L’adolescenza: tra criticità, potenzialità e soluzioni

L’adolescenza è un periodo della vita caratterizzato da forti e rapidissimi cambiamenti a livello fisico, ormonale e  psicologico. Gli adolescenti  mettono in discussione la propria identità  per poterla definire e cercano in tutti i modi di maturare l’idea che hanno di sé stessi. Si tratta di un processo non lineare che può prevedere grandi balzi in avanti, ma anche repentini   passi indietro. Spesso i comportamenti di questa fase della vita oscillano tra l’infantile e il troppo spavaldo.

Non è raro che i ragazzi si sentano fragili, ma al tempo stesso si ribellino alle regole. Quasi tutti poi, cercano l’omologazione nel gruppo dei pari.

Quello che gli adulti di riferimento devono tenere a mente è che, nella maggior parte dei casi, in tutto questo non c’è nulla di patologico o preoccupante. In questa fase delicata l’adolescente va sostenuto e istradato per quanto possibile; tenendo conto che, spesso si impara degli errori.

La visione dei genitori

L’adolescenza è un periodo che richiede una grande capacità di adattamento anche per i genitori, che vengono messi spesso a dura prova. Si tratta di una fase molto delicata, sia per i ragazzi che per gli adulti, ed è facile in tanti momenti cedere al pessimismo  quando ci si ritrova davanti un figlio così diverso dal bambino a cui eravamo abituati, da non riuscire più a riconoscerlo.

La visione dei ragazzi e i segnali di allarme per i genitori

Molto spesso, i figli percepiscono una mancanza  d’ ascolto e supporto verso le loro richieste e necessità. Non riconoscono o non vedono riconosciute le proprie potenzialità.

Tutto questo è normale se non viene esasperato nel tempo. Quali sono i segnali, i campanelli d’allarme ai quali un genitore dovrebbe prestare attenzione per poter intervenire il più presto possibile? Innanzitutto un forte segnale può provenire dal luogo in cui il ragazzo passa la maggior parte del suo tempo, cioè la scuola. Il rendimento scolastico è un indicatore da tenere sempre in considerazione. Un calo repentino dei voti di un ragazzo adolescente può essere sintomo di un disagio che si ripercuote sull’attenzione, sulla capacità di studiare e sulla motivazione e che porta, quindi, ad un abbassamento della media scolastica.

Un altro campanello d’allarme dovrebbe scattare quando un figlio adolescente manifesta insoddisfazione, noia continua come se non riuscisse a trovare alcuno stimolo nelle cose che ha sempre fatto o in nuove attività. Il disinteresse nei giovani talvolta è normale e fisiologico, ma c’è il rischio che l’indolenza si trasformi in apatia giovanile, causata da un contesto poco stimolante, dalla bassa autostima e dall’assenza di gratificazione. Ci si può trovare di fronte a un ragazzo che fatica a trovare un senso ed uno scopo, che passa le giornate  senza concludere nulla. A differenza di quello che si crede comunemente, la preoccupazione dovrebbe scattare anche quando l’adolescente dimostra difficoltà a emanciparsi dalla famiglia  e ad assumersi le proprie responsabilità.

Altro importante segnale da considerare sono le relazioni sociali del ragazzo: se tende ad isolarsi,  a chiudersi in casa o si allontana e non sembra avere rapporti con i propri coetanei, è possibile che stia vivendo un forte disagio.

Infine anche l’aspetto fisico del figlio può dare motivo di riflessione: la trascuratezza può essere un segnale forte di scarsa autostima e mancata accettazione oltre che di assenza di stimoli.

Prevenzione dei problemi in adolescenza

Naturalmente esiste anche una fase di prevenzione dei problemi e dei disturbi adolescenziali più comuni. Il primo luogo in cui effettuare degli interventi volti a prevenire il disagio giovanile è, senza dubbio la scuola.

È quindi opportuno che vi siano degli incontri nei quali esperti psicologi e pedagogisti, possano entrare in relazione con i ragazzi. I preadolescenti e gli adolescenti devono trovare uno spazio dove poter parlare delle loro paure, delle proprie passioni ed aspirazioni. È anche utile che gli esperti e gli adulti di riferimento facciano capire al ragazzo che le emozioni che egli vive, lo accomunano a molti altri suo coetanei.

La narrazione del sé come supporto psicopedagogico

Dal 2012 al 2020, (prima del Covid-19) facevo molti incontri nelle scuole grazie al progetto: “Disabilità e narrazione di sé; come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità”, si tratta di un progetto educativo contro ogni forma di bullismo che cerca anche di prevenire le varie tipologie di discriminazione.

Gli incontri con le classi si articolano in tre momenti. In primo luogo narro agli alunni alcuni episodi della mia vita estrapolati dal romanzo di formazione ed autobiografico “Nata Viva“. I brani che faccio leggere ai ragazzi per renderli più protagonisti; hanno a che fare con la nascita, la scuola, la famiglia, l’adolescenza, il tempo libero e il rapporto tra pari. È emozionante vedere la loro concentrazione e la loro empatia.

Nella parte successiva c’è un momento di confronto nel corso del quale i ragazzi, stimolati e incalzati da me, narrano i loro vissuti in relazione alla scuola, il rapporto tra pari e con gli adulti, le loro paure e speranze e mi possono porre tante domande. La parte più entusiasmante è senza dubbio ascoltare le domande dei ragazzi, i loro vissuti della scuola e della famiglia e rispondere alle loro curiosità.

Riporto alcuni quesiti  che mi sono rimasti impressi ed ai quali ho risposto senza celare nulla:

“Zoe ti sei mai innamorata?

Cosa provavi quando le tue compagne di classe e le insegnanti non ti volevano aiutare?

Se non avessi avuto quel “cortocircuito” al momento della nascita saresti stata comunque una scrittrice o pensi che avresti fatto un lavoro diverso?

Nel brano dove racconti della tua nascita parli di tua madre e di tua nonna, ma tuo padre c’era e se era presente cosa faceva?

Nei panni dei tuoi famigliari cosa avresti fatto con una bambina disabile?

Come hai fatto a raccontare la tua nascita? Ma tu te la ricordi?!”

Sono felice di poter affermare che le situazioni di sofferenza legati alla famiglia e alla scuola sono state poche rispetto ai tanti bambini e ragazzi incontrati. Hanno tutti molte aspettative per il futuro, vogliono laurearsi e intraprendere carriere di un certo livello.

Mi piacerebbe tornare quanto prima nelle scuole e magari riproporre il progetto insieme ad una persona con disabilità sensoriale, per sensibilizzare i ragazzi su vari tipi di diversità e far capire che siamo tutti diversi e un po’ speciali, ognuno a suo modo.

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Zoe a Radio Freccia Azzurra

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Intervista a Zoe Rondini per Tv Odeon

 

I miei libri sono un buon inizio per parlare di tanti progetti che sono “Vivi” e Esistono grazie alla mia esigenza di narrarmi e narrare. “Perchè la vita riserva inaspettate soprese alle persone che, nonostante tutto… Nascono vive“.

 

 

 

 

 

 

Tutte le informazioni sul romanzo Nata Viva le trovate qui

Se siete interessati al saggio RaccontAbili cliccate qui

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Disabilità ed omosessualità: confrontiamoci

Il 29 gennaio 2022, insieme allo psicologo e psicosessuologo Francesco Battista e a Nadir Malizia, abbiamo tenuto un webinar su disabilità ed omosessualità. Ci siamo confrontati sulle barriere culturali, sociali ed architettoniche che le persone disabili L.G.B.T.Q. (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, transgender e queer) devono, ancora, oggi affrontare. Non è mancato il riferimento alla realtà del nord Europa e i consigli per trovare la propria identità, la serenità e l’amore. Obiettivo del webinar è stato quello di dare consigli alle persone ed alle famiglie, creando spunti su come abbattere le barriere mentali e culturali, su come vivere la sessualità se hai una mobilità ridotta, vincendo timidezza e paure.

Anche questo webinar fa parte di un ciclo di incontri su amore e sessualità, che si propongono di rispondere alle domande degli utenti del gruppo Facebook: “Amore, disabilità e tabù: parliamone!” Il gruppo vuole essere un luogo di incontro virtuale, per fare conoscenza, scambiare informazioni sui temi che riguardano l’amore, la sessualità, talvolta accolta e altre volte negata, per le persone con disabilità motoria, sensoriale e cognitiva. E’ anche rivolto a tutti coloro che, per vari motivi, si relazionano con il mondo delle disabilità.

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Disability Pride 2021

Il 1, 2 e 3 ottobre 2021, si è svolto a Roma il Disability Pride; si tratta di  una rete costituita da diverse realtà, oltre che da tante persone con disabilità e persone non disabili, che condividono gli stessi valori e obiettivi.  Il Disability Pride è una rete nazionale ed internazionale aperta, in continua espansione, che intende promuovere ed affermare un nuovo modo di vivere, pensare e valorizzare la disabilità. Sono stati tre giorni ricchi di incontri e dibattiti su ciò che si è fatto e su quello che si può ancora fare per l’inclusione di tutti.
Ho avuto il piacere di intervenire alla conferenza sulla rappresentazione della disabilità nel cinema, teatro e tv.
Domenica 3 ottobre eravamo in tanti nel corteo da largo Chigi a Piazza del Popolo, eravamo tutti uniti per abbattere tutte  le barriere. Vorrei ringraziare Carmelo Comisi, presidente del Disability Pride  e Patrizia Guadagnini, coordinatore del Disabity Pride Network, per avermi dato l’opportunità di partecipare.
“É grazie alla mia disabilità ed al racconto di essa che sono riuscita a realizzarmi umanante e professionalmente” Zoe.

Nel video trovate il mio intervento sulla rappresentazione della disabilità ne cinema, teatro ed in tv, dal minuto 22.

Slide DISABILITY PRIDE

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Lezione per il master in neuroriabilitazione e le neuroscienze dell’età evolutiva

E’ andata bene la lezione per il master in neuroriabilitazione e le neuroscienze dell’età evolutiva presso l’Università Lumsa di Roma. Ho parlato più che altro della narrazione e della narrazione del sé come strumento di terapia e di affermazione. Sono pronta ad altre lezioni a scuola, nelle università, ma anche negli istituti, case-famiglia o centri dedicati alle terapie riabilitative.

Lezione Lumsa 7 luglio 2021

 

 

RaccontAbili è disponibile QUI

Nata Viva è disponibile QUI

Potete inoltre visionare il  cortometraggio “Nata Viva” QUI

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“Nata viva, ma con 5 minuti di ritardo” la vita dopo un’asfissia neonatale

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La Professoressa Maria Serena Veggetti, docente di psicologia alla Sapienza di Roma, racconta RaccontAbili

Zoe Rondini, Raccontabili. Domande e risposte sulle disabilità, Erickson Live, Trento 2020, pp.9-277.

Il nuovo contributo di Marzia Castiglione, già nota con il nome d’arte di Zoe Rondini, Raccontabili edito dalla Erickson Live, rappresenta un importante punto di riferimento per chi si ponga il problema dell’educazione al livello universitario in quanto contieneбак,fra gli altri, argomenti come il problema dello sviluppo psicosessuale, ancora oggi non bene compreso e trattato esaurientemente. A questo tema è dedicata la parte finale del volume, con diversi capitoli. Tuttavia lo scritto nasce da una crescita della Narrante Zoe, che dalla sua esperienza suggestivamente presentata nel primo scritto, Nata viva, ha “volato alto” raggiungendo un punto di vista più elevato. Quello dell’Altro, come scriveva Vygotskij, e degli Altri.

Accade così che anche il tema della diversa abilità, come oggi si viene generalmente a caratterizzare la disabilità, diviene un problema assai più esteso e universale, aggredisce il contenuto del concetto di norma, già sottoposto a critica sotto l’aspetto statistico in anni trascorsi per la sua impropria utilizzazione nei settori psicopedagogici.

La vita in famiglia di una persona disabile che cresce è diversa da quella di una qualsiasi persona in via di sviluppo? Questo interrogativo si ripropone in tutti i capitoli affrontati, compreso il tema della costruzione della identità psicosessuale e del conseguimento della propria esperienza autonoma. Il saggio è molto articolato sotto l’aspetto formale, con diverse tipologie di contributi, come brevi narrazioni, interviste, articoli e appendici. Dunque assume anche il carattere di una ricerca di opinioni sulla esperienza del disabile e/o del suo familiare o conoscente. Ma soprattutto pone l’accento sulla fragilità del disabile soprattutto di sesso femminile, che i dati di cronaca dimostrano come più frequentemente oggetto di abuso e violenza. Nel presentare alcune questioni Zoe non dimentica di esporre la sua riconoscenza a chi, come Adriano Bompiani o come Nicola Siciliani De Cumis, o i giovani colleghi, tra cui Matteo Frasca hanno valorizzato la loro identificazione.

Interessante l’argomento della professione potenziale del disabile, che si è espanso e tocca nuovi settori in cui esiste oggi un apporto significativo delle persone con disabilità di vario genere, da quelle sensoriali gravi, come non vedenti o udenti a quelle di altro genere. Settori come arte, teatro, musica, danza, sport.

In sostanza l’intero saggio di Zoe documenta la crescita della consapevolezza di sé e della elevata dimensione che ha assunto la riflessione personale. Questo processo propriamente psicologico, cui lo psicologo russo Davydov, Vygotskijano di seconda generazione, per sua stessa definizione, ha dedicato intuizioni importanti, che ho ricordato anche nella mia introduzione, ha una portata straordinaria, oggi valorizzata anche in ambito psicopedagogico e educativo. In questo ambito ad esempio, la persona disabile supera, senza dubbio alcuno, il normale, solitamente scarsamente attento alle motivazioni della sequenza delle proprie azioni.

Roma, 8 gennaio 2021

Maria Serena Veggetti

Raccontabili è disponibile QUI

Nata viva è disponibile QUI

Potete inoltre visionare il  cortometraggio “Nata Viva” QUI

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RaccontAbili: i primi passi

RaccontAbili, oltre ad un saggio, vuole essere un progetto di narrazione.

Ogni lettore lettrice, è invitato a inviarmi le impressioni (in forma scritta, foto o video), per raccontarmi così un po’ di lui o di lei.

Vi sono molto riconoscente per l’entusiasmo e il desiderio che mi state trasmettendo.

Sono felice di poter pubblicare di seguito le foto più significative legate a “RaccontAbili” e “Nata viva”; nonché i messaggi e videomessaggi di alcuni RaccontAbili che stanno nel saggio, ma anche di chi si è aggiunto e di chi si aggiungerà.

Non mancano le mail affettuose del mio professore di pedagogia e la mia professoressa di psicologia della Sapienza, due grandi RaccontAbili che si sono fatti coinvolgere in tanti miei progetti. Aspetto altri contributi e  spero che si apriranno presto  altre presentazioni online, progetti e reading virtuali…  con chi mi conosce ma soprattutto con e per nuovi amici!

““Cara MARZIA ho letto con interesse il tuo libro. Hai affrontato un argomento difficile da trattare con intelligenza. Hai messo in evidenza difficoltà che spesso i “normali” sottovalutano e lo hai fatto con delicatezza e determinazione. BRAVA. Nonno Adriano lo avrebbe apprezzato molto. Un abbraccio S. M.” Un amico di famiglia
Roma 11 aprile 2021

“Cara Zoe,

oggi ho ricevuto copia del tuo libro, ho cominciato a leggere. Davvero bello e stimolante, il confronto tra esperienze e vite diverse, con sentimenti valori, e punti di vista simili tra loro.
Felice di aver contribuito anch’io in qualche modo.
Grazie di cuore per il tuo impegno e il tuo entusiasmo sempre contagioso. Un abbraccio, spero di rivederti presto e avanti tutta, sempre e comunque.
Con sincero affetto e profonda stima”. Uno dei  giornalisti intervistato nel saggio.
12 dicembre 2020

“Ciao dolcissima Marzia/Zoe,
ho finito di leggere il tuo libro. Davvero pregevole, utile, interessante. Sono direttamente o se vuoi indirettamente interessato. Tanti particolari sono pertanto stati per me fonte di riflessioni e anche di idee. Sei forte, coraggiosa, intrepida. Bravissima. Non fermarti mai. Fai uscire fuori tutto quello che hai dentro, con trasparenza, con spontaneità.
Sei e sarai un punto di riferimento per molti. (…)Ti confesso che mi sono emozionato e commosso. Complimenti davvero! Augurissimi per un gioioso e luminoso Natale e …ad majora.” Una persona citata in un articolo del saggio.
22 dicembre 2020

“Ho finito il tuo ultimo libro. Lo consiglio a tutti perchè la mia amica rovescia il punto di vista e fa parlare finalmente i disabili delle loro problematiche ma non solo. Parlano anche le loro famiglie, gli amici e gli addetti ai lavori. Ti conosco da un po’ di anni ormai e potrei sembrare di parte se dicessi che è un libro bellissimo, ben raccontato e che prova a sconfiggere tanti tabù che ancora esistono sul mondo della disabilità (una su tutte la sessualità a cui tu dedichi una parte corposa). Acquistate il libro “RaccontAbili” perchè con la lettura e la riflessione spero si possano abbattere queste barriere. Ti voglio bene ma questo già lo sai, hai tanta forza d’animo nel lottare anche per i miei diritti, io non lo faccio non perchè non mi interessi lottare per questi, ma perchè non sono portato per indole caratteriale. Seguo però con grande piacere chi lo fa e lo sostengo volentieri. Grazie di cuore a te ma anche a Daria Castrini, Enrico Arata, Matteo Frasca e agli altri Raccontabili”.
Fulvio
Roma, 7 febbraio 2020

“Cara Zoe,

“RaccontAbili” è un libro molto utile, che ha la bellezza delle cose vere, la bontà delle cose giuste… Ritrovarmi nelle sue pagine con quella tua intervista di tanto tempo fa,  ed accanto ad Adriano Bompiani, mi  ha fatto ricordare tutto il tempo del nostro lavoro alla Sapienza, le tue visite nel mio studio, le lunghe conversazioni con te e i tuoi nonni  il “nostro”  Matteo Frasca… Il futuro che progettavi allora e  che adesso ce lo troviamo davanti  al passato, alla ricerca di un altro obiettivo da raggiungere… Aspetto la tua prossima opera  Zoe.

Un caro abbraccio,                               N. S. de C.”

“Cara Marzia,

il Suo libro è arrivato a casa mia già da qualche  giorno.
E’ una edizione molto bella, è gradevole persino  solo sfogliarlo.
Ho cominciato a leggerlo.
In linea di massima mi sembra risponda anche ad una esigenza  generalmente affiorante e certo maggiormente riconosciuta oggi, come il conoscere maggiormente l’esperienza dell’altro (alla Vygotskij, per il quale noi diventiamo noi stessi attraverso l’Altro come Lei certo ricorderà).
Denota anche  la Sua crescita nella scrittura, destinata a divenire esponenziale. Continuerò la lettura e Le riscriverò quello che avrò pensato alla fine della mia consultazione/meditazione.
Nel frattempo auguro a Lei e ai suoi cari Buone feste con tutte le limitazioni pandemiche cui saremo soggetti.

Un abbraccio
Roma 9 dicembre 2020
S.V.”

Un lettore commenta così il saggio polifonico: “E’ importante nella vita porsi grandi obiettivi e sicuramente questo libro se ne pone uno difficilissimo: Raccontare il mondo dei disabili dall’interno. Utilizzando l’intervista riesci a tratteggiare un mondo con la sua enorme varietà di colori, dai colori pastello a quelli accesi, fino ad arrivare ai toni scuri. Ottimo lavoro! Adesso aspetto un Raccontabili 2 la vendetta, per continuare il viaggio tra i colori.
Roma, 15 dicembre 2020”

Una lettrice mi ha scritto:
“Ciao Zoe,
sto leggendo il tuo libro e trovo tanti punti interessanti. Ho curiosato anche sulla tua pagina piccolo genio e vedo che hai fatto e fai tante cose. complimenti.
Credo molto nella divulgazione di conoscenze e esperienze che aiutano tutti a riflettere. Sarebbe importante entrare di più nelle scuole con i nostri racconti, negli ospedali ecc. (…)
Intanto un abbraccio”
Roma 20 gennaio 2021

Di seguito i video di Paolo Restuccia autore radiofonico, scrittore e insegnante di scrittura creativa, Gingiacomo tedeschi, autore e la dottoressa Eleonora Motta, psicoterapeuta e psicosessuologa.

Nel capitolo “Amore, sessualità e disabilità” c’è una sua interessante ed appassionata intervista della Dott.ssa Motta.

Chi desidera acquistare la copia cartacea del libro lo può fare scrivendo a live@erickson.it, andando sul sito Erickson Live ,o contattando direttamente l’autrice Zoe Rondini.

“Nata Viva” è disponibile ai seguenti link:  Socetà Editrice DandeAlghieriLaFeltrinelli,  Amazon e Ibs. L’e-book è disponibile qui

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Chi è Zoe Rondini

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