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Portale di cultura, educazione, formazione e tematiche sociali
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Grazie a Stefano Pietta e Manuela Monfredini abbiamo parlato della scrittura come strumento di emancipazione per combattere la solitudine e aiutare gli altri.
La scrittura è nata come una passione, poi si è trasformata in un lavoro giornalistico e in due opere letterarie edite.
Da questa passione è nato altresì il portale www.piccologenio.it , il romanzo autobiografico “Nata Viva” e il saggio RaccontAbili. Nell’intervista non sono mancate domande su amore e sessualità, da più di dieci anni affronto tali tematiche nel gruppo Facebook: “Amore, disabilità e tabù: parliamone!”
Vi aspetto!
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Contatti: E-mai zoe.rondini@gmail.comoppure mi potete scrivere in privato sulla pagina Facebook ZoeRondiniAutrice o sul profilo Istagram

Ai microfoni di Radio Roma Capitale, fm 93, ho parlato di quanto la scrittura mi abbia aiutata a superare i momenti difficili della vita, diventando uno strumento di lavoro e di autodeterminazione.
Non mancano i progetti più importanti che hanno preso vita dopo la prima pubblicazione e un suggerimento alle famiglie con un bambino con bisogni speciali.
Tutte le informazioni sul romanzo Nata Viva le trovate qui
Se siete interessati al saggio RaccontAbili cliccate qui
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Zoe Rondini su Slash Radio a parlare di Nata viva
Il 4 aprile 2020, sono stata intervistata dalla Radio della scuola di scrittura Ginius. Insieme agli speaker Luigi Anibaldi e Lucia Pappalardo abbiamo parlato di quarantena e disabilità, ma anche di Nata Viva romanzo di formazione, dal quale è stato tratto l’omonimo cortometraggio diretto da Lucia Pappalardo, vincitore del Festival di Capodarco “l’Anello Debole“.
Per riascoltarci clicca qui
Il mini-film
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Cosa significa rimanere a casa, nel periodo di quarantena, se hai una disabilità o se si ha un familiare disabile? Quali le misure di assistenza?
Ne abbiamo parlato a Radio3, con Vincenzo Falabella, presidente della Fish onlus, Federazione Italiana per il Superamento dell’ Handicap, Paola Severini Melograni, direttrice di Angelipress.com, prima agenzia italiana d’informazione sul terzo settore che coinvolge diverse persone disabili, collabora con Gr Parlamento, Enrichetta Alimena, collabora con il Quotidiano del Sud, per Radio3 ha realizzato il radio documentario Tutto normale: un altro sguardo sulla disabilità, disponibile in podcast sul sito tresoldi.rai.it Marzia Castiglione Humani in arte Zoe Rondini, autrice, pedagogista e blogger. Grazie al romanzo autobiografico Nata Viva (da cui è stato tratto un cortometraggio), al portale Piccologenio, alle lezioni presso l’Università Lumsa di Roma, agli interventi nelle scuole, è impegnata nella diffusione della conoscenza del mondo della disabilità e nella promozione dei diritti dei disabili. Ha firmato di recente il pezzo Quarantena: la buona occasione per sviluppare empatia verso le persone con disabilità. Mariangela Tarì, mamma di Sofia e Bruno, insegnante. Si è battuta, insieme ad altre mamme, per una nuova legge sul caregiver familiare e Marco Tarquinio, direttore di Avvenire.
Ascolta la puntata Ho parlato al diciottesimo minuto
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Potete trovare il volume sul sito della Socetà Editrice Dande Alghieri, Amazon, Ibs.o mi potete contattare per avere una copia con dedica: pagina Facebook ZoeRondiniAutrice e sul profilo Istagram
La versione integrale del cortometraggio è su Youtube
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Di seguito il file audio dell’intervista di Luisa Bartolucci a Zoe su Slash Radio, la radio dell’Unione Italiana Ciechi. Si è parlato di Nata viva, è stato trasmesso il cortometraggio e sono stati letti alcuni brani dal romanzo.
Buon ascolto!
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Guarda il mini-film “Nata viva”:
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Di seguito i file audio e le foto dell’intervista al programma radiofonico “Chi c’è in classe” andato in onda su “Radio Freccia Azzurra“; la web-radio gestita dai bambini di una quinta elementare della scuola Perlasca di Roma. E’ un progetto educativo promosso dall’Associazione Matura Infanzia e dal Circolo Gianni Rodari.
Link all’ intervista
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Potete trovare il volume sul sito della Socetà Editrice Dande Alghieri, Amazon, Ibs.
Sabato 28 giugno 2025, sono stata al concerto di Erika Minneo, in arte Amara, nell’ambito del Roseto Gentile Festival, presso la Villa Comunale di Roseto degli Abbruzzi.
La mia stima per la cantante è nata dopo subito dopo aver conosciuto la sua voce dolce e graffiante e i suoi testi intensi dopo l’ultimo Festival di Sanremo. Ha partecipato a concorsi musicali come SanremoLab e Area Sanremo prima del suo debutto tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo nel 2015. La svolta nella sua carriera è arrivata proprio con la partecipazione al Festival di Sanremo, dove ha presentato la canzone Credo.
Nata a Prato il 15 giugno 1984, Amara è compagna d’arte e di vita di Simone Cristicchi. Durante la serata delle cover dell’ultimo Festival di Sanremo Amara e Simone hanno interpretato La cura, uno dei brani più iconici di Franco Battiato. La scelta di Cristicchi è stata accolta con entusiasmo:
“Sono stato felice che Carlo Conti abbia accettato la nostra proposta”, ha dichiarato il cantautore, spiegando perché ha voluto Amara accanto a sé. La definisce un’artista “straordinaria”, ma soprattutto la persona che ha “reso la mia vita meravigliosa”.
Ritornando al nostro incontro a Roseto, è stato davvero emozionante per me poterle parlare, come due amiche, a fine serata. Ero al settimo cielo e non ero l’unica ad essere entusiasta. Anche lei era contenta di ricevere i miei libri con dedica, una lettera e due zainetti con immagine e scritta di me come divulgatrice: “vi aspetto su www.piccologenio.it”, uno per Amara e uno per Simone.
È una cantautrice di grande sensibilità, voce unica e penna raffinata, che emozione incontrarla, parlarle di chi sono e cosa ho fatto, regalarle i miei scritti e scoprire che è veramente una persona autentica. Ero piena di aspettative, ma anche spaventata dalla delusione che poteva derivare dal mancato incontro, o da una sua reazione scostante verso una fan come tante.
Ma andiamo a raccontare con ordine i momenti più importanti della serata. Un’ora prima del concerto ero alla villa nell’intento di parlare con lo staff per vedere se riuscivo ad avvicinarla e ad accaparrarmi un posto nelle prime file. Sapevo di chiedere tanto ad un personaggio pubblico. Con mia sorpresa ed emozione è stato possibile, a dirla tutta mi hanno addirittura messo in prima fila.
Poco prima ho potuto parlare facilmente con delle persone gentilissime dello staff e ho dato loro i dépliant che sintetizzano chi sono ed il mio lavoro di divulgatrice. Ho ricevuto da subito doni inaspettati: come due posti, per me ed un’ amica che mi aiuta e che con entusiasmo ha condiviso con me questo week end distante da Roma. Un’addetta è andata a parlare con la cantante; da quel momento è stato un crescendo d’emozioni. L’ingresso alle prove, il sorprendente posto in prima fila con gli addetti stampa.
Assistere al concerto è stato un privilegio, Amara è un’interprete divina. Stupenda l’interpretazione dei testi condivisi tra lei e Fiorella Mannoia. Apprezzo l’attenzione per gli ultimi, i pensieri rivolti alla guerra, al tema del cambiamento climatico e le riflessioni sull’impatto spesso eccessivo che il digitale ha sulle nostre vite.
Ci tenevo tantissimo ad incontrarla. In video e interviste è sempre apparsa come una persona autentica e sensibile.
Per questi motivi le ho chiesto, nella lettera che le ho consegnato, della quale riporterò buona parte del testo più avanti, se con Cristicchi hanno pensato di scrivere una canzone sulle persone con disabilità oltre la bellissima “L’Autistico”, chissà, ma apprezzo molto li loro lavoro di dare voce a tutti, matti, reduci di guerra, malati, custodi, anziani.
Nello scambio con Erika abbiamo parlato tanto, ero preparatissima! Lei sembrava a suo agio e contenta di ascoltare una persona che conosce a menadito le sue interviste, testi e concerti, le ho chiesto anche alcune cose della vita privata. È molto potente come persona ed anche come personaggio pubblico. Mi piace e mi emoziona la delicatezza, l’interessamento e l’umiltà che è quasi palpabile, non è scontata nelle persone comuni ed è cosa più difficile da conservare per i personaggi pubblici. Ma molti, per fortuna riescono a rimanere fedeli ad una vita comune ed autentica.
“Anch’io saprò di te ora che leggerò Nata Viva”,
è stata una delle cose che mi ha detto. Abbiamo parlato di tutti gli argomenti della lettera e anche di problemi personali e di salute che ho avuto ultimamente e sto ancora gestendo.
Sono veramente felice di averla incontrata. Adesso sarei felice di andare a vedere Cristicchi e Amara in altre date in una loro tournee autunnale e magari parlarci ancora come si fa tra amici.
Auguro a lei e a Simone tutto il bene ed il successo che meritano!
Carissimi Erika e Simone,
Mi chiamo Marzia Castiglione, in arte Zoe Rondini[1]. Sono autrice, divulgatrice, pedagogista e blogger. Nel mio piccolo cerco di essere cantastorie come voi… e come voi giro volentieri teatri, convegni, scuole e atenei; perché in tutto ciò cerco di portare avanti dei messaggi ed è sempre più importante quello che ricevo, dagli altri, in particolare dagli alunni di medie, liceo ed università.
Vi seguo da tanto e adoro la vostra musica e le profonde parole. Credo di aver visto tante volte molti video delle vostre interviste, concerti ed interventi, ma per fortuna continuo a sorprendermi. Cara Erika sei sempre bravissima, se posso esprimere una preferenza il concerto “il respiro dell’alba”, presso il monastero San Magno (luglio 2023), che vorrei visitare magari proprio nei prossimi mesi estivi, è quello che più mi ha colpita. Complimenti vivissimi per il tuo “La Certezza di Essere viva”.
Vi parlo un po’ di me: ho una disabilità motoria dovuta ad un’asfissia neonatale di cinque minuti. Sono stata fortunata… la “vita è meravigliosa. Che sia benedetta”.
Dopo “aver riflettuto per i primi cinque minuti di vita, ho deciso di respirare”, e quindi di vivere… Oggi conduco una vita “normale”: non vivo in famiglia, sono laureata, scrivo, guido, in poche parole… Vivo e cerco di esistere. E’ con la consapevolezza dei miei limiti e capacità che ho fatto le scelte più importanti verso una esistenza piena e autonoma. Come quella di iniziare a scrivere a tredici anni ciò che oggi è il romanzo di formazione “Nata Viva”. Ho iniziato per lo stesso motivo per il quale Simone ti sei rifugiato nel disegno. Anch’io mi sentivo emarginata, sola e non solo perché non c’era più il secondo marito di mia madre che per me è stato come un padre.
Anche per la profonda condivisione e stima, ogni vostra parola mi emoziona tantissimo, mi nutre e mi porta a riflettere. Mi piacerebbe conoscervi e scambiare due parole con voi su musica, scrittura, teatro e Vita.
Mi reputo serenamente… e affettuosamente MATTA, adoro LA TOSCANA, I MATTI e CASTELLI ROMANI. Mi piacerebbe parlare con voi di tanti argomenti. Tu Simone parli degli ultimi in guerra, nelle strutture psichiatriche, negli ospizi… prima o poi parlerai di tutte le persone con fragilità? Per fare un esempio mi vengono in mente i disabili😊😉! Sia quelli autonomi che chi vive in strutture. Tante situazioni sono eccellenti, non tutte purtroppo.
Comunque anch’io, come voi, penso che esistano tanti concetti di normalità e di felicità… tanti quanto le persone! Per me la felicità non dovrebbe essere sbagliata, anche se per chi non la sa gestire, si trasforma in euforia alla quale segue, inesorabilmente, la depressione.
Mi piacerebbe scoprire come mai anche a voi appassionano i Mantra e poter approfondire la vostra attività nelle scuole, oltre ai monologhi. Sarei anche curiosa di sapere se avete ripreso tale attività dopo il covid, se avete ancora tempo tra scrittura, concerti, libri e Sanremo😉.
Dal 2012 al 2020 ho avuto la fortuna di portare nelle scuole il progetto: “Disabilità e narrazione di sé; come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità”, che si propone di incentivare la narrazione del sé, sensibilizzare sulle differenze (anch’io penso che la normalità sia noiosa) e si propone di prevenire il bullismo. L’ho riproposto dopo il Covid, ma ultimamente è tutto più difficile…
(…) Lo so che “la vita è meravigliosa, che sia benedetta…” ma ci sono alti e bassi. Mi piaceva quello che ho fatto come autrice, peccato che sta sfumando e sono rimasta sola, senza il mio consulente letterario che, per tanti anni, con competenza e affetto, ha creduto in me e mi ha aiutato a realizzare tanti progetti.
L’attitudine alla recitazione mi ha portato, grazie alla collaborazione con Matteo Frasca e la regista e attrice Tiziana Scrocca, ad estrapolare dal mio romanzo la sceneggiatura dello spettacolo teatrale “La cantastorie Zoe“. Inoltre, dal 2019 al 2023 ho fatto parte del laboratorio teatrale indipendente – “Compagnia Nuovo Teatro”, direzione artistica dell’attrice-regista Patrizia Schiavo.
Continuo a parlarvi della mia “missione”, sperando di conoscervi di persona, prima o poi.
Ma andiamo con ordine: il mio ultimo “figlio” è il saggio “RaccontAbili: domande e risposte sulle disabilità” (Erickson Live 2020). La mia prima opera letteraria è il romanzo autobiografico “Nata Viva”, (Seconda edizione nel 2015, grazie alla Società Editrice Dante Alighieri).
Dal romanzo è tratto l’omonimo cortometraggio, disponibile su YouTube. Il video è il seguito del libro ed è stato il primo a classificarsi nella categoria “Corti Della Realtà”; nell’ambito del Premio L’Anello Debole – Festival di Capodarco edizione 2016.
La mia passione per la scrittura mi ha anche portata, dal 2006, ad aprire il portale www.piccologenio.it dove pubblico contributi su tematiche quali disabilità, amore, sessualità, narrazione di sé e pedagogia.
Sono laureata in Scienze della Formazione e dell’Educazione, con specialistica in Lettere, Editoria e Scrittura presso l’Università Sapienza di Roma.
Mi impegno anche come divulgatrice delle tematiche di educazione sessuale e disabilità. Amo cucinare, faccio anche un ottimo gelato in casa!
Nella speranza di conoscervi, auspico di farvi cosa gradita regalandovi un po’ di me attraverso i miei scritti.
Vi auguro tanto amore e serenità.
Marzia in arte Zoe Rondini
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Titolo dell’opera: Nata viva
Autrice: Zoe Rondini (nome d’arte)
Editore: Società Editrice Dante Alighieri
Edizione: novembre 2015
Genere: romanzo di formazione; romanzo autobiografico
Pagine: 252
Prezzo di copertina: 12
ll volume è impreziosito dalla prefazione della Prof.ssa Serena Veggetti, docente di psicologia presso l’Università la Sapienza di Roma, ed un racconto ispirato a mio nonno: il Prof. Adriano Bompiani.
Potete trovare ed acquistare il volume sui siti:
L’e-book è disponibile qui
Per tutte le informazioni potete usare i seguenti contatti: E-mail: zoe.rondini@gmail.com Oppure mi potete scrivere in privato sulla pagina Facebook ZoeRondiniAutrice o sul profilo Istagram
“… Tutti i dottori si affrettano a rianimarmi, ma rimango cinque minuti completamente senza respirare. Si tratta solo di cinque minuti, ma sono i primi della mia vita“.
Poi Zoe comincia a respirare. E a vivere. Quei cinque minuti dopo rispetto agli altri neonati – a causa di un respiro intrappolato per un tempo infinito in un corpo troppo piccolo – la costringeranno a confrontarsi, fin dai primi mesi, con una vita che è cominciata sì cinque minuti più tardi, ma che pian piano non tarderà a essere così tanto desiderata da consentire a Zoe di superare qualsiasi ostacolo, senza rinunciare a nulla, a costo spesso di immane fatica e incomprensione da parte degli altri.
“… Cammino un po’ male, parlo un po’ male, controllo un po’ male i movimenti delle mani, delle dita, dei bulbi oculari… non ho un movimento, un arto o un muscolo che non fa capo al mio sistema nervoso centrale che è stato lesionato a causa di quei cinque minuti“.
Zoe imparerà con suoi tempi a camminare, a parlare, a leggere e all’età di nove anni scoprirà la inesauribile passione per la scrittura, cominciando a scrivere i suoi primi racconti.
Ma è all’età di tredici, che per superare il momento più difficile della sua vita – a causa di lutto doloroso – intraprende l’avventura più importante, e un po’ per bisogno, un po’ per caso, un po’ per scelta, decide di dare vita ad un racconto autobiografico che l’accompagnerà per ben dodici anni.
Lungi dall’essere un trattato o un saggio autobiografico sulla disabilità, “Nata viva“ vuole essere un racconto appassionato e antipedagogico di una ragazzina e poi di una ragazza che, tra luci e tenebre, ha saputo lottare per raggiungere e conquistare quella serenità che tutti bramiamo, non dando mai per scontato nulla e soprattutto non accontentandosi mai del buon quieto vivere che spesso la società assegna alle persone disabili.
Nel suo stile rapsodico, squisitamente discontinuo, frammentario e spesso profondamente ironico, Zoe si fa cantore e testimone, con la sua voce, dell’incontro sorprendente tra limite e prospettiva, civiltà e pregiudizio, presenza e invisibilità, costruendo, capitolo dopo capitolo, la propria visione del mondo, dove la normalità sembra non appartenere a nessuno, per fortuna.
Ne nasce un racconto a suo modo epico in cui riconoscersi, popolato da personaggi indimenticabili, amici e nemici che Zoe sa tratteggiare con sapiente tocco tra familiari, compagni di scuola, dottori, fisioterapisti, maestri, insegnanti, docenti universitari, presidi, babysitters, viandanti, incontri fortuiti.
E insieme a lei, anche noi riviviamo il nostro essere stati bambini o adolescenti incompresi, in famiglia come a scuola, dentro o fuori dal gruppo, allontanati e maltrattati spesso inconsapevolmente, a volte con una certa presunzione da chi non la pensava o non poteva essere come noi.
Nel suo romanzo di formazione Zoe costringe il lettore a non dimenticare mai lo scarto enorme che c’è tra vivere ed esistere, inchiodandoci all’idea che per nascere veramente, ad ogni occasione, bisogna sentirsi vivi, gridarlo e raccontarlo al mondo intero.
Zoe Rondini è il nome d’arte dell’autrice. Laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione e specializzata in Editoria e Scrittura presso l’Università Sapienza di Roma.
Il romanzo autobiografico “Nata Viva” è la sua opera prima.
E’ anche autrice del saggio “RaccontAbili domande e risposte sulle disabilità”, edizioni Erickson Live.
Il blog Piccologenio è uno degli strumenti che utilizza per partecipare alla diffusione della conoscenza del mondo della disabilità e alla promozione dei diritti delle persone con disabilità.
Parallelamente, cura un corso annuale dedicato al tema della disabilità nell’ambito del Master di Neuropsicologia dell’età evolutiva promosso dall’Università LUMSA di Roma e dal 2011, è promotrice del progetto pedagogico di contrasto al bullismo e valorizzazione delle diversità “Disabilità e narrazione di sé: come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità” che si rivolge agli alunni della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado. Fornisce il suo contributo in diversi convegni e seminari di settore, nonché a testate giornalistiche attive nell’ambito del sociale.
È la storia di Zoe Rondini una ragazza che per i primi 5 minuti della sua vita non ha respirato.
Zoe ha scritto un libro che racconta la sua vita, allegra e faticosa. Lucia Pappalardo l’ha trasformato in un breve film grazie al supporto dell’Associazione Nazionale Filmaker e Videomaker Italiani. Il cortometraggio è il seguito del romanzo di formazione in quanto racconta gli ostacoli e le conquiste della Zoe adulta.
Nel 2016, il mini-film ha ottenuto il primo premio nell’ambito del concorso “Capodarco L’Altro Festival – L’Anello Debole” categoria “Corti della realtà”.
È stato poi premiato fuori concorso al Festival Ciak sul Fermano.
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Nata viva sul Venerdì di Repubblica
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Nata Viva minifilm su DisabilityStyle il blog di Maximiliano Ulivieri
Nata viva sul magazine della scuola di scrittura Omero. di Arturo Belluardo 10 dicembre 2015
Zoe Rondini, una donna coraggiosa
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Zoe a Radio LiveSocial, Storie ed Interviste
Nata viva e l’attuale condizione dei disabili nel nostro paese. Intervista all’autrice
Zoe Rondini: intervista all’autrice di “Nata viva“ di Disabilibidoc.it
La Cantastorie Zoe Dal romanzo Nata viva è stato tratto lo spettacolo teatrale La Cantastorie Zoe che è stato trasmesso da Radio Onda Rossa.
Con Nata viva ha preso vita il progetto Disabilità e racconto di sè rivolto a alluni dalla quinta elementare ai master universitari, ecco il racconto di queste importanti esperienze:
La narrazione di sé per potenziare l’autoconsapevolezza
Inoltre dal 2021, fornisco il mio contributo su “Disabilità e narrazione del sé” nell’ambito della lezione conclusiva del Master di neuropsicologia dell’età evolutiva, presso Università LUMSA di Roma. Il materiale usato per le lezioni è disponibile ai seguenti link:
La narrazione del sé come strumento di empowerment
Lezione al master in neuropsicologia dell’età evolutiva presso l’Università Lumsa
Lezione per il master della Lumsa
“Nata viva, ma con 5 minuti di ritardo” la vita dopo un’asfissia neonatale
Convegno Erickson “Sono adulto! Disabilità diritto alla scelta e progetto di vita”
Convegno “Adolescenza, tra affettività e sessualità, oltre ogni pregiudizio” promosso dalla Commissione pari opportunità della Regione Marche, presso la sala consiliare del Comune di Ancona.
In occasione della Giornata Mondiale del Libro, invitata in qualità di autrice alla presentazione del libro “Nata Viva” presso l’Aula Magna del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne del Polo Universitario Annunziata, organizzata dal Comitato Unico di Garanzia (CUG) e dall’Università degli Studi di Messina.
Relatrice nell’ambito del convegno “Disabilità e integrazione: diritto a una cittadinanza attiva” organizzato dal DISFOR – Dipartimento Di Scienze Della Formazione di Genova e l’Istituto italiano di bioetica. Titolo dell’intervento: “Il mito del normale.Disabilità e affettività: il rapporto con l’altro tra paure, stereotipi e riconoscimenti”.
Nella sua prima stesura, il romanzo ha ottenuto diversi riconoscimenti ai seguenti premi letterari:
Titolo dell’opera: RaccontAbili
Sottotitolo: Domande e risposte sulle disabilità
Autrice: Zoe Rondini (nome d’arte)
Editore: Erickson Live
Edizione: novembre 2020
Genere: Saggio
Pagine: 275
Prezzo di copertina: euro 24,00
Progetto editoriale a cura di Matteo Frasca
Chi desidera acquistare la copia cartacea del libro lo può fare scrivendo a live@erickson.it, andando sul sito Erickson Live ,o contattando direttamente l’autrice scrivendo a zoe.rondini@gmail.com
Delle diverse abilità o del mondo delle disabilità non è che non si parli, anzi. Gli psicologi e gli esperti socio sanitari vengono chiamati a discutere e a riferirne in ogni dove; gli insegnanti e le famiglie testimoniano la fatica e le difficoltà in merito, incontrate ogni giorno per colpa di un modello sociale che stenta a sostenerli. Giornalisti e autori televisivi spesso raccontano casi esemplari che rapidamente possano tramutarsi in casi mediatici su cui puntare i riflettori, pronti però a dissolversi in poco tempo. Film, romanzi e racconti ci restituiscono la verità, la profondità e la ricchezza delle tante sfaccettature che la parola “disabilità” contiene e suggerisce.
Ma poi? Chi raccoglie il punto di vista delle tante persone che sotto diversi livelli vivono la propria disabilità o quella altrui? Oltre che a protestare, denunciare, lamentarsi, o a fare parte di storie edificanti, chi li invita a raccontarsi e a raccontare la loro vita… “normale”? Quali possono essere le tante narrazioni possibili sul mondo delle disabilità, narrate da chi ogni giorno le vive in prima persona e da chi ne è a stretto contatto nel proprio ruolo, professione o vocazione?
Zoe non ha mai sentito il bisogno di parlare dei massimi sistemi, con il rischio di raccogliere e di accumulare il già sentito, il già detto, le frasi di convenienza o di circostanza, i moralismi che devono essere comunque espressi. Di tutto questo, suo malgrado, è stata ben infarcita fin da piccolissima, ma fin da bambina l’ha sempre rifiutato e combattuto. A Zoe interessa sapere come stanno le persone e cosa hanno da dire, se si danno l’opportunità di riflettere su quello che vivono e se vogliono raccontare qualcosa rispetto a famiglia, scuola, tempo libero, diritto, sanità, educazione, giornalismo, politica, integrazione, teatro, musica, sport, terapia, editoria, università, lavoro, amicizia, amore e sessualità.
Come la protagonista del film (e del romanzo) The Help, l’autrice utilizza la forma intervista per aiutare le persone a raccontarsi e ad uscire allo scoperto. A confrontarsi con le risorse e i limiti che le disabilità impongono in tutti i campi. Cercando anche di addentrarsi in territori poco frequentati, raccogliendo testimonianze e storie legate alla sfera dei bisogni affettivi, amorosi e sessuali. Come Eugenia Skeeter Phelan, Zoe Rondini – con mille ostacoli ammessi dalla stessa autrice – incontra un gruppo di circa trenta intervistati che attraverso il loro peculiare punto di vista cercano come possono di non consumare, ma al contrario di estendere e rivitalizzare sotto lenti molteplici il concetto di disabilità.
Quello che ne vien fuori vuole essere una narrazione finalmente corale, polifonica, con le voci rappresentative di tutta la comunità coinvolta nel vivere le tante forme di disabilità, anche quelle imputabili alle mancanze di un modello culturale che non riesce ancora ad accogliere tutti e tutte.
Questo saggio corale vuole cambiare la narrazione dei e sui disabili, dando loro l’opportunità di parlare in prima persona e non scegliendo solo il disabile che diventa un super eroe grazie allo sport… o la persona che subisce un danno, viene bullizzata, o le vengono negati dei diritti: c’è molto altro di “interessante” da narrare e “far conoscere”.
Il testo è diviso in due sezioni:
Impreziosiscono l’opera la prefazione della professoressa Maria Serena Veggetti – docente di Psicologia generale presso la Sapienza di Roma e membro dell’Accademia russa per l’ordine degli psicologi – e un contributo del professore Nicola Siciliani de Cumis – pedagogista e Professore ordinario di Pedagogia Generale presso La Sapienza – sulla percezione della disabilità nel Poema Pedagogico di Anton Semenovic Makarenko.
Un’appendice raccoglie infine testimonianze che provengono dalla Rete e una puntuale nota del professore Adriano Bompiani sul legame tra bioetica, disabilità e legislatura.
Nella sua seconda prova letteraria, Zoe Rondini si rivolge alla stessa comunità protagonista delle sue interviste: persone con disabilità, famiglie, insegnanti ed educatori, giornalisti, scrittori, pedagogisti, psicologi, medici, studenti, amanti del teatro e del cinema, attori, registi e autori. Con l’auspicio che questo testo ibrido nella sua forma, al confine tra saggio, inchiesta e intervista polifonica, allarghi pian piano, lì dove giunge, la comunità abile nel raccontare, che insomma ogni lettore e lettrice diventi a sua volta una o uno dei possibili, futuri RaccontAbili.
Zoe Rondini è il nome d’arte dell’autrice. Laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione e specializzata in Editoria e Scrittura alla Sapienza di Roma, dopo la sua opera prima, il romanzo autobiografico “Nata Viva”, con quest’opera ha voluto dare spazio ai vissuti e alle narrazioni sulle disabilità.
Il blog piccologenio.it è uno degli strumenti che utilizza per partecipare alla diffusione della conoscenza del mondo della disabilità e alla promozione dei diritti dei disabili.
Parallelamente, cura un corso annuale dedicato al tema della disabilità nell’ambito del Master di Neuropsicologia dell’età evolutiva promosso dall’Università LUMSA di Roma e, dal 2011, è promotrice del progetto pedagogico di contrasto al bullismo e valorizzazione delle diversità “Disabilità e narrazione di sé: come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità” che si rivolge agli alunni della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado. Fornisce il suo contributo in diversi convegni e seminari di settore, nonché a testate giornalistiche attive nell’ambito del sociale.
Vai alla presentazione e al curriculum vite di Zoe Rondini
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RaccontAbili all’Unione Italiana dei Ciechi di Roma
Presentazione online del saggio polifonico “RaccontAbili. Domande e risposte sulle disabilità”
RaccontAbili al Festival Fuori Posto 2020
Per una presentazione da remoto di RaccontAbili di Zoe Rondini
Se volete un libro con dedica potete contattarmi via e-mail: zoe.rondini@gmail.com
Oppure mi potete scrivere in privato sulla pagina Facebook ZoeRondiniAutrice o sul profilo Istagram