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Lezione per il master della Lumsa 15.07.2018

Scaletta degli argomenti da trattare:

INTRODUZIONE

Presentazione – parli dei tuoi studi e del tuo percorso formativo e lavorativo. In particolare ti soffermi sul progetto “Disabilità e narrazione di sé”.

Zoe oggi, l’esperienza nelle scuole e nelle università grazie a Nata viva e l’esperienza del giornalismo a Piuculture, da prima il diario e Piccologenio.

La scrittura dal mio punto di vista è terapia, è una compagnia, questo mi è sembrato importante comunicarlo alle scuole incontrate.

L’esperienza nelle scuole: è stato e continua ad essere per me importante incontrare gli studenti dalla quinta elementare alle università, per raccontare una testimonianza e condividere traguardi, problemi, metodologie, narrazioni e passioni.”

Quello che ho notato interfacciandomi con studenti di diverse fasce di età è che i ragazzini in età pre-adolescenziale sono quelli più curiosi e stimolati, sono più ricettivi dei bambini delle elementari, ma più spontanei e privi di sovrastrutture rispetto ai ragazzi più grandi. Questo li porta a fare più domande, vi racconto alcuni esempi:

Esempi:

La Ragazzina delle medie che alla mia domanda “quali sono i vostri sogni e progetti per il futuro” mi rispose “voglio morire per rivedere mio zio morto da poco!”

Sempre alle medie, una ragazzina un po’ imbarazzata mi ha chiesto se mi fossi mai innamorata. Con semplicità le ho risposto di sì e che ho vissuto alcune storie d’amore.

Al termine di un primo giro di letture, un ragazzino delle medie alza la mano con l’espressione di uno a cui non torna qualcosa e mi chiede “nel tuo libro, nel capitolo sulla nascita, parli sempre di tua madre e di tua nonna, ma tuo papà dov’era?” Non vi dico come gli ho risposto… aspettiamo di leggere qualche estratto da “Nata viva” e vediamo che idea vi fate!

ENTRIAMO NEL VIVO DI NATA VIVA

LA NASCITA –LETTURA DA PAG.19 A 23

LA SCUOLA-INTRODUZIONE – la scuola è stata per me una corsa ad ostacoli fin dall’inizio. Nella mia esperienza la scuola si è dimostrata un’istituzione incapace di interagire e rapportarsi con la diversità. Sono sempre stata l’UNICA ALUNNA DISABILE. Le piccole esigenze pratiche che presentavo – come la necessità di utilizzare la macchina da scrivere o la ricerca di un braccio per camminare – sono sempre state esasperate e ingigantite dal personale scolastico che ragionava solo in base alla responsabilità, senza riflettere sulle conseguenze che questo poteva avere sulla mia integrazione scolastica.

A cercare di intermediare tra la scuola e la famiglia e rendermi la vita scolastica un po’ più lieve c’era Luigi, il vostro prof!

LETTURA – “SE ALLE MEDIE SCAPPA LA PIPI’… SONO GUAI”

Domande – Oggi come si interviene a scuola di fronte alle esigenze di un alunno con disabilità? La situazione è veramente cambiata o ci sono solo più figure professionali? Il rapporto tra pari come viene facilitato o ostacolato?

LA FISIOTERAPIA –INTRODUZIONE – la fisioterapia per me ha rappresentato una terapia insopportabile voluta dagli adulti (…)

Per fortuna non erano tutti uguali: Luigi mi ha aiutato tanto a scuola, mi ha insegnato ad usare il pc senza traumatizzarmi, anzi… il suo lavoro è stato la dimostrazione che un approccio terapeutico che tenga conto della psiche del bambino era già possibile negli anni ‘80 ’90.

Domande:

Ed oggi come si interviene? A cosa si da valore?

LETTURA – “AGGRAPPATI AI PANTALONI”

LA FAMIGLIA –INTRODUZIONE – La nascita di una persona con disabilità altera gli equilibri di una famiglia. Pone diverse sfide e offre possibilità a chi le sa cogliere.

Le reazioni all’interno dello stesso nucleo possono essere molteplici e io posso dire di averle sperimentate un po’ tutte. C’è chi scappa, chi si sente trascurato dalle attenzioni che, inevitabilmente, una persona con disabilità richiede, chi raccoglie la sfida e per questo viene travolto da impensabili soddisfazioni, gioie, battaglie e delusioni.

La mia famiglia, pur con tutte le difficoltà del caso, si è stretta intorno a me annullando la mia diversità e sostenendo sempre la mia autonomia. Uscendo fuori e rapportandomi con il mondo reale ho trovato ostacoli e barriere, gli “altri” mi hanno sbattuto in faccia la mia diversità (…)

Questo ha comportato, nell’età adulta, notevoli difficoltà nel creare relazioni al di fuori della famiglia che fossero slegate dalla logica dell’aiuto.

Gli esempi (e le letture da scegliere) sono tanti: con i nonni, con Fiore, mamma, papà, Ricky, ve ne

propongo alcuni:

Letture:

“Dov’è meglio dormire?”  – che descrive il rapporto con mia nonna

“Auguri e figlie femmine” – la nascita di mia sorella

“Nuotare in piscina, nuotare tra l’invidia” – l’invidia in famiglia

“Il Motorino” – l’autonomia e l’adolescenza

 Domanda: A qualcuno è capitato di entrare in contatto con famiglie di bambini con disabilità? Quali dinamiche avete riscontrato? Quali le richieste di aiuto e sostegno più frequenti sia da parte dei bambini che da parte dei famigliari?

 

FINE PARTE DEDICATA AL LIBRO NATA VIVA.  ZOE ADULTA:

DISABILITA’ E SESSUALITA’ -Il rapporto con l’altro sesso. Una grande conquista voluta e desiderata; il mio “io” ha preso il sopravvento, ho fatto quello che ho fatto da sola. L’amore e  la sessualità per una persona disabile sono una conquista oltre che passioni, emozioni, condivisione! Si parla tanto di queste tematiche, ma persistono molti tabù, non tutte le famiglie sono pronte e aperte. Non tutti i normodotati accettano una partner disabile. E’ ancora molto la diffusa la concezione del disabile “eterno bambino”. Cosa fare? Come farsi accettare?

 

L’ASSSISTENTE SESSUALE – Figura diffusa in Europa e meno in Italia… si tratta di una figura professionale – le cui competenze di inseriscono tra la psicologia e la fisioterapia – che aiuta la persona disabile ad entrare in contatto la propria sessualità e a esprimerla. Questa figura interviene anche a sostegno della famiglia.

 

Domande: Cosa pensate della figura dell’assistente sessuale? Secondo voi cos’è che ne ritarda il riconoscimento in Italia?

Raccontare la mia esperienza e fare un collegamento al corto (…)

L’AUTONOMIA – raccontare della patente, della burocrazia, dell’inadeguatezza delle strutture frequentate da persone più fragili come anziani e disabili (ore di fila, caldo, assenza di gentilezza e di empatia)…

Raccontare la mia esperienza e fare un collegamento al corto (…)

PROIEZIONE CORTOMETRAGGIO PER RIPRENDERE GLI ULTIMI DUE TEMI: SESSUALITA’ E AUTONOMIA: LA ZOE ADULTA.

E PREMIAZIONE (MINUTO 10:23)

La serata di premiazione con Pif

Una sintesi della serata di ieri al Capodarco L'Altro Festival: la presentazione di un documentario sui 50 anni della Comunità di Capodarco; una lunga intervista al autore, regista e conduttore de “Le Iene” Pierfrancesco Dilibero in arte PIF e la premiazione dei migliori corti e web-doc sul sociale. Presenta il direttore artistico della manifestazione, Andrea Pellizzari

Gepostet von L'Anello Debole am Sonntag, 26. Juni 2016

 

SPUNTI DI RIFLESSIONE

 

ACCETTAZIONE, NON ACCETTAZIONE E SENSI DI COLPA, tre aspetti che colpiscono il disabile, la famiglia e la società, a vari livelli. Per mia esperienza posso dire che le soddisfazioni lavorative, l’amore e la sessualità, il libro e il corto aiutano, ma le “insidie” di sentirsi inadeguata, non accettata e con sensi di colpa, sono sempre in agguato.

-Il senso di colpa principale deriva dal “non essere normale” ovvero come gli altri vorrebbero che fossi, in primis la famiglia.

 

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Nata viva torna tra i banchi: il racconto del progetto “Disabilità e narrazione di sé”

l’occasione favorevole di lavorare con orgoglio

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Zoe torna tra i banchi di scuola: il progetto “Disabilità e narrazione di sé”

Fin dall’età di nove anni il mio sogno era quello di pubblicare un libro, poi crescendo e vivendo delle situazioni un po’ particolari… ho capito che avevo la necessità di scrivere un romanzo  autobiografico. A ventinove anni questo sogno si è realizzato grazie all’aiuto di Matteo Frasca, pedagogista e scrittore conosciuto grazie al Professore Nicola Siciliani de Cumis, docente di pedagogia della facoltà di Scienze della formazione e dell’educazione dell’Università la Sapienza di Roma.

Nell’aprile 2011 vedeva la luce “Nata viva” romanzo di formazione autobiografico. 

Dopo aver riscontrato un certo entusiasmo nel pubblico adulto, Matteo ebbe l’idea di proporlo in varie scuole dove già lavorava. In tanti capitoli parlo della mia infanzia ed adolescenza, racconto i giochi, le favole, i cartoni animati che mi facevano compagnia quando ero bambina. Il racconto rapsodico affronta anche i problemi scolastici incontrati, la solitudine, l’amicizia, il rapporto tra pari, le passioni: in particolare quella per la scrittura; narra di una Zoe adolescente che si sentiva allo stesso tempo uguale e diversa dagli amici che un po’ l’accettavano ed un po’ la bullizzavano. Per andare nelle scuole ideammo nel 2012 il progetto : “Disabilità e narrazione di sé; come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità” e  lo presentammo a presidi ed insegnanti. Dopo poco tempo è iniziata un’avventura nuova ed esaltante: parlare ai bambini e ragazzi di prevenzione al bullismo e rispetto delle differenze.

La narrazione di sé, un modo semplice per superare i pregiudizi

Con il tempo l’esperienza si è rafforzata e raffinata. Il metodo è semplice ed efficace, ai ragazzi narro degli episodi della mia vita: la nascita, la scuola, la famiglia e poi propongo le letture di alcuni brani in un’ottica di inclusione. Negli incontri lascio spazio per le domande e aiuto gli alunni a narrare i loro vissuti della scuola, il rapporto tra pari e con gli adulti, le loro paure e speranze.
Fino ad oggi ho riscontrato tanto entusiasmo, soprattutto nei ragazzi delle scuole medie: non sono più piccoli, ma non hanno ancora i timori degli adulti. Si lasciano coinvolgere dalla narrazione e vogliono capire meglio come ho percepito la mia “diversità” e le esperienze da me vissute.

Mi sono rimaste impresse alcune delle domande più belle e coraggiose:
“Zoe ti sei mai innamorata”?
“Cosa provavi quando le tue compagne di classe e le insegnanti non ti volevano aiutare?”
“Se non avessi avuto quel “cortocircuito” al momento della nascita saresti stata comunque una scrittrice o pensi che avresti fatto un lavoro diverso?”
“Nel brano dove racconti della tua nascita parli di tua madre e di tua nonna, ma tuo padre c’era e se era presente cosa faceva?”
“Come hai fatto a raccontare la tua nascita? Ma tu te la ricordi?!”
“Nei panni dei tuoi famigliari cosa avresti fatto con una bambina disabile?”

Tutte domande incuriosite alle quali ho risposto con sincerità, dopo averli ringraziati per il coraggio di porle e l’opportunità di ragionare su tanti aspetti condivisibili.

In tutte le risposte ho dato valore alle conquiste che ho fatto. Queste sono state raggiunte grazie agli forzi della mia famiglia, ma anche grazie al percorso di studi nel quale sono stata sostenuta fino al raggiungimento della laurea, non permettendomi di “arrendermi”. Non ho nascosto loro i miei brutti voti e la voglia di abbandonare la scuola, ho cercato di trasmettere il fatto che la tenacia è più importante anche se si comprende a molti anni di distanza dalla loro età.
Mi è rimasta impressa un’alunna di seconda media che desiderava morire. Parlandole è emerso che per lei la morte era semplicemente un modo per ricongiungersi con lo zio, mancato da poco. Ho cercato di incoraggiarla dicendo che i nostri cari sono felici nel vedere le nostre conquiste presenti e future e seguono il nostro percorso di crescita. Ricordo con tenerezza anche un’altra bambina che mi ha raccontato che il suo papà ha un problema e grazie al mio esempio vuole scrivere un libro sul padre.

I traguardi pedagogici

Il progetto “Disabilità e narrazione di sé” è stato ripetuto ogni anno dal 2012 ad oggi, coinvolgendo diverse scuole di Roma e provincia, i professori e presidi interessati ne sono stati entusiasti. Tutto ciò per me è una crescita professionale come pedagogista ed in qualche modo ha significato un riscatto, dato che la mia esperienza scolastica si può paragonare ad una corsa a ostacoli per problemi creati da chi avrebbe potuto aiutarmi. Proprio chi era preposto ad educare e insegnare diceva alle mie compagne: “non l’aiutate perché se cade la responsabilità è della scuola e vostra”.
Meno male che forse le cose sono cambiate e, all’inizio con Matteo a fianco, poi con altre persone che avevano contatti con le scuole sono tornata tra gli alunni sentendomi accolta ed apprezzata. Oggi vado in classe con un entusiasmo che da piccola non avrei mai immaginato!

Dopo i primi esiti positivi che il progetto sulla narrazione di sé aveva riscontrato nelle scuole nel viterbese, dove lavorava Matteo Frasca, l’ho portato in diverse quinte elementari, in alcuni licei e agli alunni universitari della Lumsa e della Sapienza. I ragazzi delle medie ed elementari generalmente hanno voglia di sapere e conoscere, è semplice entrare in empatia.
I contenuti, la metodica e la durata dell’incontro in genere variano in base all’età degli studenti. Con le elementari e medie mi focalizzo sul contrasto al bullismo, agli studenti del corso di laurea di pedagogia e del master di neuropsicologia dell’età evolutiva il mio intervento è stato invece utile per raccontare cosa succede ad un bambino ed una famiglia dove c’è un handicap e a cosa bisognerebbe porre più attenzione in qualità di professionisti che si troveranno ad interagire con persone con disabilità.
Ricordo un alunno del master all’Università Lumsa, che alla fine della lezione mi ha detto:
“Non avevo mai pensato a quanto l’aspetto psicologico della terapia riabilitativa possa incidere sul bambino e sul nucleo famigliare, d’ora in avanti ci presterò più attenzione perché non è un fattore di poca importanza”.

I bambini di Radio Freccia Azzurra: piccoli grandi intervistatori

Grazie agli incontri nelle scuole sono stata intervistata dai bambini di Radio Freccia Azzurra, un progetto pedagogico rivoluzionario ed innovativo realizzato da Matteo Frasca con il sostegno della sua Associazione Matura Infanzia e il circolo Gianni Rodari onlus.

I piccoli speakers erano già informati su chi sono e cosa ho fatto. Matteo aveva già parlato loro di me, del romanzo e aveva trasmesso in classe l’omonimo cortometraggio. Il giorno dell’intervista, al mio arrivo era tutto pronto: il microfono, le domande, lo speaker, il coro e perfino la pubblicità; tutto realizzato e condotto dai bambini. Ero emozionata e divertita nel rispondere alle loro domande. I bambini di Radio Freccia Azzurra sembravano più grandi e maturi delle altre quinte elementari incontrate fino a quel momento, in fondo non tutti i loro coetanei possono spiegare ad altri bambini e adulti, come si realizza una radio e come si intervistano, scrittori, attori, registi, professori e pedagogisti.

Esplorare la diversità e ad appassionarsi di nuove narrazioni

Negli ultimi anni ho ripetuto il progetto senza Matteo, che nel frattempo si è trasferito fuori  Roma. Una tappa importante del progetto ha coinvolto le quinte elementari e medie della scuola Di Donato di Roma. Quest’incontro è stato diverso dagli altri: il professore d’arte ha fatto una interessante lezione su teatro, artisti, barriere e diversità. Nella seconda parte dell’incontro Emilia Martinelli dell’Associazione Fuori Contesto, un’amica conosciuta grazie a Matteo e che fa parte del comitato genitori della Di Donato, ha letto dei brani ed insieme abbiamo stimolato il racconto in una classe molto ricca e multietnica. Quanta empatia con  gli adolescenti che si sentono inadeguati, ma allo stesso tempo vorrebbero cambiare questo strano mondo! Insieme al professore, Emilia e la classe abbiamo condiviso emozioni e spunti di riflessioni nuovi su come possiamo migliorare quello che siamo, grazie e nonostante alla presa di coscienza dei limiti, mancanze, ma anche delle potenzialità di ciascuno di noi.

Nell’anno scolastico 2018-2019 la scuola Di Donato mi ha invitata a ripetere l’incontro, con altre quinte elementari e medie, senza il sostegno di Emilia, i brani sono stati letti dagli alunni.

L’intento degli incontri è quello di stimolare la narrazione di sé quale strumento di presa di coscienza dei propri limiti, mancanze, ma anche delle proprie potenzialità. Attraverso il confronto si cerca di dimostrare che determinate sensazioni e esperienze ci accomunano, aldilà delle differenze nel nostro modo di apparire. Nell’ambito della psicologia, si è posta molta attenzione all’utilità dei ricordi autobiografici: le caratteristiche di autoconoscenza di tali ricordi contribuirebbero alla percezione di coerenza personale e di un senso di sé nel tempo.  Lo psicologo Bauer affermava che “La capacità di narrare, intesa come funzione mentale è fondamentale per dare un’organizzazione al proprio mondo interiore e per attribuire significati all’esperienza umana”.  Tale narrazione sta dando esiti positivi nei bambini, ma anche negli adulti dei reparti oncologici. Infondo parlare di Nata Viva è solo il pretesto per aiutare gli altri a raccontare le speranze o le criticità.

Oggi si parla tanto di differenze, bullismo e cyberbullismo, spero che di poter condividere con i ragazzi molti vissuti ed esperienze al fine di prevenire questi fenomeni, dare valore alle differenze e di come queste possono essere narrate. Mi sento pronta a far crescere il progetto Disabilità e narrazione di sé; come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità” a livello professionale. Mi piacerebbe anche formare chi lavora nelle scuole, case-famiglia, carceri, ospedali… sul valore terapeutico della narrazione di sè, un elemento importante riconosciuto da medici e psicologi.

Nelle scuole cerco di trasmettere il messaggio che “la diversità può rappresentare una risorsa”, come affermato dal pedagogista russo Anton Semenovyč Makarenko. Spero che l’entusiasmo dimostrato dagli studenti incontrati finora nei confronti di una persona e delle storie nuove accompagni loro nella crescita e che possano continuare ad esplorare la diversità e ad appassionarsi di nuove narrazioni.

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Lezione per il master della Lumsa

Convegno Erickson “Sono adulto! Disabilità diritto alla scelta e progetto di vita”

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Lettera di presentazione di “Nata viva”, romanzo e cortometraggio

 Titolo dell’opera: Nata viva

 Autrice: Zoe Rondini (nome d’arte)

Pagine:   252

Editore: Società Editrice Dante Alighieri

Edizione: novembre 2015

Genere: romanzo di formazione; romanzo autobiografico

Per tutte le informazioni potete contattare Zoe Rondini  su Facebook.

ll volume è impreziosito dalla prefazione della Professoressa  Serena Veggetti, docente di psicologia alla Sapienza di Roma, ed un racconto ispirato a nonno Adriano Bompiani.

Potete trovare il volume sul sito della Socetà Editrice Dande Alghieri  su AmazonIbs. L’e-book è disponibile qui

 

Sinossi:

“… Tutti i dottori si affrettano a rianimarmi, ma rimango cinque minuti completamente senza respirare. Si tratta solo di cinque minuti, ma sono i primi della mia vita“.

Poi Zoe comincia a respirare. E a vivere. Quei cinque minuti dopo rispetto agli altri neonati – a causa di un respiro intrappolato per un tempo infinito in un corpo troppo piccolo – la costringeranno a confrontarsi, fin dai primi mesi, con una vita che è cominciata sì cinque minuti più tardi, ma che pian piano non tarderà a essere così tanto desiderata da consentire a Zoe di superare qualsiasi ostacolo, senza rinunciare a nulla, a costo spesso di immane fatica e  incomprensione da parte degli altri.

“… Cammino un po’ male, parlo un po’ male, controllo un po’ male i movimenti delle mani, delle dita, dei bulbi oculari… non ho un movimento, un arto o un muscolo che non fa capo al mio sistema nervoso centrale che è stato lesionato a causa di quei cinque minuti“.

Zoe imparerà con suoi tempi a camminare, a parlare, a leggere e all’età di nove anni scoprirà la inesauribile passione per la scrittura, cominciando a scrivere i suoi primi racconti.

Ma è all’età di tredici, che per superare il momento più difficile della sua vita – a causa di lutto doloroso –  intraprende l’avventura più importante, e un po’ per bisogno, un po’ per caso, un po’ per scelta, decide di dare vita ad un racconto autobiografico che l’accompagnerà per ben dodici anni.

Lungi dall’essere un trattato o un saggio autobiografico sulla disabilità, “Nata viva“ vuole essere un racconto appassionato e antipedagogico di una ragazzina e poi di una ragazza che, tra luci e tenebre, ha saputo lottare per raggiungere e conquistare quella serenità che tutti bramiamo, non dando mai per scontato nulla e soprattutto non accontentandosi mai del buon quieto vivere che spesso la società assegna alle persone disabili.

Nel suo stile rapsodico, squisitamente discontinuo, frammentario e spesso profondamente ironico, Zoe si fa cantore e testimone, con la sua voce, dell’incontro sorprendente tra limite e prospettiva, civiltà e pregiudizio, presenza e invisibilità, costruendo, capitolo dopo capitolo, la propria visione del mondo, dove la normalità sembra non appartenere a nessuno, per fortuna.

Ne nasce un racconto a suo modo epico in cui riconoscersi,  popolato da  personaggi indimenticabili, amici e nemici che  Zoe sa tratteggiare con sapiente tocco  tra familiari, compagni di scuola, dottori, fisioterapisti, maestri, insegnanti, docenti universitari, presidi,  babysitters, viandanti, incontri fortuiti.

E insieme a lei, anche noi riviviamo il nostro essere stati bambini o adolescenti incompresi, in famiglia come a scuola, dentro o fuori dal gruppo, allontanati e maltrattati spesso inconsapevolmente, a volte con una certa presunzione da chi non la pensava o non poteva essere come noi.

Nel suo romanzo di formazione Zoe costringe il lettore a non dimenticare mai lo  scarto enorme che c’è tra vivere ed esistere, inchiodandoci all’idea che per nascere veramente, ad ogni occasione, bisogna sentirsi vivi, gridarlo e raccontarlo al mondo intero.

Zoe Rondini è il nome d’arte dell’autrice. Laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione e specializzata in Editoria e Scrittura alla Sapienza di Roma. Si è sempre impegnata a scrivere articoli riguardanti i problemi e i diritti delle persone disabili su vari siti, quotidiani on-line quali Rete Near dell’Unar, ufficio nazionale anti-discriminazione razziali e sulla rivista italiana dell’Opera Montessori. “Nata Viva“ è la sua opera prima.

 

NATA VIVA CORTOMETRAGGIO:

 È  la storia di Zoe Rondini una ragazza che per i primi 5 minuti della sua vita non ha respirato.
Zoe ha scritto un libro che racconta la sua vita, allegra e faticosa (Società editrice Dante Alighieri). Lucia Pappalardo l’ha trasformato in un breve film grazie al supporto dell’Associazione Nazionale Filmaker e Videomaker Italiani. Il cortometraggio è il seguito del romanzo di formazione in quanto racconta gli ostacoli e le conquiste della Zoe adulta.

Nel 2016 NATA VIVA ha vinto Capodarco L’Altro Festival – L’Anello Debole ed è stata premiato fuori concorso al Festival Ciak sul Fermano.  

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RASSEGNA STAMPA PER LE DUE OPERE:

Sessualità, adolescenza e disabilità. Un convegno oltre ogni pregiudizio

Nata viva sul Venerdì di Repubblica 

Zoe Rondini è Nata Viva

Nata Viva“ tra i corti finalisti di Capodarco, L’anello debole 2016

Premio Anello debole, vince forza di Zoe

 Nata viva e l’attuale condizione dei disabili nel nostro paese. Intervista all’autrice 

Nata viva sul magazine della scuola di scrittura Omero. di Arturo Belluardo  10 dicembre 2015

Zoe Rondini: intervista all’autrice di “Nata viva“ di Disabilibidoc.it

Zoe Rondini, una donna coraggiosa

Cinque minuti e poi…

 

Interviste alle radio:

Zoe a Radio LiveSocial, Storie ed Interviste

Zoe Rondini su Slash Radio a parlare di Nata viva

Zoe a Radio Freccia Azzurra

La Cantastorie Zoe Dal romanzo Nata viva è stato tratto lo spettacolo teatrale La Cantastorie Zoe che è stato trasmesso da Radio Onda Rossa.

Con Nata viva ha preso vita il progetto Disabilità e racconto di sè rivolto a alluni dalla quinta elementare ai master universitari, ecco il racconto di queste importanti esperienze:

Zoe torna tra i banchi di scuola: il progetto “Disabilità e narrazione di sé”

“Nata viva, ma con 5 minuti di ritardo” la vita dopo un’asfissia neonatale

Lezione per il master di psicologia della Lumsa 15.07.2018 

 

Partecipazione a convegni e simposi:

Convegno Erickson “Sono adulto! Disabilità diritto alla scelta e progetto di vita”

Convegno “Adolescenza, tra affettività e sessualità, oltre ogni pregiudizio” promosso dalla Commissione pari opportunità della Regione Marche, presso la sala consiliare del Comune di Ancona.

In occasione della Giornata Mondiale del Libro, invitata in qualità di autrice alla presentazione del libro “Nata Viva” presso l’Aula Magna del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne del Polo Universitario Annunziata, organizzata dal Comitato Unico di Garanzia (CUG) e dall’Università degli Studi di Messina.

Relatrice nell’ambito del convegno “Disabilità e integrazione: diritto a una cittadinanza attiva” organizzato  dal DISFOR – Dipartimento Di Scienze Della Formazione di Genova e l’Istituto italiano di bioetica. Titolo dell’intervento: “Il mito del normale.Disabilità e affettività: il rapporto con l’altro tra paure, stereotipi e riconoscimenti”.

Nella sua prima stesura, il romanzo ha ottenuto diversi riconoscimenti ai seguenti premi letterari:

-Finalista al Premio Firenze 2011 – Centro culturale Firenze Europa “Mario Conti” – XXIX Premio Firenze sezione D -narrativa edita.

-Segnalata al concorso letterario “Premio nazionale di letteratura Prof. “Francesco Florio” 23 edizione 2011 – Licata” con un diploma di elogio, ottenendo il punteggio di 93/100.

-Menzione d’onore con diploma di merito al Premio nazionale di poesia, narrativa e fotografia “Albero Andronico” V edizione.

-Semifinalista e Menzione d’onore con diploma di merito al XVIII Premio letterario internazionale “Trofeo penna d’autore” nella sezione A: libri narrativa e saggistica.

Presentazione e curriculum vite di Zoe Rondini

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Convegno Erickson “Sono adulto! Disabilità diritto alla scelta e progetto di vita”

Zoe al convegno Erickson "Sono adulto. Disabilità diritto alla scelta e progetto di vita"

L’8 marzo 2019 sono stata relatrice al convegno promosso dal Centro Studi Erickson “Sono adulto! Disabilità diritto alla scelta e progetto di vita” a Rimini.

Di seguito i materiali del mio intervento, incentrato sull’importanza della narrazione di sè e sulla valenza terapeutica della scrittura.

 

Intervento 8marzo2019

SLIDE_Convegno Sono-adulto

Treiler del cortometraggio Nata Viva:

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Zoe torna tra i banchi di scuola: il progetto “Disabilità e narrazione di sé”

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Nata Viva“ tra i corti finalisti di Capodarco, L’anello debole 2016

Premio Anello debole, vince forza di Zoe

Guarda il mini-film:

Nata viva su You-Tube

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Zoe a “Codice – La vita è digitale”, su Rai Uno

Il 26 luglio 2018, ho partecipato al programma “Codice – La vita è digitale“, condotto da Barbara Carfagna, andato in onda su Rai Uno alle 23.30.

Un grazie particolare a Lucia Pappalardo e al team Rai.

Dal minuto 54 in poi c’è il nostro servizio!

CODICE – LA VITA E' DIGITALE 27/07/2018

Ringrazio per il gentile prestito RaiPlay: "https://www.raiplay.it/video/2018/07/Codice-La-vita-e-digitale-Superuomini-o-postumani-9dddbdec-b750-449b-addd-3e3d08285bad.html" Da UFFICIO STAMPA RAIRai1: CODICE – LA VITA E' DIGITALESei puntate il giovedì in seconda serata dal 26 luglio, conduce Barbara Carfagna26/07/2018 – 23:30Internet è una rivoluzione che non ha uguali nella storia dell’umanità. Il digitale sta modificando l’uomo e la società in modo imprevisto. Sicurezza, salute, economia: proprio di questo si parlerà nella seconda edizione del programma di Rai1 "Codice", condotto da Barbara Carfagna in onda ogni giovedì dal 26 luglio alle 23.30. Insieme ad accademici, ricercatori, scienziati, startupper, visionari, storici, frati, hacker, nerd, e geek mostreranno quali sono i cambiamenti già in atto nella nostra vita, e quelli a cui stiamo per assistere. Nella nuova Era che abbiamo l’opportunità di vivere dobbiamo fare i conti con cambiamenti straordinari, che investono le nostre esistenze: sono già disponibili tecniche che permettono di “hackerare” il nostro DNA, e nuovi sistemi diagnostici permettono di individuare le malattie ancor prima che si manifestino. Ma non solo: molti scienziati e “futuristi” assicurano che entro pochi anni si raggiungerà il cosiddetto “punto di singolarità”, cioè il momento in cui l’intelligenza artificiale sarà pari, o paragonabile, a quella degli umani. Quale sarà il destino dell’uomo? #Codice si potrà rivedere su Raiplay.it, e sul canale Rai Youtube sarà inoltre possibile approfondire i contenuti online e le interviste fatte agli esperti internazionali direttamente in inglese.

Gepostet von World's Line am Freitag, 27. Juli 2018

 

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Nata viva su Cubik TV

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Zoe a Radio Freccia Azzurra

Lezione per il master della Lumsa

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Sessualità, adolescenza e disabilità. Un convegno oltre ogni pregiudizio

“Come c’è un’arte di raccontare, solidamente codificata attraverso mille prove ed errori, così c’è pure un’arte dell’ascoltare, altrettanto antica e nobile.” L’osservazione di Primo Levi, mi sembra molto pertinente con l’esperienza, anzi le esperienze, che vi sto per documentare.

Il 7 novembre 2017, Lucia Pappalardo, regista del mini film Nata viva ed io, siamo state relatrici al convegno: Adolescenza, tra affettività e sessualità, oltre ogni pregiudizio, promosso dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Marche, presso la Sala Consigliare del Comune di Ancona. Questa opportunità è stata resa possibile grazie alla volontà e la tenacia della Presidente della Commissione della Pari Opportunità della Regione Marche, Meri Marziali, che ha promosso l’iniziativa e ha voluto fortemente la nostra presenza nonostante i danni ed i problemi causati dal terremoto.

La mattinata, ha visto coinvolte esponenti dell’Unione Italiana dei Ciechi di Ancona e le dottoresse del consultorio.

Ad ascoltare con partecipazione erano i ragazzi di medie e licei di vari istituti del capoluogo marchigiano.

La dottoressa Giorgia Giacani, la collega Katia Caravello psicologhe e psicosessuologhe e la ginecologa Valeria Bezzeccheri, hanno spiegato ai ragazzi, con semplicità e senza falsi pudori, l’importanza dei metodi anticoncezionali e la prevenzione delle malattie veneree. Le relatrici hanno altresì invitato i ragazzi a fare domande senza avere timori e vergogna su argomenti quali l’amore, i sentimenti e la sessualità. È stato anche messo in luce l’aspetto ludico del rapporto sessuale, ricordandone la bellezza e l’importanza per tutti. Le relatrici hanno poi spiegato ai ragazzi cos’è un orgasmo, descrivendolo come un momento fondamentale dell’atto sessuale.

La Giacani ha aperto il suo intervento condividendo con i ragazzi una riflessione sulla paura nel rapporto con l’altro, ricordando che “il momento giusto è quando ti passa la vergogna”. La giovane psicosessuologa ha poi sottolineato che “la sessualità fa parte di noi, dalle nostre origini, e quindi ci appartiene; ma appartiene anche all’Altro, perché il sesso è relazione. Il sesso per gli adolescenti è anche scoperta. E la scoperta implica curiosità e paura.

Forti e coinvolgenti le testimonianze delle relatrici non vedenti e ipovedenti che hanno raccontato il loro vissuto con un handicap visivo e la loro realizzazione grazie agli studi universitari, al lavoro, ai fidanzati e mariti. Hanno narrato le loro esperienze sentimentali, la fase adolescenziale, le limitazioni e le differenze con i coetanei. Katia Caravello ha condiviso con i ragazzi una parte del suo vissuto: “nel non vedere non si ha accesso ad una serie di informazioni sul contesto, sulle mode del momento, su un ragazzo che ti guarda in modo interessato… è importante che gli amici, i genitori, la scuola non neghino tali informazioni e in quest’ottica è fondamentale il lavoro che l’Unione Italiana dei Ciechi svolge per sensibilizzare famigliari, ragazzi e docenti.”

Nella seconda parte del convegno è stato proiettato il cortometraggio Nata viva, il proseguimento dell’omonimo romanzo autobiografico.

Lucia, regista del mini film, ha raccontato la nostra volontà di mettere in scena alcuni brani del libro quali la fisioterapia, ma anche narrare i problemi e le conquiste della Zoe adulta, ad esempio la vicenda della patente, l’autonomia, il rapporto con l’altro sesso e l’amore.

Al termine della proiezione, gli alunni mi hanno fatto complimenti e molte domande. Con la semplicità che caratterizza gli adolescenti, hanno voluto sapere se soffro per le barriere create dagli altri. La mia risposta è stata sincera: “oggi no, perché ho degli amici e conoscenti che mi apprezzano. Alla vostra età ho sofferto per l’emarginazione ed i pregiudizi dei compagni di classe, cosa che si sarebbe potuta evitare con semplici domande sul mio handicap e su come poter fare insieme a me cose divertenti e da adolescenti: uscire in gruppo, prendere l’autobus, andare in discoteca o a mangiare un gelato.”

Mi è stato poi chiesto se ho sofferto quando non mi volevano rinnovare la patente, ho risposto: “sì, ma ho lottato: ho guidato per più di dieci anni senza problemi e non potevo accettare un’ingiusta negazione”.

Un’altra domanda interessante ed inaspettata è stata: “perché non ti rechi nelle varie scuole per raccontare la tua storia?”, ho spiegato che sto girando istituti ed università di Roma, la mia città e la sua provincia, ma a ripensarci perché escludere un’esperienza simile ad Ancona?

Infine gli alunni si sono anche complimentati e una ragazza mi ha abbracciata con sincerità in quanto ai loro occhi ho superato l’adolescenza, età critica per loro e per la maggior parte degli individui. Con qualche ostacolo in più, ma sono comunque riuscita ad ottenere diversi risultati importanti.

Oggi nel mio girare scuole e ambienti istituzionali trovo molta attenzione per le persone con delle caratteristiche diverse dalla normalità ed anche per l’infanzia e gli adolescenti.

Spero che l’oggetto del convegno, e quindi la lotta ai vari pregiudizi, siano portati ancora avanti nelle scuole, nelle famiglie e nelle sedi istituzionali, con altre importanti iniziative anche in futuro. La volontà di continuare su questa scia è presente e tangibile. In quest’ottica è importante continuare a creare momenti di confronto e scambio, a vari livelli, tra istituzioni e persone che hanno una differenza o uno svantaggio. Si parla ancora troppo poco, e solo in sporadici contesti, delle numerose e differenti disabilità, ma anche di amore, sessualità e pregiudizi, quasi siano temi da non approfondire o capire, tutto ciò alimenta tabù ed incomprensioni.

Ripensando alle tante informazioni della conferenza, al silenzio dei ragazzi nell’ascoltare le relatrici e alla loro voglia di capire e sapere, mi torna in mente un’affermazione di Winston Churchill: “il coraggio è quello che ci vuole per alzarsi e parlare; il coraggio è anche quello che ci vuole per sedersi ed ascoltare.”

Del convegno si è parlato anche al telegiornale regionale delle Marche:

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Ascolta:

Zoe Rondini su Slash Radio a parlare di Nata viva

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Lezione per il master di neuropsicologia dell’età evolutiva, Università Lumsa di Roma

Scaletta degli argomenti da trattare:

INTRODUZIONE

presentazione, parlare degli studi e del percorso formativo e lavorativo. In particolare soffermarsi sul progetto “Disabilità e narrazione di sé”.

Zoe oggi, l’esperienza nelle scuole e nelle università grazie a “Nata viva” e l’esperienza del giornalismo a Piuculture, da prima il diario e Piccologenio. La scrittura dal mio punto di vista è terapia, è una compagnia, questo mi è sembrato importante comunicarlo alle scuole incontrate.

l’esperienza nelle scuole: è stato e continua ad essere per me importante incontrare gli studenti dalla quinta elementare alle università, per raccontare una testimonianza e condividere traguardi, problemi, metodologie, narrazioni e passioni. Raccontare vari esempi di bambini, ragazzi e professori incontrati con il progetto “disabilità e narrazione di sé”.

ENTRIAMO NEL VIVO DI NATA VIVA

LA NASCITA -essendo la giornata delle paralisi infantili parlerei/leggerei della mia nascita: DA PAG.19 A 23

LA SCUOLA-la scuola: introduzione mia; letture spiegare che tutta la scuola è stata segnata da problemi degli adulti… da piccola il rapporto tra pari funzionava. Il sostegno di Valerio (LUIGI).

Oggi come si interviene davanti un problema? La situazione è veramente cambiata o ci sono solo più figure professionali? Il rapporto tra pari come viene facilitato o ostacolato? Lettura PAG 173-175

LA FISIOTERAPIA -Lettura “aggrappati ai pantaloni”, parlare della fisioterapia, i terapisti ed il loro ricordo (una terapia insopportabile voluta dagli adulti). Per fortuna non erano tutti uguali: Luigi mi ha aiutato tanto a scuola, mi ha insegnato ad usare il pc senza traumatizzarmi, anzi… allora un approccio terapeutico che tenga conto della psiche del bambino era già possibile negli anni ‘80 ‘90? Ed oggi come si interviene? A cosa si da valore??? Lettura PAG- 63 E 64

LA FAMIGLIAcome cambiano le dinamiche tra genitori e figli? E tra soggetto disabile e gli altri componenti della famiglia? Gli esempi (e le letture da scegliere) sono tanti: con i nonni, con Fiore, mamma, papà, Ricky ect  quale il ruolo dell’analisi? Difficoltà di Zoe adolescente ed adulta nel creare relazioni al di fuori della famiglia… e al di fuori della logica dell’aiuto… ciò ha radici profonde, ma si può intervenire? Letture:

–      (la nonna): Dov’è meglio dormire? (pag.41-42);

–      (fiore) Auguri e figlie femmine (pag. 101-105);

–      Nuotare in piscina, nuotare tra l’invidia (121).

DISABILITA’ E SESSUALITA’ –Il rapporto con l’altro sesso. Una grande conquista voluta e desiderata; il mio “io” ha preso il sopravvento, ho fatto quello che ho fatto da sola. L’amore e  la sessualità per una persona disabile sono una conquista oltre che passioni, emozioni, condivisione! Si parla tanto di queste tematiche, ma persistono molti tabù, non tutte le famiglie sono pronte e aperte. Non tutti i normodotati accettano una partner disabile. E’ ancora molto la diffusa la concezione del disabile “eterno bambino”. Cosa fare? Come farsi accettare? Cosa pensate della figura dell’assistente sessuale? A mio avviso la strada è ancora lunga anche se qualcosa ho attenuto. Raccontare la mia esperienza e fare un collegamento al corto.

– L’AUTONOMIA – raccontare della patente, della burocrazia, dell’inadeguatezza delle strutture frequentate da persone più fragili come anziani e disabili (ore di fila, caldo, assenza di gentilezza e di empatia).

PROIEZIONE CORTOMETRAGGIO PER RIPRENDERE GLI ULTIMI DUE TEMI: SESSUALITA’ E AUTONOMIA: LA ZOE ADULTA.

CHIUDE L’INTRODUZIONE.

***

SPUNTI DI RIFLESSIONE

-ACCETTAZIONE, NON ACCETTAZIONE E SENSI DI COLPA, tre aspetti che colpiscono il disabile, la famiglia e la società, a vari livelli. Per mia esperienza posso dire che le soddisfazioni lavorative, l’amore e la sessualità, il libro e il corto aiutano, ma le “insidie” di sentirsi inadeguata, non accettata e con sensi di colpa, sono sempre in agguato.

Domanda: Come incide secondo voi la nascita di un bambino disabile sull’equilibrio familiare?

Quali potrebbero essere le conseguenze dell’accettazione e della non accettazione?

Ad esempio da un lato si assiste a persone che rinunciano a loro stesse per dedicarsi al membro disabile della famiglia, altre si chiudono e si allontanano, per paura di non essere all’altezza delle sue “pretese”.

Quali altre dinamiche vi vengono in mente?

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Guarda il corto “Nata viva”:

Vi presento il cortometraggio di Nata Viva

 

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Chi siamo


Autrice del romanzo autobiografico “Nata viva” dal quale è stato tratto l’omonimo  cortometraggio.

Sono autrice, giornalista sociale, pedagogista ed attrice. 

A seguito del conseguimento della laurea triennale in Scienze dell’educazione e della formazione ho acquisito competenze in ambito pedagogico e sociologico, che ho messo in pratica nel progetto portato in alcune scuole elementari, medie e superiori dal titolo: “Disabilità e narrazione di sé”. I contenuti del progetto sono ispirati al romanzo autobiografico “Nata viva” – mia opera prima edita con il nome d’arte di Zoe Rondini – e all’omonimo cortometraggio.

Ho proseguito gli studi  universitari coltivando la mia passione per la scrittura narrativa e giornalistica, con la laurea specialistica in Editoria e Scrittura. L’attitudine allo scrivere mi ha portato alla pubblicazione del romanzo di formazione “Nata viva” – ad oggi alla sua seconda edizione – del quale mi occupo direttamente della promozione e divulgazione. Ho collaborato inoltre con diverse testate online e cartacee.

In ambito accademico ho avuto l’occasione di intervenire come relatrice in alcuni convegni  su  disabilità e tematiche correlate. Ho avuto modo di approfondire gli aspetti psicologici, sociali e pedagogici. Inoltre nei convegni, ho affrontato la tematica della disabilità in rapporto alla famiglia, la scuola, gli ausili informatici, l’amore e la sessualità, il rapporto con gli altri. Le conferenze si sono tenute in buona parte a Roma, città dove risiedo, ma anche a Genova, Ancona, Messina e Rimini.

Negli ultimi anni ho approfondito la tematica dell’amore, la sessualità, la figura dell’assistente sessuale e dell’educazione sentimentale; tutti gli articoli sono raccolti nella categoria: “Amore e sessualità: sfatiamo i tabù”. In futuro mi piacerebbe portare il mio contributo in convegni e seminari dedicati a queste importanti tematiche per approfondirne gli aspetti psicologici, sociali e pedagogici attraverso il confronto con le associazioni per persone disabili, ma anche con giovani, universitari e adulti.

Sono impegnata nella stesura di un saggio polifonico che vuole dar voce alle persone con disabilità su argomenti di vita di ognuno di noi.
Tutte le mie attività hanno in comune la voglia di essere utile a gli altri e il desiderio di partecipare ad un cambiamento culturale che tenga conto delle diversità e peculiarità di ogni individuo.

Ho collaborato con il giornale online “Piuculture” – Il giornale dell’intercultura – seguivo convegni e conferenze sui migranti e le tematiche a loro correlate, per poi redigere articoli. Mi occupavo inoltre di curare i contenuti social del giornale nei principali social networks (Facebook e Twitter). Oltre alla suddetta collaborazione,  ho scritto per alcune testate giornalistiche quali la rivista Near, promossa dall’UNAR (Ufficio Nazionale Anti-discriminazioni Razziali),   la rivista “Vis Vitae”, promossa dall’Associazione Risveglio Onlus, La vita dell’infanzia, rivista dell’Opera Montessori e “Angeli Press” di Paola Severini Melograni.

Un’altra delle mie passioni è sicuramente il teatro, al quale mi sono avvicinata grazie alla lungimiranza dell’attore e regista Stefano Viali, con il quale ho seguito un corso che è durato nove anni. I suoi laboratori, che, vorrei sottolineare, non miravano al teatro integrato, erano corsi per studenti del liceo e universitari. Questa mia attitudine mi ha portato, grazie alla collaborazione con Matteo Frasca e la regista e attrice Tiziana Scrocca, ad estrapolare dal mio romanzo “Nata viva” la sceneggiatura dello spettacolo teatrale “La cantastorie Zoe“.

Penso che raccontare in modo ironico i problemi legati alla mia disabilità mi abbia aiutato ed abbia dato qualcosa in più alle opere teatrali ed a Nata viva.

Per il futuro spero di continuare a divulgare un messaggio positivo: anche con un handicap si può condurre una vita normale, piena di sfide e di soddisfazioni. Vorrei continuare a diffondere questo pensiero con la scrittura, la carta stampata, i media, gli interventi nelle scuole, nei corsi universitari, nei convegni e seminari, ambiti dove già collaboro.

Potete contattarmi alla pagina Facebook Zoe Rondini 

Curriculum vitae 

Informazioni personali

 SITO WEB: Piccologenio 

 NAZIONALITA’: ITALIANA

LUOGO E DATA DI NASCITA: Roma, 16/09/1981

Sono iscritta negli elenchi di collocamenti mirato dal 25/7/2001, numero identificativo 121565, per la legge n. 68 art 8 del 99.

POSIZIONE RICOPERTA OCCUPAZIONE DESIDERATA 

Giornalista sociale, giornalista, autrice, blogger, pedagogista, attrice, promoter.

Esperienza lavorativa

10 febbraio 2019: replica dello spettacolo “La Cantastorie Zoe” presso Teatro Era, Pontedera (PI).

2016-2018: Tirocinio lavorativo presso Piuculture – Il giornale dell’intercultura a RomaImpegnata in redazione di articoli su convegni e seminari sul tema delle migrazioni e dei fenomeni collegati; inserimento tramite WordPress di articoli e notizie brevi. Collaborazione nella gestione delle pagine social (Facebook e Twitter) del giornale. Esperienza realizzata grazie al progetto “Formiamo il futuro” promosso dal Comune di Roma. Di seguito i miei articoli su Piuculture clicca qui

2015: Seconda edizione del romanzo di formazione “Nata viva” a cura della Società Editrice Dante Alighieri.

dal 2012 ad oggi: Collaborazione con la rivista trimestrale cartacea “Vis Vitae”, periodico dell’Associazione Risveglio Onlus.

2015: Realizzazione del cortometraggio “Nata viva” con la regia di Lucia Pappalardo, produzione Associazione nazionale filmaker e videomaker italiani.

2015: Responsabile della sezione “Sesso e disabilità” per il forum dell’Associazione “Gli amici di Elsa Onlus”. Moderatrice, responsabile e ideatrice dei post della suddetta categoria.

Gennaio – luglio 2014: Tirocinio formativo presso Istituto Leonarda Vaccari, impegnata in attività di archivio fotografico e sviluppo di tecniche di comunicazione alternativa aumentativa indirizzate agli utenti dell’Istituto. Esperienza realizzata grazie al progetto “Formiamo il futuro” promosso dal Comune di Roma.

2013: Replica dello spettacolo La Cantastorie Zoe presso il teatro Arvalia, nell’ambito di un corso di aggiornamento per insegnanti ed educatori.

2013 – 2015: Collaborazione con la rivista Rete Near, promossa dall’UNAR (Ufficio Nazionale Anti-discriminazioni Razziali), Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

2015: Replica radiofonica dello spettacolo “La Cantastorie Zoe” presso Radio Onda Rossa.

2012 ad oggi: Responsabile del progetto educativo su disabilità e narrazione dal titolo “ Disabilità e narrazione di se, come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità”. Il progetto è stato portato nelle seguenti scuole ed università:

– classe II G del liceo scientifico G. Keplero di Roma

– cinque classi del liceo scientifico Plinio di Roma

– sette classi seconde e sette classi terze della scuola media dell’Istituto Comprensivo Campagnano di Roma con sedi a Campagnano e Mazzano

– cinque classi di quinta, presso la scuola primaria dell’ Istituto Comprensivo Campagnano di Roma.

-Classe  quinta A del plesso “Piazza Capri” a Montesacro, Roma

          -Classi quinte A,B delle elementari e medie prima A e prima B  della scuola Didonato di Roma

– agli studenti di Scienze dell’educazione e della formazione alla Sapienza di Roma

– Master di neuropsicologia dell’età evolutiva, Università Lumsa di Roma

Al link di seguito il racconto dell’esperienza nelle scuole: “Nata viva torna tra i banchi”.

2012/2013: Attrice e coautrice dello spettacolo teatrale “La Cantastorie Zoe” ispirato al romanzo “Nata viva”, andato in scena presso il Teatro Abarico, i giorni 31 maggio e 26 giugno.

2011/2012: Pubblicazione con lo pseudonimo di Zoe Rondini del romanzo di formazione “Nata viva” presso la casa editrice Gruppo Albatros Il filo.

2008: Pubblicazione di un racconto in 7 post sul blog dell’Associazione Handiamo! Europe Olnus.

2005/2006: Tirocinio formativo nell’ambito del percorso di laurea triennale presso l’Ausilioteca dell’Istituto Leonarda Vaccari.

Dal 2006 a oggi: Creazione, gestione, aggiornamento e divulgazione del portale Piccologenio.

2000: Collaborazione con la testata giornalistica Angeli Press, di Paola Severini Melograni.

2002: Pubblicazione sulla rivista cartacea “La famiglia – bimestrale di problemi familiari”, dell’articolo “Nulla di utile”, in collaborazione con il Professor Siciliani de Cumis.

Convegni, simposi e attività accademiche:

L’8 marzo 2019: relatrice al Convegno Erickson “Sono adulto! Disabilità diritto alla scelta e progetto di vita”  presso il palacongressi di Rimini.

3 luglio 2017 e 15 luglio 2018: Docente presso il Master di neuropsicologia dell’età evolutiva, Università LUMSA di Roma. Attività di esercitazione e formativa. Il materiale usato per le lezioni è disponibile ai seguenti link:

Lezione per il master della Lumsa

“Nata viva, ma con 5 minuti di ritardo” la vita dopo un’asfissia neonatale

6 novembre 2017: tra i relatori del convegno “Adolescenza, tra affettività e sessualità, oltre ogni pregiudizio” promosso dalla Commissione pari opportunità della Regione Marche, presso la sala consiliare del Comune di Ancona.

2015: In occasione della Giornata Mondiale del Libro, invitata in qualità di autrice alla presentazione del libro “Nata Viva” presso l’Aula Magna del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne del Polo Universitario Annunziata, organizzata dal Comitato Unico di Garanzia (CUG) e dall’Università degli Studi di Messina.

2014: Relatrice nell’ambito del convegno “Disabilità e integrazione: diritto a una cittadinanza attiva” organizzato in memoria del Prof. Giuseppe Cartelli dal DISFOR – Dipartimento Di Scienze Della Formazione di Genova e l’Istituto italiano di bioetica. Titolo dell’intervento: “Il mito del normale. Disabilità e affettività: il rapporto con l’altro tra paure, stereotipi e riconoscimenti”.

2010: Relatrice al convegno “Amore, sessualità ed Handicap, è ancora un tabù?” organizzato dall’Associazione Handiamo! Europe Onlus durante la manifestazione allestita nella settimana del PERTUTTI a Roma.

2006: Intervento sugli ausili informatici per handicap al corso indetto dalla FOAI – Federazione degli Organismi per l’Assistenza alle Persone Disabili – presso l’Ausilioteca dell’Istituto Leonarda Vaccari

Esperienze significative

10 febbraio 2019: intervista per Rete Valdera a seguito della messa in scena dello spettacolo “La Cantastorie Zoe” presso il Teatro Era, Pontedera (PI) (qui il servizio).

Gennaio 2019: intervista radio per “Radio LiveSocial, Storie ed Interviste” (qui la registrazione).

26 luglio 2018: Partecipazione al programma “Codice – La vita è digitale”, condotto da Barbara Carfagna, andato in onda su Rai Uno alle 23.30. Il servizio è disponibile al seguente link: Zoe a “Codice – La vita è digitale”.

15 giugno 2017: tra i relatori dell’evento “Roma! Città aperta” al tavolo “inclusione sociale e fragilità”.

2017: intervista su Slash Radio, la radio dell’Unione Italiana Ciechi, sul romanzo e sul mini-film “Nata viva”.

2017: messa in onda del mini-film “Nata viva” sul canale Charity di Cubik TV.

2016: Intervistata dai bambini di Radio Freccia Azzurra sul romanzo “Nata viva” e sull’omonimo cortometraggio. Progetto  ideato dal Circolo Gianni Rodari Onlus e dall’ Associazione Matura Infanzia, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo A. Gramsci – Scuola primaria G. Perlasca.

2008: Ospite e relatrice di cinque puntate, nella trasmissione televisiva “Handiamo in piazza”, Gold tv. (Trasmissione gestita dal portale Handiamo! ) Si parlava di disabilità e tematiche conrelate.

Istruzione e formazione

2016 – Attestato di giornalismo sociale conseguito a conclusione del corso “Infomigranti” promosso dal giornale online Piuculture.

2012/2013: Laurea magistrale in Editoria e Scrittura presso l’Università la Sapienza di Roma, facoltà Lettere e Filosofia, con tesi sperimentale dal titolo: “BLOG-GRAFIE, la blogosfera letteraria”.Votazione 108/110.

2006/2007: Laurea triennale in Scienze dell’Educazione e della Formazione presso l’Università la Sapienza di Roma. Tesi in pedagogia dal titolo: “Teatro e diverse abilità.” Relatore:  Professor Nicola Siciliani de Cumis. Votazione: 110/110 con lode.

2002-2003: Corso di scrittura creativa presso l’Associazione Culturale BombaCarta.

2001-2002: Partecipazione a due corsi di scrittura creativa presso la Scuola Omero di Roma.

1998-2001- Partecipazione al laboratorio di teatro sperimentale del regista ed attore Stefano Viali; presso l’Istituto Giulio Cesare di Roma. Attrice di una compagnia integrata, con la regia di Alessandra Panelli e di Stefano Viali, in scena all’ex-mattatoio di Roma e presso alcune manifestazioni teatrali in Fiesole.

Capacità e competenze personali

Competenze comunicative e di organizzazione di eventi: esperienza maturata in attività di pubblicazione, diffusione e presentazione in vari contesti del mio romanzo di formazione “Nata viva” e di divulgazione del portale Piccologenio, attraverso scambi di link, contatti, newsletter e pubblicità.

Capacità relazionali e di fare rete per apportare un contributo positivo all’azienda per la quale lavoro, buone capacità di parlare in pubblico. Vocazione pedagogica e didattica messa in pratica con i progetti nelle scuole (di cui sopra) e nell’ ambito dell’esperienza come attrice teatrale. Comprovata capacità di gestione e partecipazione al lavoro di squadra, buone capacità diplomatiche in situazioni di stress o tensione.

Entusiasmo e grandissima voglia di fare, tenacia e capacità di reinventarsi in progetti e iniziative condivise.

Sono in grado di svolgere in autonomia il lavoro in sede e da casa, flessibilità d’orario.

Capacità e competenze organizzative

Organizzazione e gestione di progetti pedagogici e teatrali nelle scuole; organizzazione, gestione e promozione di eventi per presentazioni di libri, spettacoli teatrali, riunioni, conferenze; coordinamento del lavoro di squadra. Organizzazione di attività culturali,  divulgative e sociali.

Capacità e competenze tecniche

Buona padronanza degli strumenti Windows Office, WordPress, Outlook, Internet , Gmail e Skype. Competenza della tecnica SEO, Social media marketing su Facebook e Twitter.

Patente o patenti

Patente di guida per disabili. B speciale.

Patentino Europeo di informatica.

Riconoscimenti al cortometraggio Nata viva

25 giugno 2016 – Primo classificato nella categoria “Corti della realtà” nell’ambito del Premio L’Anello debole 2016 – Capodarco L’Altro Festival

15-16-17 luglio 2016 – Proiezione fuori concorso del cortometraggio “Nata viva” nell’ambito della quarta edizione del Festival Film Corto “Ciak sul fermano”

Riconoscimenti all’opera letteraria Nata viva

2011 – Finalista al premio Firenze 2011 – Centro culturale Firenze Europa “Mario Conti“ – XXIX Premio Firenze sezione D – narrativa edita.

– Segnalata al concorso letterario “Premio nazionale di letteratura Prof. “Francesco Florio“ 23 edizione 2011 – Licata con diploma di elogio, ottenendo il punteggio di 93/100.

– Menzione d’onore con diploma di merito al premio nazionale di poesia, e fotografia “Albero Andronico“, V edizione.

– Semifinalista e menzione d’onore con diploma di merito al XVIII

premio letterario internazionale “Trofeo penna d’autore“ nella sezione A: libri narrativa e saggistica

Rassegna stampa dell’opera letteraria e mini-film Nata viva

2016-2017

  Nata viva sul Venerdì di Repubblica 

Nata Viva“ tra i corti finalisti di Capodarco, L’anello debole 2016

Premio Anello debole, vince forza di Zoe

Intervista a Zoe Rondini su Radio Freccia Azzurra, una web-radio fatta in una scuola elementare

 Nata viva e l’attuale condizione dei disabili nel nostro paese. Intervista all’autrice 

Nata viva sul magazine della scuola di scrittura Omero. di Arturo Belluardo  10 dicembre 2015

Zoe Rondini: intervista all’autrice di “Nata viva“ di Disabilibidoc.it

Zoe Rondini, una donna coraggiosa

Cinque minuti e poi…

(edizione passata)

2013 – Disabilità e discriminazioni: l’appassionante racconto di Zoe Rondini. Articolo apparso sulla rivista “Near, più vicini più uguali”.

2013 – Nata viva, ovvero… sul bello di esistere, di Gianfranco Chieppa

2012 – Io, disabile ma più che viva, di Assuntina Morresi, uscito su Avvenire nell’inserto È vita, il 5 gennaio.

2012Nata Viva di Zoe Rondini, L’Osservatore Romano, numero del 26 luglio. Dall’inserto “Donne chiesa mondo“. Scritto da Giulia Galeotti.

2012 – Nata viva, di Riccardo Rossi

2012 – Un libro sulla ricchezza interiore dell’handicap, di Maurizio Fabbri, uscito sulla rivista Educazione alla Salute – periodico dell’Associazione Italiana Studio Malformazioni e della Fondazione ASM per la Salute dell’Infanzia, gennaio/marzo 2012. 

2012 – Nata Viva di Z.Rondini,  Recensione a cura di Federico Sinopoli.

Interessi e tempo libero

Mi piace viaggiare, andare al cinema, a teatro, vedere le mostre. Amo scoprire nuove città, ma anche “esplorare” Roma. Spesso scrivo per me, per il mio  portale; la scrittura è una passione e un lavoro.

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Zoe a Radio Freccia Azzurra

Di seguito i file audio e le foto dell’intervista al programma radiofonico “Chi c’è in classe” andato in onda su “Radio Freccia Azzurra“; la web-radio gestita dai bambini di una quinta elementare della scuola Perlasca di Roma. E’ un progetto educativo promosso dall’Associazione Matura Infanzia e dal Circolo Gianni Rodari. 

intervista Mp3

Link all’ intervista

 

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Zoe torna tra i banchi di scuola: il progetto “Disabilità e narrazione di sé”

Lezione per il master di psicologia della Lumsa 15.07.2018

Nata Viva“ tra i corti finalisti di Capodarco, L’anello debole 2016

Potete trovare il volume sul sito della Socetà Editrice Dande AlghieriAmazonIbs. 

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Vi presento il portale

Il portale Piccologenio nasce dalla mia vocazione per la scrittura e la comunicazione.

Nei primi anni dopo il suo esordio in rete l’8 marzo 2006, è stato un piccolo blog, con poche categorie che trattavano alcune tematiche inerenti la disabilità, i film e i miei racconti. Con il tempo sono cresciuta, è maturato il mio spirito d’osservazione; la narrazione del sè mi ha sempre aiutata a capire meglio me stessa e la realtà che mi circonda. Ho sviluppato esperienza ed interesse per la pedagogia; tutte le tematiche inerenti al mondo delle disabilità, in particolar modo come questa  percepisce e viene percepita in contesti quali: la famiglia, la scuola, il cinema, il teatro, la rete… Così da pochi scritti sono passata a creare un portale su disabilità e tematiche culturali che più mi appassionano e sento urgenti.

Pubblicare il romanzoNata vivae realizzare l’omonimo cortometraggio con la regia di Lucia Pappalardo e l’Associazione Nazionale Filmaker e Videomaker Italiani   mi ha portato a creare una apposita categoria: questa vuole essere un modo per imprimere, catalogare ed esporre i riconoscimenti ed i progetti tutt’ora in corso che hanno preso vita dal romanzo di formazione e dal mini-film.

Un progetto importante è: “Disabilità e narrazione di sé; come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità”; è stato ripetuto dal 2012 ad oggi ed ha come intento la prevenzione al bullismo e rispetto delle differenze. Le classi dove si è svolto comprendono bambini e ragazzi dai 10 ai 18 anni.

Essere Zoe Rondini, autrice, pedagogista e blogger mi ha fatto trovare il mio posto nel mondo e nel mondo del lavoro. È grazie alla mia diversità ed al racconto di essa che ho molte soddisfazioni umanamente e professionalmente. Ho anche la possibilità di esprimere le mie idee tramite le lezioni universitari, convegni e simposi.

Nei primi anni da blogger ho avuto diverse collaborazioni creando varie sezioni che affidavo ad altri, queste sono:  fondazione26; Teatro dell’oppresso; English Theatre of Rome; A.n.g.e.t; la psicologa risponde e hadicap e sessualità. Tale scelta è poi stata abbandonata: non si tratta di un giornale e non ho più paura di non essere in grado di arricchire questo spazio virtuale con contenuti nuovi e multimediali.

Un passaggio molto importante per la mia scrittura sul web e formazione è stata l’esperienza presso il giornale online Piuculture, questa mi ha dato l’opportunità di apprendere e mettere in pratica la scrittura giornalistica più sintetica, essenziale ed immediata. La testata  mi ha anche dato l’opportunità di cimentarmi con la scrittura dei socialnework, queste nuove competenze mi hanno dato un  riscontro positivo ai post che riguardano i contenuti di Piccologenio e Nata viva. Grazie a Facebook e Twitter, mi contattano molte persone con disabilità e le loro famiglie per complimentarsi e chiedermi consigli sulle terapie, i problemi scolastici, vita indipendente, amore e sessualità.

Le categorie che aggiorno di più sono: Nata viva; Articoli della redattrice e Amore e sessualità, sfatiamo i tabù; in quest’ultima cerco di affrontare tali tematiche sfatando miti e pregiudizi. L’intento è da una parte offrire risposte concrete a chi ha un handicap e desidera fare certe esperienze e dall’altra affrontare  le tematiche dell’amore, della sessualità e dell’educazione sentimentale di tutti perché ritengo che tali tematiche ci rendano tutti uguali e tutti diversi: non è saggio negarli o reprimerli portando il disabile a farsi un’idea sbagliata o a esasperata.

Per il futuro spero di rendere il portale sempre più utile alle persone con varie disabilità, alle loro famiglie, a chi è vittima di bullismo e a chi, per diversi motivi si rapporta con questi temi: spero di contribuire ad una cultura dell’inclusione e del rispetto delle differenze. Penso che l’inclusione significhi  accettare le differenze di ognuno e condividere delle esperienze importanti. Contesti come la scuola, in mondo del lavoro, lo sport, il teatro… possono essere fondamentali per costruire un tessuto sociale positivo ed è a questi che mi rivolgo e con i quali vorrei collaborare con la scrittura, i mie studi pedagogici e la recitazione.

Guarda il mini-film:

Nata viva

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