Grazie al mio interesse per Simone Cristicchi, ho trascorso tre giorni in una città apparentemente molto complicata: Venezia! L’artista romano ha tenuto una conferenza, prima di andare in scena con il suo spettacolo teatrale Franciscus. In questo articolo vi parlerò di tutto il viaggio. È un’occasione anche per riflettere sulla vita da artista che forse non è poi tanto invidiabile… Il fil rouge di tutto il racconto sono alcune riflessioni sull’importanza di riconoscere e provare gratitudine!

Sabato 21 marzo 2026, sono stata presso l’ateneo veneto di Venezia per assistere ad una conferenza di Simone Cristicchi. Per l’artista si è trattata dell’ultima tappa della tournee: “Franciscus, il folle che parlava agli uccelli”, lo spettacolo teatrale omonimo del libro, che per il terzo anno ha riempito i teatri di tutt’Italia. La conferenza si è svolta solo in questa città e non era riservata ai soli addetti stampa, come purtroppo accade spesso.
Ho organizzato bene il viaggio. Avevo visto l’evento sui canali social dell’artista solo un paio di settimane prima e, per fortuna, mia sorella Daria mi ha incoraggiata a partire! Lei è sempre la prima ad aiutarmi e sostenermi in qualsiasi progetto, grande o piccolo che sia!
La mia missione
Ero lì per un motivo preciso: riuscire ad interagire con l’artista. Durante la conferenza Simone ha parlato del suo spettacolo e poi ha lasciato spazio alle domande. Chi mi segue sa bene che non mi sono fatta sfuggire l’occasione di parlargli! A dirla tutta, avrei già preparato un’intervista con circa
venti domande sulla vita e sulla carriera faticosa, interessante e poliedrica. Non dimentichiamo che, come artista, ha abbracciato tante forme d’arte: dal disegno al cantautorato, dalla scrittura a varie forme di teatro e narrazione per finire con la realizzazione di vari docufilm come “Dall’altra parte del cancello”, “HappyNext. Alla ricerca della felicità”, “Santa Fiora social club” e altri ancora.
Le domande della mia intervista, che gli ho consegnato, partono dalla conoscenza di ogni sua conferenza, concerto, presentazione di libri e album, disponibili su YouTube, le tante interviste all’Ora Solare di tv2000, le sue collaborazioni con la testata l’Osservatore Romano, con la Fraternità di Romena e con il Monastero San Magno.
Le domande che gli ho posto e gli eventi autobiografici
Per questa bellissima occasione in Veneto mi ero preparata due domande attinenti allo spettacolo.
Pe introdurre le domande vere e proprie, ho fatto riferimento al racconto di due eventi autobiografici che ha raccontato lui stesso. Da diversi anni, ha un’amicizia epistolare con Nadia Maria, una suora di clausura che ha definito la canzone “Quando Sarai Piccola” “una preghiera che Dio fa all’uomo” perché, secondo lei, “anche Dio ha bisogno di noi per compiere le sue opere”. Tempo fa Simone aveva detto che gli piacerebbe che Nadia Maria lo vedesse. Non sarebbe la prima volta che l’artista va in visita in un monastero di clausura per cantare e recitare lo spettacolo. Mi ha risposto che per ora non si sono conosciuti di persona e ha escluso la possibilità che accada in futuro. Peccato che a me e ai tanti presenti in sala, anche per ragioni di tempo, non ha dato spiegazioni ulteriori a riguardo.
Per la seconda domanda ho prima sintetizzato un racconto presente nella sua biografia. L’episodio è avvenuto con il sacerdote che insegnava religione alle scuole medie. Il professore li aveva portati a fare compagnia agli ospiti di un ospizio. La gita era stata proficua per tutti. Ecco che, dopo qualche giorno, Simone ha chiesto all’insegnante: “perché non applichiamo il vangelo, tornando a fare compagnia a quegli anziani che soffrono la solitudine invece di fare lezione teorica qui in classe?” Come risposta,
invece di una qualsiasi spiegazione… ha ricevuto uno schiaffone in pieno viso davanti a tutti i compagni. Ho precisato che la domanda era più che lecita e coerente con i fatti appena accaduti. A proposito dell’evento gli ho chiesto: “se il sacerdote vedesse il tuo spettacolo Franciscus, e il tuo percorso di crescita personale… cosa ti sentiresti di dirgli oggi?”
Simone ha un po’ giustificato l’insegnante raccontando che, in quell’occasione, forse… avrebbe potuto essere più educato…!
Con la bellissima e importante occasione di avere un microfono in mano e qualche istante per interagire con lui gli ho dato una cartellina con il precedente articolo sul nostro incontro a Perugia, le domande che sogno di fargli e una lettera molto intima e importante. Prima di partire avevo preparato anche i miei libri con dedica per il suo assistente Lorenzo. Nata Viva e RaccontAbili, erano regali per ringraziarlo per avermi aiutato a conoscerlo al concerto a Roma ed allo spettacolo teatrale a Perugia.
Come impressioni sulla disponibilità di Simone posso dire che in questo incontro e nel primo a Roma si è rivelato un po’ freddo. Forse a Perugia era più rilassato e quindi è stato abbastanza socievole!
Riflessioni sulla gratitudine e il dopo la conferenza
Nella conferenza non abbiamo interagito a sufficienza. E’ stata la stessa impressione di quando ci si alza da tavola con la fame.
Per comunicare meglio con lui, io e Maricica abbiamo rivisto lo spettacolo, così lo abbiamo potuto aspettare all’uscita artisti del suggestivo Teatro Goldoni. A questo punto ho potuto riparlare con lui. È stato gentile, non mi ha detto niente di che, la gente era parecchia, mai quanto accade agli artisti di moda… Appena usciti dal palco di Sanremo, non si era creato l’effetto assalto e poi, a suo dire, il pubblico teatrale gli piace perché è sveglio e non va appresso alle mode del momento come capita con le persone nel mondo musicale! In tante interviste ha specificato che preferisce la parola “persone” che trova più rispettosa della parola “pubblico”. In tanti campi penso che le parole siano importanti… ma mai come i comportamenti: ad esempio di un vip verso il suo pubblico o l’importanza dei fatti concreti per integrare le “minoranze”.
Simone mi ha salutata, ho avuto modo di dimostrare la mia gratitudine e apprezzamento. Sono contenta perché in quel momento non erano importanti le sue parole (lo ammetto…), ma il comunicargli la mia presenza e gratitudine.
Mi ha fatto molto piacere che il suo assistente Lorenzo mi abbia ringraziata del mio pensiero che aveva ricevuto, ne è rimasto piacevolmente sorpreso. Ero contenta delle sue parole, è stata la stessa sensazione di quando, da piccoli si metteva l’ultimo pezzo ad un puzzle di oltre cento pezzi!
Fortunatamente spesso, sono io a provare e dimostrare gratitudine verso le persone che mi stanno accanto, o che incontro per caso e sono gentili. Mi fa piacere quando faccio un piccolo gesto gentile verso gli altri, per ricambiare. Penso che essere grati sia uno sentimento importante da provare e restituire, fa bene prima di tutto a noi stessi. È normale che, a volte, ciò non venga recepito da chi vogliamo “ringraziare”, ma se noi stiamo bene il resto non è poi così rilevante…
Ad aspettarlo lì fuori eravamo in circa una quindicina di persone. Molte avevano i suoi libri da far firmare. Il primo novembre al concerto a Roma, c’era tantissima gente: era un buon motivo per essere un po’ infastidito, ma dopo lo spettacolo teatrale, per fortuna, non siamo tanti e si potrebbe intrattenere qualche minuto in più! Anche se, riconosco, che quando si è felici e tempo vola e questo me lo rammento spesso per fortuna!
Che Bella Gente
In questa occasione ho conosciuto persone arrivate lì da varie parti d’Italia. C’era anche una bambina. Cristicchi le ha detto che i bambini sono il suo pubblico preferito.
Sono stata molto felice che tra la conferenza e il dopo spettacolo, ho parlato con tanta gente interessante, Che Bella Gente, potrei dire per citare una sua famosa canzone che ha presentato a Sanremo nel 2006. Ad uscire dal retro del Goldoni oltre a Lorenzo, c’era una ragazza adolescente, molto bella e con i capelli lisci (a differenza dei ricci di Simone). Era Stella, la figlia più piccola. Dopo aver fatto i complimenti a Simone, mi sono presentata. Per fortuna porto sempre in borsa dei depliant informativi su chi sono, cosa faccio e cosa mi muove a comunicare con diverse forme artistiche… soprattutto con la scrittura! Le ho detto che su Piccologenio.it può trovare già due
articoli su suo padre (da oggi siamo a tre e spero di fare altre esperienze grazie a lui!) e uno sul concerto di Amara. Le ho chiesto se c’era suo fratello Tommaso, mi ha risposto di no. Quando uno sconosciuto mi risponde in modo coerente e non con un sorriso di cortesia, capisco che comprende il mio modo di parlare e mi rilasso. Forse mi sono rilassata troppo… perché le ho parlato della nonna paterna Luciana, che sta in sedia a rotelle a seguito di un’ischemia celebrare; citandola e chiedendole di salutarla e abbracciarla da parte mia… Tanto, nella peggiore dell’ipotesi, non lo farà!
Dopo aver salutato tutti, Simone, Stella e Lorenzo, sono scappati via a passo molto veloce nei vicoli. Non c’erano la stupenda compagna Amara, a volte fanno delle bellissime cose insieme e non c’era la loro cagnolina Noa che appare in tanti loro video. È un animale molto educato e sa come stare su di un palco.
Riflessioni sulla vita da star!
Riflettendo non so se la vita di un personaggio di successo sia poi così invidiabile, si il successo, i soldi, ma la libertà? E poi ci sono molti sacrifici! Simone era lì con sua figlia adolescente (precisamente Stella è nata nel 2011, dopo il fratello Tommaso nato nel 2008). La mattina avevano raggiunto in canoa un monastero. Il pomeriggio nella conferenza, ha dichiarato di essere un po’ stanco, avvertendo chi sarebbe venuto allo spettacolo che forse non avrebbe dato il massimo di sé, comunque la serata è stato un successone di applausi e teatro pieno come tutte le repliche della tournee. I tre giorni a Venezia sono state le ultime date del tour teatrale durato mesi. Che fatica e quanta poca libertà
mi viene da dire! Chissà, magari in una città così unica avrebbero voluto fare qualcosa di più o di diverso, stava anche con sua figlia…!
Per chi lo segue sui social ad oggi, ha già pubblicato i prossimi impegni che sono a ridosso dell’impegno teatrale.
Alla luce di tutto questo e come persona che vorrebbe sapere ogni dettaglio di Simone, di Amara e altri artisti per prendere il buono di ogni loro esperienza della vita personale e pubblica… mi viene da pensare che non so quanto sia bella la vita di un’artista, soprattutto del suo livello. Simone ha dichiarato che il successo e il pensare ai numeri (vendite, visualizzazioni, followers..) è complicato e in passato, stando troppo dietro a tutto ciò, ha rischiato di ammalarsi. Ha poi dichiarato che tutti questi numeri li ritiene “un grande inganno”, consigliando saggiamente ai giovani di stare molto attenti alle dinamiche di oggi. Ha poi aggiunto che ha trovato la sua confort zone nel teatro proprio per uscire dalla frenesia della musica che ti impone di andare a Sanremo, fare più dischi e concerti, con ritmi molto frenetici per poi ricominciare da capo. Preferisce il mondo teatrale, dove ci sono modi e tempi di narrazione più ampi. In un video ha spiegato che le canzoni raccontano una storia in massimo tre minuti a differenza di altre forme narrative. È un pensiero che condivido e sono felice per lui e il suo team teatrale perché per il terzo anno consecutivo registrano il tutto esaurito con questo spettacolo allegro, malinconico, che richiama emozioni e interrogativi negli spettatori. Essendo cantautore, attore e scrittore, riesce ad arrivare veramente a un pubblico ampio e diverso!
Tante narrazione a discapito dei messaggi?
Non voglio fare il bastian contrario, ma a mio avviso, ha narrato in modo sempre uguale la sua esperienza di vita personale e artistica. È come se ci fossero dei paletti molto rigidi nelle tante narrazioni
autobiografiche.
È un uomo e artista profondo, ma trovo che lo potrebbe essere ancora più aggiungendo qualcosa altro alle domande che gli vengono poste da persone molto diverse.
Infondo, se seguite Simone e lo studiate con attenzione, non dice molto sull’improvvisa perdita del padre Stefano di appena quarant’anni. Ed ancora, ad esempio, sappiamo che l’ultimo ricordo è stata una sgridata perché suonava troppo forte. Purtroppo, poco dopo il babbo è stato portato via con l’autoambulanza. Lo capisco e, ovviamente, mi rattristo anche perché un vissuto di perdita simile e ho un’idea di cosa significhi. Non racconta altro su questo episodio, su tutti gli anni precedenti. Ha narrato molto della sua vita privata e della carriere, ma ho tante altre domande su tutto.
I miei interrogativi spaziano dall’uomo all’artista
Ho individuato altre domande che, ad esempio, indagano sul suo rapporto con i suoi musicisti storici (Riccardo Corso, Riccardo Ciaramellari e Antonio Iannetta), gli anni nei quale da adolescente si è rifugiato nel disegno, il cambiamento tra i primi album, apparentemente ironici, ad una forma più spirituale. La fatica di emergere nel mondo della musica e di trovare la sua unicità, come gli ha insegnato il suo grande maestro di disegno Benito Jacovitti e molte arti argomenti…
Le domande: un input per aprire nuove forme di narrazioni
Come autrice, pedagogista e cantastorie amo le domande che mi permettono di ragionare e aprire nuove finestre sulle mie esperienze. È vero che due teste sono meglio di una, quindi ringrazio sempre chi mi offre la possibilità di andare su sentieri poco noti ed inesplorati… Lui stesso, nella canzone: CHE BELLA GENTE, ci invita ad “non accontentarti di restare in superficie, ma scava nel profondo oltre la radice e le apparenze…”Ciò detto perché, in pratica, sembra non vale
re per tanti artisti che sono più che mai, i moderni paladini di messaggi importanti?
In quanti, oggi, invece che prendere un bel libro in mano o andare ad ascoltare la Messa si rifanno ai talk show o alle facili strategie del momento. In tanti ed è stato lo stesso Simone a parlarne. Ecco perché lo invito a non avere paura di esplorare, azzardare… per narrare di più di sé stesso e le fragilità umane che ha sempre egregiamente esplorato dal successo di “Ti Regalerò Una Rosa” e il bel documentario “Dall’Altra Parte Del Cancello” come primi step di una precisa situazione umana e sociale: quella delle malattie psichiatriche. Sono queste le tematiche più note che lo hanno portato al successo con varie forme d’arte. Negli anni successivi ad oggi è stato molto bravo a portare alla luce altre situazioni sociali: i minatori, il dramma delle foibe, la storia di Maria Sole, una bambina morta a soli nove anni. Ha parlato anche degli anziani soli negli ospizi e dei malati di alzheimer.
Si spende molto socialmente nella sua arte e in molte interviste, ma perché ciò forse rimane solo a livello artistico? Perché gli artisti in generale, dopo essere diventati famosi si spendono solo nella loro arte e sono sempre (chi più chi meno…) inarrivabili?
Cambiano gli incontri e i modi di comunicare. Forse è un grande inganno?
“Aumenta l’uso degli antidepressivi in età pediatrica. Oggi i medici, oltre alle medicine prescrivono relazioni umane”.
Due affermazioni forti che ha fatto lui stesso. Con l’avvento dei più grandi socialnetwork sembra che comunichiamo di più, ma è provato che è esattamente il contrario. Siamo tutti più soli e distanti. Anche Cristicchi lo sa bene, ne ha parlato da solo e nel programma con Don Luigi Verdi: le poche cose che contano per Tv200.
Rimpiango il fan club di Marco Masini nei primi anni ’90. L’ho incontrato più e più volte… Già all’epoca gli ho fatto qualche domanda. Avevo 11 anni e mi basavo sui ritagli di giornale che nonna e Ricky mi regalavano… Non ero grande, ma mi ricordo che nei tanti nostri incontri ero io a cominciare un dialogo e a fargli tante domande. Mi fa tenerezza ripensarci da adulta! Se siete curiosi è tutto raccontato nel mio romanzo di formazione Nata Viva. Il capitolo si intitola proprio Marco Masini. Rimpiango quei tempi: c’era più tempo e più disponibilità.
Comunque Simone si lascia salutare. Non è scontato per un artista di quel calibro. Ma senza il loro pubblico gli artisti non avrebbero i soldi, il successo e la notorietà che hanno.
Dalla mia esperienza con Amara
La sua compagna Amara è molto disponibile all’incontro e alla narrazione. Peccato che è più difficile da seguire perché fa meno eventi e li pubblicizza solo nelle storie di Instagram. Le storie sono a ridosso dei suoi avvenimenti. Per ora… solo una volta sono riuscita a prendere e partire, ma avevo un appoggio da un’amica e l’Abbruzzo è raggiungibile in macchina! Chissà perché non ha un sito e non fa le grafiche con le tante date. Magari i concerti non sono tantissimi, ma viaggia molto per eventi nei teatri, nelle librerie, anche lei ha parlato spesso in tantissime interviste…! Anche lei mi appassiona molto e l’ho approfondita grazie a Youtube.
Forse, per ora, è un’artista di “nicchia”, ma ha il suo da fare e il suo pubblico. Lei è stata molto loquace e gentile quando le ho parlato dopo un suo meraviglioso concerto l’estate scorsa. È come se più hai successo meno hai tempo a disposizione per le persone che ti seguono, ma è una logica triste. Ciò detto si può ricollegare all’importanza del senso di gratitudine.
Una delle sette parole scelte da Cristicchi come chiave per la felicità è umiltà. A volte si può fare di più per essere umili e, come dice lui attenti.
Dal decalogo il cantautore sceglie la parola “umiltà” e la suggerisce agli studenti dell’Università Cattolica per l’avvio del nuovo anno accademico.
«Questa parola profuma di terra, viene dal latino humus, che significa terra fertile, quella sostanza che rende feconda la terra e quindi se mi sento umile posso essere come un campo arato pronto a ricevere i semi di bellezza e conoscenza che tutti mi possono donare».
L’invito, quindi, a mettersi nella prospettiva di imparare da tutti, a mantenere quella semplicità che hanno i bambini, quella curiosità che ti fa esplorare il mondo, a essere osservatori senza perdere tempo, a non essere banali.
E ancora, secondo Simone Cristicchi le parole chiave del suo progetto Happy Next (libro, spettacolo e documentario), sono un percorso interiore ispirato a una visione spirituale e comunitaria: Attenzione, Lentezza, Umiltà, Cambiamento, Memoria, Talento, Noi.
Gli auguro di avere l’occasione di essere sempre felice, umile, coerente e disponibile per se stesso, la famiglia e chi lo appezza.
Il tour a Venezia
Per quanto riguarda Venezia, è sicuramente faticosa da esplorare per chi ha una mobilità ridotta: tanti ponti non hanno le pedane, quindi vanno superati a piedi. Per tanti, me compresa, questo implica una notevole fatica fisica. Come nota positiva va detto che tutti i vaporetti hanno le rampe. Anche San Marco e la zona limitrofa sono ben organizzate.
Sinceramente, prima di partire avevo paura che fosse quasi tutto inaccessibile, quindi ho
prenotato per trattenermi solo due giorni, va detto che è una città cara, ma meriterebbe una visita più lunga per esplorare le infinite bellezze e la lunga storia che offre. Comunque abbiamo visto tanto. Abbiamo organizzato un giro in motoscafo con una bellissima visita guidata alla scoperta della storia e dei posti più nascosti della città antica, ma anche delle parti più moderne. In barca abbiamo visto le zone: Dorso duro, Giudecca, Zattere, Castello, l’Arsenale, Cannareggio e Santa croce, con la giuda. La barca era a motore non era una gondola. A piedi e con la mitica sedia a rotelle elettrica abbiamo visto: palazzo ducale, San Marco, dorso duro e la collezione Peggy Guggenheim. Quando salivo e scendevo le scale dei ponti, dando il braccio a Maricica, ci è successo molto spesso che dei turisti hanno trasportato Gina La Sediolina (così ho chiamato la mia carrozzina elettrica che da circa tre anni è un’ottima compagna di avventure!).
Ho notato persone di diverse nazionalità con sedie a rotelle e, devo dire, che la zona vicino San Marco e tutti i vaporetti sono accessibili grazie alle tante rampe.
In questo viaggio ho conosciuto tante belle persone, come una signora che ha visto lo spettacolo Franciscus ben nove volte e, in macchina, segue Simone da anni in ogni sua esibizione al centro e al nord.
Alla conferenza e ad aspettarlo all’uscita del teatro c’erano dei bambini. A suo dire è il suo pubblico preferito e si vede. Al ritorno, sul treno, ho conosciuto una coppia di persone simpatiche. Lui era in sedia a rotelle. Stavano andando a Napoli per la prima volta, gli ho dato dei consigli e dandogli il depliant li ho invitati a seguirmi sui social.
Grazie al mio interesse per Cristicchi, iniziato dopo la sua esibizione a Sanremo 2025 con la canzone “Quando Sarai Piccola” ho ripreso il mio interesse per i viaggi, la musica, la scrittura e le storie di vita. Sono grata e contenta, per tutto ciò, soprattutto a me stessa!
A proposito di gratitudine: sono molto felice che l’articolo sull’incontro di Perugia, tra me e Simone sia stato apprezzato da tante persone! Nei “leggi anche” troverete quell’articolo, quello del suo concerto a Roma del suo tour “Dalle Tenebre Alla Luce”, il concerto di Amara dell’estate scorsa e la versione online del mio depliant.
Infine, vi ricordo che non ho contatti diretti con l’artista… sono semplicemente andata a un suo concerto e ai suoi spettacoli teatrale. Magari se avete contatti con lui, Amara o qualcuno del loro entourage mi potete scrivere.
Aspetto i vostri riscontri, grazie infinite.
Buona lettura.
Grazie e buona prosecuzione!
Contatti e libri:
Leggi anche:
L’emozionante incontro con “Il folle che parlava agli uccelli”
Il concerto di Amara, una carica di felicità e di umanità
Presentazione di “Nata viva”, romanzo e cortometraggio
Presentazione del saggio “RaccontAbili”

Anche quest’anno ho svolto la lezione al master di primo Livello in “Neuroriabilitazione e Neuroscienze dell’età evolutiva” all’Università Lumsa. Il titolo della lezione è stato “La comunicazione e la narrazione di sé come forma di empowerment”.



L’adolescenza è un periodo della vita caratterizzato da forti e rapidissimi cambiamenti a livello fisico, ormonale e psicologico. Gli adolescenti mettono in discussione la propria identità per poterla definire e cercano in tutti i modi di maturare l’idea che hanno di sé stessi. Si tratta di un processo non lineare che può prevedere grandi balzi in avanti, ma anche repentini passi indietro. Spesso i comportamenti di questa fase della vita oscillano tra l’infantile e il troppo spavaldo.
famiglia, l’adolescenza, il tempo libero e il rapporto tra pari. È emozionante vedere la loro concentrazione e la loro empatia.
Il 29 gennaio 2022, insieme allo psicologo e psicosessuologo Francesco Battista e a Nadir Malizia, abbiamo tenuto un webinar su disabilità ed omosessualità. Ci siamo confrontati sulle barriere culturali, sociali ed architettoniche che le persone disabili L.G.B.T.Q. (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, transgender e queer) devono, ancora, oggi affrontare. Non è mancato il riferimento alla realtà del nord Europa e i consigli per trovare la propria identità, la serenità e l’amore. Obiettivo del webinar è stato quello di dare consigli alle persone ed alle famiglie, creando spunti su come abbattere le barriere mentali e culturali, su come vivere la sessualità se hai una mobilità ridotta, vincendo timidezza e paure.



































E’ andata bene la lezione per il master in neuroriabilitazione e le neuroscienze dell’età evolutiva presso l’Università Lumsa di Roma. Ho parlato più che altro della narrazione e della narrazione del sé come strumento di terapia e di affermazione. Sono pronta ad altre lezioni a scuola, nelle università, ma anche negli istituti, case-famiglia o centri dedicati alle terapie riabilitative.
Live, Trento 2020, pp.9-277.