autoerotismo può essere l’unico mezzo per vivere la propria sessualità ed esserne appagato. L’auspicabile previsione formale della figura dell’assistente sessuale potrebbe apportare delle importanti novità in questo ambito. Questa figura professionale potrebbe giovare sia alle persone disabili sia alle loro famiglie. L’assistenza sessuale consiste nell’educare la ragazza o il ragazzo disabile a conoscere il proprio corpo e a recarsi piacere; non comprende il rapporto sessuale tra l’assistente e l’assistito. Il tutto viene affrontato con le dovute accortezze in termini psicologici e pedagogici.

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